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Podcast Arte da finestresullarte.info

#arte #news

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11: Duccio di Buoninsegna - Alle origini del raffinato gusto senese
Duccio di Buoninsegna è uno dei pittori più influenti della storia dell'arte italiana. Non abbiamo molte informazioni sul suo conto, ma ci basta osservare le sue opere d'arte per capire quanto le generazioni successive dipendessero da lui. Duccio si formò sul solco della tradizione senese, che si basava ancora su uno stile bizantineggiante, e la aggiornò sulle conquiste di Cimabue (spesso i due furono talmente vicini, che in passato molte opere di Duccio vennero attribuite a Cimabue) e sulle novità del gotico francese: in particolare, Duccio conferì alla scuola senese quel gusto raffinato ed elegante che, da lui in poi, sarebbe stata una delle caratteristiche peculiari delle opere prodotte a Siena. Non sono molte le opere che ci rimangono di Duccio di Buoninsegna: in questa puntata, il percorso di Ilaria e Federico si concentra su quelle che più hanno inciso e segnato! Data articolo: Mon, 22 Dec 2014 19:34:11 +0200

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10: Andrea del Sarto - Il pittore senza errori
"Senza errori": così Giorgio Vasari definì le figure di Andrea del Sarto. Figure "di somma perfezione" in quanto caratteristica maggiore di Andrea del Sarto fu la capacità di creare sempre composizioni formalmente ineccepibili, armoniose, ben bilanciate: una pittura, insomma, classica, che fece scuola (per secoli gli artisti hanno copiato le sue opere) e che con i suoi colori luminosi e con i suoi effetti di luce costituì anche una base imprescindibile per i primi pittori manieristi. Lavorò quasi sempre a Firenze, si formò nella bottega di Piero di Cosimo ma ben prestò passò a studiare i modelli più aggiornati, ovvero quelli di Leonardo e di Raffaello. Lontano dalla monumentalità del contemporaneo fra' Bartolomeo (al quale comunque si avvicinò nelle ultime fasi della carriera), seppe creare composizioni sempre dotate di grazia, eleganza ed equilibrio. Nella puntata di oggi scopriamo, con Ilaria e Federico, alcuni dei suoi più importanti capolavori! Data articolo: Fri, 28 Nov 2014 19:49:21 +0200

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9: Cosmè Tura - Gli inizi della scuola ferrarese del Rinascimento
Nel Quattrocento, la città di Ferrara conobbe un periodo di grande splendore, che favorì la nascita di una scuola artistica locale: Cosmè Tura ne è considerato il fondatore, nonché forse il maggior rappresentante. Formatosi in un contesto di altissimo livello, soggiornò probabilmente nella vicina Padova guardando ad Andrea Mantegna, a Donatello, a Francesco Squarcione. Ne risultò quindi uno stile molto duro, caratterizzato da un segno nervoso, da intenso espressionismo e da un decorativismo fantasioso, estroso e sovrabbondante: un'arte quindi non per tutti, ma di sicuro estremamente moderna e originale. L'arte di Cosmè Tura fu fondamentale per gli sviluppi successivi della scuola ferrarese in quanto tutti gli artisti più giovani si misurarono con lui, e fece sentire la sua eco fino al Novecento. Sono pochi però i capolavori di Cosmè Tura che si conservano: con Ilaria e Federico scopriamo quelli più belli. Data articolo: Fri, 24 Sep 2014 21:30:11 +0200

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8: Paolo Veronese - L'illusione della realtà
La città di Verona, quest'anno, ha dedicato una grande e importante mostra a quello che forse è il miglior artista a cui abbia dato i natali: Paolo Caliari, meglio noto come il Veronese. Formatosi nella città natale sotto Antonio Badile e Giovan Francesco Caroto, ma guardando con curiosità e interesse a diverse fonti (ricordiamo, su tutti, Giulio Romano e il Parmigianino), ben presto il giovane Paolo arrivò a Venezia dove guardò all'arte di Tiziano, ma dove riuscì anche a ritagliarsi un notevole spazio nel giro delle committenze illustri, tanto da contendersi con il Tintoretto, poco più avanti, la reputazione di artista più richiesto di Venezia. Le sue atmosfere fastose e solenni ma anche festose e liete precorsero l'arte del Settecento, le sue teorie sui colori complementari hanno influenzato anche l'arte contemporanea. Con Ilaria e Federico scopriamo l'arte di Paolo Veronese attraverso una selezione di grandi capolavori presenti alla mostra di Verona! Data articolo: Thu, 18 Sep 2014 21:54:29 +0200

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7: Pisanello - L'anima cortese del gotico internazionale in Italia
Tra i principali artisti tardogotici che operarono in Italia, Antonio di Puccio Pisano, passato alla storia con il suo soprannome Pisanello, seppe ritagliarsi un ruolo del tutto particolare: fu infatti il pittore italiano che più di ogni altro seppe connotare i suoi lavori con quelle atmosfere da fiaba raffinata, che incontravano il gusto delle corti medievali. In un periodo storico in cui il Rinascimento nasceva e si sviluppava, e quando il genio di artisti come Masaccio e Donatello si era già ampiamente palesato, Pisanello rimaneva orgogliosamente e ostinatamente legato alle sue radici da pittore gotico cortese: e questo non gli impediva, grazie alla sua eleganza, di continuare ad affascinare i suoi contemporanei. Ma seppe anche innovare: le sue medaglie furono infatti alla base della medaglistica rinascimentale. Le opere che ci sono rimaste di lui non sono molte, e diverse si trovano a Verona, la città dove fu più attivo: scopriamo i suoi capolavori con Ilaria e Federico! Data articolo: Sat, 23 Aug 2014 11:30:01 +0200

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6: Giovanni Bellini - Gli esordi del Rinascimento a Venezia
Giovanni Bellini è uno dei grandi nomi della storia dell'arte italiana in quanto è considerato l'iniziatore del Rinascimento a Venezia. Nato in una famiglia di pittori (il padre Jacopo e il fratello Gentile furono tra i più importanti artisti della Venezia quattrocentesca), riuscì presto a slegarsi dagli schemi tardogotici entro cui si era formato per abbracciare dapprima l'arte del cognato Andrea Mantegna, poi quella di Piero della Francesca e ancora quella di Antonello da Messina, che rese la sua arte più luminosa e più morbida: pronta, insomma, per aprire la strada alla pittura tonale, tipicamente veneta, che avrebbe trovato in Giorgione il suo massimo interprete (e anche con il pittore di Castelfranco ci furono influenze vicendevoli). Ilaria e Federico ci portano dunque alla scoperta dei capolavori di un artista di primissimo livello che con i suoi dipinti è riuscito a cambiare un'epoca. Data articolo: Fri, 25 Jul 2014 14:37:11 +0200

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5: Jacopo Ligozzi (speciale) - Pittore universalissimo in mostra a Firenze
La quinta puntata del podcast di quest'anno è dedicata a Jacopo Ligozzi e alla mostra "Jacopo Ligozzi. Pittore universalissimo" che si tiene alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti fino al 28 settembre 2014. La mostra esplora una gran parte della produzione dell'artista veronese (ma fiorentino d'adozione) Jacopo Ligozzi, che fu abilissimo nella pittura a soggetto naturalistico (a Firenze sono esposte diverse delle sue tavole botaniche e zoologiche), ma fu anche estremamente interessato (anzi, quasi ossessionato) dal tema del macabro e dell'orrido, e fu anche un notevole ritrattista nonché un eccellente pittore di soggetti religiosi. Insomma, un artista completo e versatile: in mostra, la sua produzione è ricostruita per temi, che però cercano di mantenere un ordine cronologico. Ilaria e Federico dopo essere stati alla mostra ve ne parlano (e ve la consigliano) per portarvi alla scoperta di alcuni dei capolavori esposti! Data articolo: Mon, 16 Jun 2014 12:48:33 +0200

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4: Benvenuto Cellini - "Animoso, fiero, vivace, prontissimo e terribilissimo"
Basterebbero solo i cinque aggettivi usati da Giorgio Vasari nelle sue Vite (animoso, fiero, vivace, prontissimo e terribilissimo) per descrivere l'indole e l'arte di Benvenuto Cellini, che fu probabilmente il primo artista della storia dell'arte a creare da solo il mito di se stesso: notissima è la sua autobiografia. Uomo dal carattere violento (commise alcuni omicidi), capace di forti passioni sia verso le donne sia, soprattutto, verso gli uomini (fu più volte accusato di sodomia), ma soprattutto capace di un'arte estremamente raffinata, dovuta in gran parte alla sua iniziale formazione come orefice, Benvenuto Cellini è stato il più raffinato ed elegante scultore manierista. Non sono molte le opere che di lui ci sono rimaste, ma sono tutte opere di altissimo livello: con la puntata di oggi e con Ilaria e Federico scopriamo uno dei più discussi, bizzarri, stravaganti e geniali artisti della storia dell'arte italiana. Data articolo: Fri, 16 May 2014 21:26:01 +0200

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3: Carlo Maratta - Grande artista tra classicismo e barocco
Carlo Maratta è stato uno dei più grandi esponenti del classicismo seicentesco, e per la precisione è stato uno degli ultimi. Originario di Camerano, un paesino delle Marche vicino ad Ancona, si distinse per il suo talento precoce e si trasferì ancora bambino a Roma, dove entrò nella bottega di Andrea Sacchi e studiò tutti i più grandi artisti classicisti, da Raffaello ai pittori bolognesi. Non rimase però immune al fascino dell'arte barocca, che grazie ad artisti come Gian Lorenzo Bernini, Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona, stava vivendo il suo apice: così, Carlo Maratta propose una pittura molto originale, che riusciva a fondere classicismo e barocco dando luogo a risultati sorprendenti. Diventato poi il più importante e influente pittore a Roma, seppe dettare e influenzare i gusti di committenza e artisti sul finire del secolo e agli inizi del Settecento. Andiamo alla scoperta delle sue opere principali con Ilaria e Federico! Data articolo: Sat, 12 Apr 2014 21:43:05 +0200

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2: Filippino Lippi - Il Rinascimento inquieto
Con Filippino Lippi, figlio del grande pittore rinascimentale Filippo, nonché amico di Sandro Botticelli, iniziano a manifestarsi, nella pittura rinascimentale, segni di una profonda inquietudine che sfocerà poi nel Manierismo, di cui Filippino Lippi è considerato un precursore. Nato da una relazione illegittima tra il padre, un frate, e la monaca Lucrezia Buti, Filippino aiutò il padre fin da bambino e alla sua scomparsa entrò nella bottega di fra' Diamante, da cui poi uscì per andare a studiare con Sandro Botticelli, il cui contributo fu fondamentale per l'arte di Filippino, che dapprima creò opere con uno stile simile a quello di Botticelli per poi elaborare un proprio stile personale fatto di pennellate nervose, paesaggi aspri, elementi inquietanti e visionari. Quella di Filippino Lippi è un'arte quasi espressionista, nata in un periodo storico caratterizzato dalla rottura di ogni equilibrio: Federico e Ilaria ci guideranno attraverso i suoi migliori capolavori. Data articolo: Sat, 29 Mar 2014 11:30:21 +0200

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1: Giovanni Pisano - Dinamismo e intensità nella scultura gotica
Figlio di Nicola, Giovanni Pisano è stato uno dei grandi innovatori della scultura gotica. Partito dalla lezione paterna, rivisitata secondo le suggestioni della scultura gotica francese, lo scultore arrivò a ottenere risultati di intenso dinamismo, con opere caratterizzate non solo da movimenti contorti e convulsi, ma anche da una grande e intensa espressività dei personaggi. Parallelamente Giovanni Pisano sviluppò anche le sue ricerche sullo studio degli affetti, evidenti soprattutto nelle sue Madonne, che si fanno umane come mai si era visto prima. Tutte queste caratteristiche ne fanno uno degli scultori più moderni e rivoluzionari che la storia dell'arte italiana conosca. E tale modernità non poté non avere ripercussioni sulle generazioni successive, e infatti Giovanni Pisano fu a lungo studiato da tanti artisti, anche grandissimi. Scopriamo i suoi capolavori nella prima puntata del 2014 insieme a Ilaria e Federico! Data articolo: Fri, 28 Feb 2014 17:31:32 +0200

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21: Domenico Beccafumi - L'inquietudine del Manierismo a Siena
Considerato il primo artista della storia dell'arte a manifestare tendenze manieriste, ancor prima del Pontormo e del Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi, pittore di Siena formatosi su artisti rinascimentali come fra' Bartolomeo e Filippino Lippi, si è ritagliato un ruolo fondamentale nella storia dell'arte perché assieme ai più giovani manieristi fiorentini citati contribuì a far nascere il Manierismo in Toscana, proponendo un linguaggio che si fondava sulla rottura degli equilibri rinascimentali, sulla presenza di elementi inquieti e tormentati, su schemi compositivi molto complessi, su effetti di luce e forti contrasti cromatici che davano luogo a scene dalle atmosfere spesso stranianti. Ma Domenico Beccafumi si distinse anche perché fu, nel Cinquecento, il maggior continuatore di quella tipica tradizione senese fatta di eleganza e di raffinatezza. Scopriamo i suoi capolavori con Ilaria e Federico in quest'ultima puntata di Finestre sull'Arte del 2013! Data articolo: Sat, 21 Dec 2013 14:52:43 +0200

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20: Giambattista Tiepolo - Realtà fittizia nel Settecento veneto
Giambattista Tiepolo è stato probabilmente il più grande artista rococò nell'Italia del Settecento. Veneziano, aperto a tutte le suggestioni che riceveva (dal tenebrismo di Giovanni Battista Piazzetta e Federico Bencovich alle luminose atmosfere di Ludovico Dorigny), Giambattista Tiepolo maturò uno stile chiaro e arioso, nel quale veniva stravolto il significato delle conquiste della pittura barocca: l'illusionismo prospettico, con Giambattista Tiepolo, non è più un mezzo per coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di una visione, ma è un mezzo per creare una realtà fittizia e quasi astratta in una società in piena decadenza quale era quella della Venezia del XIX secolo. Un'arte fortemente teatrale in cui i personaggi non sono più realistici, ma sembrano quasi attori in una recita. Uno stile che Tiepolo da Venezia diffuse poi in tutta Europa (Würzburg, Madrid) e che ci viene raccontato in questa puntata da Ilaria e Federico. Data articolo: Fri, 06 Dec 2013 17:03:11 +0200

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19: Giovanni Lanfranco - "Spiegò egli l'ali del suo bel genio alla pittura"
"Spiegò egli fin da' primi anni l'ali del suo bel genio alla pittura" è la frase che Giovan Pietro Bellori utilizza per introdurre la formazione di Giovanni Lanfranco nel capitolo delle "Vite" dedicato al pittore parmigiano: Giovanni Lanfranco fu infatti un artista molto dotato e che ebbe l'opportunità di mettere da parte un bagaglio culturale di notevole importanza, in quanto assorbì non solo il classicismo dei Carracci, di cui fu allievo, ma anche la lezione di Correggio, in particolare quella del Correggio degli affreschi di Parma. Giovanni Lanfranco elaborò tutte queste suggestioni per dare vita a uno stile originale, che di fatto diede origine alla grande decorazione barocca: è infatti suo il primo lavoro compiutamente barocco che possiamo trovare nella Roma del Seicento. Artista di grande fama, fu anche molto prolifico: in questa puntata, Ilaria e Federico ci parlano di alcuni capolavori di Giovanni Lanfranco che cambiarono il gusto del tempo e la storia dell'arte. Data articolo: Fri, 22 Nov 2013 17:25:59 +0200

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18: Benedetto Bonfigli - Gli inizi del Rinascimento in Umbria
Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento. Data articolo: Thu, 31 Oct 2013 00:22:31 +0200

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17: Vitale da Bologna (Vitale degli Equi) - Il Trecento bolognese
Vitale da Bologna, il cui vero nome era Vitale degli Equi, è stato probabilmente il più importante pittore bolognese del Trecento: è documentato dal 1330 al 1359, fu attivo non solo a Bologna ma anche in Friuli, dove realizzò affreschi nel Duomo di Udine, influenzando in modo profondo la scuola locale (così come quella bolognese), si formò osservando la pittura del grande Giotto, artista con cui tutti i pittori della generazione di Vitale da Bologna si confrontarono, e le opere della scuola di Rimini, tra le prime ad accogliere le nuove istanze giottesche, ma fu influenzato anche dalla pittura gotica francese e dalla miniatura. Il risultato che ne segue è altamente originale: una pittura che alterna brani di eccezionale raffinatezza a momenti di intenso espressionismo, carico drammatismo e tensione dinamica. Con questa puntata scopriremo assieme a Ilaria e Federico alcuni dei (pochi) capolavori che questo grande artista ci ha lasciato. Data articolo: Wed, 14 Oct 2013 12:53:17 +0200

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16: Gian Lorenzo Bernini - "Uomo nell'arti della pittura, scultura e architettura non pur grande, ma raro"
Per la puntata numero 100 della storia del podcast, abbiamo scelto un "uomo nell'arti della pittura, scultura e architettura non pur grande, ma raro": la definizione data da Filippo Baldinucci nella sua biografia di Gian Lorenzo Bernini ci dà un'idea dell'importanza di questo spettacolare scultore (nonché pittore e architetto), il massimo interprete della poetica barocca. Artista eccellente, possiamo considerarlo un po' come il simbolo del suo secolo, in quanto non solo fu l'artista che seppe meglio restituire nelle opere il gusto del tempo, ma fu anche l'artista meglio inserito negli ambienti della Roma pontificia, centro da cui partivano tutti i dettami dell'arte seicentesca (classicismo, naturalismo, barocco). Bernini produsse molti capolavori, impossibile trattarli tutti in una puntata: per questo Ilaria e Federico hanno operato una selezione che ha l'obiettivo di toccare i temi più importanti dell'arte di Gian Lorenzo Bernini e della poetica barocca. Data articolo: Mon, 30 Sep 2013 11:06:11 +0200

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15: Matteo Civitali - La scultura del Rinascimento a Lucca
Matteo Civitali è considerato lo scultore toscano più importante del Rinascimento fuori da Firenze: formatosi probabilmente a contatto con Antonio e Bernardo Rossellino, due dei massimi scultori del tempo, Matteo Civitali diventò in breve tempo la principale figura di riferimento del Rinascimento lucchese proponendo un'arte innovativa, che fondeva un acceso gusto per il classicismo, che si può spiegare con un probabile soggiorno dello scultore a Roma, dove si sarebbe recato per studiare la statuaria antica, e un gusto per la raffigurazione intensa del pathos e dell'espressività dei suoi personaggi (le ricerche sull'espressività caratterizzarono gran parte della sua attività). Le sue opere si trovano per la maggior parte nel territorio lucchese: con Ilaria e Federico, in questa puntata, scopriremo alcuni dei capolavori più interessanti di Matteo Civitali. Data articolo: Thu, 19 Sep 2013 08:29:31 +0200

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14: Tino di Camaino - Solidità e innovazione nella scultura del Trecento
Tino di Camaino, originario di Siena dove nacque attorno al 1285, è stato uno dei più importanti scultori del Trecento, se non forse il più importante. Probabile allievo o collaboratore di Giovanni Pisano, dimostrò fin da subito di non voler rigidamente aderire allo stile del maestro per elaborare una poetica personale, fatta di grande solidità e compattezza nelle volumetrie, il tutto spesso condito da innovazioni nelle tipologie iconografiche: sua per esempio è l'invenzione di rappresentare, nel monumento funebre, la figura del defunto seduto invece che sdraiato. Tino si cimentò in diverse opere, dai monumenti ai rilievi passando per le pale scolpite, e ha lasciato tracce della sua produzione in diverse città della Toscana (Pisa, Siena, Firenze) e anche a Napoli, dove si trasferì nel 1323 e dove diede impulso alla scuola locale. Con Ilaria e Federico andiamo alla scoperta dei capolavori più significativi. Data articolo: Wed, 28 Aug 2013 11:46:14 +0200

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13: Donato Bramante - L'illusionismo prospettico di un ingegno versatile
Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento. Data articolo: Tue, 13 Aug 2013 14:48:11 +0200

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12: Baciccio (Giovan Battista Gaulli) - Lo spettacolo della grande decorazione barocca
Insieme a Pietro da Cortona che lo precedette e ad Andrea Pozzo che fu suo contemporaneo, Giovan Battista Gaulli, meglio noto con il diminutivo tipicamente genovese "Baciccio" (o "Baciccia"), fu il più grande interprete della spettacolare decorazione barocca. Dopo aver appreso la pittura in patria ed aver ammirato i capolavori di Rubens, van Dyck e Bernardo Strozzi, già molto giovane il Baciccio si trasferì a Roma dove strinse amicizia con Gian Lorenzo Bernini (che offrì numerosi spunti per la sua arte e con il quale collaborò a più riprese) e iniziò a lavorare per i più prestigiosi committenti: aristocratici, cardinali e papi. Con il "Trionfo del nome di Gesù", realizzato sulla volta della navata centrale della chiesa del Gesù, Giovan Battista Gaulli scrisse una delle più incredibili e note pagine della storia dell'arte mondiale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci introducono alle meraviglie della pittura barocca del Baciccio. Data articolo: Wed, 31 Jul 2013 11:02:21 +0200

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11: Perugino (Pietro Vannucci) - Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo
"Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo": una frase di Giorgio Vasari che aiuta a comprendere come fosse considerata, al suo tempo, l'arte di Pietro Vannucci, detto il Perugino, originario di Città della Pieve (vicino Perugia) e massimo esponente del Rinascimento umbro. Formatosi tra Perugia e Firenze (fu alla bottega del Verrocchio), conobbe una vita di successi: partecipò ai lavori della Cappella Sistina a Roma, lavorò a lungo a Firenze per diversi committenti, insieme al Pinturicchio monopolizzò la scena artistica della Perugia del tempo grazie al suo stile delicato, lirico, aggraziato ed armonioso che sapeva essere adatto a ogni tipo di commissione. Solenne nei dipinti ufficiali, devoto nelle opere religiose (lui che, secondo Vasari, fu "persona di assai poca religione"), colto e abile nel ritratto, il Perugino è uno dei più grandi artisti del nostro Rinascimento, e Ilaria e Federico in questa puntata ci conducono alla scoperta di alcuni dei suoi maggiori capolavori. Data articolo: Fri, 19 Jul 2013 11:19:56 +0200

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10: Nicola Pisano - La riscoperta del classico nella scultura gotica
Tra le più importanti figure della storia dell'arte italiana, Nicola Pisano fu autore di un importantissimo rinnovamento nella scultura del Duecento, destinato a segnare l'arte successiva, sia in scultura che in pittura: il suo recupero dell'arte classica, unito alle tensioni dinamiche dell'arte gotica, superò i "revival" classicisti che nel Duecento iniziavano a nascere soprattutto nel Regno di Sicilia di Federico II di Svevia, per creare una scultura che, recuperando il classico e innestandolo sull'espressività gotica, ponesse le basi per risultati di una plasticità e di una veridicità fino ad allora sconosciute. Nicola Pisano, attestato in alcuni documenti anche come Nicola de Apulia, nacque e si formò probabilmente in Puglia, ma diffuse il suo linguaggio principalmente nell'Italia centrale: Pisa, Siena e Perugia furono i centri dove fu maggiormente attivo. Con Ilaria e Federico, una puntata in cui scoprire gli innovativi capolavori di un grandissimo artista! Data articolo: Wed, 10 Jul 2013 14:30:15 +0200

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9: Lorenzo Lotto - Genio del Cinquecento in mostra
La Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, dedica al grande pittore Lorenzo Lotto una mostra, "Lorenzo Lotto nelle Marche", attraverso la quale vuole ricostruire il percorso marchigiano di uno dei più grandi geni del Cinquecento. Lorenzo Lotto fu un pittore inquieto ed errabondo: nato a Venezia e formatosi in laguna, non trovò spazio nella sua città natale per via della sua pittura estremamente innovativa e originale, nonché anticonvenzionale e anticlassica. Fu così sempre costretto a cercare lavoro nei centri periferici, tra cui le Marche, dove la competizione era meno accesa e dove il suo linguaggio poteva esprimersi più liberamente, senza le costrizioni di una committenza legata al gusto le cui regole erano dettate essenzialmente da Tiziano in Veneto, e da Raffaello e Michelangelo nell'Italia centrale (Lorenzo Lotto fu anche a Roma, ma rimase poco tempo senza lasciare il segno). Ilaria e Federico ci raccontano la mostra, che espone alcuni capolavori di Lorenzo Lotto, nonché la sua grande e meravigliosa arte. Data articolo: Sat, 15 Jun 2013 14:23:11 +0200

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8: Sinibaldo Scorza - Mini puntata n. 2
Sinibaldo Scorza, pittore del Seicento genovese nato a Voltaggio nell'entroterra, fu un artista molto particolare: formatosi infatti sulla pittura fiamminga che circolava nella Genova di inizio Seicento (soprattutto quella di Frans Snyders), si interessò alla rappresentazione della natura nei dipinti e iniziò una felice e fortunata produzione di opere d'arte che avevano per protagonisti gli animali. Sinibaldo Scorza (che fu anche un eccellente paesaggista) quindi fu uno dei primi artisti a diffondere in Italia le opere con gli animali come soggetti principali, che spesso non erano gli unici protagonisti ma erano inclusi in opere con storie e miti dove gli animali ricoprivano un ruolo fondamentale. La sua lezione poi si diffuse e fu ripresa, tra gli altri, da Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto. Vediamo con Ilaria e Federico quali sono le sue opere più interessanti! Data articolo: Wed, 12 Jun 2013 14:41:20 +0200

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