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News da ilfattoquotidiano.it

#ilfatto #ilfattoquotidiano

In Edicola
In Edicola sul Fatto Quotidiano del 26 Agosto: Cresce il pressing su Zinga per il premier (anche dal G-7 e da Landini)
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 22:40:52 +0000

La trattativa

Zingaretti insiste, Di Maio alza il tiro. Oggi il giro di boa

I due leader di mondi diversi in fondo l’accordo non lo vorrebbero, potendo si sarebbero presi il voto anticipato (Nicola Zingaretti) o magari addirittura la Lega (Luigi Di Maio). Forse però non possono più tornare indietro. “Il treno è andato troppo avanti per fermarsi, lentamente arriverà dove deve arrivare” riassume un veterano del Pd. In […]

Ascoltate Salvini di

Qualcuno ha notizie di Salvini? Comunque finisca questa strana e impervia trattativa fra M5S e Pd, un risultato l’ha già ottenuto, purtroppo temiamo provvisorio: liberarci dell’onniprensenza ossessiva del Cazzaro Verde, che da un anno e più occupava prime pagine, titoli di telegiornale, dibattiti da talk, conversazioni in famiglia e tra amici prima, durante e dopo […]

I precedenti

Conte II e Andreotti III: le analogie con il 1976

Modello prima Repubblica – Da De Gasperi al Divo Giulio: come lo stesso premier può guidare coalizioni diversissime tra loro

di

Hong Kong, ecco chi sono i “soldati” che sfidano Pechino

Più di 1,7 milioni di persone hanno sfidato l’autorità di Pechino domenica 18 agosto a Hong Kong e nuove manifestazioni sono state organizzate da allora su appello del Fronte civile per i diritti umani. La metà dei manifestanti appartiene alla classe media, il 41% alle classi popolari. “E non siamo più tutti dei ventenni”, dice […]

di
“Discontinuità” – Guida semiseria al post-fiducia

Greta, Jovanotti e Recalcati: la squadra dei sogni di Renzi

Se i giallorossi dovessero nascere, l’ex premier lavorerà da subito per farli cadere giù

Commenti

Cosa resterà…

Voglio anche io il colpo di c. come Cindy

Nelle carriere di alcuni personaggi o ci sono delle grandi bugie o c’è una grande fortuna, ma una fortuna diabolica, mostruosa, invidiabile! Cindy Crawford è stata scoperta per caso da un fotografo che la notò appena sedicenne, mentre d’estate lavorava cimando le pannocchie di mais, da allora iniziò la sua carriera di modella nel mondo. […]

Il Marmidone

Persona o simbolo? Lo zampino del diavolo tra papa bianco e nero

Per Padre Arturo Sosa Abascal, autorità dei Gesuiti, Satana è un “modo di attuare il male”. Per Bergoglio, invece, c’è

Book Books

Se Dio parla agli uomini con la voce degli scrittori

L’autrice francese fa parlare Gesù con la voce di chi soffre

Politica

I grandi a Biarritz

G7, colpo a sorpresa di Macron: arriva il ministro iraniano

Colpo a sorpresa di Emmanuel Macron, proprio quando il G7 sembrava finire senza risultati: nel pomeriggio è atterrato a Biarritz un Airbus A321 Iraniano, sbarcando a sorpresa Mohammad Javad Zarif, ministro degli Esteri di Teheran, reduce da un tour nelle capitali europee. Colpo riuscito, dopo una mattinata che proprio sul tema del nucleare iraniano aveva […]

La Lega

Nel sondaggio post-crisi Salvini perde 5 punti

I numeri – Crollo di “credibilità” per il 60%

di

Se oggi non c’è rottura Pd-M5S, via alle consultazioni “normali”

Il Colle segue la trattativa e oggi comunicherà il calendario dei colloqui con i partiti

Economia

Sanità ko – Appello dell’Oms per l’acqua

“Microplastica, ricerca sugli effetti nocivi”

Le microplastiche sono ovunque. In ogni ambiente che frequentiamo. Nell’aria. Anche nell’acqua che beviamo: dal rubinetto, dalla sorgente o dalla bottiglia. Le microplastiche sono anche dentro di noi. Stefano Aliani, ricercatore del Cnr Ismar, ci aiuta a fare chiarezza: “Sicuramente non sono un killer istantaneo ma nel lungo periodo non sappiamo gli effetti che possono […]

Micro&macro

Guerra dei dazi e politica monetaria. Gli investitori con il fiato sospeso

La prudenza di Powell (Fed) e la guerra sulle importazioni tra Trump e la Cina generano incertezza. E le Borse calano

Buoni pasto sempre più rifiutati per la guerra a colpi di ribasso

Bar e ristoranti lamentano le alte commissioni imposte. Pubblicata la nuova gara per le Pa

Italia

Maiorca (Spagna)

Scontro tra aereo ed elicottero: tra le 7 vittime un pilota italiano

Sette morti nello scontro in volo tra un elicottero e un piccolo aereo a Maiorca, in Spagna, tra cui anche un italiano, Cedric Leoni, pilota dell’elicottero dove viaggiava anche una famiglia tedesca, una coppia e due figli minori. Le altre due vittime sono spagnoli che viaggiavano sull’ultraleggero. Il pilota italiano lascia la moglie e un […]

Le Pietre e il Popolo

Basta “Leonardomania” tra leggende e fake news

Un verso di Friedrich Hölderlin caro a Martin Heidegger dice che “là dove cresce il pericolo, / cresce anche ciò che salva”. Non ci sono parole migliori per accostarsi a questo benedetto anno leonardiano, che ricorda che l’artista più famoso della storia occidentale morì il 5 maggio del 1519. Mai come oggi, infatti, Leonardo è […]

L’altro fronte

Si riparte: a fine settembre protesta globale per il clima

Settembre, andiamo, è tempo di lottare. Dopo un’estate di disastri ambientali – dallo scioglimento accelerato dei ghiacciai agli incendi in Siberia fino all’Amazzonia in fiamme – gli attivisti ambientali si preparano a dare battaglia, sostenendo e facendo pressione sui paesi che prenderanno parte al summit Onu sul clima del 23 settembre, a cui parteciperà anche […]

Mondo

Brexit, 31 ottobre

“Parlamento inglese chiuso per 5 settimane per evitare rinvii”

Persino la chiusura di Westminster per cinque settimane avrebbe considerato il premier britannico Boris Johnson per scongiurare il rischio di un rinvio della Brexit, fissata per il 31 ottobre, scadenza ultima fin qui concordata per le trattative con l’Ue. A rivelarlo è il L’Observer: Johnson avrebbe chiesto al procuratore generale, Geoffrey Cox, se il Parlamento […]

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Politica
Governo, diretta – Di Maio a Zingaretti: “Conte unico nome”. Il segretario Pd fa conferenza stampa e non parla del premier: “No a rimpastone, ma faremo di tutto per trovare una soluzione”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 17:50:35 +0000

Terzo giorno di trattative Pd-M5s e il nodo è ancora la scelta del presidente del Consiglio che dovrebbe guidare il governo giallorosso. In mattinata, dopo che dal fronte democratico è arrivata la proposta di puntare su Roberto Fico, c’è stata una telefonata tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti. Il capo politico 5 stelle è rimasto fermo sulla sua linea: “Tutto il Movimento è leale a Giuseppe Conte, nostro unico nome”. Il segretario democratico ha risposto ribadendo il suo “no” e pur esprimendo “malessere per i continui ultimatum”, ha anche fatto sapere che “si cerca una soluzione”. Tanto che Di Maio ai suoi ha parlato di “spiragli” possibili, perché nel Partito democratico cresce il fronte di chi appoggia Conte. Spiragli che sono sembrati confermati dalla conferenza stampa convocata da Zingaretti alle 18.30. Il segretario non ha nominato il premier e non ha parlato di questo scoglio. Ha ribadito il concetto di discontinuità (“non ci accontenteremo di un rimpastone, la discontinuità deve essere garantita da un cambio di persone”), ma ha assicurato che “faremo di tutto per trovare una soluzione a questa crisi”, aprendo da domani il confronto con i 5 Stelle. La chiusura della conferenza stampa è stata seguita una nota dei 5 Stelle, che hanno ribadito la loro posizione sul premier dimissionario: “La soluzione è Conte, il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepremier Luigi Di Maio. Non si può aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. E’ assurdo. L’Italia non può aspettare il Pd. Il Paese ha bisogno di correre, non possiamo restare fermi per i dubbi o le strategie di qualcuno”.

Una delle possibilità in campo, come è emerso dall’intervento del senatore dem Tommaso Cerno, è quella di andare “oltre il veto alla persona”, ma chiedere “discontinuità” a livello di programma e contenuti: “Se sarà un Conte bis la vedo difficile”, ha dichiarato, “ma un Conte 2.0 sarebbe un’altra cosa”. I renziani intanto hanno ufficialmente fatto sapere di sostenere la linea del segretario, anche se fonti interne hanno dichiarato poco dopo: “Zingaretti accetti la sfida del M5s, dia il via libera a Conte. Svolta sia sui contenuti e sulla compagine ministeriale”. E pure: “Il Pd deve mantenere la barra dritta, e lavorare ad una alleanza riformatrice, anche con Conte premier”. Insomma, una vera e propria apertura.

Sono ore decisive e le pressioni, da una parte e dall’altra, sono sempre più forti. Beppe Grillo, che già aveva parlato venerdì scorso, oggi è tornato a elogiare il premier sul blog: un segnale per blindare la posizione del capo politico 5 stelle. L’endorsement si è andato ad aggiungere a quello di ieri del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk (“Su di lui posso dire solo cose positive”) e a quello di Maurizio Landini che, intervistato dal Corriere della Sera, ha detto: “Ha coraggio politico e profilo istituzionale”. Intanto questa mattina è stato diffuso un sondaggio di Winpoll per il Sole 24 ore: i dati raccolti rilevano un crollo di 5 punti percentuali del Carroccio e la crescita di Pd e M5s.

Zingaretti: “Faremo di tutto per trovare una soluzione” – Nel pomeriggio, a conclusione dei i tavoli di lavoro sui temi annunciati sabato, il segretario dem Zingaretti interviene in conferenza stampa. Sottolinea che “l’Italia non capirebbe un rimpastone del governo che è caduto” e, ancora una volta, che la “discontinuità” alla quale il Pd sta lavorando per il prossimo esecutivo deve essere garantita anche da un cambio di persone. Ma anche questa volta non cita mai Conte. Ribadisce però che “siamo al lavoro per un patto di governo, non per ultimatum e contrapposizione” e che “faremo di tutto per cercare una soluzione possibile“. Poi fa “appello al Movimento 5 stelle e alla sinistra perché si apra già da domani un confronto nel merito delle questioni“. Ed elenca anche le priorità per l’Italia, che passano da “un paese più green, più giusto, più a misura delle donne e che metta al centro il tema delle infrastrutture utili”. A questo si aggiungono gli obiettivi della sterilizzazione dell’aumento dell’Iva e l’abbassamento delle tasse per redditi medio-bassi, in un quadro più ampio di una stagione di “rinnovamento” anche sul fronte delle politiche economiche.

“Se c’è discontinuità sul programma, il Pd media sul nome del premier. Si faccia Conte 2.0” – Nel Pd la tensione è molto alta e Dario Franceschini su Twitter ha rilanciato una foto della Nazionale di calcio ai Mondiali dell’82 e la scritta: “Come allora Zoff, il silenzio stampa porta fortuna. Parla solo il segretario”. E’ stato rilanciato sia da Renzi che da Gentiloni, gli altri due registi di queste ore. Il no di Zingaretti a Conte, non è condiviso da larga parte del gruppo parlamentare. Sono in tanti, non solo tra i renziani, a ritenere che la conferma del premier uscente sia la soluzione migliore. Dopo la telefonata tra Di Maio e Zingaretti, è intervenuto il senatore Cerno provando a spostare i margini della trattativa e chiedendo che la “vera discontinuità” venga richiesta “sui contenuti”: “Non mi pare che il no a Conte bis sia un veto alla persona”, ha dichiarato, “piuttosto servono garanzie sulla discontinuità con il governo gialloverde. Il programma condiviso e le finalità culturali e politiche del governo sono il tema. Altrimenti Conte bis avrebbe un significato un po’ oscuro. Alla luce di questo valuteremo a migliore guida per il governo”.

L’ipotesi Fico, ma lui frena – L’altra strada, ipotizzata nelle scorse ore dal Nazareno e già in parte tramontata, è quella di puntare su Fico. Ma il nome non ha il sostegno dei 5 stelle che non intendono retrocedere su Conte: il grillino è sicuramente un volto che piace alla sinistra, ma è molto difficile che l’eventuale intesa, se portasse il suo nome, sia approvata dal voto online della base. Lo stesso presidente della Camera, in mattinata, ha frenato le ricostruzioni. Fonti di Montecitorio hanno fatto sapere che lui “ricopre l’incarico di presidente della Camera e intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo”. E’ un segnale: se l’obiettivo è bruciare i nomi per far fallire la trattativa, è il ragionamento, Fico non intende fare da sponda ai democratici.

Da Grillo a Landini e Tusk, gli endorsement per Conte – In piena trattativa, Beppe Grillo, la voce più ascoltata dai 5 stelle e fondatore del Movimento, è tornato a elogiare Conte sul Blog: “Come ho scritto un anno fa”, si legge nel post, “ha dei requisiti fondamentali per la carica che è destinato a ricoprire”. In queste ore di trattative, il premier uscente non ha ottenuto solo l’endorsement dei suoi. Ieri si è esposto il presidente del consiglio europeo Donald Tusk: “Su di lui ho da dire solo cose positive”. Oggi, in un’intervista al Corriere della sera, ha parlato Maurizio Landini, segretario Cgil: “Ha dimostrato coraggio politico e profilo istituzionale. E riaperto i tavoli con le parti sociali”.

Il sondaggio – Oggi è stato anche diffuso il sondaggio di Winpoll per il Sole 24 ore che dà la Lega in calo di ben cinque punti percentuali. Ma non solo: se il 41 per cento degli elettori vuole le urne anticipate, il 62 per cento di quelli del Pd e il 43 dei 5 stelle è d’accordo con il governo giallorosso. Si tratta di dati che nelle prossime ore influenzeranno, volenti o nolenti, il dialogo tra i partiti.

CRONACA ORA PER ORA

20.05 – Sinistra italiana: “Via libera al dialogo Pd-M5s”
Il documento firmato da Sinistra Italiana riunitasi a Roma ed approvato con 60 voti favorevoli e 1 voto contrario dà il via libera al dialogo con le due forze politiche per la formazione di un nuovo governo. “Possiamo andare oltre le finte emergenze e l’odio come motore di consenso”, si legge nel testo. “Possiamo farlo attraverso il voto o con un limpido accordo in Parlamento fra sinistra, Pd e M5S se queste ultime due forze sapranno cambiare per superare i gravi errori degli ultimi anni. Gli eventi di queste ultime ore ci fanno essere ottimisti. Pd e M5S hanno iniziato ad incontrarsi con un’agenda che sembra chiudere tanto con il renzismo, quanto con Salvini. Ora è il momento che la discussione si allarghi anche alla sinistra”.

19.10 – Zingaretti: “Il tavolo sui lavori prosegue domani”
“Domani continua il lavoro con i tavoli del programma con i sindaci, i presidenti di regione e anche con le associazioni. È molto importante, pur nei tempi stretti, garantire la promessa fatta” e il mandato della Direzione Pd.

19.06 – Orlando: “M5s parla solo di poltrone, aspettiamo contenuti”

19.01 – Zingaretti: “Basta con le fonti, parliamo coi fatti”
“Faccio un invito a tutti: non twittiamo le fonti, lo hanno detto tutti i dirigenti, Franceschini, Renzi, Gentiloni, il momento è delicato ed è importante che si parli con i fatti. Io le fonti neanche le commento”.

18.54 – M5s: “L’Italia non può aspettare il Pd, la soluzione è Conte”
“La soluzione è Conte – dice il Movimento 5 Stelle in una nota – il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepremier Luigi Di Maio. Non si può aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. E’ assurdo. L’Italia non può aspettare il Pd. Il Paese ha bisogno di correre, non possiamo restare fermi per i dubbi o le strategie di qualcuno”.

18.46 – Zingaretti: “All’Italia serve programma green e più investimenti”
“Noi vogliamo un Paese più green, più giusto, più a misura delle donne e che lavori sulle infrastrutture utili per il Paese. Con maggiori investimenti”, ha detto il segretario Pd.

18.42 – Zingaretti: “Mercoledì al Colle”

18.38 – Zingaretti: “Siamo molto preoccupati dall’eredità del precedente governo”

18.38 – Zingaretti: “A lavoro per patto di governo, non su ultimatum”

18.37 – Zingaretti: “No ultimatum o contrapposizioni. Risolveremo la crisi, ma il modello non sarà il contratto”

18.35 – Zingaretti a M5s: “E’ il momento di un cambio di persone”

18.30 – Conferenza stampa di Zingaretti al Nazareno: “L’Italia non capirebbe un rimpastone”

18.22 – Di Maio: “Mai proposto a Zingaretti un monocolore Pd, unico nome è Conte”
Secondo quanto riporta l’agenzia Agi, il leader M5s avrebbe proposto al segretario Pd la maggior parte dei ministeri chiave in cambio del via libera a Conte. Ma i 5 Stelle smentiscono: “Quanto riportato è falso. Non ci sono scambi o giochetti da fare, Giuseppe Conte è l’unico nome”.

18 – Orlando: “Vorremo che il confronto partisse da qui”
“Si continua a lavorare. Sono in corso i tavoli programmatici per un governo di svolta. Per noi governare è prima di tutto risolvere i problemi del Paese. E vorremmo che il confronto partisse da qui”. Lo scrive su Twitter il vice segretario del Pd Andrea Orlando.

17.45 – Punto stampa di Zingaretti al Nazareno alle 18
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti farà un punto stampa dalla sede del partito alle 18 sui tavoli per il programma. Lo rendo noto lo stesso Partito democratico.

17 – Renzi e Gentiloni retwittano Franceschini: “Come al Mundial ’82 parla solo il segretario”
Anche Matteo Renzi e Paolo Gentiloni retwittano il messaggio di Dario Franceschini in cui l’ex ministro, postando la foto della Nazionale campione del mondo al Mundial ’82 di Spagna, propone ai “compagni di squadra” del Pd che fino alla fine della crisi di governo sia solo il segretario Zingaretti a parlare “come allora fecero gli azzurri con Zoff”.

16 – Al via i tavoli Pd sul programma
“Sono iniziati i lavori, presso la sede nazionale del Pd, dei sei tavoli sul programma con i membri della segreteria e i capigruppo di Camera e Senato del PD. Lo annuncia una nota dell’Ufficio stampa del Pd.

15.30 – Fonti renziane: “Totale sostegno a Zingaretti, sia che dica sì a Conte, sia che dica no”
“Totale sostegno al segretario Zingaretti, sia che dica sì a Conte, sia che dica no”. E’ quanto affermano fonti qualificate renziane, commentando quanto emerso dopo la nuova telefonata tra Di Maio e Zingaretti. Le stesse fonti sottolineano il “compiacimento” per aver “dato l’assist che ha messo in difficoltà Salvini” ed evitato la corsa al voto. Ora però, ribadiscono, “il gol lo segna Zingaretti e da noi ha totale sostegno”.

15 – Di Maio: “Conte unico nome”. Da Zingaretti chiusura sul nome, ma si lavora a soluzione
“Nessun confronto è possibile davanti ai veti, come quello che continua ad arrivare sul premier Giiseppe Conte. Se non si sciolgono i veti e non otteniamo le garanzie adeguate per il Paese diventa tutto molto difficile”, riferiscono le fonti M5s. Che aggiungono: “per il MoVimento la lealtà a Giuseppe Conte non si discute, a lui riconosciamo le grandissime capacità dimostrate da Premier, dire di no a Conte per trovare altri nomi figli di strategie politiche, significa indebolire il Paese. Non vorremmo che fosse una scusa per tornare al voto. In tal caso Zingaretti e i suoi devono essere chiari”. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti nella telefonata con Luigi Di Maio ha ribadito il no a un Conte bis, per i motivi che aveva già spiegato al leader M5s. Secondo quanto riferiscono fonti della segreteria dem Zingaretti avrebbe espresso “malessere” per gli “ultimatum” da parte di M5s. Le fonti riferiscono che “si lavora comunque a una soluzione”.

14.30 – Telefonata Di Maio-Zingaretti in mattinata

14 – Esposito (Pd) a Zingaretti: “Proponi Cantone”
“Consiglio, non richiesto, a Zingaretti: se davvero vuoi governo che segni discontinuità rispetto al governo Conte serve presidente del Consiglio che sia una garanzia di trasparenza e serietà. Il Pd proponga al M5s Raffaele Cantone voglio vedere come potrebbero dire no”. Lo scrive in un Tweet il dem Stefano Esposito, ex assessore alla mobilità e al trasporto pubblico del comune di Roma nella giunta Marino.

13.45 – Mattarella a Fivizzano: “Memoria e verità sono alla base delle democrazie” (LEGGI)
“Memoria e verità sono alla base delle democrazie”, “la notte delle coscienze condusse a immani tragedie, come quelle che ebbero luogo nel Comune di Fivizzano, le cui vittime oggi solennemente ricordiamo. Uccise per feroce volontà di morte”, “i popoli italiano e tedesco, negli anni fra i due conflitti mondiali, vissero esperienze tragiche e parallele”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella a Fivizzano (Massa Carrara) per la commemorazione dell’eccidio nazista dell’agosto 1944 insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

13.30 – Nuovo elogio di Grillo sul Blog per Conte
“‘Saluto con grande piacere il professor Giuseppe Conte, lo abbiamo visto attraversare una foresta di dubbi e preoccupazioni maldestre, faziose e manierate, che ha saputo superare grazie a dei requisiti fondamentali per la carica che è destinato a ricoprire: la tenuta psicologica e l’eleganza nei modi’. Così scrivevo a proposito del nostro presidente del Consiglio, a maggio del 2018 e questo è il mio pensiero a distanza di un anno”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo, come ultimo punto della rubrica domenicale ‘la settima del blog’.

13.15 – M5s smentisce ricostruzioni su Fico premier: “Nessuna posizione ufficiale”
“Il M5S smentisce ogni ricostruzione attribuita a fonti parlamentari. Come già ribadito in più occasioni il M5S si esprime solo attraverso i suoi canali ufficiali. Ogni ricostruzione relativa a presunte fonti parlamentari vicine o meno al capo politico Luigi Di Maio non sono da considerarsi la posizione ufficiale del Movimento”. Lo precisa il M5S in una nota, in merito alle fonti parlamentari pentastellate che avevano dato per chiusa l’ipotesi di Fico premier. Il presidente della Camera ha comunque ribadito la sua volontà di dare continuità al suo ruolo istituzionale, chiamandosi fuori dalla trattativa.

13 – Morra: “Solo chi non fa non sbaglia, serve coraggio”
“Ed allora, allora ho dei dubbi, mi fermo, sbaglio, ma lo sbaglio mi dà poi la forza di recuperare, è il coraggio lo sbaglio. Lo sbaglio è il nostro coraggio, anche quando sai di non farcela, sai che non ci sono i numeri, sai che un’impresa è impossibile, ebbene riuscire ad andare avanti è essere coraggiosi. E’ l’unica forma di coraggio che io conosca, ma è meravigliosa.”: è inutile che precisi di chi siano queste parole, lo sappiamo. Andare avanti, sognare e trasformare il sogno in realtà. Ce la possiamo fare. Ce la faremo”. Lo scrive il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra citando, in un post su Facebook, le parole di Beppe Grillo. “E ricordiamoci che chi non fa, non sbaglia mai. Perché non ha coraggio”, aggiunge.

11.54 – Fonti Montecitorio: “Fico darà continuità al suo ruolo”
“Roberto Fico ricopre l’incarico di presidente della Camera dei deputati e intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo”. E’ quanto viene evidenziato da fonti di Montecitorio.

11.45 – Fonti Chigi: “Nessuna telefonata Conte-Di Maio”
Non c’è stata alcuna telefonata ieri tra il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio, a differenza di quanto riportato da alcuni giornali. Lo precisano fonti di palazzo Chigi, sottolineando che non c’è stata alcuna lamentela o doglianza da parte del premier nei confronti del capo politico dei 5 stelle. Anzi, precisano le fonti, il premier è stato chiaro: in questo momento dobbiamo lasciare che i leader delle forze politiche possano lavorare per verificare se può nascere un’intesa programmatica solida e sostenibile, che possa realizzare un ampio programma riformatore.

10.50 – Prodi: “M5s e Pd facciano prevalere interesse generale”
I nostri partner si attendono “dall’ Italia la formazione di un governo che eviti la vera anomalia italiana, che è la rottura con l’Europa. Il voto dei 5 stelle in favore di Ursula von der Leyen ha di fatto aperto la crisi ma ha, nello stesso tempo, suggerito l’ipotesi di una soluzione. C’è da sperare che i responsabili di Pd e 5 stelle ne prendano atto e facciano prevalere gli interessi generali e le prospettive del futuro sulle divisioni del passato”. Lo scrive Romano Prodi nella conclusione del suo editoriale di oggi sul ‘Messaggero’.

9.40 – Marcucci (Pd): “Non esiste un problema Conte. Ma Di Maio proponga nomi condivisi”
Il capogruppo al Senato ed esponente della corrente renziana Andrea Marcucci, in un’intervista a la Stampa, ha ribadito l’apertura sul nome di Conte. Anche se ha chiesto agli interlocutori di puntare piuttosto su profili condivisi. “Serve un progetto riformatore per l’Italia, non uno scontro sul nome del leader”. Ha anche apprezzato le parole del premier dal G7: “È un bene che abbia chiuso in modo irrevocabile con Salvini. Altro che i bizantinismi usati da Di Maio nelle stesse ore”. Continuare “su ultimatum e veti ci porta a sbattere la testa contro il muro e a riportarci tra le braccia di un uomo fuori controllo come Salvini, che non rispetta le istituzioni democratiche”. Per Marcucci “non esiste un problema Conte, Di Maio deve giocare a viso aperto, dirci quali sono le questioni pregiudiziali per lui, ben sapendo che ci sono nomi che aiutano a trovare un’intesa rapida e nomi che possono renderla quasi impossibile”. Deve prevalere “lo sforzo di trovare nomi condivisi” e “concentrarsi sulle cose che uniscono”. Di Maio “non è certo un nome che potrebbe unire l’alleanza”. Mentre Fico da presidente della Camera, “è stato certamente meno coinvolto nel governo giallo-verde. Evitiamo però di dare pagelle a eventuali candidati, aspettiamo un confronto serio tra Di Maio e Zingaretti”.

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Cronaca
Canevaworld, trenino monorotaia si ribalta all’interno dell’area Movieland: 7 persone ferite, anche alcuni bambini
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 17:38:29 +0000

Il trenino monorotaia “Back to the Backstage” si è ribaltato all’interno di Movieland, area a tema dedicata al cinema nel parco divertimenti di Canevaworld, a Lazise (Verona). Sette persone sono rimaste ferite, nessuna è in gravi condizioni, e sono state soccorse dai sanitari del 118 accorsi con l’elicottero di Verona Emergenza e tre ambulanze. Tre feriti sono stati trasportati a Verona, al Polo Confortini di Borgo Trento, altri quattro all’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda. Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

Il mezzo permette ai visitatori di attraversare il parco osservandolo dall’alto e sul sito del parco divertimenti è definito come “un viaggio dietro le quinte del parco in pieno relax”. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Bardolino, ancora impegnati nella struttura ricreativa sul lago di Garda.

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Politica
Crisi, Zingaretti: “Discontinuità garantita anche da cambio di persone. Italia non capirebbe un rimpastone del vecchio governo”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 17:30:05 +0000

“Noi pensiamo che in un governo di svolta la discontinuità debba esser garantita anche da un cambio di persone. È la posizione che ho sempre sostenuto e che ribadisco, convinto che si troverà una soluzione in un confronto reciproco, capendoci e interloquendo”. Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti in una conferenza stampa nella sede del partito. “L’Italia non capirebbe un rimpastone del governo che è caduto. Siamo molto preoccupati – ha aggiunto- per l’eredità del vecchio governo, il rinnovamento e una nuova stagione deve esserci anche nelle politiche economiche”

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Calcio
Sinisa Mihajlovic lascia l’ospedale e raggiunge il Bologna in albergo a Verona: in panchina per la prima contro l’Hellas
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 17:10:21 +0000

Aveva dato appuntamento ai suoi ragazzi alla prima giornata di campionato e Sinisa Mihajlovic ha rispettato la promessa. Dopo 40 giorni di assenza dai campi di calcio, durante i quali è rimasto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna per iniziare la chemioterapia contro la leucemia di cui ha scoperto di essere affetto, oggi pomeriggio il tecnico serbo ha lasciato la struttura per raggiungere la squadra in albergo a Verona, dove i suoi ragazzi affronteranno l’Hellas.

Stasera il mister si siederà di nuovo al suo posto in panchina, anche se dovrà prendere tutte le precauzioni necessarie per una situazione di salute come la sua, dopo oltre un mese di quasi isolamento all’interno della struttura ospedaliera.

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Scienza
E-cig, l’oncologo: “Riducono rischio di cancro e danni a breve termine rispetto alle sigarette, ma hanno alti livelli di metalli pesanti”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 16:02:36 +0000

“Le sigarette elettroniche non sono totalmente innocue, sia quelle contenenti nicotina sia quelle senza. Anche se riducono il rischio di cancro, i danni nel breve termine, come broncospasmi e polmoniti gravi, sono già stati dimostrati”. È l’avvertimento di Roberto Boffi, direttore della Pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano alla luce del primo caso di morte associato all’uso di e-cig certificato dalle autorità americane.

“In uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivista Enviromental sciences abbiamo dimostrato che queste sigarette presentano livelli di metalli pesanti, quali nichel, cromo, argento e piombo, quattro volte superiori a quelli delle sigarette tradizionali – spiega il medico -. Si tratta di sostanze irritanti, tant’è vero che nei pazienti asmatici lo ‘svapo’ può provocare broncospasmo e tosse nel giro di dieci minuti. Lo constato anche nella mia attività clinica”.

E la letteratura medica riporta diversi casi. “Come quello uscito su Chest nel 2015, riferito a un sessantenne canadese”. Un altro effetto collaterale sono le polmoniti tossiche. Nel 2018 su Pediatrics viene riportato un caso del genere su una ragazzina di 18 anni di Pittsburgh. “Le goccioline liberate dal vapore si depositano negli interstizi polmonari, cioè tra bronchi, polmoni e capillari, e al pari delle polmoniti virali causano insufficienza respiratoria. Finora non sono state riscontrate vittime e i numeri sono piuttosto contenuti, ma è un rischio di cui tener conto senz’altro”.

Certo, rispetto alle sigarette a tabacco riscaldato fanno meno male. Ma le ricariche liquide delle e-cig rilasciano comunque sostanze cancerogene seppure in quantità minima. In un altro studio condotto dall’Istituto nazionale dei tumori, uscito l’anno scorso sulla rivista Epidemiologia e prevenzione, i medici hanno documentato infatti una concentrazione di formaldeide, che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito nel gruppo 1, tra le sostanze cioè con precise evidenze di cancerogenità. “Per cui non si scherza, le e-cig non sono un gioco – sottolinea Boffi -. Il nostro appello è di vietarne l’uso anche negli ambienti interni perché nuocciono alla salute non solo di chi le usa ma anche delle persone accanto”.

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Attualità
Pordenone, al funerale “non è gradita la presenza della figlia e del genero”: la strana epigrafe con la richiesta della defunta
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:54:28 +0000

FONTANAFREDDA – “Sicuramente è un fatto inconsueto, che non mi era mai accaduto prima durante il mio ministero di parroco e di sacerdote”. Don Andrea Della Bianca, che sovrintende alla parrocchia di San Giorgio Martire a Fontanfredda, in provincia di Pordenone, commenta con queste parole l’insolita epigrafe che ha annunciato il funerale di una donna di 86 anni. Perché le epigrafi vengono stampate e affisse ai muri di paesi e città per annunciare la scomparsa del caro estinto, accompagnando l’informazione, corredata di fotografia, con l’indicazione del luogo e dell’ora in cui si terranno i funerali e la sepoltura. Nel caso di Anita Facca, vedova Lisetto, invece è comparso uno strano invito. “Come espressamente richiesto dalla cara Anita non è gradita la presenza della figlia e del genero”. L’annuncio della morte, “con profondo dolore”, è stato dato dall’altro figlio, Loris, assieme alla nuora Luana e a tutti i parenti.

E’ stato proprio Loris Lisetto a mettersi in contatto con il parroco per definire i dettagli del funerale celebrato nella chiesa di San Giorgio Martire. Ed è stato in quella occasione che ha informato il sacerdote delle intenzioni della madre di non volere la la presenza della figlia. In molte famiglie si nascondono ruggini nei rapporti interpersonali, ma la decisione di interdire la presenza al funerale di un congiunto così stretto è sicuramente un fatto eccezionale. Intervistato da “Il MessaggeroVeneto”, Loris Lisetto ha dichiarato: “Ho solamente dato corso alla volontà di mia madre”. Da parte sua, il parroco ha celebrato il funerale senza che si verificassero episodi spiacevoli. “Conoscevo bene Anita, perché era una mia parrocchiana, a cui portavo regolarmente la comunione, quando non poteva uscire di casa” ha spiegato don Andrea. Sui motivi del dissapore familiare i parenti si sono chiusi in uno stretto riserbo.

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Mondo
G7, Macron: “Nessun mandato alla Francia per parlare con l’Iran”. Ma il ministro degli Esteri di Teheran arriva a Biarritz
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:20:33 +0000

Nessun mandato formale per parlare con l’Iran a nome del G7, “perché Il G7 è un club informale, non conferisce mandati formali a questo o a quello”. Il presidente francese Emmanuel Macron smentisce le voci sul presunto ruolo conferitogli per mediare tra Teheran e i Paesi presenti al vertice e in particolare gli Stati Uniti, che a maggio 2018 hanno ufficializzato il ritiro dalla storica intesa con Teheran siglata il 14 luglio 2015 dall’amministrazione di Barack Obama. Eppure il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif è arrivato nel primo pomeriggio proprio a Biarritz, dove si sta svolgendo il summit, chiamato su iniziativa di Parigi e non del G7 per “una riunione franco-iraniana” con il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian. Ma, come dimostra anche un tweet che ha postato in serata, ha incontrato anche Macron: “La strada davanti a noi è difficile, ma vale la pena provare”, ha scritto con riferimento al dossier sul nucleare.

Solo due giorni fa, alla vigilia del vertice, Zarif aveva incontrato a Parigi il presidente francese nonostante, aveva scritto su Twitter, “gli sforzi americani di distruggere la diplomazia”. Un incontro che il leader di En Marche aveva definito “costruttivo e produttivo”. Il portavoce di Zarif, Seyyed Abbas Mousavi, ha inoltre aggiunto che il ministro è arrivato “su invito del ministro degli Esteri francese Le Drian per continuare le discussioni sulle recenti iniziative tra i presidenti dell’Iran e della Francia” precisando che “non ci saranno colloqui o incontri con la delegazione americana in questo viaggio”.

E se sull’arrivo del ministro iraniano Trump si è limitato a un secco “no comment” Macron, ha dichiarato una fonte dell’Eliseo, di avere informato il presidente Usa e gli altri leader della sua presenza a Biarritz durante il pranzo a sorpresa che hanno avuto ieri prima dell’inizio dei lavori. Un pranzo che il tycoon ha definito “l’ora e mezzo migliore mai trascorsa” con Macron. “C’è stata una conversazione molto concreta tra i leader del G7 – ha detto ancora la fonte – Su questa base è sembrato importante poter fare il punto con Zarif per continuare a convergere e rendere operative le condizioni alle quali noi possiamo arrivare ad una de-escalation delle tensioni ed una pausa che permetta di negoziare in modo proficuo, come stiano cercando di fare da molti mesi”.

I rapporti diplomatici tra Usa e Iran, dopo la rottura dell’intesa sul nucleare, si sono ulteriormente complicati con i casi delle petroliere saudite e britannica nello Stretto di Hormuz e il presunto abbattimento di un drone Usa nei cieli iraniani. Zarif, infatti, è il capo della diplomazia di Teheran, colui con cui i Paesi stranieri si devono confrontare riguardo a ogni trattativa internazionale. Il ministro degli Esteri, tra l’altro, è da considerarsi una colomba all’interno del governo riformista di Hassan Rohani, che già in passato ha spinto per favorire il dialogo con gli avversari internazionali, compresi gli Stati Uniti.

In mattinata i media francesi avevano attribuito all’Eliseo l’assegnazione del “mandato”, a seguito della discussione coi leader del vertice, per “evitare a ogni costo che l’Iran si doti dell’arma nucleare e di fermare l’escalation nella regione”. Ma il diretto interessato ha smentito: “Il presidente Trump ha ragione: non c’è un mandato formale dato nel quadro del G7, non esiste”, ha detto confermando che non ci fosse stata nessuna discussione, come dichiarato dal presidente Usa. “Continueremo ciascuno ad agire nel proprio ruolo. Poi, parlando con i giornalisti, a proposito dell’Iran ha detto: “Ieri abbiamo avuto una discussione, dalla quale sono emerse due punti fermi comuni, nessun membro del G7 vuole che l’Iran si doti dell’arma nucleare e tutti siamo impegnati per la stabilità della regione”. Il presidente ha spiegato che continuerà le discussioni con l’Iran “a nome della Francia, ma alla luce delle discussioni di ieri sera”.

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Mondo
Maiorca, scontro tra elicottero e ultraleggero: 7 vittime, tra cui anche un italiano e un minore
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:17:15 +0000

Sette persone sono morte sull’isola spagnola di Maiorca per lo scontro in cielo tra un elicottero e un ultraleggero, nel pomeriggio del 25 agosto. Tra le vittime ci sono anche un minore e, secondo quanto scrive Europa Press, un italiano. “Un incidente aereo si è verificato oggi alle 13.35 tra un elicottero e un ultraleggero a Inca“, nel centro dell’isola, ha affermato il governo regionale delle Baleari sul suo account Twitter. “La prima valutazione è di 5 decessi, tra cui un minore”, hanno poi aggiunto.

La stampa locale riferisce che lo scontro è avvenuto sul Camí de Taritx, tra Inca e Costitx. Al momento le cause della collisione non sono note, ma la guardia civile ha già avviato un’indagine per chiarire la dinamica. Da una prima ricostruzione i due mezzi, su cui viaggiavano rispettivamente cinque e due persone, si sono scontrati in aria e ognuno è stato respinto in una direzione, cadendo su giardini e aree coltivate ma evitando le case vicine. Nessuno dei passeggeri è sopravvissuto all’impatto, ma sono stati scongiurati ulteriori decessi. Le squadre di emergenza stanno cercando di spegnere l’incendio generato.

Come riportato dal Servizio sanitario urgente (SAMU), diverse ambulanze sono state spostate sulla scena. La polizia locale di Inca ha spiegato che i mezzi aerei sono caduti in una fattoria, sulla strada che va da Sencelles a Sineu.

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Diritti
Roma, nella clinica mobile dei Medici per i diritti umani: ‘’Ultimi sgomberi hanno reso situazione esplosiva. In aumento le malattie mentali’’
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:16:16 +0000

Medici per i diritti umani è un’organizzazione umanitaria fondata a Roma nel 2004. Nello stesso anno sempre nella capitale è nato il progetto ‘’Un camper per i diritti’’, un presidio mobile che in diverse zone della città, tra cui la stazione Termini e la stazione Tiburtina, fornisce gratuitamente assistenza medica e sanitaria. “Nell’ultimo anno la tipologia dei nostri pazienti è molto cambiata – ha dichiarato Giulia Chiacchella, medico del progetto ‘Un Camper per i diritti’ – siamo passati da persone dirette in altri paesi europei a persone che vivono stabilmente in Italia da un anno o più.” “Abbiamo notato – ha aggiunto Anita Carriero, coordinatrice della clinica mobile di Roma – un aumento delle malattie psicologiche e mentali, dovuto all’estrema precarietà sia abitativa che lavorativa in cui queste persone si trovano a vivere.’’

Secondo i dati di Medu, i pazienti sono soprattutto migranti provenienti dall’Africa occidentale, nella maggior parte dei casi regolari, ma che per diversi motivi si trovano in una fase di limbo: persone con protezione umanitaria che in seguito al decreto sicurezza non sono sicure del rinnovo del documento, dublinati cioè migranti rimandati in Italia secondo le regole del paese di primo ingresso previste dal trattato di Dublino, detentori della protezione internazionale che una volta ottenuto lo status di rifugiato si trovano costretti ad abbandonare i centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) senza in molti casi avere un’alternativa.

A peggiorare la situazione tanto da renderla ‘’esplosiva’’, secondo gli operatori di Medu, sono i continui sgomberi che avvengono nella capitale: ‘’Non sono risolutivi – ha detto Anita – le persone dopo uno sgombero non fanno altro che spostarsi peggiorando la loro situazione.’’ Secondo il programma degli interventi approvato dal Prefetto di Roma in seguito al ‘Decreto sicurezza’, partendo dalla primavera del 2020 con una media di quattro interventi ogni dodici mesi, sono 23 gli sgomberi previsti nella capitale ai quali vanno aggiunti altri due edifici per i quali la Prefettura ha già in corso le attività propedeutiche allo sgombero

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Politica
Crisi di governo, Morassut (Pd): “Conte 2? Serve una svolta, non un semplice pit stop”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:09:26 +0000

Il Pd dice no al Conte bis “perché per fare un nuovo governo serve una svolta, nel programma e nei nomi, e non un semplice pit stop“. Lo ha detto Roberto Morassut, componente della segreteria del Pd, giungendo nella sede del partito, dove oggi si riuniscono i sei tavoli per definire il programma

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Blog
Terremoto Centro Italia, nella Basilica di Norcia i lavori vanno a rilento. E la pazienza è agli sgoccioli
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 15:01:42 +0000

“Per rimuovere l’importante volume di macerie dall’interno della Basilica abbiamo stimato che servirà circa un milione di euro ma, dato che non siamo più in regime di emergenza, non possiamo più affidare direttamente i lavori, bensì procedere a gara pubblica. Prima di poterlo fare occorre avere tutte le coperture finanziarie del caso”.

A marzo 2018 la Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, Marica Mercalli, faceva i conti di quanto servisse per la Basilica di Norcia, distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016. Conti, ma anche previsioni sul termine delle operazioni, necessarie per poi provvedere alla ricostruzione. “Il nostro obiettivo è di riprendere i lavori subito dopo Pasqua, così da completare la rimozione dei detriti e la messa in sicurezza interna della Basilica entro il settembre-ottobre prossimi”, diceva Mercalli. In realtà le cose non sono andate propriamente così.

“Il 19 agosto abbiamo ripreso lo svuotamento e in una settimana abbiamo rimosso 120 metri cubi di macerie, arrivando all’incrocio tra la navata e il transetto”, ha detto la Soprintendente intervenendo il 24 agosto alla commemorazione del terzo anniversario della prima scossa di terremoto. Dunque un ritardo considerevole. Un dilatarsi dei tempi, ancora. Nonostante le più buone intenzioni. Già, perché a marzo 2018 la Soprintendente sosteneva che “la pianificazione dei tempi e delle modalità di intervento ce l’abbiamo chiara, adesso dobbiamo lavorare per consentire l’avvio di questa ultima fase, propedeutica alla ricostruzione della Basilica, che vorremmo tanto avviare nel 2019”.

Peccato che ora ci si affidi solo ad una speranza. Quella che “l’Ue conceda i finanziamenti necessari per dare continuità ai lavori e terminare al più presto lo svuotamento, per poi avviare la ricostruzione della Basilica”. E’ più che comprensibile che la rimozione delle macerie all’interno della Basilica sia una operazione particolarmente complicata. Che richiede pazienza e tempo e, quindi, risorse “speciali”. Ma è indubbio che i tre anni trascorsi dall’evento sismico siano un macigno che grava sull’operazione. Un macigno sempre più ingombrante e sulla cui persistenza le giustificazioni appaiono progressivamente più fragili.

La Basilica è un simbolo, ancora “negativo”. Anche per questo sulle transenne del cantiere è apparsa la scritta “Vergogna”. La Basilica, come l’abitato di Norcia, è solo un’idea, ben lungi dal realizzarsi. Così, come accade anche in altri centri stravolti dal terremoto, le persone sono deluse. Ma anche arrabbiate. Non credono più a nessuno. Perché tutti hanno ancora negli occhi le sfilate dei politici. Hanno fatto a gara a venire qui. Ma è cambiato ben poco. Per questo il comitato Rinascita Norcia ha scritto una lettera al presidente Sergio Mattarella, mentre il Comitato spontaneo “Pro Basilica identica” si è rivolto al vescovo della diocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, chiedendogli di invitare il Pontefice a raggiungere la cittadina che diede i natali al santo patrono d’Europa.

All’interno della Basilica si spera ancora di recuperare, in coincidenza del transetto sinistro, il San Benedetto che riceve Totila realizzato nel 1621 da Filippo Napoletano, oltre all’Adorazione dei pastori che si trovava sopra il secondo altare sulla destra. Nel centro cittadino si è ancora in attesa di opere pubbliche necessarie, come l’ospedale, le scuole, la casa di riposo, il distretto sanitario, la caserma, il museo della Castellina, l’Antiquarium, la sede dell’Archivio storico, la biblioteca e il teatro.

L’attesa continua. Da un governo all’altro. La pazienza è davvero agli sgoccioli.

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Attualità
Trapani, i bagnanti offrono aiuto alla venditrice ambulante: “Badiamo noi a tua figlia”. E una di loro racconta: “Un’Italia diversa da quella raccontata sui social”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:50:54 +0000

Una donna venditrice ambulante stava camminando in spiaggia, sotto il sole rovente. Con lei, la figlia piccola. Due o tre anni al massimo. La stanchezza, la difficoltà a gestire la bimba e la merce. Ma la foto diffusa dal curatore del blog Generazione Antigone, Lorenzo Tosa, racconta un proseguimento della storia che forse non ci si aspetta: alcuni bagnanti si sono avvicinati alla donna e si sono offerti di badare alla figlioletta. E’ accaduto a San Vito Lo Capo, Trapani. “Grazie a Desirè e a Gabriella, per avercelo raccontato. Grazie alla Sicilia, perché non tradisce mai. Grazie all’Italia bella, che resiste”, si legge sul blog dove è stata postata la foto.

E Desirè Nica, una delle mamme presenti, ha parlato ai microfoni di Radio Capital: “Avevo visto questa bimba dell’età di mia figlia… Da quando sono diventata mamma, tutti i figli sono figli miei – ha detto – Mi ha colpito il vedere tutte queste mamme che si sono messe insieme per aiutarne un’altra. E per rispondere anche ai maligni che dicono “i bambini se li portano dietro per vendere di più” aggiungo che se fosse stato così questa mamma ci avrebbe detto di no, avrebbe portato la figlia con sé. Invece è stata felice di lasciarla, non voleva tenerla sotto il sole”. E ancora: “Quello che oggi ti comunicano i social è un’Italia che si sente autorizzata a tirare fuori la parte razzista ma la realtà è molto meglio di quella che appare sui social”.

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Mondo
Hong Kong, nuovi scontri: polizia punta la pistola contro manifestanti e giornalisti
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:44:59 +0000

Manifestanti e polizia sono tornati a scontrarsi a Hong Kong con un’escalation che ha visto non solo schierati per la prima volta due automezzi con i cannoni ad acqua. A Tsuen Wan gli agenti hanno puntato le pistole contro attivisti, giornalisti e semplici cittadini (come testimoniano anche molti dei video diffusi su Twitter) e sparato alcuni colpi di avvertimento verso l’alto

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Blog
Migranti, l’Occidente finge di non vedere. Ma l’omertà porta alla rivolta
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:40:44 +0000

Lo riconosco, un mese in patria non è molto. Appena 30 giorni in un calendario che dipende dalle circostanze e dall’attesa del visto per il ritorno nel Niger, scaduto ancora prima di partire per inavvertenza. Del Sahel e del Niger, almeno finora, nessuna traccia in televisione, nei giornali e nei discorsi. Abbiamo smesso di esistere entrambi e con noi la sabbia e i morti quotidiani ad opera degli imprenditori della guerra e i bambini dei poveri che hanno, ormai da tempo, smesso di andare a scuola. Gli insegnanti minacciati perché considerati fiancheggiatori dell’Occidente che soprattutto con la scuola ne perpetua il colonialismo culturale e politico. Malgrado la vicenda delle navi coi migranti salvati dalle acque libiche in attesa di attraccare a Lampedusa, quanto accade a monte – anzi, nel deserto – è stato cancellato.

Le (auto)censure sono le più pericolose e, come avvenuto anche in altre epoche, potrebbero condurre a ulteriori derive un continente che fatica ad assumere le conseguenze dei principi che propone e spesso impone agli altri. L’insostenibile censura di quanto costituisce la realtà, che è sempre processo da interpretare, voluto o inatteso, di scelte operate nella contingenza del tempo. Non si dice più nulla dei migranti cancellati dai radar prima che raggiungano, a migliaia, i campi di detenzione in Libia. Si è dimenticato, colpevolmente, che adesso le frontiere europee sono scese anche da Agadez, nel Niger, verso la costa atlantica. La gente del posto non è più libera né di restare né di partire. Quanti, a proprio rischio e pericolo, cercano ancora di partire, sono intruppati nei campi di “accoglienza detenuta” gestiti dall’Oim. Quest’ultimo, delle Migrazioni Internazionali, ha fatto la propria Organizzazione e cioè il business in nome dell’Occidente che lo finanzia.

Che i migranti siano ormai dei criminali da fingere di fermare alle frontiere è fatto conosciuto e accettato da quelli che contano. Delle politiche europee che da decenni e in particolare, per quanto riguarda il Sahel, dal 2015 – incontro intercontinentale della Valletta – non ci sono più tracce. Eppure è in conseguenza di tali politiche che poi appaiono le navi salvatrici di persone che l’Occidente condanna e poi spinge al naufragio.

La gente non è libera di partire né libera di restare, perché lo smantellamento delle economie locali e la rapina sistematica e coerente delle risorse impedisce o rende almeno problematico il restare. Dalla pesca sulla costa ai minerali, per passare all’agricoltura, il sistema di spogliazione globale continua a infierire nello spazio saheliano. Ciò accade con la complicità delle élite locali, da tempo acquistate dal sistema e membri subalterni delle classi dominanti internazionali. Ottenere visti e permessi di soggiorno è una missione ritenuta dai più impossibile e la sola via che rimane da percorrere per farsi accettare come nuovi schiavi dell’Occidente è il cammino nel deserto o altre rotte impossibili che durano anni.

Queste cose non si dicono più a causa di questa censura che, come una coltre di fumo, impedisce di cogliere la storia e si limita alla cronaca da manipolare secondo gli interessi dominanti. Si censura il “politico” come ambito privilegiato di costruzione sociale comune e ci si ribatte sulla gestione amministrativa e romanzata della politica.

La censura intesa come complice occultamento del reale porta come conseguenza l’insopportabile tradimento dei poveri. Essa comincia dagli occhi, asserviti alle mercanzie e le pubblicità dominanti e coinvolge allo stesso tempo le orecchie, preda dei cellulari, che ne ritmano l’ascolto. Si cammina guardando lo schermo e ascoltando e parlando in continuazione in immaginari dialoghi a distanza mentre i volti reali della gente scompaiono, frantumati dall’assenza.

L’autocensura, ancora più ingiustificabile, coinvolge i mezzi di comunicazione, i cittadini comuni e gli imprenditori sociali e religiosi. Assimila e colonizza l’ambito politico, educativo ed economico delle società dell’Occidente. Lo smascheramento di questa omertà è il primo passo verso la redenzione. Il secondo si chiama rivolta, ossia la conversione ai volti.

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Mondo
Hong Kong, ancora scontri fra polizia e manifestanti: idranti e spari in aria. Pistole puntate contro attivisti e giornalisti
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:30:17 +0000

Idranti e colpi di pistola sparati in aria. Ma anche pistole puntate alla testa dei manifestanti e perfino dei giornalisti. Arrivano immagini inquietanti da Hong Kong sulla seconda giornata di scontri a Hong Kong, dove è in atto il clou della 12° settimana di manifestazioni antigovernative. I cannoni ad acqua sono stati usati per sgombrare le barricate e disperdere la folla nel distretto di Tsuen Wan. La polizia ha anche sparato gas lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno lanciato petardi, tra cui bottiglie incendiarie. Ma le forze dell’ordine, come si vede da alcuni video e foto postate su Twitter, ha anche risposto con colpi di pistola in aria e puntando le armi contro attivisti e stampa.

Le immagini sui social media mostrano i veicoli che trasporti gli idranti guidati per le strade di Tsuen Wan, dove i manifestanti hanno realizzato blocchi stradali e bloccato i marciapiede. I veicoli sono equipaggiati con telecamere di sorveglianza e più ugelli per cannoni ad acqua, e la polizia aveva affermato che sarebbero stati utilizzati solo in caso di “disturbo pubblico su larga scala”. I manifestanti stanno tirando giù le telecamere. Le proteste sono state scatenate da un disegno di legge che prevede estradizione in Cina, ma da allora si sono trasformate in più ampie proteste antigovernative e gli sviluppi di domenica segnano una grave escalation nei disordini.

All’inizio di questo mese, l’ong per i diritti umani Amnesty International aveva avvertito che i cannoni potrebbero causare gravi lesioni e portare a ulteriori tensioni. Domenica scorsa c’era stata un’altra manifestazione più pacifica, composta da quasi 2 milioni di partecipanti che hanno chiesto una soluzione politica alla crisi. Ma da ieri il clima è diventato più pesante, con le cariche della polizia e diverse persone ricoverate in ospedale. L’ultima tornata di violenze arriva dopo una settimana in cui sembrava che la situazione fosse sotto controllo.

Da parte sua, il governo di Hong Kong ha condannato con fermezza gli “atti vandalici e violenti compiuti dai manifestanti”. In una nota, il portavoce del governo ha dichiarato che la polizia perseguirà rigorosamente tutti gli atti illegali, facendo appello ai dimostranti di “interrompere le violenze“. Il portavoce ha dichiarato che durante la manifestazione alcuni attivistihanno deviato dal percorso approvato e hanno eretto barricate, paralizzando il traffico e i servizi di emergenza. Il portavoce ha poi aggiunto che “i manifestanti hanno anche vandalizzato beni pubblici, appiccato incendi, lanciato sospette bombe molotov e attaccato gli agenti di polizia con mattoni”.

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Jovanotti oggi è il cantautore italiano più pop. E il suo beach party è il tour dell’anno
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:20:39 +0000

Ha fatto discutere, ha fatto ballare, ha fatto conoscere il fratino a una platea certamente più ampia di quella a cui il docile pennuto avesse fino ad allora mai potuto aspirare con le proprie forze, ma una cosa è certa: il Jova Beach Party è il tour dell’anno, è bene partire con delle evidenze incontrovertibili. Lo è per l’idea, per il coraggio, per l’organizzazione e la felice riuscita degli appuntamenti che si sono svolti fin qui.

In occasione dell’ultimo concerto a 2.300 metri di altitudine a Plan de Corones, inoltre, l’artista pare aver fatto anche la pace con Reinhold Messner, anche se le successive dichiarazioni di quest’ultimo non sono poi così distensive.

Il tour comunque è decisamente innovativo. D’altra parte, e lo dicevamo in periodi di certo non sospetti, Lorenzo Cherubini è il migliore organizzatore di feste in Italia, il più completo, e sa fare una cosa molto rara, cioè unire il divertimento alla capacità di scrittura dei brani. Jovanotti oggi è un artista maturo, che si è messo in discussione molte volte, per esempio in occasione dell’ultimo disco Oh, Vita!, affidato alla maestria di un produttore come Rick Rubin: un enorme rischio. Un album imprudente e per questo tremendamente affascinante; su tutti il brano Sbagliato, dentro al quale sono stratificati decenni di canzone italiana – da Celentano alla poetica dello stesso Jovanotti – e che mette in luce una cosa che pochi cantautori oggi sono capaci di intercettare: l’immaginario collettivo, generazionale ma di certo non solo.

Non credo di esagerare, e chi legge questo mio spazio sa che non sono solito regalare complimenti (anche nei confronti dello stesso Jovanotti): a mio modo di vedere, Lorenzo Cherubini in Italia oggi è il rappresentante più completo del significato attuale di “canzone d’autore”, intesa in senso più ampio possibile, rispetto al quale l’espressione classica non è più che semplice, anche se importantissima, antonomasia. È certamente il cantautore italiano più pop.

Detto ciò, mi ero ripromesso di capire quanto fosse stato capace di convogliare tutti questi elementi dentro a quel contenitore spaziale che è il Jova Beach Party, e avevo pensato di andarlo a seguire a Vasto. Ora però andrò a vederlo a Montesilvano, in provincia di Pescara. Si è infatti conclusa con lieto fine la telenovela della tappa in Abruzzo. Dopo la cancellazione della data di Vasto, a cui il cantautore aveva attribuito motivazioni politiche, e dopo la “ricompensa” ai due sposi vastesi per non aver potuto celebrare il loro matrimonio on the beach, lo scorso 22 agosto è arrivata la notizia: l’evento si farà sulla spiaggia di Montesilvano il prossimo 7 settembre.

Ne scriverò qui, dunque, nei giorni successivi. Poi, per chi ne avrà voglia, mi piacerebbe anche confrontarmi con i lettori sulle nostre reciproche esperienze: qui o sui miei social. Allora a presto.

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Mondo
Svizzera, aereo da turismo si schianta sul passo del Sempione. Polizia elvetica: “Tre morti, anche un bimbo”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:10:24 +0000

Un piccolo aereo si e’ schiantato in mattinata, poco prima delle 10.30, sul passo del Sempione, nei pressi dell’ospizio, al confine tra l’Ossola e la Svizzera. Ne hanno dato notizia i media elvetici, citando fonti della Polizia vallesana.

Un quotidiano on line svizzero tedesco pubblica alcune immagini, rilanciate da Ticinonews.it scattate da un lettore che mostrano una colonna di fumo alzarsi in cielo. Secondo quanto raccontato dal testimone, che stava facendo un’escursione con la sua famiglia nella zona, si sono sentite due forti esplosioni. I vigili del fuoco sono attualmente sul posto per spegnere le fiamme, coadiuvati da un elicottero di Air Zermatt. A bordo c’erano tre persone. Secondo la polizia sono tutte morte. Fra loro anche un bambino. Le operazioni di identificazione sono in corso. Le autorità elvetiche hanno aperto un’inchiesta per determinare le cause dell’incidente.

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Lavoro & Precari
Autostrade, sciopero nazionale casellanti durante controesodo. Sindacati: “Rotta la trattativa per rinnovo del contratto nazionale”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:07:20 +0000

Dalle 10 alle 14 di domenica 25 agosto e di nuovo dalle 18 fino alle 2 di lunedì 26 i casellanti sono fermi per uno sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali. Si tratta del terzo stop in giornate da bollino rosso per il traffico, dopo quello del 4 e 5 agosto e quello del 5 e 6 giugno. Lo sciopero, proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica, arriva “a seguito della rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di settore” e cade proprio nel pieno del controesodo di fine estate. In vista dei possibili disagi, Autostrade per l’Italia, ha messo in atto misure di assistenza.

Anche questa volta, la protesta del personale autostradale interessa, oltre ai casellanti, tutti i dipendenti turnisti non sottoposti alla regolamentazione dello sciopero. Per questi lo stop è con turni sfalsati e spezzati nelle ultime 4 ore della prestazione, mentre il personale tecnico e amministrativo si ferma le prime 4 ore del proprio turno di lunedì.

Gli scioperi erano iniziati a giugno, a 5 mesi dalla scadenza del contratto collettivo nazionale ed erano ripresi a luglio per le criticità in cui erano entrate le trattative sulla parte economica e normativa. Ancora una volta dunque, dopo la rottura della trattativa, i sindacati di settore hanno annunciato l’ennesimo fermo. A tornare dalle vacanze – secondo un bilancio stilato da Coldiretti/Ixé – sarà il 74% degli italiani che erano fuori, per i quali sarà possibile passare ai caselli solo pagando tramite Telepass o carta di credito, nelle fasce orarie interessate dallo sciopero. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, qualche giorno prima del fermo aveva chiesto di “rivedere la regolamentazione, oramai anacronistica. Un tempo in occasione dello sciopero dei casellanti, l’utente non pagava. Si danneggiava l’azienda e si faceva felice il consumatore. Ora, con i nuovi mezzi tecnologici, si formano solo code estenuanti ai caselli”.

Autostrade per l’Italia fa sapere di aver attivato misure per assistere gli automobilisti e favorire gli spostamenti degli italiani in una domenica di contro-esodo. Si tratta di potenziamento dei presidi di pronto intervento, rafforzamento della disponibilità di personale dedicato sia ai servizi di viabilità che al monitoraggio e alla gestione degli impianti, nei punti di maggiore afflusso. Per la gestione del traffico in uscita dai caselli interessati dallo sciopero, il personale di viabilità monitora in tempo reale l’andamento per limitare i disagi. In più è garantito il servizio di infoviabilità, con tutti i canali di comunicazione disponibili. In particolare, su Viabilità Italia è costantemente monitorata la situazione del traffico presso i principali caselli per l’intera durata dello sciopero. “Bene, ma non basta!”, ha commentato Dona, chiedendo tutela per gli automobilisti ai quali dovrebbe essere garantito “il pagamento dei pedaggi in tutte le forme possibili, soprattutto per il pagamento in contanti, senza privilegiare chi ha il telepass”.

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World News
Due ventenni si sposano e muoiono in un incidente d’auto subito dopo la cerimonia. La madre dello sposo: “Ho visto il mio bambino morire”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 14:05:48 +0000

Si sono sposati. Sono usciti dall’aula di tribunale in cui si erano celebrate le nozze. Hanno preso l’auto e sono rimasti vittime di un incidente mortale. Questo quanto accaduto nella contea di Orange, Texas, a Harley Joe Morgan, 19 anni, e Rhiannon Boudreaux Morgan, 20 anni. Secondo quanto riportato dalla Cbs11, l’auto dei due sposi novelli, una Chevrolet, si è scontrata con un camioncino che stava rimorchiando un trattore. Dietro di loro, a bordo di un’altra auto, c’erano la madre dello sposo Lashawna Morgan e la sorella, Christina Fontenot. “Quei due bambini. L’unica cosa che volevano era sposarsi e iniziare la loro vita. Avevano così tanti sogni. Ero lì, ho visto tutto: ho visto il mio bambino morire“, ha detto la madre, che ha assistito all’incidente. Nessuna ferita per l’uomo a bordo del furgoncino mentre i due ragazzi sono morti al momento dell’impatto. Secondo cBS11, le cause dello scontro sono ancora da chiarire. Stando a KFDM, la polizia di Orange sta investigando su quanto accaduto.

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Attualità
Sonia Grotto, chi conosce la “bloccatrice” seriale? Nessuno. Eppure non si fa che parlare di lei, che è una fan di Matteo Salvini
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 13:33:30 +0000

Tu la conosci Sonia Grotto? No eh? Ecco, non sei il solo. Nemmeno il 90%, o forse si può azzardare il 100%, degli utenti che “la nostra” ha bloccato su Twitter ha idea di chi sia. Fatto sta che da ieri sera, decine e decine di profili hanno cominciato a essere bloccati dalla signora Sonia, così, senza un vero perché. E la cosa, in men che non si dica, è diventata virale. Della Grotto (che poi ha cambiato nome utente) si sa ben poco. Per esempio è fan di Salvini, e non serve essere Tom Ponzi per arrivare a questa conclusione visto che come immagine in evidenza c’è proprio la faccia del leader della Lega.

È iscritta a Twitter dal 2011 e ha scritto oltre 400mila tweet. Un numero impressionante, quasi impossibile da raggiungere. Tanto che qualcuno ha pensato a un fake, anche perché il profilo della Grotto è chiuso, “lucchettato”, così che lei possa scrivere i suoi pensieri senza paura di essere segnalata e quindi di ritrovarsi con l’account chiuso. Intanto, impazza la “Grotto mania”: chi è stato bloccato lo dice, spesso chiedendosi (come Paola Turci) chi diamine sia la signora. Chi non è stato bloccato vorrebbe esserlo o in alternativa cercare di leggere quel che Sonia scrive. Cosa difficile, visto che la nostra si è fatta una nuova identità e deve prima accettare la richiesta di essere seguita.

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Ambiente & Veleni
Amazzonia in fiamme, Macron: “Paesi G7 uniti per aiutare i paesi colpiti”. I preti brasiliani contro Bolsonaro: “Basta deliri”
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 13:31:42 +0000

Tutti i leader del G7 sono d’accordo per “aiutare al più presto i paesi colpiti” dagli incendi in Amazzonia. Emmanuel Macron dal summit di Biarritz annuncia l’accordo, sottolineando che “c’è una vera convergenza” per fare fronte ai roghi che nelle ultime settimane stanno devastando la foresta più grande del mondo, dove circa 44mila soldati sono a disposizione per spegnere le fiamme. Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, che prima aveva accusato agricoltori e ong del disastro, aveva avvertito la comunità internazionale affinché il disastro non venisse strumentalizzato per imporre sanzioni commerciali. E su quanto sta accadendo in Brasile è intervenuto anche Papa Francesco: “Siamo tutti preoccupati per i vasti incendi che si sono sviluppati in Amazzonia. Preghiamo – ha detto – perché, con l’impegno di tutti, siano domati al più presto. Quel polmone di foreste è vitale per il nostro pianeta”.

Ma l’intervento più politico è stato quello dei vescovi brasiliani, che il 24 agosto sono hanno lanciato un appello ufficiale. “È urgente che i governi dei Paesi amazzonici, specialmente il Brasile, adottino provvedimenti seri per salvare una regione determinante per l’equilibrio ecologico del pianeta, l’Amazzonia appunto”. Nel testo c’è anche un richiamo al presidente Bolsonaro affinché non si lasci andare a “deliri e debacle nei giudizi e nei discorsi”. “Alzare la voce per l’Amazzonia – hanno osservato vescovi brasiliani – è diventato ormai indispensabile, in opposizione a intenzioni e scelte sbagliate. La gravità della tragedia degli incendi e altre situazioni caratterizzate da irrazionalità e avidità, con grandi impatti locali e planetari, richiedono che la voce sia alzata, in modo costruttivo, sensibilizzando e correggendo le direzioni prese. È tempo di parlare, scegliere e agire con equilibrio e responsabilità, in modo che tutti possano assumere la nobile missione di proteggere l’Amazzonia, rispettando l’ambiente, i popoli tradizionali, gli indigeni, di cui siamo fratelli. Se non si prenderà questo impegno, tutti subiranno perdite irreparabili”.

La Cei brasiliana si è inoltre associata alla catena via Facebook lanciata da padre Luis Miguel della Caritas di El Salvador, anche lui fortemente critico nei confronti del presidente. Nel testo diffuso sui social, anche il sacerdote critica l’atteggiamento del governo. Senza menzionale direttamente il presidente brasiliano Bolsonaro, padre Miguel, punta il dito contro l’insensibilità della politica nazionale, già criticata da esperti, ong e popolazioni indigene, perché antepone gli interessi economici a quelli umani. Oltre a un aumento, secondo Greenpeace, degli incendi nell’area del 148% dall’inizio del 2019, a contribuire al deterioramento della Foresta Amazzonica c’è anche la deforestazione, autorizzata dal governo in nome del profitto legato sfruttamento minerario in zone protette.

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Blog
Crisi di governo, la diretta tv fa il record di ascolti. Altro che invasione social
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 13:28:07 +0000

La tv e il video si sono ripresi alla grande la scena politica grazie alla crisi di governo trasmessa dal Senato nel pomeriggio del 20 agosto. Numeri e ascolti da capogiro, con la prima rete Rai a guidare di gran lunga la classifica con oltre il 21% di share, cui vanno aggiunti i quasi 12 punti dello speciale de La7: insomma un terzo di quelli che erano davanti alla tv ha seguito gli interventi dei leader dalla diretta del piccolo schermo.

Numeri da partita della Nazionale, milioni e milioni di cittadini, se si aggiungono quelli che lo hanno fatto via streaming sui computer, che hanno ascoltato, discusso, argomentato. Tutto ciò in piena canicola agostana non è un fatto da poco. Proprio per questo l’evento è forse uno di quegli accadimenti catodici che spostano qualcosa nel cervello e nel cuore dell’opinione pubblica, e vedremo in che direzione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Tra l’altro giova ricordare che si tratta di una cosa che non ha eguali nell’ultimo quarto di secolo e trova un’analogia solo con il dibattito parlamentare del lontanissimo 2 agosto del 1994: Silvio Berlusconi da pochi mesi al governo aveva tentato il colpo di spugna su Mani Pulite provocando la reazione del pool milanese e scatenando una tempesta nel governo e nel paese. L’infuocato dibattito parlamentare che ne era scaturito fu trasmesso in diretta nel tardo pomeriggio, appunto, del 2 agosto raccogliendo il 35% di share e oltre sei milioni di spettatori.

L’allora premier attaccava i giudici (colpevoli di indagare sul fratello Paolo) e a chi chiedeva una legge sul conflitto d’interessi replicava che lo si voleva espropriare dell’azienda come poteva accadere “solo nella Romania di Ceausescu”. Il discorso offriva il fianco ad un’efficace replica del neosegretario del Pds Massimo D’Alema, che lo accusava di attaccare i magistrati spinto dal risentimento e sul conflitto d’interessi gli riservava una stoccata efficace, ricordando come in Italia mancasse una qualsiasi legislazione liberale in materia: “altro che Romania! In Romania il Presidente del Consiglio era proprietario della televisione, proprio come in Italia, onorevole Berlusconi!” Una vera “corrida”, così la battezzarono allora i giornali, che segnava l’inizio del declino del suo primo governo, sopravvissuto solo qualche altro mese.

Altri sono i “mattatori” dell’oggi, se così possiamo definirli, ma l’attenzione anche in questa occasione è stata molto alta. E anche questa volta il dibattito sarà ricordato a lungo. Quel che interessa sottolineare è che la tv dunque si conferma, al di là delle troppo precoci diagnosi di morte, ancora una volta centrale nella vicenda politica nazionale e nel circuito dell’informazione, nonostante l’aumento vertiginoso dell’invasione social. La quale, per inciso, ha tra le altre caratteristiche un devastante potenziale narcisistico, che è poi quello che, tra gli altri fattori politici, ha alla fine giocato contro la leadership di Matteo Renzi e, perché no, sta minando quella di Matteo Salvini, facendone un personaggio completamente alla mercè di se stesso e dell’eccesso di immagine che ogni giorno si è andato costruendo. Una bolla che oggi forse sta scoppiando: con quali esiti dipende anche dalla intelligenza e dalla capacità di mutare l’agenda del dibattito pubblico da parte dei suoi avversari.

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Cronaca
Napoli, detenuto per omicidio evade dal carcere di Poggioreale usando una corda di lenzuola: è la prima volta che accade in 100 anni
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 13:13:31 +0000

Si è calato al di là del muro di cinta del carcere di Poggioreale utilizzando una lunga fune Robert Lisowski, il detenuto 32enne di origini polacche evaso oggi dalla casa circondariale di Napoli. Lisowski è riuscito a superare il muro perimetrale del carcere dal lato di via Francesco Lauria, quello cioè che affaccia sul Centro direzionale. Sono in corso ricerche a tappeto da parte di tutte le forze di polizia, coordinate dalla Procura. Lisowski era stato arrestato nel 2018 per omicidio.

Quella riuscita al 32enne è la prima evasione in oltre 100 anni di storia del carcere di Napoli Poggioreale. “Era nell’aria un episodio così grave che segna la fine di una roccaforte dei penitenziari italiani come il ‘Salvia’, dal quale in oltre 100 anni di storia mai nessun detenuto è riuscito a evadere”, fa sapere il sindacato Osapp ricordando che qualche anno fa un tentativo analogo di evasione dal carcere di Poggioreale, scavalcando cioè il muro di cinta, finì male per il detenuto che riportò gravi lesioni fisiche in seguito alla caduta. Il segretario provinciale di Osapp Napoli, Luigi Castaldo, denuncia “la mancanza di personale per oltre 200 unità a discapito della sicurezza di tutti e un sovraffollamento detenuti per oltre 800 ristretti oltre la capacità regolamentare consentita. Dati denunciati e segnalati ovunque, ma un’Amministrazione sorda e una politica assente non hanno dato risposte concrete e tangibili. Non si può più lavorare in queste condizioni”

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Moto Gp
MotoGp, Alex Rins beffa Marquez all’ultima curva e vince il Gp di Gran Bretagna. Dovizioso fuori alla prima curva, Rossi quarto
Data articolo:Sun, 25 Aug 2019 13:07:31 +0000

Alex Rins al fotofinish. Nel Gran Premio di Silverstone, in Gran Bretagna, lo spagnolo in sella alla Suzuki ha avuto la meglio sul connazionale con la Honda ufficiale, Marc Marquez, che ha subito il sorpasso all’ultima curva prima del rettilineo finale. Terzo con la Yamaha Maverick Vinales, con Valentino Rossi, suo compagno di squadra, che ha chiuso quarto alle sue spalle.

La gara ha però dovuto fare a meno di due importanti protagonisti. Dopo la partenza, alla prima curva, Fabio Quartararo è scivolato agganciando Andrea Dovizioso e facendolo finire a terra. La Ducati dell’italiano si è anche incendiata, con Dovizioso che ha subito un brutto colpo e ha raggiunto i box zoppicando. Il team medico ha immediatamente predisposto degli accertamenti che sono ancora in corso. Il direttore medico della MotoGp, Angel Charte, ha comunque rassicurato i tifosi: Dovizioso “sta bene, c’è stato un momento in cui aveva perso leggermente coscienza, ma tutte le analisi che abbiamo fatto sono negative. Ha orientamento, è cosciente e ora ricorda quello che è successo, si è ripreso. L’abbiamo mandato a Coventry per sottoporlo a una Tac per i dolori che ha all’anca”.

È incredibile, non ho parole per spiegare come mi sento”, ha commentato a caldo Rins. “Ero molto vicino a commettere un grandissimo errore a due giri dalla fine perché pensavo fosse l’ultimo giro, dopo sono finito sul verde una volta superato Marquez sul rettilineo ma ho mantenuto la calma – ha aggiunto il pilota della Suzuki – L’ultima curva per me è stata incredibile, ero più veloce di lui. Ringrazio il team e tutti i ragazzi che sono venuti qui”.

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