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News primo piano da cisl.it

#lavoro #sindacato #cisl.it

Primo piano
Il Convegno della Cisl sul salario minimo. Furlan: "Serve il confronto per estendere le tutele dei contratti a tutti i lavoratori"

Convegno salario minimo Furlan8

16 Aprile 2019 - "No al salario minimo fissato per legge, ma una norma che stabilisca il valore universale (erga omnes) di minimi retributivi fissati dai contratti nazionali sottoscritti dalle parti più rappresentative, in modo che ogni datore di lavoro sia tenuto a garantire i trattamenti previsti dai contratti". È questa la proposta avanzata dalla Cisl sul salario minimo in contrapposizione al ddl messo a punto dal M5S e che rappresenta la linea del governo, alla vigilia dell'avvio del dibattito parlamentare in Senato. Secondo la confederazione di via Po in questo modo ogni settore avrebbe un salario contrattuale a valore legale. Eliminando i troppi contratti in dumping che legalizzano il sottosalario si otterrebbero ""risultati importanti".
http://youtu.be/b-aRVGRl9c4"Chiederemo il rinvio dell'esame del ddl sul salario minimo da parte dell'Aula al Senato" ha dichiarato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, chiudendo i lavori del convegno Cisl "Il valore del lavoro tra contrattazione e salario minimo" svoltosi oggi a Roma  e annunciando la convocazione dei sindacati da parte del Ministero del Lavoro per un incontro tecnico sul salario minimo per martedì 30 aprile.  "Noi attraverso la contrattazione, con salari superiori al salario minimo, copriamo l'85% dei lavoratori. Dunque bisogna estendere la copertura contrattuale a quel 15% che è fuori, allargando, incentivando e rafforzando la contrattazione", ha detto la leader della Cisl

"Andremo a questo confronto con le nostre proposte , abbiamo una bella elaborazione unitaria, abbiamo una bella rappresentanza da portare a quell'incontro sicuramente volenterosi di trovare una bella intesa anche con le istituzioni a partire dal Ministro del lavoro sapendo che però per noi la conclusione deve essere come rafforzare la contrattazione, come tutelare coloro che oggi non sono tutelati e soprattutto tenendo conto che in questo paese Cgil, Cisl, e Uil rappresentano oltre 12 milioni di iscritti e vanno rispettati.
E aggiunge: "Quando la politica ha poche argomentazioni sulle sue responsabilità immediatamente si trova un bel diversivo per rimettere le mani sulle regole del mercato del lavoro, della rappresentanza e della contrattazione.  Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quella contrattazione che ha reso questo paese un po' più rappresentativo e più democratico perche ha saputo mettere al centro il valore del lavoro e il valore degli uomini e delle donne del lavoro. Se partiamo da questo assunto condiviso credo che il tavolo che partirà il 30 di aprile possa portarci a buoni risultati" ha concluso.

http://youtu.be/qDk45KI9rUk"La legge non può andare avanti, il rischio è che si abbassino i salari" ha sottolineato il segretario generale aggiunto Cisl, Luigi Sbarra nel suo intervento di apertura dei lavori del convegno. "Chiederemo alle forze politiche di creare uno spazio di interlocuzione e dialogo anche perché l'introduzione di un minimo salariale per legge rischia di generare una fuoriuscita delle imprese dal sistema della contrattazione collettiva".
"Bisogna individuare in ogni settore un contratto leader a cui dare valore erga omnes. Se le istituzioni politiche si muoveranno in questa direzione troveranno nella Cisl e in tutto il sindacato confederale interlocutori attenti".

Data articolo: Tue, 16 Apr 2019 16:12:24 +0200
Primo piano
Sanità privata: a Roma l'Attivo unitario di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Furlan: "Senza contratto, a rischio il diritto alla salute, vero diritto di cittadinanza"

Attivo unitariosanita privata1315 Aprile 2019 - "Quando parliamo di sanità dobbiamo ricordare che parliamo non solo di tanti uomini e donne del lavoro ogni giorno impegnate in questo servizio fondamentale , ma parliamo innanzitutto del diritto alla salute di chi lavora e di chi è cittadino del nostro Paese". Così la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan oggi a Roma intervenuta insieme ai leader di Cgil e Uil Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo all'Attivo nazionale della sanità privata promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per chiedere il rinnovo del contratto scaduto da 12 anni.
" Sono 40 i miliardi che le famiglie italiane tirano fuori dai loro risparmi per garantirsi prevenzione e cura stanziandoli nella sanità privata a fronte di circa 150 miliardi in quella pubblica. E questo anche per i ritardi della sanità pubblica, perché non si fanno le assunzioni, non si investe, non si fanno i contratti. Non ci si dica che con quell'investimento delle famglie italiane non ci sono i soldi per rinnovare i contratti - incalza la leader della Cisl . E' un insulto non solo all'intelligenza e al vero diritto di cittadinanza che è il lavoro, il lavoro dignitoso degli uomini e delle donne della sanità e della sanità privata, ma ancor prima di questo è un insulto ai tanti italiani e alle tante italiane, alle tante famiglie che spesso impoveriscono per potersi curare in questo nostro Paese. E mentre assistiamo ad una crescita zero, ad un impoverimento continuo delle famiglie, alla mancanza del lavoro dall'agenda del governo, la discussione si incentra sul salario minimo. Il lavoro non può diventare residuale, di secondaria importanza, rispetto alle logiche della politica.  

http://youtu.be/mzdgla3EikMDobbiamo prenderci l'impegno anche a livello confederale di assumere questa vertenza, una vertenza che ha tutte le caratteristiche di essere una cartina di tornasole di cosa significa oggi rappresentare tante centinaia di migliaia di lavoratori e di lavoratrici che da 12 anni aspettano il loro giusto rinnovo contrattuale. Tutto questo in un paese dove ogni giorno il diritto alla salute , vero diritto di cittadinanza, viene messo a rischio per la mancanza di investimenti, per la carenza di personale perché non si fanno i contratti nel privato, si rallentano quelli nel pubblico, dove dopo tanti anni siamo riusciti a rinnovare il contratto.

Sino a qualche anno fa il nostro sistema sanitario e più in generale in nostro sistema di welfare, era considerato un fiore all'occhiello, un fiore che oggi è appassito e con esso è appassita la salute ed il diritto alla salute di un paese che invecchia , un paese che certamente ha la fortuna di avere uomini e donne che vivono più a lungo ma che proprio per questo ha bisogno di servizi sanitari e di servizi alle persone degne di questo nome. Un Paese dove si continua a migrare da Sud a Nord per avere un minimo di certezza di trovare adeguate cure quando malattie complesse, quelle che danno dolore dentro le famiglie, si affacciano nella vita delle persone. Per questo non siamo solo a chiedere il rinnovo del contratto, siamo a chiedere dignità e rispetto per gli uomini e le donne che assistono e curano e per chi ha bisogno di assistenza e cura".

La situazione degli oltre 300 mila lavoratori della sanità privata che aspettano da 12 anni il rinnovo del contratto "è una vergogna" dunque per i tre segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo che puntano poi ad un contratto unico della sanita', pubblica e privata insieme.
. "Non rinnovare il contratto - ha dichiarato Landini - significa favorire lo sfruttamento e la precarieta". "Da troppi anni questi lavoratori sono senza contratto e dei datori di lavoro che si rifiutano di rinnovarlo non sono da portare come esempio" , ha affermato Barbagallo. "E' un settore importantissimo - ha fatto notare ancora Furlan - dove il dumping contrattuale, le carenze di organico, lo sfruttamento dei lavoratori si trasformano in minore qualita' dei servizi e se non c'e' qualita' dei servizi non c'e' rispetto per i lavoratori e per le persone. Le famiglie fanno spesso ricorso al privato, convenzionato e no, spendendo oltre 40 miliardi l'anno: la sanita' privata a partire da quella convenzionata, diventa strategica accanto a quella pubblica e non e' possibile che i lavoratori non abbiano un contratto: non e' giusto - ha concluso - e non lo permetteremo".

Data articolo: Mon, 15 Apr 2019 11:12:52 +0200
Primo piano
Il Convegno Fnp Cisl sul futuro dell’Europa. Furlan: "I pensionati meritano piu’ rispetto per l’importante ruolo sociale nel paese. Il blocco delle pensioni e’ una ricetta vecchia"

Roma, 12 Aprile 2019 - "Sulle pensioni il governo del cambiamento e del nuovo ha scelto la ricetta più vecchia che si potesse fare e che hanno fatto tutti i governi precedenti: bloccare le pensioni, allontanando così, ancora una volta, il recupero dell’inflazione". Così la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan a Roma concludendo il convegno “L’Europa Sociale: quale futuro?” organizzato dalla Federazione dei pensionati della Cisl. "Bisogna invece ricordare il ruolo sociale importante degli anziani  che hanno evitato una spaccatura generazionale nel nostro Paese" ha poi sottolineato la leader della Cisl nel suo intervento. "Ci vuole più rispetto per queste persone che hanno un ruolo fondamentale nella società italiana. Ecco perché citare, come ha fatto il Presidente del Consiglio, "L’Avaro" di Moliere è stato davvero fuori luogo” ha aggiunto la Furlan iniziando poi a parlare del Def che ha avuto il via libera dal Consiglio dei Ministri.

http://youtu.be/Ze950Rhe0Ws“Sul decreto sulla crescita abbiamo avuto un solo incontro con il Premier” ha detto Furlan. "E' apprezzabile aver reinserito il superammortamento ed il credito d’imposta per imprese che investono in tecnologia , ma non c’è nulla per chi investe in assunzioni e formazione dei lavoratori. Manca tutto il resto della tastiera della crescita,a partire da una riforma del fisco che renda più pesanti buste paga e pensioni, sblocco dei cantieri, attenzione sul territorio che va messo in sicurezza facendo in modo che non arrivi sempre dopo, quando le emergenze sono scoppiate. Di tutto questo nel Decreto non c’è nemmeno una riga”. Tra i “tormentoni” del momento e su cui è necessario fare chiarezza perché si tratta di “temi seri”, Furlan ha indicato anche il salario minimo per legge su cui le forze politiche si stanno fronteggiando. “Sul salario minimo per legge sta diventando una rincorsa a chi la spara più grossa – stigmatizza la leader della Cisl – Non sanno, ad esempio, che il salario non è la paga oraria ma la composizione di più elementi quali la produttività, la tredicesima, il welfare aziendale ed altro ancora. Per loro diventa merce ed elemento di propaganda e di scontro tanto a pagare sono altri. C'è il rischio che con il salario minimo i lavoratori, dal mese dopo, guadagnino di meno ed alcune aziende si sfilino dalle associazioni datoriali, scegliendo il salario minimo e non i contratti nazionali. Così le persone guadagneranno meno e si troveranno con meno tutele e welfare”. Riguardo al tema del convegno Furlan sottolinea che per un’Europa sociale anche il sindacato europeo Ces deve rinvigorire la sua azione con il contributo dei sindacati dei diversi Paesi e puntare a realizzare “una contrattazione con le multinazionali per creare condizioni di lavoro migliori ed uguali per tutti i cittadini”. 

Il Convegno di oggi è stato organizzato dalla Fnp Cisl per affrontare i temi legati alla realizzazione di una vera Europa sociale, in cui sia possibile portare avanti gli ideali e le proposte di Ventotene. Svoltosi a Roma all’Università “San Tommaso D’Aquino”,  all'incontro sono intervenuti, oltre alla Segretaria generale della Cisl ed al Segretario generale della Fnp Cisl Gigi Bonfanti, che ha chiuso i lavori, anche economisti e professori come Jean-Paul Fitoussi e Giulio Sapelli, Luigi Campiglio e Stefano Bartolini.


http://youtu.be/8aXiwNzVta4Ad aprire i lavori il segretario della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti, che ha sottolineato il momento importante che stiamo attraversando, sia dal punto di vista nazionale sia da quello europeo. “Uno scenario - ha sottolineato Bonfanti - in cui come sindacato abbiamo il dovere di essere presenti sui territori per far capire a tutti quanto sia importante andare a votare se vogliamo davvero parlare di democrazia. L’altro tema importante è che anche noi come molti non siamo contenti di questa Europa ma, a differenza di altri, abbiamo sempre cercato di proporre soluzioni piuttosto che fare leva sugli errori di questi anni. Credo sia arrivato il momento - ha proseguito Bonfanti - di cominciare a lavorare per realizzare un’Europa dove i sistemi fiscali non siano concorrenti, un’Europa che abbia una politica estera unica, un’Europa in cui ci siano diritti uguali per tutti i lavoratori e pensionati, un’Europa che contempli la diminuzione delle disuguaglianze.”

Dopo i saluti di Bonfanti è stata la volta dell’economista Giulio Sapelli, secondo il quale “l’Europa, se davvero vuole continuare ad esistere, deve darsi un cambiamento importante perché un’Europa così come quella attuale non ha futuro". 
Interessante anche l’intervento di Stefano Bartolini, professore di Economia politica all’Università di Siena, che ha sottolineato l’importanza ancora fondamentale del sindacato per la nostra società: “Un sindacato che deve farsi promotore del cambiamento senza aspettare le decisioni della politica in quanto rappresentante dei diritti di tutti, lavoratori e pensionati, ma che per fare ciò deve abbandonare la sua vecchia impostazione".  Dopo Bartolini un lucido e profondo Luigi Campiglio ha rimarcato quello che dovrebbe essere il tratto distintivo della nostra Europa: la solidarietà tra i Paesi europei che, al contrario, nei nostri tempi registrano solo una forte competizione che non porta alcun vantaggio a nessuno.
Stimolante, infine, l’intervento del professor Jean-Paul Fitoussi, che ha espresso grande gioia per i temi affrontati nel corso del convegno. “Sono contento di partecipare ad un incontro organizzato dal sindacato – ha affermato Fitoussi – perché il sindacato rappresenta la pietra miliare della nostra democrazia. Parlare di sociale rappresenta il punto di partenza per qualunque istituzione che si voglia dire vicina ai bisogni dei popoli. E’ proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno: un’Europa che sia vicina alle persone più fragili, che garantisca la sopravvivenza e la protezione dei più bisognosi e questa istituzione e lo Stato sociale”.

Data articolo: Fri, 12 Apr 2019 15:59:40 +0200
Primo piano
Esecutivi Unitari di Cgil Cisl Uil. Furlan:"Il Def è una scatola vuota. Il Governo rimetta al centro il lavoro e lo faccia diventare la sua priorità".

Esecutivi Cgil Cisl Uil 4Roma 10 Aprile 2019 - "Nel Def approvato ieri dal Consiglio dei ministri manca ciò che noi da tempo denunciamo essere il tema vero: la crescita, lo sviluppo" . Così la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan nel suo intervento agli Esecutivi unitari di Cgil, Cisl Uil riuniti oggi a Roma dopo il varo del Def e il dibattito sulla flat tax.
"La crescita è a zero e qualcuno invece se n'è accorto all'ultimo momento. Cala la produzione industriale, calano gli investimenti, calano gli occupati. E' evidente che il Paese sta andando male. Dobbiamo cambiare questa linea economica in modo profondo. La crescita, lo sviluppo e, di conseguenza, il lavoro devono essere la priorità per chi governa il Paese. Il Governo deve rimettere al centro il lavoro e farlo diventare la sua ossessione.
"Migliorerà tutto secondo Conte", ma dal governo "ci spieghino come e dove troveranno i soldi per la legge di bilancio 2020. Nel frattempo gli indicatori vanno in un'altra direzione e il Paese reale, il lavoro, le famiglie soffrono", il Paese "va a rotoli. Abbiamo a che fare con un governo che sfida le leggi della gravità e fa previsioni purtroppo puntualmente smentite: non è più tempo", aggiunge Furlan, riferendosi alla crescita del Pil rivista poco sopra lo zero.

http://youtu.be/d_MVHzEj4wE"Il Def - ha insistito la leader della Cisl "non puo' essere la scatola vuota che appare oggi con chiarezza. Non e' cio' che serve all'Italia. Non e' che "un pannicello caldo: mancano riforme per lo sviluppo, manca una politica industriale, manca una riforma del fisco coraggiosa, mancano misure per il Sud. Oltre a non rilanciare la crescita e gli investimenti, il Def pone scelte sbagliate, come la flat tax di cui ogni giorno abbiamo una versione diversa. Ma noi - avverte la leader della Cisl - non accetteremo mai una riforma fiscale che non abbia un alleggerimento sulle buste paga dei lavoratori e dei pensionati. Servono politiche attive, investimenti e tavoli di confronto sugli ammortizzatori sociali - ha sottolineato ancora dicendo "basta con gli slogan, c'è bisogno di concretezza. 

"Le politiche economiche del Governo sono sbagliate - torna a ribadire. Prevedono misure che non forniscono risposte a lavoratori, pensionati e famiglie. Occorre una riforma fiscale che renda più pesanti stipendi e pensioni. Serve un'Europa politica, economica, sociale, che metta al centro il lavoro e la persona. Serve un modello vero di integrazione e di solidarietà". 
 E sugli incontri avuti finora con l'Esecutivo la leader della Cisl non ha mancato di sottolineare la delusione del sindacato: "Si sono rivelati inconcludenti e del tutto aleatori, con una pletora di soggetti sociali a noi sconosciuti. Sulla previdenza nessuno dei punti che abbiamo posto è stato raccolto". Sul salario minimo "il governo abbandoni la strada intrapresa che e' sbagliata".  Lo sblocca cantieri, "smantella il ruolo e la funzione dell'Anac aprendo con il tetto al 50% dei subappalti la strada al massimo ribasso', e poi "il nulla assoluto che regna tra le politiche del governo sul Sud".
Ha poi criticato la mancata prosecuzione del confronto sulle pensioni e l'assenza di risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. "Le forze che ora sono al governo sono state prodighe di promesse in campagna elettorale e hanno anche commentato il rinnovo che facemmo dei contratti del pubblico impiego ora andrebbero richiamate alla coerenza. Per la scuola, l'università, la ricerca, la sanità e per tutto il settore pubblico "la partita è ancora aperta  in termini di contratti e di assunzioni - ha osservato - Continuano squilibri e disuguaglianze. E' evidente - ha concluso - che cosi' non si puo' andare avanti".

A margine dell'incontro, alla domanda dei giornalisti se la mobilitazione unitaria si chiuderà con uno sciopero generale : "In campo c'è un crescendo di iniziative per dire al governo che deve cambiare passo. - ha risposto. Sta a lui decidere se farlo oppure no. E annuncia: "Abbiamo il primo maggio dedicato all'Europa, poi l'appuntamento a Matera sulla cultura e il lavoro, poi ci sono due scioperi di grandi categorie come la scuola e i metalmeccanici, una grande iniziativa dei pensionati e dei lavoratori pubblici e una grande manifestazione a Reggio Calabria".

Questo fitto calendario di manifestazioni unitarie e scioperi categoriali in programma nelle prossime settimane, è stato infatti ratificato al termine dei lavori dagli Esecutivi Nazionali Unitari di Cgil, Cisl, Uil.  
In particolare, il primo appuntamento come ha già detto la Segretaria generale della Cisl la manifestazione nazionale del Primo Maggio a Bologna, il cui slogan sarà “La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale”; il 6 e 7 maggio è in programma a Matera una iniziativa unitaria su lavoro e cultura; il 17 maggio si svolgerà lo sciopero generale dei lavoratori della scuola ed il primo giugno è in programma la manifestazione unitaria dei pensionati. L’8 giugno la manifestazione dei lavoratori del Pubblico Impiego; il 14 giugno si svolgerà lo sciopero generale dei metalmeccanici ed infine il 22 giugno a Reggio Calabria ci sarà la manifestazione nazionale unitaria per la crescita ed il lavoro nel Sud.
Una delegazione dei tre sindacati parteciperà il 26 aprile a Bruxelles anche alla manifestazione indetta dalla Ces per una Europa più giusta verso i lavoratori.

Data articolo: Wed, 10 Apr 2019 10:40:34 +0200
Primo piano
Lavoro. Furlan: "Appello Confindustria - Sindacati rafforza la scelta europeista del nostro Paese

incontroconfeuropaRoma, 8 aprile 2019 -  "E' un appello all’Europa significativo per il mondo del lavoro che conferma e rafforza la scelta fortemente europeista  che ha fatto il nostro Paese. Ma che indica anche come vorremmo che fosse l’Europa del futuro". Così la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commenta l'Appello per l'Europa firmato stasera da Confindustria e Cgil, Cisl, Uil. 
"Ogni tanto ci dimentichiamo che abbiamo conosciuto tanti anni di pace duratura nel nostro vecchio continente. Tutto questo lo dobbiamo proprio alla scelta dell'Europa, al rifiuto della guerra e questo è alla radice di tanti anni di pace che abbiamo vissuto nel nostro Paese e nei paesi che hanno costituito la nostra Europa", ha affermato Furlan. 
"Oggi confermare la scelta europeista significa anche candidare l'Europa ad essere portatrice di pace nel mondo. La nuova Europa deve contribuire anche negli equilibri internazionali a valorizzare fortemente il lavoro e la sua qualità, a rendere protagonisti gli uomini e le donne del loro futuro. Vogliamo una Europa che investa in quei fattori di crescita che sono fondamentali per la qualità della vita, il benessere delle persone ma anche una Europa che investa in infrastrutture, tecnologie, professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici. In questi giorni abbiamo registrato come la decrescita demografica stia coinvolgendo sicuramente il nostro Paese ma anche un po' tutto il nostro continente. Quindi abbiamo bisogno di una Europa che guardi alle nuove generazioni, che investa sulle loro conoscenze, sulla possibilità di mobilità anche all'interno dell'Europa, già nei percorsi scolastici e non solo nei percorsi lavorativi. Per questo come Confindustria e Cgil-Cisl-Uil abbiamo ritenuto di stendere questo appello- manifesto come europeisti, che porteremo anche al dibattito pubblico che si sta aprendo e sviluppando in tutta Europa. E su questo anche come organizzazioni sindacali ci impegniamo a coinvolgere quel mondo del lavoro, dei pensionati ma anche dei giovani che dobbiamo e vogliamo rappresentare perché l'Europa sia sentita davvero non più come una istituzione distante, ma sia in ogni uomo ed in ogni donna del nostro continente. Lo faremo dicendo che vanno cambiati anche alcuni capitoli economici che non aiutano per la loro rigidità. Quando si investe nella tastiera della crescita come le infrastutture, questo non è un allargamento del debito, ma è costruire un futuro migliore". 

 
Data articolo: Mon, 08 Apr 2019 15:49:38 +0200
Primo piano
Sindacato. Cisl: "Aumentano nel 2018 gli iscritti con una crescita tra i lavoratori attivi"

bandiera cisl3 aprile 2019- Sono 4.050.680 i tesserati alla CISL nel 2018, con una crescita dello 0,24% (più  9.857 iscritti) rispetto all’anno precedente. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi dalla Confederazione di Via Po.
"Siamo molto soddisfatti dall'andamento del tesseramento nel 2018" - sottolinea il Segretario Confederale responsabile organizzativo, Giorgio Graziani.  "Dai nostri dati emerge la buona tenuta dell’organizzazione in molti settori produttivi importanti del paese, nonostante il perdurare della crisi economica ed occupazionale. In particolare, è importante la crescita dei lavoratori attivi iscritti alla CISL, che rappresentano oggi il 57,75% complessivo di tutti i tesserati e passano dai 2.329.085 del 2017 ai 2.339.104 del 2018, con un aumento di 10.019 associati, grazie principalmente alla crescita registrata nel settore terziario e dei servizi".
L’aumento di iscritti alla Cisl del 2018 riguarda principalmente le regioni: Piemonte, Lombardia, Alto Adige ed Emilia Romagna.
La federazione dei pensionati registra nel 2018, 1.711.576 associati evidenziando una tenuta rispetto all’anno 2017, con un calo di solo 162 associati, malgrado il perdurare del rallentamento della dinamica pensionistica per effetto della legge Fornero.
Per quanto riguarda gli aspetti di genere, il 48,59% degli iscritti alla CISL sono donne ed il 51,41% sono uomini. Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Marche sono le regioni che hanno una maggioranza di associati di genere femminile.
Nei pensionati il 54,03% degli iscritti è di sesso femminile, mentre il 45,97% sono uomini. Per quanto riguarda il dato anagrafico, tra i lavoratori attivi iscritti alla Cisl il 26,49% ha meno di 40 anni, il 30,19% ha tra 40 e 50 anni ed il 43,32% ha più di 50 anni.
I nati all’estero sono il 14,87% dei lavoratori attivi iscritti alla Confederazione, a riprova di una organizzazione sindacale sempre più multietnica e multiculturale. I paesi  più rappresentativi sono la Romania con il 18,77%, l’Albania con il 10,19% e il Marocco con il 8,09% dei nati all’estero.

Data articolo: Wed, 03 Apr 2019 09:56:45 +0200
Primo piano
Pil. Furlan: "La linea economica del governo deve cambiare al più presto partendo dallo sblocco delle infrastrutture" 

convegno infrastrutture28 Marzo 2019 - "Non serve dire che e' un anno bellissimo, serve renderlo bellissimo, facendo cioe' ripartire il lavoro. Il governo e' ancora in tempo a fare tutto questo, ma deve cambiare la sua strategia economica. I risultati sono evidenti e sono negativi". Lo ha detto Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, a margine dell' iniziativa organizzata dalla Cisl Toscana 'Infrastrutture e lavoro in Toscana, quale disegno?. 

 
"Abbiamo detto al Governo che deve cambiare completamente la sua linea economica a partire dallo sblocco delle infrastrutture, delle grandi come delle medie opere, bloccate in attesa di questo fantomatico documento 'costi-benefici'. Sono tutte opere che sono già state abbondantemente vagliate per cui ci sono già le risorse fruibili da subito, bisogna sbloccarle - ha aggiunto Furlan -. Non si può di mese in mese rinviare le cose per le elezioni successive, prima le regionali, adesso le europee. Il Paese si blocca, così come l'economia, la produzione industriale diminuisce ed alla fine noi non abbiamo davvero la possibilità di immaginare una ripresa della nostra economia reale". Sbloccare le opere, per Furlan, "significa innanzitutto sbloccare 400mila posti di lavoro, in un Paese che ha così fame di lavoro, ed unire in modo degno il nord ed il sud del Paese, il nostro Paese che fra l'altro è molto forte nelle esportazioni, con il resto dell'Europa. Non è più giustificabile nessun ritardo". 

E' quindi intervenuta in merito all'approvazione definitiva ieri del 'decretone' che comprende le misure relative al reddito di cittadinanza e quota 100:

"È stata una buona cosa aumentare le risorse per la poverta': 5 milioni di poveri sono tanti. - ha osservato - Il Rei aveva gia' dato parzialmente una risposta, ma le risorse erano insufficienti. Abbiamo, pero', forti dubbi che possa funzionare l'utilizzo del reddito per le politiche attive del lavoro per un semplice motivo: non solo perche' oggi nemmeno il 2% del mercato passa per gli uffici di collocamento, ma soprattutto perche' per distribuire il lavoro bisogna anzitutto crearlo. Abbiamo tanta parte del Paese, il Sud in modo particolare - ricorda-, dove innanzitutto le risorse devono essere utilizzate per investire in opere materiali e immateriali, e anche nelle reti sociali. Cosi' creiamo posti di lavoro da poter offrire ai tanti disoccupati e alle tante disoccupate. Le politiche attive del lavoro sono importantissime, ma prima bisogna creare le condizioni perche' il Paese riparta e si possano creare i nuovi posti di lavoro". "Quota 100? Risponde a un bisogno di flessibilita' in uscita per tanti lavoratori e tante lavoratrici. È un canale in piu' per accelerare l'uscita per chi comunque a 62 anni vuole esercitare il suo diritto di andare in pensione, ma non affronta alcuni temi che noi abbiamo messo sul tavolo dell'incontro sia col sottosegretario Durigon e soprattutto col presidente Conte piu' di una volta". Il problema di fondo ad avviso della leader della Cisl e' che molte donne, specialmente, al Sud a 62 anni non raggiungono il requisito dei 38 anni di contributi versati. Ma a preoccupare, in particolare modo, e' la prospettiva previdenziale per i giovani: "O noi creiamo le condizioni di una pensione di garanzia, visto il precariato, oppure saranno sicuramente destinati a essere anziani poveri e povere. Questo noi non lo accettiamo". Quindi "bene quota 100: ha dato parziali risposte a quelle tipologie di lavoratori che possono arrivare a 62 anni con 38 di contributi, ma tanta altra parte del mondo del lavoro non ha la possibilita' di accedere a questo canale. Ci vuole un confronto vero a tutto campo, che riguardi tutti i lavoratori, tutte le lavoratrici e soprattutto i giovani". Poi, aggiunge, "e' inaudito che ancora una volta i pensionati e le pensionate nel nostro Paese siano utilizzati come bancomat quando c'e' bisogno di risorse. Ne va della dignita' di chi ha costruito questo Paese".

http://youtu.be/Kk4zqIvKTMQAnche stamani ospite di 'Radio anch'io' su Rai Radio1 Furlan ha ribadito la necessità che il Governo cambi l'attuale linea economica: "I dati negativi sull'economia che vengono da piu' fonti, nazionali e internazionali - ha ricordato - danno indicazioni drammaticamente precise: sono bloccate tutte le opere pubbliche, la produzione industriale ha un segno meno, il Paese si sta incamminando verso una fase recessiva inimmaginabile da poter sopportare . Penso che la cosa che innanzitutto serva sia investire risorse pubbliche sulla tastiera della crescita: innovazione, ricerca, formazione e ovviamente le infrastrutture. Esattamente il contrario - sottolinea - di quello che è stato fatto fino ad adesso. Le misure annunciate dal ministro Di Maio? Tutto serve, serve anche quello che nella finanziaria hanno tolto come le risorse di impresa 4.0, serve investire le risorse pubbliche nelle leve della crescita: ricerca, formazione, infrastrutture appunto, esattamente il contrario di quello fatto fino ad adesso" conclude.

Data articolo: Thu, 28 Mar 2019 13:28:20 +0100
Primo piano
La commemorazione alla Sapienza di Ezio Tarantelli. Furlan: "A distanza di 34 anni rimane un punto di riferimento costante per la Cisl"

 27 marzo 2019 - "A distanza di 34 anni dal suo barbaro assassinio, Ezio Tarantelli rimane un punto di riferimento costante per la Cisl. Era un riformatore vero che voleva migliorare la condizione dei lavoratori con la forza delle idee e del confronto tra istituzioni e parti sociali. Un’utopia a favore dei deboli contro l’arroganza dei forti”. Lo scrive su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, ricordando la figura dell’economista Ezio Tarantelli ucciso 34 anni fa, il 27 marzo del 1985, a Roma da un commando delle brigate rosse nel piazzale della facoltà di Economia della Sapienza dove stamattina si è svolta la commemorazione alla presenza dei familiari di Tarantelli, dei vertici dell’Università "La Sapienza" e dei sindacati confederali, di amici e colleghi del docente romano sostenitore dell’accordo di San Valentino sul taglio della scala della mobile del 1984.

Data articolo: Wed, 27 Mar 2019 09:06:26 +0100
Primo piano
XXIV Giornata in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Furlan: "Ha ragione Mattarella: la mafia si può battere ma serve l'impegno di tutti"

21 marzo 2019- "Ha ragione il Presidente della Repubblica Mattarella: liberare la società dalle mafie è un traguardo doveroso e possibile se ci sarà l'impegno di tutti, istituzioni, magistratura, parti sociali, cittadini". E' quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla Giornata in ricordo di tutte le vittime delle mafie organizzata da Libera anche quest’anno con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil. "Senza legalità e giustizia non c'è nemmeno sviluppo economico. Per questo serve più impegno dello Stato ed un allargamento della coscienza civile per contrastare le mafie. La grande partecipazione al corteo di Padova, dove oggi la Cisl era presente con una numerosa delegazione di dirigenti, militanti ed iscritti, ma anche la presenza di tanta gente nelle manifestazioni in altre città italiane, è un fatto importante che ci riempie di speranza e di fiducia. Le mafie non sono invincibili. Si possono battere costruendo una cultura della legalità a partire dalla scuola, ma anche un grande impegno per la crescita economica e sociale. Bisogna rispondere al disagio sociale ed economico in molte aree del Paese per evitare che i giovani siano fagocitati dalle associazioni criminali e dalle mafie. Questa è oggi la prima questione da affrontare con un clima di unità e di responsabilità, come ci ha indicato oggi il Capo dello Stato Mattarella".

 

Data articolo: Thu, 21 Mar 2019 15:13:28 +0100
Primo piano
Cgil Cisl Uil. Il 21 marzo bandiere dell'Unione Europea esposte in tutte le sedi sindacali. "Più diritti, lavoro e solidarietà"
CislEuropaRoma, 21 marzo 2019 – “Mai come ora l'Europa ha bisogno dell'Italia ed il mondo dell'Europa. Per questo oggi 21 marzo, inizio di primavera e festa di San Benedetto, Patrono d’Europa, la Cisl ha accolto con entusiasmo e con impegno civico l’iniziativa di esporre nelle nostre sedi sindacali la bandiera Europea e la bandiera Italiana che sono il simbolo di unità, di solidarietà, di pace, di democrazia, dell’identità di un’intera comunità che confida nella legalità, nella multiculturalità, nell’umanesimo condiviso. Iniziamo un nuovo percorso.” Lo scrive sulla pagina Facebook della Cisl la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’iniziativa “Bandiere  per il futuro“ in corso in tante città italiane.
 
Un “segno di forte identità europeista”, così  Cgil Cisl Uil definiscono la loro scelta di esporre le bandiere d’Europa da oggi, giovedì 21 marzo sino al 26 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni europee, presso tutte le  loro sedi e strutture.
“I sindacati confederali italiani Cgil Cisl Uil - si legge in una nota unitaria - hanno contribuito fattivamente nella loro storia alla formazione dell’Unione Europea pensata come spinta propulsiva a una nuova comunità transazionale che si riconoscesse nei valori della Democrazia, della Coesione Sociale, del Lavoro, dell'Uguaglianza e della Pace.
“In coerenza con il nostro cammino di sostegno e supporto di questi valori in questi tempi particolarmente delicati su questo versante, - prosegue la nota - in occasione del prossimo 21 marzo, data in cui ricorre il patrono d'Europa, si invitano le strutture territoriali e regionali a dare un segno di forte identità europeista, esponendo la bandiera dell’Unione Europea al fianco di quelle rappresentanti il nostro Paese e le nostre Organizzazioni sindacali, nelle sedi ove questo già non avvenga. Tali bandiere potrebbero restare esposte sino al 26 maggio, giorno in cui i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare le proprie Istituzioni democratiche”.
“Testimoniando e chiarendo nelle modalità più opportune - conclude la nota - il nostro rinnovato impegno per un'Unione Europea fondata su diritti,  lavoro e solidarietà”.
Data articolo: Tue, 19 Mar 2019 11:30:27 +0100
Primo piano
Biagi. Furlan: "Ha pagato con la vita per difendere le proprie idee"

marco biagiRoma, 19 marzo 2019 - "E' sempre importante ricordare, soprattutto ai più giovani, il sacrificio di tanti intellettuali che hanno pagato con la vita il coraggio di difendere le proprie idee". E' quanto sottolinea oggi in un intervento su Il Foglio, la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ricordando il barbaro assassinio di Marco Biagi, "l’uomo che con il suo “Libro bianco” si era impegnato a cambiare le condizioni del mercato del lavoro e che la Cisl stimava, pur nella nostra autonomia di opinioni, come si deve stimare chi si misura sul serio per garantire situazioni di progresso sociale ed economico nel nostro paese", aggiunge la leader Cisl.
"Marco Biagi e anche Ezio Tarantelli giustamente predicavano l’importanza del dialogo sociale ed il "primato" della contrattazione sulla legge, attraverso un ruolo responsabile delle parti sociali che resta l'elemento centrale per il rafforzamento del lavoro e per far crescere il salario e la produttività delle imprese", aggiunge la Furlan. "Per questo siamo convinti che oggi Biagi, e probabilmente anche Tarantelli, non sarebbero stati d'accordo sull'introduzione del salario minimo per legge, cui pensa il Governo Conte, perché il problema oggi è quello di estendere i contratti, anche a quella parte del mondo del lavoro priva di tutele, diritti, previdenza, assistenza sanitaria. Il meglio del giuslavorismo italiano è sempre venuto dagli accordi sindacali".

Secondo la leader Cisl, "l'errore più grande che è stato compiuto da tutti i Governi in questi anni è stato quello di voler intervenire con le leggi sulle materie e sulle regole del lavoro, pensando che solo da queste scaturisse una maggiore crescita ed una maggiore occupazione. Riforme calate dall’alto con misure legislative che invece dovrebbero affermarsi nel confronto e nel negoziato autonomo e libero tra le parti sociali, imprese e lavoratori. Ecco perché vogliamo completare nelle prossime settimane il "patto della fabbrica" con la Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Le parti sociali hanno il dovere di indicare una propria ed autonoma ricetta economica e sociale al Governo ed alla politica, in vista anche delle scadenze europee e delle scelte difficili che il nostro paese dovrà compiere per evitare una nuova fase di recessione".

Data articolo: Tue, 19 Mar 2019 08:13:56 +0100
Primo piano
Sciopero edili Cgil Cisl Uil. Furlan: "Occorre una svolta per sbloccare i cantieri e rilanciare l'occupazione"

scioperoedili15marzo2019Roma, 15 Marzo 2019 - "Quella di oggi è una grande piazza, una grande manifestazione di uomini e donne di un settore importante per la crescita del Paese".  Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi in Piazza del Popolo a Roma  con la Filca Cisl ed i lavoratori edili di tutti i comparti del settore mobilitati da oltre un mese con assemblee, presidi, manifestazioni in tutti i territori,  per lo sciopero unitario indetto dalle federazioni di categoria Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil a sostegno della richiesta di rilancio del settore, per l'occupazione e gli investimenti. "Quello delle costruzioni, è il settore che più ha sofferto della crisi, migliaia le aziende chiuse e fallite" ha ricordato la leader della Cisl. "Le infrastrutture sono un volano per la crescita.  Occorre dunque una svolta per sbloccare i cantieri e rilanciare l’occupazione in questo settore fondamentale per il Paese".  E sull'incontro di oggi a Palazzo Chigi "il Governo ora ci ascolti  - ha detto - e mi auguro che cambi rotta". 

Lo sciopero dei lavoratori dell'edilizia, cemento, lapidei, legno, arredo e laterizi,  ha già prodotto un primo risultato con la convocazione oggi dei sindacati a Palazzo Chigi sul decreto sblocca-cantieri.

"E' fondamentale far ripartire l'edilizia" . E' quanto ha affermato la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine dell'incontro con il governo sul decreto sblocca cantieri. "Piazza del Popolo oggi era strapiena di tanti lavoratori dell'edilizia che hanno detto con chiarezza che il primo tema é il lavoro in questo settore così importante, dove abbiamo perso oltre 600.000 posti e migliaia di imprese sono fallite. Il tema di far riparte il settore dell'edilizia è fondamentale: per ogni euro che si investe in costruzioni, se ne mobilitano 3 ed é quindi un modo per far crescere il Pil e l'occupazione: la priorità é sicuramente riaprire i cantieri in sicurezza e legalità". "Abbiamo detto a Conte – precisa la segretaria generale della Cisl - che per noi è fondamentale che eventuali correzioni al codice degli appalti non devono minimamente allargare il subappalto e diminuire la sicurezza: sicurezza e legalità vanno di pari passo. Abbiamo bisogno di sbloccare da subito le grandi e le medie opere; 600 quelle bloccate e ancora mai partite ma già con le risorse stanziate e che bisogna spendere, fare le opere che collegano l'Italia con il resto d'Europa. Dobbiamo evitare che in questo paese si continuino a rinviare interventi importanti sull'assetto idrogeologico e sulla sicurezza del suolo. “La settimana prossima partirà il tavolo tecnico – ha concluso la sindacalista – per vedere nel dettaglio come il decreto andrà fatto”.

Tra le richieste delle categorie all'esecutivo: politiche per affrontare la crisi del comparto, che ha già prodotto la perdita di 600mila posti di lavoro e di 120mila aziende costrette a chiudere i battenti. Tav, ma non solo. I sindacati sollecitano lo sblocco dei cantieri e la realizzazione di infrastrutture necessarie allo sviluppo del Paese. Dal palco di piazza del Popolo gli interventi dei segretari generali di Fillea, Filca e Feneal (Alessandro Genovesi, Franco Turri e Vito Panzarella). Presenti alla manifestazione oltre alla leader della Cisl, Maurizio Landini, e Carmelo Barbagallo. All'incontro di oggi a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, cui parteciperà anche il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, le organizzazioni sindacali chiederanno l'apertura di un tavolo con l'obiettivo di mettere in atto un nuovo piano di investimenti, completare le opere incompiute e riaprire i cantieri, la messa in sicurezza di territori, strade, ponti ed edifici pubblici. E, inoltre, incentivi per le imprese. "Bene nel metodo un tavolo parti sociali-Governo su come sbloccare i cantieri - hanno detto Panzarella, Turri e Genovesi - questo è un primo risultato delle mobilitazioni confederali e di categoria. Questo sciopero diventa ancora più importante per sostenere le proposte del mondo del lavoro, le quali più che rivendicare nuove regole chiedono politiche industriali, investimenti, azioni di sistema finanziarie e sulla qualità dell'occupazione, per difendere il lavoro che c'è e crearne di nuovo, stabile, ben pagato e sicuro".
Tanti i messaggi di solidarietà che sono arrivati alle categorie degli edili, per esempio dalle federazioni mondiale ed europea (Bwi e Fetbb) e da numerosi Paesi come Romania, Serbia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Danimarca, Svezia, Argentina, Sud Corea, Russia, Ucraina, Australia e Myanmar.

Data articolo: Fri, 15 Mar 2019 10:30:24 +0100
Primo piano
Donat Cattin. Furlan: "Rimane una figura di riferimento per la Cisl e per tutto il mondo del lavoro. Non ha mai smesso di essere un sindacalista"

14 marzo 2019-  “Ricordando Carlo Donat Cattin, le ragioni e il profilo del suo impegno, ricordiamo la centralità del lavoro e della persona, quindi dell’agire sindacale nell’esperienza originale della CISL, della quale Carlo Donat-Cattin è stato un illuminato testimone”. Lo ha sottolineato oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan al Senato nel suo intervento all’iniziativa della Fondazione Carlo Donat- Cattin nel centenario della nascita dell’esponente politico.

“Carlo Donat-Cattin ha rappresentato durante la sua intera vita e militanza, prima sindacale e poi politica e di Governo, una figura di riferimento per il mondo del lavoro, con una straordinaria e non usuale continuità di pensiero e di azione, quindi di coerenza, che non ha mai cambiato”, ha aggiunto la leader Cisl. “La sua impronta, il suo modo d’intendere il rapporto con il mondo erano e sono sempre rimasti quelli di un sindacalista nel senso più profondo e nobile del termine. Si possono ancora oggi valorizzare aspetti straordinariamente moderni del suo contributo e un’ulteriore interpretazione del rapporto con Giulio Pastore fondatore della Cisl certamente dialettico in molte fasi, ma prezioso, e non casuale, di una fede mai ostentata, profonda, serena, sincera”.

Secondo la Furlan “in quell’approccio era ben riconoscibile il loro comune intendere le esigenze concrete del popolo dei lavoratori e l’interesse ai bisogni reali di quel popolo, materiali e immateriali, al progresso nelle condizioni di lavoro e di vita, alla crescita culturale e umana e perciò all’indispensabile lavorio quotidiano e costante del sindacato e della politica”. La leader Cisl ha sottolineato anche che pur operando in un’epoca profondamente differente da quella odierna, la modernità del pensiero di Carlo Donat-Cattin consente di cogliere, anche oggi, l’evidente filo rosso che lega le due stagioni. “Sono i valori fondativi e immodificati della Cisl, la cui traduzione nell’oggi non ne ha ridimensionato l’originaria portata anticipatrice, che ha saputo attraversare gli immensi cambiamenti avvenuti nelle scansioni storiche che si sono succedute", ha affernato Furlan.

"Una concezione della rappresentanza sociale e di quella politica coraggiosa e rigorosa, fondata sulla competenza, il principio dell’analisi dalla quale discendono linee d’azione mai improvvisate, ma esito di elaborazioni profonde e collettive, di ascolto, confronto e condivisione.Un’idea delle priorità a partire dalla persona e dal lavoro, una visione della società solidaristica e dell’azione programmatica. La ricerca costante della condivisione fondata sul confronto e sulla prassi negoziale. Nel modo di agire di Carlo Donat-Cattin si ritrova l’orientamento partecipativo che ispira da sempre la Cisl. La ricerca della coesione e della giustizia rappresenterà una costante durante tutto il suo itinerario, prima di sindacalista poi di uomo della politica e delle istituzioni, come avvenne anche nella sua esperienza amministrativa, a Torino, caratterizzata dall’impegno sui temi dell’occupazione. Ecco perché, certa di non mancare di rispetto all’uomo politico, mi sento di affermare che Carlo non ha mai smesso di essere un sindacalista, nel senso non formale del termine, perché l’essere sindacalista prima ancora che un modo di fare è un modo di essere che lo ha sempre accompagnato. E d’altra parte non si può smettere di essere ciò che si è, ma si può solo cambiare ciò che si fa”, ha concluso Furlan.

http://youtu.be/ynIMhj1Kiyw

 

Data articolo: Thu, 14 Mar 2019 16:17:33 +0100
Primo piano
Lavoro. Furlan: "Tavoli di confronto con il Governo frutto della mobilitazione del sindacato"

ConferenzaincontroDiMaioRoma, 13 marzo 2019 - Parte un confronto serrato tra governo e sindacati su una serie di tematiche al centro dell'agenda dell'esecutivo. "Dalla prossima settimana inizieranno gli incontri su diversi temi". Spiega la Segretaria generale  della CISL, Annamaria Furlan, dopo l'incontro con il ministro Luigi Di Maio durato circa 3 ore, al Ministero del Lavoro. "Speriamo sia la volta buona, che dagli annunci passiamo a trattative serie", aggiunge Furlan, precisando che "siamo ancora agli incontri preliminari ma e' evidente che la nostra piattaforma e la manifestazione hanno avuto una prima risposta positiva". 
Si partirà dallo sblocca-cantieri. La settimana prossima il confronto proseguirà sul decreto crescita e sviluppo. Poi toccherà a previdenza e politiche attive del lavoro e, infine, a salario minimo e rappresentanza.
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso soddisfazione per la scelta dell'esecutivo di avviare tavoli di confronto, che si svilupperanno sia in sede tecnica che in sede politica a Palazzo Chigi, ma hanno chiesto anche   di affrontare la questione della legge sulle esternalizzazioni delle municipalizzate, fisco, autonomia differenziata e la questione del Mezzogiorno. Una discussione e' prevista anche sulla normativa dei rider.

 

Data articolo: Wed, 13 Mar 2019 18:13:15 +0100
Primo piano
Scuola. Cgil, Cisl, Uil a fianco delle Federazioni di categoria pronte alla mobilitazione
scuola231Roma, 13 marzo 2019 - I segretari generali di CGIL, CISL e UIL Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo hanno incontrato i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola RUA per un confronto sulle principali questioni al centro delle iniziative di mobilitazione promosse dalle federazioni di categoria.
Al riguardo, le confederazioni assumono e fanno propri gli obiettivi indicati dalle organizzazioni di settore, apprezzando anche la ricerca di un più ampio coinvolgimento su tali tematiche di altre espressioni associative e del sociale. 
La discussione ha toccato tutte le questioni oggi al centro dell’iniziativa delle categorie, che rivendicano l’avvio del confronto per il rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre, avendo come obiettivo efficaci risposte a un’emergenza salariale non più sostenibile; il contrasto al fenomeno della precarietà del lavoro, che raggiunge nella scuola livelli abnormi sia fra il personale docente che fra il personale ATA; la salvaguardia delle prerogative contrattuali a fronte del pesante attacco portato con provvedimenti di legge oggi in discussione; una politica degli organici e delle assunzioni che tenga conto del reale fabbisogno per garantire efficacia e qualità dell’offerta formativa su tutto il territorio nazionale, evitando appesantimenti burocratici e sovraccarichi insostenibili di lavoro a carico delle istituzioni scolastiche autonome. 
Le confederazioni condividono altresì il netto dissenso espresso dalle federazioni di categoria  rispetto a ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione che ne mettano in discussione, su aspetti fondamentali, il carattere unitario e nazionale, indispensabile per assicurare in ogni territorio del Paese pari opportunità di accesso al diritto all’istruzione e garanzia per tutti di una scuola di elevata qualità. 
Il confronto fra segreterie confederali e di categoria proseguirà anche al fine di valutare l’andamento delle iniziative già programmate, a partire da quella di oggi sul precariato, e su ulteriori sviluppi che potranno rendersi necessarie a seguito della formale richiesta di avvio delle procedure di conciliazione che le federazioni attiveranno nei prossimi giorni. 
 
Data articolo: Wed, 13 Mar 2019 13:37:34 +0100

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