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News contratti e accordi da rassegna.it (CGIL)

#contratti #lavoro #accordi #CGIL

Contratti e accordi
Accordo per gli 8 mila lavoratori delle sale Bingo

Buone notizie per i lavoratori delle sale adibite al gioco del Bingo. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno infatti siglato con la Fipe (la Federazione italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio) il protocollo per la disciplina del rapporto di lavoro degli 8 mila dipendenti delle circa 200 sale presenti in Italia. L’intesa è parte integrante del contratto nazionale di lavoro dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e turismo siglata dalle parti l’8 febbraio del 2018.

L’accordo interviene sul sistema di classificazione del personale razionalizzando le figure professionali delle gaming hall alla luce delle evoluzioni tecnologiche e della diversa organizzazione del gioco del Bingo sul mercato del lavoro – con la disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante e limiti quantitativi del contratto a tempo determinato – e sulla formazione professionale da erogare attraverso la bilateralità.

Soddisfazione in casa sindacale. Per le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, “il protocollo a distanza di 18 anni sostituisce le normative definite nella fase di start-up in un settore fortemente caratterizzato da frammentazioni e da fenomeni di concorrenza sleale, anche attraverso l'applicazione di contratti pirata sottoscritti da organizzazioni non rappresentative sostanzialmente incentrati su un drastico abbattimento del costo del lavoro”.

“L’intesa – concludono le tre sigle – risponde alla necessità di tutelare i lavoratori del gioco legale in un contesto di imprevedibilità normativa ed economica, definendo regole e impegni precisi da parte delle aziende per la legalità e per una maggiore responsabilità verso i clienti e i dipendenti, e garantendo al tempo stesso l’applicazione integrale delle norme e delle retribuzioni previste dal contratto nazionale dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva, commerciale e turismo”.

Data articolo: Fri, 24 May 2019 11:12:00 +0200
Contratti e accordi
Forestali Toscana, sottoscritto rinnovo integrativo

Sottoscritto da Anci, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil l'accordo per il rinnovo del contratto integrativo regionale dei 400 operai forestali della Toscana. Il patrimonio forestale occupa oltre il 50 per cento della superficie regionale, di cui il 10 per cento è di proprietà della Regione: si tratta di oltre 100 mila ettari di patrimonio agricolo forestale che rappresentano una risorsa strategica sotto il profilo ambientale e un'importante opportunità per lo sviluppo economico dei territori, in particolare delle aree interne e montane. Soddisfazione è stata espressa da parte delle rappresentanze sindacali degli addetti forestali: "Con il contratto nazionale - spiegano - che manca da oltre sei anni, questo rinnovo, atteso a lungo, compensa la perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni e modernizza la parte normativa".

Data articolo: Thu, 23 May 2019 13:42:00 +0200
Contratti e accordi
Euroricambi (Bologna), approvato contratto integrativo

Approvata dai lavoratori l’ipotesi di rinnovo del contratto aziendale Euroricambi scaduto il 31 dicembre scorso. Alta è stata la partecipazione al voto: dei 403 dipendenti dell’azienda erano presenti nei giorni delle votazioni 364 lavoratrici e lavoratori; hanno votato in 263 (72,2 per cento degli aventi diritto), i sì sono stati 220 (pari all’86 per cento dei voti validi), i contrari 37, schede bianche e nulle 6. Fiom Cgil e Fim Cisl di Bologna e la Rsu di Euroricambi, esprimono "piena soddisfazione in merito al risultato del referendum e ringraziano tutte le lavoratrici e i lavoratori per la fiducia accordata. Con l’accordo Euroricambi prosegue una importante stagione di rinnovo della contrattazione aziendale nelle imprese metalmeccaniche bolognesi, per la complessità dei temi affrontati, per le sperimentazioni e le innovazioni contenute nella contrattazione e per la qualità della contrattazione sul salario".

Iniziamo dal salario: si è convenuto un aumento del premio di risultato, che passa dai 2.200 euro medi del precedente accordo a 2.500 euro medi annui, con un anticipo certo di 1.300 euro annui, che aumenta a 1.400 euro dal quarto anno di vigenza dell’accordo. Oltre all’aumento dell’indennità turno, si è introdotta inoltre una indennità di produttività strutturale in paga oraria non assorbibile, per i lavoratori inquadrati con qualifica di operai, pari ad un valore di 21 euro al mese, che aumenta a 30 euro al mese dal 1° gennaio 2022. Inoltre viene confermato il capitolo “risorse per lo studio”, che prevede una quota di 200 euro/anno a famiglia per le famiglie dei lavoratori con figli minorenni.

L’accordo aziendale investe su un rafforzamento delle relazioni sindacali, con la previsione di un sistema di confronto tra azienda e sindacato e consegna molti strumenti di gestione alla Rsu e ai lavoratori, oltre a intervenire sulle condizioni di lavoro. Viene infatti introdotta la Commissione tecnica bilaterale, formata in modo paritetico da Rsu e direzione aziendale, per affrontare preventivamente temi riguardanti l’organizzazione del lavoro e la formazione, potendosi avvalere di volta in volta anche della partecipazione sia di esperti esterni sia di lavoratori che operano nelle aree interessate alle materie oggetto del confronto.

Altro tema importante è quello degli appalti, con l’impegno di un esame preventivo con la Rsu nell’eventualità di cambio appalto, e la garanzia dell’applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, escludendo quindi la presenza, dentro Euroricambi, di “contratti pirata”. In materia di conciliazione tra tempo personale e tempo di lavoro, viene concordato l’innalzamento della percentuale del part time dal 5 al 6 per cento e viene inoltre prevista la possibilità di sforare quella percentuale per i casi cosiddetti d’urgenza a fronte di gravi e comprovati motivi. Si è convenuto inoltre di dare attuazione a quanto previsto dal ccnl in materia di ferie e par solidali, rendendo possibile per i lavoratori di donare a titolo gratuito le ferie e permessi retribuiti dell’anno precedente, anche con un contributo in termini di ore da parte dell’azienda, a favore dei colleghi che debbano prestare assistenza a figli minorenni che, per le particolari condizioni di salute, necessitano di cure costanti.

Anche in materia di diritti sindacali è importante aver stabilito che la raccolta di tutti i contratti aziendali sarà messa a disposizione di tutti i lavoratori e le lavoratrici sul portale aziendale e che tutti i nuovi assunti in Euroricambi avranno un incontro con i delegati Rsu – retribuito e in orario di lavoro -, come “welcome” in azienda e come momento per la formazione in merito ai contenuti della contrattazione aziendale sottoscritta dal sindacato in fabbrica.

Data articolo: Wed, 22 May 2019 09:53:00 +0200
Contratti e accordi
Comune di Roma, firmato il contratto decentrato

Dopo una lunga trattativa proseguita nella notte, è stata firmata stamani (17 maggio) dalle sigle sindacali e dalla sindaca Virginia Raggi la pre-intesa della parte economica del contratto decentrato 2019-2021 per i dipendenti di Roma Capitale.

Due gli elementi portanti: il mantenimento del tetto del fondo 2016 e il riallineamento degli istituti contrattuali secondo quanto previsto dal nuovo contratto nazionale. Tra gli aspetti di spicco, la possibilità, per il 2019 e 2020, di procedere con le progressioni economiche, a partire dalle posizioni apicali per le quali i contratti nazionali prevedono un nuovo scaglione. Viene istituito per la prima volta, grazie a quanto previsto nel nuovo Ccnl, il welfare aziendale per tutti i dipendenti, con un finanziamento di 8 milioni e mezzo di euro, senza gravare sul fondo del personale. Viene finanziata per la prima volta, con i proventi dell’art. 208 del Codice della Strada, la previdenza complementare per la Polizia Locale, e vengono incrementati gli indennizzi per il settore educativo scolastico e tecnico amministrativo.

Così Marco D'Emilia, Fp Cgil Roma e Lazio, Giancarlo Cosentino, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Francesco Croce, Uil Fpl Roma e Lazio: “Un contratto con segni più, che aggiunge senza togliere nulla. Conferma l’impianto del precedente decentrato, che è stato un punto di svolta, nel 2017, raggiunto grazie a una lunga mobilitazione per superare la vergogna dell’atto unilaterale. Una risposta per le tante professionalità impiegate nell’ente capitolino e per la valorizzazione delle loro competenze". 

"Un percorso di adeguamento essenziale per avanzare sui diritti e le tutele, prevedendo maggiori finanziamenti per gli istituti introdotti dal nuovo contratto nazionale. Un percorso non semplice ma di cui abbiamo condiviso con l’amministrazione l’obiettivo finale: ripartire dal lavoro per rendere più efficiente la macchina capitolina e migliorare i servizi ai cittadini", aggiungono i sindacalisti. 

Si tratta di "una tappa essenziale per i lavoratori e la città, insieme al percorso di nuove assunzioni e stabilizzazioni che deve andare avanti speditamente. Diamo atto, oltre alla sindaca Raggi, al direttore del Dipartimento risorse umane, Angelo Ottavianelli, e all’assessore al Personale, Antonio De Santis di aver condiviso un percorso importante". "Ora la consultazione dei lavoratori, al momento della ratifica la pre-intesa dovrà essere integrata con la parte delle relazioni sindacali e quella normativa, oltre a recepire le innovazioni che verranno definite dai tavoli sul settore educativo e scolastico e sul nuovo ordinamento di Roma Capitale”, concludono i sindacati".

Campidoglio: avviato un percorso strutturale per rilanciare l'ente

Da parte sua, Virginia Raggi sottolinea "l'importanza di aver avviato un percorso strutturale, basato sulla programmazione, per rilanciare l'ente e per rigeneralo tramite una visione d'insieme". Al lavoro sul contratto si integra infatti lo sblocco delle assunzioni che, in meno di tre anni, ha garantito circa 4.870 ingressi tra personale scolastico (1.500), agenti di Polizia Locale (913) e altri profili (2.457). In questo modo si assicura un progressivo abbassamento dell'età media dei dipendenti, che nel 2016 si attestava sui 56 anni. L

L'assessore al Personale, Antonio De Santis, evidenzia "come sia stato rinnovato il 24% di insegnanti e maestre; il 15% del corpo di polizia Locale; il 22% di amministrativi. Nel complesso il 21% del corpo dei dipendenti capitolini è costituito da personale inserito negli ultimi 3 anni. Numeri che si inseriscono nell'azione politica di questa amministrazione - prosegue De Santis -, improntata a una nuova etica del lavoro. Un approccio che garantisca a tutti i dipendenti la possibilità di esprimere al meglio le proprie potenzialità, capacità e competenze".

Viene quindi consolidato, sempre secondo il Campidoglio, il meccanismo che premia la produttività per struttura, che rappresenta la piattaforma su cui si è ispirato il ccnl. Allo stesso tempo il nuovo testo introduce novità, che si innestano nella struttura del 2017: forti elementi di welfare aziendale come volano che determina maggiore produttività; lo sdoganamento della previdenza per la polizia locale, in base alla previsione normativa; rafforza la legittimità del Fondo; fa ripartire i bandi per le posizioni organizzative; attiva la figura ad hoc dell'addetto al servizio di cassa per le attività anagrafiche; inserisce le progressioni economiche orizzontali come istituto premiante per il personale capitolino. 

Data articolo: Fri, 17 May 2019 15:48:00 +0200
Contratti e accordi
Industria e coop alimentari: sì alle piattaforme

L’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati di Fai, Uila e Flai ha approvato le piattaforme di rinnovo dei ccnl industria e cooperazione alimentare in scadenza il prossimo 30 novembre, che interessano circa 450 mila lavoratrici e lavoratori, per i quali sono stati chiesti un aumento salariale di 205 euro nel quadriennio e misure innovative in materia di welfare, relazioni industriali e organizzazione del lavoro. Un risultato importante, raggiunto in un momento “in cui è fortemente attaccato il ruolo di intermediazione delle organizzazioni sindacali. Rivendichiamo con forza il percorso democratico di partecipazione e di consultazione che ha richiesto tempo, impegno ed energie per riconoscere il giusto protagonismo alle lavoratrici e ai lavoratori nel determinare scelte che riguardano la loro vita”. Lo dichiara Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil.

“Un lavoro approfondito che ci ha portato ad approvare due piattaforme in cui si affrontano non solo il salario ma il welfare, i tempi di vita e di lavoro, la sicurezza, la formazione e tutti quei diritti che non possono essere ridotti ai 9 o 10 euro di salario minimo legale”.

“Il nostro settore alimentare – prosegue Mininni – è un settore strategico, con l’export che fa da traino e porta il nome dell’Italia in tutto il mondo; un settore con dati positivi e buone performance recentemente riportate anche dai dati Istat e delle stesse imprese. Quindi con queste piattaforme vogliamo redistribuire la ricchezza prodotta dal settore, che è frutto anche del lavoro, della professionalità e della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Questi i capitoli più importanti. Per quanto riguarda le relazioni industriali, Fai, Flai e Uila chiedono l’avvio di percorsi volti a introdurre forme di partecipazione alle scelte strategiche delle imprese. Le piattaforme chiedono pari diritti e tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori che svolgono la loro attività all’interno dello stesso perimetro aziendale, considerando le aziende alimentari come vere e proprie “comunità di sito”.

Sull’organizzazione del lavoro, le piattaforme dedicano ampio spazio al tema delle competenze, proponendo almeno 8 ore di formazione continua annua per tutto il personale. Si chiede inoltre l’ampliamento a tutte le forme di contratti a termine del diritto di precedenza alla riassunzione e misure volte a favorire il ricambio generazionale.

I sindacati chiedono inoltre una riduzione dell’orario di lavoro per chi è impiegato in turnazioni a forte flessibilità e norme per regolamentare il diritto alla disconnessione per chi è in smart working e telelavoro.

Particolare attenzione è stata poi dedicata al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con la richiesta, tra l’altro, di incrementare di 8 ore annue le agibilità sindacali degli Rls e istituire una giornata dedicata a queste tematiche. Diverse le novità anche sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con la richiesta di 16 ore di permesso retribuito per assistere i figli in caso di malattia, il prolungamento fino a 24 mesi dell’astensione dal lavoro notturno per le lavoratrici madri e 15 giorni di permesso retribuito per i neopapà.

Infine, le piattaforme propongono di potenziare il sistema di assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, assistenza alla maternità/paternità e assicurazione in caso di decesso sui luoghi di lavoro.

“Con queste piattaforme vogliamo incrementare le tutele, migliorare le condizioni di vita e di lavoro e redistribuire adeguatamente la ricchezza che in questi anni è stata prodotta dal comparto alimentare”, dichiarano i segretari generali Onofrio Rota (Fai Cisl), Giovanni Mininni (Flai Cgil), Stefano Mantegazza (Uila Uil). “Porteremo avanti le nostre proposte con convinzione, confortati del consenso dei lavoratori che rappresentiamo, augurandoci un rapido avvio delle trattative che consenta di rinnovare i contratti entro la data naturale di scadenza”.

Data articolo: Fri, 17 May 2019 13:27:00 +0200
Contratti e accordi
Centri per l'impiego, 709 assunzioni in Toscana

Regione Toscana, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un accordo sul potenziamento dei Centri per l'impiego, in particolare sul reclutamento del personale. “L'attuale modello dei servizi pubblici per l'impiego della Regione Toscana – sottolinea una nota – ha saputo valorizzare in questi anni il ruolo dei Centri per l'impiego attraverso un'originale e produttiva sinergia fra pubblico e privato, mediante l'appalto dei servizi per il lavoro al fine di assicurare in tutte le sedi del territorio i migliori standard di qualità previsti dalla Carta dei servizi regionale e i livelli essenziali delle prestazioni previsti a livello nazionale. Questo modello sarà confermato”. Sono 709 le assunzioni previste in tre anni, da oggi al 2021. Nel protocollo firmato le parti hanno convenuto che, nel rispetto delle normative sull'accesso al pubblico impiego, venga comunque valorizzata l'esperienza e la professionalità maturata dagli operatori che da tempo si occupano di politiche attive del lavoro e che in questi anni vi hanno lavorato. 

Data articolo: Thu, 16 May 2019 11:39:00 +0200
Contratti e accordi
Rimini, accordo innovativo in Aeffe e Velmar

Dopo una lunga trattativa durata un anno i lavoratori di Aeffe e Velmar – azienda del tessile-abbigliamento per i marchi Alberta Ferretti e Moschino – hanno approvato all’unanimità il nuovo contratto aziendale triennale. Ne danno notizia Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Rimini. Le piattaforme presentate da sindacati e Rsu, si legge in una nota, “rappresentavano un’importante sfida, perché incentrate sui diritti, e in particolare sui diritti delle donne che rappresentano l’80 per cento degli oltre 500 dipendenti che compongono la forza lavoro del gruppo Aeffe presso l’unità produttiva di San Giovanni in Marignano”. “Con il nostro impegno – proseguono i tre segretari Francesca Lilla Parco, Cristian Fabbri e Paolo Foschi – abbiamo voluto salvaguardare la cultura sindacale del settore tessile come patrimonio da attualizzare in un sistema d’impresa cambiato, ma che continua ad affermare un modello, di relazioni industriali nel territorio con le grandi imprese come Aeffe, capace di rispondere alle sfide e a pratiche di sperimentazione. Il nuovo contratto aziendale composto da 34 articoli, migliora la normativa esistente in precedenza e introduce nuovi diritti, che lasciano i lunghi anni di crisi economica per guardare al futuro, tanto da poter affermare che è stato fatto un salto di qualità nel modello contrattuale.

Tra le novità introdotte c’è infatti la tutela della maternità con part-time volontari sino al 21° mese di vita del bambino senza limiti numerici. “Questo nuovo articolo inizia finalmente a rispondere ad un bisogno che da tempo emergeva e che purtroppo portava troppo spesso le lavoratrici ad abbandonare il posto di lavoro nel primo anno di vita del bambino”. C’è poi l’aumento delle ore aggiuntive di permesso per visite di prevenzione oncologica; la definizione di un ruolo attivo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che dovrà esprimere il suo parere sulla tutela della salute della lavoratrice nel luogo di lavoro quando verrà richiesta l’astensione al 9° mese di gravidanza; l’istituzione del delegato alla formazione che svolgerà un ruolo attivo con i responsabili alla formazione aziendale; il miglioramento della copertura economica per le lunghe malattie; lo smart-working, tra i primi nel settore a livello nazionale; la cessione solidale dei permessi e ferie da parte dei dipendenti per sostenere lavoratori che si trovano nella condizione di assistere non solo figli minori come prevede la legge, ma anche maggiorenni e familiari di primo grado.

E ancora. "Aumento dell’80% sulla copertura economica per l’utilizzo della mensa interaziendale di San Giovanni in Marignano ed estensione del diritto anche a i lavoratori con contratto part-time, in precedenza esclusi; sperimentazione di un nuovo accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro, che limita le ore che l’azienda può richiedere come da contratto nazionale di lavoro e sfida la direzione aziendale affinché dimostri di poter organizzare collettivamente il lavoro in efficienza, senza costi aziendali aggiuntivi e nel rispetto della conciliazione della vita lavorativa e familiare dei dipendenti; un premio variabile che per il 2019 terrà conto solo del valore della produzione; una cifra economica, aggiuntiva al premio variabile e distinta da esso sarà destinata al welfare aziendale; per la prima volta ottenuto il riconoscimento anche per i dipendenti di Velmar di tutti i diritti conquistati in questo nuovo contratto aziendale".

Infine, concludono i sindacati, “con orgoglio abbiamo sottoscritto un accordo sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e fuori il luogo di lavoro che va oltre un’adesione aziendale formale sul principio definito dall’accordo quadro, ma interviene con delle azioni e delle pratiche. L’accordo è composto da 7 punti di intervento, e in particolare sostiene la vittima di violenza inserita nel percorso di protezione con 2 mesi aggiuntivi retribuiti di permesso, con il sostegno aziendale, qualora fosse necessario, di ricollocazione in un'altra sede del gruppo, o ricollocazione presso un'altra azienda. E ancora, l’attivazione di una procedura aziendale a fronte di segnalazioni interne, l’utilizzo del fondo aziendale per iniziative di formazione e informazione dei lavoratori, e un’ora aggiuntiva di assemblea all’anno con la partecipazione della rete anti-violenza e della consiglierà di parità”.

Data articolo: Tue, 14 May 2019 14:53:00 +0200
Contratti e accordi
Terny Industry: azienda fallita, ma c'è l'accordo per la Cigs

La scorsa settimana, giovedì 9 maggio, si è tenuto presso il Ministero del Lavoro l’incontro per l’esame congiunto per la richiesta di attivazione della cassa integrazione straordinaria alla Terny Industry.

L’accordo per la Cigs, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali di categoria , Filctem Cgil e Femca Cisl di Terni, con la curatela fallimentare dell'azienda, il ministero e la Regione Umbria, interessa gli 11 lavoratori sospesi in seguito al fallimento dell’11 gennaio scorso. Il percorso è stato possibile sfruttando il d.lgs. n 109 del 28 settembre 2018 (decreto salva Genova) con l’obiettivo della riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori, secondo le modifiche del piano delle politiche attive da parte della Regione Umbria.

“Quello che abbiamo seguito per arrivare all'accordo è stato un percorso innovativo per il territorio, visto che non era mai stato richiesto un intervento di integrazione salariale straordinario in aziende in fallimento e senza prospettive di proseguo delle attività, come è il caso della Terny Industry in fallimento”, spiegano Stefano Ribelli e Simone Sassone, per Filctem Cgil e Femca Cisl.

“Come organizzazioni territoriali abbiamo sin da subito cercato di percorrere questa strada – continuano i sindacalisti - per dare una chance in più ai lavoratori coinvolgendo nel tavolo di crisi tutti i soggetti interessati: curatela, Regione Umbria e ministero”. L’accordo, peraltro, è retroattivo e parte dunque dall’11 gennaio, data del fallimento dell’azienda.

Filctem Cgil e Femca Cisl esprimono soddisfazione “per aver aperto un percorso che può essere sfruttato in prima istanza dai lavoratori di Terny Industry, ma in futuro potrà essere intrapreso anche da altre aziende in cessazione o procedura concorsuale che rientrino nelle specifiche del decreto salva Genova”.

C'è però anche un elemento di rammarico rimarcato dai sindacati: “Alcuni lavoratori, dato il protrarsi dei tempi e le difficolta precedentemente accumulate in Terny Industry, non hanno potuto attendere l’esito del percorso sospesi e senza retribuzione – spiegano Ribelli e Sassone - Per loro avevamo precedentemente fatto un accordo di licenziamento collettivo con la curatela, per far sì che, secondo il loro interesse ed il principio della non opposizione, potessero accedere alla Naspi”.

“Lavoreremo ora insieme agli enti preposti per monitorare il percorso di riqualificazione dei lavoratori ex Terny Industry sapendo che c’è una prospettiva di più lungo termine per arrivare ad una ricollocazione, cosa che di questi tempi non è per nulla scontata nella nostra provincia, attraversata da una crisi strutturale che morde sempre di più”, concludono Ribelli e Sassone.
 

Data articolo: Mon, 13 May 2019 18:05:00 +0200
Contratti e accordi
Gorgonzola (Milano): intesa tra Comune e sindacati

Prosegue la firma di importanti protocolli fra le amministrazioni comunali, Spi Cgil Milano, Fnp Cisl Milano, Cgil, Cisl e Uil Milano. A Gorgonzola l’intesa prevede di dare continuità a un sistema consolidato di relazioni e rapporti fra le parti. L’obiettivo principale è quello di prestare attenzione alle nuove forme di povertà ed emarginazione sociale, alla non autosufficienza. Fra i vari impegni l’amministrazione ha condiviso con il sindacato politiche che aiutino a superare le condizioni di disagio sociale, avviare un tavolo per presentare progetti sul l’invecchiamento attivo, dare risposte alla differenziazione dei bisogni, valutare una politica fiscale più favorevole alle fasce sociali deboli. Un buon accordo, di qualità che parla di azioni concrete e riconoscimento del ruolo del sindacato nel tutelare le persone più fragili.

Data articolo: Mon, 13 May 2019 16:05:00 +0200
Contratti e accordi
Sirti, i lavoratori di Carini approvano l'accordo

I lavoratori della Sirti di Carini hanno approvato l'intesa sottoscritta l'8 maggio scorso al ministero del Lavoro da Fiom, Fim e Uilm. L'accordo, illustrato oggi in assemblea, è stato messo ai voti ed è passato con 113 sì, 28 no e una scheda bianca. Al referendum sull'ipotesi di accordo per la soluzione della vertenza, in piedi dal 14 febbraio scorso, hanno partecipato 142 lavoratori sui 160 in totale dell'azienda palermitana.

L'intesa, che azzera gli 833 licenziamenti annunciati da Sirti, azienda nazionale specializzata nella realizzazione e manutenzioni di grandi reti di telecomunicazione, prevede uscite incentivate con la non opposizione al licenziamento, per accompagnamento alla pensione e outplacement; riconversioni interne del personale nelle unità produttive non interessate dagli esuberi; contratto di solidarietà difensivo all’interno della divisione Telco (e magazzini) con una riduzione media del 23,22 per cento (con punta massima del 35 per cento).

“La sede di Carini ha votato questa mattina sì all'accordo che cancella gli esuberi dopo una mobilitazione che ci ha visti fortemente impegnati, con scioperi e assemblee, per la difesa dei posti di lavoro – dichiarano il segretario Fiom Cgil Palermo Francesco Foti e le Rsu Fiom di Sirti Giuseppe Romano e Francesco Agnello –. L'accordo, discusso con le Rsu all'assemblea informativa con i lavoratori, impegna l'azienda a un confronto continuo sul tema della produttività e della competitività aziendale, con l’obiettivo di far rientrare parte delle attività ora affidate ai subappalti. L’intero impianto prevede momenti di verifica sui diversi aspetti, tanto a livello nazionale quanto nei territori da parte delle Rsu”. “La richiesta del sindacato è che adesso il governo – aggiungono Foti, Romano e Agnello – apra un tavolo di settore sulle Tlc”. 

Data articolo: Mon, 13 May 2019 12:40:00 +0200
Contratti e accordi
Diritti e tutele per i rider: accordo pilota a Firenze

Un contratto a tempo indeterminato con diritti e tutele. Arriva il primo accordo in Italia che disciplina il lavoro subordinato per i rider, firmato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti di Firenze lo scorso 8 maggio con Laconsegna, azienda attiva nel capoluogo toscano da un paio di mesi che si occupa di food delivery (consegna cibo a domicilio) per conto di ristoranti, pizzerie, paninerie. La novità principale, non da poco, è l’applicazione del ccnl merci, logistica e spedizioni.

I rider in organico – che si muovono in bici o scooter sulla base di direttive ricevute sullo smartphone – attualmente sono una ventina, presi dal bacino dei ciclofattorini che lavoravano in città per altri grandi piattaforme. Ma secondo i piani di azienda e sindacati, nelle prossime settimane si dovrebbe arrivare a ben duecento assunzioni a tempo indeterminato. Nel frattempo è già stata costituita la Rsa aziendale.

Con questo accordo, dunque, si afferma che i rider sono lavoratori subordinati e hanno diritto all’applicazione del contratto nazionale, al pagamento delle ore effettivamente lavorate e non in base alle consegne, alla retribuzione mensile e al riconoscimento di tutti i diritti e tutele che il ccnl attribuisce a tutti i lavoratori del settore (busta paga, ferie, malattia). E soprattutto, si stabilisce che il rischio d’impresa, legato alla vendita dei prodotti e alle conseguenti consegne, non sia a carico dei lavoratori, bensì dell'impresa stessa.

Dopo mesi di trattative – affermano i sindacati – siamo riusciti a far emergere tanti ciclofattorini dal lavoro nero, sottopagato o con forme contrattuali sbagliate e improprie. Ora bisogna andare avanti per estendere questo accordo a tutte le aziende del settore”.

“La contrattazione di secondo livello è una strada giusta da intraprendere per affermare i diritti e le tutele dei rider”. Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Michele De Rose commentando l’accordo. “La cornice nazionale c’è – sostiene il dirigente sindacale – ed è rappresentata dal contratto nazionale logistica, trasporto merci e spedizioni che riconosce i diritti e le tutele, riconducibili al rapporto di lavoro subordinato, dalla retribuzione alla malattia; mentre a livello territoriale si può intervenire, come a Firenze, di concerto con le piattaforme, con accordi legati alle esigenze locali per cogliere le specificità dei vari contesti urbani dove circolano tutti i giorni i lavoratori a bordo di biciclette e motorini”.

“Ora ci auguriamo – afferma infine De Rose – che l’accordo raggiunto a Firenze faccia da apripista ad altri accordi territoriali per far emergere forme di lavoro irregolare e affermare, superando sfruttamento e lavoro a cottimo e senza ricorrere ad interventi legislativi, la qualità del lavoro con la sicurezza e i diritti, proteggendo e valorizzando il lavoro dei rider nell’era della gig economy”.

Data articolo: Fri, 10 May 2019 12:18:00 +0200
Contratti e accordi
Poste Italiane, accordo per 3000 lavoratori

É stato siglato un accordo che prevede ben 1600 stabilizzazioni di portalettere in Poste Italiane per il primo semestre 2019, attingendo da graduatorie nazionali di precariato. Sono stati inoltre assunti dal mercato esterno 334 consulenti commerciali e 320 sportellisti, sempre per il primo semestre 2019. A questi si aggiungono 807 trasformazioni da part time a full time, di personale stabile.

Sono quindi oltre 3000 i lavoratori interessati dall'accordo siglato tra organizzazioni sindacali e Poste Italiane. "Esprimiamo grande soddisfazione per aver dato una risposta al mondo del precariato esterno ed interno all’azienda”, dichiara Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil, che aggiunge “non è altro che il corollario di una lunga battaglia portata avanti da Slc Cgil, partita dai territori, per il raggiungimento di pratiche occupazionali stabili e dignitose per lavoratrici e lavoratori di Poste Italiane”.

Data articolo: Thu, 09 May 2019 09:28:00 +0200
Contratti e accordi
Contratto elettrici, partite le trattative per il rinnovo

Si sono aperte, a Roma, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore elettrico tra le rappresentanze sindacali Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, la delegazione trattante e i rappresentanti delle associazioni datoriali di Elettricità Futura - Confindustria, Utilitalia e l’associazione Energia Libera. Il settore riguarda circa 53 mila lavoratori occupati in circa 130 aziende sparse in tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che la richiesta economica avanzata dai sindacati nella piattaforma per il rinnovo contratto, votata con un ampio consenso dai lavoratori nelle assemblee, è di 155 euro nel triennio 2019-2021.

“Vogliamo trovare un buon accordo in tempi brevi, perché in un quadro di trasformazione normativa (chiusura delle centrali a carbone entro il 2025, art. 177 del codice degli appalti e lo spezzettamento dell’industria idroelettrica) rischia di mutare profondamente questo settore nei prossimi anni, il rinnovo del contratto ci permetterà di affrontare questo momento delicato con più forza e in maniera adeguata, anche avendo difronte la possibilità di integrare nel ccnl elettrico le aziende che si occupano di energia rinnovabile”: hanno dichiarato i segretari generali di Filctem, Flaei, Uiltec rispettivamente Marco Falcinelli, Carlo Meazzi, Paolo Pirani.

Data articolo: Wed, 08 May 2019 18:47:00 +0200
Contratti e accordi
Sirti: firmato l'accordo che evita i licenziamenti

Oggi (8 maggio), presso il ministero del Lavoro, è stata raggiunta l’ipotesi di accordo che permette di dare un futuro ai lavoratori della Sirti. Lo riferiscono Marco Giglio, Pietro Locatelli e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim, Fiom e Uilm per il gruppo. L’intesa sottoscritta azzera gli 833 licenziamenti annunciati dall'azienda.

Il testo sarà illustrato nelle assemblee convocate nei prossimi giorni, quindi sottoposto a referendum tra i dipendenti. L’accordo, distribuito su un periodo di tre anni, prevede uscite incentivate con la non opposizione al licenziamento, per accompagnamento alla pensione e out placement; riconversioni interne del personale nelle unità produttive non interessate dagli esuberi; contratto di solidarietà difensivo all’interno della divisione Telco (e magazzini) con una riduzione media del 23,22% e punta massima del 35%.

Inoltre è previsto l’avvio di un tavolo di confronto sul tema della competitività aziendale, con l’obiettivo di far rientrare parte delle attività ora affidate ai subappalti. L’intero impianto prevede momenti di verifica sui diversi aspetti, tanto a livello nazionale quanto nei territori da parte delle Rsu.

Così il commento dei sindacati: "Pur con un sensibile sacrificio richiesto ai lavoratori della Telco, maggiormente impattati dalla percentuale di riduzione del contratto di solidarietà, l’intesa raggiunta coglie l’obiettivo dichiarato di azzerare gli esuberi e impegna l’azienda ad un confronto permanente sul tema della produttività e del lavoro in subappalto. È necessario - a loro avviso - che a questa importante e delicata soluzione si accompagni un deciso intervento da parte del governo, con la dichiarazione di apertura del tavolo di settore delle telecomunicazioni".

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Data articolo: Wed, 08 May 2019 17:23:00 +0200
Contratti e accordi
Emilia Romagna, rinnovati contratti regionali artigiani

Dopo sei mesi di negoziato sono stati rinnovati in Emilia Romagna i contratti regionali per i lavoratori dipendenti delle aziende artigiane di diversi settori (chimica, tessile, abbigliamento, calzaturiero, alimentare). I contratti si aggiungono a quelli dei lapidei e dei grafici/comunicazione sottoscritti nei mesi scorsi. Con questi rinnovi contrattuali sono circa 60 mila le lavoratrici e i lavoratori della regione che hanno ottenuto dopo oltre 10-15 anni di stallo il rinnovo dei loro contratti regionali. L'accordo interconfederale, sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna e le associazioni artigiane nel settembre 2017, ha permesso di rilanciare la contrattazione regionale di categoria bloccata da più di una decina di anni.

"Nei rinnovi contrattuali, oltre all'incremento dei premi regionali, sono stati consolidati diritti normativi ed economici e istituito il welfare contrattuale previsto dall'accordo interconfederale regionale", spiega una nota sindacale: "La conferma dei due livelli contrattuali, nazionale e regionale, consegna ai lavoratori dipendenti dell'artigianato la dignità che gli spetta e il riconoscimento del loro lavoro. A questo punto resta da rinnovare il contratto regionali dei lavoratori metalmeccanici, oltre che a prevedere l'apertura del confronto per definire il primo contratto regionale dei lavoratori dipendenti dell'autotrasporto.

Data articolo: Wed, 08 May 2019 12:42:00 +0200
Contratti e accordi
Moda e chimica dell'artigianato, rinnovati gli integrativi regionali

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dell’Emilia Romagna hanno sottoscritto il 3 maggio scorso il rinnovo dei contratti integrativi regionali applicati nei settori tessile-abbigliamento, calzature, pulitintolavanderie, pelli-cuoio, chimica, gomma, plastica e vetro dell’Emilia Romagna, per un totale di circa 16.000 lavoratrici e lavoratori interessati e circa 3.000 aziende operanti nei territori e nei distretti produttivi. Lo riferiscono le sigle in una nota.

Gli ultimi rinnovi risalivano al 2001 (per l’area moda) e 2008 (per l’area chimica), il risultato raggiunto è quindi particolarmente importante, non scontato e integra quanto previsto dal ccnl. Negli accordi, che avranno validità tre anni, è stato ridefinito il salario, collegato all’andamento dell’impresa e alla partecipazione dei lavoratori, migliorato il capitolo dei diritti, la gestione dell’orario di lavoro ed è stato assunto l’impegno ad aggiornare e razionalizzare congiuntamente l’intero testo degli integrativi.

Questo rinnovo completa il sistema di strumenti contrattuali e della bilateralità che negli ultimi anni è stato ridefinito e rafforzato da Cgil, Cisl , Uil e associazioni Artigiane regionali, e che prevede importanti sostegni e servizi di welfare a favore delle lavoratrici e lavoratori erogati dall’Ente Bilaterale dell’Emilia Romagna (asili nido, scuola, assistenza a familiari, trasporto, maternità, ….), interventi di formazione e aggiornamento attraverso Fondartigianato e il rafforzamento delle relazioni sindacali e delle norme contrattuali tra lavoratori e imprese attraverso accordi interconfederali e di categoria.

"Relazioni concrete e positive tra le organizzazioni e associazioni di rappresentanza sono fondamentali per salvaguardare il patrimonio produttivo, occupazionale e professionale rappresentato dai settori dell’artigianato in Emilia Romagna e nel nostro Paese - concludono i sindacati -. Ora l’impegno sarà rivolto al confronto con le lavoratrici e i lavoratori nelle assemblee e campagne informative che si svolgeranno in tutti i territori della regione".

 

Data articolo: Tue, 07 May 2019 16:01:00 +0200
Contratti e accordi
Navigli Ambiente (Milano): Fp, siglato accordo per reinternalizzazione

“È un bell’accordo, di questi tempi. Frutto di un ottimo lavoro fatto dalla nostra Rsu, tutta targata Cgil”. Parte oggi (lunedì 6 maggio) l’accordo siglato nelle scorse settimane dalla Fp Cgil Ticino-Olona e la Rsu aziendale con Navigli Ambiente, azienda pubblica che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nell’abbiatense. Le parole soddisfatte della segretaria generale della categoria, Vera Addamo, sono tutte per il miglioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti dei dieci lavoratori che con questa intesa vengono stabilizzati, assunti a tempo pieno e indeterminato. “Con questo accordo si reinternalizzano tutti i servizi in appalto e i lavoratori si vedranno applicare il contratto nazionale Utilitalia, invece che quello delle cooperative sociali", spiega Addamo: "E’ un salto di qualità e di equità per questi operatori che ora saranno equiparati all’altra quarantina di colleghi. E noi realizziamo un nostro motto di lotta: stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario”.

La stabilizzazione dovrà concludersi entro 60 giorni. “Ci tengo a ribadire il ruolo svolto dai nostri delegati Rsu", conclude Addamo: "Hanno convinto anche i colleghi a rifiutare gli straordinari, che non possono diventare lavoro ordinario, per favorire la stabilizzazione dei dieci lavoratori. L’azienda ha abusato dello straordinario anche attraverso i servizi esternalizzati, senza invece affrontare la partita dei fabbisogni di organico dopo il pensionamento di nove lavoratori. Questo accordo, che ha una lunga e faticosa gestazione, non solo ha evitato l’indizione dello stato di agitazione, ma auspichiamo diventi apripista per altre vertenze simili”.

Data articolo: Mon, 06 May 2019 15:12:00 +0200
Contratti e accordi
Appalti, in Toscana l'intesa che mantiene l'articolo 18

Dopo la firma del 16 aprile arriva quella di oggi, 30 aprile: in Toscana sono stati sottoscritti i due accordi quadro regionali per la gestione dei cambi di appalto del servizio pulizie e sanificazione e altri servizi connessi della Regione per i Lotti 1 e 2 e per il Lotto 3. I due accordi sono stati siglati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti regionali, dalla Rti aggiudicataria dei Lotti 1 e 2 (Dussmann, Rekeep, Colser, Cooplat e Coopservice) e dalla Rti aggiudicataria del Lotto 3: Consorzio Leonardo, Consi-Copra, L’Orologio.

L’importante accordo stabilisce, tra le altre cose, la tutela dei livelli occupazionali, dei livelli orari e reddituali delle lavoratrici e dei lavoratori e il mantenimento delle prerogative previste dall'articolo 18 per i lavoratori che nel cambio di appalto saranno interessati dal cambiamento del datore di lavoro. “Risultato molto positivo che dà risposte certe e concrete ai circa 3.000 lavoratrici e lavoratori occupati in un servizio, come quello di pulizia e sanificazione di tutti i presìdi sanitari e ospedalieri e della Regione Toscana, essenziale per la qualità del Sistema sanitario regionale”, si legge in un commento di Cinzia Bernardini (Filcams), Gianni Elmi Andretti (Fisascat) e Michele Panzieri (Uiltrasporti).

Gli accordi scaturiscono dal lungo lavoro compiuto dalle categorie e da Cgil, Cisl e Uil regionali, in sede di tavolo tecnico presso Estar (come previsto dal protocollo e dalla Dgr 433/2015), iniziato oltre 3 anni fa con la contrattazione di anticipo sul testo del capitolato per l’inserimento di clausole sociali cogenti ed esigibili e, successivamente, grazie a una complessa e articolata contrattazione che ha consentito di sollecitare l’impegno politico e formale della Regione Toscana per garantire il mantenimento dei diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati dal cambio di appalto, compreso quello fondamentale del mantenimento delle tutele previste dall’articolo dello Statuto dei lavoratori.

“Il grande risultato raggiunto dimostra come nei casi di appalti complessi, di grande entità economica e occupazionale, sia essenziale esercitare una contrattazione di anticipo tempestiva e articolata, in grado di coinvolgere tutti i soggetti, per rendere esigibili le clausole sociali e per perseguire l’obiettivo prioritario di una efficace contrattazione inclusiva”, spiegano i sindacalisti.

Filcams, Fisascat e Uiltrasporti regionali esprimono "soddisfazione per il risultato raggiunto che, per le modalità con le quali è maturato e per i contenuti realizzati, assume una rilevanza straordinaria, che può e deve essere perseguita anche per il futuro. È stato raggiunto un risultato che ha permesso di mantenere i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Una buona notizia ancor più perché cade alla vigilia del 1° Maggio, Festa dei lavoratori”.

Data articolo: Tue, 30 Apr 2019 15:26:00 +0200
Contratti e accordi
Flai Campania: 16-17 maggio assemblea per eleggere delegazione ccnl

Si terrà il 16 e il 17 maggio l’assemblea nazionale proposta da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per eleggere la delegazione trattante per il rinnovo del ccnl dell’industria e della cooperazione alimentare. Per la Campania saranno 27 i delegati che parteciperanno all’appuntamento, in cui verrà sottoposta l’ipotesi di piattaforma unitaria del settore. Oggi, a Napoli, le segreterie regionali delle sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite con i delegati, Rsu e Rsa per avviare la discussione, emendare e approvare la proposta di piattaforma unitaria.
 
“Si tratta di una piattaforma nella quale sono inserite diverse rivendicazioni proposte dai lavoratori, frutto di un percorso partecipativo, democratico e aperto – ha sottolineato il segretario generale Flai Campania, Giuseppe Carotenuto –. In un contesto generale di crisi economica, l’agroalimentare è uno dei pochi settori a trainare l’economia nazionale, con oltre 140 miliardi di ricavi e una produzione che ha fatto segnare un incremento del 4,9%, mentre altri filoni produttivi sono sotto lo zero. È un segnale importante ed è per questo che nelle richieste unitarie chiediamo alla parte datoriale d'inserire alcuni punti di tutela per i lavoratori, a cominciare dalle questioni che riguardano salute e sicurezza, passando per l’organizzazione del lavoro e lo sviluppo professionale, con la richiesta di aumento salariale di 205 euro mensili per il parametro 137, per finire con i tempi di conciliazione tra vita e lavoro. Siamo convinti che si debba lavorare per vivere e non vivere per lavorare”.
 

Data articolo: Mon, 29 Apr 2019 18:11:00 +0200
Contratti e accordi
Cgil, avviare subito incontri tecnici e confronto su intera P.A.

“Ora ci aspettiamo che il governo attivi subito i tavoli tecnici per dare concretezza agli impegni assunti questa notte con i sindacati”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti dopo l’intesa raggiunta tra le organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

“Un’intesa significativa che - prosegue la dirigente sindacale - riconosce l'importanza di salvaguardare l'unità e l'identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca. È necessario quindi che il governo, in coerenza con quanto sottoscritto, arretri sull’idea di autonomia differenziata poiché mina alla base l'intero diritto all'istruzione universale e, favorendo la nascita di diversi modelli regionali, spacca ulteriormente un Paese già diviso, a partire dal reclutamento, dal riconoscimento economico e salariale del personale, e dalle scelte su progetti didattici e pedagogici”.

Per la segretaria confederale “l’accordo raggiunto oggi rende ancor più evidente la necessità, non più derogabile, che il governo apra il confronto su tutta la Pubblica Amministrazione, che discuta con le organizzazioni sindacali di salario accessorio, turnover, rinnovo dei contratti, e che faccia marcia indietro su tutti i provvedimenti dannosi oltre che inutili, come quelli guidati esclusivamente da logiche punitive e di controllo”.

“Per la capacità di tenuta della Pubblica Amministrazione, per il suo rilancio e per la crescita del Paese riteniamo infatti fondamentale e non rinviabile - conclude Tania Scacchetti - la valorizzazione, in senso economico e contrattuale di tutti i dipendenti pubblici”.

Data articolo: Wed, 24 Apr 2019 16:10:00 +0200

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