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News recensioni film cinema da sentieriselvaggi.it

#film #cinema #recensioni #sentieriselvaggi.it

quarantena
Homemade – La quarantena di Paolo Sorrentino su Netflix

L'episodio diretto dal regista italiano per la serie Homemade su Netflix, dedicata alla quarantena di diversi autori: ma il suo non è sempre stato un cinema di esilio?

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Data articolo: Sat, 04 Jul 2020 15:16:35 +0000
villa gordiani
#ArenediRoma2020 – Nuovo Cinema Gordiani (1-29 luglio)

Al Parco Gordiani ogni Mercoledì e Domenica di Luglio un film ad ingresso gratuito. Ecco la programmazione

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Il comitato di lotta Villa Gordiani & Gam Villa Gordiani presentano il cineforum Nuovo Cinema Gordiani. Dall’1 al 29 Luglio ogni Mercoledì e Domenica alle 21:30 con ingresso ad offerta libera

Questa la programmazione:

01 Luglio – L’odio, di Mathieu Kassovitz

05 Luglio – Troppo forte, di Carlo Verdone

08 Luglio – Madagascar, di Eric Darnell e Tom McGrath

12 Luglio – Giù la testa, di Sergio Leone

15 Luglio – Bangla, di Phaim Bhuyian

19 Luglio – L’odore della notte, di Claudio Caligari

22 Luglio – Il coraggio della verità, di George Tillman Jr.

26 Luglio – Sorry we missed you, di Ken Loach

29 Luglio – Quasi amici, di Olivier Nakache e Éric Toledano

 

QUI TUTTI I PROGRAMMI DELLE ARENE DI ROMA

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Data articolo: Sat, 04 Jul 2020 15:03:04 +0000
quo vado
#AreneDiRoma2020 – Cinema sotto le stelle – Eur (Luglio)

Nell'ampia area dell'Eur Social Park di Via Val Fiorita ogni Lunedì di Luglio uno spazio è dedicato al cinema all'aperto. Ecco la programmazione

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CINEPARK CINEMA SOTTO LE STELLE – EUR SOCIAL PARK
La Bibliotechina Roma

Prenotazioni whatsapp

•INGRESSO LIBERO (necessaria la prenotazione su evenbrite)

Ps. Consigliabile portarsi un telo da casa

Link Prenotazione
Eur Social Park rispetta tutte le norme vigenti sul distanziamento interpersonale e adotta tutte le misure necessarie alla corretta sanificazione degli ambienti per garantire a tutti gli ospiti di utilizzare tutti i servizi del parco in totale sicurezza.

Questa la programmazione:

Lunedi 6 luglio:
Quo Vado, di Gennaro Nunziante

 

QUI TUTTI I PROGRAMMI DELLE ARENE DI ROMA

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Data articolo: Sat, 04 Jul 2020 14:59:57 +0000
matt dillon
Rendez-vous 2020 – Proxima, di Alice Winocour

Alice Winocour alle prese con un nuovo ritratto feminile, a metà tra la rivisitazione del melodramma materno anni 40 e il documentario. Oggi in prima italiana ai Rendez-vous del cinema francese

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Sarah (Eva Green) è un ingegnere aerospaziale francese a cui viene offerta l’occasione della vita: partire per una missione nello spazio. La conosciamo già così, mentre è sottoposta a esperimenti di qualsiasi tipo, che ne testino la tenuta fisica e psicologica, perché il primo cedimento potrebbe causare l’estromissione dal delicato progetto. Ma Sarah è anche una madre. Di una bambina di otto anni, Stella, che ogni sera la aspetta a casa per il bagnetto e le favole della buonanotte, quella piccola e tenera routine destinata a interrompersi per almeno un anno, senza nessun contatto. Ed è questo l’unico cedimento di Sarah: il lacerante senso di colpa per l'”abbandono” della sua creatura come inevitabile contrappasso per la ricerca di una realizzazione personale, come professionista e come persona. Alice Winocour, già sceneggiatrice di Mustang, coming of age di cinque giovani sorelle turche, torna a offrire un nuovo ritratto femminile, approcciandolo come fosse una rivisitazione contemporanea del woman’s picture anni Quaranta. E ribaltandone dunque la prospettiva, perché se allora il melodramma materno di Stella Dallas sfociava nell’allontanamento di questa donna socialmente inaccettabile come sacrificio ed estremo atto d’amore per la felicità della figlia, nel nuovo millennio questo allontamento diventa esempio di autonomia da lasciare in eredità alla bambina.


Ma il mélo di Winocour è volutamente ribassato al quotidiano e stemperato dalla lunga routine del training pre-missione che, con piglio documentaristico, racconta le giornate a Star City, in Russia, nella “città delle stelle” dei cosmonauti, e in cui l’autrice si sofferma sui dettagli di un corpo femminile che resiste – come il decidere di non interrompere il normale flusso mestruale né di tagliare i capelli per una più pratica igiene quotidiana – e sulle estenuanti prove da affrontare per dimostrare di essere adeguata agli standard, chiaramente non solo professionali ma anche umani, con la lenta conquista dello scettico capo della missione, Mike, che si trasforma da antagonista sessista in una sorta di burbero ma in fin dei conti empatico mentore, grazie soprattutto alla performance emotivamente stratificata di Matt Dillon.
Alice Winocour ha il coraggio di intercettare questi passaggi senza forzature, lavorando anzi sulle attese, i tempi dilatati, le ripetizioni. Un esercizio che trova eco anche sugli spazi perché Proxima è interamente immerso in un limbo in cui ognuno dei proagonisti sta aspettando qualcosa: la fine della quarantena, la partenza per la missione, l’inevitabile distacco. E come i suoi astronauti il film è interamente sospeso in una sorta di non-luogo fatto di impersonali stanze d’albergo, piccoli parchi giochi, ambienti trasfigurati che diventano puri spazi mnemonici in grado di colmare la distanza emotiva tra madre e figlia.
Insistere più su queste atmosfere rarefatte avrebbe forse giovato di più dal punto di vista estetico al film, a tratti appesantito da una scrittura che insiste sulle difficoltà di questa madre lavoratrice. Ma è del resto a loro che il film è dedicato, come dimostrano le fotografie delle vere astronaute e dei loro figli inserite sui titoli di coda. Proprio in questa sorta di ritratto generazionale rovesciato, Proxima pare avvicinarsi a una versione low key di Ad Astra, non tanto come esempio di fantascienza umanista – ché qui, in un film ancora tutto terreno, al posto della missione spaziale avrebbe potuto esserci un altro ambito lavorativo – quanto per lo speculare rapporto padre/figlio-madre/figlia, attorno a cui James Grey costruisce una allucinata metafora di genere che ad Alice Winocour ancora sfugge, lasciandola ancorata a una forza di gravità che impedisce al film di realizzare il suo potenziale.

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Data articolo: Sat, 04 Jul 2020 12:36:17 +0000
Steve Buscemi
Il re di Staten Island, di Judd Apatow

Apatow crea il contesto più familiare possibile per il talento comico di Pete Davidson. Il suo cinema umano può sembrare erratico mentre insegue dei rari e miracolosi momenti di sincerità emotiva

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The King Of Staten Island è stato distribuito direttamente sulle piattaforme VOD a metà del mese di giugno. Tuttavia, il feeling di Judd Apatow con il pubblico non ha risentito dell’adattamento forzato al calendario e agli strumenti di visione imposti dalla pandemia. Il suo nuovo film è balzato subito al primo posto nella classifica dei titoli più noleggiati del mercato americano. La sua abitudine al successo ha attraversato almeno due decenni e adesso ha superato anche il confine tra medium differenti. C’è un motivo particolare per cui il cineasta raramente sbaglia un colpo? Il suo fiuto nello scegliere i nuovi talenti comici da lanciare può bastare come spiegazione esaustiva?

L’esordio da protagonista di Pete Davidson prosegue un rinnovamento che era iniziato con il precedente Trainwreck (2015) con Amy Schumer. Tuttavia, il regista non si è limitato a sostituire la sua vecchia factory con i nomi più promettenti tra gli stand-up comedians e il cast del Saturday Night Live. Non è chiaro quali siano i rapporti di influenza tra il mumblecore e il suo tipico stile dramedy ma è chiaro che la sua opera di saldatura è sempre più definita. Pete Davidson non è una figura riconducibile ai fondatori del movimento indie di cui Greta Gerwig è una portabandiera. Tuttavia, il suo repertorio apertamente autobiografico, sincero e diaristico tradisce un debito con le storie di formazione che non arrivano da nessuna parte.

La giovane stella della comicità americana ha delle caratteristiche tipiche dei personaggi apatowiani. L’assenza di un’ambizione ben definita e la dipendenza dall’erba sono quelle più evidenti. Il ragazzo è un orfano di padre che vive ancora con la madre e passa i pomeriggi a fumare con i suoi coetanei. Il suo progetto è quello di aprire un ristorante in cui le persone mangiano mentre lui fa dei tatuaggi ai clienti. Tuttavia, gli esperimenti che ha fatto sui corpi dei suoi amici e sulla madre non hanno dato dei grandi risultati. Il profilo del protagonista maschile congelato in un perenne infantilismo è un archetipo delle storie del regista. La performance di Pete Davidson regala a The King of Staten Island una declinazione dolente.

Gran parte del suo repertorio si basa su una dissociazione maturata come conseguenza dalla morte prematura di suo padre. Il comedian è rimasto orfano da bambino, quando il padre pompiere morì nell’inferno delle Twin Towers. Il suo autolesionismo e la sua incapacità di avere interazioni sociali normali hanno un’origine traumatica. La corrispondenza del suo lutto con quello del protagonista del film è totale. Una parte decisiva della sua vicenda è ambientata in una caserma dove gli ex colleghi del genitore gli insegnano l’arte del cameratismo. Infatti, la madre rompe la clausura che gli era stata imposta per diciassette anni da un figlio problematico ed inizia una liaison con un altro firefighter. I due dovranno superare la diffidenza reciproca, la gelosia e il senso di inferiorità davanti ad un termine di paragone maschile ammantato di eroismo.

Pete Davidson è solo l’epicentro di una serie di relazioni che Judd Apatow non tratta mai come fossero secondarie. Per questo è difficile capire se il mumblecore ha influenzato il suo cinema o se non sia invece il contrario. La delusione commerciale di Funny People (2009) poteva essere attribuita proprio alla sua non conformità al format e alle attese. I film del regista mantengono lo schema tradizionale della commedia ma si prendono delle pause narrative sempre più necessarie. The King of Staten Island non costruisce le sue scene mettendosi al servizio delle migliori battute di Pete Davidson. Così come Trainwreck non si piegava ad essere soltanto il trampolino di lancio di Amy Schumer.

Il cinema di Judd Apatow cerca di mettere i suoi attori a proprio agio non tanto come professionisti ma come persone. Il regista ha creato un contesto in cui Pete Davidson non deve fare altro che essere se stesso. Marisa Tomei ormai è specializzata nel ruolo della madre single ancora piacente e gli altri membri del cast non fanno alcuno sforzo per entrare nella parte. The King of Staten Island può sembrare disordinato per chi cerca una struttura narrativa tradizionale. L’incoerenza è una conclusione abbastanza naturale se il punto di vista è quello di un personaggio erratico ed inconcludente. Inoltre, Judd Apatow vuole che la personalità di tutti i suoi pochi legami con il mondo vada rispettata e approfondita e accetta il rischio della dispersione.

Il film scorre per più di due ore alla ricerca di alcuni squarci non programmati di sincerità emotiva. Lo spettatore deve scegliere se aspettare e tollerare un racconto che non sempre è all’altezza della situazione. Il momento in cui l’occhio paziente del regista ruba un istante di ingenuo affetto tra i suoi personaggi ripaga ogni attesa. Sono attimi fugaci in cui ci si rende conto che il suo cinema possiede una qualità sempre più rara da trovare. Judd Apatow ama i suoi personaggi e il suo pubblico al punto di restituirgli l’emozione transitoria della felicità. Ovviamente, ama anche il cinema, l’unico posto in cui questo miracolo è possibile.

Titolo originale: The King of Staten Island
Regia: Judd Apatow
Interpreti: Pete Davidson, Marisa Tomei, Ben Powley, Bill Burr, Maude Apatow, Steve Buscemi
Distribuzione: Universal Pictures
Origine: USA, 2020
Durata: 136′

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Data articolo: Sat, 04 Jul 2020 07:27:07 +0000
giardini brancaleone
#AreneDiRoma2020 – Giardini Brancaleone (Luglio – Agosto)

Ai giardini del Brancaleone l'associazione Astracult porta lo schermo per dare inizio a un'arena sotto le stelle. Ecco la programmazione

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L’associazione Astracult dopo il periodo di film commentati in streaming per la pandemia ed il successo degli eventi in strada al Tufello e al Parco Lorenzo Orsetti torna con un’arena fissi ai giardini del Brancaleone. Questa la programmazione:

Giovedì 9 Luglio – Spider-Man: Into the Spider-Verse, di Peter Ramsey, Rodney Rothman, Robert Persichetti Jr. A presentarlo ci saranno: Sara Pichelli (disegnatrice della Marvel che ha curato il personaggio) e Maria Chiara Gianolla (fumettista e insegnante di disegno)

QUI TUTTI I PROGRAMMI DELLE ARENE DI ROMA

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Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 16:32:26 +0000
viaggio in italia
#AreneDiRoma2020 – Casa del Cinema (6 Luglio – 14 Settembre)

La Casa del Cinema da il via alla sua stagione estiva nel Teatro all'aperto Ettore Scola. Ecco l'intera programmazione dal 6 Luglio al 14 Settembre

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Alla Casa del cinema dal 6 luglio torna Caleidoscopio, la stagione estiva gratuita nel Teatro all’aperto Ettore Scola. Tutte le sere fino al 14 settembre il grande cinema a Villa Borghese. I mille volti di Alberto Sordi, nell’anno del centenario. Gli omaggi a Fernando Di Leo, Ferzan Ozpetek e Jacques Tati. E poi i mestieri del cinema raccontati dagli ex allievi del CSC, le più belle regie d’opera e i tanti festival internazionali.

Il programma fa parte del nuovo palinsesto di Roma Capitale Romarama

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, sono previste modalità particolari di accesso per la tutela della salute e la sicurezza degli spettatori. Ci si può prenotare alle serate da due ore prima degli eventi con un controllo e una distribuzione dei posti attivata presso la portineria di Casa del Cinema; l’accesso sarà consentito 30 minuti prima delle proiezioni con posto garantito; gli spettacoli saranno a titolo gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Caleidoscopio
06 luglio – 14 settembre 2020
PROGRAMMA GIORNALIERO

LUNEDÌ 6 LUGLIO ORE 21.30
I mille volti di Alberto Sordi
LO SCEICCO BIANCO, Federico Fellini, 1952, 85’
A seguire
LO SCEICCO RITROVATO – TAGLI, DOPPIE VERSIONI E SEQUENZE INEDITE DI LO SCEICCO BIANCO
Fulvio Baglivi, Stefano Landini, Moraldo Rossi, 2008, 40’

MARTEDÌ 7 LUGLIO ORE 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La sceneggiatura: incontro con FRANCESCO BRUNI insieme a Ilaria Ravarino
a seguire
TUTTO QUELLO CHE VUOI, Francesco Bruni, Italia, 2017, 106’

MERCOLEDÌ 8 LUGLIO ORE 21.00
PREVIEW DEI ‘LITHUANIAN FILM DAYS’ A ROMA
SOPRAVVIVERE ALL’ESTATE (Summer Survivors), Marija Kavtaradze, Lituania, 2018, 91′

GIOVEDÌ 9 LUGLIO ORE 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La recitazione: incontro con VALENTINA LODOVINI
a seguire
UNA GIORNATA PARTICOLARE, Ettore Scola, 1977, 103′

VENERDÌ 10 LUGLIO ORE 21.30
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
IL BAGNO TURCO, Ferzan Özpetek, Italia, Turchia, Spagna, 1997 94’
Sarà presente il regista Ferzan Özpetek

SABATO 11 LUGLIO ORE 21.30
Cinema in Luce
CRAZY FOR FOOTBALL, Volfango De Biasi, Francesco Trento, Italia, 2016, 73’ documentario

DOMENICA 12 LUGLIO ORE 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
Il montaggio: incontro con GIANNI VEZZOSI
a seguire
VIAGGIO IN ITALIA, di Roberto Rossellini, 1954, 84’

LUNEDÌ 13 LUGLIO ORE 21.30
I mille volti di Alberto Sordi
POLVERE DI STELLE, Alberto Sordi, 1973, 152’

MARTEDÌ 14 LUGLIO ORE 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La produzione: incontro con NICOLA GIULIANO
a seguire
LA GRANDE BELLEZZA, Paolo Sorrentino, Italia, Francia, 2013, 150’

MERCOLEDÌ 15 LUGLIO ORE 21.30
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
MILANO CALIBRO 9, Italia, 1972, 97’
Incontro con il produttore Gianluca Curti che presenterà in anteprima il trailer del film “Calibro 9”, di Tony D’Angelo,
sequel del film “Milano Calibro 9”

GIOVEDÌ 16 LUGLIO 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
Il suono: incontro con Maricetta Lombardo
a seguire
MISERIA E NOBILTÀ, Mario Mattoli, Italia, 1954, 95′

VENERDÌ 17 LUGLIO ORE 21.30
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
HAREM SUARÉ, Ferzan Özpetek, Italia, Francia, Turchia, 1999 110’

SABATO 18 LUGLIO ORE 21.00
ROMAFRICA FILM FESTIVAL
Serata evento I’M NOT YOUR NEGRO

DOMENICA 19 LUGLIO 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
Il costume: incontro con MASSIMO CANTINI PARRINI
a seguire
LA TERRAZZA, Ettore Scola, Italia, 1980, 150’

LUNEDÌ 20 LUGLIO ORE 21.30
I mille volti di Alberto Sordi
I VITELLONI, Federico Fellini, 108’

MARTEDÌ 21 LUGLIO ORE 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La regia: incontro con SUSANNA NICCHIARELLI
a seguire
C’ERAVAMO TANTO AMATI, Ettore Scola, Italia, 1974, 115’

MERCOLEDÌ 22 LUGLIO ORE 21.30
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
IL BOSS, Italia, 1973, 105’

GIOVEDÌ 23 LUGLIO 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La scenografia: incontro con Ivana Gargiulo
A seguire
PASQUALINO SETTEBELLEZZE, Lina Wertmuller, 1975, 115’

VENERDÌ 24 LUGLIO ORE 21.30
Serata di cinema rumeno

SABATO 25 LUGLIO ORE 21.30
Cinema in Luce
IL PUGILE DEL DUCE, Tony Saccucci, Italia, 2016, 65’, documentario

DOMENICA 26 LUGLIO 21.00
CSC Social Club: gli ex allievi del Centro Sperimentale raccontano il cinema italiano
La fotografia: incontro con ARNALDO CATINARI
a seguire TIRO AL PICCIONE, Giuliano Montaldo, Italia, 1961, 114 min

LUNEDÌ 27 LUGLIO ORE 21.00
I mille volti di Alberto Sordi
Presentazione del libro di Alberto Anile, Alberto Sordi, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Edizioni Sabinae, 2020.
a seguire
IL MEDICO DELLA MUTUA, Luigi Zampa, 1968, 100’

MARTEDÌ 28 LUGLIO
EVENTO PRIVATO

MERCOLEDÌ 29 LUGLIO ORE 21.00
Sotto lo stesso cielo. Racconti e immagini di Roma fra gli anni ’60 e ’80
LIVE SHOW. Un tuffo negli anni in cui tutto viene messo in discussione e tutto sembra possibile, in cui finalmente si comincia a desiderare, se non tutto, almeno qualcosa. Prodotto da Made in Tomorrow, con le fotografie di Marcello Geppetti e la musica dal vivo dei WakeUpCall. Racconta Andrea Dezzi.

30 LUGLIO – 5 AGOSTO
XVII Asian Film Festival
La diciassettesima edizione di Asian Film Festival si articola in un concorso con sedici film, un fuori concorso e la sezione newcomers per nuovi talenti. Tra gli altri i nuovi film di Kim Ki-duk, Lav Diaz, Takashi Miike, Hideo Nakata, Koij Fukada. Focus sul cinema filippino in occasione del centenario. Tante sorprese e grandi titoli da tredici paesi dell’Estremo Oriente.

GIOVEDÌ 6 AGOSTO ORE 21. 00
Serata del cinema colombiano

VENERDÌ 7 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
LE FATE IGNORANTI, Ferzan Özpetek, Italia, 2000, 105’

SABATO 8 AGOSTO ORE 21.00
Opera Festival
Giuseppe Verdi
AIDA
Gianfranco de Bosio regia (ripresa produzione originale del 1913) – Daniel Oren direttore Orchestra e Coro dell’Arena di Verona Arena Opera Festival, Verona 2012, 152’

DOMENICA 9 AGOSTO 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
JOUR DE FETE, Jacques Tati, Francia, 1949, 87’

LUNEDÌ 10 AGOSTO ORE 21.00
I mille volti di Alberto Sordi
FUMO DI LONDRA, Alberto Sordi, 131’

MARTEDÌ 11 AGOSTO ORE 21.00
Speciale Federico Fellini
LA DOLCE VITA, di Federico Fellini, 178’

MERCOLEDÌ 12 AGOSTO ORE 21.00
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
LA MALA ORDINA, Italia, 1972, 93’

GIOVEDÌ 13 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
LA FINESTRA DI FRONTE, Gran Bretagna, Turchia, Portogallo, Italia, 2003 106’

VENERDÌ 14 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
CUORE SACRO, Ferzan Özpetek, Italia, 2005, 120’

SABATO 15 AGOSTO ORE 21.00
Opera Festival
Giacomo Puccini
TOSCA
Christophe Honoré regia – Daniele Rustioni direttore – Coro e Orchestra de l’Opéra de Lyon, Maîtrise de l’Opéra de Lyon Festival d’Art Lyrique de Aix-en-Provence, 2019, 125’

DOMENICA 16 AGOSTO 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
LES VACANCES DE M. HULOT, Jacques Tati, Francia, 1953, 88’

LUNEDÌ 17 AGOSTO ORE 21.00
I mille volti di Alberto Sordi
IL VEDOVO, Dino Risi, 1959, 100’

MARTEDÌ 18 AGOSTO ORE 21.00
Cinema in Luce
CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO, Ettore Scola, Italia, 2013, 90’

MERCOLEDÌ 19 AGOSTO ORE 21.00
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
I PADRONI DELLA CITTA’, Italia, 1976, 92’

GIOVEDÌ 20 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
SATURNO CONTRO, Ferzan Özpetek, 2007, 110’

VENERDÌ 21 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
UN GIORNO PERFETTO, Ferzan Özpetek, Italia, 2008, 102’

SABATO 22 AGOSTO ORE 21.00
Opera Festival
Gioachino Rossini
GUILLAUME TELL
Graham Vick regia – Michele Mariotti direttore – Coro e Orchestra del Teatro Comunale di Bologna Rossini Opera Festival, Pesaro, 2013, 247’

DOMENICA 23 AGOSTO 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
MON ONCLE, Jacques Tati, Francia, 1958, 116’

LUNEDÌ 24 AGOSTO ORE 21.00
I mille volti di Alberto Sordi
TUTTI A CASA, Luigi Comencini, 1960, 117’

MARTEDÌ 25 AGOSTO ORE 21.00
Cinema in Luce
ITALIAN GANGSTER, Renato De Maria, Italia, 2015, 87’, documentario

MERCOLEDÌ 26 AGOSTO ORE 21.00
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
IL POLIZIOTTO È MARCIO, Italia, 1974, 91’

GIOVEDÌ 27 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
MINE VAGANTI, Ferzan Özpetek, Italia, 2009, 116’

VENERDÌ 28 AGOSTO ORE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
MAGNIFICA PRESENZA, Ferzan Özpetek, Italia 2012, 105’

SABATO 29 AGOSTO ORE 21.00
Opera Festival
Giacomo Puccini
TURANDOT
Marco Arturo Marelli regia – Paolo Carignani direttore – Prague Philharmonic Choir, Bregenzer Festspielchor, Wiener Symhoniker Festival di Bregenz, 2015, 123’

DOMENICA 30 AGOSTO 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
PLAYTIME, Jacques Tati, Francia, 1967, 124’

LUNEDÌ 31 AGOSTO
I mille volti di Alberto Sordi
17:00 IL TASSINARO, Alberto Sordi, 1983, 120’
a seguire Incontro con Sergio D’Offizi. Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro a cura di Gerry Guida, Luce su Alberto Sordi! Alberto Sordi nei ricordi dell’autore della fotografia Sergio D’Offizi, Artdigiland, 2020.
21.00 DETENUTO IN ATTESA DI GIUDIZIO, Nanni Loy, 1971, 102’

MARTEDÌ 1 SETTEMBRE ORE 21.00
Cinema in Luce
19:00 NAPLES’ 44, Francesco Patierno, Italia, 2016, 85’, documentario
21.00 L’UOMO CHE NON CAMBIO’ LA STORIA, Enrico Caria, Italia, 2016, 77’, documentario.

MERCOLEDÌ 2 SETTEMBRE 21.00
Fernando Di Leo. Un maestro per Tarantino
19:00 GLI AMICI DI NICK HEZARD, Italia, 1976, 100’

21:00 COLPO IN CANNA, Italia, 1975, 97’

GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE
I mille volti di Alberto Sordi
17:00 IN VIAGGIO CON PAPA’, Alberto Sordi, 1982, 118’
a seguire presentazione del libro Alberto Sordi. Una vita tutta da ridere, di Italo Moscati, Castelvecchi, 2020.
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
21.00 ALLACCIATE LE CINTURE, Ferzan Özpetek, Italia, 2014, 110’

VENERDÌ 4 SETTEMBRE 21.00
Ferzan Soirée. Omaggio a Ferzan Ozpetek
ROSSO ISTANBUL, Ferzan Özpetek, Italia, Turchia, 2017, 115’

SABATO 5 SETTEMBRE 21:00
VERTICAL MOVIE FESTIVAL 3^ Edizione 2020
Primo Festival Internazionale dell’Audiovisivo Verticale.

DOMENICA 6 SETTEMBRE 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
TRAFIC, Jacques Tati, Francia, 1971, 96’

LUNEDÌ 7 SETTEMBRE 21.00
I mille volti di Alberto Sordi
21.00 LO SCOPONE SCIENTIFICO, Luigi Comencini, 1972, 116’

8 – 11 SETTEMBRE
Albania, si gira!
Festival di cinema albanese

SABATO 12 SETTEMBRE 21.00
Opera Festival
Richard Strauss
IL CAVALIERE DELLA ROSA
Harry Kupfer regia – Franz Welser-Möst direttore – Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor, Salzburger Festspiele und Theater Kinderchor, Wiener Philharmoniker
Festival di Salisburgo, 2014, 214’

DOMENICA 13 SETTEMBRE 21.00
La gaia scienza di Jacques Tatì
PARADE, Jacques Tati, Francia, 1974, 90’

LUNEDÌ 14 SETTEMBRE
I mille volti di Alberto Sordi
21:00 UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO, Mario Monicelli, 1977, 118’

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Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 16:29:48 +0000
Swarm
Asian Dub Foundation: Swarm anticipa il nuovo Access Denied

Il sound unico che contraddistingue Asian Dub Foundation sin dal loro esordio risuona in tutta la sua potenza in Swarm, terzo estratto da Access Denied, album mai così atteso come di questi tempi

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Si intitola Swarm l’ultimo video, caricato circa un mese fa, da Asian Dub Foundation sul proprio canale YouTube ufficiale.
Il singolo va a sommarsi alle anticipazioni dei mesi scorsi, Can’t Pay Won’t Pay (31 gennaio) e Stealing the Future (27 marzo), annunciando Access Denied, un album ‘esplosivo’ che va a commentare la situazione socio-politica attuale in Inghilterra e nel mondo.

Nato nel 1993, fin da subito Asian Dub Foundation si impegna nella denuncia delle ingiustizie sociali e la promozione della dissidenza verso un sistema politico corrotto e oppressivo.

Nonostante la formazione sia cambiata nel tempo (gli attuali membri sono Ghetto Priest, Dr Das, Chandrasonic, Brian Fairbairn, Aktarvator e Nathan Fluteboxer), gli ADF sono rimasti fedeli al proprio messaggio e alla commistione di stili diversi che li ha sempre contraddistinti, fino alle sonorizzazioni di cult militanti come L’odio portate in giro negli ultimi anni.

Infatti, spaziando dall’elettronica al reggae, dalla musica tradizionale bengalese e indiana a sonorità punk e ambient, la band riesce a creare un sound praticamente unico, che sia nei testi che nei ‘suoni’ abbatte le barriere e le divisioni tra i popoli, condannando ogni forma di razzismo.

Con Access Denied, il cui rilascio è previsto per il 18 settembre, la voce degli Asian Dub Foundation torna a farsi sentire più forte che mai con una tracklist che già dai titoli preannuncia un album strutturato in modo da affrontare tutte le questioni più spinose e pericolose del presente e del futuro imminente per l’umanità.

Infatti, se già in Stealing the Future oltre a denunciare la tendenza di sempre più governi democratici ad adottare politiche autoritaristiche, con forte critica a politiche quali la Brexit e la chiusura delle frontiere, si invita la gioventù a ribellarsi al grido di “we gonna reclaim the future now”, in Swarm l’appello a fare fronte comune contro le ingiustizie è ancora più forte.

Non a caso, il titolo di questo terzo singolo fa riferimento a una frase dell’ex Primo Ministro Inglese David Cameron, che in un commento ufficiale definì gli immigrati “a swarm of people”.
Gli ADF prendono il termine, usato in senso negativo dal politico, e lo esaltano in positivo rimarcando la capacità di uno sciame (swarm) di agire come un’unica mente per attaccare e difendersi come gruppo: “Swarm feel the power togheter: one mind, hive mind, one mind”.

 

Il brano va così a unirsi al coro di voci che in tutto il mondo della musica (Run The Jewels e Pig Feet, Anderson .Paak e Public Enemy) e dello spettacolo (Dave Chappelle) si sta alzando contro il razzismo e gli abusi istituzionali, allargando la base di Black Lives Matter ad urgenze ed istanze universali.

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Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 11:37:47 +0000
Zidni Hakim
FEFF22 – Detention, Victim(s), Impetigore, Beasts Clawing at Straws

Dalla selezione ufficiale del Far East Film Festival, l'horror politico di Detention, quello classico ancestrale di Impetigore, Victim(s) del bullismo, e il sexy crime di Beasts Clawing at Straws

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Detention (Reclusione) di John HSU entra in un liceo d’epoca per raccontare un periodo molto buio della storia di Taiwan, il Terrore Bianco, una feroce repressione politica ad opera del Kuomintang di Chiang Kai-shek (detto anche Generalissimo Chiang). Siamo nel 1962. Nel film predomina un senso di asfissia, sogno, incubo, passato e presente cominciano a confondersi in un gioco di riflessi dove la paura deforma le schegge dello stesso specchio. Il conflitto nasce dalla proibizione, il divieto cade in un perimetro noto per il cinema, con la scoperta all’interno dell’istituto del Club dei libri, rigurgito nazista/totalitario e pretesto di tortura, un argomento illustrato definitivamente da Ray Bradbury e François Truffaut in Fahrenheit 451.

Invece di procedere seguendo un filo logico, la narrazione cerca dei continui salti di suspense, e l’ingresso in un mondo diventato ostile nella sua parte terrena comporta incontrare i fantasmi nati da un persistente stato di angoscia. L’argine viene superato con l’ausilio di un sound design minimale ed ininterrotto, e l’animo tormentato dei detenuti, le loro sofferenze, le grida di dolore, diventano la pietra angolare per avvicinarsi alla piaga. Quelle richieste di aiuto viaggiano nel tempo ed arrivano ai giorni nostri, voce unica di un popolo impegnato a difendere la propria identità, ora come allora, dalle mire aggressive della Cina. Gli stessi personaggi vivono in una progressione collettiva, trovano una dimensione solo in riferimento ad un comune destino. Ancora una volta l’horror si rivela terreno privilegiato per avanzare un discorso politico. Lo stile metaforico e stilistico guarda naturalmente vicino all’uscio di casa, paesi pieni di leggende di spiriti inquieti e vaganti, simboli di memoria e vendetta, ed il ghost movie conseguenza ideale per illuminare luoghi ancora circondati dal buio.

Se gli adolescenti di Detention sono la testimonianza di un ricordo incancellabile, quelli di Victim(s) di Layla Ji sono il risultato di un fenomeno in continua espansione, un orrore di altro tipo, il bullismo. Questo campus della Malesia introduce una realtà di violenza molto diffusa e sottostimata, resa incontrollabile da una sovraesposizione mediatica invasiva. Ispirato ad una storia vera, prende spunto da un fatto di cronaca. Tre liceali vengono aggrediti in strada, uno ci resta secco. L’aggressore risulta essere un altro ragazzo della stessa scuola. Il tempo cronologico in questo caso viene piegato all’indietro, ai momenti di rottura prima del crollo emotivo, vessazione, percosse, stupri, prepotenze, un intero campionario di comportamenti malvagi, in un clima reso insensibile dall’omertà. Una società anestetizzata pronta soltanto a chiedere la testa di un colpevole da additare per la condanna pubblica.

Sul tema cardine gira anche il discorso della lotta di classe, l’occasione per mettere a confronto modelli contigui, con indici di consumo diversi ma una medesima miseria affettiva. L’analisi classista trova un limite nel contesto ambientale facendolo apparire una giustificazione, quasi l’estrazione sociale fosse una condanna preventiva al disordine morale. La descrizione invece è perfetta nell’esplorare le fragilità giovanili, la vergogna, il timore di un pubblico ludibrio, la sessualità incerta, il senso di inadeguatezza fisica o economica. Un abisso. Le cui maglie travalicano l’aspetto generazionale ed esasperano un pessimismo probabilmente eccessivo, poco attenuato dal finale. Il vuoto risucchia senza riguardi per l’età anagrafica, aprendo un’altra voragine nel campo educativo privo di spessore. Resta interessante ed attuale il ragionare sulla perdita di una sfera privata, dei processi sommari, del pressapochismo dei mezzi di informazione interessati solo a sbattere il mostro in prima pagina, lontani anni luce da elementi come attendibilità e prudenza da considerare un faro per orientare il proprio lavoro. La presenza fastidiosa dell’informazione mainstream diventa vera e propria occupazione visiva dello schermo. E le uscite del tribunale, gli ospedali, le abitazioni private, presidi di appostamento per un ultimo inutile scoop.

Un altro horror inserito nella competizione ufficiale è l’indonesiano Impetigore diretto da Joko Anwar, dove la protagonista Maya torna al suo villaggio natale per fare i conti con una maledizione. Insieme a lei viaggia l’inseparabile amica Dini. Gli spazi urbani spariscono per lasciare il posto alla campagna, e il cambio di passo prevede l’arrivo in una vecchia casa di famiglia, considerata come l’epicentro di un terribile morbo. L’estinzione del maleficio comporta versamenti di sangue, meglio se attraverso l’uso di lame, per sgozzare o scuoiare. Il plot è un classico: l’estranea arriva in paese portando scompiglio ed attirandosi addosso le ire degli abitanti, in questo caso una vera e propria persecuzione assassina. La lotta eterna contro il pregiudizio e l’ignoranza.

La soluzione anche qui è remota e invisibile, vive di sussurri demoniaci ed apparizioni, vittime mai dimenticate rimaste intrappolate per l’eternità dentro un gioco diabolico, ridotte ad essere una marionetta per il Wayang Kulit, il tradizionale teatro di ombre giavanesi. La scoperta di Maya delle origini fornisce il quadro d’insieme della storia, ancora un processo a ritroso, stavolta delle visioni, ed al contempo illustra il suo approccio con una realtà aliena. Il gusto e le location esotiche lasciano intatti i riferimenti alla tragedia di origine europea, soprattutto nel finale.

Beasts Clawing at Straws (Bestie che si attaccano a tutto) del sudcoreano KIM Young-hoon è un thriller pieno di indizi lasciati per ricostruire pezzi del puzzle. Lo sguardo sull’umanità resta poco lusinghiero. L’intreccio crime segue la pista di una borsa Vuitton piena di denaro sporco, trovata da un ignaro (con le debite distanze, un sistema non molto dissimile dal meccanismo bressoniano utilizzato per L’argent, da un racconto di Tolstoj, Denaro Falso). I soldi influenzano le esistenze dei quattro protagonisti, convinti dal loro possesso di guadagnare una nuova possibilità dalla vita. Vuoi a causa di un indebitamento, vuoi per una retta scolastica da saldare o per liberarsi dall’indigenza e scappare da un marito violento, il prezzo da pagare non cambia e si differenzia soltanto per grado morale. Quale che sia la motivazione lascia zero alternative di successo. I toni sono di un grottesco quasi involontario, soprattutto quando il dramma assume i connotati ridicoli della commedia. La lettura dei personaggi resta abbozzata in grandi linee come perfetti stereotipi, maschere inconsistenti sprovviste di valori e incapaci di sognare. Il ritmo è incalzante: tradimenti, passioni, pazzia, delitti, ricatti, estorsioni, una lunga lista di avvenimenti in rapida successione ed una scia di sangue sempre più lunga.

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Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 08:30:05 +0000
Zombie contro zombie
#AreneDiRoma2020 – CENTOCELLE CITY MOVIES 2020

C.S.O.A. Forte Prenestino, CinemaForte e Gruppo Bimby e Genitory del Forte presentano: CENTOCELLE CITY MOVIES 2020 il Grande Cinema sul

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C.S.O.A. Forte Prenestino, CinemaForte e Gruppo Bimby e Genitory del Forte presentano:

CENTOCELLE CITY MOVIES 2020
il Grande Cinema sul Grande Schermo… sotto le stelle!

Ogni martedì e giovedì dalle 22:00. Ecco il programma completo

martedì 7 luglio

arena parco
C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD di Quentin Tarantino (USA 2019)
con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch 161′

arena interna
ZOMBIE CONTRO ZOMBIE di Shuichiro Ueda (Giap 2018)
con Takayuki Hamatsu, Yuzuki Akiyama, Harumi Shuhama 96′

giovedì 9 luglio

arena parco
JOKER di Todd Phillips (USA 2019)
con Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz 122′

arena interna
LA DONNA ELETTRICA di Benedikt Erlingsson (Fra/Isl/Ukr 2018)
con Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Davíð Þór Jónsson 101′

martedì 14 luglio

arena parco
SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach (GB/Fra/Bel 2019)
con Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone, Katie Proctor 100′

arena interna
M.F.A. di Natalia Leite (USA 2017)
con Francesca Eastwood, Clifton Collins Jr., Michael Welch 95′ (v.o. con sottotitoli ita)

Giovedì 16 luglio

arena parco
PARASITE di Bong Joon-ho (Sud Korea 2019)
con Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Yeo-jeong Jo, Choi Woo-Sik 132′

arena interna
ROMA di Alfonso Cuarón (Mex/USA 2018)
con Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, Marco Graf 135′

martedì 21 luglio

arena parco
SARAH & SALEEM – Là dove nulla è possibile di Muayad Alayan (Palest/Ger/NL 2018)
con Sivan Kerchner, Adeeb Safadi, Ishai Golan 127′

arena interna
CLIMAX di Gaspar Noé (Fra 2018)
con Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub 90′

Giovedì 23 luglio

arena parco
OZZY – Cucciolo Coraggioso di Alberto Rodríguez (Spa/Can 2016)
con Fabrizio Manfredi, Dani Rovira, José Mota – Animazione 90′

arena interna
TESNOTA di Kantemir Balagov (Fra 2017)
con Atrem Cipin, Olga Dragunova, Veniamin Kac 118′

martedì 28 luglio

arena parco
L’ETA’ GIOVANE di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Bel 2019)
con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou 84′

arena interna
Presentazione di DENTRO IL COLLETTIVO di Lorenzo Melegari (Ita 2019)
Documentario 90′

giovedì 30 luglio

arena parco
EMA di Pablo Larraín (Cile 2019)
con Mariana Di Girolamo, Gael García Bernal, Santiago Cabrera 102′ (v.o. con sottotitoli ita)

arena interna
ANCORA UN GIORNO di Raúl de la Fuente, Damian Nenow (Pol/Spa/Ger/Bel/Ung 2018)
con Akie Kotabe, Wilson Benedito, Ryszard Kapuscinski 85′

martedì 4 agosto

arena parco
MARTIN EDEN di Pietro Marcello (Ita 2019)
con Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato 129′

arena interna
BLACK PANTHERS di Agnès Varda (Fra 1968)
Documentario 30′
SEIZE THE TIME di Antonello Branca (Ita 1970)
documentario 90′

giovedì 6 agosto

arena parco
CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME? di Roberto Minervini (Ita/Fra/USA 2018)
Documentario 109′

arena interna
IL SINDACO DEL RIONE SANITA‘ di Mario Martone (Ita 2019)
con Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco 115’

martedì 11 agosto

arena parco
I MISERABILI di Ladj Ly (Fra 2019)
con Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djibril Zonga 100′

arena interna
LA TARTARUGA ROSSA di Michael Dudok de Wit (Fra/Bel 2016)
Animazione 80′

PROGRAMMA BIMBY

ven 3 luglio
LILO & STITCH di Dean DeBlois, Chris Sanders (USA 2002)
Animazione 94′

ven 10 luglio
PONYO SULLA SCOGLIERA di Hayao Miyazaki (Giap 2008)
con Yuria Nana, Hiroki Doi, Jôji Tokoro, Tomoko Yamaguchi – Animazione 100′

ven 17 luglio
LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Lorenzo Mattotti (Fra/Ita 2019)
con Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi – Animazione 82′

ven 24 luglio
LE 5 LEGGENDE di Peter Ramsey (USA 2012)
con Chris Pine, Hugh Jackman, Jude Law, Alec Baldwin, Isla Fisher – Animazione 90′

….

ingresso libero
(ma sedie rigorosamente a distanza!!)

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Data articolo: Thu, 02 Jul 2020 17:05:05 +0000

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