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News recensioni film cinema da sentieriselvaggi.it

#film #cinema #recensioni #sentieriselvaggi.it

tonino de bernardi
#TFF36 – Il programma completo del Torino Film Festival

Dal 23 novembre la 36esima edizione del festival di Emanuela Martini, Massimo Causo, Davide Oberto. Quindici film del concorso internazionale, quindici opere prime e seconde

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«Quindici film del concorso internazionale, quindici opere prime e seconde. Molti europei, una regista filippina, un regista che viene dal Brasile, André Novais Oliveira, un regista italiano, Valerio Mastandrea, una regista polacca, uno austriaco, un tedesco, un francese, un belga-francese… Un panorama molto eterogeneo».

Inizia così la presentazione alla stampa dell’edizione 2018 del Torino Film Festival, rassegna che avrĂ  luogo per la trentaseiesima volta a partire dal prossimo 23 novembre.
A presentare il programma alla Casa del Cinema di Roma, Emanuela Martini, Massimo Causo (Onde) e Davide Oberto (TFFdoc).

Un Festival plurale, si diceva, che avrà come film d’apertura e chiusura due lavori dedicati in qualche modo a due figure del passato più o meno recente. Stiamo parlando di The Front Runner, con Hugh Jackman che interpreterà la storia vera del senatore americano Gary Hart che, durante la campagna elettorale del 1988, venne travolto dagli scandali sessuali, ed il ritorno militante di Nanni Moretti con Santiago, Italia e le vicende di Salvador Allende. 
Tra i film segnalati da Emanuela Martini c’è anche Ash Is Purest White, lungometraggio che osserva il cambiamento della Cina dal 2001 ad oggi affidandosi alla presenza di Zhao Tao, moglie del regista e componente di giuria Jia Zhangke. Storia al femminile poi anche per Colette, di Westmoreland, con una Keira Knightley nelle vesti di una delle scrittrici più controverse della Belle Époque, Sidonie-Gabrielle Colette.
L’emancipazione femminile ritorna anche in Bulli e Pupe di Steve Della Casa e Chiara Ronchini che, tramite filmati d’archivio e voci di registi, politici e scrittori, raccontano l’Italia che cambiava agli albori della società dei consumi (contenuti simili anche in Sex Story di Cristina Comencini e Roberto Moroni).
E a proposito di scandali sessuali, sempre all’interno di Festa Mobile c’è grande attesa anche per il ritorno a Torino di James Franco con Pretenders, storia di due amici di college che si innamorano della stessa ragazza e per un decennio intrecciano le loro vite tra New York e l’Europa.

Per quanto riguarda Onde, Massimo Causo sottolinea la presenza dell’indipendente americano Christopher Jason Bell, che con Incorrectional  porta a Torino un film dalla produzione burrascosa, interrotta perché uno degli interpreti si era ribellato alla messinscena del regista. «Una sezione che ragiona sui formati e sulle dinamiche di visione» ammette Causo mentre sciorina un programma che mette insieme vecchie riprese in 16 mm di Manfred Kirchheimer (Dream of a City) e l’Ifigenia in Aulide di Tonino De Bernardi, protagonista a sua volta di O Termómetro De Galileu di Teresa Villaverde.

Poi ancora lo spazio Unforgettables, concepito dal guest director di quest’anno Pupi Avati, un Ermanno Olmi Day e retrospettive dedicate a Jean Eustache e Powell & Pressburger.

 

QUI il programma completo

I film di Festa Mobile

L’amour Debout di MichaĂ«l Dacheux
Ash Is Purest White di Jia Zhangke
Blaze  di Ethan Hawke
Das Boot di Andreas Prochaska
Bulli e Pupe di Steve Della Casa e Chiara Ronchini
Can You Ever Forgive Me? di Marielle Heller
Colette di Wash Westmoreland
Dovlatov di Aleksey German Jr.
First Night Nerves di Stanley Kwan
The Front Runner di Jason Reitman
Il Gusto della LibertĂ  – Cinema e ’68 di GIovanna Ventura
Happy New Year, Colin Burstead  di Ben Wheatley
Juliet, Naked di Jesse Peretz
Madeline’s Madeline di Josephine Decker
The Man Who Stole Banksy di Marco Proserpio
I nomi del Signor Sulcic di Elisabetta Sgarbi
Ovunque Proteggimi di Bonifacio Angius
Papi Chulo di John Butler
Pretenders di James Franco
Ragazzi di Stadio, Quarant’anni Dopo di Daniele Segre
Santiago, Italia di Nanni Moretti
Sex Story di Cristina Comencini e Roberto Moroni
Ulisse & Mona di Sébastien Betbeder
The White Crow di Ralph Fiennes

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 18:26:28 +0000
#stanlee #marvel
Stan Lee – Hollywood ricorda il Sorridente

Ieri, alla veneranda età di 95 anni, Stan Lee è salito in cielo. Qui vi riportiamo i post più commoventi delle celebrities dedicati al sempre sorridente e immortale pilastro della Marvel

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Ieri, alla veneranda etĂ  di 95 anni, Stan Lee è salito in cielo. Uno dei piĂą grandi creatori e artisti della contemporaneitĂ , al pari di leggende del calibro di Walt Disney, Lee ha ridefinito e plasmato l’immaginario collettivo di centinaia di generazioni con le sue storie e i suoi supereroi, fino all’approdo del MCU sugli schermi planetari. Il mondo intero si è riunito ed abbracciato per celebrare la sua vita e rendere la sua scomparsa meno amara. Qui di seguito, vi riportiamo i post piĂą commoventi dedicati al sempre sorridente e immortale pilastro della Marvel:

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Excelsior.

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 17:13:13 +0000
Powell e Pressburger
UK Film Days Italia, prima edizione

Scarpette rosse di Powell e Pressburger aprirĂ  la prima edizione dello UK Film Days Italia.

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UK Film Days Italia inaugura quest’anno la sua prima edizione con due giorni di incontri e proiezioni dedicato a cinema britannico. Dopo alcuni estratti dal documentario work in progress Kemp di Edoardo Gabriellini, venerdì 16 novembre ci sarĂ  la proiezione di Scarpette rosse (1948, copia restaurata) di Michael Powell ed Emeric Pressburger in occasione dei 70 anni dall’uscita del film. Ad introdurre il film sarĂ  Emanuela Martini, direttrice artistica del 36° Torino Film Festival, con cui UK Film Days Italia è in collaborazione. Il giorno seguente si terrĂ  invece la masterclass Donne che non chiedono scusa. Vivienne Westwood: creativitĂ  e autonimia al femminile a cura di Piera Detassis. Lo stesso giorno verrĂ  proiettato il documentario Westwood. Punk, Icon, Activist diretto da Lorna Tucker che sarĂ  distribuito prossimamente da Wanted Cinema. UK Film Days Italia è possibile grazie all’associazione Red Shoes di cui fanno parte i membri onorari Lynne Ramsay, Stephen Frears, Terence Davies e Iain Sinclair.

Appuntamento allo Spazio Oberdan di Milano.

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 16:41:44 +0000
terzo segreto di satira
AS film festival 2018, al via il 16 novembre

ASFF, il festival curato da chi ha la sindrome di Asperger giunge alla sua sesta edizione.

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AS film festival 2018 si terrĂ  a Roma dal 16 al 18 novembre presso il MAXXI. Il festival curato da persone con sindrome di Asperger giunge così alla sua sesta edizione. Non un semplice festival sull’autismo o altre forme di disabilitĂ , ma un festival cinematografico realizzato da chi vede la diversitĂ  come un valore. Per questa edizione sarĂ  proposta una selezione di 46 cortometraggi divisi in quattro sezioni. La sezione Points of View è dedicata ai cortometraggi internazionali, la sezione Animation Now! è dedicata ai cortometraggi d’animazione e la sezione Punti di vista è dedicata ai cortometraggi italiani. Infine la sezione Ragionevolmente differenti propone il cinema per parlare di neurodiversitĂ .

Del festival fanno anche parte alcuni lungometraggi. Il primo giorno verrĂ  proiettato Be Kind diretto da Sabrina Paravicini e Nino Monteleone, con i quali ci sarĂ  un incontro prima della proiezione. Il film segue il protagonista Nino nelle sue interviste a coloro che sono stati esclusi, esplorando il tema della diversitĂ  in tutte le sue forme. Il secondo giorno ci sarĂ  la proiezione di In viaggio con Adele, a cui seguirĂ  l’incontro con il regista Alessandro Capitani e con il cast del film. Il film è la storia di una ragazza neurodiversa priva di inibizioni. La morte della madre costringe Aldo, che scopre di essere suo padre, a intraprendere un viaggio con la figlia. La proiezione di Si muore tutti democristiani sarĂ  preceduto anch’esso dall’incontro con i registi: il collettivo Il terzo segreto di satira (Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi).

Nel terzo giorno ci sarĂ  invece la proiezione in anteprima italiana del documentario sull’autismo Peixos d’aigua dolça (en aigua salada) di Biel Mauri e Marc Serena. E per finire il film Un silenzio particolare diretto da Stefano Rulli che sarĂ  preceduto dall’incontro con il regista. Per finire, dopo la premiazione, The Drummer and the Keeper chiuderĂ  ufficialmente il festival. Diretto da Nick Kelly, è la storia di un batterista con disturbo bipolare che si vede costretto a socializzare con un portiere con sindrome di Asperger, conosciuto in una squadra di calcio per disabili.

Appuntamento quindi dal 16 al 18 novembre al MAXXI di Roma. Nel corso delle tre giornate si svolgerĂ  inoltre il 42HRS 2018, un concorso che vedrĂ  12 squadre di filmmaker impegnate nella realizzazione un cortometraggio da realizzare in 42 ore di tempo. ASFF è organizzato dalle associazioni Not Equal e L’age d’or in collaborazione con Fondazione MAXXI. Qui potete consultare il programma ufficiale.

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 16:37:16 +0000
Wolfgang Fischer
STYX – SentieriSelvaggi intervista Wolfgang Fischer

Abbiamo incontrato a Roma il regista del film in uscita il prossimo 15 novembre dopo il passaggio alla Berlinale 2018. Ecco il video della nostra intervista

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Styx, ossia Stige, il mitologico fiume degli inferi, film metafora di produzione austro-tedesca, ha aperto la sezione Panorama alla Berlinale 2018, dove ha vinto il premio della Giuria Ecumenica. Abbiamo incontrato il regista Wolfgang Fischer a Roma, in occasione dell’uscita in sala in Italia del prossimo 15 novembre. Ecco il video:

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 12:15:16 +0000
trentaquattro miliardi di dollari statunitensi
inizioPartita. Big Blue fagocita Red Hat

L'acquisizione di Red Hat è il viatico ideale per Big Blue per dotarsi di nuove tecnologie software per il cloud, basate su codice open-source.

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Ad Armonk hanno sempre pensato sul lungo periodo. Quando l’International Business Machines Corporation (comunemente nota ai più come IBM) ha deciso di uscire qualche anno fa dal mercato PC, per incapacità a sostenere la concorrenza dei diretti competitor, si era pensato ad una sua imminente debacle. Ma la multinazionale statunitense ha concentrato il suo business nel settore dei server e del super-computing, divenendo quasi un player solitario (anche se di nicchia), cosa che le ha consentito di sopravvivere e predisporre una strategia di recupero che, anche se con tempistiche dilazionate, le sta consentendo di riguadagnare a poco a poco il terreno perso finora.

C’era comunque da aspettarselo da un’azienda con un know-how eccezionale, che opera sotto lo stesso nome da più di un secolo (…dal 1911 circa).

Non stupisce piĂą di tanto, quindi, la recente acquisizione miliardaria di Red Hat, avvenuta per un controvalore oggettivo di circa trentaquattro miliardi di dollari statunitensi.

Red Hat è il viatico ideale per dotarsi di nuove tecnologie software per il cloud, basate su codice open-source.

In effetti, Red Hat opererà per conto della divisione Hybrid Cloud di IMB, anche se, almeno per il momento, sembra destinata a mantenere una certa neutralità ed indipendenza rispetto all’azienda principale.

Da quel che si è potuto capire, IBM intende per ora lasciare le cose come stanno: verrà mantenuta l’attuale dirigenza insieme a tutte quelle peculiarità che hanno contraddistinto finora Red Hat (in particolare, sedi e brand accessori).

Quindi, se da un lato l’operazione di acquisizione consente a Red Hat una buona solidità finanziaria (con i capitali di IBM), dall’altro dovrebbe permetterle di salvaguardare comunque la propria elevata autonomia decisionale, cosa auspicata dagli estimatori del brand, che non vedrebbero di buon occhio eventuali intromissioni di IBM.

Ad ogni modo, se si guarda oltre ai proclami di indipendenza, non è detto che l’acquisizione operata da IBM sia un bene per questo settore del mondo software che ruota intorno a Linux.

Certamente è un colpaccio per Big Blue, visto che potrà affondare i propri dentoni nel know-how correlato al cloud, dove invero era rimasta finora alla finestra.

Qualcuno ha tuttavia già ipotizzato come, prima o dopo, Red Hat finirà per essere inglobata nella multinazionale come tutte le altre realtà aziendali che sono state indistintamente assimilate finora (un po’ nello stile dei Borg di Star Trek).

Noi teniamo a far comunque presente che, in ogni caso, Linux è Linux. Red Hat non è Linux, e se anche un giorno dovesse sparire, altre distribuzioni di Linux prenderebbero il sopravvento su quelle dell’azienda di Raleigh (North Carolina), permettendo comunque alla creatura di Torvalds di rinnovarsi nel tempo.

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Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 09:10:22 +0000
sue song
Anatomia del miracolo, di Alessandra Celesia

Il doc si confronta con la tradizione dura e pura la devozione verso la Madonna ferita, una delle immagini meno attraenti dell’iconografia cattolico-romana, idolatrata soprattutto nel napoletano

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Le membra del miracolo, i percorsi per riceverlo, la fede declinata in tre credi, ognuno ugualmente valido ma non estendibile a tutti. Il documentario di Alessandra Celesia, coproduzione franco-italiana, si confronta con la tradizione dura e pura, la fede, la devozione verso la Madonna dell’Arco, la Madonna ferita, una delle immagini meno attraenti dell’iconografia cattolico-romana, e forse proprio per questo idolatrata più di altre, soprattutto nel napoletano, dove la celebre processione verso il santuario richiama ogni anno greggi sterminati di fedeli, tutti pronti a ricevere la grazia. Il fenomeno è stato più volte centrato come una delle massime espressioni di ritualità spirituale, basti pensare alla scelta di molti, i più ortodossi, di avvicinarsi al limite della chiesa in ginocchio, strisciando, benedicendo la grandezza della Madre, lamentando le proprie pene. Inoltre, in virtù di una profonda disperazione, il grido deve essere acuto, rumoroso; la Madonna, dall’alto, deve sentire l’inno e la preghiera, deve comprendere e poi raccogliere l’anima da curare.

Anatomia del miracolo segue le storie di una ragazza in sedia a rotelle che vive dirimpetto al santuario, di una giovane pianista coreana trasferitasi a Napoli dopo aver abbandonato la Grande Mela, e di una donna transessuale, anch’essa dedita al culto della Vergine e partecipe all’organizzazione dell’evento. Il racconto della prima purtroppo stride con l’indagine nella sua totalità. Non che la sua prospettiva risulti poco interessante, parliamo infatti di una fedelissima eppure scettica, come le più grandi figure della Chiesa, che si domanda se la platealità di molti devoti sia la chiave per il successo, se, essendo nata in quella condizione, la sua non sia una colpa intrinseca, aldilà di congetture e reazioni terrene, una colpa impossibile da elidere. Tuttavia, la sua storia soccombe ai piedi di una religiosità intima, discreta, solitaria e artistica. La ragazza coreana ricerca il miracolo nella creazione, nel sacrificio della fama per un pentagramma quanto più vicino alla sacralità, all’immenso che si cela agl’occhi. Tentare quella musica è l’unica strada per avvicinarsi al Paradiso. Proprio come lei, Fabiana, la donna transessuale, ha deciso di praticare la fede, di sentirla attraverso la vicinanza con i cari, di trasformare, magari, quanto percepito come ostacolo in una prova di forza, rendendo grazie all’opportunità di superarlo. Le doti empatiche della regista sono palesi, così come il buon uso dello strumento, ma in un assetto più narrativo che altro, a maggior ragione se non ci troviamo nella safe zone fiction, occorre stringere l’obiettivo sulla visione d’insieme.

 

Regia: Alessandra Celesia

Interpreti: Giusy Orbinato, Fabiana Matarrese, Sue Song

Distribuzione: La Sarraz Pictures

Durata: 83′

Origine: Francia/Italia 2017

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Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 15:47:04 +0000
vfx
Aida in una tempesta di sabbia

Dal 2 dicembre al Teatro Carlo Felice di Genova

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AIDA di Giuseppe Verdi, opera inaugurale della stagione lirica 2018/19 del Teatro Carlo Felice di Genova, è un’esperienza in cui la grande tradizione della lirica italiana incontra l’animazione e il cinema, avvicinando uno dei capisaldi della cultura nazionale con le nuove tecnologie che offrono le arti visive. Le scenografie saranno infatti completamente virtuali, e si avvarranno delle tecniche di computer grafica quali l’animazione 2D-3D, i VFX (visual effects cinematografici) per creare mondi immaginifici
egiziani e animati.
La regia è firmata da Alfonso Antoniozzi, la direzione creativa dal punto di vista visivo-scenografico è firmata da Monica Manganelli, scenografa per la lirica e vfx art director per il cinema.
Per questa AIDA, il cui debutto è previsto il 2 dicembre 2018, è stato ideato un immaginario egiziano futuristico e irreale, che richiama film di genere science-fiction: l’animazione video segue i tempi musicali e interagisce con le coreografie, creando atmosfere di volta in volta che raccontano la storia narrata dall’opera. Effetti di animazione, tempeste di sabbia, giochi di fuoco, ad esempio si sostituiranno ai tradizionali cambi scena. I 4 elementi, Aria, Fuoco, Acqua, Terra, caratterizzeranno simbolicamente ogni atto dal punto di vista visivo.

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Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 14:29:53 +0000
premiazione finale
Festival dei Popoli 59 – I premi

Si conclude la 59esima edizione del Festival dei Popoli. Premio al Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale per "Chaco", di Incalcaterra/Quattrini: film sapiente dalla "rilevanza duratura".

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La 59esima edizione del Festival dei Popoli si è conclusa lo scorso 10 novembre con la cerimonia di premiazione presso il cinema La Compagnia di Firenze. Si aggiudica il Premio al Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale di questa edizione il film Chaco (Argentina/Italia/Svizzera, 2018), diretto dai registi Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini: storia che racconta la dura lotta condotta dallo stesso Incalcaterra per salvaguardare una porzione della foresta paraguayana del Chaco. La Giuria Internazionale, composta da Filipa Reis (regista e produttrice, Portogallo), Stephan Riguet (produttore e distributore, Francia) e Biljana Tutorov (produttrice e regista, Serbia), ha assegnato il premio (8.000 euro) esponendo la seguente motivazione: «Il particolare punto di vista dei registi conferisce a questo film una rilevanza duratura. Attraverso un approccio investigativo ed una sapiente arte cinematografica, il film rappresenta un quadro politico complesso, mettendo alla prova le opinioni acquisite sul concetto di solidarietà».

Il Premio per il Miglior Mediometraggio (4.000 euro) è andato a Roman National (National Narrative) di Grégoire Beil (Francia, 2018).

Il Premio per il Miglior Cortometraggio (2.500 euro) è andato a Las Nubes di Juan Pablo Gonzàlez (Usa/Messico, 2018).

La Targa “Gian Paolo Paoli” al miglior film antropologico è stata assegnata a When The War Comes di Jan Gebert (Repubblica Ceca/Croazia, 2018).

Il Premio “Lo sguardo dell’altro. La sfida del dialogo tra culture e religioni”(1.500 euro), assegnato dall’Istituto Sangalli per la Storia e le Culture Religiose di Firenze, è andato a Srbenka di Nebojsa SlijepÄŤević (Croazia, 2018). L’Istituto ha assegnato anche una Menzione speciale a Pentcho di Stefano Cattini (Italia/Gran Bretagna, 2018).

Il Premio Cinemaitaliano.info – CG Entertainment del Concorso Italiano, che consiste nella pubblicazione e distribuzione del film nella collana dvd “Popoli doc” edita da CG Entertainment, è stato assegnato a La regina di Casetta di Francesco Fei (Italia, 2018). 

Il Premio “Gli Imperdibili” del Concorso Italiano, che offre la possibilità di includere il film vincitore nella programmazione del cinema La Compagnia di Firenze, è stato assegnato a Pentcho di Stefano Cattini (Italia/Gran Bretagna, 2018).

Il Premio MyMovies.it – Il cinema dalla parte del pubblico, per la categoria Concorso Internazionale, è andato a Life is But a Dream di Margherita Pescetti (Italia/Palestina, 2018). Il Premio MyMovies.it – Il cinema dalla parte del pubblico, per la categoria Concorso Italiano, è andato a Corpo a corpo di Francesco Corona (Italia, 2018).

 

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Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 11:18:37 +0000
william holmes
Il sergente York, di Howard Hawks

Basato sul testo di Tom Skeyhill, unisce il semidocumentarismo alla narrazione classica. Oscar per Gary Cooper e il montaggio. IspirerĂ  in futuro Zemeckis e Gubson. Stasera, 21.15, Studio Universal

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“Il sergente York è una filosofia di vita e la sua forza è di non sapere di esserlo.” Franco La Polla

Pensiero e Azione. Cesare e Dio. Il libro di Storia e la Bibbia. Il dubbio morale di un uomo che crede nella religione quacchera e si trova catapultato nell’orrore della trincea della Prima guerra mondiale. Il western rurale della vita quotidiana nella Valle delle Tre Forche nel Tennessee contrapposto al dramma bellico di un eroe per caso che, in Francia, durante l’offensiva della Mosa-Argonne, trasforma l’istinto di sopravvivenza in vittoria collettiva.

Il sergente York è un po’ l’emblema di una America divisa e combattuta che sta per tuffarsi nella sSeconda guerra mondiale e guarda agli avvenimenti storici della Grande Guerra per prendere la decisione giusta. Al di là delle accuse di propaganda che certa critica europea (compreso il nostro Goffredo Fofi) non ha risparmiato a Howard Hawks, il film è molto più concentrato nel disegnare il viaggio interiore di un bracciante alcolizzato e litigioso che, attraverso l’amore e la fede in Dio, cambia radicalmente la sua visione di uomini e cose. Il motivo di ispirazione di Hawks trova nella gigantesca interpretazione di Gary Cooper il perfetto completamento: nella prima parte osserviamo un uomo disilluso, sbandato, sedotto dal vino e dalle belle donne, riaccompagnato a casa dal fratello minore che si mostra molto più maturo di lui; dopo l’incontro con Gracie (Joan Leslie) e l’incidente della folgorazione sulla via di casa (secondo il modello di San Paolo), il confuso York rimane letteralmente fulminato dalla luce della consapevolezza e sembra davvero in missione per conto del Signore.

La sceneggiatura (cui collabora anche John Huston) è minuziosa nel descrivere i diversi momenti della vita contadina: gli incontri al bar che sta sulla linea di confine tra Kentucky e Tennessee, il tiro al tacchino, le prediche del Pastore quacchero Rosier Pile e gli sguardi timidi tra Alvin e Gracie. Hawks inserisce anche una nota ironica con il personaggio di Ross (George Tobias) che nella fase dell’addestramento bellico stempera la tensione con molte battute e atteggiamenti clowneschi. Se all’inizio Alvin York interrompe e disturba le celebrazioni del pastore e si mostra insofferente ad ogni tipo di autorità, è con l’innamoramento che comincia a rivalutare gli insegnamenti religiosi e i consigli della madre (Margaret Wycherly). Il libro di Storia degli Stati Uniti e la Bibbia sembrano andare in direzioni opposte finchè, durante un ritiro meditativo, Alvin si imbatte nel famoso detto evangelico “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che rappresenta una sintesi conciliatoria tra la necessità di difendere la propria patria e l’obiezione di coscienza dettata dalla volontà di non uccidere.

Howard Hawks si basa sul testo Sergeant York: Last of the Long Hunters di Tom Skeyhill che ha come fonte i veri diari di guerra di Alvin York curati da Sam Cowan: molti degli episodi presenti nel film (il tiro al tacchino, le lotte per la compravendita di un terreno) seguono fedelmente il testo e parte delle riprese sono state effettuate proprio nella fattoria di Alvin. Accanto a questa tendenza semi-documentaristica si sviluppa una narrazione classica che ha il suo culmine nella folle impresa bellica che porta pochi americani a tenere prigionieri ben 132 tedeschi. Premiato con l’Oscar al miglior montaggio (William Holmes) e al migliore attore protagonista (Gary Cooper bisserà nel 1953 con Mezzogiorno di fuoco) Il sergente York è una opera che, basandosi su eventi realmente avvenuti, costruisce un viaggio dell’eroe circolare: si parte da un pezzo di terra e si finisce con l’affermazione dei propri ideali nel mondo reale con la caparbietà dei puri di cuore. La figura del sergente York ispirerà tantissima cinematografia successiva. Su tutti ricordiamo gli esempi di Forrest Gump di Zemeckis e del Desmond Ross di Mel Gibson in La battaglia di Hacksaw Ridge: in un pugno di terra stretto nella mano viene gettato il seme per il riscatto personale e di tutta una nazione.

 

Titolo originale: Sergeant York

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Gary Cooper, Walter Brennan, Joan Leslie, George Tobias, Margaret Wycherly

Durata: 134′

Origine: Usa 1941

Genere: guerra

 

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Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 09:51:10 +0000

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