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News scioperi e vertenze da rassegna.it (CGIL)

#scioperi #lavoro #vertenze #CGIL

Scioperi e vertenze
Sirti (Lecce), giornata di protesta e solidarietà

Giornata di protesta e solidarietà oggi (venerdì 19 aprile) per gli 84 dipendenti della Sirti. Il giorno dopo l’incontro al ministero del Lavoro tra l’azienda, i tecnici del governo e le parti sociali, i lavoratori del sito di Galatina (Lecce) si sono ritrovati ai cancelli del sito industriale per partecipare alle quattro ore di sciopero proclamate nell’ambito della "settimana della protesta". Un momento di riflessione sull’esito del tavolo ministeriale, ma anche per condividere ansie, paure e timori per il futuro durante la “frisata” organizzata dagli scioperanti insieme con la Fiom Cgil Lecce.

Sirti nei mesi scorsi ha annunciato un taglio al personale di 833 lavoratori su un totale di 3.692 dipendenti. Nel corso delle trattative l’azienda ha poi proposto di gestire gli esuberi attraverso uscite volontarie e incentivate, ricollocazioni interne e l'utilizzo dei contratti di solidarietà. Ciò non è stato sufficiente a raggiungere l’accordo con le parti sociali. “L’incontro di giovedì 18 non ci ha soddisfatto”, dice il segretario generale della Fiom Cgil Lecce Annarita Morea. “Chiedevamo due cose: capire quali risorse sono messe a disposizione dei lavoratori che opteranno per l’incentivo all’esodo e conoscere le percentuali di riduzione del contratto di solidarietà. Oggi il contratto di solidarietà pesa mediamente il 37 per cento del salario, con punte che superano il 50 per cento. Il ministero del Lavoro ha preso atto della situazione e delle mancate risposte dell’azienda, che si è seduta al tavolo con l’intento di non raggiungere l’accordo".

La Fiom ribadisce le proprie richieste: "Riguardo la divisione telecomunicazioni, la più interessata dagli esuberi, chiediamo di allargare il ricorso al contratto di solidarietà su tutti e 2.700 i lavoratori ma anche sui dipendenti delle altre divisioni. Proposta che non trova intoppi legislativi secondo il ministero. Il 15 maggio scadono i termini per raggiungere l’accordo: non raggiungere l’intesa sarebbe un fallimento per il gruppo dirigenziale ma anche per il governo”. A livello territoriale, insieme con Cgil e Slc Cgil, la Fiom chiederà a breve al presidente della Provincia di istituire un Osservatorio di settore con la partecipazione di parti datoriali, sindacali, enti interessati dai lavori di infrastrutturazione tecnologica, Spesal, Consorzi Asi e Ispettorato del lavoro.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 19:00:00 +0200
Scioperi e vertenze
Alitalia, è partito il countdown

La deadline è il 30 aprile, e ormai manca una settimana esatta alla scadenza del termine per presentare l'integrazione dell'offerta ai commissari di Alitalia. La cordata guidata da Ferrovie dello Stato è ancora da costruire, le sorti dell’ex compagnia di bandiera rimangono avvolte nell’incertezza. E nessun chiarimento è arrivato dall’ultimo incontro, che si è tenuto giovedì 18 aprile, tra i sindacati e i commissari straordinari dell’aviolinea. Il governo professa ottimismo (anche se aumentano le fibrillazioni tra i due partiti che compongono la maggioranza), ma la realtà è che la nuova compagine societaria ancora non c’è. Anche la pazienza di lavoratori e sindacati sta per finire: per la fine del mese, appunto, si attende il piano industriale di Fs, altrimenti si avvierà una forte mobilitazione.

“Enorme preoccupazione rispetto al piano industriale che ancora non conosciamo”. Questo il commento del segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, al termine dell'incontro informale con i commissari che si è tenuto giovedì 18 a Roma. “In un clima sereno i commissari ci hanno riferito che in cassa ci sono 484 milioni di euro, più i depositi, che nell'insieme garantiscono i prossimi mesi e l'estate”, ha detto l’esponente sindacale. Sul piano industriale, invece, i commissari non hanno riferito “per ragioni di riservatezza”, ma “nei prossimi giorni potremmo avere delle novità: qualora non dovessero arrivare entro il 30 aprile, mobiliteremo tutti i lavoratori”.

Pronta alla “mobilitazione a maggio” è la Uiltrasporti. “La politica pensa – spiega il segretario generale Claudio Tarlazzi – che con il completamento del quadro azionario tutti i problemi siano risolti. Occorre invece un piano di investimenti che aumenti il perimetro dell'azienda soprattutto sulla flotta, altrimenti non aumenteranno i ricavi e il livello di penetrazione nel mercato. Siamo pronti alla mobilitazione a maggio se il governo non presenterà il piano per il futuro della compagnia”. Forte apprensione esprime anche la Fit Cisl. “Il tempo passa, la cassa si consuma, il piano industriale per il rilancio tarda ad arrivare visto che l'operazione di ricerca del partner industriale non si è ancora perfezionata”, argomenta il leader Salvatore Pellecchia: “Continuiamo a ripetere che ormai da tempo tocca al governo, che non può lasciare la responsabilità di una partita così grande solo alle Ferrovie dello Stato, che sono state risanate non molto tempo fa”.

Nel capitale azionario della nuova Alitalia entreranno sicuramente le Ferrovie dello Stato, la cui offerta è stata annunciata il 31 ottobre scorso, che intendono acquisire non più del 30 per cento. Il partner industriale individuato è l’americana Delta Airlines, che ha confermato l’adesione per il 15 per cento della compagnia. Un altro 15 per cento dovrebbe provenire dal ministero dell’Economia, che utilizzerebbe (come è scritto nelle bozze del cosiddetto “decreto crescita”) i proventi per gli interessi (stimati in 145 milioni di euro) sul prestito-ponte di 900 milioni concesso ad Alitalia dopo il commissariamento del 2 maggio 2017. Sommato tutto, si arriva al 60 per cento del capitale. Manca dunque un 40 per cento, pari a una cifra di circa 900 milioni di euro.

In questi cinque mesi e mezzo dall’offerta di Fs non si sono fatti avanti nuovi investitori. Dopo i no di Poste Italiane, Cassa depositi e prestiti, Leonardo, Fincantieri e molte altre società a entrare nel capitale azionario di Alitalia, è arrivato anche quello di Atlantia (holding della famiglia Benetton), su cui si erano appuntate le speranze del governo. “Non c'è nulla, il Consiglio di amministrazione non ha mai affrontato il tema”, ha detto giovedì 18 l'amministratore delegato Giovanni Castellucci, rispondendo alle domande degli azionisti nell’assemblea della società. “Siamo azionisti dell'hub nel quale Alitalia opera (Aeroporti di Roma, ndr), speriamo che la compagnia venga rilanciata, salvata, ristrutturata per poter competere”, ha aggiunto: “Ma abbiamo talmente tanti fronti aperti che aprirne uno ulteriore, e non di bassa difficoltà, sarebbe particolarmente complesso: uno in più, in questo momento, non ce lo possiamo permettere”.

Una buona notizia però c’è: i ricavi dal traffico passeggeri sono in aumento. Nel primo trimestre di quest’anno la compagnia ha registrato una crescita del fatturato dell'1,4 per cento rispetto al medesimo periodo del 2018. Marzo è stato il sedicesimo mese consecutivo di incremento dei ricavi passeggeri. Un risultato particolarmente significativo, perché si confronta con il primo trimestre 2018 che aveva già visto un +6,4 per cento di crescita del fatturato rispetto al primo trimestre 2017. A spingere in alto i ricavi nei primi tre mesi del 2019 è stata soprattutto l’ottima performance del settore intercontinentale (+4,3 per cento rispetto al 2018), cui si è aggiunto il buon risultato del settore cargo (+1,9 per cento), con un incremento dei ricavi complessivi pari al 2,7 per cento.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 18:50:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cgil: preoccupati per il futuro dell'agenzia

“A seguito dell’accordo in conferenza Stato-Regioni e la pubblicazione del bando sui Navigator ci troviamo ad esprimere la nostra apprensione sul futuro di Anpal Servizi. L’incontro con il Presidente Parisi non ha chiarito il ruolo dell’agenzia, in merito alla gestione del Reddito di Cittadinanza e, più in generale, alle modalità di gestione delle attuali attività previste dal Piano Operativo Pon Fse 2017-2020”. È quanto si legge in un nota congiunta Cgil nazionale, Fisac Cgil e Nidil Cgil.

“A tutto ciò - proseguono - si aggiunge che la ridefinizione dell’organizzazione di Anpal e Anpal Servizi, annunciata dal professor Parisi, non è stata avviata, nonostante negli ultimi giorni si ripetano insistentemente voci relative ad un imminente cambiamento del modello organizzativo ipotizzato definito senza che le organizzazioni sindacali e le Rsa siano state minimamente sentite”. “In questa incertezza assoluta Anpal Servizi assumerà tremila collaboratori con funzioni di assistenza tecnica presso i centri per l’impiego, senza alcuna chiarezza del ruolo che dovranno esercitare e delle modalità con cui declineranno le loro attività, rispetto a quelle attualmente in essere nei singoli territori”.

Per Cgil, Fisac e NIdiL “l’agenzia è ridotta al ruolo di contenitore per assumere personale rapidamente, attraverso l’utilizzo di un accordo sulle collaborazioni sottoscritto nel 2015 con altre finalità, senza averne verificato con i sindacati tenuta e coerenza. Migliaia di ‘nuovi’ precari si aggiungeranno ai 650 lavoratori attualmente impiegati con contratti a tempo determinato e di collaborazione, per i quali ormai da tempo non si riescono a trovare soluzioni certe di stabilizzazione occupazionale”.

“Il rischio - avvertono Cgil e categorie - è uno svilimento della comunità professionale di Anpal Servizi e della professionalità di tutti i lavoratori
che svolgono attività non più di interesse strategico per i nuovi committenti. Appare evidente - aggiungono - che le forze sono canalizzate esclusivamente verso questo unico obiettivo, opacizzando il ruolo strategico e articolato che Anpal Servizi ha da vent’anni e che deve continuare ad avere nella rete delle politiche attive del lavoro, a partire dalle azioni da sviluppare per la prossima programmazione comunitaria”.

In conclusione le sigle ribadiscono “l’assoluta necessità che la ‘nuova’ missione dell’agenzia venga condivisa con le organizzazioni sindacali al fine di individuare le soluzioni idonee a garantire la continuità occupazionale e prospettive per il futuro per tutta la comunità professionale di Anpal Servizi”. 

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 18:39:00 +0200
Scioperi e vertenze
Bombardier: Fiom, insoddisfatti dall’esito del tavolo

“Vertenza Bombardier: si è svolto al ministero dello Sviluppo economico il tavolo di confronto, a seguito della comunicazione del gruppo di apertura della procedura di cessione del ramo d'azienda ingegneria propedeutica alla produzione. Così come le istituzioni locali, anche il Mise ha concordato con la richiesta delle organizzazioni sindacali e delle Rsu circa la richiesta di ritiro della procedura. La delegazione aziendale presente (colpevolmente assenti l'ad Bombardier Italia Corradi e il rappresentante del gruppo Vazquez), pur confermando dal suo punto di vista la bontà dell'operazione, si è impegnata a trasferire tale richiesta all'azienda. Al tempo stesso, siamo stati informati che la procedura non si concluderà prima della fine del mese, anziché il 4 maggio". È quanto dichiarano Mariano Carboni, responsabile nazionale Fiom del settore ferroviario, e Andrea Mandraccia, segretario Fiom di Vado Ligure.

"Nel confermare tutta la nostra contrarietà a una scelta che rischia d'indebolire il sito in modo definitivo, sottolineiamo ancora una volta come il problema principale oggi sia l'assenza di un piano industriale per il consolidamento e il rilancio del sito. Infatti, non c'è alcuna traccia della volontà del sito di portare a Vado Ligure le locomotive Dc3 per il mercato estero europeo, condizione che porterà la fabbrica a essere senza carichi di lavoro a fine estate. Al tempo stesso, siamo sempre in attesa della formalizzazione del contratto per la produzione di 14 treni per Trenitalia per l'Alta velocità, cosa che porterebbe due anni di lavoro al sito", continuano i due dirigenti sindacali.

"Nessuna novità neppure sul fronte della collaborazione con Hitachi (strategica per Bombardier) per la produzione dei treni a potenza distribuita, destinati al trasporto regionale, situazione dove si è ancora fermi alla lettera d'intenti, a cui non si è più dato seguito. Perciò, abbiamo chiesto al Mise di mettere il gruppo di fronte al fatto che per Vado dev'essere fatta una scelta chiara. È da settembre scorso che stiamo aspettando un piano industriale degno di questo nome. Se Bombardier non garantisce più, così come noi crediamo, il sito produttivo, allora occorre lavorare a un piano B, verificando la disponibilità da parte di altri gruppi a rilevare lo stabilimento. Un impianto con altissime competenze e professionalità, nonché logisticamente ancora più strategico, una volta che sarà ultimata la piattaforma Apm. Insomma, occorre lavorare a una governance del settore produzione di materiale rotabile, che garantisca i siti produttivi presenti sul territorio nazionale. Riteniamo ci siano tutte le condizioni per farlo", aggiungono i due esponenti Fiom.

"Pertanto, il tavolo sarà riconvocato non oltre la fine della terza settimana di maggio. Nel frattempo, decideremo con i lavoratori le iniziative di mobilitazione da mettere in campo per contrastare queste miopi politiche 'finanziario industriali' e per tenere alta l'attenzione sulla vertenza, così come, più in generale, sulla questione della crisi industriale del nostro territorio”, concludono i due sindacalisti.

 

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 16:55:00 +0200
Scioperi e vertenze
Metro Italia: una protesta per la dignità del lavoro

Dopo la rottura del tavolo di trattativa e la disdetta del contratto integrativo aziendale, le lavoratrici ed i lavoratori di Metro Italia Cash&Carry si erano mobilitati con iniziative territoriali: scioperi improvvisi, assemblee, volantinaggi e blocco delle flessibilità. Oggi (19 aprile) tutti insieme i dipendenti della multinazionale tedesca hanno incrociato le braccia per dire no a un integrativo peggiorativo e al regolamento aziendale. Lo affermano i sindacati di categoria, in una nota congiunta.

Metro, in questi anni, "ha progressivamente disinvestito sui propri dipendenti, aumentato invece i lavoratori in appalto a cui non riconosce gli stessi diritti e lo stesso salario. L’ultimo atto di questo progetto aziendale è stata la disdetta del contratto integrativo aziendale, pretendendo di ridurre ulteriormente il salario e di peggiorare l’organizzazione del lavoro". 

L'azienda si rifiuta inoltre di fornire il dettaglio del piano industriale. Nei mesi scorsi sono stati annunciati improvvisamente licenziamenti nei punti vendita di Mantova e Pordenone, che sono stati chiusi senza preavviso e quelli di Bari, Catania, Mestre e Verona che sempre senza preavviso sono stati ridimensionati. In questi giorni sono a rischio le lavoratrici ed i lavoratori del punto vendita di Bolzano, che ha il contratto di affitto in scadenza e i dirigenti aziendali si rifiutano di chiarire quali siano i rischi occupazionali. "Un comportamento che evidentemente non rispetta i dipendenti e le loro famiglie", aggiungono le sigle.

Metro è un’azienda in utile grazie al lavoro che i dipendenti svolgono ogni giorno con dedizione, secondo i sindacati, quindi "è inammissibile che si comporti con tale arroganza". L’adesione allo sciopero "è stata straordinaria fin dai primi turni della mattina ed alcuni punti vendita hanno chiuso. In tutta Italia presidi e volantinaggi per spiegare ai clienti le ragioni della mobilitazione, a Milano un gruppo di lavoratori in sciopero è andato a protestare sotto la sede per far sentire al gruppo dirigente la pressione della protesta". Filcams, Fisascat e Uiltucs concludono: "L’impresa deve rivedere la propria posizione e riaprire un vero tavolo di trattativa, le lavoratrici e i lavoratori lo esigono".

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Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 16:30:00 +0200
Scioperi e vertenze
DoBank annuncia 160 esuberi, al via mobilitazione

Saltano le trattative sindacali in doBank, importante servicer italiano indipendente per la gestione dei crediti. La rottura tra l'azienda e i sindacati "è arrivata quando - spiegano Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Unisin - il gruppo è uscito allo scoperto mettendo sul tavolo 160 esuberi su 1.214 dipendenti totali, prepensionamenti obbligatori e licenziamenti collettivi". Le organizzazioni dei lavoratori rimarcano che "nonostante 53 milioni di utile, il 30 per cento di dividendi in più per gli azionisti e un chief operating officer che con 4,9 milioni di euro è il secondo più pagato tra i manager bancari in Italia, doDank butta giù la maschera. Il gruppo denuncia 160 esuberi e pretende, con un'arroganza mai registrata in altre aziende del settore, di effettuare prepensionamenti obbligatori e licenziamenti collettivi".

"Eravamo stati chiari fin dall'inizio sull'impossibilità di un percorso che poteva portare a licenziamenti e a prepensionamenti obbligatori", spiegano i sindacati: "Con grande senso di responsabilità abbiamo cercato di mettere la stabilità occupazionale come punto cardine di un accordo che, fin da subito, ha avuto momenti di forte contrapposizione, anche ideologica, dove abbiamo nostro malgrado perso tempo con un'azienda che ha, come unica finalità, la riduzione di personale a ogni costo e addirittura in modo discrezionale. Con il principio di negoziare con il sindacato e contemporaneamente avere mani libere con una legge 223 già pronta nel cassetto". Così concludono sottolineano Fisac Cgil, Fabi, First Cisl e Unisin: "Chiusura delle filiali, trasferimenti, deroghe al contratto nazionale: questi i presupposti che possono trovare solo una fortissima contrapposizione del sindacato che fino a oggi ha cercato con grande senso di responsabilità un accordo equo solidale e stabile per tutti i lavoratori del gruppo"

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 15:18:00 +0200
Scioperi e vertenze
Atlantia: concluso incontro al Mise

Subito ritiro della procedura dei licenziamenti e piano industriale per Pavimental e Spea: è quanto Feneal, Filca e Fillea hanno chiesto oggi ad Atlantia, nel corso del vertice convocato al Mise e appena concluso. Sul tavolo, 209 licenziamenti e incertezza sul futuro di Pavimental e Spea.

"Rispetto alle nostre richieste, non abbiamo ricevuto alcuna apertura concreta da parte della holding Atlantia – spiegano i sindacati –; è chiaro ed evidente che se a brevissimo tempo non ci saranno riscontri positivi alle nostre richieste, sarà mobilitazione, perchè non permetteremo che si disperda un partimonio di professionalità, che non solo rappresenta il fiore all'occhiello del Paese, ma è indispensabile per garantire la sicurezza su oltre 3.000 km di rete autostradale. L'azionista Atlantia holding del gruppo Autostrade deve assumere le proprie decisioni, necessarie alla salvaguardia occupazionale e al rilancio delle due società controllate Pavimental  e Spea, che occupano migliaia di lavoratori".

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 14:07:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ryanair, scatta il supplemento neonati

“La disperata corsa al guadagno di Ryanair sembra non avere più limiti. L’ultima trovata della compagnia irlandese – che ormai non è più molto low cost, considerando la lunga lista di supplementi applicati ai prezzi base – prende addirittura di mira i passeggeri più piccoli: il nuovo balzello è il ‘supplemento neonati’, cioè un extra di 25 euro a tratta per bambini al di sotto dei due anni”. Lo afferma Federconsumatori in una nota: “Il supplemento già di per sé assurdo – si legge – appare ancora più ingiustificato se si considera che i bimbi devono viaggiare in braccio ai genitori con una cintura apposita fornita dal personale di bordo: l’utente, quindi, si trova a pagare di più senza ricevere alcun vantaggio né servizi aggiuntivi”.

Il punto importante da segnala, insiste Federconsumatori, è che nella fase di selezione del numero e della tipologia dei viaggiatori (adulti, ragazzi, bambini o neonati) l’applicazione del sovrapprezzo per il bebè non viene chiaramente evidenziata: “Nel momento in cui si seleziona un neonato tra i passeggeri appare solo un messaggio in cui si legge che ‘i bebè di età inferiore ai 2 anni devono sedere in grembo all'adulto accompagnatore’, senza alcun cenno al supplemento. I 25 euro a tratta vengono automaticamente inclusi nel prezzo del biglietto e l’acquirente li ritrova nel conto finale solo nell’ultima fase della prenotazione. Una prassi non del tutto trasparente: un utente un po’ distratto o anche poco avvezzo alle prenotazioni online potrebbe non accorgersi dell’applicazione del balzello”.

“Ancora una volta Ryanair – che è appena diventata la prima compagnia a non offrire la gratuità per i minori di due anni – si muove sul filo della legalità, adottando una condotta estremamente discutibile sotto il profilo della chiarezza e dell’attenzione al cliente. Da tempo si susseguono segnalazioni di scarsa trasparenza da parte di Ryanair: sempre più spesso il vettore dimostra di mostrare scarsa attenzione al rispetto dei diritti dei viaggiatori e, con le continue introduzioni di sovrapprezzi, dà prova di una scarsissima attenzione alla cura del cliente. A tutti coloro che stanno programmando un viaggio – conclude l’associazione dei consumatori – raccomandiamo di prestare la massima attenzione al momento della scelta del vettore aereo con cui viaggiare, mettendo a confronto scrupolosamente e in tutti i dettagli, i servizi offerti e i prezzi finali applicati, per evitare brutte sorprese”.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 12:38:00 +0200
Scioperi e vertenze
Manca il personale, Comune di Melfi in stato di agitazione

Comune di Melfi in stato di agitazione. È la decisione di Fp Cgil, Uil Fpl e Diccap approvata oggi dall’assemblea dei lavoratori. “L’amministrazione comunale – affermano i segretari delle tre sigle, Sandra Guglielmi, Giuseppe Verrastro e Nicola Curcio – ha unilateralmente interrotto le trattative sindacali, manifestando il più totale disinteresse per tutte le problematiche riguardanti i propri lavoratori”. motivare la proteste, tra le altre cose, è la “carenza cronica di personale: sono 113 i posti in pianta organica dichiarati dall’amministrazione ma i 47 dipendenti attualmente in servizio, senza contare i prossimi pensionamenti”.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 12:08:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cavalli Firenze, situazione ancora incerta

Dopo l’incontro al tavolo di crisi della Regione Toscana, la situazione della Roberto Cavalli è ancora incerta. Le Rsu, la Femca Cisl e la Filctem Cgil territoriali ribadiscono che “deve essere garantita la salvaguardia dei posti di lavoro ed il radicamento del marchio nel nostro territorio”.

La comunicazione dell’apertura da parte dell’azienda di una cassa integrazione di 6 mesi e per 229 dipendenti è stata fatta mentre la discussione era in atto in Regione: “Oltre alla mancanza di un minimo rispetto formale delle parti in causa - dicono i sindacati - è evidente che tale decisione crea ancora più incertezza, in quanto ad oggi tale intenzione non è accompagnata da un piano industriale o un progetto minimamente definito.”

Aspettando la convocazione del tavolo ministeriale per la discussione dell’ammortizzatore sociale, è stata quindi convocata una assemblea per la mattina del 30 Aprile: i sindacati e le Rsu denunceranno ancora una volta “un atteggiamento non trasparente che la proprietà insieme al management stanno portando avanti da mesi del quale saranno ritenuti responsabili”.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 11:49:00 +0200
Scioperi e vertenze
Sma Simply: in Veneto 500 lavoratori col fiato sospeso

"Si fanno sempre più insistenti le voci di vendita (a pezzi) dei supermercati Sma Simply (catena distributiva del gruppo Auchan Retail Italia) che nel Veneto interesserebbero decine di punti vendita ed oltre 500 lavoratori". Lo scrive in una nota la Filcams Cgil Veneto, che riferisce anche di "trattative che sarebbero in corso da mesi soprattutto con Gross Market e Conad, oltre che con il gruppo Arena".

"Sma Simply sta attraversando una lunga fase di difficoltà ed a poco sono serviti i ripetuti piani di rilancio commerciale succedutisi negli anni - afferma Margherita Grigolato, segretaria regionale Filcams Cgil -. Ora i lavoratori stanno vivendo nell’incertezza e nell’angoscia una situazione che potrebbe pregiudicarne le condizioni occupazionali. Nonostante le forti preoccupazioni espresse dal sindacato, l’azienda si sottrae ad ogni confronto e chiarimento - aggiunge Grigolato - negando così l’avvio di una qualsiasi interlocuzione circa i destini (e le necessarie garanzie) del personale".

Per smuovere questa inaccettabile situazione è proclamato lo sciopero del gruppo per sabato 20 aprile ed un presidio a carattere regionale a Mestre davanti al Simply di via Carducci dalle ore 10 alle ore 12.

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 11:15:00 +0200
Scioperi e vertenze
Vertenza Opera, «senza risposte sarà sciopero»

Vertenza Opera (servizi museali fiorentini): Filcams Cgil e UilTucs di Firenze hanno incontrato ieri, 18 aprile, in Palazzo Vecchio l’assessore Federico Gianassi, che ha riferito i contenuti dell’incontro col ministro Bonisoli di lunedì scorso. Bonisoli si sarebbe impegnato a cercare, in tempi ristretti, le soluzioni tecnico-giuridiche che raccolgano le esigenze manifestate dai lavoratori (i 300 dipendenti da tempo protestano perché i bandi di gara Consip non garantirebbero il mantenimento delle attuali condizioni economiche e normative), sia per quanto riguarda la gara già espletata del museo dell'Accademia sia per quanto riguarda le gare successive degli Uffizi e degli altri musei statali.
"Filcams Cgil e UilTucs ringraziano l’amministrazione comunale per il lavoro svolto - si legge in una nota - ribadendo però la necessità dell’apertura di un tavolo ministeriale sul tema al fine di concordare le soluzioni tecnico-giuridiche evocate dal ministro. Filcams Cgil e UilTucs chiedono inoltre certezza sui tempi: in assenza di risposte, come forma di lotta non rimarrà che lo sciopero".

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 10:57:00 +0200
Scioperi e vertenze
Metro Italia, è sciopero per oltre 4 mila addetti

Oggi, venerdì 19 aprile, è il giorno dello sciopero nazionale dei 4.200 dipendenti dei 48 punti vendita del gruppo del Cash&Carry Metro Italia. La protesta, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha diverse motivazioni: la disdetta del contratto integrativo dal 1° aprile scorso, sostituito unilateralmente da un regolamento integrativo aziendale (Ria), gli orari, l’organizzazione del lavoro, le ristrutturazioni e le chiusure dei punti vendita.

A questo primo stop, accompagnato da numerose manifestazioni e sit-in in tutta Italia, si aggiungeranno poi ulteriori otto ore di sciopero da organizzarsi a livello territoriale e di magazzino. A Roma, i sindacati hanno organizzato tre presìdi davanti ai negozi di via Aurelia, via Laurentina e La Rustica, altre manifestazioni sono previste in mattinata a Marghera (Venezia), Elmas (Cagliari), Modena, Sassari (zona industriale Predda Niedda), Parma.

Per la prima volta, dopo 46 anni di relazioni sindacali strutturate (il primo integrativo risale al 24 marzo 1978), l’attuale dirigenza della catena di supermercati all’ingrosso non ha voluto sottoscrivere il contratto aziendale. “Un atto grave che si è consumato dopo mesi di trattativa surreale, in cui l’impresa ha esclusivamente ribadito le proprie posizioni in un monologo sordo alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori”, spiegano Filcams, Fisascat e Uiltucs: “E nell’ottobre scorso il nuovo gruppo dirigente si è permesso, senza neanche aver mai visto un magazzino e, per stessa ammissione dell’impresa, non avendo ancora definito gli obiettivi, di disdettare il contratto integrativo”.

Quattro i punti forti di dissidio tra la società e i sindacati: organizzazione del lavoro, premio variabile (che Metro propone di abbassare da 1.600 a 1.400 euro), orario di lavoro (che Metro vorrebbe riportare da 36 a 38 ore, per di più aumentandone la flessibilità), ristrutturazioni e chiusure di punti vendita. “Davanti alle pregiudiziali poste dall’azienda ogni mediazione è risultata impossibile, gli effetti che la disdetta produrrà saranno a carico delle lavoratrici e dei lavoratori”, affermano i sindacati nazionali e territoriali: “Questo è l’ennesimo atto dell’azienda che punta a tagliare sul costo del lavoro, non possiamo esimerci dal chiamare le lavoratrici e i lavoratori alla lotta affinché l’azienda muti radicalmente il proprio atteggiamento”.

Riguardo all'organizzazione del lavoro, con il nuovo progetto T.E.M.P.O. “l'azienda intende flessibilizzare ancor di più la prestazione lavorativa, con orari che cambiano ogni giorno e con turni spezzati, rendendo sostanzialmente impossibile per le lavoratrici e i lavoratori programmare il proprio tempo di vita”. I sindacati, invece, chiedono confronti e accordi sul tema nei singoli punti vendita e la garanzia dei turni unici continuati. Altro punto dirimente è quello riguardante ristrutturazioni e chiusure dei punti vendita: Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono che il preavviso sia di almeno 90 giorni, ma l’azienda ha dato disponibilità a soli 30 giorni. I sindacati stigmatizzano anche le mancate risposte del management sull'utilizzo del precariato, l'abolizione del contributo ai Cral (che l'azienda intende sostituire con un contributo di 2,92 euro per dipendente al mese da destinare alla previdenza integrativa), il mancato rispetto delle mansioni, l’assenza di investimenti per la sicurezza e sui mezzi elevatori per ridurre il carico di lavoro, oltre alla necessità di una maggiore retribuzione per tutti sul lavoro domenicale (senza discriminare i lavoratori con la domenica lavorativa nel contratto).

Data articolo: Fri, 19 Apr 2019 09:25:00 +0200
Scioperi e vertenze
Sirti Carini, 18 aprile assemblea e sciopero

Domani (18 aprile) dalle 13.30 assemblea e sciopero di 4 ore allo stabilimento  Sirti di Carini. Il pacchetto di scioperi è stato stabilito nell'ambito della vertenza seguita a livello nazionale, approdata al ministero del Lavoro. Oggi al Mise si è svolto un primo incontro con l'azienda, dopo il mancato accordo tra le parti e al termine dei 45 giorni di confronto in sede sindacale. I sindacati, in presidio sotto la sede del ministero, avevano chiesto nei giorni scorsi l'intervento del governo per giungere a una soluzione positiva della vertenza, innescata dall'annuncio di 833 esuberi da parte dell'azienda nazionale specializzata nella realizzazione e manutenzioni di grandi reti di telecomunicazione, poi rientrati.  

“Il ministero ha  sollecitato l'azienda a dare risposte, ad allargare la solidarietà a tutti i lavoratori e a quantificare il tenore degli incentivi economici degli accompagnamenti alla pensione – dichiarano il segretario Fiom Cgil Palermo Francesco Foti, Giuseppe Romano, coordinatore Rsu Sirti della Fiom e Franco Agnello, Fiom, della Sirti -.  L'azienda ha preso atto delle richieste. L'incontro  è stato  rinviato al 7 maggio.  Domani in assemblea incontreremo i lavoratori per informarli dell'esito dell'incontro”.  

La richiesta dei sindacati dei metalmeccanici è di mettere in sicurezza il destino occupazionale e lavorativo, presente e futuro, di tutte le lavoratrici e i lavoratori di Sirti. Oltre agli incentivi per quanti andranno in pensione, si chiede  un’applicazione equa e solidale dei contratti di solidarietà per contenere gli effetti economici derivanti dalla riduzione dell’orario di lavoro.E che i cds non solo siano applicati a tutti gli addetti all’interno della divisione 'telco' ma anche, in quota parte solidaristica, alle colleghe e ai colleghi delle altre divisioni merceologiche.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 18:14:00 +0200
Scioperi e vertenze
Alitalia: senza novità scatta la mobilitazione

C’è una “enorme preoccupazione rispetto al piano industriale che ancora non conosciamo”. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito al termine dell'incontro informale con i commissari Alitalia che si è svolto oggi. Il clima è stato comunque sereno, riferisce l’esponente della Filt: “Ci hanno riferito che in cassa ci sono 484 milioni di euro più i depositi che nell'insieme garantiscono i prossimi mesi e l'estate. A oggi sul piano industriale, su cui i commissari non ci hanno riferito per ragioni di riservatezza – afferma infine Cuscito – nei prossimi giorni potremmo avere delle novità. Ma se non dovessero arrivare – avverte – entro il 30 aprile mobiliteremo tutti i lavoratori”.

Sulla stessa linea il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, anche lui presente all’incontro con i commissari: “Se non ci saranno subito risposte dal governo – conferma il sindacalista – potremmo anche pensare a uno sciopero nel mese di maggio. È stato un incontro leale in cui abbiamo posto problemi aziendali che erano rimasti appesi ma anche la necessita' di conoscere un piano industriale di sviluppo e non di sopravvivenza”. Quello che si sta profilando dalla politica, aggiunge, “è che con il completamento del quadro azionario tutti i problemi di Alitalia siano risolti, invece occorre un piano di investimenti che aumenti il perimetro dell'azienda soprattutto sulla flotta, altrimenti non aumenteranno i ricavi e il livello di penetrazione nel mercato della compagnia”. Poi, conclude, “bisogna definire meglio il quadro regolatorio perché la competitivita è disallineata a vantaggio delle low cost: serve un intervento legislativo per riequilibrare il mercato”.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 16:39:00 +0200
Scioperi e vertenze
Metro Cash&Carry, 19 aprile sit-in anche in Sardegna

Domani (19 aprile) sciopero e presidio degli oltre 200 lavoratori della Metro di Cagliari e Sassari che si sono dati appuntamento davanti alle due sedi, a Elmas e nella zona industriale di Predda Niedda, dalle 9 alle 13.

Le ragioni della protesta, proclamata a livello nazionale dalle sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, sono legate alla disdetta unilaterale dell’integrativo e alle richieste dell’azienda giudicate irricevibili da sindacati e lavoratori: dal 1° aprile, infatti, “sono state imposte nuove regole dai vertici alla guida della multinazionale da qualche mese che, sostanzialmente, si traducono in un incremento dell’orario di lavoro, totale flessibilità e riduzione degli stipendi”, affermano le tre sigle.

“Un atteggiamento – conclude la nota – che contrasta con le relazioni industriali positive consolidate da decenni ed è alla base della prima giornata di sciopero prevista per domani, alla quale seguiranno altre mobilitazioni da definire nei territori”.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 12:38:00 +0200
Scioperi e vertenze
Oscar Ceramiche, il futuro si fa nero

“A seguito della notizia del ritiro da parte dell’acquirente dall’acquisizione della Oscar Ceramiche in fallimento dal 22 ottobre scorso, riemergono fortissime le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e dei lavoratori sulla mancata soluzione della vertenza che ormai da sei mesi interessa il futuro occupazionale di quasi 80 famiglie”.

È quanto si legge in una nota firmata dalle Rsu e dai sindacalisti Antonino Carlo (Filctem Cgil), Massimo Muratori (Femca Cisl), Letizia Giello (Fesica Confsal) e Fulvio Bonvicini (Uiltec Uil), che chiedono una proroga di altri sei mesi di cigs per cessazione di attività, “ciò anche al fine di dare un minimo di risposta ai lavoratori ancora in forze e, se ne ricorreranno le condizioni, per verificare nel tempo la possibilità di favorire altri potenziali interessati all'acquisizione dell'impresa e alla salvaguardia occupazionale”.

L’approssimarsi della fine della cassa integrazione straordinaria, che scadrà il 21 aprile, “ci riporta indietro e vanifica tutti gli sforzi sostenuti in primis dai dipendenti, da sei mesi senza alcuna entrata (la cassa sarà pagata nei prossimi mesi direttamente dall’Inps) e riconsegna ai lavoratori l’incertezza sul futuro di una ceramica che negli ultimi anni ha vissuto profonde fasi di crisi che si sono poi risolte nel fallimento”.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 12:34:00 +0200
Scioperi e vertenze
Alitalia, al via incontro tra sindacati e azienda

Ha preso il via da pochi minuti l'incontro tra i commissari di Alitalia e i sindacati sul futuro della compagnia aerea. Al tavolo sono presenti i commissari Daniele Discepolo e Stefano Paleari e tra gli altri i sindacalisti Salvatore Pellecchia, segretario generale Fit Cisl, Claudio Tarlazzi, segretario generale Uilt e Fabrizio Cuscito, segretario nazionale Filt Cgil.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 12:24:00 +0200
Scioperi e vertenze
Laerh Albenga: in grave pericolo futuro produttivo

Le segreterie Fim Fiom Uilm di Savona e la rappresentanza sindacale aziendale dello stabilimento Laerh di Albenga hanno incontrato ieri, 17 aprile, la proprietà per discutere del futuro produttivo ed occupazionale del sito messo in grave pericolo dalla difficoltà in cui versa da mesi Piaggio Aerospace. "Ci è stato ribadito ciò che da sempre sappiamo - spiega Andrea Mandraccia, della Fiom Cgil di Savona - senza la formalizzazione di nuovi carichi di lavoro da Piaggio non c'è possibilità di riaprire la fabbrica nel breve periodo. Infatti, la definizione di contratti con altri clienti (primo fra tutti Leonardo) a cui l'azienda sta lavorando non garantisce la piena occupazione dei 53 lavoratori diretti, men che meno il riassorbimento dei lavoratori in somministrazione e dei tirocinanti a cui è cessato il contratto alla fine dello scorso anno".

"Per questo - continua Mandraccia - è necessario che quanto prima venga definito il finanziamento di quelle commesse sia civili che militari che erano state annunciate nell'incontro al Ministero dello sviluppo economico dello scorso 26 febbraio, ma che ad oggi non sono ancora state formalizzate. Ricordiamo come i lavoratori LaerH siano in cassa integrazione da dicembre senza integrazione aziendale, mentre gli altri lavoratori che prestavano la propria attività in LaerH sono in sospensione come prevede il Ccnl per le agenzie di lavoro in somministrazione o in Naspi".

Per la Cgil è pertanto "indispensabile" che arrivino risposte dall'incontro per Piaggio Aerospace che si terrà al Mise il prossimo 24 aprile. "I lavoratori hanno dimostrato grande unità nelle iniziative di mobilitazione organizzate da novembre a questa parte e continueranno a lottare per difendere il proprio posto di lavoro, difendendo al tempo stesso il più rilevante nuovo sito produttivo che si è insediato negli ultimi anni nella nostra provincia", conclude Mandraccia.

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 10:53:00 +0200
Scioperi e vertenze
Casinò Saint Vincent: tutti i dubbi della Cgil

Il Casinò de la Vallée (Saint-Vincent) non ha pace. "Diventa sempre più difficile pensare di trovare una soluzione per ripartire, tenuto conto che quasi ogni giorno si rincorrono notizie giudiziarie, politiche ed economiche - commenta Vilma Gaillard, segretaria generale della Cgil Valle d'Aosta -  che spesso ci fanno chiedere se ci sia veramente la volontà di tenere aperta la Casa da gioco". 

Gaillard si chiede "ancora per quanto tempo la questione casinò dovrà fare stare con il fiato sospeso i lavoratori e tutti i cittadini valdostani". "Vogliamo ricordare i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori, tra tagli degli stipendi e licenziamenti - continua la segretaria Cgil - Abbiamo manifestato dubbi e perplessità davanti a scelte della politica e di manager 'del momento' che ci ponevano davanti al fatto compiuto. O peggio, spesso, ci siamo trovati ad apprendere le notizie dagli organi di informazione e non dalla Proprietà o dai vari amministratori unici che si sono susseguiti. La questione Casinò sta diventando giorno dopo giorno un macigno sullo stomaco per tutti i cittadini valdostani. E allora viene da chiedersi: c'è veramente la volontà di salvare il casinò?". 

Data articolo: Thu, 18 Apr 2019 10:18:00 +0200

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