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Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL)

#salute #lavoro #sicurezza #CGIL

Salute e sicurezza
Obiettivo prevenzione, serve un piano straordinario

Un piano straordinario per la prevenzione degli infortuni. È quanto ha promesso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo programma di governo: un provvedimento che oggi (lunedì 23 settembre) vede la posa della prima pietra, con l’incontro fra i ministri del Lavoro Nunzia Catalfo e della Salute Roberto Speranza con i vertici di Cgil, Cisl e Uil. L’appuntamento è a Roma, alle ore 15 presso il dicastero del Lavoro (in via Flavia 6).

“Ci aspettiamo che inizi un seria discussione su questo tema. Il numero degli infortuni e delle morti sul lavoro sta aumentando, così come crescono le malattie professionali”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sottolineando che “si lavora di meno, ma ci sono più infortuni e più malattie, e si muore come si moriva cinquanta anni fa”.

Maurizio Landini evidenzia che se conteggiamo anche coloro che muoiono “in itinere”, ovvero mentre vanno o tornano dal lavoro, negli ultimi dodici anni le vittime sono 17 mila “Un dato che – commenta – come sindacalista ti fa sentire anche in colpa per non aver fatto fino in fondo il tuo mestiere, perché non esiste che una persona muoia lavorando, è un concetto che non può essere accettato”.

Per il segretario generale è evidente che “fare un piano straordinario per la prevenzione vuol dire puntare sulla formazione e decidere chi la deve fare: occorre anzitutto potenziare, attraverso nuove assunzioni, gli ispettorati e i servizi di medicina del lavoro”. Landini evidenzia anche la necessità “che Inps, Inail e gli altri istituti comincino a scambiarsi i dati. Non è accettabile che, in quest’era digitale, ognuno resti proprietario delle proprie banche dati, è una cosa che non permette di far funzionare bene il Paese e di affrontare queste situazioni”.

Ma per Landini, alla base di ogni confronto, deve esserci “la volontà di affrontare assieme questo tema, entrando dunque nel merito del perché succedono le morti sul lavoro”. Un “perché”, conclude il segretario generale della Cgil, che va ricercato “nella troppa precarietà, in un sistema degli appalti che va affrontato con decisione, nella necessità di far diventare la cultura della sicurezza un investimento e non un costo come invece prevale adesso”.

Data articolo: Mon, 23 Sep 2019 08:46:00 +0200
Salute e sicurezza
Quadrilatero delle Marche, incidente sul lavoro alla Astaldi

Un ulteriore infortunio si è verificato presso l’azienda Astaldi Spa, che esegue l’opera infrastrutturale Quadrilatero delle Marche. "Come sindacato, non si hanno ancora riscontri sulla gravità dell’accaduto ma, dalle prime notizie, sembra si sia evitato qualcosa di grave entità". La Feneal Uil e la Fillea Cgil provinciali "sono indignate nel riscontrare l’ennesimo infortunio: è il quinto dalla riapertura delle lavorazioni, datata aprile 2019. Dunque, un ennesimo incidente nel settore edile, un vero e proprio bollettino di guerra".

Per questo le sigle "invitano tutti a tenere alta l’attenzione sulla sicurezza nell’ambito delle attività lavorative. Il sindacato è sempre più convinto che le lavorazioni debbano proseguire con le giuste attenzioni e tempistiche di esecuzione". Si sottolinea, con gravissimo disappunto, "che l’indice degli infortuni sta subendo un’impennata senza eguali all’interno del cantiere Quadrilatero. Le preoccupazioni del sindacato sono per questa escalation di infortuni che, per quanto non siano stati particolarmente gravi, mettono comunque in allarme anche i lavoratori".

Feneal Uil e Fillea Cgil "sono sicure che la Astaldi Spa metterà in campo tutte le sue conoscenze e le sue capacità per evitare questo stillicidio fra i  lavoratori. Da parte sindacale, si continuerà a vigilare e a denunciare qualsiasi carenza nella sicurezza".

Data articolo: Fri, 20 Sep 2019 16:35:00 +0200
Salute e sicurezza
Infortuni sul lavoro, denuncia della Cgil: a Perugia emergenza assoluta
Gli infortuni sul lavoro nel territorio della provincia di Perugia sono in aumento. Secondo i dati ufficiali Inail, nei primi sette mesi dell'anno le denunce sono state 4.920, contro le 4.747 dello stesso periodo del 2018. Si tratta di un incremento del 3,6%, superiore alla media regionale e in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che è di sostanziale stabilità. A questo, dobbiamo aggiungere il dato più drammatico: 9 vittime registrate sul territorio provinciale in sette mesi (una in meno del 2018, ma il decremento è solo nelle morti in itinere). 
 
“È evidente che questi dati non possono passare sotto silenzio – commenta Elisabetta Masciarri, segretaria della Camera del lavoro di Perugia –. Salute e sicurezza sul lavoro sono una responsabilità che deve essere sentita propria da tutti: sindacati, imprese e istituzioni e soprattutto dalla politica. Ecco perché, nel decalogo che la Cgil ha presentato ai candidati e alle candidati per le elezioni regionali, la sicurezza sul lavoro è al primo posto. Noi crediamo sia necessaria un'attenta e severa vigilanza in materia, che vadano messi in campo tutti gli strumenti preventivi e quindi che siano necessari investimenti, soprattutto nella cultura della sicurezza, in tutti i luoghi di lavoro, e non solo, anche a partire dai banchi di scuola. Inoltre, riteniamo che il ruolo di Rls e Rlst vada valorizzato con un impegno politico straordinario. Queste, le richieste che abbiamo portato al tavolo della prefettura su salute e sicurezza, su cui oggi chiediamo risposte rapide e concrete”. 
 
Data articolo: Thu, 19 Sep 2019 10:25:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore operaio edile a Como

È rimasto sepolto sotto una scarica di materiale roccioso. La vittima è Rosario Lo Bue, 58 anni, operaio edile di Porlezza (Como); l’incidente mortale è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 16 settembre all'interno di un cantiere stradale in località Oggia, presso San Bartolomeo Valcavargna (Como). L’uomo, dipendente di un’impresa edile della zona, era impegnato nella realizzazione dello scavo per una pista ciclabile, quando il cedimento di un muro di roccia lo ha travolto. Lo Bue è rimasto incastrato sotto il cumulo di sassi, morendo sul colpo. A nulla sono salvi i tentativi dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118.

Data articolo: Tue, 17 Sep 2019 10:52:00 +0200
Salute e sicurezza
Operaio muore schiacciato da una pressa

Un incidente sul lavoro si è verificato oggi (13 settembre) nel Lecchese. Un uomo di 38 anni è morto schiacciato da una pressa a Rogoredo di Casatenovo in una azienda agricola. L'incidente è accaduto poco prima delle 7 quando il lavoratore stava pressando alcune pelli all'interno dell'allevamento. Sul posto il 118 e l'eliambulanza con i vigili del fuoco. I carabinieri dovranno accertare eventuali responsabilità.

Data articolo: Fri, 13 Sep 2019 17:08:00 +0200
Salute e sicurezza
Landini: «Una strage inaccettabile»

Parla di una “strage inaccettabile” il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, riferendosi agli oltre mille lavoratori che dall'inizio del 2019 hanno perso la vita sul lavoro. Perché quello in corso rischia di essere con ogni probabilità uno dei peggiori anni della storia recente in tema di morti sul lavoro, ancor più del già nero 2018, con le sue 1.218 vittime.

“È necessario che il governo, tanto più dopo il discorso programmatico di Conte che ha messo al centro il tema della sicurezza sul lavoro, convochi subito dei tavoli di lavoro per arrivare nel più breve tempo possibile a un piano straordinario di prevenzione”, afferma Landini. Un piano straordinario che metta “risorse vere per la formazione, rivolta sia a chi lavora sia agli imprenditori”, e “rilanci, attraverso assunzioni di personale, i servizi di medicina del lavoro delle Usl sul territorio”.

Per il segretario Cgil vanno poi rafforzati gli ispettorati del lavoro, “tanto più in un sistema fatto di piccole e medie imprese”, contrastando al contempo “la logica dell'appalto, del subappalto e della precarietà nel lavoro”, che è una delle cause principali della crescente insicurezza per chi lavora. Per questo, secondo il leader della Cgil, vanno contrastati provvedimenti, come il recente Sblocca Cantieri, che vanno al contrario, nella direzione opposta.

“Non è più accettabile che si muoia come si moriva 50 anni fa – afferma Landini –. La sicurezza non può più essere considerata un costo, ma un investimento. E noi non siamo più disponibili ad accettare questa situazione drammatica. Ai familiari delle vittime dell'ultimo tragico incidente, quello di Pavia, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio”.  

Data articolo: Fri, 13 Sep 2019 08:46:00 +0200
Salute e sicurezza
Acciaierie Venete, 6 persone indagate per l'incidente mortale

Il procuratore aggiunto, Valeria Sanzari, ha chiuso l’inchiesta aperta ormai un anno e mezzo fa, indagando sei persone e tre aziende, considerate responsabili amministrative di ciò che successe domenica 13 maggio 2018 alle Acciaierie Venete di Corso Francia, a Padova, quando una siviera ricolma di materiale incandescente precipitò dopo la rottura di un perno, investendo gli operai che erano al lavoro. Sergio Todita e Marian Bratu persero la vita dopo settimane per uno e mesi per l’altro di atroci sofferenze, mentre agli altri due operai Simone Vivian e David Di Natale, si salvarono con rispettivamente 40 giorni e 300 giorni di prognosi per arrivare alla guarigione.

La Fiom nazionale in una nota rileva che "Acciaierie Venete spa, Danieli & C. officine meccaniche spa e Danieli Centro Cranes sono le tre ditte considerate amministrativamente responsabili dell’accaduto. Viene contestata loro la violazione delle norme per la tutela della salute e della sicurezza in ambiente di lavoro, provocando in questo modo la morte dei due operai e le lesioni degli altri due". Secondo la Fiom "ci sono molte analogie" fra l'accusa motivata dalla procura "e quella contro la ThyssenKrupp, dopo la morte di sette operai nel rogo dello stabilimento torinese la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007".

Secondo Loris Scarpa, segretario generale della Fiom-Cgil di Padova, “i capi di imputazione e alcune delle motivazioni confermano le valutazioni sindacali fatte in questi anni e le azioni che abbiamo messo in atto. Ci aspettiamo che la giustizia faccia il proprio corso e che le responsabilità vengano correttamente stabilite. In questo Paese il come si lavora non è più la priorità. La vicenda delle acciaierie, il sistema degli appalti e anche come vengono progettate le attrezzature ci dimostrano come non si tenga più conto delle persone e di chi lavora, cosa che dovrebbe essere la priorità per tutti. Nei luoghi di lavoro la Costituzione rimane purtroppo inapplicata. Inizierà un percorso durissimo per le famiglie e rimarremo al loro fianco, come abbiamo fatto fino ad oggi, costituendoci anche noi parte civile”.

“Le morti sul lavoro, che sono persino aumentate, sono il segnale di come la ripresa produttiva sia in gran parte fondata su precarietà, su bassi salari, su aumento dei ritmi, su sfruttamento del lavoro più che sulla sua qualità. - aggiunge Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil -. Occorre fermare questa sequenza di incidenti, spesso mortali, e garantire a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro il diritto alla salute e alla sicurezza. Le parole non bastano più. Sono poche le imprese che hanno investito seriamente sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro, dimostrando una visione cieca rispetto alle prospettive industriali del Paese e soprattutto disumana. Pretendiamo un deciso cambio di rotta, e questo è e sarà una priorità nelle nostre mobilitazioni e per il rinnovo del CCNL”.

Data articolo: Thu, 12 Sep 2019 19:38:00 +0200
Salute e sicurezza
Pavia: quattro lavoratori annegati in una vasca

Sono quattro gli operai morti annegati in una vasca nell'azienda agricola di Arena Po, in provincia di Pavia. Il fatto sarebbe avvenuto attorno alle 12.30 e al momento la dinamica non è chiara. Le vittime sono Prem e Tarsem Singh, due fratelli di 47 e 45 anni, titolari dell'azienda agricola e due loro dipendenti, tutti di nazionalità indiana. L'azienda è una delle più importanti ditte di allevamento del Pavese.

Appena sei giorni fa la Cgil Lombardia aveva rilanciato l’ennesimo grido d’allarme: “Gli incidenti mortali sul lavoro non sono mai solo numeri. Ogni infortunio corrisponde ad una vita persa, ad un lavoratore che non rivedrà più i suoi cari”. Nella sola regione, al 2 settembre, si erano registrati ben 41 morti, ai quali bisogna aggiungere le quattro vittime di oggi. “Ma le cifre fornite dalle istituzioni regionali spesso non concordano”, osservano da sindacato: "Per la giunta regionale sono 41 le vittime da inizio anno, secondo l’Inail più del doppio, con un incremento del 25%".

Due settimane fa un episodio simile costò la vita a due operai morti per le esalazioni provenienti da un pozzo di manutenzione di una discarica in cui stavano lavorando ad Aliano (Matera). “Il gravissimo incidente mortale sul lavoro avvenuto in una azienda di allevamento in provincia di Pavia, il pesante bilancio di quattro morti, ci riporta a quello che è un quotidiano bollettino di una guerra non dichiarata, quella dei morti sul lavoro. Nello stringerci alle famiglie delle vittime e nell’attesa di capire la dinamica dell’incidente, torniamo a denunciare con forza la poca attenzione al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve prevenzione, e quindi, formazione, serve una vera cultura della sicurezza da parte delle aziende e di tutte le istituzioni preposte ai controlli”. Così in una nota congiunta Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia.
 
Per i sindacati “non si può, come ancora troppo spesso accade, continuare a considerare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un costo o un mero adempimento normativo e seguitare a morire di lavoro nel ventunesimo secolo. Come sindacato ci battiamo da tempo su questo difficile versante, scontrandoci spesso con un muro di gomma di indifferenza e poca attenzione, crediamo, invece, che a fronte di lavori spesso poveri, poco tutelati, con appalti e subappalti, il tema della salute e sicurezza debba rappresentare una priorità e un diritto irrinunciabile per ogni lavoratore, che dopo una giornata di lavoro deve poter far ritorno a casa”. “Infine - concludono Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia -  rivendichiamo l’immediata costituzione di un tavolo per costruire politiche condivise per contrastare questo dramma”.

"Non è più accettabile che episodi di questo genere continuino a riempire le pagine dei quotidiani, come purtroppo confermano i dati recentemente diffusi da Inail". Così, in una nota, interviene la segreteria della Cgil di Pavia. "Servono con urgenza interventi volti a prevenire qualsiasi forma di rischio per la salute di lavoratrici e lavoratori - spiega il sindacato -, investimenti pubblici e privati e una cultura diffusa della sicurezza che parta dagli imprenditori stessi e che consideri la spesa in salute e sicurezza un investimento e un valore aggiunto e non un costo". Cgil e Flai territoriali quindi "esprimono profondo cordoglio e vicinanza ai familiari ed ai colleghi e, nel chiedere alle istituzioni territoriali competenti di chiarire le dinamiche dell’accaduto, si attiveranno per mettere in campo tutte le iniziative utili a contrastare il fenomeno delle morti sul lavoro".

Data articolo: Thu, 12 Sep 2019 15:07:00 +0200
Salute e sicurezza
Fonderia Augusta di Costa di Mezzate (Bg), chiesto incontro dopo l'esplosione

All’indomani dell’esplosione che ha provocato il ferimento di un operaio e che ha pesantemente danneggiato un capannone della Fonderia Augusta di Costa di Mezzate, la Fiom Cgil di Bergamo, insieme alla Fim Cisl, ha chiesto un incontro urgente all’azienda per capire cosa sia accaduto e che tipo di sistemi di sicurezza fossero stati adottati.

Oggi, 11 settembre, la fonderia è rimasta chiusa, ma già domani i circa cinquanta dipendenti torneranno al lavoro, con l’eccezione del reparto coinvolto nell’incidente e messo sotto sequestro.

“Per una serie di coincidenze fortuite, l’evento di ieri non ha avuto conseguenze tragiche - commenta Claudio Ravasio della segreteria provinciale della Fiom Cgil - Tuttavia, in attesa dell’esito delle indagini della magistratura, anche questa volta viene naturale pensare che le aziende continuino a non investire a sufficienza in materia di sicurezza sul lavoro. Aspettiamo ora di incontrare i rappresentanti della direzione aziendale per poi anche confrontarci in assemblea con i lavoratori”, conclude il segretario Fiom.

Data articolo: Wed, 11 Sep 2019 18:31:00 +0200
Salute e sicurezza
Massa, operaio perde il braccio nel tornio

Un operaio di 58 anni è rimasto gravemente ferito oggi, 11 settembre, in un Incidente sul lavoro avvenuto in un'officina meccanica di Massa. L'uomo stava lavorando a un tornio quando è rimasto col braccio incastrato nel macchinario. Trasferito in elicottero all'ospedale Cisanello di Pisa, l'operaio è stato sottoposto a un intervento per l'amputazione di un braccio. 

Data articolo: Wed, 11 Sep 2019 18:00:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore forestale a Trento

Tragico incidente sul lavoro a Tione (Trento). La vittima è Paolo Valenti, 36, lavoratore forestale, nativo di Bondo (Trento), sposato e padre di tre figli piccoli. L’incidente è avvenuto alle ore 10 di lunedì 9 settembre. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe mancato un appiglio mentre stava scendendo da un albero, precipitando da un'altezza di circa 15 metri. L'albero su cui stava provvedendo all'installazione di una teleferica era adiacente alla strada, la caduta è dunque avvenuta sull'asfalto. L'uomo indossava i sistemi di protezione individuale, ma la caduta è stata troppo violenta ed è morto sul colpo.

“La drammatica scomparsa di Paolo Valenti è la nuova dimostrazione che la sicurezza sul lavoro è un'emergenza anche sul nostro territorio, ancora non tenuta nella giusta considerazione”, dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino (Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti). “Che si tratti di un dipendente o di un lavoratore autonomo poco cambia, resta la gravità del fatto: è inaccettabile continuare a perdere la vita mentre si sta lavorando”, concludono gli esponenti sindacali: “L'intera comunità deve cominciare a sentire questa questione come una responsabilità fondamentale. Dobbiamo impegnarci tutti in una maggiore cultura della sicurezza, investendo con ancora maggiore determinazione nella prevenzione e nella formazione”.

Data articolo: Tue, 10 Sep 2019 10:49:00 +0200
Salute e sicurezza
Marche, da gennaio  16 morti sul lavoro 

Continuano a crescere gli infortuni sul lavoro nelle Marche. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Inail ed elaborati dalla Cgil regionale. Nei primi sette mesi dell’anno sono stati denunciati 11.204 infortuni, 174 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,6%) e, in controtendenza, rispetto al livello nazionale in cui si registra un leggero calo. Nelle Marche, tra l’altro, crescono in particolare gli infortuni in occasione di lavoro (+2,3%) mentre quelli in itinere sono diminuiti(-2,8%).

Il territorio che presenta un incremento significativo di infortuni è quello di Ancona (+5,5%), seguito da quello di Pesaro Urbino (+1,9%). In calo gli infortuni denunciati negli altri territori: Ascoli Piceno (-3,2%), Fermo (-2,1%), Macerata (-1,1%).

Secondo Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, segretario regionale e responsabile salute e sicurezza, “questi dati evidenziano come ogni giorno si consumi una strage silenziosa di cui si parla troppo poco e soprattutto si fa troppo poco per evitare”. Per Barbaresi e Santarelli, “è necessario incrementare gli organici dedicati ai controlli e alla vigilanza, cosi come alla repressione dei fenomeni di irregolarità. E, soprattutto, servono investimenti importanti nella prevenzione. In al senso, auspichiamo un intervento del nuovo Governo, peraltro già previsto nel programma, che affronti concretamente la questione”. 

Osservando gli infortuni in occasione di lavoro, emerge che i più colpiti sono i lavoratori dell’industria manifatturiera dove però gli infortuni denunciati diminuiscono leggermente (-0,7%). Crescono però in modo rilevante nel settore delle calzature e abbigliamento (+16,4%), nella chimica, nel legno-mobile (8,6%), chimica, gomma, plastica (+7,4%), mentre sono in calo nella meccanica (-6,9%). Rilevante l’incremento nelle costruzioni (+14,1%), nel commercio e riparazioni (+8,2%), nei trasporti (+4,9%) e soprattutto in agricoltura (+14,2%).

Data articolo: Fri, 06 Sep 2019 15:33:00 +0200
Salute e sicurezza
Arrivano le tutele Inail anche per i rider

In caso di infortunio e malattia professionale, tutti i ciclofattorini potranno contare sulla tutela Inail, a prescindere da quale sia il loro contratto di lavoro. È una delle novità contenute nel decreto legge 101/2019 entrato in vigore ieri (5 settembre ) dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre. Al lavoratore, questo comporta che, in caso di infortunio o malattia professionale, è data la possibilità di accedere alle prestazioni economiche e sanitarie erogate dall’Inail, come l‘indennità di temporanea assoluta (sostitutiva della retribuzione), indennizzo danno biologico, rendita mensile Inail, rendita ai superstiti, ecc., ma anche cure mediche, cure termali, protesi e ausili, eccetera.

Il principio base, sancito dalla legge, è che da ora in avanti ogni impresa che si avvale della piattaforma, anche digitale, è tenuta al rispetto sia di tutti gli adempimenti del datore di lavoro previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965 sia, a propria cura e spese, alle norme in materia di salute e sicurezza, contenute nel dlgs 81/2008.

“Si tratta di un primo importante passo avanti che va a colmare una grave lacuna in materia di tutela del lavoro”, ma che lascia ancora sul tappeto molti problemi legati alle reali condizioni di lavoro, su cui il decreto non interviene per prevenire e contrastare il grave fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, che affligge questa categoria di lavoratori”, commenta Silvino Candeloro, del collegio di presidenza Inca. Secondo il patronato della Cgil, “il solo richiamo generico alla facoltà della contrattazione collettiva non colma la mancanza di un quadro normativo contrattuale, in grado di dare certezze a questi lavoratori, che restano inchiodati a situazioni di precarietà gravissime, su cui la Cgil ha da sempre insistito rivendicando l’adozione di un contratto collettivo nazionale, come quello della logistica”.

Se non si colma questa assenza – precisa Candeloro – anche il riconoscimento della protezione Inail, in caso di infortunio o malattia professionale, pur importante, rischia di diventare un principio astratto dalle scarse ricadute, senza rimuovere le cause principali di incidenti anche mortali, di cui sono vittime questi lavoratori. Quindi, va bene aver esteso a tutti i rider la tutela Inail anche a quelli non titolari di un contratto di lavoro subordinato o di un contratto di lavoro co.co.co. come era previsto precedentemente, ma la battaglia per i diritti deve essere completata riconoscendo, come chiede la Cgil, un contratto nazionale, in grado di dare risposte concrete”.

Data articolo: Fri, 06 Sep 2019 12:50:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro: Brescia, muore operaio edile

Incidente mortale sul lavoro giovedì 5 settembre a Flero (Brescia). La vittima è Ahmed Sattoui, muratore, 48 anni, di nazionalità marocchina, residente a Grumello (Brescia), sposato e padre di due bambine di 6 e 11 anni. Secondo la ricostruzione, l'uomo è precipitato dal tetto di una capannone di proprietà della Metalleghe, da un'altezza di circa dieci metri, in seguito al cedimento di un pannello su cui si trovava accidentalmente e senza essere legato.

Data articolo: Fri, 06 Sep 2019 12:16:00 +0200
Salute e sicurezza
Lombardia, il lavoro uccide sempre di più

Gli incidenti mortali sul lavoro non sono mai solo numeri. Ogni infortunio corrisponde ad una vita persa, ad un lavoratore che non rivedrà più i suoi cari. Ne è convinta la Cgil Lombardia, ricordando però che i numeri sono comunque importanti per analizzare il fenomeno. E che nella sola regione, al 2 settembre, si sono registrati ben 41 morti. E che le cifre fornite dalle istituzioni regionali spesso non concordano.

“Una prima riflessione - continua il sindacato - è sulle responsabilità morali e politiche. Farsi carico delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è solo un valore etico del lavoro, della dignità della persona? E’ compito solo del sindacato? perché la politica e la società non se ne fanno carico?”

I numeri, però, “sono necessari”, servono a “creare le condizioni per elaborare procedure e norme tendenti a migliorare le condizioni di prevenzione e ipotizzare nuovi investimenti in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Il sindacato sottolinea, tra l’altro, una “situazione alquanto fastidiosa e sgradevole”, che da diverso tempo la Cgil evidenzia in sede di Tavolo istituzionale regionale: “Il confronto tra i dati forniti dall’assessorato Welfare regionale e Inail mette in evidenza dati discordanti: “nel primo semestre 2019 Inail registra ben 88 infortuni mortali (+ 4,35%) in Lombardia (di cui 62 in occasione di lavoro e 26 in itinere), contro i 41 attuali ufficializzati dal registro regionale infortuni mortali”.

Quindi i lavoratori morti per causa di lavoro, allo stato dei fatti, sono sicuramente molti di più di quanti non ne indichi il registro di Regione Lombardia. Sul piano regionale, relativamente al mese di agosto, “il dato evidenziato dall’assessorato welfare al 31 luglio indica comparativamente un incremento di circa il 25%. Se tale trend dovesse confermarsi, e auspichiamo un arresto dello stillicidio in atto, il dato a fine anno assumerebbe un valore a dir poco catastrofico”.

Per la Cgil ci sono sicuramente alcune cause scatenanti: “Il mese di agosto è ritenuto da taluni imprenditori un mese ‘tranquillo’ per quanto riguarda la vigilanza”, quindi “si allenta ancor più l’attenzione relativa alle procedure di sicurezza”. Spesso a questo si somma “l’assenza totale o la cattiva formazione dei lavoratori”, accompagnata da “un’informazione inesistente sui rischi”. Oltretutto, in molti casi, il rapporto di lavoro è “di urgente ed estemporanea necessità da parte dei contraenti”.

A questo scenario, poi, va aggiunto che tutta la materia riguardante la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è “demandata alla responsabilità della Regione. È la politica di chi governa in Lombardia che dovrebbe occuparsi di intervenire con determinazione”. Se la giunta regionale – conclude il sindacato - pensa che gli unici stanziamenti sul settore debbano essere le risorse derivanti dai proventi delle sanzioni comminate alle imprese”, allora “siamo molto lontani dai temi della responsabilità attribuita alle Regioni e lontanissimi da un vero sistema di prevenzione”.

Data articolo: Fri, 06 Sep 2019 10:52:00 +0200
Salute e sicurezza
Tragedia al porto di Livorno: muore marittimo filippino

Ancora una tragedia sul lavoro al porto di Livorno. La vittima è un uomo di origine filippina di 26 anni, membro dell'equipaggio della Vision of the Seas. Ancora da chiarire la dinamiche dell'incidente: stando alle prime testimonianze raccolte, l'uomo stava lavorando alla murata della nave da crociera ormeggiata al molo 47 quando sarebbe finito in mare. Immediatamente attivati i soccorsi, il corpo dell'uomo ormai morto è stato recuperato dopo ore di ricerche da parte del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno. L'uomo era a bordo da 4 mesi con un contratto da 9 mesi.

"Ci viene spontanea la domanda: quante volte ha fatto il lavoro senza le corrette procedure di sicurezza? Quanti responsabili sicurezza ci sono a bordo? Se avesse indossato le corrette attrezzature sarebbe sempre fra noi. Troppo semplice scaricare sulla vittima le questioni di sicurezza, ci sono obblighi e responsabilità da onorare e rispettare", così in una nota Patrizia Villa, Cgil Livorno.

"I sindacati hanno ottenuto che nel protocollo porti, oltre al classico lavoro portuale, siano inseriti anche i marittimi, ma le procedure tardano ad avviarsi. Questo è un ambito di difficile controllo con addetti/e per natura mobili e spesso stranieri. Sappiamo tutti che i costi  delle crociere sono sempre più appetibili ed è chiaro che in tutto questo risparmiare le condizioni di lavoro non sono garantite", continua Villa. 

La Cgil "si unisce al dolore della famiglia e dei colleghi e colleghe di lavoro, continuando a invocare provvedimenti veri e non scarico di responsabilità. Attendiamo le indagini, ancora una volta. Tempi biblici che non finiscono mai. Le risposte, quando arrivano, vengono a riflettori spenti e gli effetti sull’opinione pubblica si diluiscono naturalmente a vantaggio di chi non rispetta la corretta prevenzione, il controllo  e la formazione".

Data articolo: Thu, 05 Sep 2019 18:56:00 +0200
Salute e sicurezza
Latina, operaio precipita dal terzo piano e muore

È precipitata dal terzo piano nel pieno centro di Latina mentre stava svolgendo lavoratori di ristrutturazione in un immobile. È morto così oggi, 4 settembre, un lavoratore edile. Inutile ogni tentativo di soccorso. Il volo di circa nove metri da un ponteggio non ha lasciato scampo all'uomo, morto a seguito dei traumi riportati. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Latina.

"Bisogna accelerare l'attuazione del protocollo regionale sulla salute e la sicurezza sul lavoro siglato alla fine dello scorso aprile con 30 rappresentanti tra istituzioni, associazioni datoriali e parti sociali". Così in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio. "L'accordo prevede - prosegue - precisi impegni da parte di ciascun soggetto, ognuno dei quali, secondo il proprio ruolo, deve mettere in atto azioni di prevenzione e contrasto agli incidenti sul lavoro. Purtroppo negli ultimi due giorni vi sono stati due diversi infortuni mortali, entrambi in provincia di Latina. Non possiamo attendere oltre; questi mesi sono stati sufficienti a predisporre gli interventi che ora devono vedere la luce perché quello delle morti sul lavoro deve essere un fenomeno non da ridurre, ma da debellare".

E annuncia: "Dopodomani a mezzogiorno abbiamo convocato una riunione del tavolo con tutti i soggetti firmatari del protocollo per accelerare l'attuazione del protocollo stesso. Alle famiglie delle vittime, anche a nome della Giunta del Lazio, rivolgo vicinanza e cordoglio. Rivolgiamo un appello, inoltre, affinche' le dinamiche degli incidenti vengano chiarite e individuate eventuali specifiche responsabilità".

Data articolo: Wed, 04 Sep 2019 18:26:00 +0200
Salute e sicurezza
Ospedale S. Giovanni Bosco: infermiere aggredito

Ancora un'aggressione ad un lavoratore al San Giovanni Bosco. Nel pronto soccorso del nosocomio, un infermiere è stato aggredito da un familiare di un paziente perché non voleva attendere il proprio turno di visita. A nulla è servito evidenziare che c'erano casi gravi ed urgenti da trattare e che avevano la precedenza. La denuncia in una nota di Rosalba Cenerelli, della segreteria Cgil di Napoli e Giosuè di Maro, della segreteria  Fp Cgil Campania sanità pubblica comparto medici: "Questo ospedale, ancora una volta, torna alla ribalta. Già poche settimane fa, i familiari di una paziente avevano aggredito una dottoressa provocandole la rottura del setto nasale”. 

“Il riproporsi di questi episodi - sottolineano Cenerelli e di Maro - ha oltrepassato ogni limite. Basterebbe solo considerare che nelle emergenze sanitarie chiediamo aiuto a medici ed infermieri che, pur operando tra molteplici difficoltà e carenze, si prodigano a far funzionare un sistema sanitario allo sbando. Sono loro che salvano le nostre vite e quelle dei nostri cari”.

“Il fenomeno delle aggressioni nel mondo sanitario - aggiungono - ha raggiunto numeri di vera emergenza. I dati Inail evidenziano che solo nel 2018 ci sono stati oltre 1200 casi di aggressione al personale sanitario per la gran parte operante nel pronto soccorso, e con maggiore frequenza al Sud dove maggiori sono le precarietà e le carenti condizioni del servizio sanitario. Questi sono solo i casi denunciati. Quelli di aggressione sono almeno il doppio, considerati che spesso i medici per vergogna non denunciano”.

“Occorre avere rispetto per queste professioni - dicono ancora Cenerelli e di Maro -  è necessario che ai medici e agli operatori sanitari sia garantita incolumità e il diritto di lavorare in sicurezza. Basta violenza, non è più possibile che prevalga la legge del più forte. Non è possibile che a vincere siano la devianza e la sottocultura della trasgressione, a discapito dei valori e delle regole del vivere civile. Per noi non è più tollerabile”. 

“Occorre garantire a medici, cittadini, ammalati sicurezza e una sanità degna di questo nome. Chiediamo a tutti gli attori coinvolti e alle istituzioni - concludono Cenerelli e di Maro - di intervenire affinché siano ristabilite la più presto condizioni sicure di lavoro. Chiediamo al Prefetto la convocazione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica; l'istituzione di presidi di Polizia in tutti i Pronto Soccorso della città e dell'area metropolitana di Napoli per garantire sicurezza ai lavoratori e ai cittadini”.

Data articolo: Wed, 04 Sep 2019 13:22:00 +0200
Salute e sicurezza
Operaio 64enne muore a Cesena

Un uomo di 64 anni è morto oggi (2 settembre) attorno alle 16.30 a Cesena mentre era al lavoro su un'impalcatura edile allestita per effettuare lavori a una palazzina. A quanto si apprende, l'operaio è stato visto accasciarsi da alcuni colleghi che hanno dato l'allarme. Non chiaro se sia trattato di un malore o un incidente. Sul fatto indaga la medicina del lavoro. Sul posto anche Vigili del Fuoco e i sanitari del 118.

Data articolo: Mon, 02 Sep 2019 18:15:00 +0200
Salute e sicurezza
Operaio forestale muore colpito da fulmine in Calabria

Un operaio dell'Azienda Calabria Verde è morto ieri a Caterinella nel comune di Santa Caterina sullo Ionio in provincia di Catanzaro. L'uomo di 49 anni, originario di Caulonia, era impegnato nell'ambito del servizio antincendio nel territorio del Basso Jonio quando, in seguito alla pioggia, assieme a un collega – che è rimasto ferito, ma non versa in pericolo di vita –, riparandosi in prossimità dell'area dove svolgeva servizio di vedetta, è rimasto colpito da un fulmine.

I vertici dell’Azienda Calabria Verde e della Regione Calabria hanno espresso “profondo cordoglio per il drammatico evento che ha visto coinvolto l'operaio, impegnato in un'attività fondamentale come la prevenzione degli incendi”. Ad esprimere vicinanza alla famiglia, il commissario straordinario dell'Azienda Calabria Verde, generale Aloisio Mariggiò, il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e il dirigente del settore competente della Regione, Salvatore Siviglia.

Data articolo: Mon, 02 Sep 2019 11:55:00 +0200

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