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News scioperi e vertenze da rassegna.it (CGIL)

#scioperi #lavoro #vertenze #CGIL

Scioperi e vertenze
Autostrade: nuovo sciopero di 4 ore domenica 25 e lunedì 26 agosto

“Nuovo sciopero di 4 ore nelle autostrade i prossimi 25 e 26 agosto”. A proclamare la protesta sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica “a seguito della rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di settore e della necessità di proseguire la mobilitazione del personale dopo il primo sciopero effettuato gli scorsi 4 e 5 agosto”.

“Dalle 10 alle 14, dalle 18 alle 22 di domenica 25 agosto e dalle 22 di domenica 25 alle 2 di lunedì 26 si fermeranno gli addetti all’esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero. Stop al personale impiegato con turni sfalsati e spezzati nelle ultime 4 ore della prestazione mentre il personale tecnico e amministrativo si fermerà le prime 4 ore del proprio turno di lunedì 26 agosto. Dallo sciopero resta escluso tutto il personale sottoposto alla legge sullo sciopero ed alla regolamentazione provvisoria del settore”.

“Si diffidano le aziende - informano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica dall’intraprendere, come registrato in alcuni casi in occasione della precedente protesta, azioni lesive del diritto di sciopero, sia del diritto alla mobilità degli utenti”.

Data articolo: Mon, 12 Aug 2019 10:58:00 +0200
Scioperi e vertenze
Vertenza Bellentani, Cgil: necessario un accordo quadro per tutto il territorio

Il presidio dei lavoratori in sciopero occupati nel sito della “G. Bellentani 1821” di Vignola (MO) in corso dal pomeriggio di lunedì 5 agosto si è spostato la mattina del 9 agosto davanti all’Ispettorato del Lavoro di Modena per chiedere la verifica di episodi di sostituzione di lavoratori sciopero e di etero-direzione dell’appalto segnalati dalla Flai Cgil nei giorni scorsi.

Secondo la normativa vigente le attività appaltate devono avere il requisito dell’autonomia organizzativa e gestionale, ma spesso le aziende committenti considerano tali attività sotto il loro pieno controllo tanto da dislocare il personale secondo le proprie opportunità permettendo lavorazioni in commistione tra lavoratori dipendenti e lavoratori in appalto. "Questa pratica - spiega la Flai Modena - , se venisse accertata, non solo costituirebbe un comportamento antisindacale perché vengono sostituiti lavoratori in sciopero, ma sarebbe anche una prova che l’appalto è irregolare. Secondo le notizie ricevute in mattinata dall’Ispettorato del Lavoro di Modena le verifiche sono già in corso, nonostante il personale sotto organico e le difficoltà organizzative del periodo feriale".

Nonostante i cinque giorni di sciopero il nodo dei problemi avanzati dai lavoratori del sito Bellentani rimangono ancora senza risposta, "in quanto la direzione aziendale ha più volte ribadito l’intenzione di procedere comunque verso l’ottavo cambio appalto in pochi anni, portando all’esasperazione i lavoratori coinvolti con il recupero degli arretrati e il TFR", prosegue la Flai.

Il recentissimo cambio appalto per le attività di pulimento realizzato lunedì 5 agosto e che ha scatenato l’attuale vertenza, da “Europa System” a “Mpm”, secondo la Flai "è stato effettuato con una forzatura aziendale imponendo alle lavoratrici una retribuzione dal 30% al 40% inferiore rispetto alla precedente. Il prossimo cambio appalto per le attività di produzione e confezionamento, in programma intorno agli inizi di ottobre e che riguarda un numero maggiore di lavoratori (circa 170), da Fidelium a una nuova società appaltatrice ancora da identificare, è quello che spaventa di più perché l’attuale Fidelium ha un prezzo dell’appalto compatibile con il rispetto delle retribuzioni previste dal Contratto Nazionale dell’Industria Alimentare ed è noto che l’azienda committente sta cercando un appalto a prezzi inferiori", sottolinea il sindacato.

“Auspichiamo che l’incontro previsto per lunedì 12 agosto presso la Prefettura di Modena porti delle risposte concrete ai lavoratori – dichiara Cesare Pizzola della segreteria della Cgil di Modena –. Ormai le numerose vertenze sindacali nelle realtà industriali che scelgono di appaltare le attività produttive dimostrano che questo modello porta inevitabilmente a forme di sfruttamento del lavoro. E’ necessario un accordo quadro territoriale per evitare di intervenire solo sulle emergenze. L’uso degli appalti andrebbe limitato a partire dal rispetto rigoroso delle norme già contenute in molti Contratti Nazionali di Lavoro. In questo senso è positiva l’apertura del tavolo istituzionale provinciale del settore carni annunciata dal presidente della provincia Tomei”. “Sono necessarie delle regole di salvaguardia minima per i lavoratori – continua Pizzola –. Sul tema degli appalti non bastano più le parole, sono necessari i fatti. Le pratiche irregolari e perfino illegali favoriscono infatti un sistema che mette a rischio le eccellenze dei nostri comprensori, da quello alimentare a quello meccanico o ceramico.”

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 19:14:00 +0200
Scioperi e vertenze
Palermo, Fiom e Flai chiedono incontro al sindaco di Carini su Zes

La Fiom e la Flai di Palermo hanno chiesto un incontro al sindaco di Carini, Giovì Monteleone, per discutere delle azioni concrete da mettere presto in campo per il recente inserimento dell'area industriale nelle Zes, da parte della Regione siciliana, provvedimento in attesa del decreto da parte del governo nazionale.

“Da mesi abbiamo avviato un'interlocuzione con il sindaco Monteleone sulle soluzioni per il rilancio dell’area industriale, al centro in questi anni di una progressiva desertificazione che ha coinvolto tantissime aziende metalmeccaniche. Una prima risposta è stata l’inserimento di Carini nelle Zes della Sicilia occidentale – dichiara Angela Biondi, segretario generale della Fiom di Palermo –. Ovviamente le Zes non riguardano solo i metalmeccanici ma tutti gli insediamenti produttivi”.

Anche il settore dell’agroindustria ha subìto la crisi di questi anni con la chiusura di diverse aziende che hanno rappresentato la storia dell’agroindustria nel territorio, come la Dolci Carollo. “È una opportunità di rilancio anche per il settore dell’agroalimentare e per i tanti lavoratori che hanno visto chiudere le aziende senza alcuno strumento per mantenere l’occupazione e garantire livelli dignitosi di vita per i lavoratori”,  osserva Dario Fazzese, segretario generale della Flai di Palermo. 

“La fiscalità di sviluppo è sicuramente una condizione importante per attrarre nuovi investimenti – continuano i segretari Biondi e Fazzese –. È inoltre necessario immaginare un piano di riorganizzazione delle stesse aree e dei servizi per far sì che il territorio sia pronto ad accogliere nuovi investitori”.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 19:00:00 +0200
Scioperi e vertenze
Grancasa: Filcams Milano, stipendi a metà e in ritardo

“Ancora una volta i lavoratori di Grancasa ricevono una comunicazione dall’azienda in cui vengono avvisati che lo stipendio di luglio verrà retribuito al 14 agosto al 50% come se questa fosse la cosa più normale di questo mondo”. Ne dà notizia la Filcams Cgil di Milano.

“Non è la prima volta – osserva il sindacato – che le retribuzioni vengono pagate in ritardo. Dopo aver licenziato oltre cento lavoratori, dichiarandoli in esubero, anche a chi è rimasto l’azienda comunica dalla sede che probabilmente verranno pagati al 50%. Riteniamo la misura più che colma, con imprenditori che fanno cassa con gli stipendi dei lavoratori”.

“Visto il mancato riconoscimento del pagamento degli stipendi – conclude il sindacato – invitiamo tutti i lavoratori a godere della giornata festiva del 15 e 16 agosto rimanendo in famiglia. La Filcams, ritenuto grave tale atteggiamento, valuterà iniziative di sciopero sul territorio prevedendo la mobilitazione affinché i lavoratori ricevano gli stipendi nei tempi correttamente dovuti”.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 17:16:00 +0200
Scioperi e vertenze
Metalmeccanici Firenze, l'autunno si preannuncia caldo

La segreteria della Fiom Cgil Firenze fa il punto sullo stato di salute dell'industria e dei lavoratori nel territorio. Sono 923 le aziende in cui sono presenti lavoratori iscritti alla Fiom Cgil; e sono 421 i delegati sindacali della Fiom Cgil di Firenze eletti nelle Rsu di 148 aziende metalmeccaniche della provincia negli ultimi tre anni. Nell'industria, dai dati sulla certificazione della rappresentanza depositati all'Ispettorato Territoriale del Lavoro al 31 dicembre 2018, la Fiom fiorentina elegge oltre l'80% dei delegati totali. Per la segreteria della Fiom Cgil di Firenze, circa il settore dell'industria metalmeccanica, “è significativo il dato che in una decina di aziende dove storicamente non c'era alcuna rappresentanza sindacale i lavoratori hanno deciso di eleggerla scegliendo la Fiom, segno che quando le condizioni di lavoro non migliorano i lavoratori si organizzano col sindacato per cambiarle”. Si tratta di 421 delegati che vigilano sul rispetto del contratto nazionale e provano a contrattare condizioni migliorative in un settore, quello dell'industria metalmeccanica, che in questi primi mesi del 2019 ha dimostrato una sostanziale tenuta con alcune differenze tra i vari comparti. Da gennaio ad oggi i funzionari della Fiom hanno tenuto oltre 700 ore di assemblea coinvolgendo gli addetti delle piccole ditte artigiane fino a quelli del Nuovo Pignone e firmato più di 80 accordi sindacali; 25 di questi relativi all'attivazione di ammortizzatori sociali o mobilità e i restanti per la gestione degli orari di lavoro, permessi e accordi integrativi.

Lo stato di salute nei vari settori
L'ingresso di multinazionali e grandi industrie (che nel tempo hanno acquisito società del territorio) ha permesso di mettere in sicurezza un corposo tessuto produttivo di qualità. E’ il caso della Neri di Barberino di Mugello passata a Marchesini Group, della Atop di Barberino Tavarnelle passata al gruppo Ima (già presente con lo stabilimento di Calenzano che nell'ultimo anno ha visto una significativa crescita degli addetti), di Laika acquisita prima dal gruppo tedesco Hymer e oggi agli americani di Thor Industries, della Emmeci di Fucecchio entrata in Coesia, della Figli di Enio Pescini acquisita da Valentino che oggi si chiama Valentino Metal Lab e di molte altre imprese che grazie al saper fare degli addetti danno prestigio a chi li ha acquisiti. Regge bene dal Chianti al Mugello la meccanica generale, la produzione di impianti per l'industria di vino e olio mantiene i livelli degli anni precedenti. A segnare una decisa crescita a livello di fatturato e di personale sono le aziende che realizzano accessori moda come la Mami di Sesto Fiorentino, la Giosi 2 di Campi Bisenzio, l'FGF di Scarperia e San Piero, la LCS Stamp di Barberino di Mugello ed altre anche se questa florida espansione è sempre soggetta ai movimenti dei brand committenti che alternano picchi di richiesta a brusche frenate mettendo a rischio la tenuta dei piccoli artigiani e di tutto il distretto. Il settore informatico registra fatturati in crescita ma le aziende non intendono redistribuire in maniera consistente e collettiva questa ricchezza con i lavoratori (concedendo premi individuali a scapito di quelli collettivi, di importi spesso modesti). Per di più le aziende tendono inoltre a responsabilizzare eccessivamente i lavoratori, che rimanendo connessi anche al di fuori dell'ufficio, allungano di fatto l'orario di lavoro senza un corrispettivo aumento della retribuzione, rendendo gli informatici operai ottocenteschi del nuovo millennio. Settori strategici come la telefonia e fibra, in cui operano Sirti e Sittel, risentono di un'instabilità legata all'incapacità della politica di tracciare le linee di sviluppo industriale per il nostro Paese. Sono sempre più necessari un rilancio delle tecnologie e una formazione professionale estesa, anche in vista dell'arrivo del 5G che modificherà gli attuali strumenti di lavoro.

Il decreto dignità
La Fiom nota "un effetto negativo del decreto dignità che ha aperto la strada ad un utilizzo massivo da parte delle aziende dello staff leasing e alla non riconferma di somministrati".

Sicurezza sul lavoro
"Vista la tendenza di molte imprese a non predisporre misure adeguate per prevenire incidenti sul lavoro pur di risparmiare - prosegue la nota dei metalmeccanici -, ci preme ricordare la firma di alcuni accordi per i bandi Isi Inail, ovvero finanziamenti a fondo perduto promossi dall’Inail al fine di incentivare investimenti per le imprese in interventi votati al miglioramento della sicurezza sul lavoro, che nel nostro caso hanno reso possibili bonifiche da amianto di capannoni e l'acquisto di torni a controllo numerico che rendono più sicuro il processo produttivo".

Autunno caldo
Settembre sarà un mese decisivo per la vertenza Bekaert: "se cade il governo Conte - osserva la Fiom Firenze - non cambia niente, perché il governo è stato inesistente durante tutta la vertenza dal punto di vista industriale, anche se è stato lodevole il reinserimento della Cigs, col decreto proposto dai sindacati recepito dall’esecutivo. Ora l’auspicio è che quel tavolo, indipendentemente da chi sarà al Governo, sia ancora in piedi. Ci aspettiamo - prosegue la Fiom - una nuova convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere in maniera approfondita di quelle che finora erano solo manifestazioni di interesse e che speriamo a settembre siano piani industriali elaborati per il rilancio di un'attività che possa farsi carico di tutti i lavoratori ancora in cassa integrazione, obiettivo che al momento si è prefissato solo il Comitato promotore della Cooperativa costituita da un gruppo di lavoratori Bekaert".

Il 16 settembre chiuderà il bando aperto per cercare soggetti interessati all'acquisto di Inso, la società di progettazione e costruzione di infrastrutture, ex controllata da Condotte d'Acqua. Il sindacato si augura "che quanto prima sia venduta a una realtà che presenti un piano industriale serio e di prospettiva".

Nelle due più grandi aziende fiorentine, Nuovo Pignone BHGE e Leonardo (ex Finemccanica), settembre sarà anche il mese del confronto sul contratto integrativo. Per Leonardo è già iniziato con la definizione del capitolo inerente le relazioni industriali mentre per il Nuovo Pignone si avvierà la trattativa con la direzione aziendale.
Infine settembre sarà anche il mese che ci vedrà impegnati a portare nei luoghi di lavoro la proposta per il rinnovo del contratto nazionale dell'industria, siglata insieme a Fim e Uilm. La piattaforma, se condivisa dai lavoratori metalmeccanici chiamati ad esprimersi con il voto certificato dopo lo svolgimento delle assemblee in ogni luogo di lavoro, sarà la base del confronto con Federmeccanica.

Costituzione e solidarietà
Prosegue la Fiom Firenze: "Al fianco del nostro impegno sindacale continueremo a portare avanti quello civico che ci tiene sempre in prima linea nel promuovere i valori della Costituzione, della democrazia e della solidarietà dentro e fuori i luoghi di lavoro. Lo faremo ancora con maggiore forza per contrastare il clima di crescente odio e intolleranza che quotidianamente si manifesta contro le fasce più deboli della popolazione, donne e migranti".

La richiesta a Confindustria
"Noi, come Fiom, Confindustria non la incrociamo quasi più in nessun tavolo di trattativa, dalle crisi ai rinnovi contrattuali. Ci piacerebbe avere Confindustria a fianco, che ci aiutasse a trovare delle soluzioni per la salvaguardia di posti di lavoro. Nel mese di settembre come segreteria della Fiom chiederemo ufficialmente un incontro con i vertici di Confindustria Firenze su come affrontare le crisi nei settori che rappresentiamo", conclude la nota.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 15:30:00 +0200
Scioperi e vertenze
Mcp di Civitavecchia, in arrivo 21 licenziamenti

La Mcp di Civitavecchia ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 21 operai tra coibentatori, manutentori, verniciatori, edili e ponteggiatori, su un organico totale di 71 dipendenti di cui 60 operai e 11 impiegati. "Ribadiamo ancora una volta che il futuro delle imprese passa attraverso i dovuti investimenti e non dalla riduzione del costo del lavoro, né dai licenziamenti", afferma in una nota la Fiom Cgil di Civitavecchia, Roma nord e Viterbo. 

"Tra l’altro - prosegue il sindacato - con le attuali difficoltà per i lavoratori degli appalti metalmeccanici in Centrale Enel Torrevaldaliga nord e nel momento in cui tutti dovremmo impegnarci a mettere le basi di un progetto alternativo per tutelare i posti di lavoro, da parte delle imprese ci aspetteremmo un ruolo attivo e positivo, che aiuti la costruzione di quel progetto anziché scaricare tutto il peso della crisi su chi lavora".

"Alla Mcp chiediamo il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un confronto per trovare soluzioni condivise a tutela dei posti di lavoro", conclude la Fiom. 

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 11:03:00 +0200
Scioperi e vertenze
Agrigento, protesta degli operatori ecologici

Gli operatori ecologici in servizio nelle imprese impegnate nella raccolta dei rifiuti nel territorio agrigentino si raduneranno oggi, venerdì 9 agosto, durante la mattinata, davanti alla Prefettura di Agrigento, per rivendicare il pagamento degli stipendi. 

“Vogliamo richiamare l’attenzione delle Istituzioni su questa delicata questione - affermano i dirigenti sindacali agrigentini di Cgil, Cisl e Uil - Chiederemo al Prefetto, alla cui sensibilità ci affidiamo, di convocare sindaci e imprese al fine di capire le reali ragioni che determinano il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Il rimbalzo delle responsabilità è un esercizio che non gradiamo, anche perché non giova a nessuno”.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 10:36:00 +0200
Scioperi e vertenze
Rider, la Filt Cgil boccia il decreto

“È negativo il nostro giudizio sulle norme per i rider contenute nel decreto misure urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Michele De Rose, spiegando che “le misure introdotte attraverso l’intervento legislativo sono deludenti ed insufficienti, mancando del coraggio necessario per imporre una svolta al lavoro dei ciclofattorini”. 

“Nel decreto – spiega il dirigente sindacale della Filt Cgil – non ci sono infatti i necessari riferimenti al divieto di cottimo, al diritto alla disconnessione e non sono presenti le tutele sindacali, il riposo, un orario minimo garantito e un compenso dignitoso. Anche alla luce di queste lacune per noi l’unico modo per assicurare tutele e riconoscere diritti ai rider rimane il contratto nazionale della logistica”. 

“La strada – spiega De Rose – recentemente è stata tracciata dal primo accordo territoriale di secondo livello, sottoscritto lo scorso maggio a Firenze, che disciplina, di concerto con le piattaforme, il lavoro dei rider. Una richiesta di riconoscimento di diritti e tutele che – afferma infine il dirigente sindacale • abbiamo registrato in tutte le città, da nord a sud, che abbiamo attraversato con gli appuntamenti della campagna ‘No easy riders’, promossa dalla Cgil”.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 18:22:00 +0200
Scioperi e vertenze
Milano, sindacati: lavorare a Ferragosto non può essere un obbligo

“Anche quest’anno migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio non potranno passare la festività di Ferragosto con i propri cari, perché moltissime attività commerciali resteranno aperte. Il decreto salva Italia del governo Monti – che ha previsto la liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali –non ha portato né a un aumento dell’occupazione, né ha rilanciato i consumi, ma ha solamente peggiorato le condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e lavoratori del settore”. Lo affermano una nota i sindacati del commercio Filcams, Fisascat e Uiltucs di Milano.

“Da tempo – sottolineano le tre sigle – continuiamo a batterci per una seria regolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali e a rivendicare il diritto delle lavoratrici e lavoratori del commercio di poter condividere e trascorrere con i propri cari e le proprie famiglie alcune giornate dell’anno. Regolamentazione peraltro promessa da tempo e a gran voce dal governo, ma che invece non è ancora avvenuta”. 

L’invito ai lavoratori è quello di “godere della festività del 15 agosto ribadendo ancora una volta che né la legge, né il contratto collettivo nazionale di lavoro prevedono l’obbligo della prestazione lavorativa in occasione delle giornate festive. Inoltre, in considerazione del fatto che alcune imprese, soprattutto della grande distribuzione, hanno fatto sottoscrivere ai dipendenti nelle lettere di assunzione, in modo del tutto illegittimo, l’obbligo del lavoro festivo, invitiamo questi ultimi, in caso di pressioni o forzature da parte dell’azienda a rivolgersi nelle nostre sedi”, concludono i sindacati.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 17:49:00 +0200
Scioperi e vertenze
Giornale di Sicilia: Guida (Slc Cgil), 160 anni di storia non si cancellano così

“A partire dal 2 settembre, quando si terrà la procedura di esame congiunto per decidere sulla cassa integrazione a zero ore per i 31 lavoratori del Giornale di Sicilia di Palermo, azienda, istituzioni locali, Fieg, di concerto con i sindacati che sono già al lavoro per scongiurare licenziamenti, dovranno trovare la soluzione migliore per mantenere l'occupazione all'interno di una testata con 160 anni di storia ed un radicamento importante nella città di Palermo”. Così dichiara Giulia Guida, segretaria nazionale Slc Cgil, sostenendo l'impegno di Slc Cgil Sicilia che ha chiesto ed ottenuto l'incontro di settembre. "Non è possibile – conclude la sindacalista – cancellare con un colpo di spugna il lavoro e la professionalità di questi lavoratori e svuotare di questo valore aggiunto la stessa sede palermitana, riducendola, così come inizialmente paventato dalla proprietà a mero centro di distribuzione”.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 17:43:00 +0200
Scioperi e vertenze
Abruzzo, il 13 settembre è sciopero del trasporto pubblico locale

Sciopero di 4 ore in Abruzzo il prossimo 13 settembre, dalle ore 17.30 alle 21.30, per il trasporto pubblico locale: si fermeranno tutte le aziende pubbliche e private operanti nella regione – a esclusione de La Panoramica di Chieti perché già interessata da uno sciopero il 6 settembre – nel rispetto delle modalità previste dalla legge. La protesta è stata proclamata da Filt Cgil, Ugl autoferrotranvieri e Orsa Trasporti.

Sono numerosi i motivi alla base dello stop, a partire dall’assenza di un piano regionale integrato per il settore: “La netta impressione – spiegano i sindacati – è che si andrà avanti ancora per molto tempo in un contesto di incertezza e di mancanza di regole”. Inoltre, "pesa l’assenza di un bando di gara per le cinquanta aziende private, mentre la Regione, in continuità con il passato, opta per i subaffidamenti". Da segnalare anche "la continua emorragia di risorse destinati ai trasporti; le promesse non mantenute sul biglietto unico; l’assenza di investimenti sulla sicurezza e la mancata attenzione nei confronti dei pendolari".

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 17:35:00 +0200
Scioperi e vertenze
Toscana, Arpat al collasso nell’indifferenza delle istituzioni 

“L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Toscana è in gravi difficoltà a causa della carenza di personale, con una costante e inesorabile riduzione di risorse in atto ormai da anni che ne limita fortemente la capacità di intervento”. Lo affermano in una nota congiunta Fp Cgil, Cisl Fp e Anaao Assomed locali insieme ai rappresentanti della dirigenza di Arpat. “Questi elementi – prosegue la nota – sembrano non interessare alle istituzioni regionali, nonostante la situazione sia già stata segnalata più volte all'assessore Fratoni e, più recentemente, al presidente della quarta commissione del Consiglio regionale, che hanno ignorato anche le richieste di incontro. Il quadro è particolarmente critico per tutte le attività di controllo del territorio, di monitoraggio, di supporto tecnico (pareri) e di gestione delle emergenze ambientali, ma forti difficoltà interessano anche i laboratori, i settori amministrativi e le strutture specialistiche”.

I sindacati denunciano il fatto che ormai non è più possibile proseguire nel corretto svolgimento di alcune delle attività istituzionali dell'agenzia, “impossibilitata – proseguono – a fornire adeguati servizi ai cittadini: meno controlli sulle fonti di inquinamento, minore repressione dei reati ambientali, minore approfondimento tecnico per il rilascio delle autorizzazioni ambientali alle aziende e, in definitiva, minore tutela dell’ambiente”. E come se non bastasse, “le ulteriori cessazioni di personale (dirigente e non), derivanti da quota 100 aggraveranno ulteriormente la situazione che sicuramente non trarrà significativi benefici neanche in caso di completa attuazione del piano assunzioni recentemente approvato, del tutto inadeguato e insufficiente per assicurare lo svolgimento delle attività in un assetto organizzativo tarato su una dotazione organica di ben altre dimensioni”.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 15:46:00 +0200
Scioperi e vertenze
La Cgil richiama Arcelor Mittal e governo alla responsabilità

“Leggiamo con preoccupazione gli sviluppi della vicenda legata allo stabilimento ex Ilva di Taranto, oggi Arcelor Mittal, e assistiamo a un susseguirsi continuo di provocazioni e stilettate tra governo e impresa”. Così il segretario confederale della Cgil nazionale. Emilio Miceli, che aggiunge: “L’unico soggetto responsabile, ad oggi, è il sindacato confederale. Infatti, c’è un governo che non punta su Taranto e un’impresa che comincia ad accarezzare l’idea di una strategia d’uscita. La modifica della legge, la cig a freddo per 1.400 lavoratori, una crisi d’area complessa in cui non si vede nemmeno l’ombra degli investimenti promessi e sbandierati. Insomma, né l’ex Ilva né Taranto hanno visto quell’impegno straordinario che il Paese si aspettava. Solo parole”.

“Nei giorni scorsi - ricorda Miceli - è morto nello stabilimento un lavoratore perché una gru ha ceduto al vento e un altoforno è stato sequestrato. Piove sul bagnato mentre siamo fermi ai dispetti quando sarebbe necessaria responsabilità: d’impresa e di governo”.

“Taranto - prosegue il segretario della Cgil - sarà la metafora del successo o del fallimento del governo e del ministro Di Maio. Ma sembra, invece, che ciò non sia chiaro a nessuno. Se lo stabilimento muore nessuno investirà in Italia per fare impresa; Taranto si ridurrà all’assistenza e stavolta non basterà un reddito di cittadinanza. Arcelor ha fatto una scommessa ed un fallimento significherebbe un indebolimento del prestigio e della reputazione. Non credo si possa governare un paese pensando al prossimo messaggio da comunicare e nemmeno pensando di abbandonare il campo”.

“Il governo, la Regione Puglia e il Comune di Taranto - conclude Miceli - devono avere chiaro come salvaguardare un imponente luogo di produzione che dà impulso all’industria nazionale. E nessuno si illuda che, spenti i riflettori sulla ex Ilva, rimarrà intatta la volontà di un recupero del contesto urbano. Basterebbe guardare le condizioni di tante città dove si sono dismessi grandi impianti ad alto impatto ambientale. L’impresa faccia fino in fondo il proprio dovere. Noi abbiamo la testa dura e continueremo ad essere responsabili, per Taranto e per l’Italia”.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 14:14:00 +0200
Scioperi e vertenze
La Cgil in piazza per dire «No Pillon e ddl collegati»

Anche la Cgil il 28 settembre sarà in piazza a Roma per dire “No Pillon e ddl collegati”. Lo rende noto Susanna Camusso, responsabile delle politiche di genere del sindacato di Corso Italia. La manifestazione nazionale, indetta da Movimenti Femministi, Associazioni di donne, Centri antiviolenza, Collettivi e Organizzazioni, si terrà a Roma, il prossimo 28 settembre a partire dalle ore 14.30 in piazza della Repubblica.

"Siamo le donne che hanno lottato per il nuovo diritto di famiglia, per il divorzio e la legge 194 - si legge nel comunicato dei Movimenti Femministi, Associazioni di donne, Centri antiviolenza, Collettivi e Organizzazioni -. Siamo le donne che hanno definito lo stupro reato contro la persona e non contro la morale, lottando per cancellare le norme ereditate dal codice fascista Rocco insieme al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, allo ius corrigendi del marito, titolare di ogni potere su moglie e figli".

"Siamo le donne - prosegue il comunicato - che da sempre si battono contro la violenza maschile fuori e dentro la famiglia. Siamo le donne dei Centri antiviolenza femministi. Siamo le donne che hanno lottato per il diritto al lavoro, per il valore e il rispetto del lavoro, per la centralità e il valore sociale della maternità, per i congedi di maternità e paternità, per un welfare solidale e non basato su nonne e nonni. Siamo le donne che si prendono cura delle persone, delle comunità, dei territori. Siamo coloro che tengono davvero al centro il benessere e la serenità di bambine e bambini perché è grazie a noi che bambini e bambine sono diventati soggetti di diritto.

"Siamo le famiglie in tutte le possibili declinazioni. Siamo le donne e gli uomini giovani, che vorrebbero lavorare e non emigrare, che rivendicano il diritto di poter decidere se, dove, come e quando costruirsi una famiglia. Siamo le donne e gli uomini che danno vita giorno per giorno una società accogliente inclusiva aperta e giusta con donne e uomini migranti". E ancora: "Siamo donne e uomini scesi in piazza come e con soggettività transfemministe e lgbtq+ per una società di piena cittadinanza umana. Siamo i padri e gli uomini responsabili e civili che non si riconoscono nella strategia e nella retorica vendicativa della lobby dei padri separati. Siamo coloro che rifiutano la menzogna dell’alienazione parentale, in accordo con tutta la comunità scientifica internazionale e siamo contro chiunque manipoli bambini e bambine per il proprio tornaconto personale o professionale".

Le associazioni promotrici della manifestazione ribadiscono che "non si torna indietro sui diritti e la libertà di scelta. Non si usano bambini e bambine contro i genitori. Nessun testo unificato su separazione, mediazione obbligatoria bigenitorialità, mantenimento diretto", ribadiscono, invitando all'appuntamento del 28 settembre.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 13:38:00 +0200
Scioperi e vertenze
Licenziamenti d’agosto: tutti a casa nell’appalto SkyTg24

“Si è conclusa questa mattina al ministero del Lavoro, con il nostro disaccordo, la procedura per il licenziamento di 46 lavoratori nelle 10 sedi territoriali di Videobank, in gran parte dislocate nel Centro-Sud”. Ne dà notizia la Slc Cgil nazionale in una nota. Videobank è nata nel 1995 ed è cresciuta nel tempo assorbendo un ramo d’azienda di Sky; negli ultimi anni ha continuato a lavorare prevalentemente, anche se non esclusivamente, come appaltatrice proprio per la fornitura dei sevizi tecnici ai collegamenti esterni nelle sedi regionali di Sky Tg24. “A considerare il piano editoriale di Sky Tg24 – osserva il sindacato – non vi è alcuna contrazione dell’attività. Una ragione in più per dire che questo scempio si poteva evitare. Si potevano cioè trovare soluzioni almeno parziali, se Sky avesse richiesto ai fornitori subentranti la clausola di assorbimento. Purtroppo, invece, Sky non l’ha fatto, e non ha neanche formalizzato il tavolo di crisi richiesto dai sindacati come previsto dal contratto nazionale in casi del genere”. 

Secondo quanto riporta la Slc, “Sky ha affermato che si trattava di una semplice modifica organizzativa che avrebbe consentito ai giornalisti volenterosi di essere autosufficienti”, ma per il sindacato “il fabbisogno di servizi tecnici non è venuto meno, bensì sarà suddiviso di fatto tra i nuovi appaltatori che hanno già avviato il reclutamento di lavoratori super sfruttati e sottopagati con partita Iva o subordinati a tempo determinato con un contratto di riferimento improprio e con l’impegno per 10 ore di riprese, oltre alle mansioni accessorie (guida di automezzi e motomezzi, carico e scarico, preparazione) che eleverebbero, in molti casi, l’orario di fatto fino alle 15-16 ore giornaliere”. La Slc ha anche chiesto incontri alle imprese subentranti come la H24, “società costituita in Lussemburgo – sostiene ancora il sindacato – e che risulta in liquidazione secondo gli atti della Camera di Commercio, ma che continua a presentarsi sul mercato con un nuovo layout del sito internet e con gli stessi nomi. Volevano cercare insieme soluzioni dignitose, ma le nostre richieste sono state respinte”. 

“L’epilogo della vertenza Videobank – si legge nel comunicato sindacale – non è che la punta dell’iceberg della precarizzazione del lavoro cui assistiamo in queste settimane con il rinnovo e le proroghe degli appalti televisivi. Avevamo anche chiesto all’inizio di giugno alle emittenti nazionali committenti, a Confindustria Radio Tv e alla Commissione di Viglianza Rai di incontrarci per monitorare insieme i fenomeni in atto e valutare possibili interventi condivisi prima dell’inizio dei nuovi palinsesti di settembre, ma nessuno degli interlocutori è stato disponibile”. Così conclude la Slc Cgil: “Metteremo in atto nelle prossime settimane tutte le iniziative idonee a difendere il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori degli appalti televisivi. Intanto, da subito, la protesta dei lavoratori di Videobank si intensificherà nelle forme che decideremo nelle prossime ore”.

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 19:08:00 +0200
Scioperi e vertenze
Scuola: sindacati a prefetto Milano, stop al precariato 

Il prefetto di Milano Renato Saccone si faccia portavoce presso il governo della difficile situazione di stallo che riguarda l'assunzione di migliaia di precari. A chiederlo sono i sindacati della scuola del capoluogo lombardo in una lettera aperta. "Lo scenario nel quale si sta preparando il prossimo anno scolastico – è scritto nella lettera – è estremamente preoccupante. Si susseguono oggi facili e irresponsabili dichiarazioni della compagine governativa a cui non fa seguito alcuna assunzione di responsabilità per il vero rilancio del ruolo che l'istruzione dovrebbe avere per il futuro del nostro Paese". 

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 18:21:00 +0200
Scioperi e vertenze
Giornale di Sicilia, rimandato al 2 settembre esame cassa integrazione

Rinviato al 2 settembre l'esame congiunto per decidere sulla cassa integrazione per i 31 lavoratori del Giornale di Sicilia. All'incontro di oggi all'ufficio provinciale del lavoro, al quale erano presenti  la società editrice e un rappresentante della Fieg, l'Slc Cgil ha ribadito la necessità di non applicare la cassa integrazione a zero ore dal momento che sono attivi i contratti di solidarietà. 

“L'azienda, dopo un lungo confronto, ha accolto la nostra richiesta e ha rimandato l'espletamento della procedura di esame congiunto per la cig a zero ore al 2 settembre – spiega il segretario generale Slc Cgil Maurizio Rosso –. In questo arco di tempo cercheremo soluzioni diverse dalla cassa integrazione espulsiva, nell'intento di trovare un accordo che possa salvaguardare occupazione e azienda”. 

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 18:19:00 +0200
Scioperi e vertenze
I diritti non vanno in vacanza. La Cgil e l'onda #Backstage

L'8 agosto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini è a Rimini e Cesenatico con i lavoratori del turismo. Non si ferma l'onda #Backstage, la campagna informativa rivolta agli operatori stagionali organizzata dalla Filcams. “Ogni estate – spiega il sindacato del terziario – più di 300 mila lavoratori vengono assunti per qualche mese: camerieri, bagnini, receptionist, addetti alle pulizie, animatori, cuochi, contribuiscono alla riuscita delle vacanze di milioni di persone che riempiono le spiagge italiane, ma anche le città d'arte e le località montane. Sono quegli addetti che, quasi sempre, lavorano dietro le quinte, che si occupano di offrire un servizio ottimale e ci permettono di vivere a pieno le nostre ferie”. 

La Filcams, che ogni anno lancia una campagna informativa e di sostegno per i lavoratori del turismo, per il 2019 ha voluto mandare un messaggio anche ai viaggiatori e turisti per sensibilizzarli sull'importanza di quel lavoro che, anche se non si vede, vale. “La nostra campagna – racconta il segretario nazionale Filcams Cristian Sesena – non si è fermata solo ai social network e ai comunicati stampa. Ha preso vita, gambe e anima sui litorali italiani grazie all'impegno deciso delle strutture territoriali e dei delegati che hanno davvero compreso cosa significa essere un sindacato di strada. Evasione contributiva, orari massacranti, dove una giornata di riposo diventa un miraggio, ma anche cottimo illegale: nel 2019 il turismo, in Italia, è anche e ancora questo”.

Giovedì 8 agosto, in occasione dei banchetti organizzati dalle Filcams Cgil di Rimini e Cesena, è ospite delle iniziative il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: a partire dalle ore 18,30 sarà a Rimini, presso piazzale Fellini (lato fontana Quattro cavalli) per poi trasferirsi in serata a Cesenatico, al presidio di viale delle Nazioni. Backstage ha invaso le spiagge da Nord a Sud, e proseguirà per tutto il mese di agosto e anche settembre, quando sarà necessario informare e assistere i lavoratori alla fine della stagione su come compilare e inoltrare la domanda per l'accesso alla Naspi. “I diritti – conclude Sesena – non vanno mai in vacanza: continueremo con il sindacato di spiaggia perché ovunque ci siano lavoratori noi andiamo”.

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 18:11:00 +0200
Scioperi e vertenze
Se Fratelli d’Italia specula su Mercatone Uno

Di buon mattino, come sempre, sguardo veloce allo smartphone. Whatsapp pieno. Da Matteo, delegato storico ex Mercatone Uno, un volantino di Fratelli d’Italia, che annuncia un presidio davanti alla sede di via Mantova, epifania delle attuali crisi del parmense con 53 lavoratori a rischio. La crisi non va in vacanza. Titolone da Fratelli d’Italia. Matteo accompagna il volantino con una emoticon stranita. Sì, stranita perché Mercatone Uno a Parma non c’è proprio più - e in modo definitivo - da ormai circa un anno.

La domanda di fondo, da parte di un lavoratore e rappresentante sindacale che ha vissuto in prima linea, insieme alla Filcams provinciale, tutta la travagliatissima vicenda dei due negozi fino al “the end” di Mercatone Uno a Parma, è: davvero per una effimera visibilità a qualunque costo e per un misero bottino elettorale si specula su una vicenda così pesante, che tuttavia sul nostro territorio è ormai conclusa da tempo? La crisi non va in vacanza, al contrario di certi partiti che sembrano in vacanza già da un po’ rispetto alle attuali crisi aperte del territorio. Non se la prendano troppo, quelli di Fratelli d’Italia, per questa che è solo una riflessione amara (estiva).
 
Silvia Avanzini, segreteria Filcams Cgil Parma

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 16:50:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cinema, 5 giorni di sciopero nei set e teatri di posa

Altre cinque giornate di sciopero per i lavoratori delle troupe del cine-audiovisivo nei set, teatri di posa, laboratori di preparazione e post-produzione: 2 giornate di sciopero oggi mercoledì 7 e giovedì 8 Agosto, cui si aggiungeranno ulteriori 3 giornate di sciopero lunedì 12, martedì 13 e mercoledì 14 agosto. Lo annuncia una nota di Slc Cgil e Fistel Cisl. “Troppe le distanze – si legge in una nota – nella trattativa per il rinnovo del ccnl in merito ai minimi sindacali richiesti dal sindacato e ai livelli di inquadramento richiesti per alcune figure, considerate essenziali dai lavoratori stessi”.

Si fermeranno troupe e/o reparti di montaggio dei seguenti titoli in lavorazione:  per le serie o film tv "Vivi e lascia vivere'' di Pappi Corsicato con Elena Sofia Ricci e Massimo Ghini, "L’amica geniale 2” di Saverio Costanzo, "Il Commissario Ricciardi" diretta da Alessandro D’Alatri, "Il cacciatore 2" di Davide Marengo, “Nero a metà 2” diretta da Marco Pontecorvo  , “Romulus”, “Oltre la Soglia” con Gabriella Pession, "La Guerra è Finita" di Michele Soavi con Isabella Ragonese e Michele Riondino, "Summertime" ispirata a “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, "Angela" con Vanessa Incontrada, "Sei Bellissima"  per la regia di Andrea Molaioli, "Storia di Nilde" con Anna Foglietta, "Il Paradiso delle signore 4". 

Tra i film "Hammamet" di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino; "I Predatori" prodotto da Fandango, "Noi” di Elisa Fuksas; "I migliori anni"  di Gabriele Muccino con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone; “E' per il tuo bene” di Rolando Ravello con Marco Giallini, Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Isabella Ferrari; "Fic&Pic7", titolo provvisorio del nuovo film di Ficarra e Picone, "Favolacce" dei fratelli D'Innocenzo, “Il Buco” di Michelangelo Frammartin, "La mia banda suona il pop" di Fausto Brizzi con Diego Abatantuono, Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Sergio Rubini, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Natasha Stefanenko; "Tolo Tolo" di e con Checco Zalone.

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 16:34:00 +0200

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