NEWS - prima pagina - NEWS - politica - NEWS meteo

figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna in pre-order
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

News da ilfattoquotidiano.it

#ilfatto #ilfattoquotidiano

In Edicola
In Edicola sul Fatto Quotidiano del 21 Marzo: Roma, arrestato il presidente M5S dell’Assemblea: sarà espulso
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 23:42:21 +0000

Roma

“Spartiamoci tutto subito”. E la Raggi incontrò l’amico di De Vito: “Ma lo scartai”

Corruzione – Arrestato De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina: imprenditori favoriti in cambio di soldi sotto forma di incarichi affidati a uno studio legale

Devitalizzati di

L’arresto per corruzione di Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina, cioè del consiglio comunale della Capitale, è una notizia gravissima. E il fatto che non sia la prima volta – era già toccato nel 2015, per Mafia Capitale, a quello del Pd Mirko Coratti, poi condannato a 6 anni – non la sminuisce. Anzi, se […]

l’intervista – Luigi Di Maio

“È solo uno che s’è venduto: noi le mele marce le cacciamo”

Il capo politico gioca in difesa: “Il Movimento resta diverso dai partiti. Perché Zingaretti non ha detto di essere indagato?”

Milano

“Ora basta stragi in mare”. E brucia il bus dei bambini

L’autista – 46enne di origini senegalesi arrestato per tentata strage con l’aggravante del terrorismo. Un ragazzo riesce a dare l’allarme

Diario del salvimaio

Se Salvini ha un problema, sinistra e M5S lo soccorrono

Salvare anche una sola vita non ha prezzo, ci riuscisse pure il diavolo. Figuriamoci se a farlo è il no global Luca Casarini che con l’equipaggio della nave Mare Jonio di esseri umani ne ha tirati fuori dalle onde 49. Poi però la politica è questione soprattutto di consenso (elettorale) e non siamo affatto convinti […]

Commenti

Nordisti

L’operazione Scala per l’Arabia Saudita è solo maquillage

Il gran rifiuto della Scala continua a scatenare polemiche. I fatti: lunedì 18 marzo il consiglio d’amministrazione del teatro ha rifiutato 15 milioni di euro che il principe saudita Badr bin Abd Allah aveva offerto alla Scala, chiedendo in cambio un posto nel cda; e ha deliberato di restituire al mittente anche la cifra che […]

Rimasugli

I licenziati di Sky: una piccola storia da un mondo quasi scomparso

Acosa serve il Jobs act? La risposta, diciamo così, è in una piccola storia che riguarda quattro lavoratori di Sky raccontata ieri solo dal Fatto e il manifesto. Come si ricorderà la tv satellitare nel 2016 decise – pur essendo in utile – di ristrutturare la sua filiale italiana licenziando decine di lavoratori e trasferendone […]

La vocazione ecologista dei beni comuni

Le piazze dei Friday for future manifestano la critica delle giovani generazioni all’incapacità di quella al potere di fronteggiare o anche semplicemente comprendere la situazione ecologica attuale. C’è scarsissima quantità di tempo per mitigare le conseguenze disastrose di uno sviluppo umano che ha fatto della trasformazione di beni comuni in capitale la propria cifra. L’impronta […]

di

Politica

sanzione da 1,49 miliardi

Google, terza multa dall’Ue per abuso posizione dominante

ll colosso di Mountain View finisce per la terza volta nel mirino di Bruxelles per questioni legate alla concorrenza. Dopo la sanzione da 2,42 miliardi nel giugno 2017 e quella da 4,34 miliardi nel luglio 3018, la Commissione Ue ha ora inflitto a Google una multa da 1,49 miliardi di euro per aver abusato della […]

Il retroscena

Banche, Bruxelles scarica i suoi errori sull’Italia

Effetti – Scontro Vestager-Bankitalia dopo la sentenza Tercas. M5S contro Tria sui rimborsi ai truffati

Il dossier

La tela dell’ambasciata Usa per arginare l’intesa con Xi

Attivissimi – Dagli F-35 al memorandum con la Cina, gli americani premono sui temi critici. Eisenberg ha incontrato mezzo governo

Cronaca

L’ex modella

Imane, forse oggi i primi risultati sulla radioattività

Proseguono le analisi per capire le cause della morte di Imane Fadil, testimone chiave dei processi Ruby, morta in circostanze misteriose dopo oltre un mese di ricovero all’Humanitas di Rozzano. Ieri è iniziato l’iter per verificare l’eventuale presenza di radioattività, ipotesi legata alla presenza di metalli nel corpo dell’ex modella. In mattinata un pool di […]

Bologna – Il ricorso in Cassazione

La Procura generale contro la sentenza sulla “tempesta emotiva”: “È contraddittoria”

“Illogica, carente nelle motivazioni e contraddittoria”. Nessun dubbio per la procura generale di Bologna, la tristemente nota sentenza sulla “tempesta emotiva e passionale” presenta “aspetti di violazione della legge penale”. Olga Matei fu uccisa a Riccione nell’ottobre del 2016 da Michele Castaldo, dopo poche settimane di relazione, non tanto per “l’esasperazione e l’incontenibile turbamento emotivo […]

di
Torino – Scoperta della polizia municipale

I vigili urbani nella sartoria cinese clandestina: cuciva le loro divise

Nella sartoria fuori norma venivano cucite le divise dei vigili urbani. È il paradosso davanti al quale si sono trovati alcuni agenti della polizia municipale di Torino intervenuti ieri mattina per controllare un’azienda di abbigliamento gestita da cittadini di nazionalità cinese. Nel corso dell’ispezione hanno trovato un appendiabiti con una decina di giacche su cui […]

Economia

Presentata la road map

Piano energia e clima, entro il 2025 l’Italia fuori dal carbone

Decarbonizzazione, efficienza, sicurezza energetica, sviluppo del mercato interno dell’energia, ricerca innovazione e competitività. Queste le 5 linee d’intervento che compongono il nuovo Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima 2030 (Pniec) presentato ieri dai ministri dello Sviluppo economico, Ambiente e Trasporti, Di Maio, Costa e Toninelli, Un provvedimento che consentirà all’Italia di uscire dal […]

Editoria/2

“La crisi al Giornale è la fine del berlusconismo”

La chiusura a Roma – Malumori tra i cronisti: “Nemmeno Silvio crede più in un rilancio di FI”

di
Editoria/1

Cassa integrazione, il bancomat della Mondadori

In crisi – L’azienda ha chiesto nuovi ammortizzatori sociali all’Inpgi, che già non se la passa bene, presentando scarse argomentazioni

Italia

negli incidenti morì “dedè”

Scontri a San Siro, condannati 5 ultrà di Inter e Varese

Cinque ultrà dell’Inter e del Varese condannati per rissa e lancio di oggetti pericolosi. È finita così la prima tranche del processo, celebrato con rito abbreviato, per alcuni dei protagonisti degli scontri del 26 dicembre, poco lontano da San Siro, durante cui Daniele “Dedè” Belardinelli morì travolto da un’auto. La pena più alta (3 anni […]

il ritratto

Lunga vita al vecchio Trap, il Gran Signore del Pallone

Giovanni Trapattoni, 80 anni – Fischi popolani, inglese maccheronico, interviste mitiche: ha segnato un’epoca senza mai tradire le sue origini

Anche la Federcalcio incontra la Cina: ci va persino Bogarelli

L’ex n.1 di Infront sarà il nuovo advisor Figc (e va al bilaterale per gli affari in Asia)

Mondo

L’intervista – Lulzim Basha

“No all’Albania paradiso di droga e riciclaggio”

Il capo dei dem e leader dell’opposizione al premier Edi Rama: “Lui è complice, si dimetta”

maccartismo

Usa, la lista nera di Trump: 59 nemici schedati e spiati

Operazione Secure Line: 37 arresti fra giornalisti e attivisti che seguivano la carovana migrante verso il Messico

L’intervista

“Brexit è stato un sintomo, May ha diffuso la malattia”

Anthony Cartwright – L’autore de “Il taglio”: “La politica si è concentrata sul divorzio dalla Ue al posto di risolvere i problemi che l’hanno causato”

Cultura

Novità

“La verità sul caso Harry Quebert”: come la serie tv intacca il mistero

La trasposizione del libro di Dicker è molto (troppo) fedele, ma non dà profondità ai personaggi

In libreria

Ascoli & C., le città invisibili del fantasioso Manganelli

Dopo i reportage dello scrittore da Abruzzo, Toscana, Milano e Roma, Adelphi pubblica il ritratto della città marchigiana, insieme a dieci cartoline di Pericoli

Ventennio

Quando c’era lui, i treni (non) erano puntuali

Tutte le bufale che tornano sul Duce e i suoi

di

L'articolo In Edicola sul Fatto Quotidiano del 21 Marzo: Roma, arrestato il presidente M5S dell’Assemblea: sarà espulso proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cronaca
Bus in fiamme a Milano, il racconto del carabiniere “eroe”: “Così siamo riusciti a salvare quei bambini”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 21:09:39 +0000

Quei bambini che “bussavano sui vetri, battevano, chiedevano aiuto“, “l’attentatore che aveva già rimesso in moto il bus, perché aveva capito che stavano uscendo” e gli studenti che, nel frattempo, riuscivano finalmente a “saltare fuori”, dopo che “avevamo rotto dei vetri coi bastoni in dotazione”, mentre “il mezzo era già in fiamme“, e una volta in strada c’era “chi piangeva e altri di loro che gridavano ‘vittoria, ce l’abbiamo fatta’”. Così il maresciallo Roberto Manucci, comandante dei carabinieri di Paullo (Milano), e uno di quei “sei militari straordinari” che hanno salvato oltre 50 vite, ha raccontato come sono riusciti a portare via quei ragazzini dalla follia di Ousseynou Sy, l’autista che ha dirottato quel bus, “con due seconde medie che dovevano andare semplicemente dalla scuola alla palestra”.

“Quando la centrale ci ha dato l’informazione siamo usciti – ha raccontato Manucci, 49 anni, padre di due ragazzi più o meno della stessa età di quelli tenuti in ostaggio -. Arrivati sulla Paullese, io e un collega ci siamo adoperati subito per salvare i ragazzi che bussavano e chiedevano aiuto”. Poco prima l’autista del bus, come hanno spiegato anche il comandante provinciale dei carabinieri di Milano Luca De Marchis e il tenente Valerio Azzone, a capo della compagnia di San Donato, aveva già speronato due macchine dei militari che lo avevano “intercettato” all’altezza di Pantigliate dopo l’allarme dato da uno dei ragazzini. E poi più avanti “un’altra ancora gli ha sbarrato la strada”, anche se lui ha cercato di proseguire, di andare avanti fino a che il pullman non ha sbattuto contro un jersey. “Il mezzo era già in fiamme, mentre alcuni bambini erano ancora dentro“, ha spiegato De Marchis raccontando quei momenti drammatici.

Abbiamo azionato una manopola di sicurezza, altri colleghi hanno rotto i vetri coi loro bastoni in dotazione – ha raccontato ancora Manucci – e i ragazzi sono saltati fuori, mentre l’attentatore riprendeva la marcia perché aveva capito che stavano uscendo e a quel punto sono iniziate anche le fiamme”. Mentre l’autista “veniva immobilizzato” da altri militari, “la nostra priorità era capire se i bambini erano usciti tutti, perché il fuoco aumentava. Mi ha colpito – ha detto ancora – la forza di quei ragazzini che volevano solo uscire e salvarsi, noi avevamo ancora paura che qualcuno fosse rimasto dentro”. Una volta fuori, anche con “escoriazioni” perché erano saltati dal bus ancora in movimento, “qualcuno di loro piangeva, qualcuno gridava ‘vittoria’ dalla gioia”.

L'articolo Bus in fiamme a Milano, il racconto del carabiniere “eroe”: “Così siamo riusciti a salvare quei bambini” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Politica
Sblocca cantieri, in consiglio dei ministri fumata grigia: ok a decreto “salvo intese” Europee e amministrative, insieme il 26/5
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 20:42:32 +0000

L’intesa politica ancora non c’è. Dal Consiglio dei ministri arrivano il decreto sulla Brexit, che contiene le nuove norme che alla vigilia dell’intesa sulla Via della seta rafforzano la golden power per il 5G, e il via libera al decreto “Sblocca cantieri“. Ma per entrambi vale la dicitura”salvo intese“. Quindi nei fatti nessuno dei due è blindato e tutto è ancora da definire. Il Cdm ha anche dato il via libera all’election day: il 26 maggio si voterà per le europee e le amministrative.

Sul decreto che dovrebbe velocizzare la realizzazione delle opere pubbliche manca ancora l’accordo nel governo. La tensione a Palazzo Chigi è palpabile. E ministri di M5s e Lega già litigano anche sul decreto per la crescita, che il premier Giuseppe Conte annuncia per la prossima settimana. “Rischiamo di approvare un decreto Blocca cantieri, senza la s”, lamenta la Lega. E Matteo Salvini, che al Cdm giunge assai irritato, elenca le cose che “mancano” nel testo preparato da Danilo Toninelli con la supervisione di Conte. Il premier media, smussa. “Si parte divisi per colpire uniti”, dice. Ma il braccio di ferro tra M5s e Lega è durissimo e lo scontro minaccia di proseguire per giorni. Questo perché l’atteso vertice a tre di Conte con Salvini e Luigi Di Maio per sciogliere i nodi politici non c’è stato. E questo non aiuta in Cdm. I nodi sono tanti e tali, che la riunione inizia dopo pranzo per essere quasi subito sospesa e poi aggiornata (anche causa impegni di Conte) alla serata.

La dicitura “salvo intese” lascia quindi spazio a successive modifiche, “non per divergenze bensì per motivi tecnici”, aveva spiegato in giornata Conte. Che in serata ha espresso soddisfazione su Twitter: “Approvato il dl #sbloccacantieri. L’avevamo promesso. Ora acceleriamo la realizzazione delle opere pubbliche, semplificando le norme, nominando commissari con adeguati poteri, andando sul territorio, cantiere dopo cantiere. Il Governo farà di tutto per far ripartire il Paese”.

Il governo ha approvato con la stessa formula anche il decreto per parare i colpi in caso di uscita del Regno Unito dall’Ue senza un accordo. Lì vengono inserite le norme sul golden power che rafforzano la tutela sull’infrastruttura G5 prevedendo l’obbligo di notifica anche per gli acquisti per la realizzazione e gestione delle reti, quando posti in essere da soggetti extra-Ue. Una norma erga omnes, ma che serve a placare i timori emersi anche in ambienti Usa su Huawei, in vista del memorandum di intesa con la Cina che sarà firmato sabato a Roma.

Il decreto Brexit è una “corsia preferenziale” scelta per la golden power, rispetto al più travagliato “Sblocca cantieri”, che potrebbe richiedere, sottolineano i leghisti, ancora molte giornate di lavoro. E la formula “salvo intese” lascia aperto lo spazio di inserire in quel testo alcune norme per la crescita che i leghisti avrebbero voluto introdurre già nel decreto cantieri.
Se ne parla brevemente in Cdm: Giovanni Tria spinge perché prima del Def venga varata una serie di misure su investimenti e fisco in grado di dare impulso a un’economia in forte rallentamento. Fitch abbassa la stima del Pil nel 2019 di un intero punto, dall’1,1% all’0,1%: bisogna reagire. Ma pure Luigi Di Maio sta lavorando a un suo pacchetto crescita. Le misure dovrebbero essere fuse in un unico, “corposo”, decreto.

Ma dal primo confronto in Cdm emergono nodi, secondo il M5s, su misure come Pir (Piani individuali di risparmio) e superammortamento. Da una parte Tria e ministri leghisti, dall’altra i pentastellati. Si discute sulle proposte di Di Maio sul venture capital. E, extra Cdm, Massimo Garavaglia rilancia: bisogna “mettere altri 450 milioni per gli enti territoriali e ampliare la semplificazione degli appalti. Per le aziende si può fare di più, ampliare la deducibilità dell’Imu, sistemare la mini-Ires”, afferma.

Tutta aperta, secondo la Lega, è la partita dello Sblocca cantieri. Salvini fa ingresso in Cdm visibilmente irritato. “Così non si sblocca niente“, lo sentono dire. Davanti alle telecamere lo dice chiaro e tondo: “Mancano tante opere da sbloccare. E manca un sostanzioso incentivo alla ripartenza dell’edilizia privata”. E’ il pacchetto per la “rigenerazione urbana” che secondo il M5s conteneva un condono: “Nessun condono ma devono ripartire manutenzioni, messe a norma, adeguamenti ambientali e antisismici, con sconti alle famiglie. Se non riparte l’edilizia, non riparte l’Italia”. Fino all’ultimo si cerca una mediazione su punti come i commissari per le opere, con l’ipotesi di due supercommissari per Anas e Fs. E anche sull’elenco delle opere da sbloccare (potrebbe non esserci, per lasciare maglie più ampie alle norme). Il testo approvato in Cdm, difeso dal M5s e attaccato dalla Lega, potrebbe ancora cambiare.

L'articolo Sblocca cantieri, in consiglio dei ministri fumata grigia: ok a decreto “salvo intese” Europee e amministrative, insieme il 26/5 proviene da Il Fatto Quotidiano.

Politica
Decretone, ok alla Fiducia alla Camera. Per il governo 323 sì. Il testo torna al Senato
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 20:23:58 +0000

L’Aula della Camera ha approvato la fiducia al decretone che introduce reddito di cittadinanza e quota 100 per la pensione. I sì sono stati 323, i no 247 e 4 astenuti. Ora si passa agli ordini del giorno, giovedì mattina ci sarà il voto finale sul provvedimento che poi dovrà tornare al Senato per la terza lettura, dopo che il testo è stato emendato nei giorni scorsi con l’introduzione di modifiche alla platea che riceverà la pensione di cittadinanza e l’aumento dell’assegno per le famiglie con disabili, oggetto in verità di pesanti polemiche per l’esiguità dell’incremento, fissato in 50 euro.

Ecco le principali modifiche introdotte con il passaggio a Montecitorio che ora dovranno essere definitivamente confermate da Palazzo Madama

OBBLIGO LAVORO SOLO CON SALARIO DA 858 EURO – L’ottica del salario minimo, nuovo obiettivo dei 5S, si proietta sul reddito. L’obbligo di accettare un’offerta congrua scatterà solo se il salario supererà del 10% il beneficio massimo, quindi 78 euro in più di 780 euro. Le offerte potranno essere destinate anche a chi un lavoro già lo ha ma rientra nella categoria dei cosiddetti working poor, chi cioè è povero ma non disoccupato.
STRETTA SU FURBETTI DIVORZIO – Contro il fenomeno delle false separazioni per rientrare negli standard del reddito è stata introdotta una norma ad hoc: per le separazioni e i divorzi avvenuti dopo il primo settembre servirà un verbale dei vigili. Intervento anche sui genitori single: anche se madre e padre non sono né sposati né conviventi, l’Isee dovrà essere comprensivo di entrambe le situazioni patrimoniali e reddituali.
REQUISITI PIU’ STRETTI PER STRANIERI – Gli extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. Reddito e pensione non si potranno peraltro richiedere se si posseggono case da oltre 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.
DISABILI E GENITORI CON FIGLI PICCOLI – I genitori di minorenni saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo entro 250 km dalla residenza e non più in tutta Italia, anche in caso di terza offerta. Per le famiglie (numerose) con disabili sono state invece ritoccate le scale di equivalenza, facendo lievitare il beneficio massimo di 50 euro.
STATO NON VEDRA’ LE SPESE, PENSIONE ANCHE CASH – Per tutelare la privacy dei beneficiari, le singole spese effettuate con la card del reddito non potranno essere monitorate. Il vincolo, pensato per evitare che il denaro ricevuto venga speso in gioco d’azzardo, salta di fatto anche per le pensioni, che potranno essere erogate in contanti e non solo sulla carta Rdc.
NIENTE BENEFICI PER CHI HA GUAI CON LA GIUSTIZIA – Reddito e pensione vengono sospesi non solo in caso di condanna definitiva e di latitanza (così come disposto anche per il normale assegno previdenziale), ma anche se si è solo indagati o imputati.
INCENTIVI ANCHE PER APPRENDISTI, MAXISANZIONI PER NERO – Il bonus per l’assunzione di beneficiari del reddito varrà anche per i contratti di apprendistato, non più solo a tempo pieno e indeterminato. Verrà invece revocato in caso di licenziamento entro 3 anni dall’assunzione. Le sanzioni incrementate del 20% contro il lavoro nero di stranieri irregolari e minori sono estese anche all’impiego sommerso dei beneficiari del reddito.
ACCORDO CON LE REGIONI SUI NAVIGATOR – Dal 2020 gli enti potranno assumere 3.000 persone (rispetto ai 6.000 precedenti) da destinare ai centri per l’impiego e dal 2021 ulteriori 4.600, anche per stabilizzare i propri precari. Il costo è 120 milioni nel 2020 e 304 milioni dal 2021. Al potenziamento dei centri per l’impiego vengono destinati ulteriori 340 milioni in tre anni.
NIENTE TETTO D’ETA’ PER RISCATTO LAUREA – Le agevolazioni previste scatteranno anche per gli over 45. Resta però il limite temporale del 1996: la detrazione del 50% scatta solo per coloro che sono “privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995”.
ANTICIPO TFS STATALI FINO A 45.000 EURO – Per i dipendenti pubblici in pensione con quota 100 l’anticipo del trattamento di fine servizio sale da 30.000 a 45.000 euro. Potrà essere richiesto anche dagli statali già in pensione.
PIÙ TEMPO PER LA PACE CONTRIBUTIVA – I ‘buchi’ potranno essere coperti e saldati in dieci anni, con 120 rate mensili, non più in 5 anni con 60 rate.
ADDIO FINESTRE PER PENSIONAMENTO LAVORATORI GRAVOSI – Per l’accesso all’ape social e alla pensione con quota 41 a chi esercita professioni gravose non servirà più aspettare la finestra di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
ASSUNZIONI NELLA SANITÀ PER COPRIRE BUCHI QUOTA 100 – Gli enti e le aziende del servizio sanitario nazionale potranno avviare le procedure per l’assunzione anche per coprire le uscite in corso d’anno. Da luglio via libera anche ad oltre 500 assunzioni ai Beni culturali.

L'articolo Decretone, ok alla Fiducia alla Camera. Per il governo 323 sì. Il testo torna al Senato proviene da Il Fatto Quotidiano.

Politica
Agenzia Spaziale Italiana, Bussetti ha scelto: per la nomina di Giorgio Saccoccia alla presidenza manca solo ufficialità
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 20:20:27 +0000

Un mese. Tanto ci ha impiegato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per scegliere il nuovo presidente dell’Agenzia spaziale italiana all’interno della cinquina proposta dal comitato di esperti nominato dal governo. Il successore del commissario Piero Benvenuti alla guida dell’Asi sarà l’ingegnere Giorgio Saccoccia. Manca solo l’ufficializzazione, ma secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it la firma sul decreto di nomina arriverà nelle prossime ore. Nato l’11 gennaio 1963 a Belluno, una laurea in ingegneria aerospaziale a Pisa e un master in business administration in Olanda, Giorgio Saccoccia è attualmente a capo del settore propulsione spaziale dell’Estec, il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale: si tratta del principale centro di ricerca e sviluppo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per i veicoli spaziali e per la tecnologia spaziale in genere. Tradotto: una pietra miliare della scienza a livello mondiale.

Capacità scientifiche e manageriali, insomma: esattamente quello che chiedevano i nuovi requisiti fatti inserire dal governo Lega-M5s nel bando per la candidatura alla poltrona che fino al 6 novembre scorso è stata di Roberto Battiston. A cui, vale la pena sottolinearlo, Saccoccia è considerato vicino, non solo per posizioni scientifiche. Il particolare non è di poco conto. Perché se è vero, come è vero, che il governo ha voluto fortemente alla guida dell’Asi un presidente con capacità manageriali, è innegabile che la cinquina di nomi proposta dal comitato di esperti (coordinato da Amalia Ercoli Finzi e composto da Alessandra Rotundi, Ezio Bussoletti, Andrea Maltoni e Mauro Ferrari) non ha fatto fare i salti di gioia a chi lo aveva nominato.

Tra forti tensioni interne e diversità di vedute, i cinque hanno inviato sul tavolo del titolare del Miur una lista con nessun nome chiaramente assimilabile alla Lega (che nel governo per quanto riguarda le questioni spaziali è nettamente predominante rispetto al M5s) e con più della metà dei prescelti considerati vicini (o molto vicini) al Partito democratico o al tanto odiato Battiston. Il commento migliore è stato di un esponente di spicco del Carroccio, che a ilfattoquotidiano.it ha ammesso che quella autonomia della scienza per cui il governo è stato molto criticato, alla fine ha partorito una rosa di nomi davvero poco leghista.

Questa circostanza, inoltre, spiegherebbe i circa 30 giorni di tempo (il lavoro della commissione di esperti è finito il 19 febbraio scorso) che il ministro Bussetti si è preso per decidere. Alla fine la scelta è caduta su Giorgio Saccoccia, personalità di alto livello, nonché manager e scienziato molto considerato non solo a livello internazionale ma anche in Italia, dove può vantare rapporti solidi (di stima professionale, s’intende) con importanti gruppi industriali leader nel settore dello spazio. Che nelle prossime ore, dopo la fine del commissariamento Benvenuti-Cinque, è finalmente uscito dall’impasse. Sempre che il Tar non faccia saltare il banco, giudicando vincente il ricorso dell’ex presidente Battiston contro la sua estromissione dall’Asi. L’udienza decisiva si è tenuta il martedì 19 marzo, la sentenza sarà pubblicata entro 45 giorni. E se Battiston dovesse perdere, di certo potrà consolarsi: a guidare l’Agenzia spaziale c’è un amico.

L'articolo Agenzia Spaziale Italiana, Bussetti ha scelto: per la nomina di Giorgio Saccoccia alla presidenza manca solo ufficialità proviene da Il Fatto Quotidiano.

Giustizia & Impunità
Imane Fadil, primi risultati su radiottività attesi per giovedì. Sentiti dai pm i familiari della testimone del caso Ruby
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 19:10:07 +0000

I primi risultati sull’eventuale presenza di radioattività sul corpo di Imane Fadil arriveranno solo nel pomeriggio del 21 marzo. Lo si apprende da fonti investigative alla fine della giornata in cui sono cominciati i primi atti relativi all’autopsia sul corpo della testimone del caso Ruby, morta in circostanze tutte da accertare il primo marzo scorso. Oggi infatti, all’obitorio di Piazzale Gorini sono stati eseguiti i primi rilievi sugli organi interni, quelli che tecnicamente vengono chiamati carotaggi, poi inviati ad un centro altamente specializzato per essere analizzati da un equipe ad hoc.

Quindi i consulenti della procura e gli esperti di Medicina legale forniranno i risultati ai pm titolari dell’inchiesta, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio. Gli esami, che saranno complessi e richiederanno più livelli di valutazione, se accerteranno la presenza di sostanze radioattive, renderanno molto più complicato poi procedere con l’autopsia in quanto sarà necessario prendere precauzioni per salvaguardare i medici e serviranno strumentazioni complesse. In caso contrario, invece, si punterà a verificare altre due ipotesi al vaglio della Procura, ossia l’avvelenamento da metalli, in particolare cadmio, antimonio e cromo trovati in quantità superiore ai parametri normali (anche se per gli esperti non a livelli compatibili con un quadro di “intossicazione acuta”) o la morte naturale per una rara malattia autoimmune (all’Humatitas le venne diagnosticato il ‘Lupus‘).

La modella aveva denunciato ai familiari e agli avvocati di temere un avvelenamento il 12 febbraio, quando era ricoverata all’Humanitas di Rozzano. I primi sintomi di una grave disfunzione al midollo, invece, Imane li aveva accusati circa una settimana prima del suo ricovero, avvenuto il 29 gennaio scorso. Nell’inchiesta sulla misteriosa morte gli inquirenti hanno già ascoltato a verbale i familiari della modella. Intervistati in esclusiva da Fatto Quotidiano i familiari della ragazza hanno detto di sapere con chi aveva cenato la ragazza prima di sentirsi male.

I parenti hanno riportato ai pm i racconti di Imane, visto che la ragazza aveva confidato il timore di essere stata avvelenata, dopo che i medici le fecero delle analisi sulla presenza di arsenico. Investigatori e inquirenti stanno anche analizzando le chat del telefono della 34enne per ricostruire i contatti che la giovane aveva nell’ultimo periodo. L’obiettivo di pm e squadra mobile è ricostruire a ritroso, le settimane precedenti all’arrivo della giovane in pronto soccorso.

Intanto il procuratore aggiunto Siciliano e i pm Antonia Pavan e Luca Gaglio hanno convocato Souad Sbai, ex deputata del Pdl e presidente dell’Associazione donne marocchine in Italia.  Gli inquirenti hanno deciso di sentire l’ex parlamentare anche in seguito alle sue dichiarazioni sull’esistenza di una “pista marocchina” dietro alla morte della modella marocchina. “Sapeva tanto. Probabilmente aveva deciso di fare un passo indietro. E l’hanno uccisa”, ha detto Sbai. “Io mi occupo delle donne musulmane in Italia da 15 anni e continuo a farlo. Voglio solo sapere la verità, sapere come è morta Imane, chi è il colpevole”, ha aggiunto lasciando il palazzo di giustizia l’ex deputata, secondo la quale “una inchiesta anche in Marocco va fatta”.  Intanto cresce l’attesa per l’esito dei primi esami in modo di capire se nel corpo della modella ci siano o meno sostanze radioattive

L'articolo Imane Fadil, primi risultati su radiottività attesi per giovedì. Sentiti dai pm i familiari della testimone del caso Ruby proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cronaca
Milano, sequestra bus con 51 studenti a bordo e appicca il fuoco. Carabinieri bloccano il mezzo e salvano i ragazzi. Il procuratore Greco: “Strage con aggravante del terrorismo”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:45:40 +0000

Ha sequestrato l’autobus che guidava con a bordo 51 studenti della scuola media Vailati di Crema che stavano andando in palestra e ha imboccato la strada che porta a Linate. Voleva fare una strage: “Voglio farla finita, di voi non si salverà nessuno, vanno fermate le morti nel Mediterraneo” è la frase che, secondo i testimoni, ha urlato Ousseynou Sy, 47 anni, senegalese, autista in servizio per le Autoguidovie di Crema. Alcuni studenti presenti sull’autobus, però, hanno capito cosa stava succedendo e hanno avvisato con i loro cellulari i genitori che, a loro volta, hanno girato l’allarme al 112 dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno subito predisposto alcuni posti di blocco lungo il tragitto. Ousseynou Sy è stato intercettato da tre pattuglie dei Carabinieri sulla strada provinciale 415 che collega Pantigliate a San Donato Milanese, in provincia di Milano. Non si è fermato e ha speronato una macchina, colpendone poi altre due “senza provocare feriti”. Una volta bloccato, l’uomo è sceso dal pullman con in mano un accendino e ha dato fuoco al mezzo, che prima aveva cosparso con il contenuto delle due taniche di benzina che aveva portato a bordo, minacciando un carabiniere di far esplodere la tanica che reggeva con la mano. Intanto gli altri militari hanno spaccato i finestrini e la porta posteriore riuscendo a portar via tutti i passeggeri prima che il mezzo venisse avvolto dalle fiamme. Nessuno è rimasto ferito, ma quasi tutti i ragazzini e 2 adulti (sul bus erano presenti anche i docenti) sono stati portati in ospedale perché intossicati nel corso del sequestro e nel successivo incendio. Tutto è durato circa 40 minuti e Ousseynou non avrebbe fatto alcuna invocazione all’Islam.

LA CONFESSIONE DELL’AUTISTA: “HO FATTO TUTTO DA SOLO, NON VOLEVO FARE MALE A NESSUNO”
Ousseynou Sy “ha ammesso la premeditazione cioè di aver ponderato da giorni” il gesto compiuto oggi, come ha spiegato in conferenza stampa il responsabile dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili precisando che “ha detto di aver fatto tutto da solo, non ha ricevuto nessuna direttiva e non ha consultato nessuno, ma ha agito in un momento di esasperazione contro la attuale situazione migratoria”. Il pubblico ministero ha poi aggiunto: “Aveva già registrato un video che aveva diffuso tra amici vari, anche in Senegal, per dire ‘Africa sollevati’ e chiedere ai suoi connazionali di non venire più in Europa, ma di punire l’Europa per la sua politica inaccettabile”. Ousseynou Sy ha cercato di sminuire la sua azione dicendo che “non voleva fare male a nessuno e voleva arrivare a Linate e da lì prendere un aereo e scappare in Senegal”, ha spiegato ancora Nobili parlando del tentativo di strage compiuto dall’uomo che ha detto di averlo fatto perché “esasperato dall’attuale situazione migratoria“.”È stata una mia scelta personale, non ne potevo più di vedere bambini sbranati da squali nel Mediterraneo, donne incinte e uomini che fuggivano dall’Africa”: sono alcune delle parole che l’uomo ha detto ai pm nel corso dell’interrogatorio da cui è emerso anche che non è legato all’Isis né ad altre organizzazioni terroristiche di matrice islamica. Con sé l’uomo aveva anche un coltello da cucina: Alcuni ragazzini – hanno aggiunto gli inquirenti – hanno detto di aver visto spuntare dalla cintola dell’uomo il calcio di una pistola che per il momento non è stata ritrovata”.

IL PROCURATORE GRECO: “SI INDAGA PER STRAGE E SEQUESTRO DI PERSONA CON AGGRAVANTE DEL TERRORISMO”
“È stato un miracolo, poteva essere una strage, sono stati eccezionali i Carabinieri sia a bloccarlo che a tirare fuori tutti i bambini”: parola del procuratore di Milano Francesco Greco, dopo essersi recato sulla Paullese dove un pullman è stato sequestrato e incendiato. “Il fascicolo è stato aperto per strage e sequestro di persona, con l’aggravante del terrorismo“, ha aggiunto, precisando che Ousseynou Sy dovrà rispondere anche di incendio e resistenza. L’aggravante del terrorismo gli è stata contestata perché, come ha spiegato il capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili che coordina le indagini assieme al pm Poniz, ha commesso un gesto che ha creato panico nella popolazione. Oltretutto, il fatto che l’uomo abbia appiccato il fuoco all’autobus, fa ritenere che sia un’azione “organizzata, premeditata”, ha spiegato ancora il procuratore Greco, che ha sottolineato anche che “l’intento stragista era partito e l’uomo stava per dare fuoco come poi ha fatto al pullman”. Ousseynou Sy teneva in particolare “due bambini accanto a sé” in ostaggio “con un accendino in mano”, ha aggiunto Greco, il quale ha spiegato anche che l’uomo, guidando il bus, ha speronato anche una macchina con a bordo un padre e un bambino. La macchina “ha preso fuoco” ma il padre con in braccio il bambino sono usciti in tempo.

Il pm Luca Poniz e il capo del pool dell’antiterrorismo, Alberto Nobili, che indagano sul caso stanno cercando di capire come abbia fatto l’uomo, con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza, a svolgere l’attività di autista di bus. Una circostanza, quella dei precedenti per abusi, smentita però dal comandante provinciale dei carabinieri: “Non ci risultano precedenti specifici di questa matrice”. Sy potrebbe essere interrogato già oggi dagli inquirenti.

NESSUN FERITO GRAVE, MA TANTI INTOSSICATI
“Ousseynou Sy lo conoscevamo” ha spiegato uno degli insegnanti che era con i ragazzi e che ora si trova con loro all’istituto comprensivo Margherita Hack di San Donato. Non era quindi la prima volta che guidava un autobus con a bordo gli studenti. “Voleva arrivare sulla pista di Linate” ha aggiunto, spiegando che ce l’aveva con il governo per le politiche sui migranti. Ventitrè passeggeri sono stati ricoverati in diversi ospedali. In particolare, tre studenti in codice verde al San Raffaele, un adulto in codice giallo all’ospedale di Melegnano insieme ad altri 6 studenti in codice verde. Un ragazzo in codice giallo è stato curato al Fatebenefratelli insieme a 6 compagni in giallo mentre altri 3 ragazzi in codice verde sono stati portati al San Paolo. “Ero presente personalmente sulla Sp415, a pochi metri dall’incendio al bus appiccato da Ousseynou Sy. Ho visto i ragazzini abbracciarsi tra di loro e piangere, ho visto le fiamme alte e il fumo denso. Era uno scenario apocalittico”, ha raccontato il consigliere regionale Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Pirelli.

CHI È L’AUTISTA SEQUESTRATORE
Sposato e poi separato con un donna italiana, regolare cittadinanza italiana dal 2004, due figli di 12 e 18 anni, Sy aveva qualche precedente penale del 2007 e del 2011: di sicuro guida in stato di ebbrezza, ma non – come emerso in un primo momento – violenza sessuale su minori. L’uomo ora si trova in stato di fermo all’ospedale di San Donato, dove è stato trasferito dopo un primo ricovero al San Paolo: i carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione in cui viveva da solo. Le forze dell’ordine, tuttavia, hanno smentito che Ousseynou Sy fosse armato e che avesse legato i ragazzini. “La cosa importante è la felice risoluzione di un evento, che poteva portare a un epilogo tragico, grazie al coraggio dei ragazzi che sono stati veramente bravi”: ha detto Luca De Marchis, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano.

IL RACCONTO DEI TESTIMONI: “CI HA SEQUESTRATO I TELEFONI”
“Ci ha ammanettati e ci minacciava. Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati” ha detto una ragazzina presente sull’autobus. Simile il racconto di una sua compagna di classe: “Ci ha preso i telefoni ma un compagno è riuscito a tenerlo – ha raccontato – Eravamo ammanettati con le fascette da elettricista. Ci diceva che non succederà niente e ogni volta minacciava di versare la benzina“, ha spiegato uscendo dalla palestra dell’Istituto Margherita Hack. La zia di un’altra delle alunne che erano sul bus ha raccontato che la nipote le ha riferito “che il sequestratore ha detto agli insegnanti di legare i bambini, ha sequestrato tutti i telefoni“. “Ha detto anche che voleva andare a Linate“, ha confermato la donna. “Ora i bambini – ha concluso – sono più tranquilli di noi”. 

I GENITORI AVVISATI DALLA SCUOLA
“La nostra scuola ci ha chiamati dicendo che era stato sequestrato il pulmino, in modo vago, ma ci hanno rassicurati subito e hanno detto che i ragazzi stavano tutti bene”, ha aggiunto il padre davanti alla palestra a San Donato dove sono ora i bambini. La coppia non conosceva personalmente Sy, ma “probabilmente era il solito autista che li accompagnava in palestra per educazione fisica“, hanno spiegato i genitori. Alla Vailati c’è stato tutto il pomeriggio un via vai di genitori che volevano essere rassicurati dagli insegnanti: “La scuola domani è aperta – ha spiegato la direttrice didattica Cristina Rabbaglio – poi saranno i genitori a scegliere se mandare i propri figli in considerazione del turbamento che hanno subito. La scuola, per assistere psicologicamente i ragazzi, ha già avviato un percorso con gli esperti delle prefettura di Cremona”.

VIMINALE VALUTA REVOCA CITTADINANZA A SY, SALVINI: “POTEVA ESSERE STRAGE”
Il Viminale è al lavoro per verificare la possibilità di togliere la cittadinanza italiana al senegalese che ha dirottato e bruciato un pullman a San Donato Milanese. “I pm – spiega il ministero – hanno parlato di ipotesi terrorismo ‘perché ha creato panico’. L’eventualità di togliere la cittadinanza è contemplata dal Decreto sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini segue direttamente la vicenda”. E proprio lo stesso vicepremier ha commentato così la vicenda su Facebook:”Ousseynou Sy li ha legati e minacciati urlando: ‘Da qui non esce vivo nessuno!’. Ma come si fa??? Poteva essere una strage, fortunatamente tutti salvi i 51 ragazzi: è stato un miracolo ma da ministro dell’Interno domani invierò una circolare a tutti i sindaci: chi lavora con il pubblico, specie con i ragazzini, porti la fedina penale. Serve il certificato penale obbligatorio. Voglio sapere chi gli ha messo in mano quell’autobus”. Salvini ha poi definito l’autista “una bestia ignorante“.

Anche l’altro vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto sulla vicenda: “Un uomo oggi ha dirottato un bus pieno di bambini, legandoli uno ad uno con delle fascette da elettricista e poi ha dato fuoco al mezzo – ha scritto in un post su Facebook -. Grazie al cielo la prontezza e il coraggio dei Carabinieri e delle nostre forze di polizia ha fatto in modo che nessuno degli studenti restasse ferito in modo grave. Se è stata evitata una strage, è solo grazie a loro, ai nostri Carabinieri, alle donne e agli uomini in uniforme che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza. Il Paese è orgoglioso di voi, io per primo sono orgoglioso di voi! Un abbraccio ai ragazzi coinvolti e alle loro famiglie”.

IL SINDACO SALA: “ATTO GRAVISSIMO”
“Sto seguendo le notizie che arrivano da San Donato Milanese: un atto gravissimo, ma fortunatamente non dovrebbero esserci feriti gravi. La mia vicinanza agli studenti coinvolti e un ringraziamento sentito alle forze di Polizia per la tempestività e l’efficacia del loro intervento”, ha scritto su Twitter il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando la notizia.

IL RACCONTO DEL CARABINIERE “EROE”
I bambini bussavano sui vetri, battevano, chiedevano aiuto e noi siamo riusciti a tirarli fuori, mentre l’attentatore aveva già rimesso in moto il bus, perché aveva capito che dei bambini stavano uscendo. Con il mio collega mi sono occupato della salvaguardia dei ragazzi, di farli uscire dell’autobus dalla porta posteriore e dai vetri infranti. La mia preoccupazione è stata quella di verificare che nessuno fosse rimasto all’interno mentre l’autobus bruciava. Con i professori e la bidella abbiamo fatto l’appello e fortunatamente erano tutti salvi. Alcuni bambini mi hanno abbracciato, qualcun altro mostrava delle esultanze come con un gol, qualcuno mi ha ringraziato”. Così il maresciallo capo Roberto Mannucci ha ricostruito le fasi che hanno portato all’arresto di Ousseynou Sy.

L'articolo Milano, sequestra bus con 51 studenti a bordo e appicca il fuoco. Carabinieri bloccano il mezzo e salvano i ragazzi. Il procuratore Greco: “Strage con aggravante del terrorismo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Politica
De Vito arrestato, crolla l’opposizione interna alla Giunta Raggi. Ora l’incognita è l’iter per il nuovo stadio della Roma
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:39:08 +0000

Il Campidoglio trema, ma Virginia Raggi spingerà per andare avanti. Almeno per ora. Servirà un confronto con la maggioranza e con i vertici pentastellati. E per questo le prossime 72 ore saranno decisive. Ma se è vero che qualcuno spinge per una “soluzione-Polverini” (la governatrice del Lazio che nel 2012, dopo l’esplosione dello scandalo sui rimborso, andò in Consiglio regionale a dimettersi al grido di “ve manno a casa tutti”), è altrettanto noto all’interno del Movimento – e non solo – che, stando così le cose, con gli arresti di Marcello De Vito e dell’ “influencer” Gianluca Bardelli, a crollare è l’opposizione interna a Virginia Raggi. Quella più netta e rancorosa. E questa verità, dalle parti di Luigi Di Maio e Davide Casaleggio cosi come nelle riunioni di maggioranza, non potrà non contare. Anzi. “È la pagina più brutta del Movimento Cinque Stelle”, ha riferito il consigliere M5S, Pietro Calabresi, uno dei più vicino alla sindaca: “Eventualmente stiamo parlando di una mela marcia. La Giunta andrà avanti? Lasciateci fare le valutazioni, nessuno ha fatto questo tipo di considerazioni”. La stessa Raggi, dicendosi “su tutte le furie“, conferma: “È noto che Marcello De Vito, come Roberta Lombardi, non mi amassero”.

IL QUADRO POLITICO – Dovranno essere d’accordo i consiglieri, ovviamente. E non solo. Il quadro di partenza, nel 2016, vedeva almeno una decina di “lombardiani” – De Vito era molto vicino all’ex deputata, leader riconosciuta degli “ortodossi” romani e dei meetup – presenti nel gruppo consiliare, sebbene con il passare del tempo il quadro sia mutato. A ieri, i fedelissimi rimasti erano l’ex capogruppo Paolo Ferrara e altri esponenti minori come Sara Seccia e Angelo Sturni. Ma è noto come nel M5S romano, i posizionamenti siano molto più fluidi rispetto agli altri partiti. Certo, le variabili politiche sono tante e imprevedibili. Dal Campidoglio trapela preoccupazione. “Se resta così, la situazione è gestibile. Ma se spuntano cose strane su altre persone vicine a Virginia, diventa complicata”, spiegano dal secondo piano di Palazzo Senatorio. Il riferimento, in particolare, è a Daniele Frongia e Luca Montuori, assessori rispettivamente allo Sport e all’Urbanistica, interlocutori istituzionali (e politici) obbligati – come emerge dall’ordinanza dell’operazione ‘Congiunzione Astrale’ – per portare a dama i progetti di cui De Vito si fa portavoce interessato che riguardano la cittadella del basket all’ex Fiera di Roma e la riqualificazione dell’antica stazione di Trastevere. Dai brogliacci emerge che Luca Parnasi si vantava del “buon rapporto” con Frongia (da sempre nemico giurato di De Vito) e che il presidente dell’Assemblea Capitolina aveva nella capo segreteria di Montuori, Gabriella Raggi – solo omonima della sindaca – un punto di riferimento nell’assessorato. Sia Frongia che Gabriella Raggi non risultano indagati.

PARNASI E IL “TAPPO” DI BERDINI – Il quadro generale che emerge dalle carte è che Marcello De Vito, in qualità di presidente d’Aula, si è fatto portavoce di gruppi di pressione votati allo sblocco di alcuni dossier bollenti presenti in Campidoglio. Ognuno dei quali ha una storia a sé. In primis quelli sponsorizzati da Luca Parnasi, ovvero il progetto dello Stadio dell’As Roma con la sponda di Luca Lanzalone e, in particolare, il trasferimento della sede di Acea Spa presso il business park progettato dai giallorossi a Tor di Valle; e la rivalutazione dell’ex Fiera di Roma, dove Parnasi voleva costruire un polo sportivo-musicale sfruttando la legge sugli stadi (la 147/2013) con un palazzetto da destinare alla Virtus Roma Basket di Claudio Toti (indagato pure lui). Il tappo, in entrambi i casi, era l’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, oppostosi sia alla realizzazione dello stadio giallorosso sia, attraverso una delibera approvata ad agosto 2016, alla presunta speculazione edilizia presso l’area di via Cristoforo Colombo. E per questo motivo bisognava lavorare in Consiglio per superare gli ‘alt’ posti dall’urbanista durante i suoi 7-8 mesi di presenza in Campidoglio.

LA SPINTA DEI PALAZZINARI – Poi ci sono le questioni storiche, legate ad alcuni palazzinari che da sempre operano su Roma. Come i fratelli Pierluigi e Claudio Toti, che agli inizi degli anni 2000 – specie con Veltroni sindaco – oltre a ottenere qualche buon risultato sportivo nel basket con la Virtus Roma, hanno realizzato edifici e centri commerciali in diverse aree della città. Oltre a quel progetto per la riqualificazione degli ex Mercati Generali di via Ostiense su cui, nonostante le pressioni politiche di De Vito, Bardelli e – da quello che emerge dalle carte –  del forzista Davide Bordoni, la giunta pentastellata del Municipio VIII finisce per crollare trascinata via dalle dimissioni del presidente Paolo Pace (poi passato in Fdi). O come il piano per l’ex stazione Trastevere, promosso dall’immobiliarista Giuseppe Statuto, coinvolto nello scandalo su Mps, su cui fino a un mese fa – le ultime intercettazioni sono del 9 febbraio – si concentravano gli sforzi di De Vito e la corrispondenza con gli uffici di Montuori. Tutti dossier di cui ‘mister preferenze’ si era fatto portavoce.

CHE NE SARA’ DELLO STADIO DI TOR DI VALLE? – Se da un lato i romani si chiedono cosa ne sarà della Giunta Raggi, è probabile che in queste ore la prima preoccupazione di un buon 50% dei capitolini sia legato alle sorti dell’impianto giallorosso. Le radio sportive e i blog dall’ora di pranzo stanno rilanciando le parole del procuratore aggiunto Paolo Ielo: “L’As Roma, ora come allora, non c’entra nulla”. A leggere l’ordinanza del gip, non compaiono elementi votati a mettere ulteriori dubbi sull’iter del nuovo progetto – quello “sponsorizzato” dal super consulente Luca Lanzalone – che non siano emersi già nelle inchieste precedenti, se non nel lavoro “politico” di De Vito “per intervenire nell’iter amministrativo relativo alla realizzazione del progetto”. Ma è ovvio che adesso rischia di bloccarsi di nuovo tutto. Entro la primavera, infatti, la variante urbanistica indispensabile per l’avvio dei lavori sarebbe dovuta arrivare in Assemblea Capitolina – attualmente senza guida – ma se fino a qualche settimana fa il gruppo di contrari al progetto in maggioranza era composto da sei elementi, il rischio è che ora nessuno si vorrà più prendere la responsabilità di votare il provvedimento. A maggior ragione a leggere l’ordinanza del gip, dove emerge, fra i tanti elementi messi in luce dai pm, anche il voto positivo alla Delibera di dichiarazione di interesse pubblico per l’impianto di Tor di Valle.

LA MALEDIZIONE DI ‘MISTER PREFERENZE’ – Gli arresti di mercoledì mattina, infine, fanno emergere un altro dato non positivo per la città di Roma. Marcello De Vito, infatti, è il terzo ‘mister preferenze’ di fila a finire in carcere durante il proprio mandato in Aula Giulio Cesare. Il primo fu, nel 2012, Samuele Piccolo, eletto nel 2008 nelle file del Pdl con oltre 12.000 voti e finito in carcere per associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti. A fine 2014, poi, è toccato a Mirko Coratti, come noto coinvolto nell’inchiesta su Mafia Capitale un anno e mezzo dopo essere stato eletto con oltre 6.000 voti in Assemblea Capitolina, al termine di un clamoroso percorso che lo portò da Forza Italia al Pd (in realtà, in quell’elezione la prima degli eletti fu la Dem Estella Marino, ma in realtà molte di quelle preferenze arrivarono sull’onda dell’omonimia con l’allora candidato sindaco, Ignazio). Destino fatale anche a De Vito, anche lui salito al colle capitolino con oltre 6.400 voti. Una statistica poco lusinghiera di cui non si può non tenere conto.

L'articolo De Vito arrestato, crolla l’opposizione interna alla Giunta Raggi. Ora l’incognita è l’iter per il nuovo stadio della Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.

Blog
Volkswagen T-Cross, il city Suv grande due volte: nello spazio e nelle dotazioni
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:35:10 +0000

Completa la gamma della T-Family, sarà in vendita da aprile, con un prezzo di partenza inferiore ai 18mila euro e tante dotazioni di serie incluse.

La Volkswagen T-Cross è compatta ma con tanto spazio all’interno, sia per i passeggeri che per i bagagli. Si inserisce in un segmento affollato, come quello dei B-Suv, su cui tanti produttori stanno già puntando da tempo. Le aspettative sono di un raddoppio dei volumi nei prossimi dieci anni, per un mercato che oggi rappresenta già quasi il 20% di tutte le auto italiane. La T-Roc, sorella maggiore dell’ultima arrivata, è la reginetta del comparto e c’è da aspettarsi che la T-Cross non sarà da meno e farà battere il cuore a tanti perché ha un aspetto grintoso e accattivante che non passa inosservato.

Look

Costruita sullo stesso pianale della Polo Mqb Ao è lunga 4,11 metri: cinque centimetri in più della Polo e 12 in meno rispetto alla T-Cross, larga 1,98 m e alta 1,56, con un passo di 2,55, come quello della Polo. Il design esterno trasmette molta personalità, con l’ampia calandra del radiatore con i proiettori integrati alle estremità. Dietro è l’unica della famiglia ad avere la banda riflettente incorniciata da una mascherina nera che si estende trasversalmente sulla parte posteriore e ha, di serie, i fari a Led. Prodotta a Pamplona per il mercato europeo, è vivace e allegra proprio come la città spagnola dove si svolge la festa di San Firmino. Sarà per questo che, anche in Italia, si è deciso di renderla disponibile nei 12 colori a disposizione, più tre design pack: black, orange e turchese. Non sarà disponibile nella versione bicolor, come invece accade per la T-Cross. Di serie nasce con i cerchi da 16”, non i lega, che sono invece disponibili dagli allestimenti superiori.

Comfort

Tanto lo spazio interno a disposizione, anche per i passeggeri posteriori, che non sono affatto sacrificati. Quello che colpisce è la posizione di guida: ci si trova a 60 centimetri da terra, una caratteristica che piace molto e tra quelle che rendono i Suv così richiesti. Nella Tiguan ad esempio il guidatore è a 62 centimetri da terra. Chi si siede dietro nella T-Cross si trova invece a 65 centimetri da terra: per tutti quindi un’ottima visibilità e la sensazione di dominare la strada, con quanto ne consegue in termini di percezione di sicurezza. Comodissimo il fatto che il divano posteriore possa spostarsi in avanti di 14 centimetri: in questo modo il bagagliaio, che parte da 385 litri, diventa di 455 litri. Se poi si abbattono i sedili lo spazio per il carico diventa di 1.281 litri. Non bastasse, di serie si può abbattere anche il sedile del passeggero e trasportare carichi passanti di 2,40 metri. Il bagagliaio inoltre ha il doppio pavimento e, spostandolo, diventa ancora più profondo.

Tecnologia

T-Cross in Italia sarà disponibile in tre allestimenti: Urban, Style e Advanced. Tutte avranno di serie il display touchscreen da 8” per la gestione del sistema di infotainment e il servizio e-Call, mentre l’Active info display sarà un optional da 410 euro: al quale secondo me si può tranquillamente rinunciare, visto che anche la versione analogica non sta affatto male. Quello invece di cui non si può fare a meno è l’App Connect, il sistema che vi garantisce la possibilità di avere il vostro telefono collegato alla macchina. Potete scegliere uno dei pacchetti che offre la casa, a partire da 700 euro, che include, oltre all’App Connect, anche il Park Pilot e il volante multifunzione, oppure averlo in abbinamento ad un’altra presa Usb e un adattatore per l’iPhone, spendendo 235 euro.

Nessuno degli allestimenti avrà il navigatore di serie, ma tanto sinceramente preferisco avere il mio Google Maps, integrato con Waze! Notevole il fatto che, di serie, ci siano quattro prese Usb, due davanti e due dietro, mentre la ricarica wireless è optional. Già nella versione base saranno disponibili di serie tre importanti sistemi di assistenza alla guida: l’assistente al mantenimento della corsia Lane assist, l’assistente di cambio corsia con rilevamento dell’angolo cieco Blind spot detection e il sistema di monitoraggio della distanza Front assist con riconoscimento pedoni e funzione di frenata di emergenza City. Nella Style, che costa 1.300 euro in più rispetto all’Urban, di serie ci sarà, tra le altre cose, anche l’Adaptive Cruise Control.

Carattere

I primi due motori disponibili saranno il 1.0 benzina da 95 e 115 cavalli con trazione anteriore e arriverà entro l’estate il 1.6 Tdi da 95 cavalli. Tutte disponibili con cambio manuale, il diesel e il benzina più potente avranno anche l’opzione del Dsg a sette marce. Il cambio automatico sta prendendo sempre più piede anche nel segmento dei B-Suv, passando dal 9% del 2014 al 20% di quest’anno. Non arriverà né ibrida, né elettrica né a metano.

Ho provato la T-Cross da 115 cavalli con il cambio manuale in un percorso misto che mi ha portato in autostrada e nelle dolci colline dell’isola di Maiorca. La macchina, agile e pratica in città, si è dimostrata vivace e reattiva nei saliscendi e nelle curve veloci. Mi è piaciuto il nuovo volante, l’ampia visibilità e, in generale, il comfort di guida. Il tre cilindri turbo più potente è silenzioso, meno il 95 cavalli che è anche meno brioso. Sarà comunque questa la versione più venduta che rimane molto onesta, anche se non ha velleità sportive. Il 115 cavalli è stato anche parco nei consumi che, nel mio test, nel quale non ho certo mantenuto il piede leggero, nel misto si sono aggirati intorno ai 6,5 l/100 km. L’unica cosa che mi è mancata è il tettuccio apribile che però non si potrà avere!

Il prezzo di partenza è di 19mila euro, ma per tutti gli allestimenti e motorizzazioni c’è una promozione attiva che prevede uno sconto di 1.100 euro, quindi vi portate a casa la Style da 95 cavalli con cambio manuale a 17.900 euro.

L'articolo Volkswagen T-Cross, il city Suv grande due volte: nello spazio e nelle dotazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Politica
Taranto, i 5 stelle escono dal consiglio comunale tra accuse e insulti incrociati di tradimento
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:23:42 +0000

Dopo la scomparsa del Movimento 5 stelle dal consiglio comunale di Taranto, arrivano anche gli insulti. “Traditori” da un lato e “abusivi” dall’altra. L’ultimo capitolo della vicenda si è consumato nelle scorse ore dopo che Rita Corvace è subentrata nell’assise cittadina in seguito alle dimissioni rassegnate lo scorso 12 febbraio da Francesco Nevoli, anche in questo caso per contrasti con la linea nazionale del Movimento. Esponente del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti che in parte confluì in uno dei Meetup ionici, la Corvace nel suo primo intervento in consiglio comunale ha puntato il dito contro le promesse tradite da Di Maio sulla questione Ilva: l’accusa di aver fatto incetta di voti a Taranto nelle ultime elezioni politiche promettendo la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione del territorio da un lato. Dall’alatr il ruolo del Governo che ha cambiato strada una volta scoperto il contratto di cessione firmato del precedente Governo a guida Pd con il Gruppo Arcelor Mittal.

Non solo. La Corvace ha profondamente criticato anche l’alleanza con la Lega di Matteo Salvini, definito partito “razzista e xenofobo”. Si è quindi dichiarata indipendente aderendo al Gruppo Misto come aveva fatto già a novembre scorso il secondo consigliere comunale eletto dal Movimento 5stelle, Massimo Battista. La replica degli attivisti del Meetup ionici non si è fatta attendere: “Salutiamo – si legge in una nota inviata alla stampa – l’entrata in consiglio comunale di Taranto della consigliera Rita Corvace, eletta nella lista Movimento 5 Stelle Taranto, che, in sintonia con il suo collega Massimo Battista, eletto anche lui sotto lo stesso simbolo, passerà nel gruppo dei consiglieri ‘indipendenti’. Ricordiamo – hanno precisato i grillini – che le divergenze con le scelte del Movimento a livello nazionale e locale non giustificano il disprezzo dei rapporti di lealtà e fiducia, oltre agli impegni materialmente firmati, che impongono agli eletti di essere rispettosi di quel simbolo o, in alternativa, lasciare il posto a chi intende rispettare le scelte del M5s. Per questo non possiamo fare altro che considerare i due eletti come degli abusivi di un ruolo istituzionale che non spetta loro”. Secondo gli attivisti i voti raccolti non sono un merito dei singoli candidati, ma esclusivamente del simbolo: “Poco peso ha dichiarare di voler onorare il numero di preferenze avute alle elezioni; gli elettori hanno dato fiducia ad un simbolo all’interno del quale c’erano anche i loro nomi. Per questo – hanno concluso – chiediamo ai suddetti un sussulto di dignità in linea con i loro valori vantati e propagandati in ogni dove e di abbandonare quei posti”.

Questa, come detto, è tuttavia solo l’ultima battaglia della guerra intestina scoppiata da tempo tra i 5stelle di Taranto. I fatti risalgono ad alcuni mesi prima delle elezioni amministrative del 2017, quando un parte del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti scelse di trovare casa politica sotto il simbolo del Movimento. Una breve liason che si sbriciolò in occasione della composizione delle liste per il consiglio comunale e la scelta del candidato sindaco: le “comunarie” infatti premiarono Francesco Nevoli, avvocato tarantino da sempre vicino al Comitato, e i principali volti di quest’ultimo organo. Scelte che fecero infuriare i grillini della prima ora: le tensioni aumentarono con il passare del tempo fino ad esplodere in accuse aperte sui social o sussurrate fuori dai Meetup. In quella occasione il Movimento ottenne a Taranto solo il 12% e mandò in comune solo due consiglieri: il candidato sindaco Nevoli e Massimo Battista. Le percentuali, però, crebbero in modo plebiscitario un anno dopo quando alle politiche i M5s riuscì a eleggere ben 5 parlamentari tarantini. Quello che accadde dopo è noto e oggi trova la sua fine più ingloriosa.

L'articolo Taranto, i 5 stelle escono dal consiglio comunale tra accuse e insulti incrociati di tradimento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Scienza
Superluna ed equinozio di primavera, evento raro: la prossima volta sarà il 2030
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:05:03 +0000

L’arrivo della Primavera – con il relativo equinozio – ci regala l’ultima Superluna piena del 2019, dopo quella di febbraio, la più grande dell’anno. Sarà possibile ammirarla nella notte tra il 20 e il 21 marzo. “Quest’anno, infatti, l’equinozio di Primavera cade il 20 marzo, alle 22.58”, spiega all’Ansa l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “Pochissime ore dopo, il 21 marzo alle 02:43, la Luna raggiungerà la fase piena. Questa coincidenza di date non avveniva dal 2000 e non succederà di nuovo prima del 2030. Ma – aggiunge Masi – in questi due casi non si tratta di Superlune. Quindi l’evento è abbastanza raro“.

Un’occasione per alzare lo sguardo al cielo, soprattutto nei centri urbani dove l’illuminazione limita la vista del firmamento. Proprio per questo – rileva – l’Unione Astronomica Internazionale (Iau) sta organizzando il 16 maggio, giornata mondiale della luce Unesco, l’iniziativa Cieli bui per tutti”. La Superluna cade sulla soglia dell’equinozio di Primavera che, come già avvenuto altri anni, anticipa al 20 marzo anziché il canonico 21. Per Masi, “questo slittamento è dovuto a una lenta deriva del calendario gregoriano, legata all’esigenza di dovere approssimare al meglio la durata dell’anno astronomico. Intorno al 2048 l’equinozio cadrà addirittura il 19. Lo stesso calendario, però, prevede un aggiustamento nel 2100. La Pasqua, invece, che – ha concluso Masi – cade la prima domenica successiva alla prima Luna piena dopo l’equinozio di Primavera, sarà ad aprile. Non il 24 marzo quindi, perché si fa riferimento come giorno dell’equinozio al 21, anziché al 20″.

L'articolo Superluna ed equinozio di primavera, evento raro: la prossima volta sarà il 2030 proviene da Il Fatto Quotidiano.

Numeri & News
Crescita, Fitch taglia le stime per l’Italia a +0,1% nel 2019. Investimenti in progresso solo dello 0,6%
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:04:08 +0000

Netto taglio delle stime di crescita dell’economia italiana nel 2019 da parte dell’agenzia Fitch. Nell’aggornamento del ‘Global Outlook’ la stima di progresso del pil è stata ridotta +0,1%. A dicembre la previsione era del +1,1%, limata a 0,3% a metà febbraio. A motivare la sforbiciata è il deterioramento delle prospettive per export e investimenti. Inoltre, aggiunge Fitch, per il 2020 le stime sono di una ‘modesta’ ripresa a +0,5%. L’Italia è, dopo la Turchia, il secondo Paese nella lista di quelli la cui previsione di crescita è stata maggiormente rivista al ribasso.

Fitch è anche “significativamente più pessimista sulla prospettiva di crescita degli investimenti in Italia”, con la spesa in conto capitale “attesa in crescita solo dello 0,6% contro il 2,1% di dicembre”.

L'articolo Crescita, Fitch taglia le stime per l’Italia a +0,1% nel 2019. Investimenti in progresso solo dello 0,6% proviene da Il Fatto Quotidiano.

Giustizia & Impunità
Robledo, Cassazione riapre processo per abuso d’ufficio: “Non ancora prescritto”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 18:02:00 +0000

Ci sarà un nuovo processo d’appello per Alfredo Robledo, ex capo del pool anticorruzione della procura di Milano, che ha da poco lasciato la magistratura per fare il manager alla Sangalli, azienda leader nei servizi ambientali. Lo ha deciso la Cassazione, che ha dichiarato non del tutto prescritti gli abusi d’ufficio contestati a Robledo in seguito alla denuncia dell’ex procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati. L’ex capo dell’ufficio inquirente del capoluogo lombardo gli contestava la illecita assegnazione a custodi giudiziari – anzichè al Fondo unico per la giustizia – di 92 milioni di euro sequestrati nell’inchiesta per la truffa sui derivati ai danni del comune di Milano. Per la Cassazione, infatti, non si sarebbero prescritte le liquidazioni degli incarichi per compensi che risalgono al 2012. Ora il fascicolo torna a Brescia. In primo grado il gup aveva prosciolto Robledo sostenendo che, al limite, aveva commesso una operazione che può essere “censurata sul piano deontologico”. Poi nel 2018 il tribunale aveva dichiarato la prescrizione.

Contro la prescrizione, la procura di Brescia aveva fatto ricorso alla Suprema Corte e gli ermellini della Sesta sezione penale – presidente Andrea Tronci – hanno condiviso il reclamo annullando con rinvio per nuovo esame da parte dei magistrati. L’appello bis oltre che per Robledo, si riapre anche nei confronti dei due custodi giudiziari Piero Canevelli e Federica Gabrielli. Questa vicenda è stata al centro dell’acceso scontro nel cuore della procura di Milano tra Bruti Liberati e Robledo che si allontanò dal capoluogo lombardo per assumere l’incarico di procuratore aggiunto a Torino. La scorsa estate, però, il Csm non gli ha riconfermato l’incarico nel capoluogo piemontese, retrocendendolo a semplice pm. Alla fine del 2018, Robledo ha lasciato la toga dopo 40 anni.

L'articolo Robledo, Cassazione riapre processo per abuso d’ufficio: “Non ancora prescritto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Zonaeuro
Europee. Ppe sospende Fidesz, partito di Viktor Orban: “Soluzione concordata” Trucco salva faccia a tutti prima del voto
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:55:10 +0000

Il Partito popolare Europeo, quasi all’unanimità, ha deciso di sospendere fino a data da definirsi Fidesz, il partito di Viktor Orbán che così non avrà diritto di voto, di partecipare agli incontri del partito e di proporre candidati per le varie cariche. Una sospensione, votata da 190 membri con solo 3 contrari, che è però frutto di un compromesso tra i Popolari e l’esecutivo di Budapest che hanno così deciso di non danneggiarsi a vicenda prima delle prossime elezioni europee di maggio: in caso di cedimento, il Ppe avrebbe perso credibilità dopo le minacce di espulsione lanciate da diverse voci di alto rango della grande famiglia europea e i numerosi avvertimenti ripetuti nei mesi passati, mentre Fidesz rischiava di indebolire troppo il proprio consenso interno, principale preoccupazione del primo ministro magiaro. In questo modo, i vertici dei Popolari, uno su tutti il candidato di punta Manfred Weber, hanno ottenuto da Orbán la concessione più importante per mantenere l’unione interna, ossia le scuse per quell’“utili idioti” rivolto a chi aveva chiesto formalmente l’espulsione di Fidesz, ma non ha fatto troppe pressioni sulla richiesta più complicata: permettere alla Central European University di continuare a operare in territorio ungherese.

Nelle ore precedenti al voto, le dichiarazioni di entrambe le parti lasciavano pensare a un duro scontro che avrebbe potuto portare anche al divorzio definitivo tra Fidesz e la famiglia Popolare. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea e capo della frangia più intransigente nei confronti delle derive illiberali del leader sovranista, aveva riconfermato la sua posizione: “Consiglio ai miei amici del Ppe di espellere Fidesz, il partito di Orbán “.

Da parte dell’ala conservatrice, quella più propensa al dialogo e alla mediazione con il partito ungherese, c’era stato invece un ammorbidimento su proposta del presidente Ppe, Joseph Daul, appoggiato, secondo le indiscrezioni, anche dai weberiani e dal blocco tedesco della Cdu-Csu: al posto dell’espulsione minacciata dallo Spitzenkandidat si è passati a considerare l’ipotesi della sospensione. Ma a questo compromesso si era opposto proprio Fidesz che per bocca del vicepremier ungherese, Gergely Gulyas, ha dichiarato che in caso di sospensione il partito avrebbe lasciato immediatamente il Ppe: “Non possiamo accettare né l’espulsione né la sospensione – ha detto Gulyas -, qui si tratta della dignità del nostro partito e del nostro Paese”. Un voto di sospensione, quindi, sarebbe valso come un’espulsione.

Nei giorni scorsi, Fidesz, secondo quanto richiesto da Weber, avrebbe dovuto scusarsi con gli alleati europei, definiti “utili idioti” per aver chiesto l’espulsione ungherese, avrebbe dovuto cancellare e non ripetere la campagna anti-Europa lanciata in patria utilizzando le facce di Juncker e del magnate George Soros e, infine, fare anche un passo indietro riguardo alla cacciata della Central European University dal Paese. La campagna propagandistica è stata bloccata, almeno in alcune parti della capitale, le scuse sono arrivate a mezza bocca, ribadendo che su alcuni temi il governo di Budapest non era disposto a scendere a compromessi, e sulla Ceu c’era stata una sola piccola concessione: il membro della Csu, Florian Herrmann, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera del premier ungherese nella quale l’offerta di trasferire alcuni corsi di laurea della Ceu e di finanziarne alcuni corsi da parte dell’Università Tecnica di Monaco (Tum) è stata “accettata con gratitudine” da Viktor Orbán.

A queste condizioni, il Ppe non poteva permettersi di chinare la testa e perdonare di nuovo il membro ribelle, soprattutto a due mesi dal voto europeo. Orbán non era disposto a cedere ulteriormente per paura di perdere l’appoggio dei suoi sostenitori in patria che con il passare del tempo, radicalizzati da anni di invettive anti-Europa e anti-Soros, chiedono politiche sempre più aggressive nei confronti di Bruxelles. Così, come spiegato a margine dell’incontro dall’eurodeputato di Forza Italia, Massimiliano Salini, “la sospensione con la valutazione (quella proposta dall’ala più dialogante del Ppe che prevedeva anche la costituzione di un comitato di valutazione sotto la guida dell’ex presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ndr) sarà la mediazione, è la decisione di non decidere. L’ideale sarebbe l’autosospensione, che taglia la testa al toro. Ma Orbán si autosospende se non ci sono i probiviri che fanno la valutazione”. E infatti Orbán non ha accettato di autosospendersi e con Fidesz si è dovuti arrivare al compromesso temporaneo: una sospensione concordata. “L’ipotesi è di tre o cinque mesi, il tempo di fare le elezioni“, ha concluso Salini. Per dirla con le dichiarazioni dell’eurodeputato forzista, Mario Mauro, “è pur sempre una riunione tra democristiani”.

Twitter: @GianniRosini

L'articolo Europee. Ppe sospende Fidesz, partito di Viktor Orban: “Soluzione concordata” Trucco salva faccia a tutti prima del voto proviene da Il Fatto Quotidiano.

Blog
Il culto della Grande Madre esiste da sempre. Ma il suo mistero si perde nel tempo
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:53:47 +0000

Negli ultimi anni, tra il fermento del calderone New Age e un certo uso spregiudicato del pensiero femminista, si parla sempre più spesso della Grande Madre. Ma di cosa si tratta, esattamente? Di una divinità oggetto di culto solo in determinati momenti storici e in zone limitate? Di un archetipo presente in tutte le culture? Di un simbolo divenuto un’icona culturale al di là dell’effettivo impatto storico? Proviamo a fare un po’ di ordine.

La “magica autorità del femminile, la saggezza e l’elevatezza spirituale che trascende i limiti dell’intelletto; ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; i luoghi della magica trasformazione, della rinascita; l’istinto o l’impulso soccorrevole; ciò che è segreto, occulto, tenebroso; l’abisso, il mondo dei morti; ciò che divora, seduce, intossica; ciò che genera angoscia, l’ineluttabile”: così Carl Gustav Jung, nel suo celebre saggio omonimo (iniziato nel ’38 ma rimeditato fino al ’54 ed edito in Italia da Bollati Boringhieri), definiva l’archetipo della Madre.

A cavallo di questo periodo, nel 1948 (ma riveduto e corretto fino al 1961), Robert Graves dava alla luce un testo divenuto classico nell’ambito: La Dea Bianca. Grammatica storica del mito poetico (pubblicato in Italia da Adelphi). Ispirandosi a Il Ramo d’oro di Frazer (le cui riflessioni suggestive incendiarono l’immaginazione poetica di T.S. Eliot ne La Terra Desolata), Graves approfondirà le sue ricerche fino a ipotizzare l’esistenza di un culto arcaico della Dea Madre, presente e riscontrabile sotto diverse forme in numerose popolazioni, poi soppiantato e rimosso dal trionfo storico delle religioni patriarcali. Graves, con grande onestà intellettuale, dichiarava il suo approccio poetico (più che strettamente storico) al tema: ”il linguaggio del mito poetico delle antiche correnti culturali europee è la lingua magica legata alle cerimonie religiose in onore della dea Luna, alcune delle quali risalenti addirittura all’epoca paleolitica… questa sarà la lingua per eccellenza di tutta la futura poesia”.

Sulle orme di Jung, nel 1956, il suo importante collaboratore Erich Neumann pubblicava un testo fondamentale: La grande madre – fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, in cui offriva una panoramica comparativa di culti affine a quella di Graves, anche se con conclusioni diverse sul ruolo nell’inconscio della figura archetipica del Femminile.

Non possiamo non citare gli studi cruciali sul Neolitico e sull’Età del Bronzo di Marija Gimbutas. Nell’introduzione al suo testo Il linguaggio della dea, Joseph Campbell (il cui libro I mille volti dell’Eroe ha ispirato George Lucas nella creazione dell’universo di Star Wars) scrisse: “Se avessi conosciuto prima Marija Gimbutas, avrei scritto dei libri completamente diversi”, paragonando le sue scoperte sui culti femminili del Neolitico, per importanza, alla scoperta della Stele di Rosetta.

Sulle tracce della Grande Madre. Viaggio nel grembo della storia (Edizioni Venexia) è, invece, un libro molto interessante di Giuditta Pellegrini che, nella forma di carnet de voyage, quindi corredato da foto e illustrazioni, va a ricostruire le testimonianze originali, osservate in loco, studiate da Gimbutas. Essenziale e di grande attualità la citazione dell’archeologa e linguista lituana posta in calce al libro: “La memoria collettiva va rimessa a fuoco. Questa necessità diventa sempre più impellente mentre prendiamo pian piano coscienza del fatto che il cammino del ‘progresso’ sta soffocando le condizioni stessa della vita sulla Terra”.

Sulle tracce della Grande Madre è anche il titolo dell’evento che venerdì 22 marzo al Macro Asilo di Roma (via Nizza 138) verrà dedicato a questo importante archetipo. L’evento verrà strutturato in due momenti: alle 11 una conferenza nell’Auditorium del Macro, alle 15 un concerto di musica e danza indiana nel foyer della struttura, che avrà come protagonisti la danzatrice Valeria Vespaziani (Bharata Natyam e Khatak) e il tablista Manish Madankar. La mattina si affronterà la presenza dell’archetipo nell’arte occidentale (dalle tracce nella scultura greca alle opere di Henry Moore, passando per il Rinascimento italiano), nel pomeriggio in quella orientale (dalla Dea indiana Durga a Kuan Yin nella tradizione buddista). Al termine dell’incontro verrà proposta l’esperienza della meditazione secondo gli insegnamenti di Shri Mataji Nirmala Devi. Un evento che prova a sgombrare il campo da molti luoghi comuni e che, soprattutto, pone il Femminile come possibilità di incontro fra diverse culture.

L'articolo Il culto della Grande Madre esiste da sempre. Ma il suo mistero si perde nel tempo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Giustizia & Impunità
Reggio Calabria, viceprefetto condannato per violenza sessuale ma per i giudici è “un caso di minore gravità”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:52:49 +0000

Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Bagnara la prefettura di Reggio Calabria e il ministero dell’Interno gli avevano dato il compito di guidare la terna dei commissari che doveva gestire e risanare l’ente. Il viceprefetto Antonio Contarino, oggi in pensione, è stato condannato a un anno e 6 mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale perché “ha approfittato della sua posizione per strofinare le proprie mani sulle parti intime” di due donne che si erano rivolte a lui per ottenere un sussidio, al quale avevano diritto, in quanto versavano in una precaria condizione economica familiare.

Avvenuti nel 2015, si tratta di due episodi distinti nei quali, secondo le indagini dei carabinieri coordinati dal pm Sara Amerio, il viceprefetto Contarino avrebbe tenuto lo stesso atteggiamento. Il commissario prefettizio, infatti, dopo averle rassicurate circa il suo interessamento per soddisfare le proprie richieste, le accompagnava verso l’uscita del suo ufficio palpeggiando loro prima sul seno e poi sul basso ventre.

“Il gesto è durato pochi secondi, – ha riferito una delle vittime – ma io non ho reagito né fisicamente né gridando perché ho pensato che nessuno mi avrebbe creduta dato che lui è una persona importante ed io un analfabeta”.  “In particolare, – scrivono sempre i giudici nelle motivazioni della sentenza depositate nei giorni scorsi – sussistono tutti gli elementi costitutivi del delitto, realizzato mediante abuso dell’autorità, in quanto posto in essere da un soggetto formalmente investito di una carica pubblica e rivestente la qualifica di pubblico ufficiale, in considerazione della funzione di presidente della commissione straordinaria del Comune di Bagnara Calabra”.

La Procura di Reggio, al termine del processo, aveva chiesto 7 anni e 7 mesi di carcere. Nonostante il Tribunale abbia riconosciuto la “piena credibilità delle persone offese”, ha ritenuto – è scritto nella sentenza, “che la condotta posta in essere dal Contarino configuri un caso di ‘minore gravità’”. Attenuante questa che, di fatto, ha abbassato la pena (sospesa) inflitta al viceprefetto. Secondo i giudici, “per quanto lesivo della dignità delle persone offese, con riferimento alle modalità dell’azione, il gesto si è concretizzato in uno strofinamento, attuato senza alcuna forza, principalmente nella parte del seno delle donne, prolungato verso il basso ventre. La condotta è durata per brevissimo tempo e allo scostamento delle donne, l’imputato non ha reagito con un comportamento violento, limitando a porre fine alla sua condotta molesta”.

L'articolo Reggio Calabria, viceprefetto condannato per violenza sessuale ma per i giudici è “un caso di minore gravità” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sport & miliardi
Special Olympics, l’emozione di Devis D’Arpino medaglia di bronzo negli 800 metri: “Come pesa! Non ci credo nemmeno”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:50:03 +0000

Da Latina alla medaglia di bronzo mondiale negli 800 metri: Devis D’Arpino ha realizzato il suo sogno, conquistando il podio nel sesto e ultimo giorno di gare ufficiali dei Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi. Hanno partecipato 7mila atleti provenienti da 190 Nazioni, in 115 hanno vestito la maglia azzurra rappresentando il nostro Paese all’evento sportivo e umanitario più importante del 2019.

Devis corre sempre, sei giorni a settimana, lungo la pista ciclabile, la salito di Sermoneta o la pista d’atletica di Latina. Lo raccontano i suoi tecnici della Nuova Era e il papà Lello. Una caparbietà premiata con la convocazione e che l’azzurro ha ripagato regalando all’Italia un’altra medaglia: l’ennesima in una giornata in cui anche la pallavolo unificata e il basket tradizionale hanno conquistato l’argento, mentre il basket unificato ha vinto un altro bronzo. Nell’atletica Nicolò Armani argento nei 10mila metri e Michael Bertozzi bronzo negli 800.

L'articolo Special Olympics, l’emozione di Devis D’Arpino medaglia di bronzo negli 800 metri: “Come pesa! Non ci credo nemmeno” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ambiente & Veleni
Fridays for future, la prima scissione: l’amministratore delle pagine esclude i comitati. Che accusano: “Tradimento”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:36:45 +0000

Parlano di un “fatto grave”, di un “tradimento” della fiducia del gruppo di lavoro formatosi fino a pochi giorni dalla manifestazione, così come delle oltre 400.000 mila persone scese in piazza in duecento città italiane e pure delle migliaia– ad oggi quasi 50.000 – che continuano a seguire canali social che sono invece “costretti a disconoscere”. Sono gli attivisti dei comitati locali dei Fridays for future, che – compatti, nessuna città esclusa – hanno spiegato, in un comunicato pubblicato solo dopo la manifestazione, cosa è accaduto nella notte tra l’8 e il 9 marzo scorsi. Un evento causato con tutta probabilità dal “successo del movimento e della mancanza di struttura data dalla spontaneità dell’organizzazione”. Nella notte, spiegano, “una sola persona (Luca Polidori, ndr) ha estromesso tutti gli amministratori delle pagine e pubblicato un video in cui decreta autonomamente la costituzione di un’associazione, chiamata ‘Futuro Verde’, lanciata ufficialmente dalla stessa pagina il 18 marzo, in completa dissonanza con lo spirito libero e collaborativo del movimento”. Il risultato è che i canali usati inizialmente – la pagina Facebook Fridays For Future Italy e il sito Fridays for Future Italia non sono più espressione degli attivisti delle città italiane, che invece oggi comunicano attraverso il nuovo sito, la pagina Facebook Fridays for Future Italia, l’account Instagram e Twitter. Per evitare che eventi come questi accadano ancora, i referenti delle piazza italiane hanno anche annunciato il lancio di un’assemblea costituente “per una discussione democratica e partecipata, al fine di creare un’organizzazione migliore e ben definita”. E per questo, nel frattempo, “declinano qualsiasi invito di tipo istituzionale, in mancanza di una rappresentatività nazionale ancora da definire collegialmente”.

“Nessun hackeraggio la pagina era mia”: la risposta di Polidori
Risponde direttamente alle accuse dei comitati locali Luca Polidori, il ragazzo di ventidue anni che di fatto ha causato la separazione del movimento. Lo fa sia in un post pubblicato sulla pagina Facebook – dove spiega che “la pagina non è stata mai hackerata, semplicemente perché è gestita da chi ne ha la titolarità”, e “che alle calunnie non risponde su Facebook” – che al telefono dal Belgio, da dove racconta la sua versione dei fatti a ilfattoquotidiano.it. “La pagina Facebook era collegata al mio account Business Manager, mentre il dominio web è stato acquistato con la mia carta di credito. Ho rimosso gli altri admin e gli altri editor, perché ci siamo accorti di alcune cose che non andavano, nonostante stessimo discutendo da settimane”. Polidori dice anche che era sua intenzione risolvere la cosa internamente. “Subito dopo, ho scritto alle persone che avevo rimosso, chiedendogli di parlare e decidere come continuare, ma loro hanno smesso di rispondermi e hanno portato subito la questione a livello pubblico”. Alla domanda sulle reali ragioni del dissidio, Polidori risponde parlando di un possibile rischio, che lui voleva scongiurare, di politicizzazione del movimento – “ad esempio nessuno ci ha spiegato il senso della manifestazione del 23 contro le grandi opere” – e di un eccessivo coinvolgimento “in questioni contingenti invece che in sfide globali”.

Ma che cos’è l’associazione “Futuro Verde”, di cui Polidori è sia fondatore, insieme a Amy Scivola e Alessandra Girardi, che tesoriere e a cui si viene rimandati immediatamente dal sito www.fridaysforfuture.it attraverso il pulsante “partecipa”? Si definisce un’associazione “apartitica indipendente, a disposizione di chi vuole fare di più incanalando l’energia delle manifestazioni e degli hashtag #fridaysforfuture e #climatestrike per ottenere risultati effettivi”. Nonostante si spieghi che l’associazione non è motivata da profitto, chi si iscrive deve versare 5 euro e i membri devono pagare una tariffa fissa annuale stabilita “dall’Assemblea generale su proposta del Consiglio di amministrazione”.

“Apartiticità e pacifismo”, i comitati locali ribadiscono l’indipendenza
Tanto basta per innescare sospetti di utilizzare la manifestazione per guadagnarci qualcosa. “Le attività dei venerdì sono separate, l’iscrizione non è obbligatoria, è solo uno strumento per fare qualcosa di più”, risponde sempre Polidori. “Qui aprire un’associazione costa 120 euro invece che 800, inoltre il fatto che non sia in Italia allontana il rischio di essere strumentalizzati”.
Nel frattempo, i comitati locali dei Fridays for Future italiani ribadiscono in una lettera aperta sul sito che l’organizzazione risponde alle regole su cui il movimento internazionale si fonda e cioè: “Apartiticità, pacifismo e pieno riconoscimento delle indicazioni scientifiche”. E proprio sulla pagina mondiale dei Fridays for future è apparsa la notizia dell’appropriazione da parte di alcuni dei canali nazionali e l’indicazione dei nuovi, che evidentemente l’organizzazione mondiale riconosce come propri. “La pagina Fridays for future globale comunica il sostegno a noi e ai nostri nuovi canali”, si legge sulla pagina Facebook degli attivisti delle città. “Le città sono cose vere e ci aiuteranno a recuperare anche in questo regno virtuale”.

L'articolo Fridays for future, la prima scissione: l’amministratore delle pagine esclude i comitati. Che accusano: “Tradimento” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cosa Nostra
Mafia, torna libero Vito Roberto Palazzolo: il re dei riciclaggio ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:27:57 +0000

Vito Roberto Palazzolo è tornato libero. L’uomo che è considerato il cassiere di Cosa nostra ha infatti ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. È rimasto latitante per anni in Sudafrica, dove ha accumulato un patrimonio miliardario. Nel Paese africano è considerato uno stimato uomo d’affari: per le autorità italiane, invece, è uno dei più grossi riciclatori dei mafiosi. Per questo motivo è stato condannato a nove anni di carcere per concorso in associazione mafiosa. Condanna parzialmente espiata nel carcere di Opera a Milano, prima dell’affidamento in prova.

Arrestato a Bankok  nel 2012, era stato poi estradato dalla Thailandia nel 2013: sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale da quando la condanna per concorso esterno era diventata definitiva. Originario di Terrasini, in provincia di Palermo, Palazzolo viene citato in Pizza Connection, l’indagine sul narcotraffico di Giovanni Falcone. Arrestato una prima volta in Svizzera alla fine degli anni ’80, Palazzolo fugge poi in Sudafrica dove cambia nome e vita: diventa mister Robert Van Palace Kolbatschenko, imprenditore sposato con una ricca ereditiera d’origine russa, tra i finanziatori del partito di Nelson Mandela e con un passato di ambasciatore plenipotenziario del piccolo Stato del Ciskey. In Sudafrica Palazzolo è un ricchissimo commerciante di pietre preziose con la “Van Palace Diamond Cutters”, alleva struzzi, gestisce lussuosi night club ed è proprietario dell’azienda che imbottiglia l’acqua “Le vie de Luc”, commercializzata perfino sugli aerei della compagnia di bandiera sudafricana.

Per la procura di Palermo, però, quella fortuna è il risultato di riciclaggio dei tesori di Cosa nostra: miliardi e miliardi di lire provenienti dai traffici di droga e dal contrabbando di sigarette. In questo modo, secondo le stime degli inquirenti, Palazzolo/Von Palace ha accumulato un patrimonio enorme: 70 proprietà tra Sudafrica e Namibia, quasi tutte intestate a un trust, per un valore di oltre 37 milioni di euro. Nel 2006 in Namibia, grazie al figlio dell’ex presidente della Repubblica, Palazzolo sarebbe riuscito a entrare in rapporti diretti con la De Beers, il colosso mondiale delle pietre preziose. Poi avrebbe acquistato sette giacimenti di uranio, del valore di tre miliardi e mezzo. Dopo l’estradizione si disse disponibile a collaborare coi magistrati: dopo alcuni interrogatori i pm secretarono i verbali non credendo alla sua reale volontà di contribuire alle indagini.

L'articolo Mafia, torna libero Vito Roberto Palazzolo: il re dei riciclaggio ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali proviene da Il Fatto Quotidiano.

La7
Arresto De Vito, Travaglio: “Caso grave ma voto M5s su Diciotti per me è più deplorevole perché atto consapevole”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:11:42 +0000

Il caso Diciotti ha comportato la votazione degli iscritti del M5s sulla piattaforma Rousseau ed è stato un gravissimo errore. E secondo me, per il M5s è molto più grave che non l’arresto di De Vito“. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Tagadà (La7), circa il caso Diciotti e l’arresto del presidente M5s dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, per corruzione e traffico di influenze illecite.

Travaglio spiega: “Purtroppo, anche anche prendendo tutte le precauzioni, capita sempre che ci sia qualcuno che intaschi tangenti. L’importante è cacciarlo a pedate. Invece il voto sulla Diciotti è stato un voto consapevole da parte di un movimento che aveva sempre sostenuto che la legge è uguale per tutti. E invece, nel caso di Salvini, pur con tutti i distinguo tecnici e giuridici che si possano fare, il M5s ha stabilito che la legge è più uguale per Salvini che per gli altri. E cioè che non saranno i giudici a decidere se quello della Diciotti è stato un sequestro di persona”.
Il direttore del Fatto puntualizza: “Per me quello non fu sequestro di persona, ma dovevano stabilirlo i giudici. E invece i 5 Stelle hanno preferito far decidere alla maggioranza parlamentare di cui Salvini fa parte. Quindi, si è trattato di una sorta di giustizia domestica. Questo è un atto consapevole del M5s, quindi secondo me per il movimento è un fatto più grave, anche se elettoralmente forse pagheranno di più il De Vito che si è fatto corrompere“.

Circa i rischi per l’amministrazione Raggi, Travaglio osserva: ” Se uno conosce un po’ le dinamiche interne al M5s romano, De Vito era il principale avversario interno di Virginia Raggi, era il candidato alternativo alla Raggi, la quale poi vinse le primarie M5s online. Credo che i due non si parlassero nemmeno o si parlassero giusto per i loro doveri istituzionali”.
E chiosa: “Vedremo dalle carte se è un caso se riguarda solo De Vito o l’intero M5s. Dalle prime cose che abbiamo potuto leggere sulle carte, è un caso che riguarda De Vito e basta, però è un caso ovviamente grave per la carica molto importante che ricopriva fino a quando è stato espulso dal M5s, forse con un atto frettoloso. Ma che altro devi fare? Era, di fatto, il presidente del Consiglio comunale”.

L'articolo Arresto De Vito, Travaglio: “Caso grave ma voto M5s su Diciotti per me è più deplorevole perché atto consapevole” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Giustizia & Impunità
Andrea Bacci, patteggia due anni per il fallimento della Coam l’imprenditore finanziatore di Renzi
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:11:40 +0000

L’imprenditore Andrea Bacci ha patteggiato una condanna a 2 anni di reclusione nel processo per il fallimento della Coam srl, società edile con sede a Rignano sull’Arno (Firenze) di cui sarebbe stato amministratore di fatto. Un anno e sei mesi di reclusione per Fabio Bettini, amministratore di diritto. Per entrambi, imputati con le accuse di bancarotta e ricorso abusivo al credito, la pena è sospesa. Bacci, finanziatore della fondazione Big Bang, durante le primarie del Pd del 2012 era stato il collettore dei finanziamenti della campagna dell’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi che lo nominò alla testa di alcune partecipate fiorentine. La sua impresa edile ha realizzato nel 2004 i lavori di ristrutturazione nella villa dell’ex presidente del consiglio a Pontassieve. Nel 1993 era stato socio di Tiziano Renzi, padre del futuro segretario del Pd, nella Raska.

Secondo l’accusa, rappresentata dai pm fiorentini Luca Turco e Christine Von Borries, tra il 2013 e il 2016 Bacci e Bettini avrebbero distratto tra l’altro dall’azienda 1.140.000 euro per finanziamenti a favore della società calcistica Lucchese Libertas 1905, il cui bilancio era già in crisi nel 2013. In questo modo, è l’accusa contestata, avrebbero effettuato un investimento antieconomico e in un settore del tutto estraneo a quello della società. La Coam sarebbe stata inoltre spogliata di 1.400.000 euro, denaro distratto a favore di Bacci o dissipato in lavori edili, mai pagati, su immobili di sua proprietà.

Nel gennaio del 2017 Bacci fu oggetto di atti intimidatori – spari contro la sua ditta Ab Florence di Scandicci – proprio per un credito messo a rischio dalla richiesta di fallimento della Coam.

L'articolo Andrea Bacci, patteggia due anni per il fallimento della Coam l’imprenditore finanziatore di Renzi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cronaca
Bus in fiamme a Milano, chi è Ousseynou Sy, l’autista delle Autoguidovie con precedenti per guida in stato di ebbrezza
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 17:07:27 +0000

Fare una strage per vendicare gli immigrati morti nel Mediterraneo“: così Ousseynou Sy, l’autista 47enne delle Autoguidovie di Crema che oggi ha sequestrato e poi dato alle fiamme un autobus con a bordo 51 studenti della scuola media “Vailati” di Crema sulla statale Paullese, ha spiegato il suo gesto ai carabinieri che lo hanno fermato. Originario del Senegal, sposato e poi separato con un donna italiana, regolare cittadinanza italiana dal 2004, due figli di 12 e 18 anni, Sy ha qualche precedente penale del 2007 e del 2011: di sicuro guida in stato di ebbrezza, ma non – come emerso in un primo momento – violenza sessuale su minori.

L’uomo, secondo quanto è stato ricostruito, aveva cominciato una quindicina di anni fa a lavorare ad Autoguide. Prima come addetto alle pulizie poi, in considerazione del suo buon comportamento sul lavoro, era diventato conducente dei mezzi. I colleghi ricordano la sospensione della patente ma lo descrivono come una persona cordiale, mai sopra le righe, anche se “aveva avuto dei problemi familiari pesanti” per via della separazione dalla ex moglie alla quale erano stati affidati i figli. “Ogni tanto i figli venivano a causa sua”, racconta una vicina la quale riferisce che in città Sy era chiamato Paolo. “Abita qui da cinque anni – prosegue la donna -, mai avuto un problema, anzi, era un gran lavoratore. Tutte le mattine si svegliava prestissimo per andare al lavoro”.

L’uomo ora si trova in stato di fermo all’ospedale di San Donato, dove è stato trasferito dopo un primo ricovero al San Paolo: i carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione in cui viveva da solo. Il pm Luca Poniz e il capo del pool dell’antiterrorismo, Alberto Nobili, che indagano sul caso stanno cercando di capire come abbia fatto l’uomo, con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza, a svolgere l’attività di autista di bus. I carabinieri intanto hanno sentito la sua ex moglie.

L'articolo Bus in fiamme a Milano, chi è Ousseynou Sy, l’autista delle Autoguidovie con precedenti per guida in stato di ebbrezza proviene da Il Fatto Quotidiano.

FQ Magazine
Paul Kalkbrenner, a Milano trionfo al Fabrique nel viaggio tra passato e futuro (e ritorno). E il dj tedesco annuncia già altre due date in Italia
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 16:50:33 +0000

Non hai da preoccuparti, perché tornerò presto, dice la sua canzone più celebre, Sky and Sand. E non c’è da stupirsi se Paul Kalkbrenner, il fuoriclasse della musica elettronica mondiale, ha annunciato che tornerà a Milano il 9 giugno al Social Music City, prima di fare tappa all’Home Venice di Mestre il 13 luglio. I suoi fan non sono ancora di certo sazi dopo lo show di sabato al Fabrique: due ore e mezzo di musica, con un bis e pure un tris, davanti al pienone che mescola le generazioni che il dj di Lichtenberg si porta dietro dopo vent’anni di carriera. Quei vent’anni che sono le Parts of life, come si chiama il suo ultimo album, 20 milioni di streaming, da molte parti descritto come il “più personale” perché segue onde techno quasi esclusivamente strumentali. Un po’ di quelle parti della vita le porta sul palco del Fabrique, dopo una mezz’oretta di attesa in cui scorrono sul fondo le foto che – ancora una volta – sono la rappresentazione dei pezzi della sua quotidianità, con parecchi paesaggi industriali nordici che sembrano stagliarsi in completa sintonia con le note che di lì a poco riempiranno la sala.

Il pubblico va in visibilio – non c’era da dubitarne – per Sky and Sand, il pezzo totem che rimanda a Berlin Calling, il film del 2008 diventato un cult di genere di cui Kalkbrenner è il protagonista (un dj con una storia tormentata e di riscatto) e naturalmente il compositore della colonna sonora. Ma è una platea specializzata quella del Fabrique: quando passa un (rarissimo) cantato, come minimo parte il lip-sync, come massimo si apre la voce a tutta energia. Dalla bocca di Kalkbrenner passano parecchie sigarette e anche un bicchiere, ma con poca roba per uno che racconta spesso di non amare l’alcol.

Si balla, si canta, si contempla: il dj tedesco si diverte col pubblico (tra sorrisi, movimenti con la testa e con le mani) mentre salta da una parte all’altra del mixer. Le tracce sembrano scorrere sulla direzione avanti-indietro tra presente, passato e futuro: dal remix de La Mezcla a Part Eight e Part Eleven passando per Aaron. Back to the future, come si intitolava l’album precedente, dei 12 totali. Un ritorno al futuro che ha il suo timbro nella copertina di Parts of life, stemma del tour europeo di Kalkbrenner: un quadro dello zio Paul Eisel, un dipinto in cui si trovano una vecchia tromba e un iPhone in carica, la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer e un pacchetto di sigarette appena aperto. Il segreto di Kalbrenner, probabilmente, è ancora lo stesso: sintetizzare ancora oggi il passato e il presente della musica techno e – da primissimo della classe e con la classe – fare ancora un pezzetto di futuro.

L'articolo Paul Kalkbrenner, a Milano trionfo al Fabrique nel viaggio tra passato e futuro (e ritorno). E il dj tedesco annuncia già altre due date in Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cronaca
Milano, il padre di uno studente: “Mi ha telefonato, sentivo le urla sul bus. Mi ha detto che lo stavano portando via”
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 16:43:49 +0000

“Mi ha telefonato quando era ancora a bordo del bus sentivo le urla degli altri ragazzi. Mi diceva che lo stavano portando via”. A raccontarlo è il papà di uno degli studenti sequestrati, questa mattina, a bordo del pullman guidato da Ousseynou Sy. “Ho chiamato subito i carabinieri”.

L'articolo Milano, il padre di uno studente: “Mi ha telefonato, sentivo le urla sul bus. Mi ha detto che lo stavano portando via” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Numeri & News
Nuova Via della Seta, la Cassa depositi e prestiti lancerà “Panda bond” per finanziare aziende italiane in Cina
Data articolo:Wed, 20 Mar 2019 16:42:39 +0000

A poche ore dall’inizio della visita ufficiale in Italia del presidente cinese Xi Jinping, la Cassa depositi e prestiti annuncia che sta mettendo a punto i “Panda bond“. Cioè obbligazioni che punteranno a raccogliere capitale da investitori istituzionali cinesi per finanziare le aziende italiane presenti nel Paese asiatico. L’Italia sarà il primo membro del G7 a emettere titoli di questo tipo, che saranno denominati in Renmimbi. Il piano sarebbe in attesa dell’autorizzazione delle autorità cinesi. Il presidente di Cdp, Fabrizio Palermo, è anche copresidente del Business Forum Italia-Cina e in questa veste è il promotore degli appuntamenti che si intrecceranno con quelli della visita ufficiale di Xi Jinping, che dovrebbe firmare con il premier Giuseppe Conte un accordo preliminare che collega l’Italia al suo gigantesco e discusso progetto di infrastrutture ‘Belt and Road Initiative’, noto come Nuova via della seta.

Il Business Forum si riunirà venerdì mattina alle 9 a Palazzo Barberini, dove sono previsti gli interventi del vicepremier, Luigi Di Maio, ma anche del presidente dell’Ici e vice-presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione Licia Mattioli. Poi la riunione proseguirà a porte chiuse. Ci sarà quindi un incontro al Quirinale con Xi in mattinata e nel pomeriggio un incontro ristretto del Business Forum al quale parteciperanno i soli membri del board dell’associazione, tra cui il copresidente cinese, presidente della Bank of China, Chen Siqing. In questo contesto Cdp – anche grazie al fatto di avere azionisti cinesi all’interno di Cdp Reti – sarà chiamata a svolgere un ruolo di garante degli equilibri dei rapporti industriali e commerciali tra i due Paesi.

Oggi Xi in un lungo intervento sul Corriere della Sera si dice pronto “insieme alla controparte italiana, a sviluppare ulteriormente il partenariato strategico globale, a stringere maggiormente i legami ai massimi livelli e a rafforzare la cooperazione a tutti i livelli tra i nostri governi, parlamenti, partiti ed enti locali; a rafforzare la comunicazione politica, a promuovere la fiducia e i matching strategici, a continuare a comprendere e a sostenere a vicenda gli interessi e i temi più cari alla controparte e a gettare le basi politiche dei rapporti bilaterali”. Xi cita Alberto Moravia – “Le amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano” – ed evidenzia come, di fronte a un mondo in forte cambiamento, “la storia ci affida la responsabilità di innalzare i rapporti sino-italiani e portarli a un nuovo livello e di tutelare insieme la pace, la stabilità e di far crescere la prosperità”.

“Siamo pronti, insieme alla controparte Italiana, a costruire la Nuova Via della Seta, impegnandoci a collegare l’idea di interconnessione e connettività propria dell’iniziativa ai progetti italiani di ‘costruzione dei porti del Nord’ e ‘investire in Italia’ al fine di creare una nuova era per la Belt and Road in settori come la marina, l’aeronautica, l’aerospazio e la cultura“, scrive Xi, secondo cui “Italia e Cina possono sviluppare il potenziale di cooperazione in settori come la logistica portuale, il trasporto marittimo, le telecomunicazioni e il medico-farmaceutico“. “Nel 2018, l’interscambio commerciale bilaterale ha superato la soglia dei 50 miliardi di dollari e gli investimenti bidirezionali cumulativi hanno superato i 20 miliardi”, rimarca Xi.

L'articolo Nuova Via della Seta, la Cassa depositi e prestiti lancerà “Panda bond” per finanziare aziende italiane in Cina proviene da Il Fatto Quotidiano.


Gazzetta ufficiale dello Stato e Corte costituzionale

Pronunce della Corte Costituzionale Gazzetta Ufficiale Serie generale Gazzetta Ufficiale Corte Costituzionale Gazzetta Ufficiale Unione Europea Gazzetta Ufficiale Regioni Gazzetta Ufficiale Concorsi ed esami Gazzetta Ufficiale Contratti pubblici Gazzetta Ufficiale Parte 2^ Annunci

News da ANSA

News Prima pagina ANSA

News politica ANSA News Cronaca ANSA News Estero ANSA

News per mezzo di video

News video RAI attualità e politica News video LA7 attualità News video repubblica.it Video gallery da ANSA

News da prime pagine giornali online

News Espresso News GliOcchiDellaGuerra.it News prima pagina da huffingtonpost.it Link Giornali e istituzioni News da affaritaliani.it News per gli amanti delle action figures

News ilfattoquotidiano.it Tutte le news da fanpage.it Tutte le notizie da lettera43.it News Prima pagina GdS News da ilsole24ore.com News politica da linkiesta.it

Notizie molto utili: previsioni del tempo, bollettino della neve, scioperi, banconote false ecc.

Previsioni del tempo da meteoam.it Previsioni tempo ilmeteo.it centrometeoitaliano.it

Guida giornaliera programmi TV News scioperi annunciati News banconote false Tossicodipendenza e droga News meteo meteogiornale.it

Bollettino della neve da dovesciare.it Scioperi trasporto pubblico

Recensioni action figures News per gli amanti delle action figures RAI SPORT in diretta