NEWS - lavoro - NEWS - ricerca lavoro - NEWS pensioni

figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna in pre-order
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

News primo piano da cisl.it

#lavoro #sindacato #cisl.it

Primo piano
Ex Ilva. Furlan: "Non esistono margini per aprire il confronto con Arcelor. Il 10 dicembre sciopero e manifestazione a Roma"

Incontro Mise su Ex IlvaRoma, 4 dicembre 2019 - "Non ci sono le condizioni per aprire un confronto" con ArcelorMittal. Noi un accordo lo abbiamo fatto un anno fa e non venti anni fa anni e per noi quello rimane  e con quelle caratteristiche: investimenti ambientali, mantenimento della produzione e dei livelli occupazionali". "Non siamo disponibili - ha insistito- ad iniziare un confronto su un nuovo progetto industriale che appare chiaro: sul tavolo ci sono complessivamente 6.300 esuberi tra nuovi e vecchi. Per noi non esiste alcuna possibilita' di aprire una discussione di merito se la proposta dell'azienda rimane questa. Se invece l'azienda conferma il piano industriale di un anno fa, non ci tireremo indietro da un confronto. Rimane da capire che cosa ne pensa il governo. ma e' evdente che con quello che ci e' stato espresso oggi per noi non ci sono margini per un confronto".  Questo il commento della Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan al nuovo piano per l'Ex Ilva presentato dall'Ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli. (video)

Già questa mattina Furlan aveva auspicato dal parte del Ministro la riconferma dell'accordo  siglato  da Governo e Arcelor Mittal  "che teneva insieme occupazione e qualità ambientale. Ci aspettiamo -aveva dichiarato- che finalmente si ritorni a parlare di siderurgia, in modo particolare di Ilva, come di una leva importante per la crescita del Paese. Noi abbiamo fatto un accordo che non prevede esuberi, non siamo disposti ad accettare esuberi".

Nel frattempo come risposta al nuovo piano di ArcelorMittal le federazioni dei metalmeccanici, Fim Cisl Fiom Cgil e Uilm Uil, hanno indetto uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori del gruppo Ex Ilva per il 10 dicembre prossimo in tutti gli stabilimenti di ArcelorMittal e nell'indotto con manifestazione a Roma che confluirà nell'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil già programmata a piazza Santi Apostoli con al centro la situazione delle crisi industriali.

 

Data articolo: Wed, 04 Dec 2019 17:45:05 +0100
Primo piano
V Rapporto Ocsel sulla contrattazione di secondo livello. Sbarra: "Serve un modello di sviluppo più partecipativo che valorizzi il ruolo delle parti sociali"

Seminario OcselRoma, 4 Dicembre 2019 – “I dati del nostro osservatorio restituiscono alla Cisl ed a tutte le parti sociali una contrattazione aziendale evolutiva nella forma e nei contenuti, dinamica, costruttiva di soluzioni e tutele sempre più ricche. Ma la contrattazione aziendale per sviluppare tutte le sue potenzialità ha bisogno di sostegno, sia di natura fiscale che di normativa di legge non invasiva, valore erga omnes dei contratti , sostegno alla conclusione della misurazione della rappresentanza, sostegno alla partecipazione”.  Così Luigi Sbarra, Segretario Generale aggiunto Cisl illustrando il V Rapporto Ocsel sulla contrattazione di secondo livello, oggi a Roma, presentato in occasione del  seminario Cisl “Il lavoro cambia … la contrattazione costruisce le risposte” oggi a Roma. 
http://youtu.be/DdqzYSFrrv4  "La fotografia del nostro Osservatorio evidenzia l’importanza di una contrattazione aziendale sempre più plurale e innovativa, un motore di crescita sostenuta, ben distribuita, partecipata, capace di elevare il benessere della persona, di rafforzare la qualità del lavoro e di incrementare performance e competitività d’impresa. Un patrimonio insostituibile di relazioni industriali reattive, flessibili, in presa diretta con i bisogni reali di ogni azienda e di ogni territorio”.
Questo sistema offre già tanto allo sviluppo e alla coesione, ma va ulteriormente sostenuto e promosso con maggiori affidamenti e responsabilità tra le parti sociali e adeguate politiche fiscali che ne stimolino diffusione e crescita, specialmente nelle aree dove il tessuto produttivo è più debole e disgregato e le aziende sono più piccole e isolate, come nel Mezzogiorno. Per questo crediamo che i frutti degli accordi di secondo livello, sia economici che di welfare, vadano del tutto detassati, insieme anche agli aumenti dei prossimi rinnovi contrattuali di primo livello", sottolinea.
“L’adattività e la dinamicità dell’incontro contrattuale - evidenzia ancora il sindacalista - mal si conciliano con leggi-precetto che entrano in materie tipicamente negoziali come il Decreto Dignità, di cui esigiamo la modifica con un forte affidamento alla contrattazione aziendale sulle causali per i rinnovi dei rapporti a tempo determinato. Va poi scongiurata l’adozione del salario minimo legale: per elevare salari, tutele e produttività non serve una retribuzione oraria ‘di Stato’, ma l'estensione dei contratti leader in ogni comparto, con una lotta senza quartiere al dumping negoziale, alle rappresentanze di comodo e ai contratti pirata”.
Al Governo chiediamo un impegno su questi fronti e, più in generale, su un modello di sviluppo maggiormente partecipativo, che esalti l’apporto sussidiario della contrattazione e valorizzi il ruolo delle rappresentanze sociali nel disegno delle strategie di crescita. Pensiamo che i tempi siano maturi anche per varare una legge quadro sulla partecipazione e sulla democrazia economica che sostenga il coinvolgimento dei lavoratori alla vita d’impresa, un provvedimento legislativo che deleghi alla contrattazione il compito di declinare in ogni realtà le forme più idonee di partecipazione”, conclude Sbarra.

 http://youtu.be/oZdX0YwF6M4  “Il salario minimo per legge non e’ per noi la strada giusta per risolvere il tema del lavoro povero, sfruttato e sottopagato che in questi anni si e’ sviluppato nel nostro paese” ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan nelle sue conclusioni al Seminario della Cisl sullo sviluppo della contrattazione aziendale. “Il salario minimo per legge non offrirebbe le giuste garanzie ai lavoratori. La contrattazione è lo strumento più adeguato per combattere anche il lavoro povero. C’e’ voluta una sentenza di un magistrato di Torino per segnalare che la soluzione per i riders era applicare subito il contratto nazionale collettivo del settore delle logistica. Quando la politica pensa invece di sostituirsi alla libera contrattazione tra le parti sociali spesso le cose peggiorano. Da una parte assistiamo ad una continua legislazione sui temi del lavoro, dall'altra il tema del lavoro e dell' impresa spesso diventano un elemento di scontro e di speculazione a fini elettorali. Il risultato è che abbiamo 160 vertenze che giacciono sul tavolo del ministero dello sviluppo senza che sia stata trovata una soluzione. Ma quando le questioni del lavoro diventano un braccio di ferro tra i partiti, diventa davvero complicato trovare un equlibrio, le giuste soluzioni per far crescere il paese".
Furlan nel suo intervento ha lanciato un appello alle forze politiche. "Questo è un paese che non ha bisogno di fibrillazioni continue ma di patti seri e di alleanze forti per far crescere le nostre aziende e l'occupazione. Bisogna creare attraverso la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale condizioni favorevoli per i lavoratori, le imprese ed i giovani. Ma occorre serietà e senso di responsabilità. Nel tagliando che il Governo pensa di fare a gennaio andrebbero inserite alcune delle questioni che il sindacato chiede da mesi: cambiare lo sblocca cantieri per fermare la proliferazione dei sub appalti, sbloccare gli 8o miliardi per far ripartire i cantieri delle medie e grandi opere, in modo da dare spazio a più di 400 mila posti di lavoro. in un settore dell'ediliza che ha perso un milione di posti di lavoro in questi anni. Modificare i decreti sicurezza come aveva indicato anche il nostro Presidente della Repubblica. Questi sono alcuni degli aspetti che, al di là della manovra economica e dei tavoli di confronto, ci aspettiamo che il governo affronti subito. Basterebbe un decreto. Sono le cose che fanno la differenza e che segnano una discontinuità palpabile con il passato".

Il 5° rapporto Ocsel (Osservatorio Contrattazione di Secondo Livello) curato e presentato oggi dalla Cisl raccoglie ed analizza 2.182 accordi aziendali negoziati negli anni 2017 e 2018 (di cui 1.236 per il primo anno e 946 nel secondo) in 1.363 aziende che occupano 928.260 lavoratori. Si tratta non di un campione statistico, ma in ogni caso del rapporto sulla contrattazione aziendale con la più grande raccolta di accordi esistente nel nostro paese. Ocsel è una banca dati della Cisl che ad oggi registra in totale 12.160 accordi siglati negli ultimi 10 anni. Ecco i contenuti principali emersi dal rapporto:

Nel panorama delle relazioni sindacali è tornata a svolgersi una contrattazione più strutturata e meno episodica rispetto agli anni della crisi; il 54% degli accordi sono rinnovi di contratti precedenti, il 19% sono accordi integrativi degli stessi; La contrattazione di secondo livello si estende e sviluppa ad altri settori oltre al Metalmeccanico con il 31% al commercio 10%, Servizi (13%)Trasporti (11%);
Resta un deciso squilibrio territoriale che vede la contrattazione aziendale diffusa nel nord (55% del totale) e nel centro (20%), mentre scarsa è la diffusione nel sud del paese (2%)
Diffusa la contrattazione nelle piccole (fra 20 e 49 addetti) e micro imprese sotto i 19 dipendenti. La partecipazione delle piccole aziende alla crescita della contrattazione aziendale è un dato significativo perché smentisce la convinzione diffusa che la contrattazione sia uno strumento applicabile solo alle aziende medio grandi.
Il salario costituisce l’argomento maggiormente trattato nella contrattazione, presente nel 51% degli accordi analizzati con un avanzo di 7 punti percentuali rispetto alla contrattazione del biennio precedente. E’ questo certamente il principale indicatore della ripresa. Salario e welfare sono i temi più vivaci e in crescita, segno di una ripresa di buon andamento delle imprese in generale, mentre calano fortemente gli accordi legati a situazioni di crisi
Il valore del premio per lavoratore supera mediamente una mensilità (1534,38 euro pro capite). I dati sul valore medio dei premi di risultato rilevati dalla nostra ricerca sono in linea con quanto rilevato da altre ricerche e hanno trovato conferma dai dati elaborati dal Ministero delle finanze sulle denunce dei redditi per gli anni 2016 e 2017.
La recensione degli accordi che definiscono un premio variabile segnala come il 13% degli accordi preveda premi che possono arrivare a 500 euro, il 26% da 501 a 1000 euro, il 19% da 1001 a 1500 euro e il 20% premi che vanno da 1501 a 2000 euro. Significativo e quantitativamente rilevante il fatto che ben il 23% degli accordi preveda premi superiori ai 2000 euro.
In tema di orari di lavoro il 22% degli accordi relativi si occupano della distribuzione degli stessi, tema centrale di fronte a mercati sempre più difficilmente prevedibili, mentre spicca anche il fatto che in tema di flessibilità, la stessa viene negoziata sia relativamente alle esigenze produttive ma sempre più anche verso le flessibilità richieste dai lavoratori (in entrata e uscita nonché meccanismi di banca ore).
Gli accordi relativi alla organizzazione del lavoro vedono al centro: la crescita degli accordi indirizzati a governare il cambiamento tecnologico (39%), la diffusione nei settori del Terziario e dei Servizi (33%) di queste problematiche che precedentemente interessavano esclusivamente il settore manifatturiero; l’emergere di nuove necessità e nuove opportunità: numerosi accordi (54%) prevedono di utilizzare lo Smart-Working; riconoscono la necessità di modalità per classificare le professionalità e le competenze (20%) e di adeguare anche qualitativamente gli organici aziendali (21% accordi) ed il coinvolgimento del sindacato nel processo del cambiamento (26% degli accordi).

Anche in tema di professionalità la contrattazione aziendale sta molto innovandosi: si superano i terreni tradizionali dei passaggi di categoria e ci si concentra nella regolazione di nuovi profili professionali (46%) e nella valutazione e riconoscimento delle nuove professionalità (20%)
Anche il welfare sembra svilupparsi ulteriormente. Gli accordi censiti da OCSEL mostrano una crescita impressionante della contrattazione sul welfare. Infatti se nel 2015-16 il 23% degli accordi prevedeva interventi sul welfare nel 2018 tale percentuale è salita al 38%. E’ indubbio, come molte volte indicato negli stessi accordi, che tale crescita sia stata favorita dai vantaggi fiscali e contributivi. Nella maggioranza degli accordi si sono privilegiate le soluzioni a livello aziendale tramite l’erogazione di sevizi o la stipula di convenzioni (67%), o attraverso l’estensione e il miglioramento dei Fondi Integrativi (40%) e infine attraverso il miglioramento delle disposizioni normative e legislative (32%). Fra le pratiche di welfare in crescita la tematica dell’assistenza familiare (materia in crescita dall1% al 7% nel raffronto fra i due bienni), di prevedere servizi a supporto del dipendente (2% degli accordi), il sostegno del potere di acquisto (dal 5% al 15%), la formazione e l’istruzione (dal 2 al 9%), i servizi ricreativi (dall’1 al 9%).
Anche in tema di formazione, mercato del lavoro, partecipazione, ambiente e sicurezza la contrattazione aziendale non cerca di replicare semplici adempimenti di legge ma di caratterizzarsi verso misure nuove che aumentano il grado di coinvolgimento e responsabilità delle RSU e del sindacato in azienda. Comincia ad esserci attenzione per la formazione orientata a facilitare l’introduzione di nuove tecnologie (20%) come anche quella relativa alla riqualificazione per nuova organizzazione del lavoro (11%).

 

http://youtu.be/KXUho66Zq6I

 

 

Data articolo: Wed, 04 Dec 2019 09:52:35 +0100
Primo piano
Settimana di mobilitazione Cgil, Cisl e Uil per il lavoro. I contratti pubblici al centro della manifestazione di oggi. Furlan: "Il Governo dia il buon esempio, metta in finanziaria le risorse per il rinnovo"

Mobilitazione12dicembre712 dicembre 2019 - "50 anni fa la strage orribile di Piazza Fontana. Una pagina oscura della storia del nostro paese. Bisogna ricordare sempre ai giovani la follia omicida del terrorismo. Non dimenticare mai il dramma, il dolore di tante famiglie che hanno perduto quel giorno i loro cari. Senza verita' non c'e' giustizia. Senza giustizia non c'e' democrazia". Apre così  Annamaria Furlan, Segretaria generale della Cisl il suo intervento al secondo appuntamento della settimana di mobilitazione per il lavoro con al centro oggi la richiesta del rinnovo dei contratti pubblici e privati, la richiesta di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, nella sanità, nei comparti dell'istruzione, dell'Università e della ricerca e la stabilizzazione del precariato. 
"Siamo qui per dire parole forti e chiare e senza ambiguita' su cosa e' importante per il nostro paese, -afferma Furlan dopo il minuto di silenzio osservato da tutti i manifestanti in ricordo della strage di Piazza Fontana di cui ricorre oggi il 50° anniversario. "E'  stato importante aprire questa grande manifestazione ricordando Piazza Fontana, gli uomini e le donne che sono morti, - sottolinea la leader della Cisl stringendosi "intorno alle loro famiglie, a quella citta'. E a loro diciamo: il terrorismo, gli eccidi, i morti, sono stati sconfitti da un grande movimento democratico del paese, i sindacati. Uomini e donne del lavoro sono stati protagonisti nell'affermare che l'Italia è democrazia e giustizia, è l'Italia che vogliamo e mai e mai i sindacati confederali molleranno la presa nel salvaguardare il nostro paese contro ogni delitto e terrorismo, c'è bisogno di tanta giustizia nel nostro paese"

"Siamo di nuovo in piazza per dire che vanno rinnovati i contratti. Ci sono circa 13 milioni di lavoratori che aspettano il rinnovo del contratto nel pubblico come nel privato. Tutti i settori della pubblica amministrazione sono coinvolti e anche nel terziario, nell'industria e nei servizi". 
"Il contratto è importante per il lavoratore e per la sua famiglia - aggiunge Furlan - e lo Stato come datore di lavoro deve dare l'esempio. Non è più possibile sopportare che ci siano lavoratori che aspettano il rinnovo da dieci anni e nella finanziaria non ci sono abbastanza risorse per i rinnovi, noi chiediamo correttezza e rispetto per il lavoro, chiediamo la rivalutazione delle pensioni, risorse per la scuola, la ricerca perche' vogliamo che questo paese cresca. Il  contratto è fondamentale nella vita del lavoratore e lo Stato come datore di lavoro deve dare l'esempio".

http://youtu.be/qbHNcole4BU   “Grazie per aver riaperto i tavoli ma non basta! –incalza Furlan- Servono i contenuti per i lavoratori e le lavoratrici. La mobilitazione non si ferma! La nostra piattaforma non è cambiata. Bisogna fare di più per il delicato settore dell’istruzione, della formazione, della ricerca e dell’università dei quali non bisogna ricordarsi solo nei convegni: occorrono investimenti, più personale, stabilizzare i tanti precari. Gli ospedali hanno bisogno di medici, infermieri, personale. Il diritto alla salute va garantito a tutti dal nord al Sud. Basta con le promesse del governo e gli slogan della politica. Vogliamo i fatti”.
"Nessuno dovrà più percepire la PA come il luogo dei problemi, ma come quello delle risposte. È una risorsa per il paese. Questo è ciò che ricordiamo al Governo. Qui, insieme, uniti". Conclude Furlan.
 
Concluderà la settimana di mobilitazione per il lavoro, l'ultima delle tre manifestazioni - assemblee martedì 17 dicembre, sempre in Piazza Santi Apostoli dedicata questa volta ai  temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza. Iniziative, attivi, assemblee e presidi  nei luoghi di lavoro e nel territorio hanno avuto luogo in tutte le regioni italiane a partire dal  9 dicembre e proseguiranno fino al 18 dicembre.

A Roma la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil che da' il via alla settimana di mobilitazione per il lavoro. Furlan: "Proseguiremo la nostra lotta fin quando non avremo risposte"

Manifestazione Piazza Santi Apostoli3310 Dicembre 2019 - "Amici ed amiche, compagni e compagne a Milano lo avevamo detto: se non cambiano le cose noi torniamo in piazza.  E oggi ci siamo, con i tanti lavoratori e le tante lavoratrice delle aziende in crisi, 160 vertenze aperte e mai chiuse e saremo in piazza anche  il 12 e poi il 17 con i nostri pensionati, i lavoratori pubblici, quelli della scuola, per i tanti contratti  pubblici e privati che non vogliono chiudere". Così la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan dal palco allestito in Piazza Santi Apostoli a Roma, per la manifestazione indetta unitariamente da Cgil, Cisl e Uil che apre la nuova fase di mobilitazione per il lavoro  e che ha al centro i temi della crescita, le crisi aziendali, lo sblocco dei cantieri e delle infrastrutture, lo sviluppo del Mezzogiorno.

http://youtu.be/CfG_G8wfCXg  "Siamo qui, non siamo cambiati perché fin quando non avremo le  risposte  alle questioni che insieme  abbiamo chiesto un anno fa  da piazza San Giovanni  noi continueremo   nella nostra mobilitazione e nella nostra lotta. Non ci bastano  cambiamenti di modi, non abbiamo bisogno di gentilezze, abbiamo bisogno di dare risposte al mondo del lavoro. Abbiamo bisogno di chiudere le vertenze  e di togliere dall'incertezza oltre 300mila lavoratori  e lavoratrici". E osserva: "E' un po' peggiorato  il clima, altro che migliorato. Abbiamo riscoperto quello che pensavamo fosse  superato" osserva a proposito della vertenza ex Ilva. "E noi non ci stiamo" a "mettere la salute, l'ambiente  in antitesi, in contrapposizione con il lavoro  e la produzione. Non torniamo indietro. L'ambiente, la salute,  dei lavoratori,  dei cittadini non sono contro le fabbriche e il lavoro. Non si può chiedere alle persone  se morire di cancro oppure morire di fame. E' un gioco perverso , umiliante". Torna poi a ribadire: "Abbiamo bisogno di risposte a partire dall'Ilva, all'Alitalia, alla Whirlpool, Mercatone Uno etc. In tutti i settori abbiamo vertenza aperte con minacce o veri e propri licenziamenti di migliaia e migliaia di uomini e donne. Vertenze che non hanno dietro solo numeri di esubero - tiene a precisare - ma hanno dietro uomini, donne del lavoro, le loro famglie. Quanto ancora dobbiamo aspettare  perché la politica  capisca che le vertenze non sono un braccio di ferro  tra governo e opposizione o, ancora peggio, dentro lo stesso governo. Il popolo del lavoro, questo popolo del lavoro, non vive di sondaggi elettorali, non vive di tweet,  vive di lavoro. Ed è quello che vogliamo sia l'impegno della politica. Altro che vedere tutti i giorni  quanto sale o scende un partito, quanti followers ha un video o non ce li ha. Guardate invece  quanti occupati ci sono, quanti disoccupati ci sono  e quante vertenze  non sono ancora chiuse" sottolinea lanciando un messaggio chiaro al Governo e alla politica: "Basta mettere le imprese al centro delle liti interne ai partiti e alla maggioranza, ci vuole serieta' in queste cose, quella che finora e' sempre mancata. Mai cosi' in basso in questo paese rispetto alla non capacita' di risolvere le vertenze aperte. Noi vogliamo che queste vengano risolte,  - sottolinea Furlan - e vogliamo dare un messaggio chiaro alle multinazionali: non si viene in questo paese a fare shopping e poi si buttano via imprese e chi ci lavora dentro". Parla quindi del 'cinismo insopportabile' da parte delle imprese: "Il cinismo dimostrato da UniCredit che distribuisce 5 miliardi agli azionisti e in contemporanea annuncia licenziamenti di 8 mila persone e' la cartina di tornasole di cosa significa dimenticarsi del lavoro. Cosi' come le grandi vertenze a partire da Alitalia - ha aggiunto - siamo all'ottava proroga. Al governo diciamo: non consentiremo nemmeno un esubero. Certo,  - osserva - in un paese  che da anni dimostra  che il lavoro non è centrale, che il lavoro  è secondario, che gli uomini e le donne  del lavoro contano meno, che il sindacato conta meno, è ovvio che anche le imprese possono pensare  di fare quello  che vogliono. Il tema del lavoro e dell'occupazione e' vita e futuro. Noi non permetteremo a nessuno di giocare a poker con i lavoratori e speculare sul lavoro, non permettiamo a nessuno di dimenticarsi che la nostra e' una Repubblica fondata sul lavoro".

Tocca poi il tema delle infrastrutture chiedendosi cosa sia cambiato in un  anno quando ancora ci sono  "oltre 75 miliardi bloccati e con quei miliardi bloccati 400mila posti di lavoro. Noi siamo insieme ai lavoratori dell'edilizia che in cento piazze hanno detto  ancora una volta 'sbloccate le infrastrutture, fateci lavorare'. E tutto questo "in un paese dove la mancanza delle infrastrutture significa  anche più povertà nel Sud . Un paese chiuso  che non si apre all'Europa  che non  sceglie finalmente di essere davvero quella grande  potenza industriale  che per tanti anni  ha caratterizzato il nostro Paese. E quindi sblocchiamoli quei  miliardi - incalza. Cosa li tengono lì  a fare se  non si usano, in un paese dove si muore  perché  crollano i ponti, dove il dissesto idrologico  ogni anno fa paingere  migliaia e migliaia di persone  e di famiglie". 

Una piazza gremita quella di oggi, una piazza solidale con tutti i lavoratori, una piazza scelta perché vicina alle istituzioni e  una piazza che saluta i lavoratori dell'ex Ilva, che anche ieri hanno visto saltare il tavolo della trattativa. Tanti infatti i lavoratori metalmeccanici dell'ex Ilva, oggi in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal e nell'indotto, a riempire la piazza insieme ai lavoratori di molte altre aziende in crisi come Alitalia, provenienti da tutto il Paese.  La manifestazione - Assemblea è stata aperta dal Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che ha lasciato questo messaggio: "Il mondo del lavoro unito chiede il cambiamento del Paese . Si mettano in testa che non si cambia senza e contro i lavoratori. Noi non abbiamo paura, non ci rassegniamo e andremo avanti finche' non avremo risultati. Uniti - ha concluso Landini - ce la possiamo fare". 

 "Dobbiamo mantenere l'acciaio in Italia. Smettessero di litigare nella maggioranza e con l'opposizione", ha detto dalla sua il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo nel corso della manifestazione. "Sara' un Natale brutto per tante famiglie. Non possiamo permetterci di fare un altro Natale cosi'. Bisogna dare speranze ai giovani e agli anziani".ha sottolineato facendo riferimento alla difficile situazione economica del Paese.

E poi gli interventi dei delegati  aziendali che hanno portato la propria voce sulle vertenze aperte (Almaviva, Alitalia, Mercatone/Conad, Ilva, indotto Ilva, settore edile): in piazza a  chiedere alla politica di non utilizzare i lavoratori per pura campagna ellettorale, a sottolineare di non volere assistenzialismo, né reddito di cittadinanza, ma lavoro" e a dire alla politica: "siamo lavoratori e vogliamo dignita". 


Post Facebook quadratoLavoro. Manifestazioni nazionali Cgil Cisl Uil a Roma in Piazza Santi Apostoli il 10, 12 e 17 dicembre. Furlan: "Torniamo in piazza con gli stessi obiettivi. I bisogni delle persone non sono cambiati"

27 Novembre 2019 “Faremo unitariamente queste tre importanti manifestazioni nazionali sulle tante crisi aziendali aperte, per sollecitare lo sblocco dei contratti pubblici, la rivalutazione delle pensioni e la legge sulla non autosufficienza, ma anche su tutte le altre questioni nodali della nostra piattaforma unitaria”. Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, concludendo il Consiglio generale della Cisl Torino-Canavese. “Noi andiamo avanti con la nostra mobilitazione come deve fare un sindacato autonomo dalla politica. La nostra bussola resta la piattaforma unitaria. I problemi, i bisogni e le aspettative delle persone che noi rappresentiamo non sono cambiati anche con il Governo Conte due. Rischiamo anzi di vivere una nuova fase di stagnazione economica nel paese. Per questo noi chiediamo una svolta alle istituzioni ed alla politica. Abbiamo ormai troppe vertenze aperte in tutti i settori, comprese quelle del terziario. Ci sono migliaia di richieste di esuberi da parte di tante aziende. Un fatto inaccettabile. Seguire le vertenze significa avere anche una strategia industriale per il paese. Bisogna fare delle scelte precise e non cercare solo il consenso elettorale come è accaduto con le vicende dell’ex Ilva o di Alitalia. Noi siamo contenti che partano i tavoli di confronto con il Governo, ma l’attenzione alle vertenze è fondamentale perché se perdi gli asset strategici, si vanifica non solo la ricchezza del paese ma si peggiorano le condizioni delle famiglie”.

La mobilitazione "a sostegno delle rivendicazioni e di tutte le altre richieste contenute nella piattaforma unitaria sia per la manovra in corso di approvazione sia in vista del prossimo Def:" è stata lanciata nei giorni scorsi da Cgil, Cisl, Uil in una nota congiunta: 

"Cgil, Cisl e Uil confermano e ribadiscono il proprio giudizio in merito alla manovra economica, il cui iter parlamentare è ancora in corso. Apprezzano la disponibilità dimostrata dall’Esecutivo e la conseguente ripresa del dialogo e di una parte dei contenuti proposti dal governo, ma ritengono insufficienti le risorse che pure sono state messe in campo sui capitoli della piattaforma unitaria.  I risultati ottenuti sono il frutto sia dell’enorme partecipazione di lavoratori, pensionati e giovani alle iniziative di piazza, avviate sin dallo scorso 9 febbraio, sia del successivo confronto con il Governo, ma non sono affatto esaustive delle rivendicazioni unitarie. 

Cgil, Cisl Uil ritengono che sia necessario dare continuità alla mobilitazione, non solo per evitare peggioramenti e sollecitare alcuni miglioramenti della manovra che sarà approvata definitivamente entro la fine dell’anno, ma anche per chiedere di avviare una stagione di riforme, da condurre in porto già nei prossimi mesi. A sostegno di queste rivendicazioni e di tutte le altre richieste contenute nella piattaforma, sia per la manovra in corso di approvazione sia in vista del prossimo Def, Cgil, Cisl, Uil indicono una settimana di mobilitazione con iniziative nei territori e tre manifestazioni/assemblee nazionali aperte, che si svolgeranno in Piazza Santi Apostoli a Roma

Il 10 Dicembre dedicata alle questioni del mezzogiorno, dell’industria, dei servizi e di uno sviluppo ambientalmente sostenibile, contro i licenziamenti, a sostegno dell’occupazione e delle vertenze aperte, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, per la riforma degli appalti e dello “sblocca cantieri.

Il 12 Dicembre per chiedere il rinnovo dei contratti pubblici e privati, il superamento dei contratti pirata, la riforma e le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali.

Il 17 Dicembre sulla riforma fiscale per una redistribuzione a vantaggio dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e per ridurre il fenomeno dell’evasione; sulla previdenza, per un’effettiva rivalutazione delle pensioni e per proseguire nell’opera di riforma della legge Fornero in un’ottica di effettiva flessibilità verso il pensionamento; per chiedere un welfare più giusto e una legge sulla non autosufficienza.

Le tre manifestazioni/assemblee vedranno protagonisti le delegate e i delegati dei lavoratori che al governo e alle imprese porranno i problemi delle rispettive imprese e da quelli i temi e le proposte avanzate nella piattaforma unitaria e discusse nelle assemblee dei lavoratori. Una modalità che vuole essere anche una strada per rendere protagonisti i lavoratori, i loro problemi, la loro capacità di proposta".

Data articolo: Wed, 27 Nov 2019 17:23:53 +0100
Primo piano
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Furlan: "Occorre diffondere la cultura del rispetto della persona. Questa è la strada giusta che vede la Cisl in prima fila"

manifesto Cisl Giornata conRoma 25 novembre 2019 - “Dovrebbe far parte dei processi educativi e della cultura civica di un paese avanzato e moderno come l'Italia, spiegare che il rispetto reciproco tra uomini e donne è il fondamento di una comunità. Il principio della parità deve essere trasmesso ed inculcato fin dall'adolescenza. Questo è uno dei compiti che la scuola italiana deve assumere come una priorità".  Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan dalle pagine de 'Il Quotidiano Nazionale' nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre oggi. "Non bisogna avere tentennamenti nei confronti di chi maltratta ed umilia le donne - sottolinea ancora la leader della Cisl ricordando che "la violenza si annida anche nel mondo del lavoro, nelle frustrazioni di una precarietà infinita, nel divario salariale, nell'imposizione del lavoro domenicale o dei part- time alle donne in tante aziende piccole e grandi. La contrattazione può fare molto per affrontare questi problemi. Abbiamo siglato accordi importanti con tutte le associazioni imprenditoriali, anche a livello europeo, contro le molestie, i ricatti, le persecuzioni nei confronti delle donne. Sono accordi che vanno rispettati perché non stiamo parlando di un fenomeno marginale nella nostra società. Si fa fatica a far passare il concetto che il lavoro rimane la prima forma di emancipazione per le donne." 

"Sono tantissime le iniziative e le manifestazioni in tante citta’ italiane in questi giorni a cui partecipa la Cisl contro tutte le forme di violenza, intimidazione e discriminazione nei confronti delle donne. E’ giusto mobilitarsi” ha dichiarato ieri in vista della Giornata contro la violenza sulle donne citando alcuni dati: "Oltre 6 milioni  in Italia le donne che hanno subito violenza almeno una volta nella vita. Rappresentano in numero la somma della popolazione di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo messe insieme, di cui la maggior parte consumate tra le mura domestiche e che, in molti casi, sono state vissute in presenza di bambini e bambine. Sono dati davvero impressionanti. Un dramma nel dramma" .

"Non bastano dunque gli slogan o la fredda denuncia"  prosegue Furlan ribadendo che "anche il sindacato può fare molto attraverso la contrattazione per prevenire le forme di discriminazione sessuale e tutelare la donna in ogni ambito della vita civile".  E  fa di nuovo riferimento ai tanti accordi  raggiunti dal sindacato in questi anni "per supportare le vittime di violenza e di molestie nei posti di lavoro. Bisogna far applicare questi accordi in modo da tutelare la dignità delle donne, la loro autonomia decisionale, accompagnarle a ricostruire la loro vita".

Ma per la leader della Cisl occorre, soprattutto, ripartire dalla cultura, dai processi educativi, fin dalla primissima infanzia. "Il principio della parità e del rispetto tra uomini e donne deve essere trasmesso ed inculcato fin dall'adolescenza, con la dovuta formazione - ribadisce-. Questa è la strada giusta ed una battaglia che vede la Cisl in prima fila ed alla quale non faremo mai mancare il contributo del sindacato. Serve un piano straordinario per l’occupazione femminile, cosi come restiamo in attesa dell’approvazione dei decreti attuativi che rendano effettivamente operativa la legge a tutela dei minori orfani di femminicidio e la ratifica della Convenzione e Raccomandazione ILO contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro in tutto il mondo, sostenuta con forza dal sindacato a livello internazionale e che rappresenta, se concretamente applicata, un traguardo di civiltà per tutti. Dobbiamo vincere questa sfida con l'impegno delle istituzioni, delle espressioni della società civile, di tutti i cittadini, attraverso un lavoro comune che renda tutti responsabili e protagonisti. Per non lasciare che la violenza spenga il sorriso di tante donne".

 “Tolleranza zero alle molestie e alla violenza sul lavoro” lo slogan scelto dalla Cisl per questa Giornata Internazionale, per sottolineare che "ogni forma di prevaricazione sul lavoro non è più tollerabile, ovunque essa avvenga, in ogni angolo del pianeta, in linea con i principi e i contenuti nella nuova Convenzione e Raccomandazione ILO in materia, che tutto il sindacato internazionale ha sostenuto e promosso e che ora si chiede alla politica di condurre presto a ratifica.

Per la Cisl ed il sindacato tutto, "il cui contributo rimane fondamentale per far fronte a questo drammatico fenomeno in tutte le sue più subdole espressioni "la strada da percorrere per combattere questi fenomeni, dal femminicidio alla tratta e allo sfruttamento sessuale, dagli stereotipi di ordine culturale alla violenza e alle molestie nei luoghi di lavoro, resta lunga e in salita, ma è una strada che stiamo attraversando con convinzione e dedizione ottenendo risultati positivi in termini di sensibilizzazione, orientamento dell’azione istituzionale, ascolto e presa in carico delle vittime che riconoscono nel sindacato e nella rete di sportelli che lo stesso sta strutturando su tutto il territorio nazionale una possibile via d’uscita dal “buio” della violenza.  Intenso è l'impegno profuso dal sindacato per questa giornata con iniziative e seminari in tutto il territorio nazionale".

E in un Volantino unitario,  Cgil Cisl e Uil all'insegna dell'hashtag #VIOLENZAMAI sottolineano come il 25 novembre sia per le tre confederazioni l’occasione per rilanciare e radicare il loro impegno a  partire dalla contrattazione:  

"La violenza maschile contro le donne - si legge nel Volantino  -  è un male antico e trasversale che interessa tutto il mondo e deve essere sradicato, garantendo così a tutte le donne il diritto alla libertà e alla dignità. La violenza contro le donne, come ci dicono le statistiche più accreditate, viene esercitata in tutti i contesti in cui si articola il nostro vivere civile, da quello familiare a quello sociale, dalla politica ai luoghi di lavoro. Soprattutto laddove si utilizzano i rapporti gerarchici, la precarietà, l’incertezza sulle prospettive di lavoro, si somma violenza a violenza. Così come quando il linguaggio, la cronaca, colpevolizza o trova giustificazione ai comportamenti violenti contro le donne che sono già vittime, si attua una seconda violenza rappresentativa di una società che sta degenerando. La violenza non si deve legittimare MAI! Il sindacato è sempre più impegnato nella lotta contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, per definire con chiarezza che molestie e violenza non sono parte del lavoro. Il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo, prima insieme a Confindustria e poi con le altre associazioni datoriali, ci ha fornito strumenti nuovi per operare in questa direzione nella consapevolezza della complessità di tale compito, della sua peculiarità della violenza nei contesti produttivi: difficoltà delle vittime a raccontare, paura di non essere credute e timore di ritorsioni. Dobbiamo quindi fare ancora molta strada, realizzare una vera rivoluzione culturale, che renda tutti consapevoli, che RISPETTO e relazioni sane migliorano la vita di tutti e tutte. Un cambiamento culturale che si esercita anche sul piano legislativo e nella contrattazione. Infatti in questi anni abbiamo conquistato, grazie alla mobilitazione delle donne, convenzioni ed accordi importanti. La convenzione di Istanbul, ratificata dal nostro Paese, contiene principi fondamentali a partire dal definire la violenza, e come la si contrasta. Chiediamo che venga effettivamente applicata. È compito nostro ora, attraverso la contrattazione, creare ascolto, attenzione, sostegno, rispetto e riconoscimento della parola femminile dei diritti delle donne senza sconti. Nel giugno di quest’anno poi, abbiamo conquistato, dopo molti anni di impegno, la Convenzione 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la relativa Raccomandazione. Certo va sottolineato che molte associazioni di impresa non l’hanno approvata, ma questo non ci deve fermare, anzi ci impegna ancor di più nel rivendicare la rapida ratifica della convenzione da parte del nostro Paese, e nel determinare i provvedimenti necessari a partire dal riconoscimento delle molestie sessuali come reato. Per questo per noi il 25 novembre e’ l’occasione per rilanciare e radicare il nostro impegno a partire dalla contrattazione. #VIOLENZAMAI!"  concludono Cgil, Cisl, Uil. 

Data articolo: Sat, 23 Nov 2019 14:34:09 +0100
Primo piano
"1989-2019 Oltre la caduta del muro di Berlino" a Roma il Convegno della Cisl. Furlan: "L'Europa deve ripartire dalla centralità della persona“

Convegno 18 novembre bisRoma, 18 novembre 2019 - “La caduta del muro nel 1989 e’ stato un evento che ha segnato la nostra vita. Ho goduto della caduta del muro perche’ per noi che credevamo negli ideali e nei valori della liberta’ significava la caduta del comunismo. C’era l’entusiasmo di partecipare ad una svolta. Eravamo tutti convinti che stavamo tutti partecipando ad un evento che creava un mondo migliore. Non e’ stato cosi, anche se non e’ stato un fallimento totale". Lo ha detto oggi la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo all'incontro-dibattito “1989-2019  - Oltre la caduta del muro di Berlino" organizzato dalla Cisl a Roma presso l’Auditorium via Rieti, moderato dalla giornalista Myrta Merlino, e al quale sono interventui Paolo Gentiloni, Antonio Tajani, Walter Veltroni ed Antonio Polito, vice direttore del Corriere della Sera ed autore del volume “Il Muro che cadde due volte”. 
"L’Europa in fondo l’abbiamo costruita anche se non e’ nata quella Europa della giustizia economica e sociale che tutti noi sognavamo. -Ha proseguito Furlan- Non siamo riusciti a costruire una Europa portatrice di pace nel mondo. Questo e’ mancato. L’Europa deve essere una costruzione quotidiana per evitare che i giovani che hanno sognato un modello di cittadinanza europea si rintanino nella solitudine.  Non siamo stati finora capaci di trovare un nuovo modello economico di sviluppo. Siamo lontani da quella Europa dei popoli dei e della giustizia che allora avevamo tutti auspicato".
"Bisogna cambiare le istituzioni  europee. Far sentire davvero le persone cittadini europeri protagonisti e partecipi dei cambiamenti. Il parlamento europeo deve essere il luogo dove davvero si prendono le decisioni. Se vogliamo combattere le diseguaglianze serve questo nuovo ruolo dell’Europa" ha concluso Furlan.

Data articolo: Mon, 18 Nov 2019 17:33:08 +0100
Primo piano
I pensionati di Cgil, Cisl e Uil in piazza a Roma per chiedere 'più rispetto dal Governo e dalla politica". Furlan:"Una protesta forte che ha il pieno sostegno di tutte le categorie"

Manifestazione pensionati16 novembre 2019- “Oggi è un’altra piazza bellissima con i nostri pensionati della Cisl, della Cgil e della Uil a dire a tutto il mondo, ci siamo, non siamo invisibili, siamo cittadini italiani, abbiamo costruito il paese e vogliamo fare una grande alleanza per il lavoro innanzitutto con i giovani. Un messaggio che unisce al Paese, e ce ne è tanto bisogno, ma anche un messaggio che deve essere rispettato”. Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan oggi al Circo Massimo a Roma insieme ai segretari di Cgil e Uil e ai lavoratori e alle lavoratrici, di tutte le categorie produttive, al fianco delle federazioni dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil che chiedono, "ancora un volta, più rispetto e considerazione da questo Governo ed in generale dalla classe politica”. (VIDEO)
“I nostri anziani e le nostre anziane hanno le pensioni bloccate da troppo, troppo tempo e molto spesso aiutano con la loro pensione anche i figli ed i nipoti. La dignità della persona si rispetta anche in questo modo, quindi che il Governo sblocchi le pensioni degli anziani, glielo deve, glielo dobbiamo tutti. Il Governo inoltre faccia una legge per la non-autosufficienza, perché ci sono tanti non autosufficienti nelle nostre famiglie, anziani ma anche giovani e anche loro devono avere una risposta dignitosa". 
E lo ribadisce anche dalle pagine del quotidiano 'Avvenire': “Nel nostro paese ci sono 3 milioni di persone non autosufficienti, la maggior parte delle quali sono anziani. E' una emergenza nazionale di cui nessuno parla. Un peso insostenibile per milioni di famiglie che se ne fanno carico da sole e che rischiano per questo di finire in povertà. Finora la risposta delle istituzioni è stata inadeguata, frammentata nelle risorse, negli interventi e nelle responsabilità tra enti diversi. Occorre una legge nazionale sulla non autosufficienza, con risorse adeguate, criteri uniformi per la valutazione dei bisogni, l'integrazione tra politiche sociali e sanitarie. Gli anziani di oggi e di domani sono una risorsa e non un peso".

http://youtu.be/eGYvPWVoSx8    "Quella di oggi "è' una protesta forte, del tutto legittima, che ha il pieno sostegno delle confederazioni sindacali. I pensionati sono persone che hanno dato tanto al nostro paese in termini di lavoro, professionalita’, innovazione, cultura, ma anche di sacrifici e di assistenza per i nostri figli ed i nostri nipoti. Sono stati definiti dalla politica gli "avari di Moliere" per la loro richiesta giusta, sacrosanta, di ripristinare un sistema di rivalutazione più equo delle pensioni. Ben altro rispetto all'elemosina di 40 centesimi in più al mese ed ai sette euro lordi all'anno che il Governo Conte due ha stanziato in questa Legge di bilancio. Un fatto inaccettabile che deve essere corretto. E' inaccettabile  -  si legge ancora nel suo intervento su 'Avvenire' - che siano considerati un " bancomat" da spremere, come è avvenuto negli ultimi anni con i tanti balzelli locali. Per non parlare del livello scadente dei trasporti, delle liste d'attesa infinite negli ospedali, dei ticket odiosi. I livelli di assistenza sanitaria dovrebbero essere garantiti in tutto il paese, investendo nella medicina del territorio, nelle cure intermedie, nella domiciliarità. Questo chiedono oggi insieme pensionati e lavoratori al Circo Massimo” ha concluso la leader della Cisl.

"I pensionati sono visibili e lo saranno sempre di più aldilà di quello che qualche Governo ci vuole far credere.  Noi stiamo lottando per i nostri diritti. Stiamo lottando per avere un futuro per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti" ha detto il Segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti a chiusura della manifestazione. "Non abbiamo bisogno né di elemosine né che qualcuno ci compatisca. Vogliamo con grande forza la perequazione delle pensioni, sono sette anni che i pensionati non hanno questa rivalutazione. E ricordiamolo, la rivalutazione è il contratto di lavoro dei pensionati e sono sette anni che non viene rinnovato. Chiediamo inoltre una ridiscussione sul carico fiscale sui pensionati ed una legge sulla non autosufficienza, ha detto rilanciando l'appello ad "ascoltare le giuste rivendicazioni dei pensionati. Non siamo degli extraterrestri e non abbiamo neanche la bacchetta magica, pretendiamo di sederci al tavolo e di discutere per fare un ulteriore passo verso le nostre richieste. Continuiamo il percorso iniziato con la manifestazione a piazza San Giovanni dello scorso giugno "e da domani siamo pronti ad occupare le zone limitrofe di Camera e Senato, e le piazze d'Italia, per portare avanti la nostra battaglia per la dignità dei pensionati. Faremo dei presidi durante tutto il percorso della legge di Bilancio".  "E’ giunto il momento di proporre al Paese insieme a Cgil e Uil uno sciopero generale con lavoratori e pensionati per combattere sui temi che ci uniscono” ha dichiarato Bonfanti a chiusura della manifestazione. “E’ giunto il momento di non lasciare le federazioni in solitudine ma è giunto il momento di fare insieme pensionati e lavoraotir un grande sciopero generale nel Paese per i nostri diritti , per il lavoro e per .(VIDEO)

locandina manif pensionatiUna manovra dunque insufficiente quella del Governo per i sindacati, che non dà risposte ai pensionati. Dopo i tanti appelli rivolti al governo per intervenire e risolvere le problematiche relative alla popolazione anziana e alle pensioni, il governo non ha preso in considerazione le richieste avanzate. E’ per questo che oggi Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil sono scesi di nuovo in piazza, per dire al governo ”“Invisibili no. Siamo sedici milioni".
Le federazioni Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil ricordano in una nota congiunta che “nonostante gli incontri avvenuti nell’ultimo mese tra parti sociali e governo, quest’ultimo non è stato in grado di adottare quelle decisioni necessarie per rispondere alle richieste dei sindacati sulla rivalutazione delle pensioni, per una legge sulla non autosufficienza e per un fisco più equo per i pensionati. Per queste ragioni la manifestazione di oggi a Roma, che vede la partecipazione di decine di migliaia di pensionati da tutta Italia e che è stata anticipata da centinaia di iniziative territoriali, darà il segno del sentimento di insofferenza e di insoddisfazione nei confronti di una manovra che non contribuisce a migliorare la condizione di vita di 16 milioni di pensionate e pensionati, ma che, al contrario, si è rivelata una beffa, vista la decisione di attuare una mini rivalutazione di nemmeno 50 centesimi al mese. Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil chiederanno quindi interventi per migliorare la manovra, prendendo in considerazione i bisogni e le istanze dei pensionati che rappresentano oltre un quarto del Paese”.

Data articolo: Sat, 16 Nov 2019 08:58:30 +0100
Primo piano
Ex Ilva. Incontro al Mise. Furlan: “Non accetteremo mai di chiudere una delle più grandi fabbriche del Paese”

Ilva TarantoRoma, 15 novembre. 2019 - "L'incontro non e' andato bene, non siamo per nulla soddisfatti". Ha dichiarato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan al termine del tavolo tra ArcelorMittal ed il Governo svoltosi al Ministero dello Sviluppo Economico. “Siamo preoccupatissimi per l’Ilva ed il Paese. Rischiamo di lasciare per strada ventimila lavoratori, di rendere impossibile il risanamento ambientale di Taranto e di impoverire il Paese in uno dei settori, come quello dell’acciaio, più competitivi nel mondo”. (VIDEO) "Questo è un paese serio sul lavoro e quindi nessuno può permettersi un comportamento così scorretto e sleale. I lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell'acciaieria", promette la leader della Cisl spiegando che Arcelormittal ha espresso la volonta' di lasciare la fabbrica. "Solo i sindacati hanno sempre rispettato le regole sottoscritte dall'accordo ha tenuto a precisare.
“Abbiamo detto con chiarezza alla proprieta' che non intendiamo assolutamente accettare che una multinazionale di quel livello, e parliamo del primo produttore dell'acciaio del mondo, venga nel nostro paese, partecipi a una gara dopodiché ad un anno dall' accordo receda dal contratto” ha spiegato ancora Furlan che oggi dalle pagine de ‘Il Foglio’ ha ribadito che “da sindacalista non si rassegna al fatto che un paese civile accetti di chiudere una delle più grandi fabbriche che ha in un settore strategico per l’intera economia nazionale. Chiediamo al Presidente del Consiglio di attivarsi subito per organizzare un incontro in cui siano presenti sia i sindacati, sia i proprietari di Arcelor MIttal. Ed è a questi ultimi – sottolinea . che dobbiamo dire in maniera chiara che se il problema dell’azienda è nella congiuntura economica sfavorevole, allora non ci sottrarremo dall’utilizzare gli strumenti del caso, compreso il ricorso agli ammmortizzatori sociali. Bisogna impedire in ogni modo lo spegnimento degli altiforni, mettendo l’azienda difronte alle sue responsabilità. Se l’idea di abbandonare lo stabilimento di Taranto dipende da problemi legati alle difficoltà del mercato dell’acciaio a livello internazionale siamo pronti, se invece l’obiettivo è chiudere ed andare via allora da parte nostra non può esserci alcuna disponibilità”.

Data articolo: Fri, 15 Nov 2019 11:11:13 +0100
Primo piano
Lavoro: I presidi di Edili e Vigili del fuoco in tutta Italia. Furlan: “Sostegno della Cisl ai lavoratori che protestano per cambiare in meglio le loro condizioni di lavoro”
15 novembre 2019 -  Due presidi importanti oggi  quelli dei lavoratori dell'edilizia e dei Vigili del Fuoco, categorie che protestano per cambiare le loro condizioni di lavoro. “Ho portato il sostegno della Cisl ai sindacati di categoria degli edili che oggi protestano qui a Roma ed in cento città”. Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan al presidio a Piazza Santi Apostoli della Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil.
 
http://youtu.be/RBuXzggIPuw  "Far ripartire le costruzioni vuol dire far ripartire l’intera economia del paese”, ha detto Furlan a margine del presidio. “Il tema della sicurezza del territorio è indubbiamente legato a quelle delle infrastrutture. Si sono persi 800 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, 120 mila imprese hanno chiuso. Eppure ci sono centinaia di cantieri ancora fermi nel nostro paese. Non si riesce a superare i ritardi della burocrazia,i veti della politica e spesso gli ostacoli anche delle istituzioni locali. I lavoratori edili reclamano anche un riconoscimento sul piano previdenziale, meno tasse, un impegno più forte sulla legalità con il rafforzamento del Durc e della congruità, l’attuazione della patente a punti, una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto. I sindacati degli edili chiedono giustamente un confronto con il Governo, visto che aspettano ancora una convocazione dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. E’ positivamente il confronto già avviato con il Ministero delle Infrastrutture. Ma non basta. 
Bisogna rimettere in moto il settore, da sempre volano per la ripresa economica. Vuol dire non solo lavoro per centinaia di migliaia di persone e ossigeno per un indotto enorme ma dare al paese infrastrutture moderne, edifici e territori riqualificati, riducendone i consumi e mettendoli in sicurezza dai rischi sismico ed idrogeologico”.
 
http://youtu.be/0C2d_l9I508  La Segretaria della Cisl è stata presente oggi anche al presidio dei Vigili del Fuoco che si è svolto a Piazza Montecitorio “La protesta dei vigili del fuoco e’ oggi sacrosanta -ha detto- perche’ questi lavoratori non hanno visto concretizzarsi gli impegni assunti per migliorare le condizioni degli stipendi, della previdenza, del riconoscimento delle malattie professionali.” 
“E’ una categoria che merita più rispetto e considerazione da parte delle istituzioni perché sono i primi a prestare l’opera di soccorso ai cittadini, pagando spesso un prezzo altissimo in termini di vite umane. E’ una questione di giustizia. Bisogna riconoscere una specificità professionale a questi lavoratori del comparto, come tutti gli altri operatori dei settori della sicurezza e del soccorso pubblico. Le belle parole di elogio e stima non bastano. Come per tutti i dipendenti pubblici serve rinnovare il contratto,ulteriori investimenti, progressioni di carriera. Siamo al fianco della nostra federazione nazionale della sicurezza in questa battaglia”.
Data articolo: Fri, 15 Nov 2019 10:04:44 +0100
Primo piano
Il convegno alla Cattolica di Milano sull'attualità del pensiero del di Giulio Pastore, fondatore della Cisl. Furlan: "Al centro il lavoro, la dignità della persona, la libertà del sindacato. Questa la sua grande lezione"

FurlanMilanoMilano, 11 Novembre 2019 - “E’ importante e sempre attuale ricordare la figura e l’insegnamento di Giulio Pastore che scelse la liberta’, l’unita’ economica e sociale del paese e la formazione dei giovani a fondamento della sua azione sindacale e politica”. Lo ha detto oggi a Milano la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan parlando al convegno della Cisl Lombardia presso l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore sulla attualita’ del pensiero del  fondatore della Cisl, Giulio Pastore a cinquanta anni della sua scomparsa.
“Pastore e’ stato un vero padre della patria, un antifascista convinto, un uomo libero da ogni condizionamento. Tutta la sua esperienza e’ l’incarnazione della ricerca pragmatica di liberta’ ed autonomia del sindacato,  indispensabile per far giocare alle uomini ed alle donne del mondo del lavoro un ruolo da protagonisti, mai subalterno a nessuno”, ha sottolineato  la leader Cisl. “Ecco perche’ e’ importante rileggere e far conoscere ai giovani gli scritti di Pastore. Lui era uno straordinario innovatore. Un uomo nato e cresciuto nel nord d’Italia, che diventa poi un grande meridionalista. Pastore fu tra i primi a dire dopo la guerra che il paese doveva crescere tutto, che non bastava  lo sviluppo industriale ed economico  solo di alcune aree geografiche”, ha aggiunto Furlan. “Era fondamentale soprattutto per Pastore il tema della  formazione dei giovani e della conoscenza in un paese arretrato, essenzialelmente agricolo, con un grave divario economico, sociale e culturale. L’istruzione diventa nel suo pensiero il vero strumento per realizzare una vera cittadinanza e per garantire quell’ascensore sociale cosi importante negli anni del dopoguerra” , ha aggiunto la Furlan. 

“Oggi stiamo vivendo un momento complicato ma anche scivoloso della vita del paese, con tanti problemi aperti. Mettere al centro l’elemento del lavoro, della dignita’della persona e della crescita e’ il modo migliore  per portare avanti anche la lezione di Giulio Pastore . Questo e’ il ruolo della Cisl, da svolgere sempre in autonomia, pronti ad un confronto costruttivo con le nostre proposte,senza fare sconti a nessuno. 
I valori fondativi della Cisl rimangono immutabili, quelli di una grande organizzazione che come diceva Pastore parla sempre al plurale, in forma collettiva non individuale, perche’ e’ al servizio degli altri. Noi raccogliamo questa grande eredita’ ideale e la portiamo avanti ogni giorno”.


"Ieri abbiamo assistito su Rai Tre nel programma di Lucia Annunziata ad una pagina vergognosa. -ha poi aggiunto Furlan ritornando sulla trasmissione di Rai Tre “Mezz’ora in più”di Lucia Annunziata che ancora una volta ha dato spazio solo alla posizione della Cgil, oscurando la Cisl e le sue categorie-.  Non e’ stato un buon modo per rappresentare il bisogno e la necessita’ di unita’ sindacale. Fa male al paese ed al sindacato. Fossi Landini rifletterei sul danno che si crea anche alla sua organizzazione" ha concluso Furlan.

Data articolo: Mon, 11 Nov 2019 13:57:06 +0100
Primo piano
Ex Ilva. Furlan: "Lo sciopero un segnale forte ed unitario. L'azienda non può fare orecchie da mercante"

Ilva sciopero8 novembre 2019 - “Bisogna avere rispetto per i lavoratori e per quelle comunità dove ci sono gli stabilimenti della ex Ilva. In questa vicenda sono in gioco non solo il futuro della produzione di acciaio nel nostro paese, ma anche investimenti importanti per la tutela dell'ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini". Lo sottolinea la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Lo sciopero dei lavoratori della ex Ilva è stato oggi un segnale forte, chiaro, unitario che non può essere ignorato da Arcelor Mittal ed anche dal Governo: non si può abbandonare il sito industriale a meno di un anno dalla firma dell’accordo che rilanciava la capacità produttiva, la difesa dell’occupazione e soprattutto gli investimenti per l’ambientalizzazione e la messa in sicurezza degli impianti. Sarebbe una vera catastrafofe nazionale. Un sconfitta grave per tutti. È evidente che l'atteggiamento di Arcelor Mittal è del tutto inaccettabile, irresponsabile, quasi un ricatto. Ma l'unica strada è quella di ritornare al tavolo di confronto, far prevalere la responsabilità nella ricerca di una soluzione finalizzata a scongiurare i cinquemila esuberi e la chiusura degli impianti. La via legale sarebbe troppo lunga, farraginosa ed alla fine ci ritroveremmo solo la fabbrica chiusa. Dobbiamo invece privilegiare un percorso che mantenga in vita il sito e la produzione di acciaio così fondamentale per tutto il sistema produttivo nazionale. Proprio per questo il Governo deve sgombrare subito il campo dalla questione dello scudo penale. Il decreto legge è la strada più breve per togliere definitivamente dal tavolo quella questione che ha animato per tanto tempo il dibattito politico. Questo anche per impedire speculazioni da parte di Arcelor ed anche nella eventualità che altri soggetti si ritrovino nelle stesse condizioni. La certezza delle regole è una condizione imprescindibile per l’attuazione degli investimenti, soprattutto da soggetti internazionali. Non esiste oggi un piano B. Chi parla di altre soluzioni fa solo propaganda. La scelta, adesso, è tra salvare lo stabilimento ed il baratro. Speriamo che la dirigenza di Arcelor Mittal abbia un sussulto di responsabilità di fronte all'appello di migliaia di lavoratori e cittadini di Taranto e degli altri siti industriali".

Data articolo: Fri, 08 Nov 2019 13:50:48 +0100
Primo piano
Ex Ilva. Furlan: “Siamo davanti ad un vero disastro industriale, sociale ed ambientale. Chiediamo al Governo di intervenire e all'azienda di recedere da questa decisione” 
Ilva5 novembre 2019 - "Non possiamo perdere un settore strategico come l'acciaio sarebbe un disastro in termini occupazionali, industriali e ambientali, sarebbe peggio di Bagnoli. Spero in un impegno massimo del governo". Lo ha detto la Segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, durante il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi.
 
"L'Ilva e' una delle poche imprese italiane strategiche, una azienda che vale l'1,4% del Pil. Ho l'impressione che si sia ragionato troppo poco di questi elementi. La produzione di acciaio ha un grande valore in un paese come l'Italia a crescita zero. –ha proseguito Furlan- Quando parliamo dell'Ilva parliamo non solo di Taranto ma anche degli altri siti industriali in altre regioni, piu' l'indotto, a spanne parliamo di 20 mila lavoratori. Dobbiamo tenerlo presente. Non sono convinta –conclude- che il contratto con Arcelor Mittal non contenesse lo scudo penale, per noi c'era e come se c'era, quindi l'incontro di domani del governo con l'azienda e' fondamentale”.

Anche il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, intervenuto il 7 novembre alla trasmissione "UnoMattina" ha sottolineato come la vicenda Ilva sia  "lo specchio evidente di come i temi dell’impresa e del lavoro in questo paese diventano terreno di scontro politico dentro il governo, tra maggioranza ed opposizione”. 
“Il Paese -ha proseguito Sbarra- ha perso la bussola della politica Industriale. È del tutto inaccettabile e cinico l’atteggiamento di Arcelor Mittal che a meno di un anno dalla firma  dell’accordo che ha dato luogo al piano industriale per la ex Ilva che rilanciava e assicurava quantità e capacità produttiva, difesa dell’occupazione ed investimenti per l’ambientalizzazione e la messa in sicurezza degli impianti, oggi ritratta tutto addirittura ventilando l’ipotesi di 5000 esuberi che sono per noi un fatto davvero inaccettabile. Non possiamo perdere nessun posto di lavoro. Così come è stato assolutamente sbagliato ed un chiaro errore il pasticcio del governo sull’abrogazione dello scudo che ha determinato alibi e pretesti per motivare il disimpegno dell’azienda. Si deve ritornare al tavolo di confronto, si faccia prevalere la responsabilità nella ricerca di una soluzione industriale finalizzata a scongiurare la chiusura degli impianti che sarebbe un vero disastro industriale, sociale ed ambientale per Taranto e per l’intero sistema produttivo del paese”.
 
Data articolo: Tue, 05 Nov 2019 10:07:34 +0100
Primo piano
A Napoli la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil su Whirlpool e le altre vertenze aperte. Sbarra: “Senza industria non c’e’ sviluppo per il Sud”

manifestazioone a NapoliNapoli, 31 ottobre 2019 - "Pieno sostegno alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’industria e del terziario che oggi scioperano e manifestano a Napoli per il diritto ad un lavoro dignitoso e sicuro. No al disimpegno delle aziende. Senza il Sud il paese non riparte". Così sul suo account Twitter la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan in merito alla Manifestazione di oggi  Napoli su Whirlpool e le altre vertenze del settore industria e terziario, rivolgendo un grazie ai lavoratori della città partenopea oggi in piazza sotto le bandiere del sindacato confederale e un grazie speciale agli amici della Cisl Campania e della Cisl di Napoli che si sono prodigati per lo straordinario successo di questa giornata conclusa dal grande intervento di Gigi Sbarra".

"Da Napoli uniamo voci e bandiere per dire che il futuro passa da qui, dalla capacità che avremo di fare inclusione, di dare certezze a ragazzi, lavoratori, pensionati e famiglie in difficoltà. Se l’Italia non riparte senza il Sud, il Sud non si rialza senza industria" ha sottolineato il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra nel corso del suo comizio dal palco allestito a Piazza del Gesù. "Whirlpool guardi questa piazza e capisca cosa significa solidarietà nel mondo del lavoro ed essere una grande comunità. I conti si fanno con tutti noi! Non lasceremo mai i lavoratori da soli. La pazienza ha un limite" ha sottolineato ancora. (VIDEO) "La Whirlpool è un caso emblematico di una città e di un Sud il cui riscatto resta la più grande opportunità di crescita nazionale ma che rischia la desertificazione industriale a causa delle scelte scellerate nelle politiche di coesione e sviluppo" ha aggiunto Sbarra. 

Quanto all'annuncio da parte di Whirlpool di una revoca delle procedure di cessione in blocco dei licenziamenti, Sbarra ha osservato: "Il Governo deve favorire la ripresa del negoziato già nelle prossime ore perché abbiamo bisogno di certezze. (VIDEO) L’annuncio di Whirlpool è un passo fondamentale e un'importante conquista della nostra mobilitazione. Ora però - ha aggiunto - bisogna dare segnali concreti e conseguenti. Solo i prossimi giorni chiariranno se siamo di fronte a un diversivo o ad una reale apertura, noi di certo non ci accontentiamo di parole, tregue o rinvii. La mobilitazione continuerà fin quando non si arriverà all’unico traguardo possibile: il pieno rispetto e la piena attuazione del piano di rilancio siglato dall’azienda”  ha concluso.

Dai Tg Nazionali:
 
Dai Tg Nazionali:
http://youtu.be/ojNgcxV7H5w

Data articolo: Thu, 31 Oct 2019 17:41:59 +0100
Primo piano
Annamaria Furlan al Consiglio Generale della Fnp Cisl. "Grazie a Gigi Bonfanti per il suo straordinario impegno per la confederalità e l’unità della Cisl. Il 16 novembre saremo in piazza accanto ai pensionati”

Fnp saluto bonfantiRoma, 29 ottobre 2019 - “Saremo presenti alla Manifestazione unitaria nazionale dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil del 16 novembre a Roma con tutte le altre categorie e le nostre strutture". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan nel corso del Consiglio generale della Fnp Cisl a Roma, che oggi saluta il suo Segretario generale, Gigi Bonfanti, al termine del suo mandato decennale.
"Sara' una giornata importante di mobilitazione ed un buon modo per dire al governo: noi non molliamo, a partire proprio dai pensionati italiani che meritano più rispetto e considerazione. Sono anni che attendono invano la rivalutazione delle loro pensioni. Conte li aveva definiti 'avari' citando Molière. E’ stato un brutto esempio, come pessima e’ stata la proposta, davvero inaccettabile, di Grillo di togliere il diritto di voto agli anziani. Noi al contrario saremo in piazza il 16 novembre per affermare l'esigenza di un patto tra le generazioni, tra anziani e giovani, per riannodare i fili del dialogo sociale. Gli anziani meritano più rispetto e risposte concrete dal Governo e dalla politica e la Cisl si batte con loro e per loro" ha aggiunto Furlan definendo "davvero stucchevole questo continuo rimettere in discussione ogni giorno il contenuto della manovra economica e ribadendo la necessità di riconfermare "senza ulteriori rinvii, l'impegno che era stato preso con il sindacato" sulle priorità da affrontare.

"Noi vogliamo che sia riconfermato, senza ulteriori rinvii, - ha aggiunto la leader della Cisl -  l'impegno che era stato preso con il sindacato anche per una lotta seria all'evasione fiscale, anche questa per noi e’ una delle priorità. Cosi come aspettiamo l'apertura di un confronto serio per una riforma fiscale che parta dall’esigenza di ridurre le tasse ai lavoratori ed ai pensionati. Questo era il primo elemento di discontinuita' rispetto al passato che avevamo chiesto al Governo Conte due. Se hanno cambiato idea lo dicano con chiarezza. Sono temi importanti, molto sentiti dalla gente e dalle persone che noi rappresentiamo. Stiamo sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto sulla previdenza, senza toccare quota 100. Ma bisogna discutere anche di sviluppo, mezzogiorno, investimenti pubblici, sblocco delle infrastrutture, politica industriale. Occorre maggiore giustizia sociale nel nostro paese. Bisogna passare dai condoni ad una guerra vera alla evasione fiscale, non con armi spuntate ma con armi solide. Ma chiederemo in quella piazza anche che si rinnovino tutti i contratti pubblici, si facciano le assunzioni subito nella scuola e nella sanità per garantire servizi fondamental per i cittadini. Cosi’ come vogliamo che si affrontino seriamente e con professionalita' le tante vertenze aperte al Mise che riguardano il destino di migliaia di lavoratori”.
Furlan ha aperto il suo intervento salutando il Segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti,  al termine del suo mandato: "Gigi Bonfanti è da sempre una figura di riferimento per tutti noi. Abbiamo sempre potuto contare sul suo prestigio e soprattutto sulla sua generosità. Con lui la confederalità è stata fortissima, un forte elemento unificante dentro tutta la Cisl. Gigi mi ha accompagnato per tutto il mio percorso umano e sindacale. Gli dobbiamo tutti tanto". 

E Bonfanti nel suo intervento con il quale ha aperto i lavori del suo ultimo Consiglio generale, ha rivolto innanzitutto il suo saluto e ringraziamento al presidente della Repubblica Mattarella, che nei giorni scorsi aveva lanciato il suo monito a valorizzare il rapporto tra anziani e giovani: "Non posso non essere grato e orgoglioso di rivolgermi a Lei dopo il Suo intervento nel quale ha auspicato il perseguimento di un consapevole patto fra le generazioni per far crescere l’Italia" ha detto dicendosi onorato di  essere "Segretario di uno dei maggiori sindacati che rappresentano i pensionati del nostro Paese, la Fnp Cisl, e sento l’urgenza e il piacere di ringraziarLa per le sue parole. Sempre più prepotenti sembrano essere le spinte a stimolare il contrasto, l’opposizione fra giovani e vecchi, a considerare i secondi zavorre dei primi. Noi invece riteniamo convinti che l’esperienza della vecchiaia sia la ricchezza delle nuove generazioni e la civiltà di ogni Paese si misuri con la capacità di sapere rinnovare il patto solidale che deve unire il vecchio al giovane, il passato al futuro, l’esperienza al sogno, i risultati agli slanci, in mutuale e prezioso scambio di esperienze e saperi" Nel ringraziare poi Annamaria Furlan per l’affetto e la stima manifestatagli in questi anni, Bonfanti ha anche salutato quanti lo hanno supportato nel suo lavoro, sottolineando l’auspicio che la nuova segreteria possa raccogliere i frutti dell’impegno profuso durante il suo mandato per assicurare ai pensionati, attraverso un dialogo sempre aperto col governo, condizioni di vita più dignitose”.

Data articolo: Tue, 29 Oct 2019 13:18:10 +0100
Primo piano
Lavoro. Furlan, Barbagallo, Landini insigniti del 'Premio Federico Caffè'. Un riconoscimento per gli sforzi verso una linea unitaria del sindacato

2PREMIO CAFFE23 Ottobre 2019 - Si è svolto oggi, nell’aula magna della LUMSA, a Roma, l’incontro del Gruppo Federico Caffè, che quest’anno è stato dedicato alla “Dignità del lavoro” Nel corso dell’incontro è stato presentato il “Manifesto” del Gruppo, che sintetizza il pensiero e i valori di Caffè su temi che sono ancora di stretta attualità nel dibattito politico ed economico. Sono stati inoltre insigniti del Premio Caffè i segretari confederali Maurizio Landini (per la CGIL), Annamaria Furlan (per la CISL) e Carmelo Barbagallo (per la UIL), come riconoscimento per gli sforzi verso l’unità sindacale, che Caffè aveva sempre auspicato.

Il Premio, giunto alla sua terza edizione, è costituito da un chicco di caffè in argento che intende impegnare simbolicamente chi lo riceve a far germogliare e curare questo seme con l’impegno di tutti i giorni. L’evento è stato aperto evidenziando la convergenza tra il pensiero di Caffè e quello di Papa Francesco sul tema di lavoro. Il primo ammoniva quasi quaranta anni fa che “Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane”, il Pontefice ha ricordato anche recentemente che “Non c’è peggiore povertà […] di quella che non permette di guadagnarsi il pane e che priva della dignità del lavoro” ed una, quasi identica di Caffè:.

Dopo i saluti da parte del Rettore della LUMSA, e la presentazione dell’iniziativa da parte di uno degli fondatori del Gruppo, Alfonso Scarano, i lavori sono proseguiti con un intervento del prof. Mario Tiberi, che ha ricordato il “riformismo radicale” di Caffè. Un approccio ai problemi economici e sociali, di cui oggi si sente molto il bisogno, che tiene conto delle compatibilità economiche, ma non rinuncia ad inseguire l’utopia di Caffè “di costruire un mondo in cui il progresso civile e sociale non rappresenti il sottoprodotto dello sviluppo economico, ma un obiettivo coscientemente perseguito”. Si tratta di un riformismo che non esclude scelte anche radicali a fronte di radicali ingiustizie, che rifiuta il velleitarismo, ma che “non contempla il moderatismo opportunistico”. L’incontro è proseguito con un affettuoso ritratto umano di Federico Caffè, tracciato dalla nipote, prof. Giovanna Leone, che ha sottolineato la leggendaria dedizione di suo zio verso i suoi studenti e i familiari, i suoi interessi molteplici, che andavano dalla musica alla letteratura, il suo carattere dolce e riservato che però si trasformava quando era necessario combattere una battaglia ideale.

Un esempio per molti intellettuali e politici di tutti i tempi. Gli interventi degli esponenti sindacali, sollecitati da Dino Pesole (editorialista de Il Sole 24 Ore), hanno fatto il punto sulla attuale situazione del mondo del lavoro commentando luci ed ombre dei provvedimenti appena approvati dal governo, e ricordando i consigli inascoltati di Federico Caffè nei confronti dei sindacati. Sono seguite la proiezione di una intensa intervista di Giorgio Ruffolo sulla figura di Caffè e sull’attualità del suo pensiero e la presentazione del “Manifesto” del Gruppo Caffè, in cui sono stati sintetizzati i punti centrali del suo pensiero sul lavoro, sulla politica economica, sull’Europa, sulla globalizzazione e sulla eccessiva finanziarizzazione dell’economia utilizzando, ove possibile, le sue stesse parole. Si tratta di riflessioni profonde e a volte profetiche che trovano il loro filo conduttore nella compimento del progetto di società e di economia scritto nella nostra Costituzione, che lo stesso Caffè contribuì ad elaborare. Una breve sintesi del Manifesto è riportata in allegato. L’incontro si è chiuso con un dibattito, moderato da un altro dei fondatori del Gruppo, Enrico D’Elia, in cui è stata evidenziata anche la distanza tra lo stile e la profondità delle proposte di Caffè e il livello del dibattito politico ed economico corrente.

Data articolo: Wed, 23 Oct 2019 08:54:41 +0200
Primo piano
Mezzogiorno. Sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, il 'Patto per il Sud' per "rilanciare investimenti e creare opportunità di lavoro"

Roma, 15 ottobre 2019 - Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, la segretaria generale della CISL Annamaria Furlan e il segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo hanno sottoscritto un documento congiunto da trasmettere al Governo sulle priorità per il rilancio del Mezzogiorno.

Confindustria CGIL CISL UIL condividono l’idea che il ritorno dell’Italia su uno stabile sentiero di crescita sia strettamente legato al rilancio economico e sociale del Mezzogiorno, che rappresenta un pezzo importante dell’economia nazionale ma che mostra forti divari con le due principali leve di sviluppo, l’impresa e il lavoro, ancora sottoutilizzate, e con alcuni fra i principali fattori di sviluppo, come le infrastrutture e la capacità della Pubblica Amministrazione, con ampi margini di miglioramento.

Perciò ritengono che l’attuale fase economica necessiti di uno sforzo ulteriore di promozione di investimenti, pubblici e privati, orientati all’innovazione e alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture, alla competitività, all’inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini: individuano, infatti, nello sviluppo economico e sociale e nella creazione di opportunità di lavoro di qualità la strada prioritaria per il superamento dei divari e il contrasto alla povertà.

Tale azione deve puntare a:

  • determinare le condizioni per lo sviluppo economico, occupazionale e sociale dei territori;
  • moltiplicare numero e risultati delle imprese ad alto contenuto di innovazione, di investimenti e di conoscenza, che possano costituire un crescente bacino di richiesta ed assorbimento di nuovo lavoro qualificato;
  • migliorare la qualità della vita dei cittadini meridionali.

A tal fine, individuano cinque ambiti di intervento:

  • Il rilancio degli investimenti pubblici, per rafforzare la dotazione e la qualità delle infrastrutture meridionali, a partire da quelle di trasporto, logistica e mobilità e per la tutela dell’ambiente e l’assetto del territorio, e per il miglioramento dei servizi alle imprese (rifiuti, energia, banda larga…) e ai cittadini (innanzitutto salute e istruzione);
  • L’incremento delle opportunità di lavoro generate da uno sviluppo sostenibile e dal rafforzamento dei servizi pubblici, soprattutto a beneficio di giovani e donne, anche per contrastarne l’abbandono dei territori. Ciò attraverso investimenti pubblici e privati per la creazione di nuovo lavoro, a partire dalla Green Economy, il miglioramento degli strumenti di incentivo all’occupazione stabile che devono essere orientati prioritariamente al tempo pieno, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, un migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro e lo sviluppo delle competenze dei lavoratori. Parimenti si dovrà favorire una positiva soluzione dei processi di crisi industriale aperti presso il Mise.
  • L’innovazione, l’irrobustimento, la sostenibilità, l’apertura internazionale e la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso strumenti come il Credito d’imposta per gli investimenti e la garanzia pubblica, e il potenziamento della relazione tra università ed impresa, per favorire trasferimento tecnologico e digitalizzazione dei processi produttivi;
  • Il rafforzamento del sistema di istruzione e di formazione nel Mezzogiorno, attraverso un piano che fissi obiettivi di miglioramento a medio termine di innalzamento delle competenze, di riduzione dell’abbandono, di rafforzamento dell’istruzione tecnica e universitaria, di ampliamento dei servizi educativi dell’infanzia e del tempo pieno;
  • Una Pubblica Amministrazione da rafforzare per gestire e attuare efficaci politiche di sviluppo (a cominciare dalla politica di coesione) e garantire i livelli essenziali delle prestazioni nei servizi: tale obiettivo dovrà essere perseguito tramite la formazione ed il potenziamento degli organici con un piano di assunzioni stabili e attraverso specifici piani di rafforzamento amministrativo e organizzativo (finanziati con risorse per la coesione), finalizzati a migliorare l’organizzazione delle amministrazioni coinvolte.

Individuano in un incremento della spesa ordinaria e nella accelerazione della spesa aggiuntiva (nazionale e comunitaria) la fonte finanziaria per sostenere questa azione. A tal fine, ritengono utile l’attuazione effettiva della “clausola del 34%” e la sua estensione al complesso del settore pubblico allargato, un migliore coordinamento della programmazione e dell’attuazione degli interventi finanziati con risorse per la coesione, e la loro eventuale riprogrammazione, ove necessaria.

Richiamano l’opportunità dello scorporo della spesa per investimenti dal Patto di Stabilità europeo e la necessità di una adeguata disponibilità di cassa per i relativi capitoli di spesa (fondo di sviluppo e coesione e cofinanziamento nazionale) nella prossima Legge di bilancio.

Propongono l’istituzione di una Cabina di Regia tra Governo e Regioni, aperta al confronto con Confindustria CGIL CISL UIL, con il compito di accompagnare, a livello nazionale, sovra-regionale e regionale, la corretta attuazione della strategia".

 

Data articolo: Tue, 15 Oct 2019 14:15:30 +0200

Le notizie sul lavoro, ricerca lavoro e pensioni

Offerte lavoro, concorsi, bandi

Offerte lavoro su Adecco Annunci offerte lavoro da repubblica.it News lavoro da livesicilia.it Offerte lavoro da cercolavoro.com News offerte lavoro professionearchitetto.it Concorsi presso Corpo VV. Fuoco News offerte lavoro cliclavoro.gov.it News cliclavoro.gov.it News concorsi pubblici da CGIL News lavoro concorsi.it Offerte lavoro da jobannunci.com Offerte lavoro da infojobs.it News da biancolavoro.it News da informagiovaniroma.it

Notizie da INPS e notizie sulla Pubblica Amministrazione

Comunicati stampa INPS News INPS

Video tutor INPS youtube News per gli amanti delle action figures Ultimi aggiornamenti da INPS News circolari INPS News Sentenze lavoro da INPS News raggiungere età pensione News da cgiamestre.com News sul lavoro da dati.gov.it News Ministero lavoro e politiche sociali

News formez.it(Governo)

Aspetti normativi del lavoro per imprese: diritto, previdenza, sicurezza

News pensionioggi.it News da Agronotizie

News sicurezza sul lavoro da quotidiano sicurezza.it News da lavorofisco.it

Diritto lavoro da Studio Cataldi

I sindacati

News primo piano da cisl.it Notizie da cisl.it Comunicati stampa da cisl.it Notizie dal territorio da cisl.it

Scioperi e vertenze (CGIL) Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL) Contratti e accordi (CGIL)

News interventi sul territorio (CGIL) News welfare e previdenza CGIL Tutte le notizie da CGIL News recensioni action figures News per gli amanti delle action figures