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News scioperi e vertenze da rassegna.it (CGIL)

#scioperi #lavoro #vertenze #CGIL

Scioperi e vertenze
Tmb Italia, la protesta non si ferma

Prosegue lo sciopero dei lavoratori di Tmb Italia, che incrociano le braccia da lunedì 5 novembre. Venerdì 16 novembre alle ore 12 l'azienda ha deciso di incontrare le delegazioni sindacali della Fiom di Palermo e di Catania nella sede catanese della federazione dei metalmeccanici. Ma la protesta non si ferma.

I lavoratori delle sedi siciliane dell'azienda partenopea che si occupa di manutenzione di impianti elettrici continueranno nel frattempo a scioperare. La Fiom ha inviato oggi due lettere all'assessorato regionale Attività produttive e all'Ispettorato territoriale di Palermo di via Praga, chiedendo un incontro urgente per capire come l'azienda intende proseguire e per affrontare la situazione dei lavoratori, “che stanno attraversando uno stato di grande sofferenza economica".  

“I ritardi di questi mesi nell'erogazione degli stipendi sarebbero dovuti, secondo quando dice l'azienda, ai mancati pagamenti della committente Telecom Italia per i lavori nel settore radiomobile – dichiarano Francesco Foti e Nunzio Cinquemani, segretari Fiom Cgil Palermo e Catania - Pertanto abbiamo chiesto una convocazione della massima urgenza, alla presenza anche della stazione appaltate, per dare una risposta ai lavoratori che stanno protestando da più di una settimana  per sollecitare le dovute retribuzioni, dopo mesi di acconti”.

I lavoratori hanno ricevuto ieri il saldo degli stipendi di agosto e attendono adesso il mese di settembre, più una serie di istituti contrattuali. “L'azienda aveva chiesto di interrompere lo sciopero. Ma i lavoratori hanno risposto di no. Anche perché – aggiungono Foti e Cinquemani – i dipendenti  stessi ci hanno riferito con allarme di avere visto durante lo sciopero lavoratori inviati dall'azienda dalle sedi Tmb della Campania e dalla Calabria per sostituire i lavoratori in sciopero. Oggi tutte le attività sono state sospese in attesa della convocazione di venerdì. L'incontro servirà a fare chiarezza anche sui paventati comportamenti dell'azienda che, qualora confermati, risulterebbero in  palese violazione dello statuto dei lavoratori (legge 300)”.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 18:53:00 +0200
Scioperi e vertenze
Casinò di Saint Vincent: la Cgil chiede il ritiro dei licenziamenti

"In seguito al via libera al concordato preventivo del Casinò di Saint Vincent chiediamo che Cm Service srl ritiri la procedura di licenziamento collettivo". E' quanto si legge in una nota della Cgil Valle d'Aosta in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata per 18 lavoratori (tutti gli addetti al servizio) operanti nell'appalto pulizie del Casino di Saint Vincent a causa della crisi finanziaria della casa da gioco. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro all'azienda e convocheranno il 15 novembre l'assemblea dei lavoratori.

"Unitariamente, come sindacati, abbiamo già fatto una richiesta di incontro alla Cm Service - afferma Isabelle Buillet, segretaria regionale della Filcams Cgil -  Restiamo perplessi dalla richiesta di licenziamento collettivo ancora la situazione economica del Casinò, come di pubblico dominio, non è ancora chiara".

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 18:16:00 +0200
Scioperi e vertenze
Palermo, 15 novembre sciopero edili passante ferroviario

Sciopereranno giovedì 15 novembre i lavoratori del passante ferroviario di Palermo. La decisione è stata presa all'unanimità stamattina, nel corso dell'assemblea svolta presso il cantiere della Sis  di via Belgio. L'astensione dal lavoro avverrà in coincidenza con la riunione che il 15 si terrà alle ore 11 nella sede dell'assessorato di via Leonardo da Vinci tra Rfi, Sis, le organizzazioni sindacali e l'assessore alle Infrastrutture Marco Falcone. I lavoratori terranno sotto la sede dell'assessorato un sit-in a partire dalle ore 9.

L'incontro tra le parti  è stato fissato la settimana scorsa dopo che, per il forte pressing messo in atto dai  sindacati, i licenziamenti dei 216 operai che dovevano scattare in maniera graduale da fine ottobre sono stati messi in stand-by, in attesa dell'incontro di giovedì all'assessorato Infrastrutture. 

“La proclamazione dello sciopero da parte dei lavoratori assieme alle organizzazioni  sindacali  ha l'obiettivo di accendere i riflettori sull'appalto del passante ferroviario per fare una volta per tutte  chiarezza – dichiarano i segretari di Feneal, Filca e Fillea Palermo Ignazio Baudo, Francesco Danese e Piero Ceraulo -  Al tavolo chiediamo una decisione sul completamento del passante ferroviario, la nostra richiesta è che l'opera si completi nei tempi giusti, senza il bisogno di ricorrere a un nuovo appalto. Vogliamo conoscere la reale volontà  delle parti in causa sul proseguimento dei lavori”.

Per il completamento dell'opera mancano ancora da realizzare per intero quattro stazioni ferroviarie oltre allo scavo della galleria di vicolo Bernava. E il doppio binario previsto è ancora a un solo binario nella tratta dalla stazione d'Orleans alla stazione Notarbartolo. “Riunire  tutti i soggetti intorno al tavolo – aggiungono Feneal, Filca e Fillea – servirà anche a discutere dell'indirizzo  politico della Regione in merito alle infrastrutture da realizzare sul nostro territorio”.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 17:42:00 +0200
Scioperi e vertenze
Tim: Solari (Slc), azienda rischia capolinea

“Tim rischia di essere al capolinea della sua prestigiosa storia. Negli ultimi vent'anni, dopo la privatizzazione, l’azienda è stata scentemente scarnificata da tutti coloro che si sono succeduti nel controllo”. Così dichiara Fabrizio Solari, segretario generale Slc Cgil, commentando l’avvicendarsi di notizie circa il più importante gruppo di tlc in Italia.

“Ora si rischiano migliaia di esuberi, oltre che privare il Paese di una grande azienda che avrebbe potuto guidare il processo di digitalizzazione quanto mai necessario per poter puntare all’innovazione e allo sviluppo. L’aver permesso tutto questo, sta alla responsabilità della politica e dei governi passati", afferma il dirigente sindacale.

“Il sindacato, in modo unitario, già nell’aprile scorso aveva avanzato una sua proposta, consegnandola a tutti i gruppi parlamentari e, successivamente, al nuovo governo. Ad oggi, non è stato possibile avviare alcun serio confronto: mi auguro che l’incontro con il ministro dello Sviluppo economico, fissato per il 22 novembre, possa servire a invertire la rotta", conclude l'esponente Cgil.

 

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 17:29:00 +0200
Scioperi e vertenze
Liguria: Poste stabilizza 102 precari

Grazie all'accordo nazionale fortemente sostenuto proprio dalla Liguria, dove Slc ha svolto a suo sostegno numerose battaglie, Poste assumerà a tempo indeterminato 102 lavoratori che da anni sono precari in Poste e così suddivisi: 52 a Genova, 21 a Savona, 17 a Imperia e 12 a La Spezia. Lo rende noto lo stesso sindacato.

"L’aspetto che va sottolineato - spiega -, al di là del fatto che dovendo rispettare alcune vigenti normative di legge si siano create delle difformità, è lo sblocco del turnover dopo decenni di blocco delle assunzioni. Ovviamente non ci si ferma qui e continua la lotta contro il precariato alle Poste - aggiunge -, cercando di proseguire le trattative per accelerare ed incrementate il processo per le assunzioni nel 2019 e 2020, e per gli anni successivi, diminuire i mesi di lavoro necessari per l’inserimento nelle graduatorie e aumentare la percentuale di copertura rispetto ai pensionamenti e all'utilizzo del bacino di questi precari anche per il personale addetto agli sportelli".

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 16:25:00 +0200
Scioperi e vertenze
Contratti pubblici: le risorse non bastano

"Si tratta di cifre insufficienti, al di sotto del triennio che abbiamo appena chiuso". Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione pubblica Cgil, commenta l'avvio oggi (martedì 13 novembre) del rinnovo dei contratti nazionali del pubblico impiego, nel corso dell'incontro a Roma tra sindacati e ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. I sindacati hanno evidenziato diversi nodi, tra cui quello delle risorse, che non sono sufficienti per concludere i contratti 2019-2021. "Al tavolo non c'è stato un vero confronto, ma solo un ascolto da parte del ministro", aggiunge Sorrentino: "Noi vorremmo, invece, aprire una trattativa. Siamo insoddisfatti sia per le risorse che sono insufficienti per i rinnovi contrattuali, ma anche per il turnover, che resta solo un'indicazione, in particolare per categorie come i medici".

Sul tema specifico del turn over, i sindacati hanno rilevato che "serve un piano straordinario di assunzioni per sanare blocchi di secoli e rispondere all'emergenza occupazionale". L'incontro, durato un paio d'ore, ha avuto come ordine del giorno gli stanziamenti in legge di bilancio, a partire dalle risorse per gli statali in scadenza di contratto con la fine del 2018. La manovra 2019 dedica vari articoli al tema della pubblica amministrazione e, in particolare, destina al rinnovo dei contratti 1,1 miliardi di euro per l'anno prossimo, 1,425 nel 2020 e 1,775 a decorrere dal 2021.

Serena Sorrentino ha anche riferito che "la ministra Bongiorno ha detto che in legge di Bilancio ci sarà una norma ad hoc sulla quota 100 per il pubblico impiego. Quindi ci sarà un trattamento differenziato per pubblico e privato". Una disparità di trattamento giudicata "inammissibile", anche per la "forzatura" di uno scenario che potrebbe avere quattro finestre per le uscite dei lavoratori privati e una sola per i dipendenti pubblici.

Infine, ha aggiunto, "rimangono sul tappeto i rinnovi dei contratti della dirigenza delle funzioni centrali, delle funzioni locali e del contratto dei medici e della dirigenza sanitaria che scioperano il 23 novembre, così come l'esigenza di liberare la contrattazione decentrata come strumento, attraverso interventi sulla produttività, per fare operazioni di valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori". Ultima questione posta: "Vorremmo sapere dal ministro Bongiorno se il percorso di confronto si esaurisce con oggi o se c'è modo e possibilità di continuare non solo sulla legge di bilancio ma su altre importanti partite. Come lo sono il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l'avvio del confronto sull'atto di indirizzo come primo passo verso la trattativa per i rinnovi contrattuali".

Le uscite con quota 100, secondo quanto detto dal ministro, potrebbero riguardare 146 mila dipendenti pubblici. Di questi "120 mila solo nella scuola", ha precisato il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli, anche lui al tavolo, spiegando che "se escono tutti si farà fatica a coprire il buco con l'attuale platea di precari. Con il rischio di un'emergenza a cui non abbiamo capito quale sarà la risposta". In generale, ha detto, "riteniamo lo stanziamento in legge di stabilità assolutamente insufficiente per poter rinnovare i contratti. Una legge di stabilità che forza sulla spesa in deficit avrebbe dovuto mettere al centro l'aumento dei salari. Fondamentale che ci siano risorse per rivedere i profili professionali e per un adeguato sviluppo delle professionalità in tutti i settori della conoscenza, cosa che non appare possibile nell'attuale quadro. Serve un'accelerazione sull'apertura delle sequenze contrattuali del precedente contratto e sul rinnovo del contratto della dirigenza".

"Non c'è stato niente da valutare - ha sottolineato Antonio Foccillo, segretario confederale Uil -. ll ministro ha sottolineato l'impegno per il rinnovo dei contratti, ma non abbiamo fatto approfondimenti. Le risorse stanziate non soddisfano le nostre richieste. Inoltre sarebbe necessario un piano straordinario di assunzioni, per far fronte alle carenze di personale per i molti anni del blocco del turnover".

Così il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga: "È positiva la ripartenza del confronto. C'è una prima posta che non consente però un rinnovo al pari del triennio scorso, chiuso con un aumento del 3,48% contro un 2% ad oggi. Le risorse non sono sufficienti. Il turnover va bene ma da solo non basta. Non abbiamo parlato della quota 100, ma abbiamo ribadito che i dipendenti pubblici non possono essere penalizzati. Positivo che si stia riprendendo a discutere - ha concluso -, ma c'è la necessità di un confronto più strutturato''.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 15:38:00 +0200
Scioperi e vertenze
Appalti delle scuole, il 19 novembre sciopero e manifestazione

È di nuovo sciopero per le lavoratrici e i lavoratori degli appalti delle scuole - ex Lsu e dei cosiddetti appalti storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane. Il mancato pagamento degli stipendi da parte delle imprese e il non rispetto degli impegni assunti dal Miur hanno portato le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti a proclamare lo sciopero e la manifestazione davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma per il prossimo 19 novembre

Dall’11 settembre scorso, i lavoratori sono in attesa della convocazione di un tavolo di confronto promesso dai dirigenti del Miur, proprio in occasione dell’ultima manifestazione. A nulla sono valse le richieste da parte sindacale: attualmente ancora non sono pervenuti riscontri in merito. Nella lettera unitaria inviata dalle organizzazioni sindacali a tutte le parti coinvolte, viene ribadito “lo stato di gravità della situazione attuale, che vede gran parte delle aziende oggi impegnate nella convenzione Consip Scuole, non pagare o essere in costante ritardo nell’erogazione degli stipendi”. 

“Il limite è colmo” afferma la segretaria nazionale della Filcams Cgil Elisa Camellini, “i lavoratori sono esasperati e la promessa di internalizzazione del servizio che giornalmente viene smentita dal governo sta aggravando la situazione di incertezza che ormai da anni si protrae”.

“Lunedì saremo nuovamente davanti al Miur - aggiunge - con i lavoratori provenienti da tutta Italia. Siamo stanchi delle promesse, vogliamo delle risposte e degli interventi concreti che possano finalmente regolamentare un settore importante per la scuola e dare finalmente stabilità occupazionale e garanzia del reddito ai lavoratori”.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 15:26:00 +0200
Scioperi e vertenze
Pernigotti: Sindacati, azienda ceda il marchio

"Chiediamo che la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Pernigotti di Novi Ligure non sia per cessazione di attività ma per riorganizzazione, solo così possiamo prevedere delle prospettive senza distruggere anni di storia. E poi bisogna 'costringere' l'azienda a cedere il marchio. Le istituzioni ci devono dare una mano, per salvaguardare il Made in Italy". La richiesta è delle organizzazioni sindacali della storica azienda dolciaria, che oggi (martedì 13 novembre) sono state ricevute dal Consiglio regionale del Piemonte, in vista del tavolo convocato al Mise per giovedì 15. "Lo stabilimento è stato definito un ramo secco da tagliare, il cambiamento della causale della cigs è l'unica strada", spiega Marco Malpassi, segretario della Cgil Alessandria: "Sono 100 i lavoratori coinvolti, cui si aggiungono 150 interinali che non hanno paracaduti e che vanno difesi". Presente all'incontro anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, concorde con le richieste dei lavoratori: "Ci auguriamo che giovedì al tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico a rappresentare l'azienda ci sia un interlocutore autorevole. Bisogna agire nell'immediato; tra le prime richieste che come Regione avanzeremo c'è il cambiamento di causale della cassa integrazione straordinaria, non per cessazione di attività, come richiesto dalla proprietà, ma per ristrutturazione, quindi con investimenti per lo stabilimento".

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 15:21:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ferrarini: Flai, subito incontro urgente su prospettive

''Le notizie o voci che circolano in questi giorni sul futuro del gruppo Ferrarini stanno destando profonda preoccupazione tra i lavoratori". A dirlo è Marco Bermani, segretario nazionale della Flai Cgil: "Mancano chiarezza e certezza sul destino dei siti e del mantenimento dei livelli occupazionali. Ribadiamo, inoltre, che siamo contrari a ipotesi di spezzettamento dei siti o delocalizzazioni''. Bermani ritiene "urgente un incontro con la proprietà, cosa peraltro concordata anche durante l'incontro al Mise dello scorso 24 ottobre. In quella occasione il gruppo Ferrarini si impegnava entro il mese di novembre a fissare una data per presentare un piano industriale''.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 14:50:00 +0200
Scioperi e vertenze
Blutec, vertenza riaperta

Si è tenuto questa mattina (13 novembre) il tavolo al Ministero dello sviluppo economico sulla vertenza Blutec di Termini Imerese. All'incontro, cui ha partecipato anche il ministro Luigi Di Maio, l’azienda ha presentato il progetto di rilancio del polo industriale palermitano, che finora non è mai partito. Il nuovo piano industriale prevede l’occupazione di 694 lavoratori entro il 2020, con un cronoprogramma che vedrà a dicembre 2018 l’ingresso di 115 lavoratori, a settembre di altri 100 e a dicembre 2019 di ulteriori 344.

Questi obiettivi sarebbero garantiti dalla eventuale conferma di tre iniziative industriali: elettrificazione del Doblò e del Ducato, e assemblaggio delle batterie Samsung. L’azienda ha anche chiarito che sta procedendo a fornire tutte le documentazioni alla Guardia di Finanza sul vecchio contratto di sviluppo e ha già realizzato una nuova proposta da sottoporre a Invitalia per realizzare il piano industriale.

La Fiom, al tavolo, ha chiesto la salvaguardia della continuità occupazionale per il 2019 e gli interventi necessari a garantire l’uscita dei lavoratori “usurati”, visto che la cassa integrazione scadrà a dicembre 2018 e ad oggi non ci sono produzioni in grado di garantire la rioccupazione di tutti i lavoratori. Quindi è stato chiesto all’azienda di presentare la richiesta al Ministero del lavoro e al ministro di tutelare anche i 300 lavoratori dell’indotto, che comprendono i 64 dei servizi a cui a breve scade la Naspi.

"Salvaguardata la continuità occupazionale", per la Fiom, ma ora è "indispensabile la riapertura della vertenza Termini Imerese. Serve il coinvolgimento diretto di Fca - oltre ad essere necessario aprire a nuovi players che siano interessati a investire in quell’area industriale - per la transizione dall’auto endotermica alla mobilità elettrica attraverso la componentistica dell’auto".

Secondo quanto riferito da Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom e Roberto Mastrosimone, segretario generale Fiom Sicilia, Di Maio ha preso l’impegno "di partecipare direttamente a tutti i tavoli". Il prossimo è aggiornato alla prima settimana di dicembre. Nel frattempo il ministro "richiamerà Fca alle sue responsabilità su Termini Imerese con la presentazione del piano industriale per l’Italia". Inoltre, Di Maio "ha chiesto che Blutec entro due settimane verifichi la fattibilità concreta del piano, in tal caso sarebbero assicurati gli strumenti utili per il rilancio del progetto di industrializzazione". Infine, Di Maio ha confermato gli ammortizzatori sociali sia per i 700 lavoratori ex Fiat sia per i 300 dell’indotto per tutto il 2019.

La Fiom ritiene la partecipazione del ministro "un atto importante verso i lavoratori e valuta positivamente la dichiarazione fatta di lavorare per il coinvolgimento diretto di Fca, come da noi richiesto". Inoltre la Blutec, "a fronte della nostra sollecitazione a far partire la richiesta di nuovi ammortizzatori sociali per il 2019, si è impegnata ad attivarsi da subito.
La 'vertenza Termini Imerese' è riaperta: l’obiettivo è garantire con la reindustrializzazione la rioccupazione dei 700 lavoratori Blutec più i 300 dell’indotto in un settore di forte innovazione come la mobilità elettrica”.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 13:20:00 +0200
Scioperi e vertenze
Riders, i dubbi sulla vendita di Foodora a Glovo

“Chiediamo fin da subito alle aziende coinvolte e alla nuova proprietà di aprire un confronto per valutare gli effetti della vendita/passaggio di proprietà sui lavoratori coinvolti, sia sull'occupazione sia sulla tipologia del rapporto di lavoro”. Lo affermano Cgil, Cisl e Uil dopo che in questi giorni è stata annunciata la vendita di Foodora a Glovo nel settore del food delivery e, soprattutto, “la presunta volontà di quest'ultima di non voler dare continuità ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati da Foodora con quasi 2 mila rider in tutta Italia”.

Finora alle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali non è stata comunicata alcuna procedura formale, cosa che tra l’altro a determinate condizioni è obbligatoria per quanto concerne i lavoratori dipendenti. "La volontà di confronto e di migliorare le condizioni di lavoro dei riders – aggiungono Cgil, Cisl e Uil  è ciò che accomuna e che tiene insieme, nonostante le diverse specifiche posizioni, tutte le parti che partecipano al tavolo promosso dal ministero del Lavoro il quale deve passare rapidamente dalle buone intenzioni al confronto sulle proposte concrete. Chiediamo, quindi, a questo ministero, concludono Cgil, Cisl e Uil, di farsi parte attiva perché si avvi su questa vicenda un confronto specifico fra aziende e sindacati che deve avere come obiettivo la continuità ai rapporti di lavoro e il non peggioramento delle attuali condizioni economico-normative”-

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 12:41:00 +0200
Scioperi e vertenze
Reuters, indetti due giorni di sciopero

Secondo giorno di sciopero oggi (martedì 13 novembre) all'agenzia di stampa Reuters, più altre tre da attuarsi nelle prossime settimane. A motivare la protesta, il piano aziendale che prevede il licenziamento di 16 giornalisti, pari a più di un terzo della redazione italiana. Il Comitato di redazione definisce "incomprensibile la motivazione dell'azienda, secondo cui i licenziamenti sarebbero necessari nel quadro di un piano di riorganizzazione e di efficientamento della struttura". Una misura sproporzionata per i giornalisti e immotivata tanto più perché adottati in un gruppo "che ha diffuso conti in utile, ha stanziato due miliardi di dollari per potenziali acquisizioni, sta portando un programma di buyback e può contare - unico soggetto nel panorama mondiale dell'editoria - su ricavi certi per 325 milioni di dollari per 30 anni come parte di un accordo con il fondo Blackstone, cui ha ceduto la divisione Financial e Risk".

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 10:07:00 +0200
Scioperi e vertenze
Drs (Latina), 14 novembre sciopero

Sciopero mercoledì 14 novembre al Deposito regionale surgelati (Drs) di Latina Scalo, società che si occupa del deposito di Csi Findus e Unilever-Algida e della spedizione dei rispettivi prodotti. Previsto anche un presidio davanti ai cancelli dell'azienda (in via delle Industrie). A motivare la protesta, indetta da Cgil e Uil, la "decisione unilaterale" dell'azienda di aprire licenziamenti collettivi per nove dipendenti. "Chiediamo alla società un'assunzione di responsabilità, ritirando dal tavolo di confronto i licenziamenti intimati, per poter procedere nelle fasi sindacale e amministrativa della procedura di legge prevista, ragionamenti e soluzioni alternative agli stessi per la salvaguardia occupazionale e nel contempo del core business aziendale", spiegano i sindacati.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 09:59:00 +0200
Scioperi e vertenze
Rilancio Blutec, alla ricerca di una svolta

Sul tavolo tante questioni: gli ammortizzatori sociali, il ruolo della dirigenza, i progetti di rilancio del polo industriale palermitano (che non è mai realmente decollato). Se ne parla oggi (martedì 13 novembre) a Roma, alle ore 10 presso il ministero dello Sviluppo economico, in occasione della cabina di regia sulla Blutec di Termini Imerese. Dopo la visita del ministro Di Maio e l'annuncio davanti ai cancelli dell’azienda, i sindacati sperano di chiudere la partita degli ammortizzatori sociali. Non è ancora chiaro, però, se il ministro sarà presente all’incontro, visto che finora non ha mai partecipato ai precedenti confronti: “Noi abbiamo chiesto espressamente la sua presenza – dice il segretario della Fiom Cgil Sicilia Roberto Mastrosimone – visto che, oltre alle questioni di natura industriale, rimane da definire la questione della continuità dei redditi”.

Su circa mille lavoratori rimasti dopo che l’azienda ha rilevato lo stabilimento ex Fiat, solo 135 sono stati riassorbiti, mentre altri 560 operai sono in cassa integrazione (in totale 700 ex Fiat), cui si aggiungono i 300 licenziati dell’indotto. “Occorre rinnovare la cassa integrazione – continua Mastrosimone – e definire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori dell’indotto, per i quali il 31 dicembre scade la mobilità in deroga”. Si tratta di un passaggio delicato, che richiede una modifica della norma che attualmente non prevede alcuna deroga per coloro che escono della Naspi, e riguarda 64 lavoratori (44 Ssa e 20 Manital). “Anche per loro – ha affermato Mastrosimone - chiediamo la possibilità di un rinnovo a partire dal prossimo anno”.

Un altro fattore decisivo è il ruolo di Blutec per il futuro di Termini Imerese. L'azienda dovrà avvalorare le promesse fatte in questi anni nel rapporto con Fca, soprattutto per quanto riguarda la conversione all’elettrico di veicoli commerciali. In caso contrario, si procederà all'ingresso di altri soggetti. Poi c’è  la questione del possibile ruolo di Fca: Di Maio, nel corso della sua visita, ha assicurato che il “governo avrebbe richiamato Fca alle sue responsabilità”, ma ancora non si è capito in che modo. Ad aleggiare sulla vertenza, infine, c’è anche la recente cessione del gruppo Magneti Marelli in Giappone, che potrebbe rimescolare le carte in vista dell’annunciata produzione di veicoli elettrici a partire proprio dal rapporto con Fca. “Si continua a non intervenire sulle strategie di Fca nel Paese”, conclude la Fiom: “Già noi ne paghiamo le conseguenze da più di dieci anni, sono scelte che penalizzano la nostra presenza industriale in Italia e nel settore automotive”.

Data articolo: Tue, 13 Nov 2018 08:32:00 +0200
Scioperi e vertenze
Electrolux Forlì: quel Grande Fratello che non piace ai sindacati

Nuovo sciopero alla Electrolux di Forlì oggi, 13 novembre, per un’ora e mezza "contro i comportamenti scorretti della direzione aziendale". La nuova astensione va aggiungersi alle 6 ore già effettuate nei giorni scorsi dalla stragrande maggioranza dei lavoratori dello stabilimento forlivese. La mobilitazione inoltre continuerà con un ulteriore pacchetto di iniziative di sciopero. Ad affermarlo in una nota sono i sindacati dei lavoratori metalmeccanici di Forlì, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che in una nota spiegano le motivazioni della protesta.

"Electrolux, implementando l’utilizzo della robotica in azienda, vuole intimare agli operai di svolgere operazioni supplementari, pur essendo questi ultimi già coinvolti in cicli di lavoro molto faticosi - scrivono i tre sindacati - Specifichiamo che la situazione generale dell’azienda è migliorata sensibilmente negli ultimi anni, passando da un utilizzo continuo degli ammortizzatori sociali ad aumenti sensibili dei volumi produttivi e alla necessità di fare nuove assunzioni, anche grazie all’impegno e al sacrificio degli operai, che hanno garantito una maggiore produttività aumentando negli scorsi anni i ritmi di lavoro.

"Nello specifico - spiegano Fim, Fiom e Uilm - ai lavoratori nelle linee di montaggio si vorrebbe imporre, oltre alle loro già impegnative mansioni, un’attività di controllo e riparazione su quanto fatto dai colleghi nelle fasi precedenti. Una sorta di Grande Fratello in cui ai lavoratori viene imposta, oltre alla loro attività ordinaria, anche un’attività di controllo, che porterebbe ad una netta divisione al loro interno, generando dissidi e litigi". Inoltre, ad avviso delle organizzazioni sindacali, questo elemento potrebbe comportare il controllo a distanza dell’attività lavorativa, notoriamente vietato dallo Statuto dei Lavoratori, e per il quale si chiederà un intervento di verifica all’Ispettorato del Lavoro.

"I precedenti tentativi di arrivare ad un accordo con la direzione aziendale si sono rivelati vani - concludono Fim, Fiom e Uilm - dunque l’assemblea dei lavoratori ha deciso che avrebbe protestato fortemente contro questa volontà di aggravare le condizioni di lavoro e che avrebbe chiesto una verifica sui rischi per la salute che questa situazione potrebbe comportare".

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 17:58:00 +0200
Scioperi e vertenze
Industria italiana autobus verso il fallimento

“È inaccettabile quanto sta accadendo in merito a Industria italiana autobus. Per gli stabilimenti di Bologna e Flumeri, in provincia di Avellino, si prospetta di nuovo il fallimento. Oggi l'azienda ha fatto sapere che l'assemblea degli azionisti di Iia si riunirà il 21 novembre per valutare le manifestazioni di interesse alla ricapitalizzazione, aprendo alla possibilità che anche altri soggetti, oltre a Ferrovie dello Stato, possano partecipare. Ma la situazione è ancora più drammatica, in quanto l'azienda ha comunicato che non intende procedere al pagamento degli stipendi". Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, Bruno Papignani, segretario generale Fiom Emilia Romagna, e Giuseppe Morsa, segretario generale Fiom Avellino.

La Fiom nazionale chiede la convocazione urgente del tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico per scongiurare il fallimento, per superare definitivamente le incertezze e per avviare il confronto sul piano industriale e occupazionale. Nel frattempo, lavoratrici e lavoratori stanno organizzando una mobilitazione permanente per far sentire la loro voce con scioperi e assemblee. Già da domani, partono a Bologna gli scioperi con assemblee senza avvertimento, che proseguiranno fino a mercoledì, mentre giovedì sarà proclamato lo sciopero per tutta la giornata con un'assemblea davanti allo stabilimento aperta ai partiti, alle istituzioni e alla stampa. A Flumeri, sempre giovedì 15 novembre sarà indetto uno sciopero di otto ore e si svolgerà un'assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento con i parlamentari eletti nella provincia di Avellino e le istituzioni locali.

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 16:42:00 +0200
Scioperi e vertenze
Blutec, i nodi vengono al pettine

È arrivata nei giorni scorsi la convocazione al ministero per la questione degli ammortizzatori sociali alla Blutec di Termini Imerese. Il 13 novembre alle 10, al Mise, i sindacati sederanno al tavolo per affrontare i nodi del progetto di rilancio del polo industriale palermitano, mai realmente decollato.

Dopo la visita del ministro Luigi Di Maio e l'annuncio davanti ai cancelli di Blutec, i sindacati sperano di chiudere la partita degli ammortizzatori sociali e che si faccia chiarezza sul ruolo della dirigenza. Non è ancora chiaro, però, se proprio il ministro dello Lavoro e dello Sviluppo economico sarà presente all’incontro, visto che non aha mai partecipato, fino a oggi, ai precedenti confronti.

“Noi abbiamo chiesto espressamente la presenza del ministro a quel tavolo – ha detto il segretario della Fiom Cgil Sicilia Roberto Mastrosimone - visto che oltre alle questioni di natura industriale, rimane tutta da definire la questione degli ammortizzatori".

Su circa mille lavoratori rimasti dopo che l’azienda ha rilevato lo stabilimento ex Fiat, infatti, solo 135 sono stati riassorbiti, mentre altri 560 operai sono in cassa integrazione (in totale 700 ex Fiat), a cui si aggiungono i 300 licenziati dell’indotto.

“Il 13 novembre vogliamo chiudere la partita del rinnovo della cassa integrazione e definire anche la questione relativa dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’indotto, per i quali il 31 dicembre scade la mobilità in deroga”. Si tratta di un passaggio delicato che richiede una modifica della norma che attualmente non prevede alcuna deroga per coloro che escono della Naspi. Riguarda circa 65 lavoratori (44 Ssa e 20 Manital). “Anche per loro – ha affermato Mastrosimone - chiediamo la possibilità di un rinnovo a partire dal prossimo anno.

Un altro fattore decisivo riguarda il ruolo di Blutec per il futuro di Temini. L'azienda dovrà avvalorare le promesse fatte in questi anni nel rapporto con Fca, soprtattto per quanto riguarda la conversione all’elettrico di veicoli commerciali. In caso contrario, si procederà all'ingresso di altri soggetti.

Poi c’è  la questione del possibile ruolo di Fca. Di Maio nel corso della sua visita ha assicurato che il “governo avrebbe richiamato Fca alle sue responsabilità”, ma ancora non si è capito in che modo. Ad aleggiare sulla vertenza c’è anche la recente cessione del gruppo Magneti Marelli in Giappone. Una cessione che potrebbe rimescolare le carte in vista dell’annunciata produzione di veicoli elettrici a partire proprio dal rapporto con Fca. “Si continua a non intervenire suelle strategie di Fca nel Paese. Già noi ne paghiamo le conseguenze da più di 10 anni – afferma la Fiom - scelte che penalizzano la nostra presenza industriale in Italia e nel settore automotive”.

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 12:15:00 +0200
Scioperi e vertenze
Casa circondariale Borgo San Nicola, Fp Cgil chiede un incontro al prefetto

Le condizioni di lavoro all’interno della Casa Circondariale di Lecce stanno diventando insopportabili per gli operatori di Polizia penitenziaria. A tal proposito la Fp Cgil Lecce sollecita al Prefetto Maria Teresa Cucinotta un incontro urgente per affrontare il tema. “Al Nucleo scorte e traduzioni non si riesce a garantire nemmeno il riposo dopo il turno di notte; i lavoratori quindi sono sottoposti a turni ben oltre le ore previste dal normale turno di servizio”. A dirlo è Francesco Donateo, operatore di polizia penitenziaria presso il Nucleo e rappresentante della Fp Cgil Lecce.

“Le udienze presso le diverse autorità si stanno svolgendo a singhiozzo, perché i detenuti da tradurre sono tanti ed il personale di polizia penitenziaria è ormai ridotto all’osso. Tutto ciò comporta come già detto il prolungamento del servizio ben oltre le ore stabilite, senza contare le ricadute sul personale degli uffici, prima impiegato come servizio scorta e traduzioni e poi al rientro nelle normali incombenze giornalmente previste. Ormai in alcuni casi si riescono a garantire soltanto le visite mediche urgenti dei detenuti, mentre quelle programmate vengono rimandate per mancanza di personale”.

Aggiunge la segretaria generale della Fp Cgil Lecce, Fiorella Fischetti: “A Borgo San Nicola siamo al punto che sia per i poliziotti sia per i detenuti non si riescono più a garantire i minimi diritti previsti dalla nostra Costituzione. Da diverso tempo ormai, unitamente ad altre organizzazioni sindacali, abbiamo chiesto un incontro al Prefetto di Lecce: attendiamo ancora una risposta. Cogliamo questa occasione per sollecitare la richiesta. Nonostante tutti gli sforzi dei comandi e della direzione, la situazione è ormai al collasso”.

Lo scorso 5 novembre si è svolto presso il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria (Prap) di Bari un incontro con il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) Francesco Basentini, che ha preso degli impegni e dimostrato disponibilità a snellire la popolazione detenuta della Puglia, una delle regioni più affollate in quanto ad utenza. “Atteniamo ora un incontro con il Prefetto, da convocare con la massima urgenza, perché qui si pone un vero e proprio problema di ordine pubblico: gli agenti e i dirigenti della Polizia penitenziaria ne avvertono la responsabilità”, conclude Fischetti.

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 12:09:00 +0200
Scioperi e vertenze
Industria Italiana Autobus, un silenzio preoccupante

L’incontro al Ministero dello Sviluppo era servito a chiarire che i cda di Leonardo e Invitalia avevano proceduto nella giusta direzione per salvare Industria Italiana Autobus. Ma da quel giorno del mese scorso, per sindacati e lavoratori non è arrivata più nessuna notizia.

Intanto per oggi, lunedì 12 novembre, è stata convocata a Flumeri (Av) l’assemblea sindacale presso lo stabilimento. “Decideremo unitamente alle altre segreterie quali iniziative intraprendere. Sicuramente prenderemo delle decisioni”, spiegano dalla Fiom. Anche perché si avvicina la tagliola del 31 dicembre, termine ultimo per gli ammortizzatori sociali che pure il Governo promette di rinnovare.

Quello dei vertici aziendali, in effetti, è un silenzio preoccupante per la Fiom, perché l’assenza dell’attuale proprietà, “che avrebbe riunito tutti i soci il giorno seguente, e la richiesta di 30 giorni per ultimare le valutazioni di FS” sono le ultime informazioni ricevute.

In queste ore si rincorrono le voci più disparate su nuovi e diversi scenari da quelli comunicati dal Ministero. “Non vogliamo inseguire fantasmi, ma le indiscrezioni sono frutto della mancanza di informazioni ufficiali. Pertanto chiediamo chiarezza e comunicazioni formali, i lavoratori non possono essere lasciati all’oscuro”, afferma il sindacato.  

La Fiom, dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, Bruno Papignani segretario generale Fiom Emilia Romagna e Giuseppe Morsa segretario generale Fiom Avellino “ha una responsabilità nei confronti dei lavoratori di Bologna e di Flumeri (Avellino)”, quindi chiede “di essere coinvolti direttamente e in tempi rapidi. Abbiamo il diritto di sapere per informare i lavoratori su come si è chiusa l’assemblea dei soci”.

Alla luce di questa, il sindacato cuole anche “la conferma della scelta di FS per cancellare ogni incertezza e per avviare il confronto sul piano industriale e occupazionale. Perché mentre i lavoratori italiani son fermi, gli autobus sono prodotti in Turchia e questo deve finire”.

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 11:34:00 +0200
Scioperi e vertenze
Gli appuntamenti dal 12 al 16 novembre

Oggi, lunedì 12 novembre alle ore 11.15 presso la Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova si terrà il tavolo tecnico per Ericsson tra le organizzazioni sindacali, la Regione, il Comune, Anpal e Confindustria. Oggetto della discussione i lavoratori licenziati nell’estate 2017 e che ancora sono in cerca di una occupazione. I sindacati cercheranno anche di sensibilizzate le istituzioni sull’operato di una azienda che, dicono, da una parte proclama il rilancio del proprio business, mentre dall’altra dopo aver licenziato, decide di ridurre la retribuzione dei propri dipendenti disdettando il contratto integrativo.

Sempre oggi, 12 novembre, i lavoratori di Sanofi, organizzano un presidio davanti alla sede di Assolombarda, in via Panatano a Milano, dalle ore 10 alle ore 13, per protestare contro la procedura di licenziamento collettivo rivolta a 84 persone e intentata dall’azienda nei primi giorni di settembre. Il presidio, è stato deciso unanimemente dalle assemblee, è unitario ed è promosso da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. In contemporanea, gli informatori del farmaco del centro sud, protesteranno davanti alla sede del ministero della Salute a Roma. La protesta nasce dalla presa d’atto che si tratta di una azienda in piena salute economica e che - in modo contraddittorio - licenzia e assume contestualmente.

C’è poi forte preoccupazione a Catania nell’attesa che il governo nazionale risponda alla richiesta di aiuto della città. Dopo l’incontro tra il sindaco e il sottosegretario all'interno Candiani sul dissesto, sindacati, associazioni datoriali e lavoratori chiedono un sostegno. E per oggi, 12 novembre, hanno chiamato a raccolta tutti i cittadini per una manifestazione in piazza, con un corteo che alle 18 partirà di fronte alla villa Bellini, e si muoverà sino a piazza Università.

Prosegue poi il percorso unitario dei sindacati confederali calabresi. Dopo l’iniziativa che si è tenuta a Cosenza, Cgil, Cisl e Uil Calabria tornano a riunire i propri attivi unitari. L’appuntamento è fissato per oggi, lunedì 12 novembre, con inizio alle ore 10, presso la Casa delle culture di Catanzaro. Si ritrovano i quadri ed i dirigenti sindacali per discutere dei temi che stanno interessando l’opinione pubblica italiana e di quelli che interessano più specifamente il territorio calabrese.

La Flc Cgil Lecce e l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani (Adi) organizzano ancora per oggi presso il padiglione Chirico dell’ex monastero degli Olivetani (sede dell’UniSalento) un’assemblea dei ricercatori precari dell’Università, in vista dell’appuntamento nazionale del 17 novembre a Roma. La collaborazione tra Flc e Adi ha già ottenuto importanti risultati per i lavoratori più deboli del comparto della ricerca, come l’indennità di disoccupazione discoll è stata estesa anche agli assegnisti dopo una lunghissima lotta.

Sempre oggi, a Roma, presso l'Università La Sapienza, in Aula Magna dalle ore 9.00 è in corso il convegno nazionale dal titolo ‘Italia, Europa: un nuovo riformismo’, a cui partecipa il segretario confederale della Cgil Nino Baseotto.

Ancora oggi, 12 novembre, e sempre a Roma, ma presso la sede della Cgil nazionale, in corso d’Italia 25, alle 17.30 si terrà la presentazione del libro di Paolo Borrometi ‘Un morto ogni tanto’, a cui partecipa il segretario generale Susanna Camusso.

“Rinnovare i contratti delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici e adottare le politiche necessarie per migliorare la Pubblica amministrazione a partire dalle proposte contenute nella piattaforma unitaria”. Intorno a questi  temi si sono tenute la scorsa settimana a Milano, Roma e Napoli tre grandi assemblee promosse da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa dal titolo ‘Contrattiamo Diritti’. I sindacati chiedono l’avvio di un confronto col governo a partire dalle undici proposte contenute nella piattaforma in vista dell’approvazione della legge di Bilancio.  Domani, martedì 13 novembre, ci sarà un incontro con il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, e i sindacati avanzeranno le loro richieste, che ruotano intorno “al bisogno di un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse”.

È arrivata anche la convocazione al ministero per la questione degli ammortizzatori sociali in Blutec. Dopo la visita del ministro Luigi Di Maio a Termini Imerese e l'annuncio davanti ai cancelli dell'azienda, la convocazione è stata fissata per domani, 13 novembre alle 10 al Mise. I sindacati sederanno al tavolo per affrontare i nodi del progetto di rilancio del polo industriale palermitano, mai realmente decollato.

Tavolo al Mise il 13 novembre anche per Piaggio Aerospace, i cui lavoratori continuano la mobilitazione. Al ministero i sindacati porteranno anche la richiesta di non essere lasciati soli dagli enti territoriali. La Piaggio è infatti un'azienda fondamentale non solo per Villanova, ma per l'intero territorio savonese. Il rischio da evitare è la completa liquidazione.

Il 13 novembre, poi, a Roma, presso la sede della Camera di Commercio, alla Sala del Tempio di Adriano,  alle ore 15.00, Cgil e Consulta Giuridica Roma e Lazio organizzano il convegno dal titolo ‘Appalti, esternalizzazione e legalità. Diritti dei lavoratori e prerogative del sindacato’, a cui tra gli altri partecipa il segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla.

Sempre domani, 13 novembre, a Roma, presso la Cgil nazionale, in Corso d’Italia 25, alle ore 15.30 la Cgil ha organizzato L'Iniziativa dal titolo ‘Aris Accornero: uno di noi’, per ricordare lo studioso recentemente scomparso. Partecipa il segretario generale Susanna Camusso

Si terrà invece mercoledì 14 novembre, la conferenza stampa promossa dalla Cgil nazionale sull'autonomia differenziata (attuazione dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione). Appuntamento alle ore 11.30 presso la sede della Cgil, in corso d’Italia 25 a Roma. Prenderanno la parola la segretaria confederale Rossana Dettori e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. "Sarà l’occasione – afferma il sindacato – per presentare le nostre proposte affinché in tutte le regioni siano garantiti diritti fondamentali e livelli essenziali delle prestazioni in materia di sanità, non autosufficienza, prestazioni sociali, istruzione e formazione, sistema integrato, lavoro e ambiente”.

Slc Cgl, Fislet Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori Ericsson su tutto il territorio nazionale. Lo stop sarà di due ore, giovedì 15 novembre, dalle 9.00 alle 11.00. Nonostante le dichiarazioni dei vertici di Ericsson sulla crescita, l'azienda ha infatti annunciato ai sindacati la disdetta di tutti i contratti aziendali dal 1974 ad oggi.

Gli effetti saranno dei “tagli, economici e normativi, pesanti per le tasche dei dipendenti”, “assolutamente ingiustificati”. Si va dalla riduzione dei tickets alla riduzione del valore di voci di trasferta, dalla reperibilità al taglio delle ore di permesso alla gestione di ferie maturate, dal telelavoro al rimborso chilometrico, alle ore aggiuntive, fino a togliere la 14° mensilità.

Il 15 novembre, a Roma, presso il Teatro Quirino, alle ore 10.00, sono previste poi le Assemblee unitarie Flc Cgil, Cisl Fsur, Federazione Uil Scuola Rua centro Italia dal titolo ‘Crescita e Sviluppo del Paese’, a cui partecipa il segretario confederale della Cgil Maurizio Landini.

Il 16 novembre a Roma, presso la Cgil nazionale, in Corso d’Italia 25, alle ore 9.30, è invece prevista l'Assemblea delle delegate Cgil di Roma e Lazio. Il programma dei lavori prevede una tavola rotonda dal titolo “Oltre gli stereotipi e i pregiudizi: conoscere, analizzare, agire, tutte insieme, per costruire una Cgil e una società a misura di donne. Tra le altre, partecipano Tina Balì segretaria Cgil Roma e Lazio e Gianna Fracassi. Poi nel pomeriggio, verrà presentata la Piattaforma di genere della Cgil Roma e Lazio.

Congressi Cgil
Continua il percorso di avvicinamento al congresso nazionale della Cgil di Bari del gennaio 2019.

Martedì 13 novembre
Napoli – Stazione Marittima, ore 9.00
V Congresso Cgil Napoli
Partecipa la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi

Rimini – Hotel Sporting, viale Vespucci 20, ore 15.00
XII Congresso Nazionale Sunia
Partecipa il segretario confederale della Cgil Nino Baseotto

Mercoledì 14 novembre
Perugia – Hotel Giò, Via Ruggero D’Andreotto 19, ore 9.30
XIII Congresso Regionale Cgil Umbria
Partecipa il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra

Rende (CS) – Università della Calabria, aula magna “Beniamino Andreatta”, ore 14.30
XII Congresso Regionale Cgil Calabria
Partecipa il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli

Giovedì 15 novembre
Genova – Teatro dell’Archivolto, piazza Gustavo Modena 3, ore 9.00
XII Congresso Cgil Liguria
Partecipa il segretario generale della Cgil Susanna Camusso

Venaria Reale (TO) – Teatro della Concordia, ore 9.00
XI Congresso Regionale Cgil Piemonte
Partecipa il segretario confederale della Cgil Franco Martini

Bari – Hotel Parco dei Principi, Palese, ore 16.00
XII Congresso Regionale Cgil Puglia – Tavola rotonda ‘La Costituzione a tutela del lavoro e della coesione sociale’
Partecipa il segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla

Venerdì 16 novembre
Potenza – Park Hotel, Raccordo Autostradale, Strada Statale 407 Basentana, ore 9.00
XII Congresso Regionale Cgil Basilicata
Partecipa il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli

Cagliari – Area convegni dell’aeroporto di Cagliari – Elmas, ore 9.00
XIV Congresso Regionale Cgil Sarda
Partecipa il segretario confederale della Cgil Nino Baseotto

 

 

Data articolo: Mon, 12 Nov 2018 09:24:00 +0200

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