NEWS - lavoro - NEWS - ricerca lavoro - NEWS pensioni

figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna in pre-order
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

News scioperi e vertenze da rassegna.it (CGIL)

#scioperi #lavoro #vertenze #CGIL

Scioperi e vertenze
Collettore fognario: stipendi in arrivo, sciopero sospeso

Dopo due giorni di sciopero, gli edili della Cala Scarl di Palermo sono tornati al lavoro nel cantiere del collettore fognario, dopo aver intascato la promessa del pagamento immediato delle mensilità attese di marzo, aprile e maggio.

“La mobilitazione si è conclusa positivamente – dichiara il segretario generale Fillea Palermo, Piero Ceraulo –. Oggi, alla presenza del ragionier generale Paolo Bohuslav Basile, che ha ricevuto alla Ragioneria del Comune la nostra organizzazione sindacale e una delegazione di lavoratori, ci è stato comunicato che stamattina dall'ufficio è partito l'ordine di pagamento per l'impresa. Il motivo del ritardo è scaturito dalla sovrapposizione di più mandati di pagamento, destinati anche ad altre aziende impegnate in città e il Comune ha ribadito la necessità del rispetto dell'ordine cronologico. La nostra protesta ha contribuito a velocizzare i pagamenti per tutti”.  

I venti lavoratori che hanno incrociato le braccia, manifestando con un sit-in in via Roma, sotto la sede della Ragioneria, hanno ricevuto a febbraio il loro ultimo stipendio. L'azienda si era impegnata, con un'intesa con la Fillea, a pagare le spettanze ai lavoratori, non appena avesse incassato gli ultimi due stati di avanzamento lavori dal Comune. La Fillea ha verificato che la Regione aveva già erogato, con un decreto di finanziamento, un milione e 300.000, somme che adesso il Comune stornerà alla società Cala Scarl.

“Abbiamo insistito perché volevamo chiarezza sul fatto che le risorse fossero transitate realmente verso la Ragioneria e non già adoperate per altro, come qualcuno informalmente ci aveva fatto sapere – aggiunge il dirigente sindacale –. Rimane altresì alta l'attenzione sul proseguimento dei lavori e sui prossimi pagamenti, a partire dallo stipendio di giugno. L'obiettivo è che da qui a otto mesi il cantiere giunga a termine. E si potrà finalmente consegnare alla città almeno un'opera pubblica conclusa, tra i tanti cantieri infiniti, interrotti e a rischio incompiuta che restano”. 

“Inoltre, vigileremo affinché i pagamenti successivi – prosegue il segretario Fillea – vengano erogati nei tempi corretti, anche perché individuiamo all'interno della Cala Scarl la preoccupazione per le aziende Tecnis (86%) e Sikelia (14%), che al momento non navigano in buone acque. Da parte nostra, nessuna intenzione di strumentalizzare, ma di far emergere un tema che è quello della lentezza della macchina burocratica, che rischia di far intoppare i cantieri edili, in alcuni dei quali il Comune è coinvolto come stazione appaltante”.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 13:23:00 +0200
Scioperi e vertenze
Sciopero nei tribunali, a Venezia presidio in piazzale Roma

Sarà bloccata l’attività di tribunali e procure venerdì 28 giugno per lo sciopero nazionale di tutto il personale amministrativo proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa per l’intera giornata. In occasione della fermata del lavoro, collaboratori giudiziari, cancellieri, segretari di tutto il Veneto terranno un presidio a Venezia, dalle 10.30 alle 12.30, in piazzale Roma, davanti alla cittadella della giustizia. Denunciano una situazione pesantissima, con gravi carenze di organico (tra il 25 e il 30% nei tribunali veneti, destinate ad aumentare di un ulteriore 10% a fronte di quota 100) e con trattamenti che sviliscono i lavoratori.

“Il personale in servizio – osserva Assunta Motta, della Fp Cgil veneta – è anziano, demotivato e pagato meno degli altri lavoratori pubblici. Eppure si chiede loro un impegno eccezionale per far fronte alle mancanze di personale; li si sposta dalla loro sede a una provincia diversa (con comandi di 6 mesi) per sopperire alle carenze degli uffici di destinazione; non si fa formazione né si riconoscono loro quelle progressioni giuridiche ed economiche che il governo si era impegnato ad operare con un’intesa del 2017”.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 12:51:00 +0200
Scioperi e vertenze
Jabil, operai in sciopero contro i 350 licenziamenti

Sciopero oggi per i lavoratori della Jabil Circuit Italia di Marcianise (Caserta) dopo che i vertici societari ieri hanno annunciato, nel corso di un incontro tenuto a Confindustria Caserta, l'intenzione di avviare la procedura di licenziamento per 350 addetti.

I dipendenti sono in presidio e in assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento. Per Francesco Percuoco, segretario della Fiom Cgil di Caserta, “la situazione è grave e denota l'assenza di una politica industriale. La politica faccia la sua parte e sia propositiva, altrimenti andremo incontro a un disastro annunciato”.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 11:57:00 +0200
Scioperi e vertenze
Blutec Tito, chiesto incontro all'amministratore giudiziario

Lunedì 24 giugno i lavoratori Blutec di Tito, riuniti in assemblea con le segreterie regionali, hanno discusso della situazione del gruppo, alla luce della riunione del 21 giugno al Mise a Roma, alla quale hanno partecipato le delegazioni sindacali nazionali e regionali di Fim, Fiom e Uilm, insieme ai delegati di tutti i siti Blutec e Ingegneria Italia.

Nella riunione al Mise a Roma, governo e Regione Sicilia hanno assunto l'impegno per la copertura degli ammortizzatori sociali in scadenza il 30 giugno 2019 per lo stabilimento di Termini Imerese, scongiurando così il fallimento per tutto il gruppo. L'amministratore giudiziario ha illustrato il piano di manutenzione degli impianti che ha messo in atto e l'aumento del fatturato che in questi ultimi mesi ha dato la possibilità di ridurre le perdite.

“Il lavoro dell'amministratore giudiziario sta andando nella giusta direzione. È necessario che si prosegua nell'ottica di creare le condizioni positive per un piano industriale che rilanci il gruppo, dando garanzie occupazionali e continuità produttiva di tutti i siti”, scrivono in una nota Fim e Fiom della Basilicata.

Le organizzazioni sindacali per affrontare la situazione del sito di Tito hanno chiesto un incontro urgente all'amministratore giudiziario. “È necessario illustrare nello specifico gli interventi di manutenzione degli impianti e della struttura dello stabilimento, confermare gli impegni assunti in precedenza in sede ministeriale e confindustriale e sull'implementazione delle produzioni a garanzia dei livelli occupazionali, oltre al recupero delle varie pendenze salariali nei confronti dei lavoratori”, affermano i sindacati.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 10:33:00 +0200
Scioperi e vertenze
Gemeaz/Elior Ristorazione, 80 mila euro tornano ai lavoratori

Si attesta all’incirca a 80 mila euro il recupero crediti effettuato in favore dei lavoratori rappresentati dalla Filcams Cgil di Bologna in Gemeaz/Elior Ristorazione Spa. Il controllo delle buste paga era iniziato nel 2016, ed è proseguito fino ad oggi a seguito di numerose e continue segnalazioni dei lavoratori che ogni mese vedevano decurtare dall’azienda ferie e permessi non goduti realmente, e al contempo non vedevano riconosciute le ore svolte di supplementare e straordinario.

La Filcams Cgil di Bologna, riscontrata la ricorsività degli errori nelle buste paga, ha svolto assemblee sindacali in tutte le mense e le cucine gestite dalla ditta Gemeaz/Elior Ristorazione Spa, mettendo a disposizione di tutti i lavoratori iscritti un computer dove poter recuperare tramite il sito dell’azienda le proprie buste paga.

“Sono state esaminate più di 250 posizioni – spiegano dal sindacato – con una serie di controlli mirati e di denunce agli organi ispettivi che hanno portato al recupero del dovuto e alla tutela degli iscritti. E al termine di questo immane lavoro ieri 24 giugno 2019, all’Ispettorato territoriale del Lavoro di Bologna, si è svolta e conclusa positivamente l’ultima verifica in contraddittorio con l’azienda Gemeaz/Elior Ristorazione Spa. Per cui l’azienda ha finalmente liquidato il dovuto ai lavoratori”.

La Filcams Cgil esprime “grande soddisfazione per il risultato raggiunto a seguito di un lavoro di verifica lungo e complesso e per gli accordi ora siglati con la ditta Gemeaz/Elior Ristorazione Spa nella speranza che tali errori non si ripetano più”.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 10:02:00 +0200
Scioperi e vertenze
La Perla dichiara oltre 100 esuberi

È un'altra vertenza “a tre cifre”, nel senso che i posti di lavoro a rischio sono oltre 100, quella che si è aperta nel gruppo La Perla, storico brand di corsetteria di alta gamma con sede a Bologna. La proprietà ha infatti annunciato un piano da 100-120 esuberi, circa un quarto degli organici occupati attualmente nel quartier generale di Bologna.

Le organizzazioni sindacali e le Rsu hanno espresso, naturalmente, forte contrarietà a questa ipotesi: “Metterebbe a rischio la continuità produttiva del sito di Bologna – spiegano Teresa Ruffo della Filctem Cgil, Maria Angela Occhiali della Uiltec Uil e Assunta Marseglia della Femca Cisl –. E causerebbe un impoverimento del bagaglio professionale che ha reso La Perla il marchio riconosciuto in tutto il mondo”.

Nell’assemblea tenutasi subito dopo l’incontro è stato dunque dichiarato lo stato di agitazione e un pacchetto di 16 ore di sciopero, di cui due si sono svolte nella giornata di ieri, 24 giugno.

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 09:06:00 +0200
Scioperi e vertenze
Whirlpool: ora servono i fatti

Sono passate due settimane dall'ultimo confronto al Mise sulla vertenza Whirlpool. Due settimane intense di mobilitazione che hanno visto gli operai della fabbrica napoletana (a rischio chiusura) protagonisti prima nello sciopero dei metalmeccanici del 14 giugno e poi della grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria di sabato 22 giugno. Oggi, martedì 25 giugno, le parti torneranno a vedersi al ministero. Avrebbero dovuto farlo venerdì scorso, ma il ministro Di Maio ha fatto slittare l'incontro per poter così avere – questa la motivazione addotta – un colloquio approfondito con i vertici di Whirlpool Emea, prima del tavolo stesso. 

“Il rinvio dell'incontro al 25 giugno non è un problema se serve finalmente a mettere le carte in tavola”, afferma Walter Schiavella, segretario della Cgil di Napoli. L'ultimo confronto, quello del 13 giugno, era stato infatti giudicato “interlocutorio” dai sindacati, ma aveva comunque fatto intravedere uno spiraglio. Schiavella sottolinea in particolare tre elementi importanti, che il sindacato ha sempre chiesto: “Piena vigenza dell'accordo di ottobre e degli attuali livelli di occupazione, mantenimento del sito produttivo napoletano e non disimpegno di Whirlpool. Oggi misureremo cosa significhino realmente e concretamente questi impegni”, sottolinea il segretario. 

“Questa non è solo la vertenza dei lavoratori Whirlpool o della città di Napoli, questa è una battaglia di tutti i metalmeccanici”: lo ha detto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, intervenendo alla notte bianca degli operai Whirlpool che si è svolta a Napoli lo scorso 20 giugno. “E porteremo avanti questa battaglia comune a partire dall'appuntamento del 25 giugno a Roma – ha aggiunto la segretaria Fiom – fino ad arrivare all'obiettivo che ci siamo sempre dati: che rimanga qui Whirlpool, che rimanga qui il lavoro”. 

Data articolo: Tue, 25 Jun 2019 07:57:00 +0200
Scioperi e vertenze
L'azienda vola in Bulgaria: 23 lavoratori a casa

Nuovo sciopero di otto ore lunedì 24 giugno alla Casfutura di Terno d’Isola, l’azienda metalmeccanica che il 19 giugno scorso aveva comunicato l’intenzione di spostare l’attività produttiva dalla provincia di Bergamo in Bulgaria, provocando così il taglio di 23 persone sulle circa 90 in organico.

Un primo sciopero con presidio si era svolto giovedì 20 giugno, a seguito del quale la direzione aziendale aveva chiesto un incontro con le organizzazioni sindacali. "Nel faccia a faccia l'azienda ha sottolineato che non intende cambiare idea, non ci sarà alcun passo indietro sul trasferimento” spiega Roberto Gusmini della Fiom Cgil di Bergamo. “Si è solo resa disponibile all’apertura di una discussione sugli ammortizzatori sociali da adottare. Da parte nostra, continuiamo a considerare la decisione del trasferimento inaccettabile, soprattutto dal momento che ci troviamo di fronte a una società solida dal punto di vista finanziario. Qui si vuole semplicemente ridurre il costo del lavoro, a spese dei propri dipendenti. Ora valuteremo insieme ai lavoratori quali iniziative organizzare. Nel frattempo cercheremo di coinvolgere le istituzioni locali per aprire un tavolo di confronto”.

Da mesi si rincorrevano voci sulla volontà di trasferire la produzione: “Già a gennaio i lavoratori avevano scioperato contro il trasloco di alcuni macchinari che lasciava intravedere un imminente spostamento più significativo delle lavorazioni”, prosegue il sindacalista. “Il timore è stato confermato. Assistiamo, così, all'ennesima delocalizzazione. Ricordiamo che la società, non più tardi di dicembre 2018, è stata acquisita dal Gruppo americano Robertshaw. A pochi mesi di distanza, ecco l’annuncio della volontà di ridurre di quasi un terzo il personale di Terno”.

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 19:30:00 +0200
Scioperi e vertenze
Energia e petrolio: il 4 luglio è sciopero generale

Il 4 luglio sarà sciopero generale dei lavoratori del settore energia e petrolio. Ad annunciarlo sono le organizzazioni sindacali nazionali  Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che, dopo aver esperito le procedure previste per legge, proclamano lo sciopero generale di 8 ore di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori del settore.

"Un'azione che si è resa indispensabile per respingere le pretese ingiustificate delle controparti datoriali tese a confutare il modello contrattuale e le condizioni previste in materia, dall’accordo interconfederale Cgil-Cisl-Uil-Confindustria del 9 marzo 2018", affermano in una nota i sindacati che giudicano "grave" la posizione espressa al tavolo negoziale da Confindustria Energia e dalle aziende aderenti, "ancor più alla luce di un confronto che si protrae da più di 6 mesi e che era ragionevole pensare potesse avviarsi verso una positiva conclusione".

Secondo le organizzazioni sindacali, Confindustria Energia, "smentendo quanto già definito nel rinnovo del precedente contratto", punta "a un'ingiustificabile riduzione del salario di riferimento", proponendo un "contenuto aumento economico, assolutamente non in linea con i più che positivi e consolidati andamenti economici delle aziende del settore". I sindacati intravedono dunque anche "un tentativo di condizionare negativamente anche i futuri rinnovi contrattuali".

Oltre a questo, Filctem, Femca e Uiltec denunciano una "scarsa sensibilità" su una serie di tematiche poste dal sindacato: partecipazione ai processi organizzativi, miglioramento delle condizioni di sicurezza regolamentazione dell’appalto, norme per l’assistenza ai minori ed ai congiunti bisognosi. Insomma, secondo i rappresentanti dei lavoratori saremmo di fronte ad "un pesante arretramento della cultura delle relazioni in questo settore" e ad "un tentativo di destrutturare il sistema contrattuale".

Di qui la scelta della mobilitazione e dello sciopero generale. Nei prossimi giorni partiranno le assemblee dei lavoratori, "coninvolgendo per quanto possibile le istituzioni locali, dai sindaci ai prefetti". "Per noi - concludono Filctem, Femca e Uiltec - è in gioco non soltanto il positivo quanto necessario e non più rinviabile rinnovo del contratto ma, l’intero sistema delle relazioni sindacali e della rappresentanza in questo come in altri settori analoghi che solo per citarne alcuni, investono l’area dell’elettrico, del gas-acqua e del tessile e della gomma plastica".

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 18:23:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ex Ilva: Fiom, Taranto fra diversificazione e desertificazione

“La riunione del tavolo istituzionale permanente di Taranto, a cui peraltro le parti sociali sono presenti in qualità di uditori, quindi, senza diritto d'interlocuzione, conferma la scelta del governo per un processo di bonifica, diversificazione e riconversione economica del territorio. Si tratta di una serie d'impegni già previsti dal contratto di programma, e su cui è difficile non concordare, va segnalato semmai il ritardo dell'avvio di questo processo". Lo dichiara in una nota Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile siderurgia.

"Per noi, Il rischio non è la diversificazione delle produzioni sul territorio di Taranto, ma il pericolo è che la diversificazione possa in qualche modo coincidere con la desertificazione industriale. Non è un caso che all'esterno del tavolo istituzionale tutta l'attenzione si sia catalizzata sulle vicende del dl Crescita, dalle disposizioni sulle immunità penali e sulle nuove incertezze delle prospettive industriali, occupazionali e ambientali dello stabilimento di Taranto e di tutto il gruppo ArcelorMittal, a partire dalla condizione dei 1.700 lavoratori in cassa integrazione straordinaria, a cui si aggiungono i 1.400 in cigo", continua il dirigente sindacale.

"Com'è stato anche in queste ore ribadito, ai destini dello stabilimento di Taranto sono inevitabilmente legati anche le sorti più generali degli altri siti del gruppo, del settore siderurgico del Paese e del suo peso rispetto allo specifico contributo al Pil. Il ministro Luigi Di Maio convochi urgentemente il tavolo al Mise per la verifica del rispetto degli impegni previsti nell'accordo del 6 settembre 2018”, conclude l'esponente Fiom.

 

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 18:10:00 +0200
Scioperi e vertenze
Marcianise, Jabil vuole licenziare 350 lavoratori

Caserta: Jabil ha annunciato la procedura di licenziamento collettivo per 350 lavoratori. L'annuncio durante l’incontro convocato dall'azienda Jabil in Confindustria Caserta. Per i sindacati questa decisione viene meno agli impegni assunti nelle sedi istituzionali e vanifica i sacrifici fatti dai lavoratori. Per questo "chiedono immediatamente il ritiro della procedura e l’attivazione di un tavolo ministeriale per dare seguito agli accordi sottoscritti al ministero dello Sviluppo economico". Nel frattempo sindacati e Rsu hanno convocato un'assemblea dei lavoratori alle ore 8 di domani 25 giugno 2019, ai cancelli dello stabilimento di Marcianise, proclamando 8 ore di sciopero per ogni turno di lavoro a partire dalle 6 del mattino.

Insomma: un’altra multinazionale Americana, che conta 200.000 lavoratori nel mondo con 100 insediamenti produttivi in 29 paesi, decide di disimpegnarsi progressivamente nell’unico stabilimento rimasto in Italia. E questo nonostante abbia acquisito negli ultimi anni in provincia di Caserta altre aziende operanti nel settore dell’elettronica: Marconi, Nokia/Siemens e Ericsson che complessivamente impiegavano migliaia di addetti.

"La provincia di Caserta, già fortemente colpita dalla crisi industriale e dalla scelta di molte aziende di abbandonare il territorio, non può permettersi un ulteriore depauperamento produttivo ed occupazionale" si legge in una nota di Fim, Fiom, Uilm e Failms insieme alle Rsu aziendali.

Per i sindacati "questo ulteriore vile attacco al territorio e ai lavoratori dimostra la necessità di una politica industriale che rilanci il Mezzogiorno per il futuro del Paese, come già chiesto con forza durante la manifestazione nazionale dello scorso 22 giugno a Reggio Calabria. Ci aspettiamo che tutte le Istituzioni, locali e nazionali, e tutti i parlamentari eletti sul territorio non rimangano spettatori ma svolgano un ruolo attivo nella vertenza Jabil, per la difesa produttiva ed occupazionale".

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 16:25:00 +0200
Scioperi e vertenze
Licenziamenti Cict, 26 giugno vertice al Mise

La vertenza del porto canale di Cagliari, e l’uscita di scena della Cagliari international container terminal (Cict), società del gruppo Contship, con il conseguente licenziamento dei 210 dipendenti, annunciato all'inizio di giugno e ratificato dall'assemblea dei soci a metà mese, approda a Roma. Se ne parlerà mercoledì 26 giugno al ministero dello Sviluppo economico: al tavolo, cui partecipa anche il dicastero dei Trasporti, non sono però stati invitati i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Mare, che hanno indetto per la medesima giornata uno sciopero e un presidio dei lavoratori sotto la sede di via Molise.

La procedura di licenziamento collettivo “è una presa in giro per tutto il personale dipendente di Cict sempre richiamato al senso di responsabilità, mentre irresponsabilmente si è partorito il licenziamento di tutti”. Così il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, che aggiunge: “A fronte delle interlocuzioni di questi ultimi giorni, è un risultato prodotto dal ministro dei Trasporti e dalle istituzioni, che non hanno coinvolto il sindacato, in totale dispregio dello stesso contratto nazionale e quindi della precisa volontà di superare i soggetti deputati a rappresentare i lavoratori”.

Il dirigente nazionale della Filt Cgil evidenzia che “dopo Gioia Tauro, Contship Italia abbandona anche Cagliari e nessun ministro interviene, nonostante le nostre grida di allarme lanciate già da un anno. Ancora una volta si dà uno schiaffo violento al lavoro e ai lavoratori dopo aver utilizzato fondi pubblici e incentivi a vario titolo”. Per l’esponente sindacale i dicasteri dei Trasporti e dello Sviluppo economico “non possono continuare a sfuggire alle proprie responsabilità, ed è su queste priorità che si misura la loro capacità di azione”. Alla base della decisione di Cict ci sarebbero non solo il calo del 90 per cento sul traffico registrato negli ultimi tre anni, ma anche le perdite economiche del bilancio 2018, che ammontano a oltre 3,3 milioni di euro. Il “rosso” ha inciso, secondo quanto spiega la società, in modo negativo anche sulla situazione patrimoniale, che ora si attesta a poco meno di 670 mila euro.

I 210 dipendenti, già posti in ferie forzate, sono quasi tutti operai specializzati e gruisti di banchina, con età compresa tra 35 e 55 anni. Natale Colombo ritiene “urgente una specifica sede di confronto che, al di fuori della procedura, analizzi nel merito le vere criticità di Cagliari che stanno soprattutto dentro la strategia del gruppo Contship per il nostro Paese, piuttosto che nell'esclusiva carenza infrastrutturale”. E conclude affermando che “il porto di Cagliari va calato all'interno di una progettualità del Paese per il sistema portuale nel suo insieme, affinché si possano governare sotto un'unica guida le singole specificità della portualità italiana”.

Giovedì 20 giugno, intanto, i sindacati territoriali hanno incontrato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna e l'assessore regionale del Lavoro. In quell'occasione hanno lamentato “il ritardo con cui le istituzioni regionali sono intervenute, perché i primi segnali della crisi e del calo progressivo del traffico dei container si erano manifestati fin dal 2017”. Per Cgil, Cisl Uil e Ugl “il porto ha tutti i requisiti per tornare a essere competitivo, e per questo chiediamo due cose: che il governo nazionale se ne faccia carico al massimo livello e che la Regione attivi una ‘regia’ unitaria per mettere a disposizione dell'infrastruttura strumenti nuovi, come la Zona franca doganale e la Zona economica speciale, in grado attrarre nuovi imprenditori e nuovi investimenti”. I sindacati, infine, hanno ribadito di non volersi “accontentare di soluzioni difensive come quella del ricorso agli ammortizzatori sociali, che possono essere utili in una breve fase di transizione, ma poi devono essere superati dai progetti per il rilancio del porto”.

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 14:58:00 +0200
Scioperi e vertenze
Gli appuntamenti dal 24 al 30 giugno

A Bologna oggi, 24 giugno, prende il via il secondo Festival nazionale della formazione sindacale della Cgil, che si concluderà mercoledì 26. Per la segreteria nazionale Cgil partecipano Nino Baseotto, Gianna Fracassi, Emilio Miceli e il segretario generale Maurizio Landini. Sulla formazione sindacale in Europa interviene anche Susanna Camusso. Il festival si svolgerà presso lo Spazio Fico di Bologna. A partire dalle 14 è prevista “La contrattazione inclusiva e il tesseramento”, sessione del coordinamento nazionale formazione allargata ai coordinamenti territoriali e di categoria. Domani, 25 giugno alle 10.00 si aprono i lavori con Nino Baseotto, mercoledì 26, sempre alle 10, si parla di “La formazione sindacale in Europa e nel mondo”.

Sempre oggi, 24 giugno, alle 11, in Prefettura a Taranto, si svolgerà poi l’attesa riunione del Tavolo istituzionale per Taranto sulla vertenza ArcelorMittal che sarà presieduto dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. L’azienda ha chiesto la cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato per 1.395 dipendenti dello stabilimento di Taranto per 13 settimane e con decorrenza dal 1° luglio. La trattativa continuerà martedì 25 giugno, alle ore 14, su richiesta dei sindacati.

C’è poi grande preoccupazione per la tenuta occupazionale al Giornale di Sicilia, rilevato da Ses, società editrice della Gazzetta del Sud, che ha provveduto a spostare il centro stampa da Palermo a Messina e ad applicare la solidarietà al 50 per cento. Il timore è che la sede di Palermo venga ridimensionata, con la richiesta di licenziamento per 34 poligrafici su 43. Per questo è in corso uno sciopero dei poligrafici di 5 giorni iniziato il 20 giugno e che si concluderà domani, 25 giugno.

I 26 dipendenti dello storico salumificio Sare di Bibbiano (Reggio Emilia) sono in stato di agitazione. Il 20 maggio scorso l’azienda ha avviato una procedura legale di licenziamento collettivo dei 26 dipendenti e una delegazione di lavoratori sarà ricevuta stamattina, 24 giugno, alle 10 dal sindaco. In occasione dell’incontro si terrà anche un presidio presso la sede del Comune.

Sempre oggi, lunedì 24, per protestare contro il blocco dei servizi e della gestione del patrimonio pubblico della Campania, le organizzazioni degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa, chiamano gli assegnatari e gli inquilini delle case popolari alla mobilitazione e alla lotta a partire dal presidio unitario che si terrà dalle ore 10 presso le sedi di tutti gli Istituti autonomi per le case popolari delle varie province della Campania.

Nuovo appuntamento promosso dall’associazione Faenza Futuro, con un’iniziativa pubblica sul tema “Donne, diritti, discriminazioni”, che si svolgerà a Faenza domani martedì 25 giugno, alle ore 20.30, nei locali di Faventia Sales (ex Salesiani). Ospiti dell’incontro saranno Susanna Camusso, responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale, e Thomas Casadei, docente di filosofia del diritto presso l’Università di Modena-Reggio Emilia.

Anche la terza asta del fallimento delle Giubbe Rosse è andata deserta. Ad annunciarlo è stata Cgil Toscana che ha organizzato sempre per domani, 25 giugno, una conferenza stampa-presidio dalle ore 10 alle 11 davanti al Caffè in Piazza della Repubblica a Firenze.

Nell'ambito del progetto europeo “Digitalisation and restructuring: which social dialogue?”, la Fondazione Di Vittorio ha organizzato il secondo workshop transnazionale “Digitalizzazione e ristrutturazioni in una prospettiva comparata: quale ruolo per il dialogo sociale”, in programma anche questo per il 25 giugno presso la sede della Cgil nazionale (Corso d'Italia 25). Il workshop sarà l'occasione per discutere, con esperti ed esponenti delle parti sociali, dei profili sindacali e socio-giuridici del lavoro digitale e del ruolo delle relazioni industriali nel governo dell’innovazione. I lavori saranno conclusi dal vicesegretario della Cgil Vincenzo Colla.

Il settore dei trasporti, secondo i sindacati, sta vivendo criticità enormi, aggravate dall’assoluta assenza di scelte da parte del governo. Per questo le categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno unitariamente deciso di riunire per il 26 giugno, a Roma, il loro gruppo dirigente e varare il documento “Rimettiamo in moto il Paese”, una piattaforma che contiene proposte per il lavoro e per l’intero sistema indirizzate al governo. Un esecutivo che per la prima volta nella storia recente non ha mai convocato le organizzazioni sindacali per una discussione complessiva.

Dopo il successo dell'anno scorso, torna dal 26 al 30 giugno, negli spazi del Circolo della Rondinella de Torrino di Firenze, la Festa della Fiom. Ognuna delle cinque serate vedrà presentazioni di libri, dibattiti, proiezione di film e musica dal vivo e incontri e interviste. Sabato 29 ci sarà l’intervista al segretario generale della Cgil Maurizio Landini, mentre domenica 30 interverrà la segretaria Fiom Francesca Re David.

A La Spezia, poi, il 26 giugno, presso l’Auditorium dell’Autorità portuale, alle ore 9.30, è in programma l’iniziativa organizzata da Filctem, Flaei e Uiltec dal titolo ‘Il futuro delle rinnovabili. Fuori dal carbone dentro l’innovazione energetica’. Partecipa il vicesegretario generale della Cgil Vincenzo Colla.

Sta per concludersi “ON! Accendi il tuo impegno ideale”, la quinta edizione della scuola di formazione politica Alisei di Monza dedicata a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 26 anni. All’ultimo giorno di scuola, previsto per mercoledì 26 giugno, sarà presente Maurizio Landini, segretario generale nazionale della Cgil, che, alla fine del suo intervento, consegnerà gli attestati di partecipazione. Appuntamento alle 16.30 presso la sala Bruno Trentin della Camera del lavoro di Monza.

Nell'ultimo incontro al Mise i rappresentanti dell'ex Alcoa di Portovesme (la fabbrica di alluminio ferma dal 2012 e acquisita lo scorso anno dalla svizzera Sider Alloys) hanno annunciato che stanno avviando le prime attività di pre-revamping degli impianti per i quali sarebbero stati sottoscritti dei contratti di fornitura con aziende specializzate. Il prossimo incontro al ministero è in programma per questa settimana, sempre il 26 giugno.

L’industria manifatturiera lombarda è capace di intercettare i grandi cambiamenti economici? Gli investimenti sono sufficienti a misurarsi con la concorrenza internazionale? Aumentando i salari, i profitti delle aziende aumentano o diminuiscono? Una ricerca condotta da Fiom e Cgil della Lombardia, con la collaborazione scientifica dell’associazione Economia e Sostenibilità (EStà), ha provato a rispondere a queste domande. Il risultato della ricerca sarà presentato nel corso del convegno dal titolo “La sostenibilità economica e finanziaria dell’industria lombarda”, che si svolgerà giovedì 27 giugno a Milano, presso l’Auditorium Levi dell’Università Statale, con la partecipazione di Francesca Re David.

La conversione in legge del cosiddetto “Sblocca cantieri” aumenterà i rischi di malaffare e di infiltrazioni mafiose anche in Brianza? Il provvedimento peggiorerà le condizioni dei lavoratori? Queste sono invece alcune delle domande alle quali si cercherà una risposta in occasione di “Sblocca cantieri, via libera alla corruzione?”, iniziativa pubblica di giovedì 27 giugno in Camera del lavoro di Monza. L’appuntamento è previsto alle 21 presso la sala Bruno Trentin.

Tre giorni di festa, divertimento, musica e riflessioni sul lavoro ci saranno invece con “Diritti alla festa”, l’evento estivo creato e organizzato dalla Cgil Lecco con il patrocinio del Comune di Olgiate Molgora. Dal 28 al 30 giugno, nell’area di via della Corna andrà in scena un fine settimana di divertimento ma anche di riflessioni sul mondo del lavoro, sui diritti, sulla sostenibilità. Ospite principale sarà il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini che aprirà l’appuntamento durante la giornata di venerdì.

Sciopero poi dei dipendenti della giustizia sempre per venerdì 28 giugno. La situazione è infatti drammatica: ci sono gravissime carenze di personale e nel 2021 ci sarà un vuoto di organico pari al 50 per cento. Lo hanno indetto Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, annunciando lo stop nazionale dei lavoratori dell'amministrazione giudiziaria. Servono un programma di assunzioni e la valorizzazione del personale in servizio, ma nulla è stato finora realizzato.

Sciopero sempre il 28 giugno, poi, anche per la sanità privata in Toscana, per l’intero turno di lavoro in tutte le strutture. I motivi sono il perdurare del blocco del contratto nazionale di riferimento fermo da oltre 12 anni, che “mette a serio rischio l’efficienza di servizi sanitari essenziali per i cittadini”. Sono circa 4.000 gli addetti della sanità privata interessati allo sciopero in Toscana.

Sabato 29 giugno la Cgil Puglia, insieme alla Cgil Bari, sarà presente alla manifestazione di associazioni arcobaleno e di realtà attive nell’ambito dei diritti sociali e civili che sfilerà nella città capoluogo di regione per il Pride 2019. Bari ospiterà per la terza volta la manifestazione, una giornata di mobilitazione a cui la Cgil pugliese e barese garantiranno il massimo di impegno e partecipazione.

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 giugno, a Milano, infine, Emergency organizza l’incontro nazionale ‘Di Guerra e Di Pace’, per festeggiare i suoi 25 anni di attività. Tanti gli eventi gratuiti che animeranno la città dove Emergency è nata. Sabato 29, alle 12.00, Maurizio Landini viene intervistato al Teatro Dal Verme da Luca Bottura su lavoro e migranti.

Data articolo: Mon, 24 Jun 2019 09:19:00 +0200
Scioperi e vertenze
Una piazza che parla di unità

Enea viene da Torino, ma in realtà è calabrese. La sua storia è quella di centinaia di migliaia di giovani, partiti dalle regioni del Sud per andare a studiare o lavorare al Nord e poi mai più ritornati. “Purtroppo il lavoro non c'era e continua a non esserci”, dice Enea mentre sfila con la delegazione piemontese lungo corso Garibaldi a Reggio Calabria, dove oggi si svolge la grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil per il Mezzogiorno. “Il Sud è rimasto fermo al palo, anzi, da quando sono partito la situazione è peggiorata – continua – ma non è peggiorata solo qui, lo è per l'intero Paese, perché anche al Nord abbiamo moltissimi problemi, specie nel mio settore, quello degli appalti, dove abbiamo almeno tre aziende molto grandi che non pagano gli stipendi da mesi a 5-6mila lavoratori”.

Più avanti, con lo spezzone della Campania c'è Carmine De Maio, sindacalista della Filctem Cgil di Avellino, un territorio in cui la vertenza Whirlpool sta mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro nell'indotto. “Noi abbiamo tre aziende – spiega il giovane sindacalista - la Pasell (60% produzione Whirlpool), la Cellublok ( 70% produzione) e la Scame Mediterranea ( 100% produzione Whirlpool) che occupano 160 persone. Se Whirlpool chiude a Napoli, il destino di questi lavoratori è segnato”. Lo scorso anno dall'Irpinia, proprio per la mancanza di lavoro e opportunità, se ne sono andate 3000 persone, spiega ancora Carmine: “Mi sembra evidente che il nostro problema è questo, l'impoverimento totale di un territorio, la desertificazione. Per questo siamo in piazza oggi, non per reclamare o mendicare qualcosa, ma per ribadire che l'Italia senza il Mezzogiorno non si salva”.

Un concetto centrale, quest'ultimo, nella manifestazione di Reggio Calabria. Lo dimostrano le migliaia e migliaia di persone arrivate dalle regioni del centronord che hanno riempieto il corteo di striscioni e slogan tutti improntati ad un forte messaggio di unità.

Quell'unità che il progetto di regionalismo differenziato mette invece a rischio, come sottolinea la professoressa Grace D'Agata che arriva da Rosarno: “Noi dobbiamo fermare questa vera e propria deriva che è in atto – dice l'insegnante di scuola superiore – ridurre e non accrescere le differenze tra Nord e Sud. E dobbiamo fermare il flusso migratorio, dobbiamo farlo. Ma io parlo del flusso migratorio dei nostri giovani, che sempre più spesso sono costretti ad andarsene dalla nostra terra, per la mancanza di opportunità”.

Un destino che spera di evitare Nino, studente della “Rete” arrivato a Reggio Calabria da Palermo: “I tagli al Sud, i tagli all'istruzione sono tagli al nostro futuro – dice mentre cerca un po' di riparo dal solleone – e se le cose non cambieranno temo che anche io, come tanti miei corregionali, sarò costretto ad andarmene dalla Sicilia e forse anche dall'Italia. Certo è – aggiunge – che se siamo qui oggi è perché crediamo nella possibilità di cambiarle le cose e di farlo attraverso il lavoro”.

“Una, indivisibile e fondata sul Lavoro”: lo slogan che si legge in molte della magliette che sfilano lungo le vie di Reggio Calabria è una sintesi perfetta del sentire comune di tutte queste persone, arrivate da tanti luoghi diversi, con l'obiettivo di chiedere un cambiamento. Di certo lo chiede Concetta, che lavora in Anpal servizi, l'agenzia in house del ministero del Lavoro: “Noi abbiamo più di 600 lavoratrici e lavoratori precari, in alcuni casi da più di 15 anni – spiega – e ora, questi precari dovranno formare altri precari, 3000 navigator assunti per la gestione del reddito di cittadinanza con un contratto di 20 mesi. Ditemi voi se questa non è una buona ragione per scendere in piazza”.

Data articolo: Sat, 22 Jun 2019 14:08:00 +0200
Scioperi e vertenze
«Da Reggio Calabria rilanciamo la mobilitazione»

“È una bellissima giornata, una grande manifestazione che parla a tutto il Paese e all'unità del mondo del lavoro. Il premier Conte aveva detto che il 2019 sarebbe stato un ottimo anno: purtroppo non se n'è accorto nessuno, la diseguaglianza è aumentata e rischiamo una procedura di infrazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco di Reggio Calabria ha concluso la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil di oggi (22 giugno).

“Salvini ci ha raccontato per mesi che si cambiava il Paese chiudendo i porti – ha aggiunto -. Intanto più di 200 mila giovani del Sud stanno lasciando l'Italia. Gli altri Stati europei non hanno chiuso le frontiere, al contrario: le tengono aperte e usano le intelligenze dei giovani per mandare avanti i loro Paesi. La vera emergenza nei porti è smettere di morire sul lavoro, come avvenuto ieri, c'è bisogno di sicurezza. Sicurezza è anche la lotta contro la criminalità organizzata: paradossalmente l'unico elemento che oggi unisce è la mafia, sia al Nord che al Sud: si combatta una battaglia vera, senza guardare in faccia nessuno, si rompano le connivenze”.

Landini si è soffermato sull'azione dell'esecutivo, che giudica grave e insufficiente. “Il ministro Di Maio annunciò dal balcone che il governo aveva sconfitto la povertà – ha ricordato -. Al contrario l'Istat rileva che la povertà è aumentata, ma non solo: oggi si è poveri lavorando. È necessario cambiare politica economica e aumentare i diritti”. Sempre a proposito di porti “l'Italia dovrebbe essere il vero polo logistico del Mediterraneo, in una fase in cui la logistica è decisiva”. L'autonomia differenziata proposta dal governo gialloverde “è una grande bugia”, secondo Landini: “Non solo è sbagliata, ma sostenere che risolve i problemi è un inganno totale. Pensiamo forse di fare i conti con Cina e Stati Uniti frazionando il territorio?”, si è chiesto. “Oggi c'è bisogno di unire le forze e non dividere, solo così si possono sostenere questi colossi che hanno dietro gli Stati. A noi invece lo Stato manca: non c'è un'idea di sistema in grado di affrontare le questioni. Uniamo l'Italia, allora, ma uniamo anche l'Europa all'insegna delle persone, i diritti, lo stato sociale e la solidarietà”.

Un governo che “è solo” e “ci sta portando a sbattere”, secondo Landini. “Salvini è un ministro degli Interni che ha giurato sulla Costituzione – ha proseguito -: dovrebbe essere lui che combatte la malavita, il caporalato e lo sfruttamento. Invece con lo 'sblocca cantieri' manda alle imprese il messaggio che devono essere furbe, non rispettare leggi e contratti”. Poi il tema fiscale: “Basta con la logica dei condoni, le tasse si devono far pagare. Il 90% delle entrate Irpef le garantiscono lavoratori dipendenti e pensionati, ovvero siamo noi che paghiamo per i servizi di quelli che evadono. Un ministro degno del suo nome non fa condoni, ma una battaglia seria su questo”. Va nella direzione sbagliata anche la flat tax: “Non ci piace per niente, le tasse vanno abbassate a lavoratori dipendenti e pensionati, ma bisogna colpire con forza chi non paga. Il 50% della ricchezza è in mano al 10% degli italiani: occorre andare a prendere i soldi lì dove sono, ma non c'è la volontà politica di sostenere un'idea di solidarietà e giustizia sociale”.

Maurizio Landini ha parlato della mobilitazione unitaria. “La giornata di oggi è la conclusione di una prima fase di grandi lotte, sostenuta da un'idea di unità sindacale che mancava da anni. Non intendiamo disperdere questo patrimonio. Siamo al Sud, a Reggio Calabria, e proprio il Mezzogiorno è sparito dalla discussione: non c'è neanche un provvedimento del governo. Da qui la nostra lotta si rilancia per cambiare davvero l'Italia e mutare radicalmente politica economica”. Il sindacato “ha un vincolo”, secondo il segretario, “deve impedire alle persone di competere tra loro per vivere e mangiare. Se questo avviene va contrastato. Il nemico non è il precario, il migrante o il vicino di casa. Non dobbiamo aver paura di chi per vivere ha bisogno di lavorare come noi: combattiamo quelli che ci sfruttano e mettono gli uni contro gli altri”.

“Basta campagne elettorali, ora serve un'idea che guardi avanti”, ha detto il leader della Cgil in un altro passaggio. “L'esecutivo ormai prosegue da solo. Quando le cose sono complesse, invece, occorre avere l'umiltà di capire che da soli non si va da nessuna parte: bisogna utilizzare la nostra intelligenza collettiva, affrontare i problemi territorio per territorio, area per area. Non si cambia il Paese senza il mondo del lavoro”. “Non vi permetteremo di portarci fuori dall'Europa e aumentare lo sfruttamento delle persone”, ha avvertito in conclusione: “Abbiamo un patrimonio importante, la nostra unità: proprio dell'unità sindacale e sociale il governo ha paura. Ci prendiamo un impegno preciso: andiamo avanti fino a raggiungere l'obiettivo. Insieme siamo partiti e insieme cambieremo questo Paese”.

Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, “questa è la manifestazione più grande mai fatta a Reggio Calabria. Oggi il Paese si sta sbriciolando: tutte le grandi opere fatte negli anni Settanta sono scadute, abbiamo un problema di sicurezza, siamo una zona sismica”. Non va meglio sul fronte del lavoro: “Pensate che anche i Navigator sono assunti come precari, solo in Italia può accadere una cosa del genere”. Per Barbagallo “bisogna riaprire i cantieri per dare lavoro agli edili”. Sulle risorse disponibili per finanziare le misure richieste, ha spiegato: “I soldi ci sono eccome, si pensi all'evasione fiscale e alla corruzione. Andiamo a recuperare tutti quelli. Quanto arriverà qualcosa per lavoratori dipendenti e pensionati? - si è chiesto -. Quando pagheranno meno tasse quelli che oggi pagano di più?”.

Così Anna Maria Furlan, segretario generale della Cisl: “Occuparsi del Sud non è certo una questione meridionale: siamo tutti sulla stessa barca. Comprimere il potere d'acquisto di chi vive al Mezzogiorno comporta problemi seri per tutto il Paese. Non ci arrendiamo alla logica delle due Italie: per far ripartire il treno non basta tagliare i vagoni di coda, è una follia, bisogna andare tutti insieme. L'Italia è una e indivisibile, come recita la nostra splendida Costituzione”. Anche la politica, a suo avviso, “deve uscire dall'oblio: basta misure di circostanza, sono troppo abituati ai selfie e poco ai progetti seri, il Sud non ha bisogno di paternalismo o assistenzialismo, ma di infrastrutture, legalità e lavoro”.

FOTOGALLERY | I sindacati riempiono Reggio
A Reggio Calabria per il futuro dell'Italia
Ripartiamo dal Sud per unire l'Italia
, J.Dionisio

Data articolo: Sat, 22 Jun 2019 12:50:00 +0200
Scioperi e vertenze
Falcinelli (Filctem): accordo positivo che dimostra la capacità di dare risposte

“L’accordo firmato in Luxottica deve fare da modello ed è un punto di avanzamento di eccellenza per la contrattazione. Un accordo che coniuga l’esigenza di rispondere all’innovazione tecnologica, che sta modificando l’organizzazione del lavoro nelle aziende, con il diritto di tanti lavoratori di vedersi riconosciuto, dopo anni di precarietà, un futuro caratterizzato dalla stabilità occupazionale”: ha detto questa mattina Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, rimarcando l’importanza dell’accordo integrativo aziendale firmato ieri in Luxottica.

“Sul versante della partecipazione – ha proseguito Falcinelli - registriamo un passo avanti con l’istituzione del ‘comitato per l’alta partecipazione’ che consentirà ai lavoratori di far sentire di più la loro voce nelle scelte strategiche dell’impresa. In tal senso avevamo richiesto all’azienda, in relazione ai suoi assetti societari dopo l’operazione con Essilor, di istituire il Comitato di Sorveglianza ma l’arretramento legislativo nel nostro Paese non ha consentito il supporto necessario e non ha prodotto una risposta positiva da parte dell’impresa”.

“È l’ennesima dimostrazione- ha concluso il segretario generale - che in Italia le leggi che consentirebbero di dare certezza alla rappresentanza e aumentare i diritti dei lavoratori non vengono fatte, mentre proposte di legge come quella sul salario minimo che rischiano di far saltare i contratti nazionali di lavoro sono all’ordine del giorno. In ogni caso l’accordo in Luxottica è e rimane, per i suoi contenuti, positivo e dimostra la nostra capacità di dare risposte ai cambiamenti del mondo del lavoro”.

Data articolo: Sat, 22 Jun 2019 11:51:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cgil, Cisl e Uil riempiono Reggio Calabria

Reggio Calabria si è riempita per la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil. Dalle prime ore dell'alba i lavoratori di tutta Italia hanno sfilato nelle strade della città, nel giorno della mobilitazione unitaria. 

Un appuntamento nel Sud perché dal Mezzogiorno si deve ripartire per unire il Paese e rivendicare la centralità del lavoro come leva per contrastare le profonde diseguaglianze sociali, economiche e territoriali che attraversano l’Italia. Così la Cgil spiega il senso dell'iniziativa promossa assieme a Cisl e Uil, e che sarà conclusa dai segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Tante le voci dei lavoratori che sono arrivati in massa nella città.

L’Italia non cresce e aumenta il divario tra Sud e il resto della penisola”, denuncia la Cgil evidenziando alcuni dati: l’Italia è penultima in Europa per tasso di crescita del Pil, e nel Mezzogiorno il Pil pro-capite è inferiore del 45% rispetto al Centro-Nord. La disoccupazione è tra i livelli più alti della Ue, e nel Sud è al 19,4% contro il 6,8% delle regioni settentrionali, l’inattività è al 45,5% rispetto ad una media nazionale del 34,3%. Al Sud coloro che abbandonano le scuole sono il 20%, il doppio del Nord, e solo il 5,4% dei bambini può usufruire dei servizi per l’infanzia contro il 17% dei loro coetanei che vive al Nord. Inoltre, nelle regioni meridionali i posti letto per sanità e assistenza sono un terzo di quelli del Nord, crescono quindi le migrazioni sanitarie, e le famiglie in povertà assoluta sono il 10%, a fronte del 5,8% del Nord e del 5,3% del Centro.

Dal palco un minuto di silenzio è stato osservato per le vittime degli infortuni nei luoghi di lavoro: solo ieri due lavoratori sono deceduti mentre svolgevano il loro impiego.

Data articolo: Sat, 22 Jun 2019 11:07:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ammortizzatori fino a dicembre per Blutec

Gli ammortizzatori sociali per i lavoratori Blutec sono prolungati fino a dicembre. Si è tenuto, nel pomeriggio di oggi (21 giugno), l'incontro al ministero dello Sviluppo economico - coordinato dal vice capo di gabinetto Sorial - riguardo la vertenza Blutec, gruppo della componentistica commissariato il 12 marzo scorso, in seguito a procedimenti giudiziari nei confronti dei vertici aziendali. Il commissario giudiziale Glorioso ha in apertura illustrato la situazione trovata a marzo scorso e quella attuale, con una perdita mensile del gruppo ridotta da un milione al mese a circa 350mila euro. Il gruppo, secondo quanto inoltre affermato dal commissario, ha avviato un piano di manutenzione degli impianti e accresciuto il fatturato in questi ultimi mesi.

Sulla questione di urgenza più immediata, la scadenza degli ammortizzatori sociali al 30 giugno prossimo per lo stabilimento di Termini Imerese, è intervenuto Menziani del ministero del Lavoro, dichiarando che è allo studio lo strumento per la copertura del biennio 2017/18, essendo venuta meno la causale per la quale erano stati disposti gli ammortizzatori sociali. La copertura del 2019 dovrà essere invece a carico della Regione Sicilia, utilizzando i fondi per le aree di crisi complessa, status riconosciuto a Termini Imerese.

Per Simone Marinelli, Fiom nazionale, e Roberto Mastrosimone, segretario generale della Fiom Sicilia, "l'intervento di oggi ha scongiurato quello che poteva essere un problema drammatico per tutto il gruppo, del quale lo stabilimento di Termini costituisce una parte, seppur molto consistente".

"Come Fiom - continuano - auspichiamo che l'erogazione degli ammortizzatori sociali, sul quale vigileremo, avvenga nel minor tempo possibile, tenendo presente che si tratta di lavoratori che da anni affrontano sacrifici economici, dopo anni di crisi seguiti alla dismissione da parte di Fiat nel 2011. Inoltre cercheremo una soluzione per i 62 lavoratori dell'indotto esclusi dal primo gennaio dagli ammortizzatori sociali."

Dopo l'atto di oggi, aggiunge il sindacato, "è necessario utilizzare questo tempo per costruire un progetto concreto - a partire dal positivo lavoro messo in campo dal commissario e dall'intesa tra le istituzioni locali e il governo - trovando una soluzione per la reindustrializzazione dello stabilimento siciliano, anche attraverso una interlocuzione con Fca. Ridare vita allo stabilimento di Termini - concludono Marinelli e Mastrosimone - vuol dire non soltanto dar lavoro ai 691 lavoratori ex Fiat e agli oltre 300 dell'indotto, ma a tutto un territorio."
 

Data articolo: Fri, 21 Jun 2019 18:20:00 +0200
Scioperi e vertenze
Lct Igea di Argelato, dopo lo sciopero prosegue la vertenza

Prosegue la vertenza per salvare il lavoro del call center Lct Igea di Argelato. Le condizioni di lavoro sono sempre più drammatiche. Tuttavia lo sciopero del 19 giugno scorso, con presidio sotto il municipio, ha raccolto la solidarietà e la volontà di collaborazione della sindaca Claudia Muzic e ha acceso i riflettori su una vicenda esemplare dell’intricato sistema di appalti e subappalti che avvelena l’organizzazione produttiva del Paese, scaricandone gli effetti nocivi in primo luogo sui lavoratori.

"Nonostante la mobilitazione non è arrivata alcuna risposta ufficiale da parte dei committenti – si legge in una nota della Slc Cgil –. Per questo ieri, con atto formale, Slc ha richiamato alla responsabilità in solido tutti i committenti della filiera a tutela dei quasi 50 lavoratori interessati. Inoltre, tramite il sindacato, i lavoratori hanno chiesto alla Regione Emilia Romagna l’attivazione urgente di un tavolo di crisi per scongiurare la chiusura del call center e garantire la stabilizzazione dei lavoratori".

Nel frattempo le condizioni di lavoro continuano a peggiorare anche a causa – sembra incredibile – del clima: “L’ondata di calore ha reso insopportabile lavorare in un ambiente ristretto con decine di computer accesi, a causa dell’assenza dell’aria condizionata. Per questa spesa manca infatti l’autorizzazione amministrativa, necessaria a seguito al blocco dei conti correnti di Lct Igea – spiega la segretaria di Slc Giulia Santoro -. Abbiamo ottenuto per le giornate più calde la chiusura del call center e il permesso di astenersi dal lavoro, anche considerati i diversi malori che hanno colpito i lavoratori nelle ultime ore”.

Pert il sindacato "questa situazione deve necessariamente trovare una soluzione: non è accettabile che i lavoratori e le lavoratrici perdano i lavoro e in molti casi anche ogni ammortizzatore sociale pagando in prima persona per i crimini degli affaristi che controllavano la loro azienda. Tutti i soggetti coinvolti nella filiera devono farsi carico nella risoluzione del problema, con l'obiettivo comune del mantenimento della commessa sul territorio di Funo di Argelato, e la messa in sicurezza sanitaria, contrattuale e salariale di tutti i lavoratori".

Data articolo: Fri, 21 Jun 2019 16:24:00 +0200
Scioperi e vertenze
Nel Sud per unire il Paese

Una mobilitazione nazionale unitaria nel Sud perché dal Mezzogiorno si deve ripartire per unire il Paese e rivendicare la centralità del lavoro come leva per contrastare le profonde diseguaglianze sociali, economiche e territoriali che attraversano l’Italia”. Così, in una nota, la Cgil nazionale rilancia la manifestazione di sabato 22 giugno, a Reggio Calabria, promossa assieme a Cisl e Uil, e che sarà conclusa dai segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Il corteo parte da piazza De Nava alle ore 9.30. Percorrendo corso Garibaldi raggiungerà piazza Duomo dove, a partire dalle ore 11, prenderanno la parola i segretari generali Landini, Furlan e Barbagallo. Si potrà seguire la diretta della manifestazione, curata da RadioArticolo1, sul sito e sulla pagina Facebook della Cgil nazionale. Rassegna.it coprirà la manifestazione con notizie, approfondimenti e contenuti multimediali.

L’Italia non cresce e aumenta il divario tra Sud e il resto della penisola”, denuncia la Cgil evidenziando alcuni dati: l’Italia è penultima in Europa per tasso di crescita del Pil, e nel Mezzogiorno il Pil pro-capite è inferiore del 45% rispetto al Centro-Nord. La disoccupazione è tra i livelli più alti della Ue, e nel Sud è al 19,4% contro il 6,8% delle regioni settentrionali, l’inattività è al 45,5% rispetto ad una media nazionale del 34,3%. Al Sud coloro che abbandonano le scuole sono il 20%, il doppio del Nord, e solo il 5,4% dei bambini può usufruire dei servizi per l’infanzia contro il 17% dei loro coetanei che vive al Nord. Inoltre, nelle regioni meridionali i posti letto per sanità e assistenza sono un terzo di quelli del Nord, crescono quindi le migrazioni sanitarie, e le famiglie in povertà assoluta sono il 10%, a fronte del 5,8% del Nord e del 5,3% del Centro.

Per la confederazione “tornare a crescere significa affrontare l’enorme divario di sviluppo tra le diverse aree del Paese. Nell’azione di governo manca però una visione complessiva delle esigenze dei territori, e le misure che propone, dall’autonomia differenziata alla flat tax, creano solo ulteriori diseguaglianze”. “Così come proposto nella Piattaforma unitaria, a Reggio Calabria rivendicheremo più investimenti pubblici per infrastrutture materiali e sociali e per la creazione di buona occupazione. Chiederemo inoltre vere politiche industriali, il rafforzamento delle amministrazioni pubbliche e la messa in sicurezza del territorio. Per unire il Paese e dare futuro al lavoro - conclude la Cgil - dobbiamo ripartire dal Sud”.

Come spiega Gianna Fracassi, vicesegretaria generale Cgil, a rassegna.it, l’appuntamento “è la prosecuzione di un lungo percorso di mobilitazione unitario che è partito addirittura a ottobre con le iniziative unitarie territoriali, con la grande manifestazione di febbraio, con le mobilitazioni e gli scioperi di tante categorie. E fare una manifestazione nazionale, sottolineo nazionale, a Reggio Calabria ha uno straordinario valore. Perché – prosegue Fracassi – non sarà la manifestazione del Sud per il Sud. Noi siamo consapevoli che il primo obiettivo del Paese deve essere quello di colmare i divari, perché questo serve allo sviluppo dell’Italia tutta, non possiamo pensare al Paese come tante piccole patrie, il Sud serve al Nord e viceversa, non fosse altro che per la posizione strategica nel Mediterraneo, che non sfruttiamo adeguatamente. Vogliamo cioè dire attraverso la manifestazione di sabato prossimo che il Mezzogiorno e il tema in generale dei divari territoriali, che si stanno ampliando anche in luoghi dove tradizionalmente avevamo condizioni migliori, non sono un problema solo di quei territori e non possono essere affrontati individualmente, perché questo indebolisce tutti. Noi abbiamo fatto proposte precise e articolate nella piattaforma unitaria, e sul Sud abbiamo individuato una serie di misure molto dettagliate. Il governo deve ascoltare, non può continuare a guardare altrove”.

E non finisce qui, i sindacati andranno avanti: “Per l'ultima decade di luglio le federazioni dei trasporti stanno organizzando un appuntamento di sciopero per molti comparti – ha detto a RadioArticolo1 il segretario confederale della Cgil con delega all'organizzazione, Nino Baseotto –. Poi continueremo ancora, perché il governo deve sapere che i sindacati senza risposte non si fermano. In autunno, se questa politica non cambia, rifletteremo su un'iniziativa di mobilitazione e lotta a carattere generale”.

Data articolo: Fri, 21 Jun 2019 15:43:00 +0200

Le notizie sul lavoro, ricerca lavoro e pensioni

Offerte lavoro, concorsi, bandi

Offerte lavoro su Adecco Annunci offerte lavoro da repubblica.it News lavoro da livesicilia.it Offerte lavoro da cercolavoro.com News concorsi ilquotidianodellaPA.it News offerte lavoro professionearchitetto.it Concorsi presso Corpo VV. Fuoco News offerte lavoro cliclavoro.gov.it News cliclavoro.gov.it News lavoro concorsi.it Offerte lavoro da jobannunci.com Offerte lavoro da infojobs.it News da biancolavoro.it News da informagiovaniroma.it

Notizie da INPS e notizie sulla Pubblica Amministrazione

Comunicati stampa INPS News INPS

Video tutor INPS youtube News per gli amanti delle action figures Ultimi aggiornamenti da INPS News circolari INPS News Sentenze lavoro da INPS News raggiungere età pensione News da cgiamestre.com News sul lavoro da dati.gov.it News Ministero lavoro e politiche sociali

News formez.it(Governo)

Aspetti normativi del lavoro per imprese: diritto, previdenza, sicurezza

Lavoro&previdenza Ilsole24ore Agricoltura e impresa ilsole24ore

News sicurezza sul lavoro da quotidiano sicurezza.it Impresa e Lavoro-Ilsole24ore

Diritto lavoro da Studio Cataldi

I sindacati

News primo piano da cisl.it Notizie da cisl.it Comunicati stampa da cisl.it Notizie dal territorio da cisl.it

Scioperi e vertenze (CGIL) Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL) Contratti e accordi (CGIL)

News interventi sul territorio (CGIL) News welfare e previdenza CGIL Tutte le notizie da CGIL News recensioni action figures News per gli amanti delle action figures