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Notizie varie da cisl.it

#lavoro #sindacato #notizievarie #cisl.it

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Metalmeccanici. Donegá (Fim Cisl): "stragi in mare e stragi in fabbrica. Tra ieri e oggi tre incidenti mortali sul lavoro. In Lombardia 75 morti da inizio anno. Vergogna italiana"

Roma, 9 agosto 2019 - In mattinata nell’Acceieria Arvedi di Cremona, dove solo 4 mesi fa perse la vita Marco Balzarini, un giovane di 28 anni, si è verificato un grave incidente dove sono rimasti coinvolti due lavoratori di una ditta esterna, uno dei quali è deceduto e l’altro si trova in gravissime condizioni. Mentre il Ministro degli Interni continua la sua campagna elettorale tra spritz, spiagge e discoteche, nelle fabbriche si continua a morire nel silenzio assordante del Governo e della Politica tutta, è una vergogna italiana. Evidentemente il tema della sicurezza è uno slogan vuoto, buono solo per alimentare la guerra tra penultimi e ultimi e raggranellare manciate di voti picconando la convivenza civile, la solidarietà e i valori su cui si regge la nostra Costituzione Repubblicana. Che sia in fabbrica, in tutti i luoghi di lavoro o in mare, la vita umana, per questo Governo, vale meno di un selfie a petto nudo al Papeete. Per noi la vita delle persone è un bene indisponibile. Ogni essere umano, di qualunque colore e religione, che scappi dalla miseria e dalla guerra o che si guadagni con il sudore e con le proprie mani di che vivere, non ha prezzo e sarà sempre al centro del nostro impegno per costruire una società migliore. Ci siamo stancati di aggiornare ogni settimana la conta dei morti suo lavoro. La Politica deve, subito, rimettere al primo posto della propria agenda il lavoro e la salute e sicurezza, condizioni necessarie per evitare che il degrado che si sta manifestando nella società travolga anche la parte migliore del Paese che lavora, paga le tasse e contribuisce alla collettività.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 10:44:37 +0200
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Istruzione. Gissi (Cisl Scuola): "il ruolo del personale Ata fondamentale per una scuola di qualità"

Roma, 9 agosto 2019 - Le vicende del decreto precari hanno visto concentrarsi l’attenzione, in questi giorni, prevalentemente sul versante del personale docente. Ma non meno importanti sono le questioni riguardanti il personale ATA, messe in luce anche da una attenta lettura dei dati relativi alle immissioni in ruolo previste per il prossimo anno scolastico. Ancora una volta viene disattesa la nostra richiesta di una politica delle assunzioni che consenta la copertura dei posti vacanti con personale di ruolo, obiettivo che resta ben lontano da raggiungere, visto che le assunzioni autorizzate rappresentano solo il 45% scarso delle effettive disponibilità. Il tutto in un contesto di organici bloccati, anzi in realtà ridotti come organico di diritto salvo poi colmarne in organico di fatto le vistose lacune, che impedirebbero la piena funzionalità dei servizi amministrativi e ausiliari. È il segno evidente di come manchi tuttora una piena consapevolezza di quanto siano importanti le funzioni svolte da chi lavora negli uffici di segreteria delle scuole, oberati negli ultimi anni da sempre più numerose e complesse competenze, senza adeguati supporti tecnici e formativi. Una situazione che rende quanto mai indispensabile uno sforzo deciso in direzione della semplificazione burocratica e amministrativa. Parimenti ignorate o sottovalutate le funzioni svolte dai collaboratori scolastici, che sempre più si vanno orientando sul versante dell’assistenza alla persona, in particolare per gli alunni con disabilità.
L’intesa di palazzo Chigi del 24 aprile scorso contiene, fra l’altro, anche un preciso riferimento agli Assistenti Amministrativi che da anni svolgono funzioni da Direttore dei Servizi (DSGA), per i quali abbiamo chiesto la definizione di un percorso semplificato e riservato, parallelo al concorso ordinario, che ne valorizzi il lavoro svolto in tutti questi anni in cui hanno contribuito attivamente al funzionamento delle scuole. Non ci sono state le condizioni perché le nostre richieste in tal senso fossero recepite nel decreto precari, ed è evidente che ora il precipitare della situazione politica apre scenari certamente non facili e densi di incognite anche rispetto alla nostra iniziativa, che comunque proseguirà con determinazione su questo obiettivo sia nei confronti del MIUR che in tutte le altre sedi di confronto politico. Allo stesso modo non viene meno il nostro impegno per l’attivazione delle procedure contrattuali sulla mobilità professionale, per la riattribuzione delle posizioni economiche bloccate da anni nonostante ci siano le risorse contrattuali disponibili, per una formazione di qualità in ingresso e in servizio per tutti i profili dell’area ATA.

Data articolo: Fri, 09 Aug 2019 09:01:59 +0200
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Caporalato. Fai Cisl: "Grazie a forze dell’ordine per intervento a Boncuri, continueremo a monitorare"

Roma, 8 agosto 2019 - “Grazie all’intervento della Polizia di Stato e della Municipale sono state smantellate due cucine abusive sorte a ridosso della contrada Boncuri, a Nardò. Una situazione che avevamo denunciato nei giorni scorsi, dopo aver verificato, con un nostro sopralluogo, la presenza costante di caporali che gravitavano attorno alla foresteria allestita per i braccianti con il supporto della Regione. Ringraziamo le forze dell’ordine per i grandi sforzi che stanno compiendo per far svolgere nella massima regolarità il lavoro dei tanti braccianti impiegati nella raccolta di angurie e pomodori, e soprattutto ringraziamo e sosteniamo il lavoro della Fondazione Fare Oggi, legata alla Caritas diocesiana, che nel campo di Boncuri sta gestendo il servizio di ristorazione per lavoratrici e lavoratori. Un impegno importante e non facile, che evidentemente sta creando malessere tra alcuni sfruttatori di professione, abituati da troppo tempo a lucrare sui lavoratori offrendo i propri servizi nella piena illegalità”.
Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl il Segretario generale Onofrio Rota, commentando alcune operazioni delle forze dell’ordine contro il caporalato.
“Continueremo a monitorare questa come le tante altre realtà dove il rischio caporalato rimane alto”, conclude il sindacalista, “e invitiamo tutti a collaborare, istituzioni, imprese, cittadini, affinché il lavoro agricolo possa svolgersi sempre nella piena legalità. Dobbiamo tutti sentirci parte attiva delle tante buone pratiche che stanno prendendo forma in diversi territori per prevenire, oltre che reprimere, lo sfruttamento e l’illegalità, e per garantire nel settore primario un lavoro dignitoso”.

Data articolo: Thu, 08 Aug 2019 15:52:23 +0200
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Istruzione. Sindacati: "Decreto precari, un primo passo avanti importante. Ora la politica si assuma la sua responsabilità"

7 Agosto 2019 - "L’approvazione del decreto che dà attuazione all’intesa su reclutamento e precariato è un fatto importante, nonostante le riserve che ancora permangono in una parte della maggioranza e che spiegano la formula (“salvo intese”) con cui il Consiglio dei Ministri ha licenziato il provvedimento". Lo dichiarano Francesco Sinopol, Flc CGIL, Maddalena Gissi, Cisl Scuola, Giuseppe Turi, UIL Scuola Rua, Elvira Serafini, SNALS Confsal e Rino Di Meglio, GILDA Unams in una nota congiunta che così prosegue:

"Un concreto passo avanti è stato fatto,  ora è necessario che il decreto venga pubblicato e approvato in tempi brevi, senza cambiamenti sostanziali, e includendo anche la previsione di un concorso riservato ai facenti funzioni DSGA, in coerenza con i contenuti dell'intesa. Difficile comprendere le ragioni per cui si insiste, da parte di esponenti di maggioranza, sull’introduzione di step selettivi più rigidi rispetto a quelli comunque già previsti per tutte le procedure, sia per quelle concorsuali che per i PAS, molto impegnativi e soggetti a valutazione. È una posizione che appare connotata in senso ideologico e che trascura un fatto sostanziale: i destinatari delle misure scaturite dal confronto sindacati MIUR sono persone che hanno già maturato nelle nostre scuole una consistente esperienza di lavoro, è grazie a loro se si sono potute svolgere le attività didattiche in decine di migliaia di classi, il che avrebbe reso possibile anche il riscontro di eventuali impreparazioni o incompetenze". 

Per i sindacati "non è accettabile che il sistema scolastico utilizzi in modo ricorrente quote abnormi di lavoro precario, in spregio alle norme europee, senza riconoscere in alcun modo l’esperienza maturata: una lacuna che l’intesa sindacati MIUR ha voluto colmare, coniugando i diritti dei precari e l’interesse al buon andamento del sistema scolastico, in particolare con la copertura stabile dei posti disponibili in are territoriali nelle quali le graduatorie a esaurimento e quelle di merito sono da tempo esaurite e non sarebbero possibili assunzioni a tempo indeterminato.
In tale contesto, vanno assicurate le priorità di scorrimento dei Concorsi 2016 e 2018, con l’obiettivo di coprire tutti i posti disponibili e vacanti nel rispetto delle aspettative dei candidati.
L’approvazione del decreto senza stravolgimenti rappresenta in questo momento una precisa priorità, fermo restando che una valutazione di merito complessiva sarà possibile solo leggendo il decreto in G.U. il 28 agosto, così come sarà anche necessario incrementare e attivare ogni ulteriore confronto con il MIUR e con le Commissioni Parlamentari a cui chiederemo di essere ascoltati. Il nostro impegno comunque prosegue perché sia data piena attuazione a tutto ciò che prevede l’intesa del 24 aprile a Palazzo Chigi e a quelle definite ai tavoli tematici di confronto cui è stata affidata la puntuale declinazione dei suoi contenuti, tra cui quelli riguardanti una diversa politica degli organici e delle assunzioni del personale ATA.
Più in generale, chiediamo al Governo di rispettare, nella prossima legge di stabilità, l’impegno di assicurare le risorse aggiuntive necessarie per un rinnovo contrattuale che riconosca in modo adeguato il valore di tutte le professionalità operanti nel comparto dell’istruzione e della ricerca" concludono. 

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 16:01:54 +0200
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Banche. Unicredit, First Cisl: "Mustier ambiguo, anche i mercati lo bocciano"

Roma, 7 Agosto 2019 - "Le parole pronunciate da Jean Pierre Mustier confermano l’ambiguità di fondo di Unicredit sulla questione esuberi”. Questo il commento del segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani alle dichiarazioni dell’ad del gruppo che, presentando i conti del primo semestre, ha tentato di ridimensionare le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi parlando di un turnover naturale di 2500 uscite. “Mustier però non dice – sottolinea Colombani – se le uscite di cui parla esauriscono gli obiettivi del nuovo piano o se ad esse se ne dovranno aggiungere delle altre. Da parte nostra non accettiamo più lo stillicidio di indiscrezioni e mezze smentite: è ora di parlare chiaro”. A preoccupare, spiega il numero uno dei bancari della Cisl, è anche “la genericità delle rassicurazioni sulla permanenza della sede in Italia e sulla quotazione del gruppo a Piazza Affari. Affermazioni di cui non sottovalutiamo l’importanza, ma che appaiono decisamente in controtendenza con la strategia seguita finora”. Una strategia, conclude Colombani, che “evidentemente non siamo gli unici a considerare miope, vista l’accoglienza riservata dai mercati alla semestrale. Continuiamo a ritenere che privarsi di asset ad alta redditività come Fineco, Pioneer e Pekao per fare cassa sia stato un errore. Così come è un errore – conclude il segretario generale di First Cisl – proseguire nell’opera di sradicamento territoriale e di penalizzazione del capitale umano della banca”.

Data articolo: Wed, 07 Aug 2019 15:44:52 +0200
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Pernigotti. Fai Cisl: "Bene Spes ed emendatori, avviato giusto percorso per salvataggio"

Roma, 6 agosto 2019 - “L’incontro svolto oggi al Mise sulla vertenza Pernigotti ha finalmente permesso di avviare il giusto percorso per il salvataggio industriale dello stabilimento di Novi Ligure, per i quali le lavoratrici e i lavoratori hanno lottato per quasi un anno: abbiamo toccato con mano ipotesi concrete e soluzioni utili per dare prospettive all’occupazione”.
Lo affermano il segretario nazionale della Fai Cisl Roberto Benaglia e il segretario della Fai Cisl Alessandria-Asti Enzo Medicina, commentando l’incontro tenuto oggi sulla vertenza Pernigotti alla presenza del Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio.
“Sono stati siglati accordi preliminari con la cooperativa torinese Spes per il comparto cioccolato e torrone, e con l’imprenditore Giordano Emendatori per il comparto gelateria, con l’obiettivo della reindustrializzazione del sito e del reimpiego di tutte le persone ad oggi in forza, ma il contratto si dovrà formalizzare definitivamente entro il 30 settembre”, spiegano i due sindacalisti, che aggiungono: “La produzione resterà a Novi Ligure. Oggi non si può ancora dire che la Pernigotti sia salva, ma certamente è stato compiuto il primo passo per andare nella direzione dell’occupazione di tutti gli addetti sul territorio, e a breve ci saranno incontri di sito e al Mise per gestire questi passaggi delicati”.
“La richiesta del sindacato di non delocalizzare all’estero ma di reindustrializzare il sito ha trovato risposte concrete, che dovremo approfondire nei prossimi incontri locali”, dichiarano i due sindacalisti. “Questa vertenza – concludono Benaglia e Medicina – dimostra come le produzioni e i marchi italiani mantengano appetibilità e capacità di rilancio grazie anche alle competenze di lavoratrici e lavoratori, e come non dobbiamo mai arrenderci davanti a crisi che spesso appaiono senza soluzione”.

Data articolo: Tue, 06 Aug 2019 12:55:30 +0200
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Cantieri. Due operai morti su A14, Turri (Filca Cisl): “Con traffico chiudere i cantieri, la sicurezza è la priorità”

Roma, 6  agosto 2019 - “Il drammatico incidente di Borgo Panigale, in cui sono deceduti due operai edili della provincia di Frosinone, ci addolora profondamente e ci indigna. Sono anni che denunciamo i pericoli che corrono i lavoratori impegnati nei cantieri stradali ed autostradali, ed evidentemente la normativa prevista per garantire la loro sicurezza, integrata e rafforzata solo pochi mesi fa grazie al nostro pressing, non è sufficiente ad evitare tragedie come queste”. Lo dichiara Franco Turri, segretario generale Filca-Cisl. “La presenza di traffico veicolare a pochissima distanza dal luogo in cui operano questi lavoratori – spiega Turri – rappresenta un rischio altissimo. Sarebbe il caso di valutare la chiusura di tutti i cantieri stradali nei periodi di grande traffico, come ha deciso la Regione Liguria, con il doppio vantaggio di evitare le code ma soprattutto di garantire l’incolumità dei lavoratori impegnati nei cantieri. E comunque tutti i soggetti in campo, datori di lavoro, committenti e imprese appaltatrici, devono rispettare alla lettera la normativa in vigore. Inoltre ci appelliamo anche alle istituzioni che vigilano sulla corretta attuazione e agli automobilisti, che devono affrontare i tratti interessati dai lavori con la massima prudenza, nel rispetto del Codice della Strada e di quanto indicato dalla segnaletica. Il tratto di Borgo Panigale, tra l’altro, è noto per l’incidente gravissimo di un anno fa e per un altro incidente avvenuto nei giorni scorsi. Le due vittime, di 38 e 46 anni, allungano il triste elenco di lavoratori travolti e uccisi mentre erano impegnati in cantieri stradali: tra gli incidenti più recenti – ricorda il segretario generale della Filca – c'è quello di pochi giorni fa a Vasto, sempre sull'A14, costato la vita ad un operaio 57enne, e poi quelli di febbraio a Villareggia, in Piemonte, con due vittime, quello sull’autostrada A10 Genova-Savona, nel quale sono morti altri due lavoratori, e gli incidenti mortali sull’A21, nell’astigiano, e sull’A15, nei pressi di Parma. È ora di interrompere questa terribile scia di sangue”, conclude Turri.

Data articolo: Tue, 06 Aug 2019 11:22:03 +0200
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Istruzione. Gissi (Cisl Scuola): "Dalla sindaca di Monfalcone proposte inquietanti e senza fondamento di legittimità"

Roma, 6 agosto 2019 - Non ha alcun fondamento di legittimità, ma soprattutto è a dir poco inquietante, l’ipotesi della sindaca di Monfalcone di trasformare il Garante per l’Infanzia in una sorta di collettore di denunce e proteste per presunti indottrinamenti ideologici che gli alunni subirebbero da parte dei docenti. Inquietante perché evoca procedure di tipo censorio che sono l’esatto opposto di quanto è indispensabile garantire in una scuola libera e democratica, dove il pluralismo e il confronto fra opinioni diverse sono la premessa fondamentale alla formazione di cittadini critici, consapevoli, tolleranti.
Preoccupante sintomo di intolleranza è casomai l’idea che sia illegittima e inopportuna ogni lettura critica di comportamenti o provvedimenti assunti da chi esercita un’autorità in quanto “eletto dal popolo”. Singolare idea di democrazia e di rispetto delle istituzioni, ma anche di educazione e istruzione; un’idea molto lontana, anzi, diametralmente opposta rispetto ai principi fondanti della nostra Costituzione.
L’attenzione e la cura che gli enti locali dovrebbero avere per le scuole del loro territorio è ben altra, non certo quella di vigilare sull’ortodossia ideologica degli insegnanti con proposte di stampo intimidatorio, ancorché di assoluta inconsistenza sul piano giuridico. Non spetta certo al Garante dell’Infanzia svolgere funzioni da minculpop, mentre esula certamente dai compiti di un amministratore locale attivare controlli sul comportamento degli insegnanti, ai quali andrebbero manifestati casomai rispetto e gratitudine per la generosità con cui svolgono il loro compito in condizioni che meriterebbero ben altra considerazione a livello sociale, normativo ed economico.

Data articolo: Tue, 06 Aug 2019 10:10:56 +0200
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Metalmeccanici. Apetino (Cisl): "Honeywell. Finalmente passo decisivo, lo stabilimento di Val di Sangro ceduto alla società Baomarc"

Roma, 5 agosto  2019. Oggi al Ministero dello sviluppo economico si concretizza il primo passo verso un ripresa industriale e una speranza per i lavoratori della Honeywell.  È certamente soltanto un primo passo. Un primo step non di poco conto anche perché si tratta di un gruppo industriale come Baomarc già operante in Italia nel settore Automobiles che rileva lo stabilimento ex Honeywell fermo da oltre 13 mesi.  Nel corso dell’incontro l’azienda  ci ha già illustrato che entro settembre istallerà due linee di produzione e entro fine ottobre colloquierà le prime 20 persone che entreranno nel ciclo produttivo a partire da novembre 2019.  Possiamo dire che oggi  grazie alla protesta dei lavoratori, all’insistenza delle organizzazioni sindacali e al supporto del Ministero dello Sviluppo Economico tramite l’Ing. Sorial abbiamo stabilito un punto di partenza per trovare una soluzione ad una vertenza drammatica.  Resta allo stesso tempo una situazione complessa anche perché i lavoratori sono in regime di Naspi e l’impegno di Baomarc è quello di riassorbire circa 160 lavoratori su 329.  Entro il 30 Ottobre al Mise faremo il primo incontro di verifica della road map per monitorare gli impegni della  Baomarc e incalzeremo il Governo perché è necessario trovare una soluzione anche per la restante parte delle lavoratrici e lavoratori.

Data articolo: Mon, 05 Aug 2019 12:38:54 +0200
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Edilizia. De Luca (Filca Cisl): "Dalla regione risposte importanti a crisi edilizia e sviluppo territorio”

Roma, 5 agosto 2019. La gestione delle Universiadi, l’avvio del Piano Strade, e lo sblocco di ingenti risorse per l’Edilizia Sanitaria sono tre ottimi risultati dell’azione messa in campo dalla Regione Campania sul fronte delle infrastrutture e delle costruzioni. Dopo la crisi decennale che ha messo in ginocchio il settore, con l’espulsione dal mondo del lavoro di decine di migliaia di operai edili, le iniziative messe in campo dal Governatore Vincenzo De Luca sono la risposta migliore alle difficoltà e anche ai ritardi e ai tentennamenti del governo”. Lo ha dichiarato Ottavio De Luca, segretario nazionale della Filca-Cisl e reggente della Filca Campania. “Le ingenti risorse messe in campo – aggiunge De Luca - come i 270 milioni di investimenti per le Universiadi, finanziati interamente dalla Regione, i 533 milioni di euro di investimenti per ammodernare la rete viaria, e il miliardo per realizzare il Piano di Edilizia Sanitaria, rappresentano una boccata d’ossigeno per il settore, ma soprattutto consentono di assicurare ai cittadini campani servizi moderni, più efficienti. La cronaca degli ultimi mesi ci ha insegnato che la sicurezza delle strade è fondamentale per evitare tragedie. E lo ‘stato di salute’ degli ospedali, degli immobili che ospitano strutture sanitarie, incide inevitabilmente sulla qualità del servizio offerto alla comunità. Giudichiamo quindi con grande favore i provvedimenti messi in atto dalla Regione Campania, chiedendo al Governatore De Luca di proseguire su questa strada, assicurando così un futuro migliore ai lavoratori edili, alle aziende, all’economia della regione ed agli stessi cittadini campani”, ha concluso Ottavio De Luca.

Data articolo: Mon, 05 Aug 2019 12:29:12 +0200
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Istruzione. Gissi (Cisl Scuola): "Sulle misure per i precari si faccia garante il Premier Conte Chi le ostacola mina la credibilità del governo e manca di rispetto ai precari"

Roma, 2 agosto 2019 - "Alla politica, e in primo luogo alle forze di maggioranza, chiediamo un atto di responsabilità: sarebbe un pessimo segnale per tutti se non si tenesse fede agli impegni assunti sottoscrivendo intese che danno risposta a legittime attese di lavoratrici e lavoratori precari e nello stesso tempo assicurano al sistema garanzie di miglio funzionamento". Così Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola in una nota. "Il pacchetto di proposte all’esame del Governo scaturisce da un confronto serio e approfondito, - sottolinea - tengono conto in modo equilibrato delle tante aspettative che segnano la realtà molto articolata del precariato scolastico, forniscono adeguate garanzie anche a chi teme che non sia garantito alla scuola il necessario apporto di qualità professionale: al contrario, tutte le procedure, sia quelle concorsuali che i percorsi abilitanti, presuppongono un congruo requisito di concreta esperienza di lavoro che sarebbe del tutto insensato non valorizzare. Ecco perché - spiega - non possono avere alcuna giustificazione i tentennamenti di cui giunge voce da parte del Governo, col rischio che il destino di decine di migliaia di precari sia sacrificato alle logiche di una dialettica infinita fra componenti di una stessa maggioranza. Al Presidente del Consiglio, che ha personalmente firmato l’intesa del 24 aprile a Palazzo Chigi con i sindacati, chiediamo di farsi garante del suo pieno rispetto, perché le misure concordate col MIUR sono frutto di quell’intesa e ne rappresentano lo sviluppo coerente. Chi le ostacola, mina la credibilità di questo Governo oltre ad assumersi la grave responsabilità delle mancate risposte alle giuste rivendicazioni di tantissimi docenti impiegati da anni precariamente nelle nostre scuole, negando loro considerazione e rispetto" conclude.

Data articolo: Fri, 02 Aug 2019 12:41:17 +0200
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Autostrade. Sindacati, confermato sciopero 4 e 5 agosto. Interrotte trattative rinnovo Ccnl

Roma, 1 agosto 2019 - “Nove mesi di trattative non sono bastati per definire il rinnovo del contratto nazionale del settore autostrade e trafori”. Così le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl Viabilità e Logistica, evidenziando che “la nostra risposta è dunque inevitabile, e sarà forte e determinata, esercitata attraverso lo sciopero già proclamato per il 4 e 5 agosto e con ulteriori iniziative che verranno comunicate in seguito”.
Secondo le organizzazioni sindacali: “determinante è stato l’atteggiamento di indisponibilità delle controparti datoriali Fise e Federreti, che hanno rotto le trattative, per non voler concordare la clausola sociale, elemento fondamentale per il settore e necessaria a garantire la continuità occupazionale e di reddito per i lavoratori, a maggior ragione nell’imminenza di assegnazione di concessioni. A questo si è aggiunto anche il rifiuto di fatto delle parti datoriali di impostare un confronto vero sulla questione del salario. Stigmatizziamo tale atteggiamento - spiegano le organizzazioni sindacali - come irresponsabile e inaccettabile. Le imprese di questo settore generano extra-profitti in un mercato iper protetto, distribuendo fra gli azionisti dividendi da favola, non investendo in modo adeguato in servizi e sicurezza ma anzi da anni diminuiscono il numero degli occupati, scaricando sul lavoro e sui lavoratori le loro mancanze e negando diritti e tutele ai dipendenti, né intensificano gli investimenti”.
“Non ci riteniamo responsabili - avvertano infine Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl Viabilità e Logistica - di eventuali responsabilità circa possibili disagi riscontrabili presso i caselli di uscita, in quanto saranno esclusivamente attribuibili alle decisioni delle aziende di neutralizzare gli effetti dello sciopero, dirottando il traffico sulle porte automatiche”.

Data articolo: Thu, 01 Aug 2019 16:06:58 +0200
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Ex Mercatone Uno. Incontro informativo al Mise tra i sindacati e i commissari straordinari. A breve la data room sulla cessione dei 55 punti vendita

Roma, 1 agosto 2019 – Resta alta l’attenzione dei sindacati nella complessa vertenza dei lavoratori ex Mercatone Uno. Si è svolto al Mise l’incontro che ha avuto solo carattere informativo tra le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i Commissari straordinari. Delusione per l'assenza del Mise, che i sindacati continuano a ritenere indispensabile, ed a cui più volte è stata richiesta la convocazione del tavolo di crisi.
Sul tavolo la necessaria attività di ricognizione effettuata dall’organo collegiale sorteggiato un mese fa e il bando per la cessione pubblicato. C’è tempo fino al 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro del compendio aziendale mentre le operazioni di cessione dovranno chiudersi perentoriamente entro il 31 dicembre 2019. Nei prossimi giorni verrà definita la data room dove saranno inseriti tutti i dati finanziari del complesso aziendale in vendita.
I Commissari hanno informato i sindacati della sottoscrizione di due accordi quadro con la curatela fallimentare Shernon Holding rispetto alle figure professionali dedicate alle attività di ricognizione amministrativa e sugli assets aziendali del perimetro oggetto dell’operazione. Emblematico il passaggio in cui la triade incaricata dal Mise ha riferito che per i mesi di maggio e giugno, ha dovuto pagare 400mila euro di stipendi per coloro i quali sono stati comandati dalla curatela a prestare servizio; una cifra esagerata se si tiene presente che i lavoratori comandati sono~20 circa. I sindacati hanno chiesto massima trasparenza anche su questo.
I sindacati hanno anche espresso tutta la preoccupazione per quello che potrà essere l'esito del bando di vendita, ed hanno ribadito la necessità di affrontare il percorso con la massima trasparenza. Per questo motivo Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sollecitato i Commissari ad avviare una interlocuzione diretta e una giusta e corretta relazione tra le parti, stigmatizzando le recenti fughe di notizie relativamente al bando di vendita.
A fronte delle ripetute richieste di incontro rivolte dai sindacati anche al Ministero del Lavoro,~per affrontare la grave condizione reddituale dei lavoratori, i Commissari hanno informato le organizzazioni sindacali che stanno valutando di inviare un interpello all'Inps.
È stata intanto avviata una procedura di mobilità che potrà prevedere esclusivamente la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con la non opposizione al licenziamento. È perciò rivolta esclusivamente ai lavoratori che manifesteranno tale volontà, perché in vista della pensione o di altra occupazione.
Il tavolo è aggiornato al 16 settembre a Roma; i sindacati chiedono che la sede del confronto sia istituzionale per assicurare maggiori garanzie di trasparenza, confidando nella supervisione del ministero dello Sviluppo Economico che finora non risponde a pieno a quanto auspicato. I sindacati sollecitano inoltre la convocazione di più tavoli di confronto con la volontà di individuare entro la scadenza dei termini le soluzioni più idonee a salvaguardare tutta la platea occupazionale.

Data articolo: Thu, 01 Aug 2019 13:13:46 +0200
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Istruzione. Gissi (Cisl Scuola): "Educazione civica, un buon ritorno, purtroppo a costo zero"

Roma, 1 agosto 2019 - Bene l’approvazione della legge, già votata all’unanimità dalla Camera dei Deputati e oggi a larghissima maggioranza dal Senato. Vale tuttavia la pena fare qualche considerazione in più, per capire meglio quali prospettive delinei per la scuola la legge appena approvata. Va detto anzitutto che l’ingresso della nuova disciplina incrocia e dovrà raccordarsi con un insegnamento attualmente già previsto a partire dalla scuola dell’infanzia e nei due cicli di istruzione, quello di “cittadinanza e costituzione”, introdotto dalla legge 169 del 2008. Un insegnamento nel quale, come ancora attualmente si legge sul sito del MIUR, sono confluiti “gli obiettivi e le conoscenze una volta compresi nell’insegnamento dell’Educazione civica”.
Quindi non è priva di fondamento l’osservazione secondo cui sarebbe improprio parlare di “introduzione” dell’educazione civica, quando si tratterebbe piuttosto della “rimodulazione” di quanto oggi già avviene con cittadinanza e costituzione.
Indubbiamente la proposta di legge in discussione e oggi definitivamente approvata, traguarda una assetto della disciplina più strutturato, prevedendo l’emanazione di linee guida cui fare riferimento per una più puntuale definizione di obiettivi e contenuti dell’azione didattica, fissando modalità e criteri per la valutazione e soprattutto indicando in modo preciso il monte ore da destinare obbligatoriamente al “nuovo” insegnamento, pari a 33 ore annue, vale a dire un’ora alla settimana, ma con una sottolineatura di non poco conto, ossia che si tratta di ore “da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti”. Il che pone inevitabilmente a carico delle istituzioni scolastiche il compito di far quadrare i conti nella programmazione annuale delle attività.
Altro aspetto meritevole di considerazione è che l’insegnamento non prevede una specifica tipologia di docente o classe di concorso, essendo previsto in modo generico il suo affidamento, “anche in contitolarità, a docenti della classe”, salvo le situazioni in cui sia possibile affidarlo “ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia”. Prevista anche una figura di “coordinatore” per ciascuna classe, senza che siano meglio precisate le modalità di assegnazione dell’incarico, mentre è detto molto chiaramente che per tale compito “non sono previsti compensi, indennità o altri emolumenti comunque denominati”, salvo quanto potrà stabilire la contrattazione d’istituto attingendo alle risorse del fondo MOF. Staremo anche vivendo, come si dice, la stagione del cambiamento, ma sull’abitudine di innovare “a costo zero” anche i nuovi attori della politica si rivelano tenacemente conservatori.

Data articolo: Thu, 01 Aug 2019 13:09:41 +0200
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Caporalato. Fai Cisl: "Bene Ministero Lavoro su Fondi Europei, ma accelerare sul piano triennale"

Roma, 1 agosto 2019 - “È una notizia positiva che il Ministero del Lavoro abbia reso operativi i 60 milioni di finanziamenti derivanti dal fondo Fami e Fse per il contrasto al caporalato in agricoltura. Sono risorse legate a progetti in cui anche il sindacato è presente con il proprio impegno e le proprie proposte, specialmente nelle regioni maggiormente colpite dal fenomeno. Ora è fondamentale che i programmi vengano attuati quanto prima, favorendo la piena partecipazione delle parti sociali per superare le emergenze e strutturare azioni sul territorio contro il lavoro irregolare e a favore dell’inclusione sociale”.
Lo afferma il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota a proposito dei nuovi finanziamenti europei contro il caporalato resi noti dal Ministero del Lavoro.
“Quanto al Tavolo sul caporalato lanciato l’anno scorso dal Ministero stesso – aggiunge Rota – ci auguriamo di conoscere al più presto la prima bozza del Piano Triennale messo a punto con il lavoro svolto in questi mesi dai sei gruppi tematici, con il contributo anche dei rappresentanti dei lavoratori. È trascorso quasi un anno da quando il Ministro Di Maio dichiarò guerra al caporalato, ora le campagne di raccolta più importanti sono ripartite e non possiamo permettere che passi altro tempo”.

Data articolo: Thu, 01 Aug 2019 13:08:23 +0200

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