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Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL)

#salute #lavoro #sicurezza #CGIL

Salute e sicurezza
Terna: Filctem, tragico incidente va chiarito

“Un lavoratore di una ditta appaltatrice, che operava sulla rete elettrica per conto della società Terna, a seguito di un gravissimo incidente, è purtroppo deceduto. Non si arrestano gli incidenti e le morti sul lavoro nella nostra regione. Gravi infortuni continuano ad avvenire anche in settori dove gli investimenti sulla sicurezza sono consistenti”: ha detto stamattina Alessandro Borioni, Filctem Roma e Lazio, riguardo il terribile incidente accaduto il 15 gennaio scorso.   

“A due giorni dall'accaduto – ha continuato il dirigente sindacale –, dall’azienda ne sappiamo poco o niente, non siamo ancora stati convocati per essere informati sulle circostanze del tragico evento. Siamo convinti che nonostante gli sforzi prodotti, sia dalle organizzazioni sindacali, attraverso gli accordi le attività nei luoghi di lavoro, e nonostante le misure messe in campo dall'azienda, non abbiamo ancora raggiunto sufficienti e adeguati livelli di salvaguardia per i lavoratori”.

“La sicurezza in generale – ha proseguito il sindacalista –, in particolare negli appalti, va affrontata in maniera seria e strutturale. I committenti devono controllare ed estendere i medesimi standard di sicurezza regolati dalle normative interne anche alle ditte appaltatrici”

“Siamo vicini alla famiglia dell'operaio deceduto, alla quale esprimiamo tutto il nostro cordoglio, ma chiediamo all'azienda di convocarci immediatamente per chiarire le dinamiche dell'accaduto e per aprire una discussione sui temi della sicurezza”, ha concluso l'esponente.

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 12:31:00 +0200
Salute e sicurezza
Padova, ancora un incidente sul lavoro

Alle 6.40 di ieri, mercoledì 16 gennaio 2019, durante il suo turno Perić Slavisa, un operaio addetto alla granigliatrice di 65 anni, dipendente delle Fonderie Zen di Padova dal 2005, ha avuto un incidente sul lavoro ed è stato portato d’urgenza in ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per tentare di salvargli le dita della mano.

“Quella della granigliatrice è una postazione usurante già segnalata all’azienda da tempo, vista anche l’età dell’operaio - commenta Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova - ma purtroppo si è dovuti arrivare a questo incidente. Non è possibile che non passi giorno senza morti e feriti sul lavoro. Nei prossimi giorni, assieme alle altre organizzazione sindacali, valuteremo le iniziative locali da intraprendere per ridare dignità ai lavoratori nei confronti delle aziende e della Regione Veneto, che non sta adempiendo agli impegni presi l’anno scorso dopo il tragico incidente alle Acciaierie Venete. Sottolineiamo, inoltre - conclude Scarpa - l’importanza della partecipazione alla manifestazione nazionale del 9 febbraio 2019 a Roma contro la legge di stabilità appena varata che, fra le altre cose, taglia i fondi sulla sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro".

Data articolo: Thu, 17 Jan 2019 08:20:00 +0200
Salute e sicurezza
Ast: Rsu Fiom, potenziare i controlli

"L‘incendio scoppiato stamattina presso il reparto PIX2 nell’impianto BA3 mette ancora una volta in evidenza quanto sia importante vigilare in termini di ambiente e sicurezza all’interno del sito di Ast. Come delegati, siamo subito intervenuti sul luogo, verificando in primis che non ci siano state conseguenze per i lavoratori coinvolti". Così la Rsu Fiom Ast.

"Ad oggi, non siamo stati ancora informati dall‘azienda e non sappiamo né la causa né le dinamiche dell’accaduto che, a nostro avviso, poteva avere conseguenze più gravi. Riteniamo grave e incomprensibile tale atteggiamento, in quanto potenziare i controlli sulla sicurezza, evitare che ci siano emissioni incontrollate è di vitale importanza, sia per i lavoratori che operano all’ interno dell’ acciaieria, sia per i cittadini ternani", conclude il comunicato sindacale.

                                                                

Data articolo: Wed, 16 Jan 2019 18:54:00 +0200
Salute e sicurezza
Si muore di lavoro come 50 anni fa

“La tragedia della Lamina ebbe un impatto mediatico rilevante e fece scoprire che anche nella Milano produttiva, la città del futuro che guarda all’Europa, si lavora ancora come nel secolo scorso”. A dirlo, davanti ai cancelli della fabbrica in via Rho, è Roberta Turi, segretario generale della Fiom di Milano, ai microfoni di RadioArticolo1 nello speciale “Il lavoro che uccide”. “Quattro lavoratori, nel 2018, sono morti soffocati come topi in un forno – continua –. Sembra incredibile, ma ancora una volta secondo l'indagine la responsabilità è a carico dell’azienda, che non aveva valutato correttamente i rischi di un gas, l’argon, che si è dimostrato letale”. 

Per questo la Fiom Milano si costituirà parte civile nel processo in corso. Ma è evidente che il problema è più diffuso: “Il 2018 è iniziato con la tragedia della Lamina, e si è concluso con un 10% di morti sul lavoro in più. Sono stati oltre 50 in provincia di Milano, e oltre 1.000 in Italia, 3 al giorno”. Nonostante questo, fa notare la Turi, il governo va in direzione opposta: “Invece di mettere in campo nuovi investimenti sulla sicurezza, nella manovra è entrato un provvedimento che taglia i premi che le aziende pagano all’Inail. Questo produrrà un impatto negativo, perché si traduce in meno soldi che erano dedicati alla formazione in materia di salute e sicurezza. Senza contare il precariato dilagante che peggiora la situazione. Anche per questo il 9 febbraio scenderemo in piazza con Cgil, Cisl e Uil contro la legge di bilancio”. 

La strage della Lamina, però, non ha cambiato la vita solo alle famiglie delle vittime, ma anche a chi è sopravvissuto. “Due degli operai che ancora lavorano in azienda – racconta il segretario della Fiom milanese – hanno rischiato di morire per salvare i loro colleghi e sono ancora sconvolti. Per questo abbiamo raccolto le loro testimonianze in un documentario che presenteremo il 31 gennaio in una grande assemblea dei metalmeccanici che abbiamo voluto intitolare ‘Mai più’. Perché tragedie come questa devono essere un monito, per farci reagire con maggior coraggio”. “Con la consapevolezza – ripete Turi – che il più grande ostacolo su questo tema è proprio l’atteggiamento delle imprese, che continuano a vedere la sicurezza dei lavoratori solo come un costo”.

A parlare è poi Pasquale Arcamone, lavoratore della Lamina che era in servizio nel giorno della tragedia, un anno fa, dove persero la vita quattro lavoratori. “Tutti i giorni i nostri pensieri vanno ai colleghi che non ci sono più – dice –. Lo ricordo bene perché quel giorno ero di turno in azienda. Dopo la tragedia – poi – è stato un anno pieno di solidarietà tra noi, ci siamo aiutati l'uno con l'altro e siamo riusciti ad andare avanti migliorandoci a vicenda, sia dal lato lavorativo sia da quello umano. In azienda già eravamo una famiglia, dopo la strage è aumentata la solidarietà tra di noi, le persone si sono unite ulteriormente. Anche la sicurezza è aumentata, si vigila con maggiore attenzione. Da parte dell'impresa, comunque, c'è stata vicinanza e trasparenza dopo ciò che avvenuto”.

L'anno scorso è stato drammatico per gli incidenti sul lavoro, conferma Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio indipendente sui morti sul lavoro, con un aumento del 10% di vittime rispetto al 2017. Senza contare i morti in itinere. Il settore più colpito è quello dell’agricoltura: “L’anno scorso si sono registrate 139 persone schiacciate da un trattore. L’agricoltura contribuisce per il 33% sui dati globali”. A seguire c’è l’edilizia, l’autotrasporto e l’industria. “L’industria – continua Soricelli – registra percentualmente dati inferiori, anche se restano molti gli incidenti. Perché il sindacato nelle grandi aziende è più presente e fa azione di contrasto”. Il problema resta con i lavoratori in appalto, “figli di un dio minore, meno tutelati”. “Pochi giorni fa – conclude –, a Taranto, è morto un lavoratore in appalto, che si è schiantato contro un albero mentre tornava a casa dopo 12 ore consecutive di turno. È stato ritrovato da un passante alle 4 di mattina”.

“Il 2018 è stato caratterizzato da una lieve ripresa economica, ma oggi c'è un rischio nuovo di recessione. In coincidenza con la ripresa sono però ripartiti gli infortuni”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini. “In altre parole – spiega – la ripresa non è stata colta come occasione per introdurre all'interno del sistema produttivo la necessaria innovazione. C'è stato invece il tentativo di agganciarsi a un ipotetico rilancio proponendo i vecchi modelli produttivi. Basti pensare che la tipologia degli infortuni mortali è lo stesso di cinquanta anni fa, per esempio cadute dall'alto in edilizia e ribaltamento di trattori di agricoltura. In mezzo secolo non è cambiato niente”. La parziale ripresa, insomma, “non è stata sfruttata dall'economia per cambiare modello di lavoro”.

Quindi un passaggio sulla legge di bilancio, che su questo tema procede all'indietro: “La revisione dei premi delle aziende, presente nella manovra del governo, non compensa l'intervento per le imprese con uno analogo a favore delle prestazioni e soprattutto della ricerca, un aspetto fondamentale che è attualmente trascurato. Gli infortuni sono anche malattie professionali – a suo avviso –, in tal senso il governo continua ad intervenire in una direzione unica, manca tutto il resto. Si tratta di una misura squilibrata, oggi ci sono troppe malattie professionali che non hanno ancora il dovuto riconoscimento”.

(a cura di Emanuele Di Nicola e Carlo Ruggiero)

 

 
Data articolo: Wed, 16 Jan 2019 13:27:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti sul lavoro, muore operaio a Padova

È rimasto schiacciato fra due mezzi durante delle operazioni di movimentazione all'interno dello stabilimento della Ferrau spa a Selvazzano Dentro (Padova), dove lavorava da 15 anni. L'incidente mortale sul lavoro è avvenuto nel pomeriggio di martedì 15 gennaio; la vittima è Georgiev Peycho, 56 anni, operaio metalmeccanico con mansione di autista, originario della Bulgaria. L'uomo lascia la moglie e due figli grandi, dipendenti anche loro della ditta Ferrau. “Con la morte di Georgiev sono saliti a 21 i decessi sul posto di lavoro in questi primi 15 giorni del 2019 in Italia”, commenta la Fiom Cgil padovana: “Un conto indecente per un Paese che dovrebbe, dopo l'ecatombe dello scorso anno, dare assoluta priorità ai temi della sicurezza sul lavoro”. La Fiom esprime vicinanza e offre pieno sostegno “alla famiglia di Georgiev e a tutti i lavoratori della Ferrau, che dovranno affrontare le conseguenze di questa immensa tragedia”. Per il segretario generale Loris Scarpa “non è possibile che incidenti del genere accadano ancora. Andare al lavoro ormai è come andare in guerra, ogni giorno la conta dei morti aumenta in maniera esponenziale, ed è questa la vera emergenza nel nostro Paese”.

Data articolo: Wed, 16 Jan 2019 13:12:00 +0200
Salute e sicurezza
Sindacati: sconcertante rischio legionella in cittadella giudiziaria

"Piazzale Clodio a rischio legionella. I fatti emersi nelle ultime ore nella cittadella giudiziaria di Roma sono sconcertanti, con grave rischio di contaminazioni microbiologiche registrato a seguito di una verifica degli impianti di climatizzazione in uso presso la cittadella giudiziaria romana". È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Confintesa Fp, nel denunciare "una situazione incredibile che mette al centro la mancanza di serie e adeguate programmazioni dei cicli manutentivi e per la quale oggi si registra un grave rischio di malattie infettive i cui effetti sull'apparato respiratorio posso arrivare ad essere irreversibili".

Per questo i sindacati invocano "l'adozione di misure urgentissime al fine di tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ma non basta: occorre che gli Uffici giudiziari, la cui condizione logistica è spesso oltre il limite della decenza, come più volte segnalato su tutto il territorio nazionale, siano luoghi sicuri e dotati di ogni misura atta a prevenire rischi per la salute di chi vi opera e di chi fruisce dei servizi giudiziari. Quanto avvenuto a Roma denota invece una situazione di decadimento strutturale, frutto di politiche sbagliate di tagli ai bilanci  di cui oggi si pagano i costi pesantissimi che mettono in discussione persino la salute di lavoratori e utenti, oltre che l'efficacia del servizio".

Per tale motivo, aggiungono, "servono oggi investimenti straordinari per la messa in sicurezza degli Uffici Giudiziari e una politica di corretta applicazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. La giustizia, per essere il luogo di garanzia dei diritti dei cittadini, deve garantire anzitutto quelli dei suoi lavoratori e deve promuovere la cultura della prevenzione e della sicurezza, cultura oggi del tutto sconosciuta per chi lavora in questo settore", concludono  Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Confintesa Fp.

Data articolo: Tue, 15 Jan 2019 17:21:00 +0200
Salute e sicurezza
Lamina, verso il processo un anno dopo la strage

È passato un anno dalla tragedia alla Lamina di Milano, in cui persero la vita quattro lavoratori. “Abbiamo appreso dagli organi di stampa che, dopo la conclusione delle indagini della procura di Milano a fine luglio, è stato notificato il rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo a carico del legale rappresentante dell'azienda. I Pm gli contestano di non aver valutato il rischio di mancanza totale di ossigeno che può produrre l'utilizzo del gas argon che veniva usato per le lavorazioni a caldo e di non aver predisposto le necessarie procedure di sicurezza”. Lo afferma la Fiom Milano, in una nota. A febbraio dovrebbe iniziare il processo.
 
Nel 2018 oltre 700 persone sono morte sul lavoro, senza contare gli incidenti mortali in itinere, con i quali la terribile cifra di chi è uscito da casa una mattina per recarsi al lavoro e non è più tornato è di 1.450. A Milano e provincia hanno perso la vita oltre 50 lavoratori.

In tale quadro, che indica il drammatico peggioramento delle condizioni di lavoro, uno degli emendamenti presentati alla manovra finanziaria prevede la riduzione dei premi assicurativi che le imprese pagano all’Inail, fondi che verrebbero sottratti alla formazione in materia di sicurezza e di tutela della salute nei luoghi di lavoro: è vergognoso.

Nell’anniversario della strage alla Lamina, per la quale, secondo le conclusioni dell’inchiesta della Procura della Repubblica, l’azienda ha pesantissime responsabilità, “noi vogliamo ricordare Arrigo, Giancarlo, Giuseppe e Marco, intensificando il nostro impegno nei luoghi di lavoro, sul territorio e nelle sedi preposte perché il lavoro sicuro diventi la norma e non l’eccezione”.

Il 31 gennaio si svolgerà in Camera del lavoro di Milano un'assemblea che coinvolgerà tutti i delegati sindacali e rappresentanti per la sicurezza nei luoghi di lavoro metalmeccanici. Quel giorno verrà proiettato un documentario dal titolo “Mai più!”, che, partendo dalla tragedia della Lamina, propone una riflessione collettiva sul dramma dei morti sul lavoro.

ARCHIVIO La tragedia | Nessun errore umano
Il lavoro che uccide, speciale RadioArticolo1

Data articolo: Tue, 15 Jan 2019 12:07:00 +0200
Salute e sicurezza
Lavoro che uccide, lo speciale RadioArticolo1

Sono tre, in media, gli incidenti mortali ogni giorno in Italia, è costante il segno più davanti al totale dei decessi e degli infortuni sui luoghi di lavoro, così come la carenza dei controlli e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Questi saranno i filoni su cui si svilupperà lo speciale di RadioArticolo1 in programma mercoledì 16 gennaio, a un anno dalla tragedia della Lamina.

Sono previsti collegamenti in diretta, testimonianze e schede su alcune delle ultime drammatiche vicende luttuose che hanno segnato il mondo del lavoro: oltre alla Lamina, le Acciaierie venete, il porto di Genova, il macrolotto di Prato, il crollo dell’opificio tessile di Barletta, solo per ricordarne alcuni.

Ma sarà anche l’occasione per una panoramica sui mestieri più pericolosi, come guidare trattori o lavorare nelle cave, negli altiforni, su strade e autostrade. E ancora svolgere le mansioni in edilizia, sui ponteggi o nelle escavazioni, pulire le cisterne, o essere impegnati nell’autotrasporto, nei lavori domestici o come magazzinieri.

La trasmissione sarà intervallata da interventi e riflessioni di responsabili ed esperti, chiamati ad analizzare la situazione, evidenziare le criticità e avanzare proposte per invertire le tendenze tante volte denunciate. La sicurezza dei lavoratori non è un costo ma un valore, una questione di dignità e di civiltà.

Lo speciale avrà inizio alle ore 10.00 per concludersi alle ore 14.00. A Roma, oltre che sul sito radioarticolo1.it, sarà possibile seguire la trasmissione sui 97.700 della modulazione di frequenza.

Data articolo: Tue, 15 Jan 2019 11:55:00 +0200
Salute e sicurezza
Perugia, camionista muore sul lavoro

L'autista di un autocarro è morto oggi, 11 gennaio, in seguito a un incidente avvenuto lungo la strada statale 318 "di Valfabbrica" nella zona dello svincolo di Casacastalda, in provincia di Perugia. "Registriamo purtroppo l’ennesima vittima sul lavoro - commenta in una nota la Filt Cgil dell'Umbria - e ci stringiamo attorno alla famiglia del camionista deceduto nel tragico schianto, un incidente che ha coinvolto più mezzi, anche pesanti".

"Noi non vogliamo rassegnarci a questo stato di cose - continua la Filt umbra - Vogliamo invece rilanciare il tema affinchè le istituzioni e la politica se ne facciano carico pienamente, ponendo questa piaga in cima all’agenda politica del paese. Non è possibile infatti che, proprio nei giorni in cui il parlamento europeo si accinge a votare il "Mobility Package", pacchetto di norme che prevede il taglio dei tempi di riposo degli autisti (sia camionisti che conducenti di pullman), assistiamo inermi a tragiche morti come quella odierna". 

Secondo la Filt Cgil, il “Mobility Package" rischia di "peggiorare gravemente le condizioni di sicurezza di autisti e utenti della strada", e questa è una delle ragioni dello sciopero dell’autotrasporto proclamato per il giorno 14 gennaio dalle 00.00 alle 24.00. Sciopero contro una misura che il sindacato non esita a definire "scellerata", perché "portatrice di più fatica, meno concentrazione e meno sicurezza per tutti". 

"Con il nostro sciopero - afferma Marco Bizzarri, segretario generale della Filt Cgil dell'Umbria - chiediamo pertanto a tutti i parlamentari europei del nostro Paese di votare contro queste misure, e che ci si faccia invece carico di quella che appare sempre più come una strage silenziosa: le morti sul lavoro".

Data articolo: Fri, 11 Jan 2019 18:08:00 +0200
Salute e sicurezza
Cancro e lavoro, se a pesare sono le diseguaglianze sociali

I tumori legati al lavoro costano tra 270 e 610 miliardi l'anno nei 28 Paesi dell’Unione europea. Lo rivela il libro appena pubblicato dall’Istituto sindacale europeo (Etui), “Cancro e lavoro-Capire i tumori professionali e adottare le misure per eliminarli” (https://www.etui.org/Publications2/Books/Cancer-and-work-understanding-occupational-cancers-and-taking-action-to-eliminate-them). I tumori occupazionali sono la principale causa di morte per i lavoratori nelle società industrializzate e, ogni anno, più di 100 mila persone vengono uccise da esposizione ad agenti cancerogeni nell’ambiente di lavoro. Secondo recenti stime, la quota di tumori di origine professionale rappresenta l’8% di tutti i nuovi casi di cancro (da 6 a 12% per gli uomini e dal 3 al 7% per le donne).

“Questi tumori sono moralmente inaccettabili, poiché potrebbero facilmente essere evitati attraverso misure di prevenzione adeguate”, afferma Laurent Vogel, ricercatore senior presso l'Etui e curatore del libro. “I tumori sono anche fonte di ingiustizie”, sostiene dal canto suo Tony Musu, cofirmatario dell’opera. “L'esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro – prosegue – è causa di grandi disuguaglianze sociali di salute in Europa, ma anche nel resto del mondo. Gli operai o il personale infermieristico sono molto più esposti a tumori professionali degli ingegneri o dei bancari. Di fatto, la mappatura socio-professionale per i diversi tipi di tumore, mette in evidenza le disuguaglianze sociali”.

Il legame tra il cancro e le condizioni di lavoro è ampiamente riconosciuto e descritto nella letteratura scientifica da più di due secoli. Si è riscontrato che sono diverse centinaia le sostanze cancerogene presenti nei luoghi di lavoro. I livelli di esposizione a tali fattori nocivi sono una fonte importante di disuguaglianze sociali nella salute. In particolare, il rischio per una persona di aver diagnosticato un cancro professionale varia notevolmente a seconda della posizione che occupa nella scala sociale: tanto per esser chiari, per un addetto alla manutenzione o per un operaio edile è più alto di quello dei dirigenti della loro azienda.

Se si confrontano i fondi impiegati nella ricerca e nello studio, rispettivamente, dei fattori genetici e dei fattori professionali che causano il cancro, possiamo vedere che per i primi si spendono notevoli risorse, mentre per i secondi la cifra è ridotta alle briciole, fanno notare i ricercatori. In un articolo pubblicato nel 2018, Aaron Blair e Lin Fritschi sottolineano che nelle principali cinque riviste scientifiche dedicate al cancro, il numero di articoli relativi ai tumori professionali è sceso drasticamente, da circa 80 a 90 per anno dal 1991 al 2003 a circa 30 fino al 2009.

La pubblicazione del libro è il risultato di oltre vent’anni di collaborazione tra i ricercatori Etui di diverse discipline e le reti sindacali. Esso giunge in un momento particolarmente importante, in quanto il processo di revisione dell’acquis europeo nella prevenzione dei tumori legati al lavoro, dopo un lungo periodo di paralisi, è stato fatto rivivere nel maggio nel 2016 con nuove proposte normative per la limitazione del rischio.

L’opera non pretende di essere un’analisi esaustiva di tutti i fattori che vi vengono menzionati, ma esamina piuttosto la situazione attuale, gli esempi pratici di azioni preventive e legislative e il problema della visibilità dei tumori professionali, in particolare nell’ambito dei sistemi d’indennizzo delle malattie professionali. Il suo obiettivo è quello di alimentare il più possibile il dibattito in corso e promuovere la discussione di una strategia ambiziosa per eliminare i tumori legati al lavoro.

Data articolo: Fri, 11 Jan 2019 12:51:00 +0200
Salute e sicurezza
Napoli, grave operaio edile dopo caduta

Un operaio edile è caduto da un'altezza di circa tre metri mentre stava lavorando a Poggiomarino (Napoli), in un cantiere. L'uomo, di 50 anni - riporta l'Ansa - era su una tettoia di una villa di 3 piani in fase di costruzione. Il ferito è stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso dell'ospedale Cardarelli: la prognosi è riservata per la gravità del trauma cranico riportato. L'area è stata posta sotto sequestro.

Data articolo: Mon, 07 Jan 2019 18:22:00 +0200
Salute e sicurezza
Palermo, due operai feriti per caduta da ponteggio

Due operai sono caduti da un ponteggio in via Gaetano Costa a Palermo. Lo riferisce l'Ansa. Secondo la prima ricostruzione, gli addetti stavano lavorando in un capannone che si trova nella strada che costeggia la Palermo-Sciacca, quando è avvenuto l'infortunio. I lavoratori sono stati soccorsi dal personale del 118 e portati in ospedale al policlinico, riportando fratture e lesioni. Sono intervenute, sul posto, le volanti della polizia e gli uomini dell'ispettorato del lavoro per gli accertamenti.

Data articolo: Fri, 04 Jan 2019 19:19:00 +0200
Salute e sicurezza
Agrigento: esplode bombola, muore un lavoratore

Un incidente mortale sul lavoro si è verificato oggi ad Agrigento. Lo riferisce l'Ansa. La vittima è Massimo Aliseo, 28 anni, originario di Canicattì ma residente ad Agrigento, che ha perso la vita a causa dell'esplosione di una bombola di ossigeno. Il lavoratore stava maneggiando una bombola di ossigeno, all'interno del capannone di una ditta nella zona industriale, quando all'improvviso è avvenuta l'esplosione. I carabinieri sono al lavoro per stabilire la dinamica dei fatti.

Data articolo: Wed, 02 Jan 2019 17:38:00 +0200
Salute e sicurezza
2018, annus horribilis per le morti sul lavoro

Il bilancio dei morti sul lavoro in Veneto nel 2018 è terribile. Siamo a quota 69. L'ultimo questa settimana: Marian Bratu, l'operaio colpito dal terribile incidente delle Acciaierie Venete dello scorso maggio, che aveva già fatto una vittima, Sergiu Todita, deceduto a poche settimane dall'evento. Questo autentico dramma colpisce tutte le province venete, anche se con gradazioni diverse: 18 incidenti mortali a Verona, 15 a Treviso, 11 a Venezia, 8 a Vicenza, 6 a Belluno, 5 a Padova, 3 a Rovigo.

Cgil, Cisl e Uil, di fronte ai numeri in continua crescita, si erano mobilitate già la scorsa primavera: nei luoghi di lavoro, nel dibattito pubblico, a livello istituzionale. A coronamento di questo impegno: prima la grande manifestazione unitaria di Padova lo scorso 26 maggio, poi la firma del 17 luglio, in Regione Veneto, del piano strategico regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Quell'intesa prevedeva, tra le altre cose, l'impegno solenne ad assumere, entro il 2018, 30 nuovi Ispettori Spisal. Una prima misura di un piano pluriennale di rafforzamento degli organici, oggi drammaticamente carenti, di un servizio pubblico decisivo per attuare con efficacia le politiche per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le cose però non sono andate come previsto. "Siamo a 3 giorni dalla fine dell'anno e questo impegno fondamentale del piano strategico non è stato rispettato - denuncia Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto - Con Cisl e Uil abbiamo più volte incalzato il presidente Zaia sul punto. Al nostro ultimo sollecito, il presidente ha assicurato un imminente incontro con l'Assessore Manuela Lanzarin. Coglieremo ovviamente anche questa occasione – continua Ferrari, per la quale tuttavia non è ancora stata stabilita una data, per ribadire le nostre richieste. Ma non intendiamo accettare ulteriori rinvii".

Secondo Ferrari infatti, superato il 31 dicembre, "saremo di fronte ad una palese violazione dei patti da parte della Regione, nonostante in sede di sottoscrizione fossero già stati individuati i fondi necessari". Dunque, in mancanza di atti formali, con l’inizio del nuovo anno, Cgil, Cisl e Uil riapriranno la vertenza e rilanceranno la mobilitazione".

"Non accetteremo che il 2019 sia un altro annus horribilis per i morti sul lavoro in Veneto - conclude il segretario Cgil - La salute e la sicurezza sul lavoro rappresentano una questione di civiltà, e una condizione essenziale per costruire un modello di sviluppo veramente moderno, innovativo e inclusivo per il Veneto come per l’intero paese”.

Data articolo: Fri, 28 Dec 2018 16:18:00 +0200
Salute e sicurezza
Lucera (Fg), muore camionista in stabilimento compostaggio

La segreteria provinciale della Fp Cgil di Foggia esprime in una nota "profondo cordoglio per la morte di Visto Cristallo, il lavoratori di 51 anni vittima di un incidente sul lavoro a Lucera". “Quanto accaduto alla Maia Rigenera, lo stabilimento di compostaggio della Bio Ecoagrim, deve farci riflettere sulle procedure di sicurezza da mettere in atto in qualsiasi attività produttiva – afferma Mario Lavecchia, segretario generale della Fp Cgil di Capitanata -. Toccherà a chi di dovere indagare sulle cause ed eventuali responsabilità dell’incidente, ma siamo di fronte a un continuo stillicidio di infortuni che deve trovare una risposta nell’attività di prevenzione, di informazione e attivazioni di tutti i sistemi di messa in sicurezza”.

Nel caso specifico il lavoratore, un camionista di Altamura che stava conferendo rifiuti per conto dell’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana nel centro della Murgia, è stato travolto da una pala meccanica il cui conducente, dipendente della Maia Rigenera, era alle prese con lo spostamento del materiale scaricato. “Speriamo si faccia chiarezza su ogni profilo della vicenda, soprattutto a tutela di chi opera e lavora, cui deve essere garantito che la propria occupazione deve essere fonte di sostentamento e non ragione di messa in pericolo quotidiana della propria vita” conclude Lavecchia.

Data articolo: Wed, 19 Dec 2018 11:45:00 +0200
Salute e sicurezza
Parma, grave infortunio sul lavoro nella Area Prefabbricati srl

Nei giorni scorsi si è verificato un tragico incidente sul lavoro all’interno dello stabilimento di Area Prefabbricati srl a Monticelli Terme (Parma). Durante l’operazione di movimentazione con una gru a cavalletto, per cause ancora da accertare, un lavoratore è rimasto schiacciato subendo gravi lesioni agli arti inferiori; prontamente soccorso dai colleghi, è stato poi trasportato dai mezzi di soccorso all’Ospedale Maggiore di Parma nel reparto di ortopedia.

La Fillea Cgil di Parma esprime "piena solidarietà" al lavoratore e chiede "il massimo impegno alle dirigenze aziendali e agli organismi preposti alla verifica dell’accaduto, affinché emergano le responsabilità dell’ennesimo grave infortunio avvenuto in questo stabilimento".

Il sindacato di categoria della Cgil segnala inoltre come questi infortuni "avvengano più facilmente all’interno di processi di frammentazione del ciclo produttivo che portano all’appalto di intere attività in cui purtroppo l’abbattimento del costo del lavoro passa da una minor formazione e informazione dei lavoratori che operano in appalto".

Oggi pomeriggio, 19 dicembre, vi sarà la prima ora di sciopero alla fine del turno in tutte e tre le aziende operanti all’interno dello stabilimento: Area Prefabbricati Srl, Prefab Project Srl, Siciltravi Srl. "Risulta disperante constatare che il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non è considerato prioritario in questo Paese - conclude la Fillea Cgil - visto anche l’incremento del numero degli infortuni che si stanno registrando. Nonostante i ripetuti moniti reiterati quotidianamente nei luoghi di lavoro il sindacato rimane purtroppo ad oggi inascoltato".

Data articolo: Wed, 19 Dec 2018 11:22:00 +0200
Salute e sicurezza
Fiom, no a taglio fondi a sicurezza del lavoro

"In uno degli emendamenti alla manovra che il governo sta presentando al Senato, sotto la spinta delle associazioni delle imprese, viene prevista la riduzione dei premi assicurativi che le imprese pagano all’Inail. Un emendamento così fatto, oltre a essere un sostegno sbagliato alle imprese, diventa vergognoso poiché prevede che 110 dei 410 milioni di risparmi previsti per le aziende nel 2019 verrebbero individuati sottraendoli agli impegni dell'Inail per la formazione in materia di sicurezza e di tutela della salute, soprattutto per le piccole imprese". A dirlo è Maurizio Marcelli, responsabile della Fiom Cgil nazionale per Salute e sicurezza. "Una vergogna ancora più grande - conclude l'esponente sindacale - perché avviene mentre la condizione lavorativa peggiora e aumentano gli infortuni e le malattie connesse al lavoro. Chiediamo al governo, al ministro del Lavoro, di cancellare questo emendamento e al Parlamento comunque di non approvarlo. Se l’emendamento verrà mantenuto sarà una ragione ancora più forte per la realizzazione di una grande mobilitazione".

Data articolo: Wed, 19 Dec 2018 10:46:00 +0200
Salute e sicurezza
Flixbus: Filt, settore merita più attenzione

“E’ un settore che ha bisogno di ricevere maggiore attenzione”. A dirlo è la Filt Cgil, a seguito dell’incidente di domenica 16 dicembre che ha coinvolto un bus Flixbus, rinnovando “il cordoglio per quanto accaduto” e chiedendo che “si faccia rapidamente luce sulle cause”. Il sindacato dei trasporti sottolinea che “il settore dei bus a lunga percorrenza è un segmento che, negli ultimi anni in Italia, dopo la liberalizzazione, rappresenta circa il 12 per cento degli spostamenti con mezzi collettivi, con un giro di affari di 250 milioni di euro”. La sicurezza, afferma la Filt, deve essere "prioritaria e garantita su tutti i mezzi, a prescindere dal tipo di offerta economica. Non si deve dimenticare mai che, dietro un volante, ci sono uomini costretti a lavorare con ritmi di lavoro spesso eccessivamente stressanti e faticosi, soprattutto in determinate condizioni atmosferiche. Ritmi di lavoro che in Europa stanno pensando di peggiorare ulteriormente”.

Data articolo: Mon, 17 Dec 2018 18:09:00 +0200
Salute e sicurezza
Genova, un libro sulla strage silenziosa dell'amianto

Mercoledì 19 dicembre alle ore 15 presso l’Auditorium Teatro Carlo Felice Passo Eugenio Montale 4 di Genova si terrà la presentazione del volume La strage silenziosa. Genova e i morti d’amianto, storia di una battaglia operaia di Marco Grasso e Marcello Zinola per Rubbettino editore, pubblicato dalla Camera del lavoro di Genova.

Il libro racconta la storia di una lunga battaglia operaia per ristabilire giustizia su un’amara realtà: la strage silenziosa dell'amianto a Genova. A partire dal 1994, in Liguria si sono ammalate di mesotelioma oltre 3.200 persone (più della metà nel capoluogo), ogni anno si aggiungono 130 nuovi malati e i decessi provocati dall’asbesto sono quasi 3.000. Nonostante questo, ad essere processati a Genova sono stati gli operai e non i veri responsabili.

Tutto inizia nel 2008 quando un ex dipendente di un piccolo patronato autonomo denuncia un sistema di mazzette nel riconoscimento dei benefici previdenziali legati all’esposizione all’amianto. Da qui parte un'inchiesta che durerà dieci anni con 1.400 avvisi di garanzia agli ex dipendenti delle principali fabbriche genovesi tra cui Ilva e Ansaldo Energia, la revoca di centinaia di pensioni e di migliaia di certificazioni di esposizione. Dall’inchiesta non emergerà nessuna “grande truffa”, ma per invertire questo assunto e per ristabilire i diritti dei lavoratori ci vorranno anni di manifestazioni e un esposto presentato in Procura.

Nel libro si affronta la vicenda dell’inchiesta attraverso i documenti processuali e quella dei malati e delle loro famiglie attraverso le dirette testimonianze degli interessati. Ne parleranno i protagonisti delle lotte Livio Verdi, ex dipendente Ansaldo, e Alessandro Rela, ex dipendente Ilva, Antonio Perziano e Ivano Bosco, Sindacato pensionati e Camera del lavoro, gli autori Marco Grasso e Marcello Zinola, il segretario nazionale Spi, Ivan Pedretti.

Data articolo: Fri, 14 Dec 2018 11:39:00 +0200
Salute e sicurezza
Bergamo, ancora un morto sul lavoro

È morto agli Spedali Civili di Brescia Diaw Keba, lavoratore di 58 anni, nato in Senegal e residente a Treviolo. Dipendente della ditta “esterna” Metalmec srl con sede a Cassano d'Adda, operava con un contratto di appalto alla Dea Montaggi di Castelli Calepio. Era stato vittima di infortunio il 28 novembre.

“Diaw Keba – si legge in una nota dei sindacati bergamaschi – stava eseguendo lavori di saldatura di un traliccio di acciaio del peso di circa 35 quintali e lungo circa 4 metri. Ha autonomamente eseguito anche la sua movimentazione con carroponte, quando è rimasto schiacciato tra il traliccio e altri manufatti dell'officina”. Con la scomparsa di Diaw Keba salgono a 21 gli infortuni mortali avvenuti al lavoro dall’inizio dell’anno in provincia di Bergamo (o oltre i confini provinciali, ma alle dipendenze di aziende bergamasche).

“Il mondo del lavoro sembra sempre più simile a un fronte di guerra che a un ambiente sicuro e adeguato a chi lavora” commentano Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Saverio Capuzziello di Cgil, Cisl e Uil Bergamo. “Si sconta l’assenza di un numero sufficiente d’ispettori che dovrebbero controllare in maniera efficace i cantieri e i diversi luoghi di lavoro a rischio. I controlli sono sporadici e non adeguati. Cgil, Cisl e Uil proseguono nel chiedere risorse aggiuntive, personale e piani programmati di intervento anche nei settori meno controllati, come quello degli appalti. Occorre anche un impegno comune sulla formazione continua e adeguata ai cicli produttivi, non solo per il personale preposto”.

“Ripetiamo che serve una cultura della sicurezza che vada anche oltre la repressione e che abbracci sia la formazione che l’informazione” proseguono i sindacalisti. “Su questi temi il governo dovrebbe coinvolgere le parti sociali. Invece assistiamo quotidianamente a una strage senza fine nell’indifferenza dei più. La sicurezza sul lavoro non è un optional e non deve essere considerata solo come un costo per le imprese. La sicurezza è garanzia della vita delle persone e del futuro delle aziende. Non ci stancheremo mai di pretendere che il lavoro sia sicuro, che vengano rispettate tutte le prescrizioni, spesso ignorate o aggirate. In molti casi i lavoratori sono costretti ad accettare situazioni poco sicure per garantirsi un reddito. La sicurezza sul lavoro non fa ancora parte del Dna di tutte le imprese”.

Data articolo: Fri, 14 Dec 2018 08:56:00 +0200

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