NEWS - lavoro - NEWS - ricerca lavoro - NEWS pensioni

figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna in pre-order
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

News interventi sul territorio da rassegna.it (CGIL)

#interventi #lavoro #territorio #CGIL

Italia
Previdenza e finanza sostenibile: così si guarda al futuro

Dove vanno e cosa finanziano i fondi della previdenza complementare in Italia, quella a cui un lavoratore aderisce volontariamente? Non finiscono a sviluppare e sostenere la cosiddetta economia reale. Le percentuali sono facili da ricavare: di 100 euro gestiti dai fondi pensione integrativi, solo 24 restano nel nostro territorio, e pochi spiccioli, ovvero 3 euro, vanno a finanziare imprese e attività produttive. Siamo quindi molto lontani dal circolo virtuoso che potrebbe portare i risparmi dei lavoratori a sostenere e creare occupazione.

Ma c’è di più. Quando poi si passa ad analizzare quanto del denaro dei lavoratori nei fondi pensione è usato per orientare o favorire processi di riconversione sociale, ambientale, organizzativo, del mondo produttivo la quota è di 1 euro ogni 10 investiti. Eppure le cifre del risparmio previdenziale privato sono davvero ingenti: 10 milioni di persone, tra iscritti e pensionati, più di 250 miliardi di euro, di cui 167,1 miliardi destinati nel 2018 alle prestazioni previdenziali, pari al 9,5 per cento del Pil. Questi sono alcuni dei dati emersi dallo studio curato dal direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina, e presentato nel convegno “Una finanza utile al lavoro” che si è tenuto a Roma il 28 febbraio, a cui ha preso parte Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

“Bisogna rimettere al centro il lavoro, non solo come diritto delle persone a vivere dignitosamente – ha dichiarato Landini – ma anche come diritto di discutere che cosa produciamo e come lo facciamo. La diffusione di appalti, subappalti e finte cooperative ha portato a una frammentazione e a una svalutazione del lavoro che mette le persone in competizione tra loro. E invece quello che vorremmo è poter sperimentare nuovi livelli di partecipazione nelle decisione di chi fa impresa, su che cosa, come, con quale sostenibilità si produce. Questa è una delle sfide che ci troviamo davanti. Allo stesso modo, dobbiamo trovare delle soluzioni sugli investimenti dei fondi pensionistici, che liberino risorse per puntare sulla crescita e sulla qualità del sistema imprenditoriale”.

La ricetta per trasformare la previdenza integrativa in un motore di sviluppo sostenibile, che crei occupazione ed equità, arriva dalla finanza etica. “Se facessero propri i criteri cosiddetti ESG, Enviromental, Social, Governance – ha spiegato Messina – i fondi pensione complementari potrebbero favorire la riconversione ecologica, accelerare la transizione a un’economia carbon free, sostenere le imprese più attente ai diritti umani e all’impatto sociale e ambientale dell’intera filiera produttiva. Questo rimetterebbe la finanza al servizio dell’economia. E darebbe valore al patto implicito tra generazioni che c’è in ogni sistema previdenziale, anche privato”.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 19:20:00 +0200
Italia
La settimana del lavoro

È stata una settimana segnata dall’emergenza Coronavirus, che ha investito il Paese e che ha visto i sindacati in prima linea nell’affrontare la situazione e cercare di tutelare il lavoro. Ci sono stati due incontri ufficiali con l’esecutivo per studiare misure come cassa integrazione, lavoro agile, integrazione salariale, perché come ha chiarito il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, “non possiamo permetterci il blocco economico del Paese”. I decreti del governo hanno permesso di estendere la possibilità di ricorso allo smart-working, applicabile fino al 15 marzo per i datori di lavoro nelle regioni maggiormente colpite dal contagio. I sindacati hanno poi chiesto “un provvedimento che copra tutti i lavoratori, non solo della zona rossa”. 

Flessibilità e lavoro agile sono stati resi possibili anche negli uffici pubblici, grazie alle direttive del ministero della Pubblica amministrazione, per affrontare l’emergenza con dispositivi sulla sicurezza e le assunzioni. Un accordo ha inoltre ampliato le tutele per i dipendenti di aziende artigiane. Sindacati e imprenditori hanno giudicato positivamente le misure per contenere l’emergenza, ma affermano insieme che il Paese deve ripartire: “È importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una normalizzazione”.

Per far fronte all’emergenza due scioperi sono stati annullati. Quello del trasporto aereo, previsto per martedì 25 febbraio, è stato differito al 2 aprile, mentre quello della scuola del 6 marzo non si effettuerà, in considerazione dell’emergenza sanitaria in corso.

In questa fase delicata, il segretario dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, chiede di proteggere gli anziani, i più colpiti dal Covid-19, mentre per gli atipici, lavoratori meno tutelati dal punto di vista contrattuale, il rischio è quello di vedersi sospendere o interrompere il contratto, o di subire una riduzione dell’orario. Altri rischi, però, ci sono anche per chi lavora nelle aziende emiliano-romagnole che stanno chiedendo autocertificazioni illegittime. La denuncia è di Cgil, Cisl e Uil regionali, che affermano: “Diverse imprese stanno sottoponendo ai lavoratori dei questionari sul loro stato di salute, o altri strumenti di profilazione di massa. Ci sono le autorità competenti, basta creare panico”.

 L’azione dei sindacati italiani nel contenere la crisi determinata dal contagio si inserisce, infine, nella battaglia del sindacato europeo per evitare la recessione. La Ces, infatti, ha apprezzato l’impegno della Commissione Ue ad avere un approccio flessibile sugli obiettivi fiscali vista la situazione determinata dalla diffusione del virus. Ma è ora “necessario alzare il livello di investimenti pubblici”.

-------------------------

ANALISI, INTERVISTE E APPROFONDIMENTI

Autonomia differenziata, il nodo sono le risorse
di Stefano Iucci

Per i precari l’emergenza è doppia
di Esmeralda Rizzi

«Siamo pronti, ma ci servono più mezzi»
di Davide Colella

Gender pay gap, una battaglia europea
di Fabrizio Ricci

Premio Amnesty, ecco la top ten dei diritti
di Maria Antonia Fama

Giornalisti, altro che casta
di Simona Ciaramitaro

Accoglienza, un modello che l’Europa ci invidia
di Carlo Ruggiero

La scommessa di una finanza dalla nostra parte
di Paolo Andruccioli 

-------------------------

I NOSTRI INSERTI

IDEA DIFFUSA (Lavoro 4.0)

IL MAGAZINE (Filcams)

SINDACATO NUOVO (Fillea)

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 17:46:00 +0200
Italia
Metalmeccanici e imprese avviano collaborazione

Federmeccanica, Assistal e Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di prevedere nell’ambito dell’Osservatorio paritetico nazionale sull’industria metalmeccanica e della installazione di impianti un’apposita sessione che si occuperà specificatamente di monitorare e approfondire gli effetti del Coronavirus sull’attività delle imprese e sui rapporti di lavoro.

Durante i lavori di questa sessione, le Parti sociali del settore metalmeccanico e della installazione di impianti con l’obiettivo di favorire le relazioni industriali raccoglieranno e diffonderanno le “buone prassi” che a livello aziendale e/o territoriale il sistema di relazioni industriali sta mettendo in atto per fronteggiare le conseguenze dell'emergenza sanitaria. Inoltre raccoglieranno e diffonderanno le disposizioni delle Autorità nazionali e regionali che riguardano la gestione dell’emergenza e le possibili conseguenze sull’attività produttiva e sui rapporti di lavoro. La sessione rimarrà convocata per tutto il periodo dell’emergenza “Covid19”.

Ne danno notizia le associazioni in una nota comune.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 17:24:00 +0200
Italia
Proteggere il turismo, oltre l’emergenza

Interventi per affrontare una crisi di cui si conosce l’inizio, ma che rischia di andare ben oltre la prossima auspicabile fine dell’emergenza sanitaria: di questo si è discusso in un tavolo appositamente convocato dal ministero dei Beni Culturali e del Turismo oggi (28 febbraio) alla presenza di sindacati confederali e di categoria e di tutte le associazioni di rappresentanza datoriale. La Cgil assieme alla Filcams ha espresso la grande preoccupazione di milioni di lavoratori che rappresentano il front office vivente dell’ospitalità del nostro Paese. Un immagine, giova ricordarlo, fortemente incrinata da allarmismi non sempre giustificati, e campagne mediatiche sensazionalistiche che hanno arrecato danni, allo stato, non quantificabili alla “marca italia”.

Camerieri, portieri, receptionist, addetti alla pulizia delle camere di alberghi, marinai di salvataggio, guide turistiche, operatori di agenzia di viaggio, baristi, cuochi, addetti alla ristorazione scolastica: tutti stanno scontando o sconteranno gli effetti di una flessione della domanda che rischia di protrarsi a lungo. È necessario proteggere il lavoro attraverso un adeguato sistema di ammortizzatori sociali di cui il settore è quasi completamente sprovvisto; non è pensabile quindi che i futuri interventi normativi si limitino a dare risposte alla cosiddetta zona rossa. Le risorse ci sono, basterebbe rendere maggiormente semplificato l’accesso ai vari istituti (Fis, Cigo) e almeno in prima battuta, predisporre il ricorso a strumenti straordinari per offrire garanzie reddituali a tutti i lavoratori subordinati e non.

Sul piano più ampio delle politiche generali di settore, bisogna avere la capacità di “tenere tutto assieme”: gestione dell’emergenza, predisposizione di interventi strutturali a sostegno della domanda e della qualificazione dei livelli occupazionali, strategie per il rilancio. Per ottenere questo ambizioso obbiettivo che guarda oltre l’impatto del coronavirus c’è bisogno di una governance partecipata del settore, una cabina di regia che veda giocare un ruolo proattivo da tutti gli interlocutori a partire da chi rappresenta il lavoro; un lavoro che, tradizionalmente, continua a essere precario, sottopagato e attraversato da irregolarità e illegalità. Le prossime iniziative che il governo assumerà si riveleranno decisive per capire se, un settore della nostra economia che genera quasi il 13% del Pil, può rappresentare, pur in un contesto così avverso, un volano credibile per una ripresa del sistema Paese. Ecco perché abbiamo insistito che non si inaugurino pericolose rivisitazioni di politiche dei due tempi, ma si proceda con una visione di insieme fin da subito.

Il ministro Franceschini si è impegnato a farsi portavoce in sede di Consiglio dei ministri delle istanze emerse da più di due ore di confronto, in cui i diversi interventi che si sono susseguiti hanno rappresentato un quadro critico anche sul fronte imprenditoriale, alle prese con disdette, cancellazioni, difficili rapporti con i fornitori a partire dai grandi vettori aerei. Apprezzabile è apparsa la volontà di tutte le parti presenti a condividere azioni comuni non finalizzate alla risposta ai bisogni immediati che l’emergenza sta determinando, ma rivolte alla tenuta futura e complessiva del settore. In chiusura, il ministro ha dichiarare di volere operare per un "graduale ritorno alla normalità" che porti a riflessioni, territorio per territorio, situazione per situazione, sulla opportunità di riaprire cinema, teatri, siti culturali. Per la Cgil tornare alla normalità significa tornare al lavoro. Nessuno escluso.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 15:26:00 +0200
Italia
Coronavirus, Ferrari (Cgil Veneto): procedere con equilibrio

In relazione alla richiesta del presidente Zaia di cancellare tutte le restrizioni per contenere il contagio da coronavirus, la Cgil chiede molta attenzione. Bene guardare al ritorno alla normalità, dice, ma ciò deve avvenire nel rispetto delle regole di prevenzione e di cautela. Particolare prudenza è necessaria nel riavvio delle scuole. Lo chiede il segretario generale della Cgil veneta, Christian Ferrari: "Nei pochi giorni trascorsi dal primo caso di Coronavirus registrato in Veneto, siamo passati dal paventare rischi terribili per la salute pubblica e di ciascuno di noi alla svolta repentina delle ultime ore, con la richiesta avanzata dal presidente della Regione al ministero della Salute di cancellare tutte le restrizioni".

La ragione di questo brusco cambio di registro è legata alle preoccupazioni per le conseguenze economiche che potrebbero ricadere sul tessuto produttivo regionale. Sono, per Ferrari, "preoccupazioni non solo legittime, ma da tenere in massima considerazione, assumendo tutte le scelte in grado di evitare ulteriori difficoltà per lavoratori e imprese, garantendo la piena ripresa e continuità delle attività produttive in una logica di graduale ritorno alla normalità".

Ciò però, secondo il sindacalista, "deve avvenire nel totale rispetto delle regole di prevenzione e cautela che in casi come questo sono decisive per evitare problemi seri per i cittadini. Abbiamo a che fare - a detta dei virologi - con un virus a bassa letalità ma ad altissima contagiosità. Resta fondamentale limitarne la diffusione, altrimenti gli ospedali, e in particolare i reparti di terapia intensiva, non reggerebbero l'urto di un numero eccessivo di ricoveri". 

Particolare prudenza per Ferrari va osservata nella riapertura delle scuole, "con indicazioni precise alle famiglie e al personale scolastico, senza farsi dominare dalla fretta. Si tratta, evidentemente, di un equilibrio difficile, ma non abbiamo alternative a trovarlo e dobbiamo farlo tutti insieme. Questa prima settimana di convivenza con il virus ci ha già consegnato i primi insegnamenti: più razionalità, meno sensazionalismo (fare i fenomeni non serve a niente, neanche a chi ci prova), zero strumentalizzazioni".

"Un Paese supera difficoltà di questa portata restando unito, non con le forze politiche che provano a cavalcare l'emergenza per lucrare qualche effimero consenso". conclude la nota.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 15:13:00 +0200
Italia
Sindacati all'attacco: «Commissario alla sanità inadeguato»

Il commissario per la Sanità calabrese, Saverio Cotticelli, “è inadeguato”. Lo affermano in una nota unitaria i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, dopo che lo stesso commissario ha “approvato, in solitaria, il nuovo piano operativo”, nonostante avesse preso l'impegno, “davanti al ministro della Salute, Roberto Speranza a Roma, di istituire un confronto presso la prefettura di Catanzaro”.

“Il commissario – accusano Cgil, Cisl e Uil – continua a disattendere gli impegni con la delegazione trattante. Il tutto mentre in Calabria sta collassando il sistema sanitario pubblico, chiudono reparti per carenza di medici e infermieri, generando una guerra dei poveri tra strutture ospedaliere e territori, i 118 sono a rischio, e ancora non vi è uno straccio di incontro sull’emergenza sanitaria Coronavirus.

“Alla Calabria non servono commissariamenti part time per arrotondare pensioni o vitalizi – continuano i segretari delle tre sigle –, serve gente che ha a cuore il destino e il futuro dei calabresi. Cotticelli è completamente inadeguato per tale missione, riteniamo vada superato, il diritto alla salute è una cosa seria, ed è bene che il ministero della Salute si faccia carico direttamente della gestione irreversibile della sanità calabrese”.

Cgil, Cisl e Uil chiederanno dunque al ministro Speranza la convocazione di un nuovo incontro per la situazione emergenziale della Calabria, mentre restano in attesa di un confronto con la presidente Jole Santelli sull’emergenza Coronavirus, “che allo stato, in Calabria, non presenta focolai in essere, ma, se dovesse accadere, non sarebbe nelle condizioni di affrontare l’emergenza”, concludono.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 10:57:00 +0200
Italia
Umbria: sindacati alla Regione, subito provvedimenti per il lavoro

Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria lunedì 2 marzo incontreranno la presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, per richiedere misure in difesa del lavoro in questa fase di forte criticità dovuta all'emergenza Coronavirus. In particolare, i sindacati, così come sta avvenendo in altre regioni, chiederanno alla presidente di sollecitare il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze) ad autorizzare e a impiegare alcune risorse residue che negli anni scorsi sono state assegnate per gli ammortizzatori sociali in deroga, ma che non sono state mai utilizzate.
“Bisogna evitare che l'emergenza sanitaria, che peraltro nella nostra regione è stata per ora limitata – affermano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini – si trasformi in emergenza economica. Per questo è urgentissimo che, accanto ai provvedimenti in favore delle imprese, vengano attivati tutti gli strumenti disponibili a sostegno del reddito di lavoratrici e lavoratori, senza distinzioni, che stanno subendo le conseguenze dell'emergenza Coronavirus”.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 10:39:00 +0200
Italia
Accoglienza, un modello che l'Europa ci invidia

Il sistema italiano di accoglienza dei migranti traballa ma funziona, o almeno funzionava prima dei decreti sicurezza voluti dall'ex ministro degli Interni Matteo Salvini. Lo dicono in molti, ma a confermarlo, chiaro e tondo, è anche il più recente report pubblicato da Amnesty international sull'argomento: “I sommersi dell’accoglienza – conseguenze del dl 113/2018 sul sistema di accoglienza italiano”. A dare i risultati migliori, da quanto emerge, è soprattutto il sistema di secondo livello, l'ex Sprar (oggi Siproimi, dopo il primo decreto Salvini), in grado di fornire un'accoglienza diffusa sul territorio, che coinvolge istituzioni locali, singoli cittadini e terzo settore, e che produce percorsi concreti di inclusione per gli ospiti. Rappresenta un'eccellenza nel panorama europeo, ma oggi, proprio a causa delle norme varate dal primo governo Conte, ha ridotto di molto il suo raggio d'azione, e non è più accessibile né a coloro che hanno un permesso umanitario in scadenza né ai richiedenti asilo.

Foto di Marco Merlini

“L'ex Sprar è assolutamente apprezzato e viene già studiato negli altri paesi europei. L'Italia, nonostante tutto, in questo campo resta un modello”, conferma Saro Rossi, che di mestiere fa formazione sui temi della diversità culturale e dell'intercultura, sia in Italia che in Europa. Saro era a capo di una comitiva di 30 giovani operatori sociali provenienti da 12 paesi diversi, che a fine febbraio è sbarcata in Italia proprio per analizzare il metodo di accoglienza italiano. Il corso si chiama “Game of Cultures: nuove sfide per le nostre comunità”, è stato organizzato nell'ambito del progetto Erasmus Plus, e ha come obiettivo capire “come utilizzare le comunità locali per il processo di inclusione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati”.

L'ex Sprar è assolutamente apprezzato e viene già studiato negli altri paesi europei

Gli operatori sociali coinvolti, tra le molte attività, sono stati anche ospitati nell'aula consiliare del terzo Municipio di Roma, in un incontro con associazioni e istituzioni che si occupano di migranti. C'erano anche i rappresentanti delle cooperative Idea Prisma 82 e Alternata Silos, delle associazioni Naim, Arci, Forum Terzo settore e Ali, oltre che assistenti sociali e amministratori locali. “In Italia è attiva un'accoglienza diffusa che in altri Paesi non c'è – continua Saro –. Probabilmente nel Nord Europa hanno altri punti di forza, come un'organizzazione statuale nella gestione normativa molto più lineare. I nostri meriti, invece, risiedono soprattutto nella capacità di lavorare con le comunità locali, coinvolgere le persone e riuscire ad attivare i territori”.

Una spinta dal basso
“Qui ho visto una spinta dal basso che nel mio paese non esiste – conferma Thanos Koufogeosgos, studente greco di geopolitica e membro dell'associazione Solidarity based group –. Entrambi i nostri paesi hanno subìto in maniera massiccia la crisi dei migranti del 2015, ma le istituzioni locali in Grecia non partecipano affatto all'accoglienza come invece succede in Italia”. “Anche da noi le associazioni fanno molto per affrontare e risolvere i problemi – continua Thanos –, ma evidentemente non basta. Secondo me si dovrebbe investire di più sull'accoglienza individuale. La gente dovrebbe essere motivata ad agire anche in proprio”. Tra l'altro, come in Italia, pure in Grecia si è recentemente registrata una forte stretta sull’immigrazione. Il governo di centrodestra guidato da Nuova Democrazia ha preso una direzione opposta rispetto all'esecutivo Tzipras. Dall'estate 2019 non viene più concessa l’assistenza sanitaria ai cittadini extra Ue, impedendo di fatto ai migranti l’accesso alle cure. Il Parlamento ha inoltre approvato una nuova legge sul diritto d’asilo, annunciando la chiusura dei famosi centri di accoglienza e identificazione sulle isole dell’Egeo orientale. Al loro posto sorgeranno presto dei nuovi centri di detenzione, campi chiusi e controllati dai gendarmi.

Thanos Koufogeosgos (foto di Marco Merlini)

“La situazione per i migranti è molto complicata anche in Austria, ma penso anche che lo sia un po' in tutta Europa”, afferma poi Sarah Momani, musulmana praticante e insegnante di fisica. Sarah è esponente del Muslim youth Austria, un'associazione giovanile che ha come obiettivo l'integrazione dei musulmani. “D'altronde – continua da sotto il velo verde che le copre i capelli – l'inclusione è sempre più difficile a causa dell'ondata di estrema destra che sta investendo molti paesi”. In Austria, in effetti, nonostante il recente cambio di governo, le politiche restano draconiane, mentre i flussi di migranti stanno diventando un ottimo affare per i privati. Così come in Svizzera e in Germania, molti centri di accoglienza austriaci sono in mano al gruppo elvetico Ors, nato nel ’92 da una costola di Adecco, società di lavoro interinale.

“La situazione per i migranti è molto complicata in tutta Europa

“Questo gruppo continua a vincere bandi – continua Sarah – con gestioni talmente inefficienti fino a essere lesive dei diritti fondamentali delle persone. D'altronde sono un'azienda, non associazioni o cooperative come in Italia, e quindi hanno un approccio che bada molto più al profitto che all’integrazione”. Ors, tra l'altro, dopo l'approvazione dei decreti Salvini è sbarcata anche nel nostro Paese, e ha già ottenuto la gestione del Cpr sardo di Macomer e del Centro Casa Malala di Trieste, struttura per la prima assistenza dei richiedenti asilo della via balcanica.

Sarah Momani (foto di Marco Merlini) 

Il ruolo del terzo settore
In tutti i paesi dell'Europa mediterranea, in ogni caso, il ruolo del terzo settore appare ancora decisivo. In Portogallo, ad esempio, l'ong Istituto per il dialogo globale di Estoril ha avanzato qualche tempo fa la proposta di un esperimento molto simile ai corridoi umanitari, ma più dettagliato. Si chiama Global safety passport, un documento legale di viaggio garantito dall'Unhcr e rilasciato ai richiedenti asilo. Questo passaporto consentirebbe loro di viaggiare legalmente e di entrare negli Stati occidentali per chiedere protezione. Il Global safety passport non garantirebbe, in realtà, il diritto di risiedere legalmente in un determinato paese, ma consentirebbe comunque ai richiedenti asilo di entrarci in modo sicuro e legale. I tentativi di introdurre questo nuovo strumento, però, non hanno ancora ottenuto il successo sperato.

“C'è una vitalità della società civile e dei territori che è davvero interessante

“In Spagna i centri di accoglienza, i Car (Centros de acogida a refugiados) sono gestiti dal ministero delle Politiche sociali e dalle ong, e forniscono vitto, alloggio, servizi di assistenza sociale, psicologica e legale”, spiega poi Cristina Castro, operatrice sociale specializzata in studi di genere e in donne che hanno subìto violenza. “La differenza maggiore con l'Italia sta quindi nell'assenza di un'accoglienza distribuita sul territorio nazionale – continua –. La maggior parte dei migranti risiede a Madrid o a Barcellona, e il più delle volte nei Car si vive in pessime condizioni. Ci sono molte più persone di quante ne possano contenere, e non si rispettano i più basilari diritti umani”. Tra l'altro, i richiedenti asilo in attesa della decisione del ministero sull’ammissibilità della loro richiesta in Spagna sono autorizzati al soggiorno ma non al lavoro. Dunque sopravvivono parcheggiati nei centri. Per Cristina, il sistema italiano “è molto più complesso dal punto di vista normativo, ma c'è una vitalità della società civile e dei territori che è davvero interessante”.
Foto di Marco Merlini

Il business del Nord
Dove la società civile è un po' meno vitale, però, spesso le istituzioni sono più ordinate. È il caso della Norvegia, che nel 2016 ospitava ben 11 rifugiati ogni mille abitanti. In proporzione circa cinque volte in più rispetto all'Italia. All'inizio della crisi del 2015, il Paese accolse migliaia di profughi, fino a quando laburisti, conservatori e Partito del progresso si trovarono d’accordo nel sospendere il trattato di Schengen. Da allora gli arrivi si sono ridotti, ma chi riesce a passare il collo della bottiglia si ritrova comunque in una situazione nient'affatto scomoda. Barbara Schmitt è un'immigrata. È arrivata in Norvegia dal Brasile, ma oggi lavora come assistente sociale nel comune di Kongsberg, 23 mila abitanti a un'ora e mezzo d'auto da Oslo: “Per me, che conosco bene le difficoltà di vivere in un Paese straniero, è più facile comunicare con chi arriva. Lavoro con bambini e adolescenti che risiedono nei centri di accoglienza in città. Il mio compito è quello di provare a mappare i loro interessi e le attività che potrebbero permettergli di integrarsi al meglio. Quindi contatto centri sportivi o culturali che possano fornire occupazioni extracurricolari rispetto alla scuola”. Nella sede del comune di Kongsberg ci sono addirittura dei totem touch-screen con tutte le possibilità presenti in zona: “Il tutto è tradotto in 13 lingue, e basta un solo click per quello che si sta cercando. È importante che tutto sia vicino a dove vivono i migranti, perché da noi l'inverno è molto duro”.


Barbara Schmitt (foto di Marco Merlini)

Accoglienza e sostegno in pieno stile nordeuropeo, insomma, come da tradizione. Anche se pure in Norvegia, così come in Svezia, il business dei richiedenti asilo sta alimentando più di qualche polemica. Alcuni gruppi privati hanno infatti ottenuto il sostanziale monopolio dell'accoglienza, prendendo in gestione decine di centri molto grandi per aumentare i profitti, sfruttando al meglio l'economia di scala, e magari risparmiando sui servizi offerti. Non è un caso, quindi, se, come conferma Saro Rossi: “L'aspetto del sistema italiano degli ex Sprar che più colpisce gli operatori europei è proprio quello dell'accoglienza diffusa in piccoli appartamenti sparsi sul tutto il territorio del nostro Paese e gestita insieme alle istituzioni locali. Una singolarità in Europa, che permette reali processi di inclusione per i migranti nel tessuto sociale e benefici per le comunità. In questo, onestamente, siamo molto più bravi degli altri”. E magari lo resteremo, ma solo fino alla prossima stretta legislativa.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 10:35:00 +0200
Italia
La scommessa di una finanza dalla nostra parte

Una finanza utile al lavoro. Ovvero come gestire il denaro per favorire occupazione, diritti e ambiente. È questo il tema dell’iniziativa organizzata per oggi, 28 febbraio, a Roma da Banca Etica. L’appuntamento è per le 10.30 presso il Centro Astalli, sala Assunta, via degli Astalli 17. Previsti gli interventi di ospiti importanti, tra i quali il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Parlerà anche un ex sindacalista dei lavoratori tessili americani, Keith Mestrich, che oggi guida la Amalgamated Bank, la più grande banca sociale statunitense.

I LUPI DI WALL STREET
Il temine finanza, nell’immaginario collettivo, è diventato negli anni quasi sinonimo di speculazione a favore dei grandi investitori e di guai per la gente comune. Le scelte dell’alta finanza e le spregiudicate operazioni di Borsa si sono trasformate in troppe occasioni in problemi sociali molto pesanti: dai licenziamenti e chiusure di aziende fino alla perdita di tutti i risparmi in caso di fallimenti e vendite spregiudicate o crolli dei titoli a causa appunto delle speculazioni finanziarie decise a tavolino. La diffidenza nei confronti di tutto il sistema è aumentata progressivamente, ma del credito nessuno può fare a meno.

LE BANCHE DIVERSE
Alla luce degli scandali e delle tante crisi finanziarie, si sono sviluppate negli anni esperienze alternative. E oggi finalmente – sulla spinta dell’opinione pubblica e di alcuni investitori istituzionali, tra cui anche i sindacati di alcuni Paesi europei e nordamericani – anche la finanza tradizionale inizia a porsi queste questioni, aprendo la strada a un maggiore ottimismo senza trascurare la necessità di vigilare contro il rischio di greenwashing. Ma accanto a questo i fenomeni più interessanti sono cresciuti nell’ambito della finanza etica e responsabile. In Italia l’esempio più importante è proprio quello di Banca Etica.

IL QUARTO PILASTRO
In un recente articolo il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina, intervistato anche dal Giornale Radio Sociale alla vigilia del convegno di Roma (https://www.giornaleradiosociale.it/extra/alessandro-messina-direttore-di-banca-etica/), ha spiegato che “la prospettiva della finanza etica può diventare quel quarto pilastro che oggi manca nella previdenza complementare italiana. Una prospettiva di sviluppo, di occupazione, di benessere economico che non può e non deve mai essere scisso da quello sociale e ambientale. Per rimettere la finanza al servizio dell’economia. Per dare valore al patto intergenerazionale implicito che c’è in ogni sistema previdenziale, anche privato. Per creare le condizioni in cui, grazie al positivo innesto di risorse finanziarie su un sistema produttivo sano, si crei nuova occupazione e tutte e tutti, ma proprio tutte e tutti, possano ragionevolmente attendersi, un giorno, una vera pensione”.

IL SISTEMA DEI FONDI PENSIONE
Il sistema dei fondi pensione italiani ha delle potenzialità enormi. Alla fine del 2018, la previdenza complementare raccoglieva complessivi 7,953 milioni di iscritti: il 4,9 per cento in più dell’anno precedente, anche se per ora ci si attesta solo sul 34% degli occupati (e il 22% della forza lavoro potenziale, se calcolata in ipotesi di un tasso di occupazione pieno). Dei 16 miliardi di euro complessivi di contributi versati nel 2018, 2,5 miliardi di euro dipendono da lavoratori non dipendenti (16%).

UN MERCATO CHE SI CONCENTRA
Sono 398 le forme pensionistiche complementari attive a fine 2018, suddivise in: 33 fondi pensione negoziali, che aggregano il 37% degli iscritti e il 30% delle risorse gestite; 43 fondi pensione aperti (18% degli iscritti e 12% delle risorse); 251 fondi pensione preesistenti (8% degli iscritti e 36% delle risorse), ossia 170 fondi autonomi (provvisti di soggettività giuridica) e 81 fondi gestiti all’interno di singole aziende (tipicamente bancarie o assicurative) per i propri dipendenti; 70 piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (Pip) cosiddetti “nuovi” (39% degli iscritti e 18% delle risorse).

INVESTIMENTI PER UNA NUOVA ECONOMIA
In altri Paesi, soprattutto in quelli di cultura anglosassone, si sono sviluppate importanti esperienze di utilizzo delle risorse accumulate dai lavoratori nei fondi pensione per indirizzare le scelte dell’economia. In Italia è un tema che si discute da anni, ma che non ha avuto ancora una grande storia. Eppure in vari contesti la Cgil ha rilanciato proposte in questa direzione e l’attuale segretario generale, Maurizio Landini, si è sbilanciato già molte volte con proposte dirette all’opinione pubblica, ma soprattutto al governo e ai decisori politici. Di esempi di crisi aziendali e di necessità di riconversione dei prodotti si potrebbe fare una lista troppo lunga per questo articolo. L’importante però è dare il via. E chissà se l’incontro tra realtà che finora non si erano parlate direttamente come la Cgil e Banca Etica possa essere foriero di altre tappe.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 09:09:00 +0200
Italia
Aziende chiedono autocertificazioni illegittime

In queste ore, a seguito dell’emergenza Coronavirus, diverse aziende dell'Emilia Romagna, anche su indicazione delle associazioni di categoria, stanno richiedendo alle lavoratrici e ai lavoratori di compilare delle schede di autocertificazione, dei questionari riguardo al loro stato di salute, o proponendo altre modalità analoghe di profilazione di massa. Ci sono addirittura segnalazioni di persone allontanate dalle imprese e dai cantieri senza alcuna giustificazione.

“Alla luce di tutto questo chiediamo alle aziende, fuori dalle procedure definite dalle autorità competenti, di non assumere iniziative in modo unilaterale che possono creare allarmismo e panico, nonché ledere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna.

I sindacati ricordano che non è obbligatorio compilare alcun questionario o autocertificazione proposti dalle aziende o altri enti che non siano quelli preposti (Dipartimento di igiene pubblica dell’Ausl); l’autocertificazione che alcune imprese stanno richiedendo è illegittima oltre che essere una falsa tutela per i lavoratori, in quanto ci sono già le autorità competenti e le procedure previste dall’ordinanza regionale. “Si precisa – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – che la sorveglianza sanitaria attivabile dai medici competenti può riguardare solo i rischi professionali”.

I sindacati ricordano anche che i cittadini che hanno avuto contatti con persone contagiate nella zona rossa in paesi soggetti a infezioni da Coronavirus, o che abbiano accusato sintomi legati all'infezione, hanno già l’obbligo di dichiararsi alle autorità competenti chiamando il numero verde regionale 800.033.033. E solo le autorità competenti possono attivare il protocollo sanitario previsto (quarantena, tampone, ricovero in strutture specializzate ecc.). Mentre il solo medico competente può indicare prescrizioni volte a tutelare eventuali soggetti a rischio per i quali, a fronte di determinate patologie, l'eventuale contagio potrebbe avere conseguenze di gravità.

Data articolo: Fri, 28 Feb 2020 08:45:00 +0200
Italia
Coronavirus: Ricci (Cgil Campania), bene tavolo di crisi in Regione

Un tavolo permanente di monitoraggio dei settori produttivi maggiormente colpiti dalla situazione di crisi e per l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus. È quanto hanno condiviso i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Campania Nicola Ricci, Doriana Buonavita e Giovanni Sgambati, insieme ai segretari generali del pubblico impiego Giosuè Di Maro, Lorenzo Medici e Enzo Martone, con il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca e gli assessori Antonio Marchiello ed Ettore Cinque nel corso di un incontro che si è svolto stamattina a Palazzo Santa Lucia. Visti il grave allarme sanitario in atto e la carenza di personalem si è condiviso, inoltre, di  procedere al rafforzamento degli organici ospedalieri, alla tenuta occupazionale attraverso la predisposizione di provvedimenti di proroga e di avvisi pubblici.


Il commento del segretario della Cgil Campania, Nicola Ricci

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 17:53:00 +0200
Italia
Processo Stige, soddisfatti per il riconoscimento del danno subito

La Cgil e la Fiom di Parma si uniscono a Cgil Calabria, Emilia-Romagna e nazionale nell'esprimere soddisfazione per il risarcimento danni deciso dalla sentenza del Tribunale di Catanzaro sul "Processo Stige" del 25 settembre scorso, risarcimento che sarà investito dal sindacato per attività di contrasto alla criminalità organizzata e per affermare la cultura della legalità. Così in una nota congiunta 

"I giudici - spiegano infatti Matteo Rampini, segretario confederale Cgil Parma con delega alla Legalità, e Aldo Barbera, segretario generale Fiom provinciale - , riconoscendoci come parte civile nel processo, hanno quantificato durante il rito abbreviato in 50mila euro i danni a favore di ciascuna delle Confederazioni regionali, con l’esecutività nell’immediatezza del pagamento di una provvisionale di 10mila euro".

“Il risultato della sentenza ci incoraggia a proseguire su questa strada di legalità. Il nostro obiettivo è quello di unire sempre le nostre forze con quelle delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. Dobbiamo operare insieme per contrastare questo disegno criminale, che rappresenta un vero e proprio cappio al collo per lo sviluppo economico e democratico del Paese”.

"Il mondo del lavoro ha bisogno di essere tutelato dal fenomeno mafioso, da cui è danneggiato più di chiunque altro, con pesanti lesioni dei diritti, delle libertà fondamentali, delle prerogative contrattuali, sindacali e democratiche. Per questo tutte le risorse provenienti dal riconoscimento del danno subito saranno impiegate a tale scopo e saranno oggetto di una accurata informativa secondo le modalità di una trasparente e pubblica rendicontazione sociale", concludono Rampini e Barbera, che ricordano l'iniziativa pubblica promossa dal sindacato nella sala consiliare del Comune di Parma all'indomani della prima sentenza sul "Processo Stige"

Si ricorda che solo in Cgil Emilia Romagna, insieme ad altre strutture della regione, è parte civile nei processi "Stige", "Aemilia", "Safi-Bianchini" e in un importante processo di caporalato a Cesena; inoltre si costituirà parte civile nel processo "Grimilde", quest'ultimo prossimo all'avvio. 

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 16:18:00 +0200
Italia
Parti sociali, ora il Paese deve ripartire

“Il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace”. Inizia così una nota di Cgil, Cisl, Uil e Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Alleanza Cooperative (Confcooperative, Legacoop, Agci), Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti).

Nei giorni scorsi, continua il comunicato, “sono state tempestivamente assunte diverse misure per contenere il rischio sanitario a beneficio di tutti i cittadini. Gli esperti e le organizzazioni internazionali, a partire dall'Oms, ci hanno rassicurato sui rischi del virus e sulle corrette prassi per gestire questa situazione, che tutti noi siamo chiamati a rispettare”.

Per le associazioni “dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo”.

Per questo, oltre alle misure urgenti che il governo ha adottato, o si appresta ad adottare, di necessario sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori, adesso è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura”.

Un ruolo importante dovrà essere svolto anche dalle istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell'Italia nell’interesse della stessa Unione europea”, termina la nota.

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 14:29:00 +0200
Italia
Ats: Fp Cgil Sardegna, non alimentiamo il panico

Una richiesta di chiarimenti urgenti sulla nota Ats, con cui si paventa la sospensione delle ferie di tutto il personale, nel contesto delle misure straordinarie per il Coronavirus: è quanto richiesto dal segretario responsabile della sanità per la Fp Cgil Cagliari, Nicola Cabras, al commissario straordinario Steri e ai responsabili territoriali Ats.

La nota circola da ieri sera e sta generando non poche preoccupazioni, “anche perché – scrive il dirigente sindacale – va in direzione contraria alle dichiarazioni di limitare ogni azione che possa generare ingiustificati allarmismi e alimentare il panico”.

Per tali ragioni, la Fp Cgil Cagliari chiede di conoscere con urgenza le ragioni che portano l’Ats Sardegna a un simile procedimento: “Riceviamo – rileva Cabras – centinaia di chiamate allarmate e preoccupate da parte dei lavoratori sul comportamento da assumere rispetto alla nota, a cui non riusciamo a dare risposta, in quanto non ci risulta essere stati coinvolti né preventivamente informati”.

L’auspicio del sindacato è che venga fatta immediatamente chiarezza sul provvedimento e si convochino i rappresentanti dei lavoratori per informarli e condividere eventuali azioni da intraprendere. 

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 12:36:00 +0200
Italia
Coronavirus, restano aperte le sedi Auser

Non chiudono per l'emergenza Coronavirus le circa 1.500 sedi di Auser presenti sul territorio nazionale. L'associazione di volontariato ha messo a punto un decalogo di comportamento rivolto a tutte le sue realtà associative presenti in Italia. Una serie di semplici consigli per affrontare con serenità e senso di responsabilità questo periodo complicato. 

“L’epidemia del Coronavirus sta mettendo a dura prova l’intero paese e in particolare le zone del Nord, dove il contagio è iniziato e si è sviluppato maggiormente – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa –. L’unica cosa di cui non abbiamo bisogno è l’allarmismo unito alle inutili tensioni. Per questo scriviamo con chiarezza quali sono i comportamenti che come nazionale ci sentiamo di suggerire”.

Ecco il decalogo: le nostre sedi non chiudono; rimangono attivi tutti i servizi di telefonia e di sportello; il trasporto sociale continua ad essere attivo concordando con le autorità locali i luoghi da evitare e possibilmente la fornitura di strumenti di prevenzione (mascherine, guanti e gel) per i nostri volontari; sospendiamo per il momento tutte le attività che creano assembramento tipo: ballo, feste, direttivi ecc.; le università popolari nelle zone non a rischio rimangono aperte, si seguono comunque le direttive delle autorità locali; evitiamo in questo periodo le gite che comportano spostamenti lunghi o fuori regione; sospendiamo il turismo sociale in partenza dalle zone definite a rischio; gli ambulatori sociali rimangono aperti.

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 12:02:00 +0200
Italia
Genovesi (Fillea), sugli appalti ha ragione Cantone

“Concordiamo pienamente con le dichiarazioni dell’ex responsabile dell’Anac, dottor Raffaele Cantone: le pubbliche amministrazioni funzionano meglio con le regole che non con la liberalizzazione selvaggia”. È quanto afferma il segretario generale Fillea, Alessandro Genovesi, secondo il quale “l’idea che la normalità sia ricorrere a commissari anche per opere medie e piccole che deroghino da tutte le regole del Codice degli appalti e non solo è un’idea pericolosa, che minerebbe di fatto lo stato di diritto, la concorrenza sana e la trasparenza, a danno dei lavoratori e delle imprese più serie”.

Per il numero uno degli edili Cgil, il Codice degli appalti, emanato nel 2016, “dopo una prima fase di rodaggio, stava e sta funzionando. E, se proprio vogliamo dirla tutta, con le dosi di liberismo contenute nel decreto ‘sblocca cantieri’ non solo non si è accelerata nessuna spesa, ma si stanno già registrando i primi effetti nefasti, tanto nella catena dei subappalti quanto nella qualità del lavoro e degli stessi interventi. Altro che liberalizzare, occorre ridurre il numero delle stazioni appaltanti, qualificarne meglio il lavoro, tornare ad assumere tecnici e progettisti, tanto nelle regioni che negli enti locali”, conclude il dirigente sindacale.

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 11:24:00 +0200
Italia
Cgil-Cisl-Uil Monza-Brianza incontrano prefetto: sedi aperte nella provincia

“Le segreterie territoriali di Cgil Cisl Uil di Monza e Brianza stanno seguendo con massima attenzione l’emergenza Coronavirus in Brianza. Le sedi e i servizi dei tre sindacati sono operativi in tutta la provincia, consapevoli del ruolo di servizio pubblico e sociale svolto sul territorio”. È quanto si legge in una nota delle tre organizzazioni sindacali.

“Abbiamo anche incontrato il prefetto di Monza-Brianza Patrizia Palmisani, per chiedere che le disposizioni urgenti vengano applicate in maniera omogenea in tutto il territorio, sia nel settore pubblico che privato – scrivono i sindacati –. Tutto questo per evitare comportamenti difformi, in grado di generare ulteriore ansia e potenziali conflitti”.

Cgil, Cisl e Uil hanno inviato, lunedì scorso, una missiva alle associazioni datoriali, sottolineando la problematica legata ai genitori che, a fronte della chiusura delle scuole, si trovano nell’impossibilità di recarsi al lavoro, non avendo alcuno che possa prendersi cura dei figli. “A tale proposito confidiamo e auspichiamo che le imprese favoriscano forme alternative al lavoro in azienda (lavoro agile, telelavoro o altro) per conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative”. 

Le organizzazioni sindacali chiedono di rendere disponibili “su tutto il territorio lombardo uguali tutele per le lavoratrici e i lavoratori, per i quali le autorità competenti abbiano disposto la sospensione dal lavoro”. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche l’individuazione di “una misura a tutela dei lavoratori autonomi, collaboratori e titolari di partite Iva, ugualmente coinvolti dagli interventi restrittivi dell'attività lavorativa”. Infine, ritengono utile il potenziamento dello smart working, chiedendo anche di “anticipare i tempi del bando regionale rispetto a quelli attualmente previsti (per il prossimo 2 aprile)”.

Data articolo: Thu, 27 Feb 2020 11:07:00 +0200
Italia
Nelle emergenze serve un'informazione responsabile

Giulia Guida, segretaria nazionale Slc Cgil, risponde alle dichiarazioni di Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, circa la necessità di un’informazione seria e responsabile in circostanze come quella che il Paese sta affrontando con la diffusione del Coronavirus. “Il ruolo dell'informazione anche in queste gravi emergenze diventa fondamentale”, concorda Guida, ricordando nel contempo “che si tratta di un settore in cui le grandi trasformazioni hanno generato un mondo del lavoro frantumato, senza regole, sfruttato e sottopagato”.

Per la segretaria nazionale del sindacato dei lavoratori della comunicazione “bisogna quindi affrontare con urgenza il tema del precariato e delle giuste regole per evitare una concorrenza al ribasso e valorizzare la professionalità per avere un’informazione libera e responsabile”. L'esponente sindacale così conclude: “È venuta l’ora di partire da un momento difficile per intervenire finalmente nel settore”.

Data articolo: Wed, 26 Feb 2020 19:34:00 +0200
Italia
Flc, sulla scuola servono indicazioni chiare e univoche

Di fronte al problema del Covid-19 e della sua diffusione, le scuole, le università e le istituzioni Afam hanno bisogno di indicazioni chiare per affrontare un problema nazionale che non si esaurirà in pochi giorni. La Flc Cgil, nell'incontro di oggi (26 febbraio) ha chiesto alla ministra Azzolina linee-guida nazionali per orientare studenti, famiglie e tutto il personale della scuola, sollecitando comportamenti omogenei, coerenti e soprattutto efficaci.

“Intravvediamo il rischio di una paralisi, in assenza di una gestione nazionale strategica”, ha detto il segretario generale Francesco Sinopoli. “Le Regioni hanno proceduto in ordine sparso, ma quando sono in gioco i diritti costituzionali delle persone, l'intervento dello Stato è insostituibile”. Inoltre, “con la revoca dello sciopero – ha ribadito Sinopoli – abbiamo fatto una scelta di responsabilità determinata anche da ragioni oggettive. Tuttavia, restano valide tutte le nostre rivendicazioni. Per questo abbiamo chiesto alla ministra di dimostrare altrettanta responsabilità verso migliaia di lavoratori precari, accogliendo le richieste del sindacato sui concorsi e avviando subito il confronto sui Pas”.

Il sindacalista si è poi augurato “l'immediata riapertura delle scuole, laddove non si ravvisi un'emergenza che giustifichi una misura così drastica, così come auspichiamo trasparenza e il costante coinvolgimento del sindacato su tutte le misure concernenti la prestazione lavorativa e l'esigibilità degli istituti contrattuali”. Il diritto alla salute e il diritto all'istruzione “devono trovare un saggio punto di equilibrio, ed è questo che la ministra deve fare”.

Il segretario generale della Flc Cgil sottolinea che “su didattica a distanza e lavoro agile le buone intenzioni non bastano. Occorre invece intervenire nel concreto con linee-guida nazionali, affinché le istituzioni sappiano come operare, fermo restando che per ogni aspetto relativo alla didattica le decisioni avvengono con l'unica modalità prevista, che è quella della delibera degli organi collegiali”.

Infine, per Sinopoli, “questa soluzione non può diventare sostitutiva della funzione della scuola, né tanto meno rappresentare un'occasione di business da far gravare sulle spalle di famiglie e studenti. Ora ci aspettiamo dalla ministra un'analoga risposta di responsabilità e consapevolezza circa le azioni da mettere in atto per garantire l'equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute di milioni di studenti”.

Data articolo: Wed, 26 Feb 2020 17:47:00 +0200
Italia
Coronavirus: sindacati sardi chiedono confronto a Regione

Un confronto urgente giunta-sindacati sulla situazione coronavirus in Sardegna. A chiederlo, in una comunicazione inviata oggi al presidente della Regione, Christian Solinas, e per conoscenza all'assessore alla Sanità, Mario Nieddu, i segretari regionali dei confederali, Michele Carrus (Cgil), Gavino Carta (Cisl) e Francesca Ticca (Uil). "Le notizie intorno alla diffusione del contagio da coronavirus e gli sviluppi rapidi della situazione- scrivono- ci inducono, assieme alle nostre federazioni dei lavoratori del pubblico impiego e dei servizi sanitari, a richiederle di voler convocare con urgenza un incontro, alla presenza dell'assessore alla Sanità, per fare il punto sull'adozione delle più opportune misure di prevenzione e di tutela per tutti i lavoratori e le loro famiglie, con particolare riguardo a quelli impegnati nella garanzia dei servizi pubblici essenziali, ma anche a quanti operano nei servizi privati di prossimità a contatto con il pubblico e in uffici, cantieri e aziende con un certo grado di assembramento di persone."

Data articolo: Wed, 26 Feb 2020 11:24:00 +0200

Le notizie sul lavoro, ricerca lavoro e pensioni

Offerte lavoro, concorsi, bandi

Offerte lavoro su Adecco Annunci offerte lavoro da repubblica.it News lavoro da livesicilia.it Offerte lavoro da cercolavoro.com News offerte lavoro professionearchitetto.it Concorsi presso Corpo VV. Fuoco News offerte lavoro cliclavoro.gov.it News cliclavoro.gov.it News concorsi pubblici da CGIL News lavoro concorsi.it Offerte lavoro da jobannunci.com Offerte lavoro da infojobs.it News da biancolavoro.it News da informagiovaniroma.it

Notizie da INPS e notizie sulla Pubblica Amministrazione

Comunicati stampa INPS News INPS Video tutor INPS youtube News per gli amanti delle action figures Ultimi aggiornamenti da INPS News circolari INPS News Sentenze lavoro da INPS News raggiungere età pensione News da cgiamestre.com News sul lavoro da dati.gov.it News Ministero lavoro e politiche sociali News formez.it(Governo)

Aspetti normativi del lavoro per imprese: diritto, previdenza, sicurezza

News pensionioggi.it News da Agronotizie Sicurezza sul lavoro da sicurezza.it News da lavorofisco.it Diritto lavoro da Studio Cataldi

I sindacati

News primo piano da cisl.it Notizie da cisl.it Comunicati stampa da cisl.it Notizie dal territorio da cisl.it Scioperi e vertenze (CGIL) Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL) Contratti e accordi (CGIL) News interventi sul territorio (CGIL) News welfare e previdenza CGIL Tutte le notizie da CGIL News recensioni action figures News per gli amanti delle action figures