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News contratti e accordi da rassegna.it (CGIL)

#contratti #lavoro #accordi #CGIL

Contratti e accordi
Cgil-Flai Sardegna: la Consulta ci ha dato ragione

“Come avevamo previsto e contestato, purtroppo inascoltati, il governo nazionale non ha potuto che impugnare la legge sul contratto dei forestali davanti alla Corte Costituzionale, ravvisando un’azione della Regione di gran lunga esorbitante dalle proprie attribuzioni e invasiva delle competenze statali che disciplinano la materia, assicurando uniformità nell’ordinamento civile e delle funzioni pubbliche”. Così Cgil e Flai Sardegna riaffermano le posizioni già ribadite in passato e ricordano inoltre che il sindacato confederale aveva denunciato come ci si trovasse davanti a “uno sconfinamento che produce ulteriori effetti lesivi dei principi costituzionali che attengono, in particolare, alla parità di trattamento delle persone che lavorano e alla disciplina del collocamento nelle pubbliche amministrazioni, ma invadono anche il campo delle libertà sindacali nell’espressione della rappresentanza e dell’esercizio contrattuale”.

Secondo il sindacato, “occorre ripensare in parte la pomposa normativa sul sistema regione, che sta forse all’origine dell’infortunio in cui è inciampato l’incauto legislatore regionale e che ha consentito l’inganno di tanti lavoratori che hanno creduto a promesse vane”. Di certo, la soluzione dei problemi operativi dell’agenzia richiede interventi sull’organizzazione del lavoro, sulle risorse economiche e sulle condizioni del personale, compresa la qualificazione del lavoro e il rinnovamento generazionale. In questo, Cgil e Flai si ritengono, oggi come ieri, impegnate per trovare soluzioni serie e praticabili. Intanto, da subito, chiedono l’erogazione degli arretrati contrattuali in sospeso.

 

Data articolo: Fri, 18 Jan 2019 18:46:00 +0200
Contratti e accordi
Mondelez, sottoscritto contratto integrativo

Sottoscritto l’accordo di gruppo Mondelez. "Dopo un percorso lungo e articolato, l’accordo ha messo insieme le tre realtà che prima contrattualmente erano separate, ossia lo stabilimento di Capriata d’Orba (ex Saiwa), Fattorie Osella e la sede di Milano e la rete vendita. Un unico accordo che ora si riferisce a tutto il gruppo che conta poco più di 1.000 lavoratori e che darà più forza di rappresentanza anche oltre i confini italiani”. A dirlo è Angelo Paolella della Flai Cgil nazionale, precisando che sul premio è stato sottoscritto un aumento a regime di 300 euro (+17 per cento), che incrementerà quello messo in palio nel quadriennio 2018-21 di 670 euro.

“Negli anni Mondelez ha ridotto la propria presenza produttiva e quindi anche occupazionale", continua Paolella: "La scelta di unificare i contratti integrativi è anche la risposta a questa tendenza che col confronto e le relazioni, così come definite nell’accordo sottoscritto, vogliamo invertire. Oltre ai temi classici quali sistema di relazioni, formazione, sicurezza, occupazione, appalti e organizzazione del lavoro, un capitolo importante è quello delle pari opportunità e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Elasticità oraria, smart working, servizio disbrigo pratiche quotidiane procedono con un paragrafo importante che è quello della 'genitorialitá serena', dove ci sono molte novità. Un congedo al lavoratore padre di due settimane da calendario dalla nascita del figlio, supporto fattivo al rientro dalla maternità e possibilità di esenzione temporanea dal lavoro notturno alle mamme oltre i tre anni del figlio, un permesso annuo retribuito per malattia del figlio fino ai 12 anni e l’incremento di due giornate di tutti i permessi del ccnl per le situazioni di gravità dei familiari. Inoltre, tre giorni all’anno di permesso per visite mediche per se stessi, i familiari e anche i genitori ultra sessantacinquenni non autosufficienti”.

Data articolo: Fri, 18 Jan 2019 11:41:00 +0200
Contratti e accordi
Azienda e territorio, il vero cuore del lavoro

Presentazione oggi (venerdì 18 gennaio) a Roma del "Primo rapporto sulla contrattazione di secondo livello", realizzato da Cgil e Fondazione Di Vittorio. L’appuntamento è alle ore 10 in corso d’Italia 25. Partecipano Pierangelo Albini (direttore Area Lavoro e welfare Confindustria), Tiziana Bocchi (segretaria confederale Uil), Fulvio Fammoni (presidente Fondazione Di Vittorio), Franco Martini (segretario confederale Cgil), Luigi Sbarra (segretario generale aggiunto Cisl), Tiziano Treu (presidente Cnel) e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. La presentazione del rapporto è a cura di Nicoletta Branchini, Beppe De Sario e Salvo Leonardi.

Il tema più presente è quello del premio di risultato: l’entità media è di 1.400 euro, la diffusione è prevalente nelle imprese del Nord, in quelle manifatturiere e in quelle di più grandi dimensioni. A fornire questi dati è il “Primo rapporto sulla contrattazione di secondo livello”, frutto della collaborazione tra l’area delle Politiche contrattuali della Cgil nazionale e la Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Un lavoro capillare ed esaustivo, che intende approfondire questo cardine del sistema di relazioni industriali, illuminandone copertura, dinamiche e contenuti reali. Un lavoro che seguiterà nel tempo, visto che quest’archivio sarà negli anni numericamente implementato con un percorso di raccolta costante e di analisi della contrattazione decentrata.

“Il secondo livello parla del lavoro nella sua concreta condizione, di come viene organizzato, delle condizioni nelle quali si svolge, di quanto viene valorizzato e remunerato”, spiega Franco Martini, segretario confederale della Cgil, nella presentazione al rapporto: “Il secondo livello è quello nel quale la dignità del lavoro e delle persone assume connotati sempre più soggettivi ed è, dunque, il terreno sul quale il sindacato è chiamato a costruire i nessi di coerenza tra le tutele generali acquisite dalla contrattazione collettiva e la storia quotidiana delle donne e degli uomini vissuta sul luogo del lavoro”. Per Martini, dunque, nessun sindacalista “pienamente consapevole della propria funzione, potrebbe considerare la contrattazione di secondo livello un optional, ma il vero cuore della propria missione”.

Il rapporto, dunque, si deve all’istituzione di un Osservatorio congiunto tra Cgil e Fondazione Di Vittorio. “L’archivio degli accordi avvia un percorso di raccolta sistematica e analisi della contrattazione decentrata”, spiegano nell’introduzione i ricercatori Nicoletta Brachini, Beppe De Sario, Salvo Leonardi: “L’obiettivo è realizzare un sistema informativo con caratteristiche di sistematicità, standardizzazione, integrazione orizzontale e verticale”. Questo primo rapporto “adotta soprattutto un approccio quantitativo ‘a tappeto’, che a partire dai testi ha esplorato i temi contrattati nel periodo, le caratteristiche delle aziende protagoniste e degli attori sindacali impegnati nella contrattazione”. Una ricognizione capillare, dunque, che consentirà con il tempo “di affinare il processo e gli strumenti di acquisizione e di analisi dei documenti, in vista della prossima edizione del Rapporto e di approfondimenti e focus qualitativi”.

Caratteristiche generali
I contratti analizzati nel report (sia aziendali, cioè siglati da imprese, gruppi o unità produttive; sia territoriali, per lo più provinciali), sono 1.700, e sono stati sottoscritti nel triennio 2015-2017. Per la quasi totalità (91 per cento) sono accordi integrativi, mentre limitata è la quota di quelli difensivi (8 per cento) e che trattano di deroghe (ex art. 8). I settori più rappresentati sono la manifattura (38 per cento), il terziario (29) e i servizi (17 per cento).

Dal punto di vista geografico le regioni del Nord (27 per cento) sono le più prolifiche: in particolare spiccano Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Segue il Centro Italia (14 per cento), trascinato da Toscana e Lazio, infine il Sud (11), il cui apporto è nel complesso decisamente più limitato. Assai consistente (il 47 per cento degli accordi presi in esame) è la presenza di aziende “multiterritoriali”, ovvero attive in più regioni o sul piano nazionale.

“La dimensione territoriale vede un Sud sempre più a rischio di marginalizzazione”, riprende il segretario confederale Martini: “Se la contrattazione di secondo livello perdesse quella sua potenziale funzione di motore per lo sviluppo e si esaurisse nella sola o prevalente funzione di redistribuzione del reddito, attraverso i premi di risultato, è chiaro che il Mezzogiorno verrebbe tagliato fuori o, al massimo, quel rischio polarizzazione si tradurrebbe in un pericoloso dualismo, con il Sud condannato alle deroghe contrattuali e il Nord destinatario della ripartizione delle risorse”.

La quasi totalità dei contratti porta la firma di Cgil, Cisl e Uil, ma sono frequenti anche i documenti siglati da sindacati di base e autonomi di categoria. Le singole federazioni sono rappresentate in maniera piuttosto equilibrata (con la sola eccezione, per la natura di questi accordi, di Nidil e strutture confederali). Infine, la dimensione delle aziende: le grandi imprese sono le più rappresentate (31 per cento), seguite dalle medio-grandi (28) e dalle medie (27).

Temi contrattati
A farla da padrone è il trattamento economico, in particolare l’istituto del premio di risultato (pdr), presente nel 63,7 per cento degli accordi
. A determinarne la notevole ricorrenza è anche la possibilità di detassare l’importo erogato grazie alla legge 208/2015 (contenuta nella legge di stabilità del 2016): oltre tre quarti delle intese sul premio prevede un riferimento alla detassazione. Il pdr, la cui entità media si attesta intorno ai 1.400 euro, è più diffuso negli accordi delle imprese del Nord, in quelle manifatturiere e di più grandi dimensioni. “A questo si intreccia – spiegano i ricercatori Nicoletta Brachini, Beppe De Sario, Salvo Leonardi – la diversa articolazione dei criteri per la determinazione degli obiettivi da conseguire: di fatto la leva principale sembra essere quella dei parametri improntati a redditività, produttività e presenza, mentre più limitati sono fattori quali la partecipazione dei lavoratori, l’efficienza e l’innovazione”.

Su spinta della nuova normativa fiscale, l’implementazione del premio di risultato si lega spesso a quella del welfare integrativo (tema presente nel 26 per cento delle intese). Nel complesso, il welfare che emerge dalla contrattazione ha un profilo multidimensionale, ma non è scevro da aspetti problematici: ad esempio nelle funzioni che assolve, ossia se input nel benessere organizzativo e dei lavoratori, o fattore puramente “parasalariale”. Da segnalare, infine, che le tematiche relative al welfare integrativo (declinato come welfare aziendale e welfare di natura contrattuale richiamato negli accordi) aumentano nel corso degli anni del 4,4 per cento.

Il secondo aspetto ricorrente (53,4 per cento degli accordi) è legato a relazioni e diritti sindacali: l’incidenza più significativa va alle voci del coinvolgimento e della partecipazione, in primis i diritti di codeterminazione/esame congiunto e di consultazione, o anche l’istituzione di osservatori e commissioni paritetiche. “Il tema del coinvolgimento e della partecipazione – riprendono Brachini, De Sario e Leonardi – si conferma quale componente fondamentale dei sistemi aziendali e territoriali delle relazioni industriali, anche se sarebbe necessario approfondire ulteriormente questo aspetto per potere capire quanto sia effettivo questo coinvolgimento e non una mera concessione formale”. Anche la questione della bilateralità risulta preminente: trattando di contrattazione decentrata, le ricorrenze relative a quest’aspetto sono limitate quasi esclusivamente agli accordi territoriali e, di conseguenza, si concentrano nei settori della manifattura e dell’agricoltura.

Il terzo più presente (35,5 per cento) è quello relativo all’orario di lavoro (in particolare orario aziendale, turnistica, straordinario, lavoro domenicale e festivo), mentre più rara è la trattazione di forme e modalità flessibili di orario, diffuse perlopiù nelle aziende più grandi e nel manifatturiero. Il quarto (29,9 per cento) verte su inquadramento (frequente soprattutto tra gli accordi territoriali del settore agricolo) e formazione: quest’ultima è molto diffusa, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di formazione professionale raramente orientata all’innovazione tecnologica od organizzativa.

Il quinto tema più diffuso nella contrattazione integrativa è quello relativo a occupazione e rapporti di lavoro (27,5 per cento), grazie soprattutto ai riferimenti alle diverse forme contrattuali utilizzate in azienda e alla loro regolazione. Gli accordi territoriali del settore manifatturiero, in particolare dell’edilizia, trattano frequentemente anche di appalti. Circa un quarto degli accordi che trattano di assunzioni a termine s’intrecciano a modalità e procedure per la stabilizzazione di questi contratti. “Un’ultima considerazione – precisano i ricercatori – può essere fatta rispetto agli accordi che trattano il tema del part time, di frequente legato alla possibilità di trasformare l’orario da tempo pieno a tempo parziale, considerata come misura di conciliazione vita-lavoro per le madri lavoratrici”.

Meno rappresentati sono i temi relativi all’organizzazione del lavoro (come prestazioni di lavoro e assetto organizzativo, presenti quasi esclusivamente nelle grandi aziende), a politiche industriali e crisi aziendali (quest’ultimi perlopiù accordi difensivi, frequenti nelle aziende che forniscono servizi, caratterizzate anche dai cambi appalti, e nel terziario), a diritti e prestazioni sociali, ad ambiente, salute e sicurezza (preminenti sono gli aspetti della prevenzione, e di designazione e prerogative dei rappresentanti sindacali).

Data articolo: Fri, 18 Jan 2019 10:40:00 +0200
Contratti e accordi
Contratto occhiali, accordo unitario sulla piattaforma

L'assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, riunitasi oggi a Belluno, ha approvato l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2019-2021 del settore occhiali e occhialeria (interessati circa 18.000 addetti in 400 imprese, tra le più significative Luxottica, Safilo, Galileo, ecc.), in scadenza il 30 giugno 2019. La richiesta economica dei sindacati è di 115 euro (3° livello) medi nel triennio. Va ricordato che il modello di riferimento per il rinnovo del contratto dovrà essere l’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 nel quale sono previsti due livelli contrattazione: quello nazionale e quello integrativo di 2° livello.

Sul fronte del“welfare contrattuale si richiede l’innalzamento al 2% del contributo aziendale sulla previdenza complementare (Previmoda) e di portare a 12 euro il contributo mensile alla previdenza sanitaria (Sanimoda), estendendola anche ai lavoratori in somministrazione. Per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello si richiede un incremento dell’elemento perequativo, dagli attuali 320 euro a 380 euro annui.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all'informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell'impresa. Per quanto riguarda la formazione si richiede, tra l’altro, l’adozione di un libretto formativo che certifichi i corsi e le competenze acquisite dalle lavoratrici e dai lavoratori, anche sui temi della salute e sicurezza, e che sia riconosciuto valido dalle aziende del settore. Sempre per quanto riguarda la sicurezza importante che vengano sia informati che formati, con corsi ad hoc, le lavoratrici e i lavoratori delle imprese operanti in appalto e di prevedere confronti specifici tra i Rls dell’azienda appaltante e i Rls delle imprese operanti in regime di appalto, qualora se ne riscontri l’utilità e la necessità.

Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare brevemente al varo definitivo della piattaforma, per essere presto presentata all'Anfao, l'associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare così le trattative.

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 16:42:00 +0200
Contratti e accordi
Sei Toscana: 50 nuove assunzioni

È stato firmato oggi, 17 gennaio, tra Sei Toscana e organizzazioni sindacali un altro accordo, a seguito di quello dello scorso ottobre, per ulteriori 50 assunzioni dirette a tempo indeterminato a partire da febbraio, attingendo dalla graduatoria già esistente.

Inoltre, nel biennio 2019-20, ci potranno essere altre stabilizzazioni, nella misura di almeno il 60% legate alla copertura del turn over dovuto ai prossimi pensionamenti. Questo determinerà, oltre alle 50 sicure assunzioni, un ulteriore scorrimento della graduatoria.

“Un grande risultato – spiega Massimo Tanganelli, Fp Cgil Siena –, ma anche l'inizio di un percorso di confronto tra le parti sul monitoraggio del fabbisogno aziendale legato alla riorganizzazione dei servizi per ogni cantiere. L’interesse di tutti è quello di migliorare sia il lavoro del personale che la qualità del servizio svolto”. In tutto, saranno quindi 150 le persone che entreranno a lavoro a tempo indeterminato a Sei Toscana.
 

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 16:00:00 +0200
Contratti e accordi
Abb: rinnovato il contratto del gruppo

È stato rinnovato, la scorsa notte, il contratto integrativo del Gruppo Abb, che conta in Italia circa 5 mila dipendenti, dopo un anno di trattative. L'integrativo, che giunge a valle della riorganizzazione del gruppo e scadrà nel 2021, prevede un aumento salariale complessivo, a regime, intorno ai 1.100 euro. Per il periodo di vacanza contrattuale è prevista un'una tantum di 224 euro.

Con l'accordo viene migliorata la condizione lavorativa a 18-21 turni a ciclo continuo, attraverso una indennità fino a 43 euro a notte, che si aggiunge alla maggiorazione del 65-75%. È prevista inoltre la possibilità di incrementare del 15% il premio di risultato, che per alcune realtà sarà oltre i 5 mila euro, trasformandone in welfare i 3 mila euro che la legge prevede.

Premio che, per la prima volta, viene riconosciuto a tutti i dipendenti di Genova, una parte dei quali erano fino ad ora esclusi. Per la sede di Montebello, in provincia di Vicenza, è stato definito l’impegno ad avviare un confronto per armonizzare il premio feriale, con una prima erogazione entro la vigenza dell’accordo.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro è previsto il diritto di precedenza e confronto anche in relazione al “decreto dignità”. “Un accordo molto positivo - dichiara Mirco Rota, coordinatore nazionale Fiom per il gruppo Abb - che, tra le prime intese nei metalmeccanici, introduce salario fisso (170 euro l'anno), attraverso il welfare con una condizione migliorativa rispetto al contratto nazionale prevedendo anche su questo la clausola di ultrattività”.

Ora, dopo le assemblee in tutti gli stabilimenti che avranno luogo entro il 1° febbraio, la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori, che valuteranno l'accordo nel referendum che si svolgerà il 4 e 5 febbraio.

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 14:38:00 +0200
Contratti e accordi
Tlc: accordo contro molestie sul lavoro

Asstel, Associazione di rappresentanza di Confindustria di tutta la Filiera delle Tlc e le organizzazioni sindacali, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, hanno sottoscritto un accordo, che applica a livello di settore l'accordo interconfederale Confindustria, Cgil, Cisl, Uil del 25 gennaio 2016, sul contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro. Sul piano operativo le parti, si legge in una nota congiunta, si impegnano a promuovere e sostenere la diffusione e l'adozione presso le singole imprese di una dichiarazione riferita alla non tollerabilità di molestie nei luoghi di lavoro, in cui vi è un esplicito richiamo ad adottare misure adeguate nei riguardi di chi commette tali atti. L'intesa ha una grande rilevanza sotto il profilo etico, chiamando tutti al dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza. L'Accordo sottoscritto oggi conferma la capacità della contrattazione collettiva di guardare agli aspetti di rilievo sociale del lavoro in un'ottica di tutela e valorizzazione dell'individuo concorrendo, in tal modo, a costruire le condizioni per lo sviluppo della persona e dell'impresa.
 

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 11:51:00 +0200
Contratti e accordi
Vigilanza privata: salta il tavolo, è sciopero

Strappo al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70 mila addetti del settore. Alla chiusura delle associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e delle imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi, i sindacati di categoria hanno risposto con la proclamazione dello stato di agitazione e di due giornate di sciopero per l’1 e il 2 febbraio, con manifestazioni a Milano e Napoli.

La lunga trattativa avviata nei mesi scorsi, secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, non ha infatti sciolto i nodi in ordine all’aumento salariale ed ai tecnicismi connessi al cambio di appalto come anche su bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale e salute e sicurezza, temi sui quali i sindacati hanno presentato nelle scorse settimane una concreta proposta di riforma.

Le tre federazioni Cgil Cisl Uil in una nota congiunta stigmatizzano il “metodo irriguardoso verso le organizzazioni sindacali ed i lavoratori, non considerabile come mero tatticismo dilatorio, la cui gravità sarebbe comunque forte considerato il tempo trascorso”, ma sottolineano “evidente sintomo di fragilità strutturale delle associazioni datoriali che, incuranti delle condizioni del settore e dei problemi dei lavoratori, insistono nel perseguire una politica deflagrante per tutti, in primis, i dipendenti”.

Inevitabile dunque la nuova mobilitazione dei lavoratori “conformemente alla decisione assunta dal coordinamento nazionale” delle strutture e dei delegati, evidenziano i sindacati pur confermando la disponibilità a proseguire il negoziato già programmato per fine gennaio.

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 11:34:00 +0200
Contratti e accordi
Italpizza, Flai Modena: dal 2016 denunciamo contratti irregolari

È dal 2016 che la Flai di Modena ha segnalato alla direzione aziendale Italpizza l’inadeguatezza del contratto nazionale delle pulizie e multiservizi applicato ai lavoratori degli appalti. Tale segnalazione, successivamente inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, all’Ispettorato nazionale del lavoro e all’Inps, di fatto, disdice tutti gli accordi di applicazione contrattuale precedenti, che sono stati stipulati nel sito dell’Italpizza, in occasione dei numerosissimi cambi di appalto susseguiti spesso ai crac delle società di manodopera: consorzio Power Log, cooperativa Vega, consorzio Log-Italia, Logifood, Logicamente, Trasmec Log, Service Plus, Evologica, Cofamo.

In particolare, non sono mai stati fatti accordi di passaggio dal contratto dell'industria alimentare al contratto delle pulizie e multiservizi. Inoltre, risulta pretestuoso estrapolare accordi sindacali del passato per farne oggetto di polemica, accordi, peraltro, di cui sono pieni tutti i siti produttivi dell’agroalimentare, spesso stipulati da varie sigle e organizzazioni sindacali, Si-Cobas compresi. Tali accordi sono infatti relativi a cambi di appalto e, ad esempio, non prevedono l’assunzione diretta dei lavoratori come invece dovrebbe avvenire nel rispetto dell’articolo 4 del ccnl dell’industria alimentare.

Le mobilitazioni del 2016 e del 2017, proclamate dalla Flai e da altre categorie della Cgil (scioperi per contestare il lavoro preteso dalle cooperative durante le festività nazionali) denunciavano sia la scorretta applicazione contrattuale sia le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti i lavoratori. Inoltre, sempre negli stessi anni ai sindacalisti della Cgil è stata negata la possibilità di tenere assemblee sindacali con i lavoratori in appalto all’interno del sito di Italpizza.

Nell’incontro di due giorni fa, il 14 gennaio 2019, la Flai ha già preannunciato a Italpizza la presentazione di una piattaforma di sito, che chiede il rispetto delle applicazioni contrattuali, al di là delle risultanze delle ispezioni, di cui abbiamo avuto notizia dalla recente interrogazione parlamentare del M5S. La Flai precisa che le irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del lavoro sono la conseguenza delle denunce fatte proprio dallo stesso sindacato tra il 2016 e il 2017.

Non ci sono dubbi, quindi, sull’azione della Cgil nel sito Italpizza e sul fatto che si è sempre contrastato sia il sistema degli appalti sia l’estrema flessibilità lavorativa a cui sono sottoposti i lavoratori. Ad oggi, ci sono anche cause legali in corso a tutela dei lavoratori oggetto di irregolarità denunciate dal sindacato.

 

Data articolo: Wed, 16 Jan 2019 17:40:00 +0200
Contratti e accordi
Appalti, siglato protocollo in Toscana

Toscana: firmato il Protocollo sugli appalti tra Regione, Cgil, Cisl e Uil, Anci e controparti datoriali ( Ance, Alleanza delle Cooperative italiane, Cna e Confartigianato).  Per i sindacati si tratta di “un passo avanti per tutela dei diritti del lavoro, legalità e trasparenza”. Una parte importante del lavoro in Toscana, non solo in edilizia, passa dagli appalti. Negli ultimi 6 anni le procedure sopra ai 40 mila euro, quindi obbligate ad andare a gara, sono state 8671, per un importo di 4,57 miliardi.

"Un mondo, questo, che necessita di regole e qualità, per avere un ‘buon’ lavoro e per buone imprese, salvaguardando le aziende sane, contrastando fenomeni di illegalità e concorrenza sleale. Regole che tentiamo di darci, oggi, tutti insieme". Così in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl, e Uil Toscana Dalida Angelini, Riccardo Cerza, Annalisa Nocentini

In particolare, ai lavoratori saranno applicate le clausole sociali, a partire dall’applicazione del Contratto nazionale connesso con le effettive attività nell’ambito dell’appalto e sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale: è uno stop ai contratti pirata. Sarà poi tutelata la stabilità occupazionale attraverso la determinazione economica delle basi d’asta e verrà promosso il mantenimento dei diritti e delle condizioni retributive di provenienza: i cambi d’appalto non dovranno abbassare tutele e salario dei lavoratori. Per gli appalti dei lavori edili sopra i 2 milioni di euro, inoltre, si sperimenterà, tra le prime regioni in Italia, il Durc per la regolarità contributiva comprensivo della verifica della congruità della manodopera impiegata nell’appalto, allo scopo di contrastare fenomeni di illegalità e concorrenza sleale. Su questo fronte, sarà allestito un tavolo tecnico tra sindacati e associazioni di categoria".

"Tutti questi provvedimenti, che segnano un passo avanti per quanto riguarda la legalità, la trasparenza e la tutela dei diritti del lavoro, saranno attuati attraverso una revisione della legge regionale sugli appalti. La sfida ora è salvaguardare la legalità e la trasparenza insieme alla semplificazione e allo snellimento delle procedure di gara, cercando di privilegiare sempre una scelta orientata dalla valutazione del rapporto qualità/prezzo e non dal criterio del massimo ribasso", continua la nota.

 

Data articolo: Mon, 14 Jan 2019 15:37:00 +0200
Contratti e accordi
Provincia Bat: raggiunta l'intesa sul salario accessorio

La Rappresentanza sindacale unitaria della Provincia di Barletta Andria Trani e le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil del pubblico impiego esprimono il proprio compiacimento per la sottoscrizione dei contratti decentrati relativi al 2017 ed al 2018 dei dipendenti della Provincia avvenuta a fine dicembre 2018. "Finalmente - si legge  in una nota della Rsu e dei sindacati del lavoro pubblico - a seguito del parere reso dalla Corte dei Conti della Puglia il 12 dicembre 2018 (su richiesta del presidente della Provincia, Nicola Giorgino), si è potuto sottoscrivere, a distanza di più di un anno dalla scadenza, il contratto decentrato 2017, dando il giusto riconoscimento economico alle aspettative dei dipendenti".

"Grazie all’impegno dell’amministrazione provinciale, ed alla collaborazione delle organizzazioni sindacali - prosegue la nota - si sono rispettati i tempi previsti dal nuovo Ccnl degli enti locali del 21 maggio 2018 e si è anche sottoscritto il contratto decentrato 2018, dando avvio alle progressioni orizzontali che, è bene ricordarlo, per i dipendenti della provincia erano bloccate da ormai otto anni. È giusto anche sottolineare che, a fronte di una organico composto inizialmente da circa 240 persone, attualmente i dipendenti della Bat sono poco più di 80, ma debbono far fronte, a seguito del processo di riordino avvenuto con la Legge Del Rio, alle medesime competenze e funzioni. La sottoscrizione dei contratti decentrati 2017 e 2018 è il giusto riconoscimento all’impegno profuso dai lavoratori per garantire ai cittadini e al mondo lavorativo del territorio provinciale in questa situazione di oggettivo disagio, i servizi essenziali previsti", conclude la nota.

Data articolo: Mon, 14 Jan 2019 09:48:00 +0200
Contratti e accordi
Ccnl sanità privata, 21 gennaio presidio a Lecco

Presidio lunedì 21 gennaio a Lecco, alle ore 8 di fronte alla Clinica Mangioni, dei lavoratori della sanità privata per sollecitare il rinnovo contrattuale, atteso ormai da ben 12 anni. "La sanità lombarda non adegua al costo della vita il salario dei suoi lavoratori, che svolgono un'attività di primo piano sul nostro territorio", spiegano Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl territoriali: "Realtà importanti come l'associazione La Nostra Famiglia, la Clinica Mangioni, svolgono tutti i giorni attività di servizio al cittadino con soldi pubblici, che nonostante siano sicuramente ben spesi, non bastano a coprire i sacrosanti adeguamenti salariali che oramai da 12 anni sono negati ai lavoratori della sanità privata". I sindacati chiedono che "le realtà della sanità privata non vengano più viste dalla Regione come agenzie interinali dei servizi pubblici, ma come un servizio complementare e con la stessa dignità della sanità pubblica, come previsto dalla legge regionale 23, dignità che non può che passare dagli aumenti salariali (con i dovuti arretrati) dei lavoratori del settore privato". E, in conclusione, sollecitano "parti datoriali e Regione Lombardia a impegnarsi fin d'ora a sbloccare il tavolo di trattativa e ad assicurare le risorse che servono per garantire quella dignità da lavoro che tutte le donne e gli uomini della sanità privata rivendicano".

Data articolo: Fri, 11 Jan 2019 11:09:00 +0200
Contratti e accordi
Amnesty International Roma, firmato primo integrativo per 45 lavoratori

"È stato sottoscritto il primo contratto integrativo per i 45 lavoratori della onlus Amnesty International, con sede a Roma". Così, in un comunicato, la Filcams di Roma centro ovest litoranea.

"Fra le tante novità che miglioreranno la vita lavorativa dei dipendenti – continua la nota – vanno segnalate la nuova sperimentazione oraria (una sola timbratura in entrata e un minor controllo), sulla base di una reciproca fiducia tra responsabile e addetti, il mantenimento della retribuzione totale per quanto riguarda la carenza malattia, lo stesso numero di permessi maturati indipendentemente dalla data di assunzione, maggiore attenzione al tema della genitorialità".

"Inoltre, verranno aumentati i giorni di congedo di paternità, riconosciute 16 ore retribuite per le assemblee sindacali, maggiorati del 30% i permessi sindacali per le rappresentanze sindacali, privilegiati i contratti di lavoro subordinato in caso di nuove assunzioni. E ancora, sarà prolungata l’aspettativa post partum e per programmi di sviluppo e sostegno dei neogenitori, inserito il congedo matrimoniale per le unioni civili, introdotto un premio di risultato e sperimentazione del lavoro agile (smart working) su richiesta volontaria. Infine, sono stati concordati la clausola di ultrattività in caso di mancato rinnovo alla scadenza e una serie di incontri periodici per valutare l'applicazione del contratto integrativo", aggiunge la sigla Cgil del commercio e terziario.

"Un risultato importante – conclude il sindacato – che aumenta diritti e benefit per i lavoratori e le lavoratrici di Amnesty International di Roma".

Data articolo: Thu, 10 Jan 2019 17:07:00 +0200
Contratti e accordi
Medici, Fp Cgil: governo chiuda subito su rinnovo contratto

"Il governo chiuda subito il contratto di tutti i Dirigenti del Servizio sanitario nazionale". A chiederlo è la Fp Cgil nazionale in un ordine del giorno approvato oggi all'unanimità dal Comitato direttivo che fa chiarezza sull'emendamento 687 della legge di Bilancio che modifica l'accordo quadro del 2016 sulle aree contrattali del pubblico impiego e soprattutto richiama il governo alle sue responsabilità.

"Siamo preoccupati - si legge nell'ordine del giorno - per quanto accaduto con l'inserimento nella legge di Bilancio del comma 687, che di fatto modifica unilateralmente l'accordo quadro sottoscritto nel 2016 dalle organizzazioni sindacali confederali per la definizione delle aree contrattuali del pubblico impiego. Una norma irrispettosa delle prerogative sindacali che, inoltre, rischia di far retrocedere al punto di partenza la contrattazione faticosamente portata avanti in questi mesi dai sindacati dei medici e dei dirigenti sanitari, annullando di colpo i sacrifici di centinaia di migliaia di professionisti che da mesi protestano contro l'ingiustificato blocco contrattuale che si perpetua da 11 anni".

"Pur guardando con favore al reinserimento della Dirigenza Tpa nel contratto della Dirigenza Medica e Sanitaria - prosegue l'Odg della Fp Cgil -, ribadiamo come questo non debba in alcun modo determinare un ulteriore rallentamento nelle trattative che dopo tre scioperi e numerosi sit-in in tutti i territori avevano finalmente registrato un'apertura delle Regioni volta a chiudere rapidamente anche questo contratto. Una soluzione è a portata di mano: il Ministro della Funzione Pubblica dia mandato ad Aran per convocare rapidamente le parti e procedere ad un'immediata e puntuale integrazione dell'attuale accordo quadro, consentendo per questa via la rapida conclusione del confronto per il rinnovo del Contratto della Dirigenza del Ssn, un accordo che per noi deve essere in grado di cogliere e valorizzare tutte le diverse specificità professionali ricomprese in quest'area contrattuale. Per tutti questi motivi sosteniamo lo sciopero del prossimo 25 gennaio, impegnando tutte le strutture al massimo sforzo per la riuscita della mobilitazione unitaria", conclude.

Data articolo: Thu, 10 Jan 2019 15:49:00 +0200
Contratti e accordi
Caporalato, nel Lazio protocollo tra Regione, sindacati e associazioni datoriali

“Il Protocollo 'Per un lavoro di qualità in agricoltura', sottoscritto a Latina tra Regione Lazio, sindacati e associazioni datoriali, rappresenta un tassello importante nel contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento nel settore agricolo”. Lo dichiara Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil. 

“Il Protocollo si pone l’obiettivo di un piano di intervento a 360 gradi contro lavoro nero e sfruttamento in tutta la Regione Lazio e mostra l’attenzione della Regione su un tema così scottante.  Aspetto importante è che si sia previsto di iniziare la sperimentazione sul territorio di Latina, area dall’alta vocazione agricola e con un alto numero di lavoratori anche stranieri, troppo spesso costretti a condizioni di lavoro poco dignitose e non rispettose di leggi e contratti. Si parte, tra gli altri, dai temi cruciali del trasporto, degli alloggi e del collocamento con il coinvolgimento dei Centri per l’impiego e promuovendo azioni sinergiche con le articolazioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità”. 

“Questo Protocollo – conclude Galli - può essere esportato e preso ad esempio anche da altre Regioni e lo poniamo all’attenzione del ministro Centinaio, che ci auguriamo di incontrare quanto prima, per discutere dei temi legati all’agricoltura e del contrasto al caporalato, nonché di come attuare in tutte le sue parti la Legge 199/2016, cui fa correttamente riferimento anche il Protocollo della Regione Lazio”. 

Data articolo: Thu, 10 Jan 2019 14:57:00 +0200
Contratti e accordi
Credito cooperativo, rinnovato il contratto per 2mila impiegati toscani

Nella serata del 9 gennaio, a 5 anni dalla scadenza del precedente, è stato sottoscritto il contratto nazionale per le banche di credito cooperativo dopo una trattativa caratterizzata da brusche frenate e finte ripartenze. Il nuovo contratto prevede un aumento della voce stipendio di 85 euro (parametrate sull'inquadramento medio) a partire dal 1° gennaio 2019 ed evita la sterilizzazione delle voci che determinano il calcolo del Tfr. Altri interventi qualificano l'accordo raggiunto, come ad esempio il ripristino tabellare per i lavoratori assunti con livello retributivo di inserimento a partire dal 2020 che viene eliminato definitivamente per le nuove assunzioni. C'è un rafforzamento della normativa che regola le relazioni industriali a livello di gruppo in caso di processi di ristrutturazione. Vengono definiti i criteri per il pagamento della produttività per le banche aderenti ai gruppi bancari. E' istituita una giornata di ex festività da destinare alle attività di volontariato. Sono demandate alla contrattazione di secondo livello materie come welfare e conciliazione dei tempi di vita lavoro.

Il contratto avrà validità fino al 31 dicembre 2019. L'accordo prevede che a partire da subito vengano aperti specifici tavoli di confronto sul contratto nazionale, fase che assumerà un'importanza strategica per completare il lavoro svolto con la sottoscrizione di ieri al fine di dare un quadro di regole collettive rispetto alla fase di avvio della riforma e al fine di tutelare occupazione e principi di solidarietà che da sempre contraddistinguono il credito cooperativo.

La Fisac Cgil Toscana esprime "grande soddisfazione per gli oltre 2mila lavoratrici e lavoratori di tutte le province della Toscana che con questo rinnovo si vedono riconoscere l'impegno e la grande responsabilità dimostrati negli ultimi anni non certo facili. L'accordo sottoscritto conferma la linea che contraddistingue la contrattazione di secondo livello toscana a partire dalle tematiche di welfare e tempi di conciliazione vita-lavoro che già hanno trovato ampio spazio nel confronto con la Federazione Toscana Bcc".

"Abbiamo sempre dato la massima priorità al rinnovo del contratto - sottolinea la Fisac Cgil Toscana -, convinti che in una fase difficile come quella della realizzazione della riforma servisse un quadro normativo e di tutele per le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni hanno sempre dimostrato forte responsabilità e dedizione".

Data articolo: Thu, 10 Jan 2019 13:56:00 +0200
Contratti e accordi
Credito cooperativo, firmato il rinnovo del ccnl

Dopo cinque anni di attesa, una serie infinita di blocchi negoziali e ripartenze, si chiude il sofferto ciclo di rinnovo del contratto del credito cooperativo, che interessa circa 35 mila lavoratori. Oggi, 10 gennaio, è stato sottoscritto tra sindacati e Federcasse (l'associazione nazionale delle banche di Credito cooperativo e casse rurali), il rinnovo che ha come obiettivi la tenuta, la salvaguardia occupazionale e gli adeguamenti economici che dovevano essere riconosciuti da tempo a tutti i lavoratori del settore. Tra le novità, ci sono un incremento della voce “stipendio” di 85 euro mensili per 13 mensilità a decorrenza 1 gennaio 2019, e un intervento di ripristino tabellare per lavoratori assunti con livello retributivo di inserimento professionale, a partire dal 2020.

A caratterizzare il rinnovo, poi, c'è l'implementazione tra le materie demandate al secondo livello di contrattazione, con l’obiettivo di gestire gli eventuali squilibri organizzativi che dovessero derivare dagli impatti della riforma che sta interessando le banche di Credito cooperativo-casse rurali ed artigiane. Sono state poi rivisitate le previsioni contrattuali sui trasferimenti, portando a 50 chilometri il limite entro il quale va richiesto il consenso, e definiti i criteri per il pagamento della produttività relativa all’anno 2018, da erogare quest'anno, sia per le banche che per le aziende aderenti ai gruppi bancari cooperativi.

“Esprimiamo particolare soddisfazione per aver introdotto temi di ordine etico e sociale con l’istituzione di una giornata di lavoro da destinare alle attività di volontariato in campo civile, sociale ed ambientale - afferma la Fisac Cgil - come pure per aver introdotto la possibilità di contrattare al secondo livello misure di welfare e norme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

“Rispetto agli impegni sulla fase programmatica - continua il sindacato - siamo convinti che aver gettato le basi per la prossima ed imminente contrattazione di rinnovo, che non dovrà questa volta scontare ritardi non più giustificabili, sia stata una buona, opportuna, nonché necessaria operazione”.

L'accordo firmato oggi, in ogni caso, per la Fisac costituisce “un importante risultato che conferma, tra l’altro, come da noi sempre rivendicato, il valore dell’autonomia contrattuale del settore del credito cooperativo e rafforza il ruolo di Federcasse in tema di rappresentanza, in un momento delicatissimo della vita della categoria”. Il contratto, conclude, “ restituisce ruolo e dignità ai lavoratori, principali attori e protagonisti dell'attuazione della riforma epocale”.

Data articolo: Thu, 10 Jan 2019 11:35:00 +0200
Contratti e accordi
Ast, in salita la trattativa sull'integrativo

Il rinnovo del contratto di 2° livello in Ast dovrà contenere, sia per la parte normativa che per quella salariale, elementi da applicare in tutto il sito, per dare risposte alle attese dei lavoratori e per “risarcire" in maniera coerente i tanti sacrifici fatti in questi anni. È questo il messaggio che le organizzazioni sindacali, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic, Ugl e Usb, insieme alla Rsu di viale Brin, hanno ribadito oggi, 8 gennaio, nell’incontro con la Direzione Aziendale di Ast, convocato proprio per affrontare il tema dell’integrativo aziendale, come previsto già nell’accordo sottoscritto nel maggio 2018.

“Aumenti salariali, miglioramento delle condizioni di lavoro, ambiente e sicurezza, formazione, sviluppi professionali, estensione dei diritti collettivi e individuali sono le questioni che principalmente abbiamo presentato nella nostra piattaforma rivendicativa - spiegano i sindacati delle tute blu ternane - Ad oggi dopo la sessione in plenaria, come organizzazioni sindacali e Rsu siamo costretti ad esprimere un giudizio che non è positivo, perché quanto esposto dall’azienda non va nella direzione da noi auspicata”.

I sindacati, “pur apprezzando lo sforzo” della controparte, ritengono le risposte ricevute sui vari temi posti "contraddittorie e non sufficienti per poter oggi avviare ed approfondire una vera trattativa sui vari punti". "Abbiamo chiesto all’Azienda di rivedere la propria posizione e di aggiornare il tavolo, in tempi rapidi - spiegano ancora le 6 sigle sindacali - nella logica di non disattendere gli impegni presi in questi ultimi mesi, avendo tutti condiviso che il 2019 dovrà essere l’anno di rilancio per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello".

"Le assemblee in programma da questa sera (8 gennaio), che si concluderanno giovedì notte, saranno il momento per approfondire insieme ai lavoratori i temi fino ad oggi discussi, sia inerenti alla contrattazione di secondo livello sia al piano industriale, che, ribadiamo, dovrà essere di consolidamento e sviluppo e non di ridimensionamento come l’azienda ha intenzione di fare”, concludono i sindacati.

Data articolo: Tue, 08 Jan 2019 18:15:00 +0200
Contratti e accordi
Sindacati medici, no a rinvio del contratto

"All'insegna della peggiore continuità il nuovo governo, come i precedenti, utilizza la legge di bilancio per attuare veri e propri golpe ordinamentali e istituzionali". Inizia così il duro comunicato delle sigle del comparto merdico-veterinario (Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Cimo, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials, Uil Fpl), riguardo il rinnovo del contratto della sanità pubblica: "Tra i numerosi foglietti volanti cui è stata ridotta la legge più importante della legislatura, sottratta al controllo di ammissibilità della commissione Bilancio e a quello di merito dello stesso Parlamento, una 'manina' ha trovato il modo di agganciare il vagoncino dei propri interessi al treno della legge di bilancio, in modo addirittura retroattivo".

I sindacati evidenziano che "nell'assalto finale alla diligenza, tra condoni e micro provvedimenti di ogni genere, ha così trovato posto una norma che rinvia, di fatto, sine die il rinnovo del Ccnl 2016-2018 della dirigenza medica e sanitaria, riportando indietro le lancette dell'orologio di tre anni. Alla faccia della Corte costituzionale, che dal 2015 ha dichiarato incostituzionale il blocco contrattuale, e dello stesso presidente della Repubblica, che va avvertito del fatto che quel motore di giustizia sociale di cui ha parlato nel discorso di fine anno è stato inceppato, senza che si veda quando e come potrà rimettersi a funzionare. Nel solito copione, che toglie significato al termine stesso di cambiamento, un governo che si dice nuovo continua ad agire contro il Ssn, beffando anche quel 'San Contratto' che lo ha fatto nascere".

Data articolo: Tue, 08 Jan 2019 14:38:00 +0200
Contratti e accordi
Magneti Marelli, a Rivalta (To) quarto anno di solidarietà

La Magneti Marelli Sistemi Sospensioni di Rivalta (To) ricorrerà per il quarto anno, a partire dal 14 gennaio, ai contratti di solidarietà. Lo rende noto la Fiom dopo l'incontro al ministero del lavoro. I lavoratori coinvolti sono 157 a fronte di un esubero dichiarato di 84 unità. "Purtroppo l'uso intensivo degli ammortizzatori sociali continua. Alla Magneti Marelli di Rivalta dopo tre anni di utilizzo continuativo dei contratti di solidarietà si continua per il quarto anno chiesto in deroga alle attuali normative", sottolineano Edi Lazzi, segretario provinciale della Fiom di Torino e Toni Inserra responsabile della Magneti Marelli di Rivalta. "La crisi dell'auto nella nostra città è ormai sotto gli occhi di tutti e l'unico modo per arrestarla è che Fca decida di investire risorse economiche per nuove produzioni nel nostro territorio. La 500 elettrica, pur rappresentando una novità, è assolutamente insufficiente a garantire l'occupazione degli addetti del settore automotive. La Marelli dimostra che senza nuovi modelli non solo sono in sofferenza gli addetti degli stabilimenti di assemblaggio finale, ma anche tutto l'indotto".

Data articolo: Mon, 07 Jan 2019 18:36:00 +0200

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