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News interventi sul territorio da rassegna.it (CGIL)

#interventi #lavoro #territorio #CGIL

Italia
La Cgil al Milano Pride 2019

La Cgil Lombardia e la Camera del lavoro metropolitana di Milano aderiscono e partecipano alle iniziative del Milano Pride 2019. Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario dei moti di Stonwall, avvenuti nel 1969 a New York, che rappresentarono l’inizio di un lungo e tortuoso percorso di rivendicazione dei diritti dei gay, delle lesbiche e delle persone transessuali.

"Siamo da sempre in prima fila nelle battaglie contro le discriminazioni, per i diritti civili, l’uguaglianza e le libertà delle persone - scrivono in una nota congiunta Cgil Lombardia e Camera del Lavoro di Milano - Ma ancora molta è la strada da fare. Nel nostro Paese, a tre anni dall'approvazione della legge sulle unioni civili, è ora più che mai necessario non solo il completamento della riforma, ma anche una battaglia per l’approvazione di una normativa in grado di contrastare i numerosi episodi di omotransfobia che avvengono con drammatica cadenza".

Da quasi sei anni, ricorda il sindacato, una proposta di legge in tal senso è parcheggiata in Senato. "Siamo molto preoccupati del clima di odio e di intolleranza che si respira nel nostro Paese nei confronti di ogni forma di diversità. Per tutte queste ragioni, siamo e saremo sempre parte attiva alle iniziative e ai percorsi che contrastino ogni forma di discriminazione e che consentano di agevolare il percorso di rivendicazione dei diritti civili in questo Paese", scrive la Cgil.

"Come l’anno scorso, tra le iniziative della Pride week, ci sarà uno spettacolo teatrale della compagnia -Le Brugole- 'Diario di una donna diversamente etero' - il 27 giugno, alle 21, presso la Camera del lavoro. La campagna social, che ci accompagnerà anche in piazza, racconta un’idea di sessualità libera e gioiosa: il simbolo più universale è il bacio, il gesto che unisce tutte le persone che si piacciono. E con il nostro claim 2019 - 'Baci da Milano' - vogliamo inviare dalla nostra città un segnale di libertà a chi non la riconosce. Anche perché, come dirà il nostro striscione, 'I diritti baciano tutti': questa battaglia di libertà non esclude nessuno. Persino chi si ritiene estraneo", conclude il sindacato.

 

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 18:21:00 +0200
Italia
Cassa di Risparmio di Orvieto: dubbi della Fisac Cgil sulla cessione

In questi giorni si sono succedute sulla stampa notizie relative all’offerta vincolante di acquisto presentata dalla Sri Group, con sede a Londra, per rilevare, dalla Banca Popolare di Bari, la quota di maggioranza della Cassa di Risparmio Orvieto. L’offerta di Sri Group sarebbe di circa di 65 milioni di euro, molto più alta rispetto a quanto a suo tempo offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, socio di minoranza della Cassa, che stava lavorando per trovare un partner bancario in grado di rilanciare l’istituto.

"La Fisac Cgil dell'Umbria - si legge in una nota del sindacato dei bancari - esprime perplessità in ordine alla mancanza di un chiaro piano industriale e preoccupazione rispetto alle conseguenze, rivolgendo l’esortazione alle Istituzioni locali a partire dal Comune di Orvieto affinché si adoperino per la salvaguardia della Cassa".

"Questa operazione - prosegue il sindacato - al di là di quanto viene decantato, presenta aspetti preoccupanti, poiché il soggetto offerente non ci risulta vantare esperienze nella gestione di banche Retail. Temiamo che dietro l’operazione vi siano disegni finanziari di corto respiro che possano compromettere il delicato equilibrio del territorio già provato pesantemente da anni crisi economica".

La Fisac Cgil chiede quindi "alle Istituzioni di Vigilanza, ed in particolare alla Banca d'Italia, di valutare il piano industriale che le verrà sottoposto, alla luce dei dubbi espressi puntando alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Auspichiamo il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali affinché si possa valutare ogni possibile azione per mantenere alta l'attenzione e fare chiarezza su tutti gli aspetti", conclude la nota.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 17:37:00 +0200
Italia
Cgil Basilicata, in 'decreto crescita' c'è scippo al Mezzogiorno

"Grave che si tenti uno scippo al Mezzogiorno nel silenzio totale della sua rappresentanza politica". A dirlo è il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa, commentando l'emendamento presentato dalla Lega al cosiddetto decreto crescita, che "prevederebbe il trasferimento di risorse dal Fondo sviluppo e coesione alle singole Regioni, mettendo in discussione l'attuale ripartizione del Fondo, in base alla quale l'80 per cento delle risorse è destinato al Sud e il 20 al resto del Paese". Per Summa, "affidare la titolarità e la gestione delle risorse per le politiche di coesione senza alcun vincolo di destinazione territoriale significa dirottare quasi 60 miliardi di euro dal Mezzogiorno, volutamente privandolo di risorse aggiuntive finalizzate proprio a superare quel gap Nord-Sud che tutt'oggi rappresenta un freno per lo sviluppo dell'intero Paese".

Angelo Summa evidenzia come l'emendamento sia "un'operazione finalizzata a mettere le basi per quell'autonomia differenziata tanto cara alla Lega, che metterebbe in ginocchio la Basilicata. È grave che tale scippo si stia consumando nel silenzio dei rappresentati lucani in Parlamento, le stesse forze, da Fratelli d'Italia alla Lega, che sostengono il governo regionale retto dal presidente Bardi, da cui ci aspettiamo una presa di posizione netta contro questo maldestro tentativo. Si assuma una posizione chiara sull'emendamento, lo si blocchi nelle sedi deputate dando un'effettiva rappresentanza a questo territorio".

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 16:44:00 +0200
Italia
Rapporto Istat, Cgil: una fotografia impietosa

“Una fotografia impietosa di un’Italia ferma per crescita economica, occupazionale e demografica”. Questo il giudizio della Cgil nazionale sulla situazione, emersa dal rapporto annuale Istat, del nostro Paese. Per la Confederazione “tra i dati che destano maggiore preoccupazione quelli macroeconomici, ma non solo. L’economia italiana segna un netto rallentamento della crescita del Pil rispetto al 2017, quindi uno stallo”. 

“Lo scenario demografico - prosegue - è segnato dalla mancanza di prospettive e dalla possibilità di miglioramento delle condizioni socio-economiche, lo dimostra il record negativo delle nascite. La recessione demografica, infatti, è alleviata solo dai migranti, sono quindi incomprensibili le politiche anti-immigrati che prevedono la chiusura dei porti e non l’accoglienza. Inoltre, continuano le migrazioni interne e quelle verso l’estero, soprattutto dei giovani: una tendenza drammatica registrata solo durante la prima guerra mondiale”. Sul versante occupazionale, il sindacato di corso d’Italia evidenzia un “contesto fragile. Aumentano in maniera preoccupante i lavoratori precari, con contratti inferiori a sei mesi, e quelli costretti ad un part-time involontario”. "Infine, negli ultimi dieci anni, è raddoppiata la quota di popolazione che non riesce a sostenere la spesa per beni e servizi essenziali, rischiando così l’esclusione sociale”.

Secondo la Cgil “le politiche dell’ultimo decennio hanno determinato quanto emerge oggi dal rapporto annuale: profondi divari territoriali, l’aumento delle diseguaglianze e la riduzione di prospettive soprattutto per i giovani, in un Paese bloccato nella crescita e nello sviluppo”. “Per colmare i divari servono investimenti pubblici per sanità, servizi sociali, istruzione e per le infrastrutture materiali. Serve governare le politiche industriali, definendo obiettivi e direttrici di investimento per riuscire ad affrontare le sfide dell’innovazione digitale e della transizione ambientale”. “Per unire il Paese e ridurre le diseguaglianze - conclude la Cgil - saremo sabato prossimo in piazza a Reggio Calabria insieme a Cisl e Uil per una grande  manifestazione unitaria”.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 16:16:00 +0200
Italia
Marche penalizzate nelle assunzioni Inps

L’Inps ha recentemente reso pubblica la ripartizione delle nuove assunzioni programmate nelle sedi con carenza di personale. A livello nazionale, si prevedono complessivamente 3.507 assunzioni delle quali solo 25 interesseranno le Marche, ovvero solo lo 0,7% del totale. Osservando le singole province marchigiane, vengono previste 10 assunzioni a Pesaro Urbino, 10 a Fermo-Ascoli Piceno, tre a Macerata e due ad Ancona.

Un dato che stride fortemente rispetto alle previsioni per le altre regioni a cui vengono attribuiti numeri notevolmente più elevati: si pensi alle 295 assunzioni previste in Emilia Romagna, 219 in Toscana, 59 in Umbria e 44 in Abruzzo. "Una ripartizione che penalizza fortemente le Marche dove ci sono sedi già oggi fortemente deficitarie di personale". Lo affermano il segretario generale della Cgil Marche, Daniela Barbaresi, e il segretario della Fp regionale Matteo Pintucci.

"Una situazione particolarmente preoccupante - proseguono - soprattutto alla luce delle numerosissime uscite di personale per pensionamenti che, negli ultimi anni, hanno interessato le sedi marchigiane: in particolare nel 2018 si sono avuti oltre 40 pensionamenti e nel 2019 se ne prevedono altrettanti, senza contare che negli ultimi 10 anni stimiamo che le uscite abbiano costituito circa il 30% degli organici Inps".

I sindacalisti quindi aggiungono: "Ci chiediamo come si può pensare di integrare l’organico prevedendo solo 25 assunzioni, come si pensa di poter garantire i crescenti volumi di attività legati ai provvedimenti del Governo (reddito di cittadinanza e quota 100) con queste enormi carenze di personale senza poi contare le enormi problematiche connesse al sisma? Questa situazione ci preoccupa fortemente perché, se non si arresta rapidamente e adeguatamente l’emorragia di personale, ci sarà il rischio di comprimere servizi sul territorio, chiudendo o accorpando sedi e saranno soprattutto gli utenti dell’Inps a pagarne il prezzo più alto". Inoltre, "vorremmo conoscere con quali misteriosi criteri è stata effettuata questa ripartizione. Quale incomprensibile algoritmo ha stabilito che le Marche dovessero avere cosi poco?".

I segretari chiedono "risposte alle nostre domande ma, soprattutto, rivendichiamo con forza che, anche nelle Marche, l’INPS venga messo nelle condizioni di poter garantire adeguatamente le prestazioni e i servizi a cui gli utenti, i cittadini, il territorio hanno diritto".

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 15:06:00 +0200
Italia
Mediterranean Pride a Napoli, adesione della Cgil Campania

La Cgil Campania aderisce al Mediterranean Pride che si terrà a Napoli sabato 22 giugno. “Seppur impegnati a Reggio Calabria per 'Ripartiamo dal Sud per unire il Paese', la mobilitazione unitaria che ci vede insieme a Cisl e Uil rivendicare politiche di sviluppo e di rilancio del Mezzogiorno, - si legge in una nota della segreteria regionale - non faremo mancare il nostro supporto all’Onda Pride che, in Campania, dopo le tappe di Salerno (1 giugno) e Avellino (14 Giugno), approderà a Napoli”.

“Di fronte all’attacco che la comunità Lgbtq+ sta pesantemente subendo, per effetto di disegni politici irricevibili e di un pericoloso orientamento revanscista che, in una volontà di annullamento del diverso, vuole colpire insieme alla comunità Lgbtq+ anche le donne e gli immigrati, non possiamo non rivendicare con forza il nostro sostegno a chi lotta per la promozione e l’avanzamento dei diritti civili. La Cgil Campania fa suo lo slogan scelto - 'Legittimi diritti - e sostiene la piattaforma regionale dell’Onda Pride, facendo propria la battaglia, tra le altre, per l’approvazione della legge regionale contro l’omolesbotransofobia, la difesa del diritto alla salute delle persone Lgtbq+ e l’attivazione di campagne regionali contro l’IST, l’insediamento di sportelli di sostegno e ascolto, oltre che di iniziative per il contrasto al pregiudizio e alla violenza di matrice omofobica, lesbofobica e trans fobica fuori e dentro i luoghi di lavoro”, si legge nella noda.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 14:56:00 +0200
Italia
La Campania è pronta per Reggio

“Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”: questo lo slogan scelto dalle confederazioni nazionali per la mobilitazione che vedrà dalla Campania la partecipazione di oltre tremila lavoratori, lavoratrici e iscritti alle diverse categorie delle tre organizzazioni sindacali regionali. “A Reggio Calabria – ha dichiarato il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci - sarà una grande manifestazione unitaria per il Mezzogiorno che si innesta in un percorso già avviato da tempo con Cisl e Uil per chiedere al Governo di mettere al centro delle scelte politiche questo tema che deve diventare una questione nazionale. I dati di Bankitalia ed Istat sono drammatici, ma non ci meravigliano dal momento che i segnali arrivati in questi mesi erano seri. Siamo di fronte ad un indebolimento economico e sociale, la povertà della Campania è al di sopra media nazionale e, purtroppo, continua a crescere. Su questi fronti, l’azione del sindacato unitario campano darà un contributo determinante con l’obiettivo di portare a ragionare Governo e Regione sulla necessità di fare accordi, perché se non c’è confronto non si va da nessuna parte. I recenti scioperi messi in campo dagli edili, dai pensionati, dai lavoratori del pubblico impiego e dai metalmeccanici ci dicono che bisogna individuare politiche e strategie di sviluppo. La tappa di sabato a Reggio Calabria non rappresenta un punto d’approdo: se in autunno non ci saranno segnali – ha concluso Ricci - siamo pronti ad aprire un doppio fronte con Regione e Governo”.

“Il 22 giugno – ha dichiarato la segretaria generale Cisl Campania, Doriana Buonavita - non è un punto di arrivo, la mobilitazione del sindacato continuerà affinché il Governo metta al centro della sua agenda lavoro e sviluppo in Campania e nel Mezzogiorno.  Non siamo contro questo Governo ma a favore di lavoratori, pensionati e cittadini. Abbiamo bisogno di risposte e fatti concreti partendo da dati reali. Siamo la regione con il più alto tasso di disoccupazione in Europa e non possiamo più consentirci che i nostri giovani vadano via. Qualcuno deve farsene carico. Il ritrovarsi insieme, in maniera unitaria – ha concluso Buonavita - è un valore da sottolineare per gridare forte che la Campania e il Mezzogiorno non hanno bisogno di politiche assistenziali ma di interventi strutturali per il lavoro e la crescita, di politiche orientate alla lotta all’evasione, riforma fiscale a partire dal cuneo fiscale, autonomia differenziata e formazione”.

“Quella a Reggio Calabria – ha dichiarato il segretario generale Uil Campania, Giovanni Sgambati - non sarà una manifestazione dei meridionali per il Meridione, ma è una mobilitazione nazionale di tutti i lavoratori italiani convinti che senza il rilancio del Sud il Paese non cresce e non è competitivo. E' dal 1972 che non si realizza una mobilitazione nazionale in Calabria, nel profondo Sud, una delle terre più fragili del Mezzogiorno. Dalla Campania partiranno 32 bus con i nostri lavoratori, lavoratrici, giovani e pensionati. In Campania – ha ricordato Sgambati - il rallentamento economico ha aperto nuove crisi, nuove vertenze, in un territorio mai realmente uscito dalla crisi del 2008. Il governo, la Regione Campania, devono confrontarsi coi Sindacati, ma soprattutto devono prendere decisioni serie, responsabili se si vuole davvero rilanciare l’economia e l’occupazione al Sud, passando per gli investimenti pubblici e privati, per le infrastrutture, per una pubblica amministrazione funzionante, per la sicurezza e la legalità sui territori passando per una reale politica industriale. Il Mezzogiorno – ha concluso - diventi priorità per questo governo e per il Paese”. 

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 14:47:00 +0200
Italia
Niente carico di armi: a Genova vince il «fronte del porto»

Carico di armi nel porto di Genova: arriva lo stop. Importante successo della lotta di questi giorni. Oggi (20 giugno) dopo lo sciopero dei lavoratori portuali,  due ordini del giorno votati all’unanimità da parte del Consiglio regionale ligure e del Consiglio comunale di Genova (che chiedevano un intervento delle istituzioni a livello nazionale relativo alla guerra in Yemen, richiamando la legge 185 del 1990, la posizione comune 2008/944/Pesc del Consiglio dell’Unione Europea), la risoluzione del 3/10/2018 del Parlamento Europeo, e delle pressioni dell’associazionismo, finalmente l’Agenzia Marittima ha comunicato che non si procederà all’imbarco degli otto generatori in attesa nel terminal genovese classificati ad uso militare.

"Filt e Cgil Genova e Liguria in queste settimane hanno sostenuto la richiesta di dare un segnale da parte del mondo del lavoro rispetto a una delle vicende più drammatiche del nostro tempo: la guerra in Yemen. Hanno così deciso di proclamare l’astensione dal lavoro nei porti genovesi e liguri perché non si procedesse con l'imbarco di materiale bellico impiegato in operazioni definite dalle Nazioni Unite 'crimini di guerra', che hanno provocato oltre 10 mila morti e che hanno ridotto più di 22 milioni di persone a dover dipendere per la propria sopravvivenza dagli aiuti umanitari", si legge in una nota di Igor Magni, Federico Vesigna, Enrico Poggi e Laura Andrei (segretari generali di Cgil Genova e Liguria e Filt Genova e Liguria).

"La Cgil è quindi in campo a tutti i suoi livelli, nazionale e territoriale, confederale e di categoria, perché il Governo dia seguito agli impegni già assunti dagli altri Stati europei per vietare i traffici di armi verso la guerra in Yemen. Chi intende strumentalizzare questa posizione, millantando che così il sindacato non tutelerebbe i lavoratori del Porto e quelli delle molte fabbriche dell’industria della difesa presenti nella nostra regione, non fa un buon servizio né al Paese, né alla Regione Liguria e nemmeno a sé stesso", continua la nota.

"La Cgil è in campo, senza remore, per rivendicare un lavoro sicuro e dignitoso, in ogni ambito, e non è motivo di imbarazzo la presenza sul nostro territorio di un'industria della difesa ad alta innovazione tecnologica, che non può essere confusa con i mercanti di morte in operazioni belliche definite crimini di guerra dalle Nazioni Unite", aggiungono i sindacalisti.

"Anche per questo, ieri, il direttivo regionale della Cgil Liguria ha votato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno delle iniziative dei portuali, contro l’imbarco di materiale bellico destinato allo Yemen, e da questo territorio continuerà a lavorare perché il Governo espliciti una chiara assunzione di responsabilità che vieti l’invio di armi in paesi dove gli organismi internazionali hanno denunciato crimini di guerra", termina il comunicato.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 13:07:00 +0200
Italia
Giornata rifugiato: Cgil Roma e Lazio, sempre contro odio e razzismo

"Oggi, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, le finestre delle nostre sedi si sono tinte del giallo dorato delle coperte termiche, note nell’immaginario collettivo come oggetto di primo soccorso ai migranti e simbolo della campagna '#IoAccolgo', lanciata il 13 giugno in una conferenza stampa presso l’Hotel delle Nazioni". Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.

"La campagna, promossa dalla Cgil insieme a oltre 48 associazioni della società civile, - continua la nota - si prefigge di combattere l’odio e la paura valorizzando i principi della Costituzione e della solidarietà e di denunciare le politiche di non accoglienza che condannano i migranti a morire in mare e cancellano esperienze di accoglienza come quelle degli Sprar, generando di fatto una profonda crisi occupazionale nel sistema di accoglienza e la perdita di migliaia di posti di lavoro".

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 12:17:00 +0200
Italia
Cgil Puglia: le risorse per lo sviluppo del Sud non si toccano

“Lascia sconcertati ancora una volta la confusione che contraddistingue l’azione del governo gialloverde. Nelle scorse settimane l’assurdo congelamento di opere già finanziate e in molti casi già appaltate, per oltre due miliardi di euro nel Mezzogiorno e con una incidenza in Puglia di 550 milioni. Oggi l’indegno spettacolo di emendamenti notturni presentati dalla Lega e avallati da esponenti dei Cinquestelle, che prevederebbero per la programmazione 2021-2027 una diversa modalità di erogazione delle risorse del Fondo coesione e sviluppo”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo.

“Nulla si dice circa l’entità delle risorse, se saranno mantenuti gli attuali 63 miliardi per sette anni, nulla sulle modalità di erogazione e soprattutto non è chiaro se verrà mantenuta la proporzione che assegna l’80 per cento al Mezzogiorno e il restane 20 alle regioni del Centro Nord”.

“Poiché la Lega non è nuova a tentativi di scippo di risorse destinate al Sud –  da Tremonti fino all’ultima Legge finanziaria – non possiamo che esprimere forte preoccupazione. Se è questa l’irritazione della ministra per il Sud, Barbara Lezzi, la condividiamo, assicurando che a partire dalla manifestazione unitaria nazionale di sabato 22 a Reggio Calabria, e con le iniziative che seguiranno, non consentiremo una ulteriore violazione della solidarietà versa questa nostra parte di Paese. E ci batteremo perché al Mezzogiorno vengano anzi concesse maggiori risorse e si aprano finalmente i cantieri, affinché lo sviluppo non sia solo uno slogan ma un impegno costante”.

“Ma allo stesso tempo – conclude il segretario generale Gesmundo – servono sì più risorse ma anche una strategia e un coordinamento degli interventi che deve vedere necessariamente un dialogo e una sinergia tra il Governo, tramite il ministero per il Sud, e le regioni meridionali, che auspichiamo si costituiscano finalmente in coordinamento”.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 12:10:00 +0200
Italia
Giornata del rifugiato, «rimettiamo al centro l'umanità»

“Rimettiamo al centro l’umanità per sconfiggere odio, razzismo, intolleranza e mancato rispetto dei diritti umani, purtroppo all’ordine del giorno. Tutta la società civile si mobiliti contro i muri e contro la chiusura dei porti, e chieda un radicale cambiamento delle politiche dell’immigrazione”. Questo l’appello che il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra lancia in occasione della Giornata del rifugiato.

Per il dirigente sindacale “la solidarietà non si può criminalizzare. Soccorrere e salvare i rifugiati, i richiedenti asilo o protezione internazionale deve essere la priorità per ogni Paese civile, mentre con la legge 132/2018 e con il decreto sicurezza bis si rafforza la guerra ai migranti con provvedimenti oppressivi nei confronti di coloro che prestano soccorso, e con l’inasprimento di misure tese a limitare ogni forma di dissenso politico”.
 
“Per questi ragioni la Cgil, con un ampio cartello di associazioni, promuove la campagna Io accolgo’ (qui il manifesto da scaricare pdfper dare voce e visibilità alle esperienze di solidarietà e accoglienza diffuse in tutta Italia. Oggi, assieme a tutti i promotori, abbiamo appeso alle nostre finestre delle coperte termiche per dire no - conclude Massafra - alla chiusura dei porti, al decreto Sicurezza, all’esclusione e sì ai diritti, all’accoglienza, all’uguaglianza e alla solidarietà”.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 11:33:00 +0200
Italia
Cagliari: Cgil, Cisl e Uil fanno gli auguri al nuovo sindaco

Gli auguri di buon lavoro e l’auspicio che si avvii un dialogo costante con le forze sociali: i segretari di Cgil Cisl e Uil di Cagliari Carmelo Farci, Mimmo Contu e Andrea Lai che, pochi giorni prima delle elezioni, avevano incontrato i tre candidati, si rivolgono al sindaco neoeletto Paolo Truzzu: “L’amministrazione di Cagliari ha davanti tante sfide, dalle criticità dell’area vasta, con al centro il porto canale, agli investimenti, dalle politiche di welfare sociale agli interventi per i giovani e l’innovazione fino ai trasporti, alla sanità e al turismo – hanno detto Farci, Contu e Lai – al nuovo sindaco della città facciamo gli auguri per il nuovo e impegnativo ruolo e chiediamo sin da ora di avviare al più presto il confronto al quale si era detto ampiamente disponibile nell’incontro preelettorale”.

Data articolo: Thu, 20 Jun 2019 10:28:00 +0200
Italia
Un piano Marshall per il Sud

“Quella di sabato 22 giugno, a Reggio Calabria, sarà una manifestazione per unire l’Italia partendo dal Sud, all’insegna del lavoro, e vuole essere nel contempo la risposta che Cgil, Cisl e Uil intendono dare alle politiche del governo, disattento all’unità del Paese, perché con il processo di autonomia differenziata si minano le fondamenta della nostra nazione”. Così Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, ai microfoni di Italia Parla, rubrica di RadioArticolo1.

“Gli ultimi dati Istat sulla povertà confermano che la Calabria e tutto il Mezzogiorno sono ulteriormente in difficoltà, e che quello dell’anno scorso, certificato dalla Banca d’Italia, non era che un debole segnale di ripresa, né strutturale né congiunturale. I redditi dei consumi delle famiglie del Sud sono gli ultimi in Europa, e non c’è un piano o una prospettiva o una visione sul futuro, tanto che la fuga dei giovani dal meridione prosegue inalterata. La Calabria, in particolare, si conferma la regione più povera del Paese, con un Pil pro capite di 12.700 euro, contro la media italiana di 18.500, con le diseguaglianze in aumento e un tasso di disoccupazione altissimo, soprattutto sul versante femminile, che è pari al triplo delle altre regioni del Paese”, ha ricordato il dirigente sindacale.

“La questione del lavoro povero, che al Sud è raddoppiato, è una piaga nazionale - ha continuato l’esponente Cgil -. Non meno grave il fenomeno del salario grigio e nero, accompagnato dallo sfruttamento del caporalato, che si ripercuote pesantemente sul piano della sicurezza, con un incremento esponenziale d’infortuni e morti sul lavoro. In tutto il Sud c’è la piaga della criminalità organizzata, ma sulla mancata crescita vi sono responsabilità anche da parte delle associazioni imprenditoriali, perché il sistema delle imprese, soprattutto in Calabria, oltre ad essere debole, è privo di know how e di capacità d’innovazione, e quindi le filiere dell’export, soprattutto in ambito agricolo, non si sono innovate, uscendo dal mercato”.

Inoltre, per Sposato "esiste un gap da recuperare per quanto riguarda le infrastrutture e i trasporti, rimasti fermi alla prima Repubblica. Perciò chiediamo un grande piano d’investimenti per poter sbloccare i cantieri e cercare di agganciare l’Italia con l’Alta velocità, sviluppando anche la logistica, in particolare nel porto di Gioia Tauro, dove nel 2018 il traffico dei container, anziché aumentare, è diminuito di ben il 4,9% e gli stessi scambi commerciali con Africa e Asia non decollano, anzi, arretrano. Vorremo capire quali sono i piani industriali delle aziende che gravitano sul porto e che ci fosse un tavolo specifico su Gioia Tauro, per avere una visione strategica su quello che è considerato il più grande bacino del Mediterraneo. Finora, dai ministri Di Maio a Toninelli, non c’è stata chiarezza”.

“Per far ripartire la Calabria bisogna sbloccare le risorse e poi chiamare le partecipate pubbliche, quindi Fincantieri, Finmeccanica, Invitalia, Eni, che non possono fermarsi a investire solo in una parte del Paese. C’è bisogno di un piano d’investimenti pubblici serio anche per il manifatturiero, perché nella regione non si vive solo di agricoltura e turismo. E anche su quest’ ultimo settore bisogna superare una contraddizione, mettendo in campo politiche regionali e nazionali, affinché il turismo calabrese non sia solo un ‘mordi e fuggi' che dura dieci giorni in agosto, ma partendo dalla valorizzazione ambientale dei beni culturali e archeologici, possa estendere la fruibilità in un arco di tempo più lungo e articolato”, ha osservato ancora il leader sindacale.

“Altra precondizione indispensabile, quella sulla legalità, avendo a che fare tutto il territorio con le famiglie di ‘Ndrangheta, che anche in ambito turistico ricorrono a varie forme di sfruttamento, lavoro nero e caporalato, così come avviene in agricoltura e in edilizia, dove è in aumento il lavoro povero e i precari sono arrivati a oltre 30.000, tra lavoratori socialmente utili ed ex ammortizzatori in deroga, ai quali occorre dare una visione e una prospettiva di lavoro. Non ce la si può cavare con il reddito di cittadinanza, come ha fatto il governo, ma occorre un grande piano Marshall per il lavoro, per il sud, per la Calabria, che andrebbe rivoltata ‘come un calzino’, tanto ha bisogno di grandi riforme, istituzionali e sul piano sociosanitario, essendo il tema della salute quello più grave e più urgente da risolvere”, ha concluso Sposato.  

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 16:12:00 +0200
Italia
Spi Veneto, disuguaglianze sociali sono in aumento

In Veneto aumentano le diseguaglianze sociali: a dirlo è lo Spi Cgil regionale, elaborando alcuni dati forniti dal ministero delle Finanze. Un dato preoccupante, che deve far riflettere soprattutto considerando che tre contribuenti su cinque dichiarano meno di mille euro netti al mese. In Veneto il reddito medio degli autonomi è aumentato di oltre 5 mila euro, passando dai 43.165 euro del 2015 ai quasi 49 mila euro (48.919) del 2017. Gli imprenditori (in contabilità ordinaria) hanno denunciato mediamente 37 mila euro circa nel 2015 e 39.784 euro nel 2017. Il reddito da pensione cresce, anche se di poco (da 16.442 a 17.062 euro lordi), con un aumento sufficiente a contenere l'inflazione.

I lavoratori dipendenti veneti, invece, perdono potere d'acquisto, dato che il reddito medio annuo è addirittura diminuito (da 21.471 euro a 21.361). Lo Spi Cgil regionale rivela poi come la ricchezza si concentri su un numero limitatissimo di cittadini. Per intenderci, il 15 per cento del reddito complessivo prodotto in Veneto viene suddiviso fra il 2,4 per cento dei contribuenti (quelli che dichiarano più di 75 mila euro lordi all'anno) mentre circa tre contribuenti ogni cinque (il 38,6 per cento) dichiarano meno di 15 mila euro lordi all'anno, che significa meno di mille euro netti al mese.

''Questo trend, oltre ad allargare le disuguaglianze sociali nel nostro Paese, contribuisce a rallentare la domanda interna e, di conseguenza, pregiudica in maniera sostanziale la crescita economica", commenta Renato Bressan (segretario Spi Cgil Veneto): "Pertanto trovano ampia giustificazione le richieste del sindacato dei pensionati, e più complessivamente delle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil, non solo al governo nazionale ma anche alle Regioni e alle amministrazioni locali, di cercare di riorientare le scelte di politica economica e sociale a favore delle fasce più deboli delle nostre comunità". Per quanto riguarda la negoziazione sociale, conclude Bressan, "insistiamo con i Comuni affinché sottoscrivano i patti anti-evasione al fine non solo di recuperare risorse utili al finanziamento del welfare locale, ma anche per arginare comportamenti illeciti che danneggiano i tanti imprenditori che fanno della fedeltà fiscale un comportamento responsabile all'interno di una competizione imprenditoriale volta all'innovazione e rispettosa dei contratti di lavoro''. 

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 15:41:00 +0200
Italia
Razzismo, «rovesciamo i luoghi comuni»

"Il razzismo vive di luoghi comuni. Rovesciamoli. L'ignoranza è razzismo". Queste le parole che segnano la nuova campagna della Funzione Pubblica Cgil in vista della giornata mondiale del rifugiato, in calendario domani 20 giugno, e indetta dalle Nazioni Unite per commemorare l'approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell'Assemblea generale dell'Onu. A sostegno della campagna #WithRefugees promossa dall'Unhcr, l'Agenzia per i rifugiati del Palazzo di Vetro, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, la Funzione Pubblica lancia così una sua specifica campagna nella settimana dedicata.

"Una iniziativa - spiega la Fp Cgil - che cerca di smontare i luoghi comuni che ruotano intorno al tema migranti e che di solito vengono preceduti dalla locuzione 'io non sono razzista ma…'. Ribaltiamo, letteralmente, le frasi più comuni, dal 'ci rubano il lavoro' al 'siamo invasi', dimostrando dati alla mano quanto la realtà sia diversa dalla percezione che è frutto di una narrazione avvelenata".

Quattro le uscite programmate dalla Funzione Pubblica Cgil, la prima già on line, tra oggi e domani, una delle quali centrata sui temi specifici della categoria, ovvero le ragioni del lavoro, in particolare di quello legato ai servizi per l'immigrazione. La Funzione Pubblica Cgil aveva infatti denunciato come gli effetti del decreto Salvini, la stretta del provvedimento sulla sicurezza, avrebbe prodotto anche effetti sul mondo del lavoro impegnato nel sistema di soccorso, accoglienza e integrazione.  La Funzione Pubblica stima infatti circa 18 mila esuberi su un totale di addetti ai servizi di accoglienza e integrazione pari a 40 mila. Tutto per effetto dell'introduzione del cosiddetto decreto Salvini che, tra le altre cose, ha ridotto drasticamente il numero di ore di lavoro destinate ai servizi per l'immigrazione.
 

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 15:32:00 +0200
Italia
«Povertà emergenza sociale, servono misure adeguate»

"I dati diffusi dall'Istat confermano quanto la povertà assoluta nel nostro Paese sia un'emergenza sociale da affrontare con misure adeguate, volte a prendere in carico le persone in tale condizione e a guidarle in percorsi di inclusione sociale che tengano conto di tutte le determinanti del disagio economico". A dirlo sono i segretari confederali Rossana Dettori (Cgil), Andrea Cuccello (Cisl) e Silvana Roseto (Uil), commentando rimarcando il "Rapporto sulla povertà - Anno 2018". Gli esponenti sindacali evidenziano anche che l'Istituto "descrive un fenomeno che nella sua drammaticità ha un'incidenza maggiore tra le famiglie numerose, tra le famiglie con componenti stranieri e, soprattutto, tra i minori: tutti soggetti penalizzati nella fruizione del reddito di cittadinanza introdotto dal governo".

L'Istituto nazionale di statistica ha stimato che nel 2018 erano oltre 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta, con un'incidenza pari al 7 per cento, per un numero complessivo di 5 milioni di persone (8,4 per cento del totale). Pur rimanendo ai livelli massimi dal 2005, si arresta dopo tre anni la crescita del numero e della quota di famiglie in povertà assoluta. Le famiglie in condizioni di povertà relativa nel 2018 erano poco più di 3 milioni (11,8 per cento), quasi 9 milioni di persone (15 per cento del totale). Drammatico il dato su bambini e ragazzi: nel 2018 la povertà assoluta ha colpito 1 milione 260 mila minori (12,6 per cento), con un'incidenza che varia da un minimo del 10,1 per cento nel Centro Italia fino a un massimo del 15,7 nel Mezzogiorno. Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 725 mila, con un'incidenza dell'11,3 per cento. Infine, gli stranieri: gli individui in povertà assoluta sono oltre un milione 500 mila, con un'incidenza del 30,3 per cento (tra gli italiani è il 6,4).

I segretari Dettori, Cuccello e Roseto sottolineano che "per contrastare realmente la povertà, è necessario sia modificare la misura del reddito di cittadinanza, nelle parti che non tengono adeguatamente conto delle caratteristiche delle persone coinvolte e della multidimensionalità del fenomeno, sia rafforzare l'infrastruttura sociale territoriale. La rete dei servizi pubblici è, infatti, indispensabile a garantire una presa in carico dei cittadini idonea al superamento delle disuguaglianze di opportunità e a interrompere la trasmissione intergenerazionale della povertà, a cominciare da quella educativa certificata dai dati diffusi", hanno concludoso i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. Red-Asa 20190618T235925Z

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 14:33:00 +0200
Italia
Cinema America: Cgil Lazio, solidarietà a ragazza aggredita

"Non passa giorno in questa città che non sia all'insegna dell'intolleranza e della violenza. L'obiettivo privilegiato, ora, sono diventati i ragazzi del Cinema America, colpiti perché antifascisti. E in questa lucida follia non si risparmia nessuno, nemmeno le donne. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla ragazza aggredita la scorsa notte. Le arrivi il nostro abbraccio". Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 14:30:00 +0200
Italia
Maternità surrogata, Landini: la Cgil non promuove e non appoggia alcuna proposta di legge

“La Cgil non promuove né appoggia alcuna legge di sostegno o di regolamentazione della maternità surrogata. Simili decisioni, infatti, possono essere assunte solo dal nostro direttivo e ciò non è mai avvenuto”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
 
“So che il tema è delicato - sottolinea - ha implicazioni etiche, giuridiche e sociali complesse, e comprendo appieno il dramma di chi non può avere figli naturali, siano esse ragioni mediche o di genere. Personalmente ritengo il pericolo di mercificazione, di riduzione della persona a oggetto, di deprezzamento della vita una prospettiva che dobbiamo evitare anche solo di evocare e al direttivo della Cgil esprimerò la mia personale posizione”.
 
“Sono anche convinto - prosegue Landini - che una libera discussione su questi temi non possa in alcun modo essere interpretata come volontà di favorire un’accezione commerciale della gravidanza per altri o di precostituire decisioni che non sono state prese e che non so se lo saranno mai. Penso che sui temi etici la Cgil debba compiere il massimo sforzo di conoscenza e informazione, lasciando a ognuno la necessaria libertà di opinione”.
 
“Trovo pertanto fortemente pretestuose e inaccettabili molte delle critiche rivolte alla Cgil per aver avviato una discussione in molti casi avanzata in forme sbagliate e con contenuti discutibili e francamente poveri. La Cgil è interessata a confrontarsi con tutte le opinioni. Serve naturalmente la volontà, la correttezza e l’apertura di approfondire, senza preconcetti, temi che - conclude il segretario generale della Cgil - hanno implicazioni etiche di tale portata e che richiedono, come sta da molti anni facendo l’ufficio nuovi diritti della Cgil, studio, conoscenza, comprensione, non certo anatemi, stravolgimento della realtà dei fatti e delle posizioni, ridicole accuse".

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 12:32:00 +0200
Italia
Ponte Morandi, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono incontro a commissario

 

“La ricostruzione di Ponte Morandi rappresenta una rinascita per la città e c’era stato assicurato, ma anche messo nero su bianco, che ci sarebbero state ricadute occupazionali per l’edilizia ligure: ad oggi non c’è un posto di lavoro in più e nessuna risposta”, scrivono in una nota congiunta Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che ricordano il protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 13 marzo con la società PerGenova: “Vista la palese inosservanza del documento, la totale assenza di relazioni industriali con le imprese affidatarie e l'assoluta mancanza di ricadute occupazionali locali, chiediamo un incontro urgente  al Commissario Marco Bucci e alla società PerGenova. Nella nostra regione ci sono professionalità e competenze, chiediamo soltanto che siano mantenuti gli impegni a creare sblocchi occupazionali e opportunità per le imprese del territorio: vogliamo risposte per il settore edilizio che già sta pagando dazio per il blocco della realizzazione delle grandi infrastrutture del nostro  territorio. Ci aspettiamo una convocazione in tempi rapidi” proseguono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Data articolo: Wed, 19 Jun 2019 10:55:00 +0200
Italia
Diabete, Cgil Palermo solidale con protesta del giornalista Salvo Ricco

“E' grave mettere a rischio la salute delle persone. Esprimiamo piena solidarietà al giornalista Salvo Ricco e chiediamo di fare immediata chiarezza sui motivi che stanno ostacolando il corretto acquisto dei sensori per l'utilizzo dei nuovi microinfusori dei pazienti  diabetici". Lo dichiarano il segretario generale Cgil palermo Enzo Campo, il segretario generale della Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca e il segretario Fp Cgil Medici Domenico Mirabile. "Ci appelliamo alle istituzioni  affinché vengano attivati tutti gli strumenti per giungere alla risoluzione del problema e per assicurare ciò che è necessario per consentire le giuste cure ai pazienti con diabete di tipo 1 e il corretto utilizzo degli apparecchi in uso ai pazienti. Tutto questo nel rispetto del diritto alla salute, tutelato dall'articolo 32 della Costituzione”.

“Esprimiamo solidarietà a un uomo e a un giornalista, da sempre impegnato in modo straordinario per la crescita culturale della nostra città,  che vive un dramma enorme e che, con la sua battaglia per l'utilizzo dei microinfusori nella terapia del diabete di tipo 1, condotta anche a nome di tanti altri diabetici  nella stessa situazione, sta cercando di dare un contributo  in direzione della crescita di civiltà e di progresso di una terra dove la sanità è a livelli da terzo mondo”.  Così il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso. “L'Slc Cgil - aggiunge - si augura che le istituzioni si facciano carico e leggano i segni della protesta forte scaturita in queste ore per il diritto alla salute dei pazienti diabetici, per riportare la nostra terra ai livelli dei Paesi europei nell'ambito della sanità. Che è anche quello che ci auguriamo per la cultura, lo spettacolo, l'economia e l'industria”. 

Data articolo: Tue, 18 Jun 2019 19:36:00 +0200

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