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News da ilfattoquotidiano.it

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Loft
Accordi&Disaccordi (Nove), Pier Luigi Bersani: “L’ipotesi di governissimo nella testa di Salvini è da commedia dell’arte”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 23:20:22 +0000

Il presidente di Articolo 1 Pier Luigi Bersani, ospite della prima puntata della nuova stagione di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk show condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda su Nove tutti i venerdì alle 22.45, ha spiegato come “l’idea di Renzi e Salvini di fare un grande governissimo di unità nazionale che utilizzi il Corona virus per far fuori Conte politicamente, non stia in piedi: “Non si riescono nemmeno a evitare i battibecchi sul Coronavirus e si riesce a fare un governissimo? – si è chiesto l’ex segretario del Pd – Cioè come dire: ‘Non riusciamo a fare 30, facciamo 31’. Nella testa di Salvini c’è quello che io definisco ‘il governetto mi ci metto’ – ha spiegato il deputato – nel senso che butti lì un governo fino a ottobre, poi si va a votare, ma sono cose da commedia dell’arte”.

“Accordi&Disaccordi” è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia ed è disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play). Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, Sky Canale 145 e Tivùsat Canale 9. Segui @aedtalkshow su Facebook, Twitter e Instagram.

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Loft
Accordi&Disaccordi (Nove), Travaglio sulla prescrizione: “Salvini e Renzi non vogliono i processi corti, ma morti”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 23:20:10 +0000

Marco Travaglio commenta, nel suo intervento settimanale nel talk politico ‘Accordi&Disaccordi’, in onda sul Nove tutti i venerdì alle 22.45, condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi, la ‘promozione’ della Commissione europea nei confronti della riforma Bonafede che è in vigore dal 1° gennaio e blocca la prescrizione dopo il primo grado. “Salvini l’aveva votata nell’ambito dell’accordo di governo ottenendo poi di farla entrare in funzione un anno dopo perché intanto bisognava fare la riforma che avrebbe abbreviato i processi – ha detto il direttore de Il Fatto Quotidiano – Riforma che Salvini ha bloccato a dimostrazione che a lui, come a Renzi, non interessa avere processi più corti, ma processi morti“.

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Accordi&Disaccordi (Nove), Pier Luigi Bersani: “Sul Coronavirus il ministro Speranza non può sbagliare, è troppo per bene”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 23:20:01 +0000

“Ma perbacco, l’Europa non è neanche in condizione di dirci con che criteri si fanno i tamponi? Ovunque, con gli stessi criteri?”. Il presidente di Articolo 1 Pier Luigi Bersani, ospite della prima puntata della nuova stagione di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk show condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda su Nove tutti i venerdì alle 22.45, si è scagliato contro le istituzioni europee incapaci di fornire un quadro unitario di indicazioni con cui affrontare l’emergenza del Coronavirus. “In un periodo di comunicazione impazzita come questo una persona seria e posata come il ministro della Salute Roberto Speranza forse non avrebbe dovuto metterci un po’ più la faccia? Tranquillizzare un po’ di più?”, ha chiesto Sommi. “Forse sì, però la sobrietà è una dote – ha risposto l’ex segretario del Pd – Io gli voglio bene perché è bravo perché ha buona scuola, ha onestà, serietà, dignità. Lo conosco sin da quando era piccolo, non può sbagliare, è uno troppo per bene e sa le cose”.

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In Edicola
In Edicola sul Fatto Quotidiano del 29 Febbraio: Già 513 contagiati, per l’85% fra Lodi, Cremona, Bergamo e Pavia e il 10% fra medici e infermieri
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 23:12:35 +0000

Zona Rossa

Sos ospedali lombardi: “Rischiamo il disastro”

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Virus, governo ladro di

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Decreto

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L’esecutivo sospende bollette, tasse e mutui, facilita la Cig e il telelavoro: “È un primo passo”. Mazzuccato consulente del premier

Il pretesto

Cig e ferie forzate, ecco chi si approfitta del contagio

Alitalia chiede la cassa integrazione, Vodafone e Abb tengono gli operai in ferie ed Expedia taglia 3 mila posti nel mondo

Dossier

“Ma lei è stato a Pechino?” “Dottore, siamo in carcere”

Psicosi – Piccola antologia semicomica: dalle domande ai detenuti a chi si scambia le protezioni perché mancano

di Michela A. G. Iaccarino

Commenti

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“Esiste un’unica forma di contagio che si trasmette più rapidamente di un virus. Ed è la paura”. (Dan Brown) Con l’arrivo del caldo o del vaccino, quando anche quest’epidemia – come tante altre che l’hanno preceduta – sarà stata debellata, forse riusciremo a riflettere più serenamente su tutti i virus di cui ha rivelato la […]

Il peggio della diretta

“Temptation Island”, a quando il falò tra Sardine e Benetton?

Qualcuno insinua che siano finite. E invece no, le Sardine sono avanti, bruciano le tappe e risalgono la corrente meglio dei salmoni. Dopo aver detto prima no alla tv, noi andiamo solo nelle piazze, nella vita vera, poi vediamo, in qualche salotto buono sì e in qualcun altro cattivo no, vorrei e non vorrei, adesso […]

Se ho il covid-19 il mio vicino deve saperlo?

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Politica

Corsa all’Anac, il burocrate Busia sorpassa il pm Tartaglia

Sull’Anac senza guida dalle dimissioni del presidente Raffaele Cantone quattro mesi fa, si sta giocando una partita sottotraccia mentre la politica è affaccendata nell’emergenza coronavirus; negli ultimi giorni si sono impennate le quotazioni di Giuseppe Busia, avvocato, classe 1969, burocrate di lunghissimo corso, da vent’anni dentro il Palazzo: nel 2007 fu nominato da Francesco Rutelli […]

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Il risiko Agcom porta fino alla Camera

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SPROFONDO SUD

A Sant’Eufemia clan e omertà. E il prete dice: “Io super partes”

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La querelle

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Mondo

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Dal successo in tv con “Ma come ti vesti?” all’avventura di “Pechino-Express”

25 marzo 1940

Buon compleanno Mina. 80 anni di Voce nazionale

Ritratto dell’artista nelle parole di colleghi, amici e autori

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Cronaca
Coronavirus, la diretta – 821 casi in Italia, 21 decessi e 46 guariti. La Lombardia: “Per il 10% necessario la terapia intensiva, se il contagio si estende ospedali andranno in crisi”. Conte ai lodigiani: “Ce la faremo”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:40:31 +0000

Sarà il consiglio dei ministri a decidere sulle chiusure – dalle scuole ai musei – nelle regioni in cui si sono sviluppati i focolai dell’epidemia di coronavirus. Intanto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha annunciato le misure per arginare le conseguenze economiche. Nell’ottavo giorno di emergenza coronavirus la Regione Lombardia, che fino ad oggi ha avuto il numero più alto di contagi, fa il punto sulla diffusione e sulle possibili ripercussioni sul sistema sanitario chiedendo di prorogare l’ordinanza di chiusura delle scuole e dei locali e la quarantena per i paesi del Lodigiano: “La diffusione del virus è ancora circoscritta e l’incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale – si legge in una nota – Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perché l’11% delle positività riguarda operatori sanitari. Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da coronavirus ma per tutti i pazienti”.

In mattinata, il governatore Fontana ha parlato di una nuova emergenza nel Lodigiano: “Nel pomeriggio di ieri c’è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive”. Nel pomeriggio la questione dei posti disponibili in ospedale è stata sollevata anche durante la conferenza stampa alla Regione Lombardia: il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ha detto che gli ospedali lombardi, sovraccaricati dall’epidemia, sono “ai limiti della tenuta”. Dall’ospedale di Lodi hanno fatto sapere in serata che con il trasferimento di alcuni pazienti al Niguarda la situazione è tornata alla normalità.

Secondo l’ultimo bollettino diffuso in serata dal commissario straordinario, Angelo Borrelli, sono oltre 821 i casi di contagio nel Paese, di cui più di 380 sono già stati verificati dall’Istituto Superiore di Sanità. Per gli altri bisognerà attendere ancora affinché l’Istituto effettui la doppia verifica, necessaria per comunicare il dato all’Oms. Degli 821 casi, precisa Borrelli, 345 sono in ospedale con sintomi e 67 in terapia intensiva. Ancora una volta però, fanno notare i giornalisti in conferenza stampa, non tornano i dati: l’assessore lombardo Gallera, pochi minuti prima, aveva parlato di 85 ricoverati in terapia intensiva nella sola Regione Lombardia. Le vittime in totale sono 21, ma, precisa Borrelli, i 4 nuovi deceduti sono tutti anziani e “il coronavirus è intervenuto in un quadro clinico già complicato”. Dal Lazio è arrivata la notizia di una donna di Fiumicino risultata positiva.

Aumenta anche il numero dei guariti: sono 40 in Lombardia, 46 in tutto il Paese. Analizzando la situazione tra le regioni più colpite, il maggior numero di casi si è registrato in Lombardia (531 casi, contando anche i 17 deceduti e i 40 guariti), seguita poi dal Veneto (151 casi), Emilia-Romagna (145 casi), Liguria (19), Sicilia (4) e altre regioni con un numero inferiore di casi: gli ultimi due positivi in Umbria. Da oggi cambia anche la strategia di rilevazione: i tamponi saranno effettuati solo a chi mostra sintomi. I dati sul contagio sono infatti diventati un caso e hanno provocato frizioni tra Roma e le regioni in cui si segnalano positività.

L’Italia non si ferma, volgiamo lo sguardo al domani, sempre più determinati a far correre l’economia. Questo vale per tutta l’Italia. Dobbiamo moltiplicare le nostre energie. Insieme ce la faremo” ha scritto il premier Giuseppe Conte su Facebook pubblicando le immagini di un video collegamento avvenuto oggi pomeriggio con alcuni sindaci e famiglie del lodigiano.

CRONACA ORA PER ORA

21.33 – Positiva donna di Fiumicino rientrata da Bergamo – La paziente risultata positiva è una donna, residente a Fiumicino, rientrata da un viaggio a Bergamo dove era stata qualche giorno. Finora nel Lazio sono stati tre i casi positivi, tutti provenienti da fuori la Regione e tutti pazienti guariti: si tratta della coppia di cinesi originari di Wuhan e del ricercatore rientrato sempre da Wuhan.

21.09 – Due dipendenti di Banca Intesa risultati contagiati – Due dipendenti di Intesa Sanpaolo con sede di lavoro a Sesto San Giovanni (Milano) e Lodi sono risultati positivi al test del Coronavirus. Lo si legge in una nota. Una delle persone dipendenti di Intesa Sanpaolo opera presso la filiale di Via Volturno a Lodi, chiusa fino a nuova comunicazione in quanto soggetta ad attività di sanificazione. La seconda persona non opera a contatto con il pubblico. Entrambi sono seguiti dalle Autorità Sanitarie che ne hanno disposto l’allontanamento dal lavoro. I colleghi in stretto contatto con i due casi positivi sono stati precauzionalmente invitati ad osservare il previsto periodo di isolamento domiciliare.

21.06 – Iniziato il consiglio dei ministri – È iniziato il cdm a Palazzo Chigi. Al centro della discussione il varo del decreto con le misure economiche per contrastare l’emergenza coronavirus.

20.43 – Caso sospetto nel Lazio – Si registra un primo caso sospetto nel Lazio per Coronavirus. Una donna si trova all’ospedale Spallanzani dove deve completare tutti i test per rilevare il Covid-19. La donna, residente a Fiumicino, era stata a Bergamo e si sarebbe sentita male al suo rientro. Finora nel Lazio sono stati tre i casi positivi, tutti provenienti da fuori la Regione e tutti pazienti guariti: si tratta della coppia di cinesi originari di Wuhan e del ricercatore rientrato sempre da Wuhan.

20.30 – Tutte le misure del governo per l’economia – Stop a contributi e ritenute fiscali per gli alberghi di tutta Italia. Nella zona rossa Cig semplificata e assegni per gli autonomi. “Il Paese deve affrontare” l’emergenza “con determinazione, unità, serietà e anche fiducia. Il Paese può andare avanti, l’economia può e deve ripartire ed essere sostenuta” ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando in sala stampa a Palazzo Chigi prima del Cdm.

20.13 Genova, dimessi quattro positivi perché in buone condizioni – Quattro pazienti positivi al coronavirus ricoverati all’ospedale San Martino di Genova provenienti da Asti sono stati dimessi perché, viste le loro buone condizioni di salute, secondo i medici possono proseguire la degenza a casa in isolamento per 14 giorni. Lo comunicano l’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale e il direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino Matteo Bassetti. I pazienti, tra 74 e 87 anni d’età, provenienti dall’albergo di Alassio, sono ancora positivi al coronavirus ma sono in buone condizioni di salute, quindi potranno stare per 14 giorni in isolamento nelle loro case, per poi rieseguire il tampone.

20.06 – Di Maio: “Falsità dette fanno danno al paese” – “Ogni volta, come in questi giorni, si dice una cosa non vera per contrastare il governo, si causa un danno all’Italia. Fuori dai nostri confini, viene percepita come incertezza che induce i governi degli altri Paesi a dire ai loro concittadini di non venire in Italia in vacanza e di non acquistare prodotti italiani”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, risponde a Salvini sulla gestione del Coronavirus da parte del governo. Di Maio ha incontrato i lavoratori della IIA di Flumeri (Avellino).

19.28 – In Emilia-Romagna più del 50% dei contagiati sono a casa – “Più del 50% dei contagiati sono a casa, in regime di precauzione e isolamento: assistiti, sentiti e vigilati”. A dirlo l’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, che ha anche confermato come “non siano cresciuti i casi di persone in terapia intensiva”, che restano sei. In totale sono state circa 20mila le telefonate al numero verde istituito dalla Regione”.

19.26 – Rianimatori: “Situazione per ora è gestibile” – In Italia “ci sono all’incirca 5mila posti in terapia intensiva. Al momento la situazione legata all’emergenza coronavirus è ancora gestibile e sotto controllo per quanto riguarda dunque la disponibilità di posti, e ci sono margini anche a fronte di un modico peggioramento nel numero di casi gravi” dice all’Ansa il presidente della Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani-Emergenza Area Critica (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo. “Al 27 febbraio, sulla base dei dati della Protezione civile – sottolinea – si registrano infatti 150 soggetti ricoverati in ospedale con sintomi e 37, ovvero il 7%, sono i pazienti in terapia intensiva”. Oltre ai posti in organico, rileva, “va anche considerato che sono state prese misure ad hoc come, ad esempio, la sospensione in vari ospedali degli interventi chirurgici non urgenti. Ciò libera una quota di posti: si calcola che venga così guadagnato il 7-9% di disponibilità di posti letto nelle rianimazioni”.

19.23 – Ospedale Lodi: “Situazione è sotto controllo” – “La situazione è assolutamente sotto controllo”: così l’ospedale di Lodi dopo l’emergenza della scorsa notte. A lanciare l’allarme, questa mattina, era stato il governatore Attilio Fontana, che ha parlato di “51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva”. I pazienti bisognosi di cure urgenti sono stati trasferiti al Niguarda di Milano e la situazione, si apprende dall’ospedale, è tornata normale nel giro di qualche ora.

19.00 Effettuati 15.695 tamponi – Sono stati effettuati finora 15.695 tamponi per il coronavirus in Italia, secondo i dati forniti dalla Protezione civile, aggiornati alle ore 17 di oggi. Ieri alle ore 18 l’ultimo dato era di 12.014 tamponi.

18:10 Borrelli: “821 positivi, la metà asintomatici e a casa”
In conferenza stampa il Capo della Protezione civile ha fornito un aggiornamento sui contagi: 821 risultati positivi al test, ma di questi “oltre la metà” sono a casa, in isolamento fiduciario volontario, e non mostrano sintomi. Tra i ricoverati in ospedale “64 sono in terapia intensiva”. Il commissario ha firmato due nuove ordinanze:”Una per l’affidamento all’Istituto superiore di sanità (Iss) della sorveglianza epidemiologica, l’altra per il potenziamento dei dispositivi di ventilazione negli ospedali”.

18:07 – Conte: “Su riapertura scuole decidiamo domani”
“Ci sarà un aggiornamento fino a domani, il comitato tecnico lavora fino all’ultimo. Per quanto riguarda il dpcm sarà emesso domani”. Così il premier Conte ha risposto alla domanda se le scuole riapriranno o meno lunedì, nelle zone colpite dal coronavirus.

17:45 – Primi due positivi in Umbria
La Direzione regionale alla Sanità comunica che in Umbria due persone sono risultate positive al coronavirus. Sono due casi importazione, precisano, quindi non riconducibili dunque a focolai locali. Nei giorni scorsi, uno dei due pazienti si era recato in Emilia Romagna mentre l’altro era venuto in contatto a Roma con un residente del comune di Castiglione D’Adda.

17:36 – Rizzi: “A Bergamo 100 posti non ci bastano più”
“All’ospedale di Bergamo nel giro di pochissimi giorni abbiamo visto un grande numero di casi che non ci aspettavamo – ha detto il dottor Rizzi nel corso della conferenza stampa – I cento posti letto che abbiamo, considerando anche le altre patologie, non ci bastano più”.

17:35 – Pan, ospedale di Cremona: “Non so per quanto reggerà il sistema”
Di seguito è intervenuto Angelo Pan dell’ASST di Cremona. Nell’ospedale – che accoglie tutti i casi del Lodigiano, focolaio dell’epidemia – in pochissimi giorni si è passati da “12 posti in terapia intensiva a 3-4 reparti in cui si curano questi pazienti”, cioé i contagiati dal coronavirus. Tra i dipendenti, ha aggiunto, “da venerdì nessuno è andato a casa”. Pan ha parlato dell’importanza di “coordinare quanto più possibile le attività” degli ospedali a livello regionale. Il sistema “non so – ha aggiunto – quanto potrà reggere ancora”.

17:35 – Gallera: “Servono 14 giorni per validità delle misure”
Proseguendo il suo intervento, l’assessore al Welfare sostiene che “le misure adottate domenica scorsa alla luce dei dati sono assolutamente valide e permettono di controllare la diffusione del virus ed evitare che il virus colpisca tutta la regione. Solo con 14 giorni possiamo capire se la diffusione passerà da 1 a 2, a 1 a 1”, riducendo così i contagi.

17:30 – Galli: “L’organizzazione ai limiti della tenuta”
“Per un’epidemia di questa scala, l’organizzazione messa in campo è ai limiti di tenuta” sostiene il professor Massimo Galli, direttore dell’Istituto di scienze biomediche all’ospedale Sacco, in conferenza stampa. “Gran parte dei letti di rianimazione sono occupati dai casi di questa patologia, dove continuano a esserci pazienti di altro tipo che comunque hanno bisogno di un letto di rianimazione. Quindi la routine viene messa in crisi: ospedale di Lodi e Cremona sono sovraccarichi di pazienti”. Sulla diffusione del contagio, ha detto che “non sarà una cosa facile e scordiamoci che avrà una soluzione veloce”, conclude.”Una medicina abbastanza amara da inghiottire, ma non credo che ci siano alternative”, ha concluso. “Stiamo lavorando per ridurre il numero riproduttivo da 2, 2 e mezzo a 1 contagio per caso”.

17:20 – Gallera: “4835 tamponi, 75% negativo”
In conferenza stampa l’assessore al welfare parla di 531 casi positivi in Lombardia, di cui 235 ricoverati e 85 in terapia intensiva. “Coinvolta il 3% della popolazione regionale: nel 90% dei casi si risolve senza complicazioni – ha aggiunto – ma nel 10% dei casi, soprattutto in persone anziane o con patologie pregresse, si rende necessario un passaggio in terapia intensiva”. La Regione fino ad oggi ha effettuato “4.835 tamponi. Di questi il 75% è risultato negativo, l’11% è positivo e il 14% si sta processando”. Le vittime in Lombardia sono 17.

17:10 – Alitalia cancella 38 rotte “Troppi posti non occupati”
Cancellati i collegamenti “con un grande numero di posti non occupati” per effetto del coronavirus. Lo dice la compagnia spiegando che “nel complesso, tutti gli interventi di riduzione della capacità intrapresi dalla Compagnia su 38 rotte nazionali e internazionali sono riconducibili alla minore domanda, dovuta anche all’accresciuto numero di restrizioni ai voli e ai passeggeri provenienti dall’Italia”. Per esempio, da Genova, ci saranno 8 voli al giorno.

17:00 – Duomo di Milano aperto ai turisti ma “a scaglioni”
Da lunedì prossimo il Duomo di Milano riaprirà ai turisti anche se potranno entrare solo ‘a scaglioni’. Le biglietterie resteranno chiuse e gli ingressi si potranno acquistare solo online.
Sarà possibile salire sulle Terrazze ma solo utilizzando le scale, non gli ascensori. Il Complesso Monumentale del Duomo di Milano (che comprende la cattedrale, le Terrazze ma anche l’area Archeologica, il museo del Duomo e la chiesa di San Gottardo in Corte) saranno aperti dalle 9 alle 18 con accessi “programmati e organizzati”. Le comitive potranno entrare ma solo a piccoli gruppi.

16:40 – Lunedì Poste aperte nelle zone rosse
Poste italiane ha annunciato la riapertura dei suoi uffici al pubblico: “A partire da lunedì 2 le pensioni del mese di marzo saranno messe in pagamento anche nei 5 uffici a Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda, San Fiorano in provincia di Lodi e Vo’ Euganeo in provincia di Padova”.

16:15 – Perquisizioni a Milano “gel mani a 50 euro”
Perquisizioni della guardia di finanza in alcune imprese che vendono prodotti su eBay: l’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Tiziana Siciliano, si concentra sulle “manovre speculative” nelle vendite di mascherine, gel disinfettanti e prodotti sanitari in questi giorni di emergenza coronavirus. Tra i casi più eclatanti, ad esempio, un caso in cui una sola bustina di gel disinfettante veniva venduta come “mai usata”, così era scritto nell’annuncio, “a 50 euro”. Il fascicolo è a carico di ignoti: potrebbe essere contestato anche il reato di “frode nell’esercizio del commercio”, perché a volte vengono vendute mascherine chirurgiche ‘spacciate’ per mascherine protettive ‘ffp3’.

16:00 – Milano, dipendente Unicredit positivo
Un dipendente di Unicredit che lavoro nella Torre A di Piazza Gae Aulenti a Milano è risultato positivo al virus: lo annuncia una mail interna in cui viene precisato che il dipendente dopo essere stato in contatto con un caso sospetto, è in quarantena da venerdì 21 febbraio, nell’attesa dei risultati definitivi del test. Da domenica 23 febbraio il ventesimo piano della Torre è stato chiuso: ora è stato pulito e disinfettato in profondità e rimarrà non accessibile fino a nuovo avviso.

15:45 – Fontana: “Il problema è la velocità di contagio”
“Il problema di questo virus non è il tasso di mortalità, ma la velocità di contagio” ha detto il presidente della Regione Lombardia Fontana. “Non tutti i casi, fortunatamente, sono gravi, ma tanti richiedono un ricovero ospedaliero, impegnando posti letto che sono destinati all’attività ordinaria delle strutture”.

15:36 – Medici Lodi: “Chiediamo scuole chiuse per un’altra settimana”
“Auspico che almeno per tutta la prossima settimana ci sia la possibilità di mantenere le scuole chiuse nel lodigiano per evitare ulteriori contagi”. A chiederlo è il presidente dell’Ordine dei medici di Lodi, Massimo Vajano, Sembra che adesso la grossa preoccupazione sia economica e non più sanitaria – ha affermato – e sembra che da lunedì tutto ritornerà alla normalità nel milanese, ed è giusto che sia così ma con buon senso.

15:30 – Lombardia: “10% di pazienti ha bisogno della terapia intensiva, ma i posti sono limitati”
“In base ai casi accertati la diffusione del virus è ancora circoscritta e l’incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale – fa sapere la Regione Lombardia in una nota – Il Covid-19 per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perché l’11% delle positività riguarda operatori sanitari”. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera è ancora in grado di dare risposta, sostiene, ma se la diffusione dovesse continuare a questo ritmo “gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati”.

15:15Scritte razziste a Genova contro comunità cinese
“Cinese infame, topo nella fogna”: la scritta, accompagnata da croci celtiche, è comparsa a Genova sul selciato del campetto da calcio dei Giardini Lamboglia.”Ho provveduto immediatamente a girare le foto alle forze dell’ordine e a richiedere all’area tecnica del Municipio la rimozione delle scritte – ha spiegato Massimo Ferrante, presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno – Più del coronavirus la mia preoccupazione è il dilagare di gratuita ignoranza e becero razzismo”. Sull’episodio indaga la Digos.

15:00 – Furto di mascherine e gel disinfettante a Lavagna
La direttrice generale della Asl4 di Chiavari Bruna Rebagliati ha raccontato la vicenda in municipio: “Abbiamo denunciato l’accaduto e andremo in fondo alla vicenda perché non si può speculare in questo modo su dispositivi sanitari così importanti”. Nella provincia ligure non vi sono positività da coronavirus, ma 44 isolamenti preventivi, divisi in 18 nuclei familiari. Simili episodi sono accaduti in diversi ospedali d’Italia, da Torino a Gubbio.

14:45 – L’Università di Trieste riprende le lezioni
Il rettore Roberto Di Lenarda ha annunciato che a partire da lunedì 2 marzo riprenderanno le normali attività “alla luce dell’ assenza del virus in Friuli Venezia Giulia”.

14:15 – “Sospeso il rientro dei migranti in Italia”
Per il diffondersi del coronavirus sono stati momentaneamente sospesi i trasferimenti dalla Germania dei “dublinanti”, cioé di quei migranti che rientrano nella categorie definite dal regolamento di Dublino. Lo ha confermato un portavoce del Ministero degli Interni tedesco.

14:00 – Zaia: “Speriamo di riaprire le scuole lunedì”
Anche in Veneto, sulla riapertura della scuole si attende la decisione dell’Istituto superiore di Sanità, che dovrebbe arrivare in giornata. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, auspica che “lunedì possano riaprire le scuole del Veneto. Non mi permetto di dare indicazioni sulle situazioni, ma penso sia ragionevole che tra oggi, massimo domani, si dica cosa vogliamo fare. Bisogna dare indicazioni chiare” a famiglie e cittadini “ma nel rispetto delle valutazioni scientifiche”. “Ripartire è il sogno”, conclude.

13:45 – Consiglio dei ministri alle 19:30
Sul tavolo ci sarà – anche se l’ordine del giorno non è stato ancora reso noto – un primo provvedimento per il contrasto agli effetti economici del coronavirus.

13:33 – 115 positivi in Emilia Romagna
Sale il numero dei casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna. Rispetto a ieri pomeriggio, sono 18 gli episodi registrati in più, di cui 11 a Piacenza, 6 a Parma e 1 a Rimini. Rimane invece invariata la situazione a Modena, con 18 casi. Il totale nella regione da 97 sale a 115. Lo riferisce la Regione Emilia-Romagna specificando che sono 74 a Piacenza, 18 a Modena, 16 a Parma e 7 a Rimini. Passano da 1.033 di ieri a 1.224 i tamponi refertati. “Anche oggi si conferma che nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva, dove rimangono i 6 comunicati ieri”.

13:30 – Iss: “Nessuna discrepanza tra i numeri”
Non c’è discrepanza, finora, tra i casi di positività verificati dall’Istituto superiore di sanità e quelli rilevati dalle Regioni, che successivamente vengono inviati all’Iss per la conferma. La differenza tra i dati, quindi, è solo dovuta a una questione di tempi, e “in genere le positività coincidono”, come aveva anche spiegato ieri il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, intervenuto in conferenza stampa alla Protezione Civile. Fino ad ora non sono stati registrati falsi positivi.

13:25 – Fontana: “Abbiamo ancora carenza di mascherine”
Quello della carenza di mascherine “è problema che a oggi non è ancora risolto”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana spiegando che “nel momento in cui è emerso ho chiesto la fornitura di mascherine per dotare medici e infermieri. Sono passato sei giorni dall’emergenza e non siamo riusciti ancora ad entrare in possesso dei dispositivi di cui abbiamo bisogno”.

13:15 – Assoturismo: “Chiesto lo stato di crisi per il settore”
Assoturismo Confesercenti oggi ha aperto un tavolo al Mibact per valutare gli effetti del virus sul settore turistico: “Accogliamo con positività quanto annunciato dal Ministro Franceschini durante la riunione di oggi – ha detto il direttore Corrado Luca Bianca, al termine dell’incontro – Abbiamo richiesto che tutte le aziende del comparto ricettivo, compresi b&b, campeggi, agenzie di viaggio e guide turistiche, inondate da un diluvio di disdette, vengano tutelate. Abbiamo richiesto nuovamente di dichiarare lo stato di crisi del settore”.

12:54 – L’Italia chiede mascherine a protezione civile Ue
L’Italia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue richiedendo mascherine protettive, e il Centro di coordinamento Ue ha trasmesso la richiesta a tutti gli Stati membri di mobilitare le offerte di assistenza. “L’Italia fa parte della nostra famiglia europea e faremo tutto il possibile per aiutare – ha dichiarato il commissario alla gestione delle crisi Janez Lenarčič – si tratta di un virus che non conosce confini e tutti i paesi dovrebbero mostrare solidarietà e coordinare la risposta”.

12:50 – Spallanzani: “Niccolò dimesso domani. 180 test, 136 negativi e dimessi”
Nel nuovo bollettino medico diffuso dall’ospedale romano si comunica che sono stati valutati, fino a oggi, 180 pazienti. Di questi, 136 sono risultati negativi al test e sono stati dimessi. Quarantaquattro pazienti, invece, rimangono tuttora ricoverati. L’ospedale farà sapere che domani verrà dimesso il 17enne di Grado bloccato per due volte in Cina a causa della febbre ma risultato negativo ai test, che ormai ha completato il necessario periodo di quarantena. “L’istituto è felice di poter condividere questa gioia con la famiglia del ragazzo ed i suoi amici”.

12:45 – Bozza decreto zone rosse: “Stop 6 mesi a bollette e rate assicurazioni”
Sospensione per 6 mesi delle bollette di luce, gas, acqua e alla tassa sui rifiuti. Stop anche alle rate di assicurazioni, fino al 31 luglio. È quanto prevede la bozza del decreto a favore delle zone colpite dal coronavirus. L’Arera, incaricata della sospensione, “disciplina anche le modalità di rateizzazione delle fatture e degli avvisi di pagamento i cui termini sono stati sospesi”. La bozza prevede anche una stretta contro comportamenti scorretti e “pratiche commerciali che profittano di situazioni di allarme sociale” aumentando i prezzi.

12:42 Zaia: “L’ordinanza scade domenica, da 2 giorni ne chiedo una nuova”
Oltre Fontana, anche il governatore Zaia ha sollevato la questione di cosa fare da lunedì, visto che l’ordinanza scade domenica: “Io sto chiedendo da due giorni che si scriva una nuova ordinanza, che si vada a una revoca e che in ogni caso si dia modo alla cittadinanza di poter programmare. Era fondamentale che si chiudesse nelle ore passate, spero si chiuda almeno oggi, almeno oggi”.

12:35 – Fontana: “Oggi riunione per valutare riapertura scuole”
Nel corso della stessa intervista Fontana ha parlato anche dei piani per la prossima settimana: “In giornata si terranno diverse riunioni in Regione Lombardia con gli esperti del’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute per valutare se riaprire o meno le scuole a partire da lunedì mattina”. Al centro delle valutazioni degli esperti ci saranno soprattutto i dati provenienti agli ospedali lombardi e relativi al numero dei contagiati.

12:30 – Fontana: “Emergenza a Lodi: non ci sono abbastanza posti in terapia intensiva”
“Purtroppo questa notte è scoppiata un’altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri c’è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione”. Lo ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana su La7. “Se si ridesse meno della mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio”, ha aggiunto.

12:20 – Ospedale Cremona: “Situazione sotto controllo”
“Il problema non è la carenza di posti letto ma l’abbondanza di pazienti, un problema che fra poco riguarderà tutta la regione”, dice l’ospedale di Cremona, sotto pressione per i numerosi pazienti ricoverati, tanto che tre sono stati trasferiti nei reparti di terapia intensiva di altre strutture della Lombardia. “Il nostro ospedale, come tutti, ha dei numeri finiti. Noi abbiamo potenziato al meglio, ma dipende da che afflusso ci sarà nei prossimi giorni. Non abbiamo la coda fuori dall’ospedale, chi arriva passa dal triage allestito nella tenda della Protezione civile”. Nel reparto di malattie infettive sono stati raddoppiati i posti letto, quello di terapia intensiva funziona a pieno regime, la medicina e la chirurgia lavorano insieme al dipartimento di urgenze ed emergenze. Da venerdì tutti, non solo medici e infermieri, lavorano al di là dei loro ruoli e orari”.

12:17 – Zaia: “Crescita lenta”
“In Veneto ci sono 133 persone positive delle quali 69 non hanno nessun sintomo. 21 sono ricoverati e 8 sono in terapia intensiva”, ha comunicato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Non abbiamo una crescita esponenziale, c’è una crescita lenta dei positivi e dei contagiati. Abbiamo fatto 6.800 campioni perché abbiamo voluto da subito il campionamento dei casi per dare tranquillità ai cittadini rispetto al focolaio”.

12:13 – Studio italiano: “Da dicembre casi raddoppiati ogni 4 giorni”
Comparsa “tra la seconda metà di ottobre e la prima metà di novembre 2019”, l’epidemia di nuovo coronavirus ha avuto a partire da dicembre una ‘super accelerazione’: da allora, ogni contagiato ha prodotto altri 2,6 casi e il tempo di raddoppio dell’epidemia è stato di 4 giorni. Lo hanno scoperto gli scienziati dell’università Statale di Milano autori di uno studio che ricostruisce i primi mesi di vita della Covid-19. Il lavoro è stato accettato per la pubblicazione sul ‘Journal of Medical Virology’ e i risultati sono già stati inviati dalla rivista all’Oms. “Tutte queste informazioni saranno importanti e d’aiuto anche per gli epidemiologi che sono impegnati a capire meglio l’origine dell’epidemia italiana”.

11.59 – Mattarella: “Unità è patrimonio della società”
“L’unità di intenti, e i principi di solidarietà, sono un grande patrimonio per la società, particolarmente in momenti delicati per la collettività. Costituiscono inoltre un dovere. Quando si perdono, ci si indebolisce tutti”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al trentesimo anniversario di Telethon al Quirinale. “In questo giorno dedicato alle malattie rare dobbiamo sentire il dovere di ringraziare chi sta operando con fatica, con sacrificio, con abnegazione per contrastare il pericolo del coronavirus: i medici, gli infermieri, il personale della Protezione civile, i ricercatori, le donne e gli uomini delle Forze Armate e di quelle di polizia, tutti coloro che in qualche modo si trovano in prima linea”.

11.43 – Federsci: “Gare ricominciano il 2 marzo”
“La Federazione Italiana Sport Invernali autorizza la ripresa delle gare di calendario federale a partire da lunedì 2 marzo, nel rispetto delle indicazioni, in materia di tutela sanitaria, impartite sul territorio dalle autorità locali: Regioni, Prefetture, Province e Comuni. Si invitano, dunque, gli organizzatori locali a mantenersi informati sulle direttive impartite dalle autorità territoriali e ad adeguarsi a tali norme”. Lo scrive la Fisi sul suo sito.

10.56 – Stop al tour degli Emirati Arabi di ciclismo: 2 italiani positivi
Le ultime due tappe dello Uae Tour di ciclismo, che si tiene negli Emirati Arabi Uniti, sono state cancellate dopo che due “membri dello staff” di uno dei team italiani sono risultati positivi al coronavirus. Lo si legge sul profilo del comitato organizzatore della corsa su Twitter. “La decisione è stata presa per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti – si sottolinea -. La sicurezza è in cima a tutte le priorità”. Tutto il personale, lo staff dei team partecipanti alla corsa e gli stessi fotografi sono al momento bloccati in hotel in attesa che vengano effettuati i controlli. Nella nota del’organizzazione si sottolinea che il ministero della Salute ha fatto sapere che tutti i partecipanti alla corsa, il personale amministrativo e gli organizzatori saranno esaminati attraverso lo screening periodico continuo in corso e “che verranno prese tutte le procedure necessarie, comprese le misure di quarantena, per garantire il freno la diffusione del suo focolaio in coordinamento con tutta la salute e le altre autorità interessate nel paese”. Il ministero ha inoltre aggiunto che sono state prese tutte le precauzioni necessarie per garantire misure preventive altamente efficienti, compresi controlli e osservazione delle persone a contatto con i pazienti, per garantire la protezione della società e la sua sicurezza e preservare la fiducia del pubblico.

10.35 – Iss conferma i 3 casi in Campania
L’Istituto superiore di sanità ha appena inviato comunicazione formale che conferma i tre casi di positività in Campania. Lo comunica la direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli la quale, ribadisce che, nel corso della giornata di ieri, sono stati effettuati i tamponi sui contatti dei tre che hanno dato esito negativo. I tre casi si sono verificati nel Casertano, nel Salernitano ed a Napoli.

10.30 – Ordine dei medici a Fontana: “Inaccettabile medici senza dotazioni”
“Non si può accettare che i nostri medici si trovino a fronteggiare l’emergenza Covid-19 senza le dotazioni per la protezione personale dal virus”. Lo scrive in una lettera al governatore della Lombardia Attilio Fontana il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli. “Un medico che si ammala – aggiunge – è un medico sottratto al servizio sanitario nazionale e alla tutela del diritto alla salute”.

9.56 – In Veneto 133 casi, 13 nuove positività
Sono 133 i casi di positività ai test Coronavirus in Veneto, secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla Regione e relativo alle ore 6.30. Di questi, 69 sono asintomatici, 29 sono i ricoverati totali, di cui 8 in terapia intensiva. Rispetto al bollettino delle ore 18.00 di ieri si sono registrati 13 nuovi casi. Il focolaio più grande resta quello di Vò Euganeo, con 59 casi (5 nuovi), seguito da Treviso con 23 (uno nuovo), poi Venezia (10, uno nuovo), Limena (9, invariato), Mirano (5, invariato) e Vicenza (3, invariato); altri 23 casi (6 nuovi) non sono associati a focolai. Le persone dimesse e in isolamento sono 3, i decessi rimangono due.

9.35 – Gallera: “Si potrebbero mitigare le misure per alcune aree”
“Finita la prima settimana, se si decidesse si prorogare per la prossima le misure adottate, si potrebbero mitigare per alcune aree”. Lo ha detto Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ad Agorà. “Oggi avremo un incontro con il ministero, tra oggi e domani si deciderà”, ha aggiunto.

9.11 – Tre medici volontari trasferiti nella zona rossa
Tre medici che si sono offerti volontari sono stati trasferiti nella zona rossa in Veneto, a Vo’ Euganeo, per aiutare i colleghi che sono in quarantena. Lo rende noto in un post su Facebook il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli.

8.56 – Scuole e uffici comunali chiusi a Messina
Scuole chiuse da domani a martedì 3 marzo a Messina. Lo prevede un’ordinanza firmata dal sindaco Cateno De Luca. Il provvedimento firmato ieri pomeriggio dispone, inoltre, da sabato 7 marzo a lunedì 9 marzo la chiusura temporanea degli uffici comunali, comprese le sedi delle Municipalità, delle società partecipate e della città metropolitana, ad eccezione della centrale operativa dei vigili urbani, dei cimiteri e i locali dell’Anagrafe destinati a servizi essenziali, per consentire la disinfezione degli ambienti. “Si tratta soltanto di misure precauzionali”, assicura l’amministrazione.

8.47 – Gallera: “Chiusure locali decise per salvaguardare la salute pubblica”
“Se riusciamo a contenere la diffusione, riusciamo quanto prima a voltare pagina. Questo era l’obiettivo delle misure”, ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, ad Agorà, riguardo alla decisione di chiudere locali e musei, sottolineando che è stata presa in concerto con il governo dopo aver ascoltato gli esperti. “Non lo abbiamo fatto per danneggiare un settore, ma per un obiettivo di salute pubblica” altrimenti “fra qualche mese avremo il Paese in ginocchio”.

8.45 – Patuanelli: “Prime misure in Cdm stasera o domani”
Il primo provvedimento del governo a favore delle zone rosse interessate dal Coronavirus arriverà in cdm “questa sera o domani mattina” a seconda “dei tempi tecnici per predisporlo”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Uno Mattina. Tra le prime misure Patuanelli ha citato la sospensione delle bollette di gas e luce e delle rate dei mutui e il rafforzamento del fondo di garanzia per le Pmi.

L'articolo Coronavirus, la diretta – 821 casi in Italia, 21 decessi e 46 guariti. La Lombardia: “Per il 10% necessario la terapia intensiva, se il contagio si estende ospedali andranno in crisi”. Conte ai lodigiani: “Ce la faremo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cronaca
Sono le Venti (Nove), il prorettore del Politecnico Milano: “In Cina stanno ripartendo. Mercati? Sta esplodendo bolla emotiva”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:28:35 +0000

“In Cina stanno ripartendo, le aziende sono operative grazie alla creazione di isole di produzione indipendenti l’una con l’altra”. A dirlo, ospite a Sono le Venti di Peter Gomez, il prorettore del Politecnico di Milano del polo territoriale cinese, Giuliano Noci, che ha spiegato come nel Paese da cui ha avuto origine il coronavirus le industrie e le scuole si stiano organizzando per convivere con l’emergenza.

‘SONO LE VENTI’, il nuovo programma di Peter Gomez, è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) e su sito www.iloft.it e app di Loft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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Politica
Coronavirus, Gualtieri: “Crisi va affrontata con fiducia. Secondo decreto avrà risorse adeguate”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:21:10 +0000

La crisi del coronavirus “il Paese la deve affrontare con determinazione, unità, serietà e fiducia”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, illustrando i principali contenuti del decreto con le misure di sostegno per l’emergenza coronavirus, prima che iniziasse il Consiglio dei ministri. “Con i decreti che ci apprestiamo a varare – ha aggiunto il ministro – il governo vuole trasmettere un senso di fiducia e di impegno”. Siamo al lavoro per un secondo decreto che conterrà risorse per il sostegno dei territori più colpiti e per i settori economici che risentono delle conseguenze di questa crisi”.

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Cronaca
Bologna, morto Matteo Prodi: il pronipote 18enne dell’ex premier Romano investito mentre era in bici
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:19:56 +0000

Matteo Prodi, pronipote 18enne dell’ex premier Romano, è morto oggi pomeriggio all’ospedale Maggiore di Bologna per le gravi ferite riportate in un incidente avvenuto ieri a mezzogiorno, quando la sua bicicletta si era scontrata con un’auto nella zona collinare della città. Dalla prima ricostruzione, la Toyota Yaris guidata da un uomo di 74 anni, stava salendo dalla città lungo via di Barbiano, mentre la bici procedeva nel senso opposto. Lo scontro si è verificato all’incrocio con via degli Scalini, per cause ancora al vaglio della Polizia Locale che ha posto sotto sequestro entrambi i mezzi. Sotto choc l’automobilista che, a quanto risulta, sarebbe risultato negativo all’alcoltest.

Il nonno di Matteo è il politico Vittorio Prodi (fratello di Romano), già presidente della Provincia di Bologna (dal 1995 al 2004)e deputato del Parlamento europeo con l’Ulivo. Maggiore di sei fratelli, il 18enne abitava con la famiglia in via Siepelunga dove era un assiduo frequentatore della parrocchia di Sant’Anna, oltre a fare parte dell’Azione Cattolica. “Un ragazzo gioioso e al tempo stesso mite, che sapeva stare con tutti” lo descrive il parroco, don Mario Fini, che già ieri sera in ospedale gli aveva impartito l’estrema unzione. “Sapevamo che non c’era quasi nulla di positivo da aspettarsi”, ha aggiunto il religioso.

A quanto risulta, la famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi del ragazzo, che è stato dichiarato morto nel primo pomeriggio. Il 18enne ieri era a casa da scuola, per la chiusura degli istituti legata alla prevenzione del Coronavirus. Frequentava la classe quinta al liceo scientifico Fermi: si stava preparando alla maturità e aveva già superato il test per entrare il prossimo anno alla facoltà di Ingegneria. Sul sito web della scuola nel pomeriggio è stato pubblicato un messaggio di cordoglio: “La Comunità del Fermi – si legge – piange la prematura e improvvisa scomparsa di Matteo Prodi (studente della classe 5F). Ciao Matteo, ci mancherai, ci mancherà tutto di te: il tuo sorriso sornione, la tua parola garbata, la tua sobria imponenza. E questo ricordo, silenzioso e discreto, ogni mattina, ci accompagnerà in classe. Il dirigente, i docenti e tutto il personale della scuola si uniscono in un grande abbraccio al dolore della famiglia”.

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Economia
Coronavirus, stop a contributi e ritenute fiscali per gli alberghi di tutta Italia. Nella zona rossa Cig semplificata e assegni per gli autonomi
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:16:55 +0000

Contributi previdenziali e ritenute fiscali sospesi per tutto il settore alberghiero alle prese con una raffica di cancellazioni. Stop fino al 30 aprile a tutte le scadenze fiscali per gli 11 Comuni della zona rossa. Per le aziende di quell’area, poi, procedure semplificate per presentare istanza di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Possibilità estesa, per i lavoratori che abitano nei paesi focolaio, anche alle imprese con produttive al di fuori dei Comuni interessati. Sono alcune delle misure contenute nel primo decreto varato dal governo, venerdì sera, per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus.

“Stanzieremo le risorse adeguate a sostenere i settori e i territori più colpiti nel secondo decreto la prossima settimana”, ha anticipato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri annunciando le misure prima dell’inizio del Consiglio dei ministri. “Il Paese deve affrontare” l’emergenza “con determinazione, unità, serietà e anche fiducia. L’economia può e deve ripartire ed essere sostenuta”. “Con questo decreto completiamo la sospensione di tutti i tributi per i comuni colpiti, potenziamo gli strumenti di cassa integrazione e sostegno al reddito per i dipendenti e autonomi degli 11 Comuni e anche delle 3 Regioni più colpite, diamo un primo sostegno al turismo in tutto il Paese, agevoliamo l’accesso al fondo di garanzia per le pmi per garantire più liquidità e stanziamo risorse per il sostegno all’export”, ha spiegato il ministro.

Stando alle bozze ai lavoratori autonomi, professionisti, collaboratori coordinati e continuativi e titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza che svolgono la loro attività lavorativa nei comuni della zona rossa o vi risiedono verrà riconosciuta un’indennità mensile pari a 500 euro per un massimo di tre mesi, parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività lavorativa.

Per gli abitanti delle zone in quarantena stop per due mesi (erano sei in una prima bozza) al pagamento delle bollette di luce, gas e rifiuti. Sospese fino al 30 aprile (prima era fino al 31 luglio) le rate delle assicurazioni e sospeso per un anno il pagamento delle rate da parte dei beneficiari di mutui agevolati. Confermato lo stop alle cartelle esattoriali. Si rifinanzia per 50 milioni nel 2020 il Fondo centrale di garanzia per le Pmi in modo da far fronte ai maggiori oneri per le garanzie, gratuite, a favore delle Pmi danneggiate dall’emergenza. Potranno accedervi a titolo gratuito anche le piccole e medie imprese che non hanno sede nella zona rossa ma in zone limitrofe o appartenenti “a una filiera particolarmente colpita”.

Prevista anche una norma ‘salva stipendio’ per i dipendenti pubblici: “per i periodi di assenza per malattia” dovuta al Covid-2019, non si applicherà “la decurtazione del trattamento economico accessorio”. Il decreto prevede poi di mettere a disposizione del settore pubblico un numero di personal computer e tablet adeguato a “consentire lo svolgimento del lavoro agile quale misura per contrastare e contenere il diffondersi del virus”.

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Cronaca
Coronavirus, cosa sta accadendo in Europa e negli Usa? Dai supermercati vuoti al rischio recessione: il punto a Sono le Venti (Nove)
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 20:01:33 +0000

Contagi che raddoppiano, eventi cancellati e supermercati presi d’assalto. L’emergenza coronavirus si sta diffondendo in molti Paesi europei e il rischio, a livello globale, è che si entri in recessione. Come stanno reagendo Francia, Germania, Spagna e, fuori dal Vecchio Continente, gli Stati Uniti? Il punto sulla situazione nel resto del mondo a Sono le Venti, il programma di informazione condotto da Peter Gomez, in onda dal lunedì al venerdì dalle 19.55 sul Nove.

‘SONO LE VENTI’, il nuovo programma di Peter Gomez, è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) e su sito www.iloft.it e app di Loft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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Giustizia & Impunità
Ebbe figlio con un 14enne, revocati gli arresti domiciliari. L’avvocato: “Porterà il bambino ai giardini”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:59:15 +0000

A quasi un anno dall’inchiesta e dal clamore sono state revocate dal tribunale di Prato le misure di custodia cautelare domiciliare per la 31enne accusata di violenza sessuale nei confronti del ragazzo a cui dava ripetizioni di inglese da cui nell’estate 2018 ebbe perfino un figlio. La misura è stata sostituita col divieto di avvicinamento per la donna al ragazzino.

La 31enne era agli arresti domiciliari dal 27 marzo 2019 è imputata nel processo scaturito dall’inchiesta aperta dalla procura di Prato su denuncia della famiglia del ragazzo. La madre aveva colto un suo stato di agitazione e riuscì a farsi raccontare cosa era successo. Nel processo è imputato anche il marito accusato di ‘alterazione di stato’, in sostanza avrebbe mentito attribuendosi la paternità del bambino nato invece dalla relazione della moglie con il minore, adesso 15enne.

“Siamo soddisfatti, perché la misura cautelare non può esser l’anticipazione della pena, qualunque essa si” ha detto l’avvocato Mattia Alfano, difensore della donna. L’avvocato Alfano inoltre spiega che la sua assistita “ora può cominciare a portare il suo bambino ai giardini, un desiderio che aveva da mesi” oltre a poter riprendere altri impegni della vita quotidiana all’esterno dell’abitazione. La 31enne, imputata nel processo la cui sentenza è attesa per il prossimo 23 marzo, “continua a seguire un percorso psicoterapeutico“.

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Politica
Coronavirus, Zaia: “In Veneto solo 116 positivi perché abbiamo igiene elevata. In Cina? Li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:49:32 +0000

“In Veneto ci sono solo 116 positivi perché il nostro popolo ha una cultura dell’igiene elevata. Anche dal punto di vista dell’alimentazione. La Cina ha pagato un grande conto, perché comunque li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi“. A dirlo, ad Antenna Tre Nordest, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. L’uscita dell’amministratore leghista è stata accusata di essere razzista e sta facendo il giro dei social network.

Video concesso dalla redazione di Antenna Tre Nordest

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Giustizia & Impunità
Racket dei calzini nelle stazioni di servizio, per la Cassazione è criminalità organizzata
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:34:41 +0000

Criminalità organizzata. È la Cassazione che ha deciso in questo senso giudicando il reato contestato a una banda di pregiudicati campani, inutilmente sottoposti a misure di prevenzione e fogli di via, per anni a partire almeno dal 2013, che ha costretto con la forza gli automobilisti che si fermavano sulla A1 negli Autogrill tra Piacenza e Milano a comprare nelle piazzole di sosta calzini di pessima qualità a prezzi esorbitanti – anche 70 euro al paio. Ma non solo in alcuni casi sono state contestate le minacce che sono sfociate in aggressioni perché gli indagati avevano bersagliato anche i direttori e i funzionari della sicurezza dei punti di ristoro che cercavano di mandarli via.

A dire che si tratta di una banda organizzata – che ha preso di mira soprattutto gli Autogrill di Somaglia (Lodi), San Zenone al Lambro (Milano) e Fiorenzuola d’Adda (Piacenza) – e non di soggetti ‘slegati’ che agiscono in modo “estemporaneo”, è la Cassazione che ha accolto il ricorso del pm di Piacenza Matteo Centini contro l’ordinanza del Tribunale di Bologna che in funzione di giudice del Riesame, lo scorso 2 settembre, aveva annullato gli ordini di carcerazione per nove persone “collegate” tra loro e dedite al racket del calzino ritenendo non provata l’associazione per delinquere. Invece, secondo gli ‘ermellini’ ci sono tutti gli elementi per dire che si tratta di una banda organizzata, come motivato in prima battuta dal giudice per le indagini di Piacenza che il 6 agosto scorso li aveva messi tutti in carcere, e il Riesame di Bologna “non risulta aver fatto buon governo dei principi di diritto” sui clan delinquenziali.

In proposito, i supremi giudici evidenziano che agli atti ci sono cinque estorsioni consumate e/o tentate, uno di danneggiamento aggravato dal metodo mafioso e “perlopiù in palese collegamento con una attività di vendita di calzini che risulterebbe essere soltanto la modalità di approccio per ottenere” soldi dagli automobilisti taglieggiati – numerose le denunce negli anni – “sulla base di molestie che spesso sfociavano in violenza e minaccia”. Oltre ai calzini, la banda voleva soldi per la sosta delle macchine. Inoltre la Cassazione ricorda che c’è la prova di “risalenti e protratte relazioni degli indagati” – tutti di Napoli e del napoletano, eccetto uno nato a Dortmund – che avevano “coordinato le loro attività” in modo da non essere mai più di tre nello stesso luogo e per “sottrarsi ai controlli della polizia”.

Quella che per la Cassazione è una banda organizzata – cosa della quale adesso dovrà prendere atto anche il Tribunale di Bologna rivedendo la sua ordinanza – concordava anche “la destinazione dei proventi e la spartizione”. Insieme i nove indagati gestivano, tra l’altro, “il pagamento delle spese sostenute per gli spostamenti” dalla Campania. Tutti questi elementi, conclude la Cassazione (sentenze 8120, 8124 e 8125), “permettono di evidenziare la presenza di una pluralità di illeciti commessi da persone pacificamente collegate, che ben conoscevano l’attività reciproca come emerge dalle intercettazioni telefoniche, che rispondevano alle direttive dettate da alcuni di loro, che spartivano i profitti delle loro attività”.

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Blog
Coronavirus, la viralità dell’informazione è la responsabile dei comportamenti sociali di questi giorni
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:07:15 +0000

Le cronache pestilenziali di questi giorni mi han fatto riaprire il bel libro di Ruffié e Sournia su Le epidemie nella storia e quello di William H. McNeill, La peste nella storia che, contrariamente al titolo, tratta il tema con lente d’indagine piuttosto ampia (vi sono pagine sull’antica (!) Cina, le epidemie periodiche di vaiolo durante il medioevo, la nascita delle vaccinazioni di massa). Letture cospicue, qui difficilmente compendiabili ma molto istruttive per esorcizzare il catastrofismo e ricordarci che, come specie, siamo sopravvissuti a ben peggio.

Più che l’epidemiologia storica, però, interessa capire perché questo scenario da “Paura e delirio in Padania” per un virus certamente molto contagioso ma poco preoccupante. E allora ritrovo anche Immunitas di Roberto Esposito che, col consueto acume, già nelle prime pagine tocca il punto essenziale. Accenna alla virologia informatica e a come – il libro è uscito nel 2002 – col passaggio dai calcolatori ‘monadici’ e dai floppy ai computer interconnessi in rete (l’autore fa l’esempio della posta elettronica), la possibilità d’infezione sia divenuta potenzialmente illimitata.

Il concetto originariamente biologico di virus viene così esteso alla forma telematica della teoria dell’informazione, e poiché, evidentemente, al possesso di un’informazione corrisponde un sapere, dunque un potere, siamo già in ambito biopolitico.

La ‘viralità’, tuttavia, benché legata al trasferimento d’informazione tra supporti non biologici, indica ancora un contagio che danneggia. Per difendersi dalla contaminazione, specifica Esposito – è il cuore della sua Antropologia immunitaria (§ 3.1) – s’incorre nella contraddittoria pratica di dover negare la vita esterna a sé per difendere la propria. Esattamente quel che accade oggi: si circoscrive drasticamente la vita dell’essere sociale (dunque, in fondo l’esistenza come Mitsein, l’‘essere-con-gli-altri’ che ‘ci’ caratterizza strutturalmente ed è dunque incluso nella nostra forma di vita); si limita, letteralmente, il contatto umano, per rendere possibile la sopravvivenza del corpo individuale.

Questa strategia, se non opportunamente bilanciata e razionalmente gestita, ha un esito decisamente nichilistico: paradossalmente, per salvarci la vita annientiamo una dimensione della vita, appunto quella oggettiva della società e delle sue istituzioni, non meno essenziale di quella ‘privata’.

Si determina inoltre una contrazione ipocondriaca dell’Io, perseguendo l’idea, di per sé folle e veterometafisica, che esista una qualche purezza da preservare a tutti i costi, mentre esistere significa sapersi contaminare, e la storia della nostra specie, e della sua evoluzione storica e biologica, è una storia di contaminazioni – demografiche, ideologiche e certo anche epidemiologiche (il classico di Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, lo mostra con chiarezza).

Ma rispetto a quest’arco di questioni la psicosi generalizzata di questi giorni aggiunge alcuni elementi d’ulteriore rilevanza, che interessano il concetto di viralità in modo talmente sorprendente da invitare a una possibile riformulazione dell’intero paradigma biopolitico.

A essere virale, oggi, non è più solo l’azione biologica del patogeno, e nemmeno l’infezione di un dispositivo informatico. Virale, stavolta in senso positivo, è anzitutto l’informazione che, propagata per via telematica, viene universalmente e capillarmente diffusa tramite i sistemi di comunicazione di massa. Ebbene, è a questa viralità d’ordine informazionale, e non a quella biologica del Coronavirus, che dobbiamo i comportamenti sociali cui stiamo assistendo. In altre parole: il divenire immunitario della società attuale non è un prodotto della viralità materiale del Covid-19, ma un effetto della viralità immateriale dell’informazione ad esso associata.

Due aspetti risultano decisivi. Anzitutto, le due ‘viralità’ non si corrispondono affatto. Come sempre accade nel moderno, la correlazione tra i due livelli, cioè tra realtà e rappresentazione, è mediata dalle strutture del discorso: il che darebbe adito a una lunghissima serie di considerazioni, qui inaffrontabili, circa l’insieme delle mediazioni discorsive che permettono di passare da un ordine all’altro, e sul ruolo della politica nel governare – o addirittura produrre – queste mediazioni (un ruolo al quale pare abbia ormai totalmente abdicato).

In secondo luogo, ed è questo l’aspetto più sconvolgente, l’idea che la realtà dei comportamenti sociali oggettivi venga determinata da una viralità immateriale d’ordine informazionale è d’eccezionale interesse, perché dimostra che è avvenuta una sostituzione metafisica fondamentale nel modo in cui la realtà viene a determinarsi: l’immateriale determina il reale.

Bella scoperta, si dirà, è quel che accade da quando l’uso della rete è divenuto universale e massivo. È certamente così, ma con una piccola postilla – che nondimeno comporta uno slittamento teorico tutt’altro che trascurabile: se reale ed effettiva, nel senso hegeliano del wirklich, è oggi anzitutto la viralità informazionale, allora la biopolitica, in quanto scienza della viralità, dovrà ripensarsi come teoria critica dell’informazione e non più, semplicemente, del potere esercitato sui corpi. Dovrà cioè rivedere il proprio assetto ingenuamente realistico ammettendo quel tanto di ‘trascendentalismo’ che le permetta di riconcepire il potere non come azione reale sui corpi, ma come azione immateriale sui comportamenti.

Si tratterà allora, per lo sviluppo di una biopolitica della viralità informazionale, di far proprio, applicandolo alla telematica, ciò che Robert Musil già osservava come prima conseguenza metafisica della stampa – e che vale quantomai oggi per tutti quelli che, seppur non faranno mai esperienza diretta del Coronavirus, per l’onnipervasiva quantità di informazioni ricevute si comportano come se già l’avessero contratto: “La probabilità di apprendere dal giornale una vicenda straordinaria è molto maggiore di quella di viverla personalmente; in altre parole, oggi l’essenziale accade nell’astratto, e l’irrilevante accade nella realtà”.

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Televisione
Sono le Venti torna stasera, ecco le anticipazioni di Peter Gomez. Appuntamento alle 19.55 sul Nove
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:06:08 +0000

Dagli approfondimenti sul coronavirus, col rischio che si trasformi in pandemia, diffondendosi in molti Paesi del mondo, all’intervista al ministro Francesco Boccia sulla difficoltà dello Stato centrale a dare ordini alle Regioni. E ancora: Giuliano Noci, prorettore della Bocconi, che risponderà alla fondamentale domanda se la globalizzazione sia finita, e i casi di cronaca di oggi. Sono le Venti, il nuovo programma d’informazione di Peter Gomez sul Nove, torna questa sera alle 19.55.

Inviate le vostre domande a domande@sonoleventi.it

‘SONO LE VENTI’, il nuovo programma di Peter Gomez, è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) e su sito www.iloft.it e app di Loft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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Cronaca
L’inno alla resistenza del Piaggio Ciao: rubato nel 1986 in provincia di Savona, ritrovato ancora in circolazione a Taranto dopo 34 anni
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 18:01:08 +0000

Quella mattina di novembre, nel piccolo paesino di Loano in provincia di Savona, c’è un uomo triste. Vittima di un furto: qualcuno gli ha rubato un motorino. Forse lo hanno portato via dall’officina meccanica che quell’uomo aveva ereditato dal padre e che ha portato avanti fino al 2009. Era un Ciao della Piaggio: forse era celeste. Forse no. È passato troppo tempo per ricordare tutto. Il mondo era ancora in apprensione per il disastro di Chernobyl che cinque mesi prima aveva messo tutti fronte ai danni che l’energia nucleare era in grado di causare.

Sono ancora gli anni della Guerra fredda: mentre negli Stati uniti Ronald Regan al suo secondo mandato fa i conti con il caso Irangate che coinvolse dirigenti politici e militari della sua amministrazione per il traffico d’armi con l’Iran, nell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov avviava il processo di riforma conosciuto come Perestrojka. Anche in Italia erano gli anni ’80: al Quirinale era stato eletto un anno prima Francesco Cossiga e nell’agosto del 1986, pochi mesi prima del furto di Loano, Bettino Craxi aveva dato vita al suo secondo Governo, dopo la rottura con la Dc di Ciriaco De Mita. I giovani cantavano Papa don’t preach di Madonna che qualche mese più tardi avrebbe tenuto lo storico concerto a Torino del “Siete pronti? Siete caldi? Anch’io”.

Nel paesino della Liguria, quella mattina di novembre, però, quell’uomo non cantava. Classe 1946, forse, pensava al motorino. E alle scocciature che ne seguono: la denuncia di furto, l’attesa nella caserma dei carabinieri. In quei momenti, forse, ripensava ai giri su quel Ciao nella zona del porto, le passeggiate su due ruote tra il convento del Monte Carmelo, il centro storico e Borgo Castello. Era bello quel Ciao celeste. No, forse era bianco. È difficile ricordare tutto. Soprattutto a distanza di 34 anni.

Dopo tutto questo tempo, probabilmente, quell’uomo neppure ci pensava più a quel motorino. E forse mai avrebbe immaginato che qualcuno lo stesse ancora guidando. Da quella mattina di novembre il mondo intero è cambiato. In Italia si sono susseguiti ben 23 governi, Tangentopoli ha spazzato via la Prima Repubblica, l’Italia calcistica è salita sul tetto del mondo per ridiscenderne qualche anno dopo. Il muro di Berlino è caduto, l’Unione Sovietica non esiste più, il pianeta è basato su una rete virtuale chiamata Internet. Eppure quel Ciao continua a circolare. A sua insaputa e a quasi 1200 chilometri di distanza. Già perché quel motorino è stato ritrovato pochi giorni fa dai poliziotti del commissariato di Manduria, in provincia di Taranto.

Lo hanno rintracciato ad Avetrana, il paesino diventato tristemente famoso per l’omicidio di Sarah Scazzi. La sera del 20 febbraio, mentre stanno effettuando normali servizi di controllo del territorio, gli agenti sono stati sorpresi nelle vie del piccolo centro della provincia di Taranto, un giovane a bordo di un Ciao di colore bianco che correva un po’ troppo. Non indossava il casco, ma un cappellino di lana che gli copriva parzialmente il viso. Gli agenti hanno deciso di controllarlo e quando lo hanno raggiunto si sono accorti che quel mezzo vecchio non aveva neppure la targa. L’unico elemento disponibile era il numero del telaio. Eccola, la svolta. Quando dalla centrale operativa è stato comunicato il resoconto, forse, quegli agenti nemmeno ci credevano. Rubato nel 1986 a Loano, provincia di Savona. In Liguria. Tanti anni fa, insomma, prima che il mondo cambiasse. Il Ciao ha continuato a funzionare, superando i cambiamenti e l’usura. È quasi un inno alla resistenza.

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Cultura
Lo Scaffale dei libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti da Ade Zeno a Massimiliano Parente
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 17:46:10 +0000

“Miseri, sbalorditi mortali. Meritate di finire così. In fondo lo meritiamo tutti”. Dopo L’incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri) dobbiamo tornare a calcolare la distanza da tenere di fronte alla morte. Niente piagnistei da melodramma, niente coperta di Linus da tragico realismo e nemmeno echi da gioventù cannibale. Ade Zeno, al suo terzo romanzo, affonda la lama della scrittura nella carne viva di uno sdoppiamento letterario che sa di surreale e mostruoso. Nessuna velleità assolutoria per Gonzalo, uomo maturo, personaggio tratteggiato più per sensazioni che da descrizioni, animato dalla fame (come tanti, tutti i personaggi del libro) nell’universo sospeso in cui la malattia totalizzante della figlia Ines lo porta a cancellare lo status di accademico per diventare metodico, sobrio ed efficace cerimoniere della Società di Cremazione di una città invisibile in cui vive oramai separato da anni dalla moglie. Un lavoro che abbandonerà per ricevere uno stipendio milionario dalla Famiglia, ricchi possidenti residenti in Collina, che lo vogliono organizzatore di incontri serali dove la vecchia incartapecorita matriarca – la Signorina Marisol – si risveglia all’improvviso per divorare malcapitati tizi da lui accuratamente selezionati. Il romanzo di Zeno è un tran tran grandguignolesco mai compiaciuto, sospeso in una terza persona a tratti apparentemente fusi in una prima, che fende il piano simbolico del fantastico (il pesce luna ed altri strani bestiari) spianando la brillantezza di dialoghi serrati, ironici e anticonvenzionali, scivolando da una prima parte composta da frammenti non cronologici in una seconda più lineare e temporalmente consequenziale. Emergono mostri veri e inventati, mostruosità inflitte e supposte, ma anche un sinuoso aggrovigliato gioco al massacro gestito con raffinata accuratezza stilistica. Le improvvise incursioni favolistiche sanno di meraviglia. I dialoghi in punta di piedi tra Gonzalo e l’infermiera Maylis sospendono la rumba generale e abbagliano. Zeno scrive sicuro e sciolto come fosse un piccolo dio. Forse manca una luce che allieta in fondo al tunnel. Ma comunque L’incanto del pesce luna sazia. Da morire. Voto: 8-

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Cronaca
Coronavirus, la mappa interattiva dei contagi: nuovi casi in Campania, Puglia e Calabria
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 17:40:29 +0000

Due mesi dopo il primo caso registrato a Wuhan, la città cinese focolaio dell’epidemia, il coronavirus è arrivato anche in Italia. Il numero dei contagiati è in costante aggiornamento: al momento si tratta di 821 casi, registrati principalmente in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, a cui si aggiungono i primi casi registrati in Campania, confermati stamattina dall’Iss. Due nuove positività anche in Umbria, Nel Lazio, su tre casi confermati, due sono stati giudicati ‘completamente guariti’: la turista cinese e il ricercatore rientrato da Wuhan. Guariti anche 37 pazienti della Regione Lombardia. Secondo i dati diffusi dalla protezione civile, i pazienti ricoverati con sintomi sono 159, 37 sono in terapia intensiva, mentre la stragrande maggioranza, 278 si trovano in isolamento domiciliare. 44 persone sono guarite, mentre 14 sono decedute.
Di seguito la mappa dei casi accertati nel nostro Paese:

LOMBARDIA – 531 CASI

Di questi però 17 sono deceduti e 40 sono guariti: perciò il totale dei positivi in questo momento è di 474. L’area di Codogno e del suo ospedale è quella dove si concentrano la maggior parte dei casi: si tratta infatti – come ha fatto sapere l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia Giulio Gallera – di operatori sanitari, pazienti che vi sono ricoverati o che comunque sono passati dall’ospedale di Codogno e parenti dei primi casi accertati. Proprio di Codogno sono il cosiddetto “paziente uno”, un uomo di 38anni, la moglie incinta e il “paziente tre”, un amico podista del primo. Il focolaio del Lodigiano coinvolge anche Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo. Casi accertati nella provincia di Cremona (Pizzighettone e Sesto Cremonese) e in provincia di Bergamo. La prima vittima lombarda del coronavirus è una donna di 75 anni trovata senza vita nella sua casa di Casalpusterlengo.

VENETO – 151 CASI

Di questi, ha spiegato la Regione, 69 sono asintomatici e non hanno richiesto ospedalizzazione. La maggior parte sono concentrati a Vo’ Euganeo, nel padovano, uno dei primi focolai. Altri casi sono stati registrati all’ospedale di Mirano, a Venezia e tra Padova, Mestre e Treviso.

EMILIA ROMAGNA – 145 CASI

Nel dettaglio, 89 sono i casi positivi rilevati a Piacenza (s’intende non la provincia di residenza, ma quella dove è stata fatta la diagnosi), 18 a Modena, 27 a Parma, 9 a Rimini, uno a Reggio Emilia e uno a Ravenna. E passano da 1.224 ai 1.277 i tamponi refertati.

LIGURIA – 19 CASI

Il primo caso registrato è stato quello di una donna di 70 anni ricoverata all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, in isolamento nel reparto di Malattie Infettive. Il caso è stato individuato ad Alassio, ma la donna proviene da Castiglione d’Adda, nel Lodigiano. Successivamente sono stati effettuati tamponi a un gruppo di persone che viaggiava con lei: gli 11 casi accertati riguardano tutti la stessa comitiva. Degli 11 positivi, 7 sono ricoverati in ospedale in buone condizioni generali: cinque a Genova, mentre risulta anche un paziente in attesa di risposta del tampone, ma in buone condizioni generali. L’altro paziente è ricoverato in Malattie Infettive nell’ospedale della Spezia: ha ancora febbre ma le sue condizioni generali sono buone, non presenta sintomi respiratori. La paziente proveniente dall’Ospedale di Albenga di 86 anni che presenta una polmonite è in condizioni stabili rispetto a ieri, con lieve miglioramento del sensorio. E solo questa paziente ha iniziato la terapia antivirale

PIEMONTE – 11 CASI

Di questi, solo uno ha già ricevuto la doppia conferma dell’Iss. Gli altri 10 per ora sono positivi: 7 sono ospedalizzati, non in terapia intensiva (1 a Torino, 3 ad Asti e 3 Novara) e 4 sono in isolamento fiduciario domiciliare.

TOSCANA – 7 CASI

In Toscana invece sono due i casi positivi. Il primo a Pescia (Pistoia), riguarda un informatico di 49 anni rientrato giovedì sera da Codogno, dove ha soggiornato tre giorni per lavoro. Il secondo caso riguarda invece un imprenditore fiorentino di 63 anni che è stato trasferito all’ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze), in isolamento. Gli altri casi sono tutti riconducibili a questo contagio.

SICILIA – 4 CASI

Si tratta di turisti bergamaschi in vacanza: una donna ricoverata a Palermo per controlli, il cui tampone è risultato positivo. Altri due casi di positività riguardano il marito e un’altra persona che faceva parte del gruppo di 28 turisti arrivati sei giorni fa nel Capoluogo siciliano.

MARCHE – 6 CASI

Il primo caso è stato registrato in provincia di Pesaro.

CAMPANIA – 4 CASI

L’Istituto superiore di sanità ha confermato formalmente che conferma i tre casi di positività in Campania: provengono dal Salernitano, dal Casertano e dalla città di Napoli.

PUGLIA – 3 CASI

Uno ricoverato con sintomi e due in isolamento domiciliare.

CALABRIA – 1 CASO

Si tratta di una persona proveniente da uno dei comuni della “zona rossa”. Il caso è stato riscontrato a Cetraro, in provincia di Cosenza.

ALTO-ADIGE – 1 CASO

Un 31enne altoatesino si trova ora ricoverato in isolamento a Bolzano.

ABRUZZO – 1 CASO

Il primo contagiato presente in Abruzzo – anche se si attende la conferma dalla seconda serie di test presso l’Istituto Spallanzani di Roma – è un impiegato di banca di 50 anni, giunto nell’abitazione estiva di Roseto da Brugherio, in provincia di Monza, con la famiglia.

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Cronaca
Coronavirus, diario dall’isolamento/6 – Mai viste così tante persone in giro nei nostri paesini: la quarantena rafforza la comunità
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 17:30:26 +0000

I nostri paesini non sono mai stati così popolati. Mai viste così tante persone in giro a piedi, in bicicletta, in pieno inverno. Non è l’estate in anticipo, ma la quarantena che ha svuotato scuole, uffici e aziende del nostro territorio, oltre che i treni e i bus su cui viaggiano migliaia di pendolari.

Da tutta questa esperienza riusciremo anche a ricavare qualcosa di positivo? Forse sì. La nostra comunità ne uscirà rafforzata; le iniziative di volontari, professionisti, cittadini di ogni tipo sembra andare proprio in questa direzione. C’è chi si occupa degli anziani soli, ci sono gli insegnanti che organizzano lezioni in streaming per i propri alunni; e il gruppo di lettura di una cara amica che pur di non rinunciare agli incontri con i bambini (da sabato alle 11.30) si trasferisce su Radio Codogno, perché “se i bimbi non possono andare alle letture, le letture andranno dai bimbi!”.

Questa è una comunità operosa, organizzata, instancabile. Ci riprenderemo sicuramente. Ma avremo bisogno di un po’ di aiuto, reale, non solo di parole.

Prevedo che diventeremo il terreno ideale per le scorribande politiche di chi è sempre in campagna elettorale, di chi diventa più forte quando il cittadino è più stanco e incazzato. Spero di non assistere a spettacoli pietosi nelle nostre piazze.

In tutto questo le nostre vite “in pausa” continuano, siamo ormai a metà di un percorso obbligato e che non abbiamo scelto. Abbiamo una nuova quotidianità, in cui riusciamo ormai a incastrare il tempo dedicato alle esigenze dei più piccoli (che è sempre tanto), la casa e anche il lavoro.

Che poi forse tante aziende si renderanno conto che il telelavoro non è poi così male, che si può essere produttivi anche da casa e che lo smartworking permette di viaggiare e inquinare meno, oltre che di far circolare meno virus…

Chissà i miei concittadini come saranno riaccolti sul posto di lavoro! Da untori, da eroi… Si potrebbe aprire un gruppo su Facebook per condividere le proprie esperienze, perché ne sono certa: se ne sentiranno e se ne vedranno di tutti i colori!

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Scienza
Scie luminose dal Friuli all’Umbria, nel cielo italiano esplode piccolo meteorite: le immagini
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 17:24:19 +0000

È finito in mare, nell’Adriatico, il piccolo asteroide roccioso esploso sul Nord Italia lasciando scie luminose segnalate sia dal Friuli che dall’Umbria. Lo conferma Daniele Gardiol, coordinatore nazionale di Prisma (Prima Rete per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). “Abbiamo ricevuto questa mattina tantissime segnalazioni amatoriali, da Trieste alle regioni dell’Italia centrale, sul sito di Prisma con pubblicazioni di video che mostrano una scia luminosa. Noi non ci siamo ancora allertati per fare i calcoli precisi sulla traiettoria, perché ci servono ulteriori dati”, precisa Gardiol.
Sulla base delle immagini e dei video pubblicati, conclude, “si capisce che il bolide, cioè la scia luminosa, è stata generata da un piccolo asteroide, molto probabilmente roccioso perché è esploso”. Nel video, l’asteroide visto dalle strade croate.

Video Facebook/Tomislav Čar

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Giustizia & Impunità
Coronavirus, una busta di gel disinfettante venduta a 50 euro. Perquisizioni della Finanza in imprese che vendono prodotti su eBay
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 16:51:32 +0000

Ormai diverse procure e le autorità competenti sono scese in campo per stroncare le manovre speculative sulla vendita di mascherine e gel disinfettanti. Prezzi esorbitanti e frodi a scapito dei cittadini. La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato una serie di perquisizioni in alcune imprese che vendono prodotti su eBay nell’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Tiziana Siciliano, sulle “manovre speculative” nelle vendite di mascherine, gel disinfettanti e prodotti sanitari in questi giorni di emergenza Coronavirus. Indagine che due giorni fa ha portato ad acquisizioni di documenti e dati nelle sedi di Amazon e della stessa eBay.

In questi giorni gli investigatori si sono concentrati su molte vendite speculative, tra cui, ad esempio, un caso in cui una sola bustina di gel disinfettante veniva venduta come “mai usata”, così era scritto nell’annuncio, “a 50 euro“. Il fascicolo è a carico di ignoti (si tratta di perquisizioni ‘presso terzi’, senza indagati), ma i pm lavorano per individuare coloro che, approfittando delle paure, hanno venduto a prezzi gonfiati. Potrebbe essere contestato anche il reato di “frode nell’esercizio del commercio”, perché a volte vengono vendute mascherine chirurgiche ‘spacciate’ per mascherine ‘ffp3’.

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Cronaca
Coronavirus, l’infettivologo Galli: “Situazione non facile, scordiamoci soluzione rapida. È fondamentale ridurre i contagi”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 16:50:27 +0000

“Alcuni ospedali, come quelli di Cremona e Lodi, sono in grave crisi“. A dirlo, il direttore del reparto di malattie infettive del Sacco di Milano, Massimo Galli. Gli ospedali, in generale, sono “al limite della tenuta” perché “gran parte dei letti, nei reparti di rianimazione, sono occupati da questa patologia”.

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Cronaca
Coronavirus, Gallera: “Vogliamo mantenere le misure già adottate in Lombardia per un’altra settimana. Sacrificio a beneficio di tutti”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 16:40:57 +0000

“Intendiamo mantenere per un’altra settimana, sia nei comuni della zona rossa sia in tutta la regione, le misure previste dall’ordinanza di domenica scorsa. Questa è la nostra proposta”. È quanto chiederà l’amministrazione lombarda al governo in tema di provvedimenti per contenere il coronavirus. Lo ha spiegato l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, in conferenza stampa.

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Cronaca
Coronavirus, Regione Lombardia: “Mantenere le stesse misure in tutti i territori per un’altra settimana, questa nostra proposta a governo”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 16:37:51 +0000

La Regione Lombardia vuole che scuole, musei, cinema, teatri, locali e palestre restino chiusi per altri 7 giorni e chiederà al governo di mantenere le misure previste dall’ordinanza della scorsa domenica per fronteggiare la diffusione del coronavirus. Lo ha comunicato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, parlando insieme al team di virologi interpellati dalla Regione. Sulle scuole, una prima risposta è giunta dal premier Giuseppe Conte, il quale ha spiegato che “ci sarà un aggiornamento fino a domani, il comitato tecnico lavora fino all’ultimo”.

Ma la posizione della Lombardia è chiara: “Intendiamo mantenere per un’altra settimana sia nei Comuni della zona rossa che in tutta la regione gialla le misure previste dall’ordinanza di domenica scorsa. Questa è la nostra proposta”, ha detto Gallera in conferenza stampa. “Le misure adottate domenica scorsa alla luce dei dati – ha informato – sono assolutamente valide e permettono di controllare la diffusione del virus ed evitare che il virus colpisca tutta la regione. Solo con 14 giorni possiamo capire se la diffusione passerà da uno a 2 a 1 a 1″.

Per il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala, “combattere questa epidemia significa rispettare le regole” e “d’altra parte ciò che non è vietato è permesso”. Tutte le attività, ha detto ancora, “che possono essere messe in moto siano messe in moto”. Quindi ha specificato che le misure “non sono di indicazione politica ma scientifica, siamo la prima democrazia che deve combattere questa epidemia che non è un’influenza”.

Alla base della volontà della Regione Lombardia, come spiegato dal professor Massimo Galli, infettivolo dell’ospedale Sacco di Milano, c’è la situazione degli ospedali della Lombardia che sono “ai limiti della tenuta”. Nei reparti di Rianimazione – ha detto – gran parte dei letti sono occupati da questa patologia” e “alcuni ospedali sono in grave crisi, come Lodi e Cremona, dove registriamo un sovraccarico” di pazienti.

“Non è una situazione facile, scordiamoci che possa essere velocemente risolta”, ha affermato Galli specificando che “non bisogna limitarsi agli interventi nella zona rossa – aggiunge – ma devono articolarsi misure che portino l’intera area metropolitana fuori dai guai”. Si tratta, ha concluso il direttore di Malattie infettive del Sacco, di “una medicina amara, ma non credo ci siamo alternative”. La Lombardia, ha concluso, è in una “fase dinamica” in cui “gli interventi di limitazione del danno vanno intensificati piuttosto che ridotti”.

Ad oggi la Regione Lombardia ha registrato 531 casi di positività, di cui 235 ricoverati e 85 in terapia intensiva. “Sono stati effettuati 4.835 tamponi, il 75% è negativo, l’11% è positivo e il 14% da processare”, ha specificato Gallera. Il team di esperti interpellati dalla Regione Lombardia ha convinto l’istituzione, come spiega in una nota diffusa già nel primo pomeriggio, che “se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da coronavirus ma per tutti i pazienti”. A spiegare la situazione è stato il direttore dell’Asst di Cremona, Angelo Pan: all’ospedale di Cremona in pochissimi giorni si è passati, ha detto, da “12 posti in terapia intensiva a 3-4 reparti in cui si curano questi pazienti” con il coronavirus. Pan ha sottolineato in conferenza stampa che fra i dipendenti “da venerdì nessuno è andato a casa”.

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Politica
Coronavirus, l’eurodeputato Salini: “Andrò all’assemblea plenaria. Non si può sospendere l’attività di rappresentanza”
Data articolo:Fri, 28 Feb 2020 16:27:31 +0000

Quattro giorni fa il Parlamento europeo aveva raccomandato di stare alla larga dagli uffici e dai banchi a tutti coloro che erano stati nelle aree del contagio dalla Cina al Nord Italia. Ma Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia e coordinatore azzurro della Lombardia, alla prossima plenaria ci andrà “sicuramente”. Perché, dice all’Adnkronos, non si può “sospendere l’attività di rappresentanza” a causa dei “timori” innescati dalla Covid19 con la “disinvoltura” con la quale pare che l’Aula la stia affrontando.

Nel dettaglio a chi non ha sintomi e non ha avuto contatti con contagiati la circolare europea consiglia di “rimanere a casa in isolamento e non venire al Parlamento europeo (neanche al servizio medico)”, facendo domanda per il telelavoro. Oppure, “se il tuo impiego non ti consente di fare il telelavoro”, di contattare il capo unità per telefono o email per concordare le possibili attività da svolgere da casa e di “monitorare la propria salute e misurare la temperatura due volte al giorno per 14 giorni”. Solo se dopo 14 giorni non sorgono sintomi è possibile tornare al lavoro ma “dopo aver ricevuto il via libera dal medico di famiglia”. In caso di contatti noti o sospetti con una persona contagiata o di sintomi, invece, la circolare prega “di contattare il proprio medico di famiglia per consigli e cure urgenti“, fornendo anche i numeri a cui trovare un medico a Bruxelles o in Lussemburgo. In ogni caso, la raccomandazione è di “non venire in ufficio finché non si ha il via libera dal medico

Salini è a Crema, in provincia di Cremona, dove abita. Crema è fuori dalla zona rossa: in linea d’aria sono 24 chilometri da Codogno, l’epicentro dell’epidemia di Covid19 che ha colpito la Bassa Lodigiana. L’eurodeputato azzurro, che non è “un urlatore”, si trova ora, come molti suoi colleghi eletti nel Nord Italia, davanti ad una comunicazione dei questori dell’Aula, che “consiglia” agli europarlamentari che siano stati in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, nelle ultime due settimane di non recarsi in Parlamento per 14 giorni. Per l’eurodeputato, si apre “un problema giuridico rilevante, che non può essere risolto con la disinvoltura con cui a tratti sembra che lo si stia affrontando”. Al parlamentare, sottolinea, “non si può impedire di partecipare alla vita del Parlamento”. Non si può “suggerire” ad un parlamentare “di non recarsi in Parlamento, quando l’Aula svolge la sua attività normale, quindi attività di Commissione, di gruppo o, ancora peggio, quando ci sono attività che comportano votazioni”, come avverrà nella plenaria del 9-12 marzo, a Strasburgo.

L'articolo Coronavirus, l’eurodeputato Salini: “Andrò all’assemblea plenaria. Non si può sospendere l’attività di rappresentanza” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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