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Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL)

#salute #lavoro #sicurezza #CGIL

Salute e sicurezza
Aggressioni: online corso Fp Cgil per personale sanitario

Aggressività e violenza nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici sono sempre più diffusi. Per queste ragioni la Fp Cgil ha deciso di avviare una campagna straordinaria sul tema, a partire dal lancio di un corso Ecm Fad dal titolo: "Violenze e aggressioni nei confronti del personale sanitario - La prevenzione e il contrasto alle aggressioni: al lavoro sicuri".

Un corso, gratuito per gli iscritti alla Fp Cgil e rivolto a tutte le professioni sanitarie, medici e assistenti sociali, è attivo da adesso fino al 31 luglio 2019 con iscrizione tramite la piattaforma: www.proteoformazione2.it/moodle. Il programma è diviso in quattro parti principali: un'introduzione generale che indaga il fenomeno dal punto di vista empirico e sociologico; una seconda parte relativa agli assistenti sociali; una terza parte in cui si analizzano tre case studies: esempi virtuosi di procedure per la prevenzione del fenomeno in Emilia-Romagna, Sardegna e Piemonte; una quarta parte in cui si trova la sintesi di report internazionali sul tema. Completa il programma un'ampia documentazione istituzionale (nazionale e internazionale) relativa a esperienze e progetti.

Parallelamente è scaricabile gratuitamente un utile e sintetico vademecum, sempre prodotto dalla Fp Cgil, dal titolo 'Stop! Alle aggressioni al personale sanitario'. Una guida che tra le altre cose fornisce informazioni sul cosa fare in caso di probabile aggressione e cosa si chiede alle aziende in termini di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, scaricabile sul sito.

Data articolo: Fri, 24 May 2019 11:48:00 +0200
Salute e sicurezza
Aeroporto Lamezia Terme: solidarietà Filcams a lavoratori aggrediti

"Esprimiamo la solidarietà e la vicinanza di tutta la categoria ai lavoratori e alle forze dell'ordine che operano nell'Aeroporto di Lamezia Terme per l'aggressione subita nello svolgimento del proprio lavoro". Così in una nota Giuseppe Valentino, segretario generale Filcams Cgil Calabria e Samuele Lobello, coordinatore lavoratori vigilanza, Filcams Calabria.

La Filcams "chiede che venga posta maggiore attenzione al tema della sicurezza delle guardie particolari giurate che si trovano sempre di più - ed in totale solitudine - a dover affrontare situazioni di rischio che mettono a repentaglio la loro incolumità. Non sono  nuovi in Calabria gli episodi di minaccia e violenza ai danni delle maestranze del settore, lavoratori che, tra le altre cose, vedono il proprio contratto nazionale di lavoro bloccato da più di due anni e che sono costretti a lavorare, quindi, anche in un clima di sconforto e disagio, nonostante spesso sono coloro che proteggono e custodiscono i beni pubblici".

Il sindacato "rivolge un appello alle Istituzioni per sensibilizzarle sulla condizione di precarietà che vivono i lavoratori del settore della Vigilanza Privata. Saranno chiesti, tavoli di confronto con le prefetture calabresi, nella qualità di organismi territoriali del Governo, al fine di ricercare soluzioni condivise atte a garantire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro delle Gpg".

Data articolo: Fri, 24 May 2019 09:52:00 +0200
Salute e sicurezza
Gli edili lombardi ai candidati: troppi infortuni nei cantieri

Domenica 26 maggio, oltre alle europee, in Lombardia si svolgeranno le elezioni amministrative in 990 Comuni su 1.507. “Invitiamo i candidati sindaci a impegnarsi, quando saranno eletti, a controllare che nei cantieri edili si rispettino le norme legislative e contrattuali. La norma che prevede la sospensione dei titoli abilitativi alle imprese non regolari è nota, ma purtroppo poco applicata”. A dirlo in una nota sono le segreterie regionali degli sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil della Lombardia.

“Lo sforzo da compiere – affermano le tre sigle – è quello di monitorare i committenti, le imprese e i lavoratori che operano nel cantiere dopo aver autorizzato l’avvio dei lavori. Purtroppo il numero degli infortuni mortali sui cantieri è una triste costante dell’agire del settore in Lombardia. Va implementato l’accordo tra le parti sociali e l’Anci Lombardia sul monitorare i cantieri edili non sottoposti a notifica preliminare da parte della Regione Lombardia. Condividere le informazioni serve per contrastare il lavoro sommerso, il dumping economico e sociale tra imprese e lo sfruttamento della manodopera”.

“Siamo consci – conclude la nota – che i Comuni hanno da un lato una riduzione strutturale dei trasferimenti da parte dello stato, dall’altro una imponente mole di lavoro per gestire la quotidianità dei problemi dei cittadini. È altrettanto vero che il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e pertanto non può escludere l’impegno per contrastare il fenomeno degli infortuni sui cantieri edili”.

Data articolo: Thu, 23 May 2019 13:00:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore operaio edile a Napoli

È morto dopo aver battuto violentemente la testa in seguito alla caduta da una scala. L’incidente sul lavoro è avvenuto martedì 21 maggio a Villaricca (Napoli); la vittima è un operaio edile di 64 anni, Arturo Cecere, residente a Giugliano (Napoli). L'uomo stava eseguendo dei lavori in muratura, la dinamica dell'incidente è ancora al vaglio dei Carabinieri. L’operaio è stato subito soccorso e accompagnato prima all'ospedale San Giuliano di Giugliano e poi all'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è deceduto dopo alcune ore.

Data articolo: Wed, 22 May 2019 10:40:00 +0200
Salute e sicurezza
Morto sul lavoro a Piacenza, 3 giugno attivo unitario Fiom, Fim e Uilm

Intorno alle 8:00 di oggi, 21 maggio 2019, nell’officina della Petrol Raccord spa di via Trebbia a Calendasco, Piacenza, un uomo di 68 anni - operaio in pensione e impiegato con contratto “a chiamata” - è rimasto vittima di un infortunio mortale, schiacciato da un pesante stampo di acciaio. Per cause ancora in corso d’accertamento, la lastra gli è caduta addosso all'improvviso. "Ai parenti vanno le nostre condoglianze e la nostra piena messa a disposizione in un momento così tragico". Lo affermano Fiom, Fim e Uilm, in una nota congiunta.

"Questa mattina siamo stati sul posto di persona - riferiscono le sigle -. Lo abbiamo fatto per renderci conto di cosa fosse successo e soprattutto per stare vicino ai colleghi sgomenti e distrutti di fronte alla morte di una persona stimata e ben voluta oltre ogni immaginazione. La forza, in momenti come questo, si trova sostenendosi gli uni agli altri. L’azienda conta oltre 80 dipendenti nel sito produttivo, ed insieme ai lavoratori abbiamo deciso di convocare nei prossimi giorni un’assemblea aziendale. Questi tragici fatti, inoltre, ci hanno spinto a convocare un attivo unitario dei delegati Fiom, Fim, Uilm della Provincia di Piacenza per lunedì 3 giugno 2019".

"Tutti abbiamo un ruolo nella sicurezza sul lavoro - concludono -. E proprio per ridurre i rischi e far sì che non si ripetano infortuni mortali sul lavoro occorre rilanciare l’azione di consapevolezza sul tema che passa da: assemblee aziendali, attivi unitari e dallo sciopero del 14 giugno che ha salute e sicurezza sul lavoro al centro della piattaforma rivendicativa". Questo, siamo convinti, "è certamente il momento della riflessione e del silenzio. Ma non basteranno mai le lacrime per cambiare le cose, serve da parte di tutti uno “scatto” sulla sicurezza sul lavoro. Da subito, tutti insieme, ognuno per la sua parte: dobbiamo fermare qui e ora una spirale di morte sul lavoro che somiglia a un bollettino di guerra anche per il territorio piacentino - che solo il 1° maggio ha vissuto una tragedia del tutto analoga a quella del 21 maggio. Tutti siamo coinvolti nella sicurezza sul lavoro. E a partire proprio dal mondo del lavoro dovrà essere rilanciato un percorso di consapevolezza che richiami ognuno alle proprie responsabilità: aziende, istituzioni e tutti noi. Mai più tragedie sul lavoro. Mai più".

Data articolo: Tue, 21 May 2019 18:05:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro: Piacenza, muore operaio

È rimasto schiacciato da una pesante lastra di acciaio presso cui stava lavorando. L’incidente è avvenuto alle otto del mattino di oggi (martedì 21 maggio) a Calendasco (Piacenza), all’interno di un’azienda di raccordi della zona industriale di Ponte Trebbia. La vittima è un operaio di 68 anni, l'uomo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Carabinieri, i Vigili del fuoco e il servizio di Medicina del lavoro.
 

 

Data articolo: Tue, 21 May 2019 12:23:00 +0200
Salute e sicurezza
Una tantum per i superstiti: un taglio incomprensibile

Il governo aumenta la dotazione finanziaria del Fondo vittime di gravi infortuni sul lavoro, ma al tempo stesso diminuisce gli importi delle “una tantum” in favore dei superstiti. Lo denuncia l’Inca Cgil, che sottolinea: “All’incremento di un milione di euro del fondo istituito nel 2007 per aiutare le famiglie, messo nero su bianco nella legge di bilancio 2019 (comma 435), il ministero del Lavoro ha fatto seguire una riduzione significativa delle prestazioni dovute ai superstiti, nonostante l’aumento dei morti sul lavoro che sono passati da 1.029 del 2017 a 1.133 del 2018, con un +10,1% (fonte Inail)”.

Infatti, il decreto ministeriale, pubblicato sul sito istituzionale il 14 maggio, che porta la data del 25 gennaio 2019, con tanto di firma del vicepremier Luigi di Maio, nell’adeguare gli importi una tantum per gli eventi mortali avvenuti nel 2018, ha tagliato drasticamente i sostegni economici fissandoli in: 3.000 euro, per un solo superstite (con una diminuzione di 700 euro, rispetto allo scorso anno); 6.000 euro, se i superstiti sono due (1.400 euro in meno rispetto al 2017); 9.000 euro, se gli aventi diritto sono tre (con una riduzione di 2.100 euro). Per i nuclei familiari più numerosi, il taglio è addirittura di oltre 4.000 euro, passato da 17.200 del 2017 a 13.000 euro.

“Una sforbiciata che mal si concilia con l’andamento crescente del gravissimo fenomeno delle morti su lavoro, ma soprattutto con l’aumento del Fondo, stanziato in legge di Bilancio, da cui ci si sarebbe aspettato un adeguamento conseguente delle prestazioni in favore dei familiari delle vittime del lavoro – commenta Silvino Candeloro, del collegio di presidenza Inca –. Un atteggiamento contraddittorio che rivela ancora una volta l’incapacità del governo del “cambiamento” di mettere a segno delle misure concrete a favore del mondo del lavoro”.

“Basti pensare – aggiunge Candeloro – che nella stessa legge di bilancio sono stati ridotti i premi assicurativi per le aziende; sono state tagliate altresì le risorse per la prevenzione e adesso assistiamo a una riduzione degli indennizzi per i superstiti di lavoratori morti in occasione di lavoro che, se volessimo essere coerenti, non dovrebbero sottostare a un meccanismo perverso come avviene oggi: gli indennizzi si riducono con l’incremento del numero dei morti”.

“In una società giusta e civile – conclude il patronato –, dovrebbe, invece, affermarsi il principio in base al quale di fronte a un aumento del numero dei morti (che nessuno auspica) si dovrebbe provvedere con un incremento di risorse da destinare ai superstiti”.

Data articolo: Thu, 16 May 2019 15:27:00 +0200
Salute e sicurezza
Bergamo, muore sul lavoro a 61 anni

Un’altra vita perduta al lavoro: nel pomeriggio di mercoledì 15 maggio, attorno alle 15.30, nell’azienda metalmeccanica Co.Mac. di via Garibaldi a Bonate Sotto, in provincia di Bergamo, un lavoratore di 61 anni è morto schiacciato da una parete di cemento che gli è piombata addosso. L’uomo sarebbe dipendente di una ditta esterna.

“Siamo profondamente scossi e siamo vicini alla famiglia dell’operaio. Nelle prossime ore continueremo a cercare di capire cosa sia accaduto, attraverso le verifiche e le indagini degli enti preposti, ma anche sentendo i lavoratori nostri iscritti all’interno dell’azienda”, hanno detto Claudio Ravasio e Fabio Mangiafuco della Fiom Cgil di Bergamo. “Intanto, nello stabilimento, abbiamo fissato un’assemblea per lunedì 20 maggio dalle ore 15 alle 16. Sarà l’occasione per confrontarci con i lavoratori, per comprendere meglio quanto accaduto e per decidere insieme le eventuali opportune iniziative da intraprendere”.

Data articolo: Wed, 15 May 2019 18:00:00 +0200
Salute e sicurezza
Sindacati: non più rinviabile confronto su sicurezza autotrasporto

“Non più rinviabile un confronto con imprese e istituzioni, a partire dai ministeri competenti, sui temi della sicurezza che comprendano ritmi di lavoro, tempi di guida e impegni della prestazione”. A chiederlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per il settore dell’autotrasporto, ricordando che “l’ennesimo incidente mortale ha fulminato un autotrasportatore di Foggia ed esattamente un mese fa due autisti di mezzi pesanti perdevano la vita sull’autostrada A12”.

“Aver portato all’estremo la concorrenza fra imprese, non sulla qualità dei prodotti e dei servizi di trasporto delle merci, ma sui costi della produzione e in particolare sul costo del lavoro - spiegano le tre organizzazioni sindacali - ha aumentato tempi di lavoro e di guida in violazione delle leggi e del contratto nazionale del settore. Gli autisti, molto spesso, sono costretti a non effettuare il riposo e, quando riescono ad usufruirne, le condizioni sono precarie, anche per un’endemica carenza di servizi adeguati al riposo nei luoghi di sosta. La situazione è ancor più aggravata dal sistema infrastrutturale del paese e dall’allestimento di continui cantieri sulla stessa arteria stradale che a volte durano anni e con segnalazioni molto spesso insufficienti”.

Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti infine: “è inaccettabile, per un Paese che si definisce civile, una tale situazione che continua a peggiorare. Non si può continuare a morire di lavoro, è necessario fermare lo stillicidio di vite umane, rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo da parte delle istituzioni ed effettuare da parte del Governo investimenti concreti, che al momento non vediamo”.

Data articolo: Tue, 14 May 2019 18:31:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore autotrasportatore a Foggia

È morto folgorato da una scarica elettrica. La vittima è un operaio di 55 anni, Enrico Trecca, originario di Carapelle (Foggia). L'incidente è avvenuto lunedì 13 maggio nell'azienda Salice Calcestruzzi, specializzata nella produzione di calcestruzzi per lavori di edilizia e opere pubbliche, sita alla periferia di Foggia, lungo la provinciale 105. Stando alla prima ricostruzione dei Carabinieri, l'uomo, alla guida di un autoarticolato, mentre stava sollevando il cassone del mezzo per caricare del materiale avrebbe urtato i cavi dell'alta tensione: la scarica di energia elettrica lo ha ucciso sul colpo, sbalzandolo per diversi metri lontano dal camion. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso, e i Carabinieri della compagnia di Foggia.

"Siamo costretti a registrare ancora un morto sul lavoro, dopo l'operaio che ha perso la vita sabato 11 maggio sulla Statale 89. In attesa che le autorità competenti accertino la dinamica dei fatti, non si può restare silenti di fronte a questo tragico bollettino di guerra che purtroppo colpisce tutto il Paese", scrivono i segretari generali provinciali di Feneal Uil (Juri Galasso), Filca Cisl (Urbano Falcone) e Fillea Cgil (Giovanni Tarantella): "Non c'è più tempo da perdere, bisogna smetterla con il pensare che tutto questo accada per tragica fatalità. Vanno accertate le responsabilità e soprattutto vanno intensificate le azioni preventive. In primis tutte le misure di sicurezza che le normative prevedono, allo stesso tempo occorre investire sulla formazione dei lavoratori. II proliferare di lavoro precario e subappalti non aiuta in tal senso a definire percorsi di conoscenza delle materie connesse alla sicurezza per chiunque operi all'interno di un sito. Così come non è stato un segnale incoraggiante quel del governo di tagliare le imposte sulla sicurezza alle imprese, ci saremmo aspettato, a fronte di questa continua strage, un intensificare gli investimenti per la sicurezza dei posti di lavoro".

Data articolo: Tue, 14 May 2019 09:37:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore giovane operaio a Roma

È morto precipitando in un pozzo artesiano, profondo cinque metri, all'interno di un terreno privato dove stava eseguendo lavori di potatura. La vittima è Enrico Saulle, 30 anni, operaio originario di Mondragone (Caserta); l’incidente mortale è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 11 maggio a San Cesareo (Roma), in via della Pidocchiosa. Il giovane lascia la moglie e due figlie piccole. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri di Palestrina, insieme ai subacquei di Roma.

Data articolo: Mon, 13 May 2019 09:55:00 +0200
Salute e sicurezza
Cgil, Cisl, Uil: chiesto incontro a Di Maio, ancora nessuna convocazione

“Si continua a morire sui posti di lavoro, ancora in questi giorni assistiamo con sgomento ad una strage continua ed inesorabile. Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro al Ministro Luigi Di Maio, ma ancora non siamo stati convocati. Non si può perdere altro tempo, è necessario intervenire con decisione per comprendere le criticità e trovare soluzioni efficaci in termini di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione, rilanciando un tavolo congiunto di confronto tra il Governo e le Parti Sociali”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto.

Data articolo: Fri, 10 May 2019 19:06:00 +0200
Salute e sicurezza
Perugia, sindacati dal prefetto: «Servono più controlli»

“Un incontro proficuo, caratterizzato da una grande disponibilità a mettere in campo interventi immediati e concreti da parte del prefetto, insieme alle organizzazioni sindacali e agli altri attori economici del territorio”: è questo il commento di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria al termine del tavolo di confronto con il prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, richiesto dalle stesse organizzazioni sindacali umbre dopo l’ennesimo gravissimo incidente sul lavoro, avvenuto a Perugia nella giornata di mercoledì 8 maggio.

Proprio dalla dinamica di quest’ultimo grave infortunio è partito il confronto tra prefetto e sindacati: “Abbiamo ricostruito l'incidente e fatto il punto sugli altri più recenti che hanno portato il drammatico conteggio delle vittime già a 5 in questo 2019 - spiegano i sindacati - Abbiamo informato il prefetto sul percorso che negli ultimi anni è stato affrontato dalle nostre organizzazioni, con appelli e iniziative ripetuti nel tempo, coinvolgendo recentemente anche il vescovo di Perugia, cardinale Bassetti, e i massimi organi istituzionali della Regione. Certamente - continuano Cgil, Cisl e Uil - in Umbria c’è una storia importante di relazioni sindacali e di attenzione verso il lavoro, ma questo background negli ultimi anni si è indebolito, a causa del deterioramento delle condizioni del lavoro e della sua estrema precarizzazione".

Per questo i tre sindacati umbri, accompagnati anche dalle categorie del settore costruzioni, Fillea, Filca e Feneal, hanno evidenziato al prefetto la necessità di interventi straordinari, non solo per “azzerare le morti sul lavoro”, ma anche per “contrastare in maniera efficace, attraverso la prevenzione, gli infortuni e le malattie professionali”, senza dimenticare la grande partita della “sostenibilità ambientale delle produzioni”. Per quanto riguarda nello specifico il settore dell’edilizia, i rappresentanti di Fillea, Filca e Feneal hanno evidenziato al prefetto due elementi di forte preoccupazione: da una parte, specie nella ricostruzione post-terremoto, l’allentamento delle regole che garantiscono sicurezza e legalità, a partire dal Durc di congruità; dall’altra l’utilizzo da parte di alcune aziende di lavoratori inquadrati con contratti diversi da quello dell’edilizia, al solo scopo di risparmiare sul costo del lavoro, a scapito però, anche qui, della sicurezza dei lavoratori.  

Da parte sua il prefetto, pur sottolineando le difficoltà che enti e soggetti preposti incontrano quotidianamente, ha assicurato che solleciterà maggiori controlli, in particolare nei cantieri. Inoltre, il prefetto ha assicurato piena disponibilità a riconvocare insieme i sindacati e tutti gli attori economici del territorio, per arrivare ad un protocollo di intesa in materia di sicurezza sul lavoro, legalità e appalti, sul modello di quanto già realizzato in altre significative esperienze sul territorio nazionale. Le organizzazioni sindacali dell'Umbria chiederanno un incontro analogo al prefetto di Terni nei prossimi giorni. 

Data articolo: Fri, 10 May 2019 18:36:00 +0200
Salute e sicurezza
Morti sul lavoro, Cgil-Cisl-Uil: Di Maio ci incontri

“Si continua a morire sui posti di lavoro, ancora in questi giorni assistiamo con sgomento ad una strage continua ed inesorabile".  È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto. "Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro al ministro Luigi Di Maio - ricordano i dirigenti sindacali -, ma ancora non siamo stati convocati. Non si può perdere altro tempo, è necessario intervenire con decisione per comprendere le criticità e trovare soluzioni efficaci in termini di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione, rilanciando un tavolo congiunto di confronto tra il governo e le parti sociali”.

Data articolo: Fri, 10 May 2019 18:07:00 +0200
Salute e sicurezza
Sanità, aggressioni ai lavoratori: al via campagna della Fp

Contro un fenomeno, quello delle aggressioni al personale sanitario e non solo, in costante aumento, parte una campagna straordinaria della Fp Cgil di sostegno ai lavoratori per contrastare e gestire il fenomeno. A farlo sapere è la stessa categoria della confederazione di corso d'Italia, nel ricordare, attraverso i numeri dell'Inail, la gravità del fenomeno: “Ogni anno in Italia si contano 1.200 atti di aggressione ai danni dei lavoratori della sanità, nel 70% dei casi le vittime delle aggressioni sono donne”.

I luoghi maggiormente colpiti dalla violenza, ricorda sempre il sindacato, “sono i Pronto soccorsi con 456 aggressioni, seguono i reparti di degenza con 400, gli ambulatori con 320, i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura con 72 atti di violenza, le terapie intensive con 62, le aggressioni al 118 sono state 41, 37 invece quelle nell'ambito dell'assistenza domiciliare, 20 nelle case di riposo e, infine, 11 nei penitenziari. Passando alla tipologia di violenza: il 60% sono minacce, il 20% percosse, il 10% violenza a mano armata e il restante 10% vandalismo. Ma chi commette violenza? Il 49% sono i pazienti, il 30% i familiari, l'11% i parenti e un 8% sono gli utenti in generale”.

Alla luce di questi dati, “fenomeno che riguarda tanta parte del mondo del lavoro che rappresentiamo, non solo la sanità ma anche servizi sociali e di accoglienza e integrazione”, la Fp Cgil promuove “un percorso di sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici per contrastare e gestire le aggressioni in sanità realizzando, tra l'altro, un vademecum con indicazioni pratiche e di comportamento per poter gestire le aggressioni e un corso Ecm Fad da 15,6 crediti gratuito per gli iscritti ‘Al lavoro sicuri!’”.

Parallelamente il sindacato segue l'iter del decreto, in discussione al Senato, su ‘Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni’: “Abbiamo elaborato un documento – spiega Barbara Francavilla, segretaria nazionale della Fp Cgil – con alcune proposte di emendamenti aggiuntivi al disegno di legge, fatti propri da alcuni senatori, quali ad esempio: la costituzione di parte civile da parte delle aziende pubbliche e private nei processi di aggressione al personale, la predisposizione di un team con personale dedicato a gestire situazioni critiche e mediazioni dei conflitti, l'installazione di impianti di allarme nei luoghi a rischio più elevato”.

Per queste ragioni, “contro il fenomeno delle aggressioni in continuo aumento nei confronti dei lavoratori, non solo della Sanità ma anche nei servizi sociali, comunali, di accoglienza e integrazione, e che sta assumendo una dimensione preoccupante”, la Fp Cgil, conclude Francavilla, “mette in campo quindi una strategia più organica con l'assunzione di iniziative per la riduzione del rischio clinico, l'umanizzazione delle cure, il benessere organizzativo delle strutture sanitarie sia pubbliche che private”.

Data articolo: Fri, 10 May 2019 14:59:00 +0200
Salute e sicurezza
Fillea Napoli, introdurre reato di omicidio colposo

"Il lavoro continua a uccidere: tutto questo è inaccettabile in un paese in cui la Repubblica ha come valore fondante il lavoro" . A dirlo è il segretario generale della Fillea Cgil di Napoli Giovanni Passaro: "I morti sul lavoro non conoscono latitudini, si muore di lavoro al Nord, al Centro e al Sud. C'è bisogno che il lavoro ritorni protagonista, dopo anni di deregolamentazione sfrenata in cui è prevalso il profitto. Fare soldi con soldi, in qualsiasi modo, anche a costo di mettere in pericolo la vita delle persone. Vite da scarto, mi viene da dire". Per Passaro "bisogna farla finita con la farsa della doppia morale. C'è bisogno di connettere i luoghi di lavoro attualmente scollati e isolati da misure di controllo, formazione e prevenzione permanente. Ogni lavoratrice o lavoratore in un paese civile deve poter rientrare a casa la sera dai propri cari. Per questo va introdotto il reato di omicidio colposo affinché imprenditori spregiudicati e senza scrupoli paghino per il reato commesso".

Data articolo: Fri, 10 May 2019 08:58:00 +0200
Salute e sicurezza
Strage Lamina: Fiom Milano, no a patteggiamento

È di poco fa la notizia che il processo per la strage alla Lamina spa di Milano, che costò la vita a quattro operai, si è concluso con il patteggiamento a ventidue mesi (pena sospesa) per il titolare dell’azienda.

Il 19 marzo scorso, quando il giudice decise di accogliere la richiesta di costituzione di parte civile del sindacato, la Fiom di Milano concluse il suo comunicato stampa come segue: “Attendiamo l’esito conclusivo del processo, ma diciamo fin d’ora che un eventuale patteggiamento non è accettabile, perché affermerebbe il principio secondo cui, a fronte della morte dei lavoratori, sia sufficiente l’indennizzo per ridurre le responsabilità di chi ha determinato conseguenze tanto drammatiche”.

“Prendiamo nota della sentenza odierna – dichiara Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano –, ma non cambiamo idea. Continuiamo a pensare che chi viola le norme su salute e sicurezza, causando incidenti, o, peggio, la morte di lavoratori, non possa cavarsela solo monetizzando. Così non s'incentivano le imprese a investire nella salute e nella sicurezza dei lavoratori, così morire sul lavoro continuerà a essere considerato un danno collaterale”.

Data articolo: Thu, 09 May 2019 17:37:00 +0200
Salute e sicurezza
Morti sul lavoro: a Monza il ricordo di Gabriele

A 30 giorni dalla morte di Gabriele di Guida, operaio 25enne morto il 10 aprile 2019 a Sulbiate schiacciato da un rullo mentre lavorava, gli amici e la famiglia hanno organizzato una fiaccolata che si terrà a Cavenago di Brianza il giorno 10 maggio, dalle ore 20.30.

Si partirà da piazza della libertà, dove ha sede il comune di Cavenago e si percorreranno le vie principali della città. L’occasione è nata spontaneamente per iniziativa di tutti quelli che a Gabriele vogliono bene. La Fim Cisl e la Fiom Cgil saranno presenti in quell’occasione, per un sentimento di vicinanza alla famiglia e agli amici e colleghi di Gabriele, ma anche per avere, da questa occasione, ulteriore coscienza e consapevolezza che il tema della salute e della sicurezza sul lavoro è quanto mai attuale e atrocemente scottante, sui cui riflettere e ragionare.

“Nel nostro paese – scrivono i sindacati - i tanti, troppi incidenti mortali e non, impongono una maggiore attenzione, partecipazione e rispetto delle regole. Siamo tutti chiamati in causa, istituzioni, aziende, sindacati, lavoratori, cittadini, per fermare queste tragedie. Vi aspettiamo numerosi a questo momento di riflessione”.

Data articolo: Thu, 09 May 2019 10:12:00 +0200
Salute e sicurezza
Cade dal tetto, muore operaio nel Modenese

Incidente mortale sul lavoro a Maranello, nel Modenese. Un operaio di 47 anni ha perso la vita per una caduta dall'alto, all'interno dell'azienda Cisa-Cerdisa. L'uomo era dipendente di una ditta esterna. A quanto si apprende, l'incidente sarebbe avvenuto mentre l'operaio era impegnato in lavori di manutenzione su un tetto.

“In seguito al tragico evento – fanno sapere Filctem Cgil di Modena e Femca Cisl dell’Emilia Centrale – questa mattina le Rsu dell’unità produttiva hanno indetto due ore di sciopero per sensibilizzare l’azienda al rispetto delle normative per la salute e la sicurezza dei lavoratori e per denunciare l’inaccettabilità che fatti del genere continuino a susseguirsi con sempre maggior frequenza nei luoghi di lavoro”.

 

Data articolo: Wed, 08 May 2019 18:51:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria chiedono incontro urgente al prefetto

 

Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria, insieme alle categorie dei lavoratori delle costruzioni, Fillea, Filca e Feneal, chiedono un incontro “urgente” al prefetto di Perugia per affrontare l’emergenza sicurezza sul lavoro, dopo l’ennesimo gravissimo incidente avvenuto sul territorio della provincia di Perugia dove, ricordano i sindacati, da inizio anno si sono già avute 5 morti sul lavoro, un dato assolutamente inaccettabile. “Da tempo chiediamo che la sicurezza sul lavoro sia assunta come priorità assoluta da parte delle istituzioni, delle imprese e dell’intera società - affermano i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini - Ci sembra invece che negli anni di profonda crisi che la nostra regione ha vissuto vi sia stato un abbassamento preoccupante dell’attenzione su questo tema. Non può esservi nessuna ripresa, nessuna crescita economica se le persone continuano a morire sul lavoro”. 

Data articolo: Wed, 08 May 2019 13:03:00 +0200

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