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Facebook: ancora problemi con le password degli utenti. Chieste anche quelle degli account di posta
Data articolo:Fri, 19 Apr 2019 15:45:00 +0200

La reputazione di Facebook non è propriamente ai massimi livelli: lo stesso Mark Zuckerberg è dovuto intervenire, di recente, con una lettera aperta in cui spiega gli obiettivi della società e garantisce massima trasparenza nei confronti degli utenti: Mark Zuckerberg e Facebook scoprono la privacy. Confermata l'unione delle piattaforme.

Dopo le 'rivelazioni' di fine marzo scorso con cui Facebook ha ammesso di aver erroneamente memorizzato le password in chiaro di milioni di iscritti al social network (Facebook ha memorizzato in chiaro una parte delle password usate dagli utenti), l'azienda di Zuckerberg è oggi costretta a tornare su quella stessa vicenda spiegando che le password degli utenti di Instagram salvate senza alcuna accortezza crittografica sono sono alcune decine di migliaia ma addirittura milioni (l'incidente viene spiegato in questa pagina).


L'azienda ha comunque nuovamente tenuto a precisare che non ci sono stati abusi o utilizzi non autorizzati delle password degli utenti, rimaste sempre custodite sui server di Facebook.

Business Insider ha però recentemente gettato ulteriore benzina sul fuoco osservando come di recente Facebook abbia chiesto agli utenti di inserire le password dei loro account di posta privati così da offrire un sistema automatizzato per verificare la bontà delle email inserite.


In questo modo il social network in blu avrebbe abusato dei suoi privilegi e della fiducia degli utenti.
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Come attivare il pannello di anteprima in Gmail
Data articolo:Fri, 19 Apr 2019 14:49:00 +0200

Se siete utenti di Gmail e siete soliti utilizzare la casella di posta elettronica Google da web, sappiate che agendo sulle impostazioni del servizio è possibile attivare l'anteprima dei messaggi inviati e ricevuti.
Esattamente come avviene in Outlook, in Thunderbird o in qualunque altro client email, anche con Gmail è possibile tenere d'occhio l'elenco dei messaggi nelle varie cartelle e, in orizzontale oppure in verticale, ottenere l'anteprima di ciascuna comunicazione.

Si tratta di una funzionalità poco nota che può essere abilitata semplicemente portandosi nelle impostazioni di Gmail (basta cliccare qui previo login al proprio account) quindi porre su Attiva la voce Riquadro anteprima.


Portandosi nel riquadro della posta in arrivo su Gmail, in alto a destra si troverà il nuovo piccolo pulsante Attiva/disattiva riquadro diviso.


Cliccando sulla freccia immediatamente a destra di tale pulsante è possibile scegliere se visualizzare l'anteprima del contenuto dei messaggi in verticale, in orizzontale oppure se disattivarla (comportamento predefinito di Gmail).


Attivando il riquadro di anteprima dei messaggi in Gmail, nelle impostazioni sarà aggiunta un'ulteriore nuova opzione.
Portandovi a questo indirizzo, tra le tante opzioni elencate nella scheda Generale, si troverà anche Riquadro anteprima.
Qui si potrà indicare il tempo che deve trascorrere perché Gmail classifichi automaticamente un messaggio come letto dopo la comparsa nel riquadro di anteprima.


La stessa funzionalità di anteprima non è al momento disponibile nell'app Gmail per i dispositivi.
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Internet delle Cose: Mozilla presenta la sua piattaforma aperta WebThings
Data articolo:Fri, 19 Apr 2019 11:33:00 +0200

Nel corso dell'ultimo triennio gli sviluppatori di Mozilla si sono dedicati anche allo sviluppo di Project Things, implementazione aperta dello standard Web of Things promosso dal W3C (World Wide Web Consortium) e pensato per il monitoraggio e il controllo dei device appartenenti al mondo dell'Internet delle Cose.

La fondazione comunica oggi che il progetto è già abbondantemente maturo tanto da acquisire un nuovo nome, Mozilla WebThings, e presentarsi con una dote di funzionalità notevolmente più ricca (questo è l'annuncio ufficiale).


Ben Francis, ingegnere software Mozilla, ha spiegato che l'obiettivo era quello di realizzare un'implementazione che possa facilitare l'adozione di dispositivi IoT sicuri, rispettosi della privacy e interoperabili.
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Windows Defender Application Guard sbarca sul nuovo Edge basato su Chromium
Data articolo:Fri, 19 Apr 2019 10:30:00 +0200

Windows Defender Application Guard è una tecnologia relativamente nuova che Microsoft ha inserito in Windows 10 e che permette di caricare il browser (e tutti i siti via a via aperti) in un ambiente protetto e separato dal resto del sistema.
Come spiegato nell'articolo Application Guard in Windows 10, cos'è e come funziona, il meccanismo basa il suo funzionamento sull'hypervisor Microsoft Hyper-V e - come più volte ricordato - l'abilitazione comporta l'impossibilità di usare soluzioni di terze parti per la virtualizzazione come, ad esempio, Virtualbox, VMware ma anche Bluestacks, l'emulatore integrato in Android Studio e altri prodotti similari.

Microsoft ha portato Windows Defender Application Guard anche in Chrome e Firefox grazie all'utilizzo di particolari estensioni realizzate dai tecnici della società di Redmond per i browser di terze parti: Microsoft permette di separare Chrome e Firefox dal resto del sistema con Application Guard.


L'ultima novità è che anche il nuovo Edge basato su Chromium supporta, esso stesso, Windows Defender Application Guard permettendo l'apertura di qualunque sito e applicazione web all'interno di una sandbox.

Per provare la nuova funzionalità in Windows 10 è sufficiente scaricare e installare l'anteprima del nuovo Edge (vedere Edge basato su Chromium e la versione Android si parlano e sincronizzano i dati) quindi premere la combinazione di tasti Windows+R, digitare optionalfeatures quindi spuntare la casella Windows Defender Application Guard.

Dopo aver avviato il nuovo browser Edge si dovrà digitare edge://flags nella barra degli indirizzi quindi attivare la voce Microsoft Edge Application Guard.
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Amazon Prime Video compatibile con Chromecast, l'app YouTube va su Fire TV
Data articolo:Fri, 19 Apr 2019 09:35:00 +0200

Per lungo tempo piattaforme, prodotti e servizi di Google e Amazon 'non si sono parlati'. Gli utenti di Amazon Prime Video, per esempio, non hanno potuto inviare i contenuti in streaming sulle chiavette Chromecast se non attivando il mirroring dello schermo del dispositivo mobile; su Amazon, da anni, Chromecast non è acquistabile.

Nonostante nel 2015 Chromecast fosse uno dei prodotti più venduti su Amazon, l'azienda guidata da Jeff Bezos decise di rimuovere dal catalogo i dispositivi di Google. I portavoce di Amazon motivarono la mossa sulla base della scoperta di alcuni problemi tecnici con il servizio di online streaming Prime Video. La decisione sembrò piuttosto motivata dall'intenzione di voler privilegiare i prodotti Amazon.


Come avevamo anticipato a fine 2018, Amazon e Google si sarebbero accordate per tornare a vendere le chiavette Chromecast sul sito di ecommerce di Bezos: Le chiavette Google Chromecast tornano sullo store di Amazon.

Con un comunicato ufficiale Google e Amazon hanno finalmente confermato di aver avviato una collaborazione per rendere l'app YouTube compatibile con Amazon Fire TV mentre Prime Video guadagnerà il supporto per Chromecast e Android TV.

Il rapporto estremamente spigoloso tra Amazon e Google è stato fino ad oggi fonte di problemi per gli utenti finali che si sono dovuti confrontare con l'utilizzo di ecosistemi tra loro non interoperabili.
Da oggi tutto cambia e la pace tra Google e Amazon sembra davvero fatta: tempistiche precise non sono state fornite ma è ormai certo che nei prossimi mesi YouTube si legherà con Fire TV mentre l'offerta Prime Video sarà fruibile direttamente tramite Chromecast, alla massima qualità possibile.

Le due aziende stanno collaborando anche per rendere YouTube compatibile con Amazon Echo Show e con i tablet Kindle: ci sarà da attendere un po’ di più..
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Arriva il ballot screen su Android per scegliere browser e motore di ricerca
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 18:42:00 +0200

Francamente non ne sentivamo davvero l'esigenza. Eppure, sulla scorta di quanto stabilito di recente dalla Commissione Europea, Google ha annunciato che nelle prossime settimane i possessori di qualunque dispositivo Android saranno chiamati a scegliere browser e motore di ricerca preferiti.

Dopo la multa da 4,34 miliardi di euro che le Autorità del vecchio continente hanno ritenuto opportuno irrogare a Google per abuso di posizione dominante (tutti i dettagli nel nostro articolo Google come Microsoft: a breve arriverà una schermata per la scelta del browser su Android), la società di Mountain View imbocca la stessa strada che a suo tempo fu percorsa da Microsoft con il ballot screen di Windows.

Non appena arriverà sui dispositivi degli utenti Android un prossimo aggiornamento del Play Store, non appena si tenterà di avviare l'applicazione si vedranno comparire, in sequenza, le seguenti schermate.


Con la prima verrà chiesto di selezionare il motore di ricerca preferito, con la possibilità - evidentemente - di optare anche per prodotti diversi da Google; con la seconda gli utenti potranno installare anche altri browser accanto a Chrome.

L'app Play Store fornirà le indicazioni per configurare i prodotti alternativi e per impostare le varie configurazioni.
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Auricolari wireless Xiaomi QCY T1C in offerta a poco più di 20 euro
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 17:03:00 +0200

Xiaomi non realizza soltanto smartphone di qualità a prezzi particolarmente aggressivi: un esempio sono i nuovi auricolari senza fili QCY T1C Bluetooth 5.0 capaci di garantire audio stereo 3D e un'esperienza d'ascolto di primo livello. Per un breve periodo di tempo vengono offerti a soli 21,03 euro.

Di piccole dimensioni (scompaiono quasi completamente nel condotto uditivo), questi auricolari possono essere utilizzati sia dagli amanti delle attività sportive, all'aperto, sia da chi si trova alla guida di un mezzo (sempre attenendosi a quanto prevedono le vigenti norme del Codice della Strada).


Dotati di tecnologia per la riduzione smart del rumore, gli auricolari wireless Xiaomi QCY T1C; inoltre, con una sola mano è possibile rispondere alle chiamate telefoniche, cambiare il brano musicale in corso di riproduzione, passare a quello successivo, mettere in pausa l'ascolto, alzare e abbassare il volume.

Gli auricolari montano ciascuno una batteria da 43 mAh che garantisce un'autonomia fino a 4-5 ore e che può essere ricaricata appoggiando i dispositivi negli appositi alloggiamenti.
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Edge basato su Chromium e la versione Android si parlano e sincronizzano i dati
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 15:13:00 +0200

Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato il link per scaricare le versioni di anteprima del nuovo browser Microsoft Edge basato su Chromium: Download del browser Edge basato su Chromium: disponibile l'anteprima.

Non appena installato sul sistema, nel caso in cui si fosse effettuato il login con un account utente Microsoft, Edge vi darà il benvenuto riconoscendovi con nome e cognome. Successivamente chiederà se si volessero importare i dati da Chrome/Chromium oppure se ripartire da zero (Start from scratch).


Per impostazione predefinita, il nuovo Edge non soltanto è in grado di importare i dati degli utenti relativi alle attività di navigazione ma permette di sincronizzarli con gli altri dispositivi.

A questo proposito è interessante notare che d'ora in avanti gli utenti che usano il nuovo Edge su PC e intendano sincronizzare i preferiti con la versione per dispositivi mobili possono finalmente farlo.
I beta tester di Microsoft Edge per Android possono infatti indicare se sincronizzare i propri dati con la versione di Edge basata su Chromium e installata su desktop e notebook.
La possibilità è per il momento riservata solo a coloro che attivano su mobile l'opzione Microsoft Edge Insider Channels.


Per una funzionalità che arriva l'altra viene eliminata: il browser per Android non permetterà più di sincronizzare le password (almeno fintanto che tale possibilità non sarà fatta propria da Edge in versione desktop).
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Galaxy Fold danneggiati dopo pochi giorni di utilizzo: Samsung indaga
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 14:29:00 +0200

Le prenotazioni del nuovo Samsung Galaxy Fold sembrano essere state convincenti (quasi 15.000 in 24 ore: Galaxy Fold: chiuse le prenotazioni per l'elevata richiesta, si parla delle caratteristiche).
L'azienda sudcoreana sembra però costretta adesso a fare i conti con presunti deficit dello schermo OLED interno. Diversi tester hanno infatti comunicato che il Galaxy Fold ha improvvisamente cessato di funzionare evidenziando evidenti problemi sul display pieghevole.


Samsung si è immediatamente attivata per verificare ogni singola segnalazione e accertare la natura dei malfunzionamenti.
I responsabili hanno intanto fatto presente che in molti casi gli utenti hanno rimosso il foglio protettivo posto sullo schermo, un'operazione avventata che ha provocato danni evidenti (lo stesso manuale del Galaxy Fold avvisa gli utenti informandoli che il layer non deve essere assolutamente eliminato).


Uno dei tester ha riferito invece che sotto lo schermo interno era finito un 'corpo estraneo', più o meno nella parte del display dove esso si piega a metà.
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Check Point pubblica l'enciclopedia dei malware che aggrediscono macOS
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 13:56:00 +0200

Sono in tanti a ritenere, erroneamente, che i sistemi macOS siano immuni dai malware: per la prima volta in assoluto, unica tra le aziende specializzate nella sicurezza informatica, Check Point Software Technologies ha raccolto tutti i malware per macOS ad oggi noti stilando una sorta di enciclopedia.

La MacOS Malware Pedia consultabile cliccando qui contiene i dettagli tecnici su ogni minaccia che affligge i sistemi della Mela.

Anche se i malware per i sistemi macOS sono meno evoluti rispetto alle minacce progettate per Windows in quanto a complessità e numero di infezioni, col passare del tempo lo scenario sta gradualmente mutando.


Le quote di mercato di cui godono i sistemi Apple (circa il 10% a marzo 2019 secondo NetApplications) sono diventate interessanti anche nell'ottica dei criminali informatici.
Gli esperti di Check Point prevedono che nei prossimi anni su macOS si registri una crescente diffusione di nuove minacce.

Tra i vari malware progettati per macOS presenti nella 'malware pedia', Pierluigi Torriani - Security Engineering Manager Italy di Check Point Software Technologies - ne individua due tra i più interessanti e pericolosi:

- CreativeUpdate.
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Soluzioni opensource diffusissime in ambito aziendale
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 10:01:00 +0200

Uno studio dal 'The state of enterprise opensource' appena pubblicato da Red Hat (qui il testo integrale) mette in evidenza quanto le soluzioni opensource siano ormai ampiamente utilizzate in azienda e costituiscano la spina dorsale per la gestione dei carichi di lavoro più pesanti e della stragrande maggioranza delle attività.

Secondo Red Hat, che ha intervistato i responsabili di circa 1.000 imprese in varie aree del mondo, i software opensource sono generalmente utilizzati per lo sviluppo di siti e applicazioni web (45%), per la gestione dei servizi cloud (43%), per la sicurezza e le elaborazioni sui big data (42%), per la gestione di database (41%) e per i server web (38%).



Secondo Red Hat il valore dell'opensource in ambito aziendale risiede nella possibilità di facilitare il raggiungimento di obiettivi comuni con sforzi ridotti e con infrastrutture poco costose.
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Un ricercatore spiega che Microsoft ha perso il controllo sulle piastrelle del menu Start
Data articolo:Thu, 18 Apr 2019 09:05:00 +0200

Microsoft è stata protagonista, suo malgrado, di un attacco dimostrativo che ha permesso a un ricercatore tedesco di assumere il controllo del contenuto di alcune delle tile ovvero delle 'piastrelle' mostrate da Windows 8.1 e Windows 10 - almeno per impostazione predefinita - nel menu Start.

Il menu Start è in Windows 10 liberamente personalizzabile: ciò significa che è possibile rimuovere tutte le piastrelle e ridimensionare il menu stesso ricalcando ciò che avveniva ad esempio con Windows 7.


Per aggiornare il contenuto del menu Start, fino a qualche tempo fa Microsoft utilizzava anche il dominio notifications.buildmypinnedsite.com. L'URL era parte integrante di questo servizio che la società di Redmond lanciò all'epoca di Windows 8 e che permetteva ai webmaster di generare speciali file per l'aggiornamento automatico del contenuto delle tile dei loro siti web.

Aggiungendo un meta tag al codice sorgente dei siti, i webmaster consentivano agli utenti di Edge di aggiungere nuove piastrelle nel menu Start di Windows agendo sull'apposita opzione del menu principale del browser.

Hanno Böck, ricercatore e giornalista, si è accorto che notifications.buildmypinnedsite.com - l'indirizzo chiamato ad elaborare i contenuti inviati dai webmaster, da visualizzare nel menu Start di Windows - non funziona più e le richieste venivano reindirizzate verso un sottodominio inesistente.
Così, Böck ha registrato tale dominio sul suo account Azure ed è riuscito a modificare tutte le richieste relative ai siti web che usano le tile di Windows: a questo indirizzo è possibile trovare un video dimostrativo.
Il tutto è stato possibile perché i tecnici Microsoft si sono evidentemente dimenticati di rimuovere o comunque gestire adeguatamente un record CNAME a livello di DNS.

Un utente malintenzionato avrebbe potuto usare la stessa tecnica adottata da Böck per provocare il caricamento di codice arbitrario e mostrare nelle piastrelle del menu Start di Windows 8.1 e Windows 10 ogni genere di contenuto.
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Samsung e TSMC annunciano i rispettivi nuovi chip a 5 e 6 nm
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 18:56:00 +0200

I principali produttori di chip stanno facendo a gara per ridurre fino all'estremo la dimensione dei transistor dei moderni processori. A misurarsi sono essenzialmente Samsung e TSMC che hanno piani di sviluppo abbastanza simili.

Samsung ha annunciato di essere pronta per realizzare i primi chip con un processo a 5 nm FinFET basato sull'impiego della litografia ultravioletta estrema (EUV), della quale abbiamo parlato anche nell'articolo Nanometro, unità di misura utilizzata per descrivere le CPU: ecco perché.


La nuova pietra miliare viene posta a distanza di sei mesi dall'avvio della produzione dei primi chip a 7 nm. La tecnica realizzativa è infatti molto simile ma i chip a 5 nm potranno beneficiare di una riduzione delle dimensioni fino al 25%, 20% di consumi energetici in meno e 10% di potenza in più rispetto alla versione a 7 nm.

I test sono ormai stati conclusi con successo e la produzione di massa, stando a quanto riferito dai portavoce di Samsung, dovrebbe cominciare entro giugno 2020: basti pensare che un'area pari alla sezione di un capello ospiterà circa 2.000 transistor.

La rivale TSMC, che tra i suoi clienti annovera Apple (per la Mela ha realizzato i processori 'A') ha presentato un ulteriore aggiornamento incrementale passando a un processo costruttivo a 6 nm (N6).
I rappresentanti della società taiwanese hanno osservato che la migrazione da 7 a 6 nm si è conclusa senza intoppi e che i nuovi chip arriveranno molto presto sul mercato.


TSMC è riuscita ad aumentare la densità dei transistor del 18% riducendo significativamente i costi di produzione per singolo chip.
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Guida autonoma: Apple sta lavorando per sviluppare un sensore LIDAR evoluto
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 16:38:00 +0200

Meno di due anni fa scrivevamo di un possibile ridimensionamento di Project Titan, progetto Apple che aveva probabilmente come obiettivo la progettazione e la realizzazione di un veicolo a guida autonoma: Apple ridimensiona le sue ambizioni sulla guida autonoma?.

Secondo fonti vicine alla società di Cupertino, Apple avrebbe contattato almeno quattro aziende che le fornirebbero i sensori LIDAR, peraltro utilizzati anche da Waymo (Google/Alphabet) per i suoi veicoli in fase di test nell'area di San Francisco e di Phoenix (USA): Veicoli a guida autonoma: Waymo ha percorso 6,4 milioni di chilometri.


I nuovi sensori che, lo ricordiamo, sfruttano una tecnica di telerilevamento per determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser (vengono usati per creare una riproduzione 3D della sede stradale e di tutto ciò che si muove su di essa), saranno di nuova generazione e verranno valutati dagli ingegneri di Apple.
Sempre stando alle voci di corridoio, anche la Mela starebbe comunque lavorando in autonomia sullo sviluppo di un sensore LIDAR.

Le indiscrezioni confermerebbero le rinnovate ambizioni di Apple di entrare nel mercato dei veicoli a guida autonoma.
La società guidata da Tim Cook starebbe cercando sensori LIDAR più compatti, meno costosi e più semplici da produrre su vasta scala rispetto alle soluzioni attualmente in uso.
I sistemi LIDAR realizzati da Velodyne e in uso su alcuni prototipi di veicoli Apple costano circa 100.000 dollari l'uno e utilizzano parti meccaniche per muovere il laser.

La Mela vorrebbe invece arrivare rapidamente a disporre di un sensore LIDAR dal design rivoluzionario e molto più affidabile rispetto alle versioni attualmente adoperate.

Il fine ultimo è certamente quello di rivaleggiare con Waymo e Tesla in primis ma allo stato attuale non è dato sapere se Apple intenda davvero realizzare un suo veicolo a guida autonoma oppure se voglia concentrarsi solo sull'hardware e software essenziale per poi avviare una collaborazione con una casa automobilistica.
Waymo ha scelto proprio quest'ultima strada progettando e assemblando il computer per la guida autonoma e siglando un accordo con Fiat Chrysler Automobiles (FCA) che mette a disposizione i veicoli veri e propri..
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Arlo presenta il campanello intelligente Audio Doorbell e l'altoparlante Chime
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 12:24:00 +0200

Arlo Technologies, azienda controllata da Netgear e specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi per la smart home, ha appena annunciato la disponibilità e i prezzi di nuovi prodotti quali Arlo Audio Doorbell e Arlo Chime.

Il primo è un campanello intelligente che come Chime e gli altri dispositivi della gamma Arlo può essere installato in completa autonomia, senza richiedere l'intervento di alcun tecnico e senza dover sostenere spese aggiuntive.

Arlo Audio Doorbell è un campanello wireless che provvede a contattare lo smartphone dell'utente non appena qualcuno preme il pulsante. In questo modo è possibile rispondere al campanello anche se ci si trovasse lontani da casa o dall'ufficio.


Di base, quindi, Arlo Audio Doorbell si comporta come un 'citofono smart' e l'applicazione Arlo, disponibile per i device Android e iOS, diventa il centro di controllo per gestire non solo il campanello ma anche tutti i dispositivi della stessa linea.
Arlo Audio Doorbell, infatti, non integra una telecamera ma - tramite l'app - è possibile abbinare il dispositivo a una telecamera intelligente Arlo così da poter non solo ascoltare ma anche vedere chi si trova davanti alla porta o al cancello.

Arlo Audio Doorbell è resistente alle intemperie e funziona con due batterie AA standard garantendo una durata fino a un anno.
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Windows Defender ATP: un unico pannello per controllare la sicurezza dei dispositivi
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 11:38:00 +0200

Windows Defender ATP (Advanced Threat Protection) è un servizio offerto in Windows 10 Enterprise: ampiamente differente rispetto alla versione integrata in tutte le edizioni del sistema operativo, si occupa di monitorare i sistemi offrendo una risposta concreta agli attacchi più avanzati (ad esempio quelli rivolti alla singola infrastruttura aziendale) che non fossero stati riconosciuti e neutralizzati da parte di altre soluzioni per la sicurezza.

A questo indirizzo è possibile richiedere a Microsoft una prova gratuita di Windows Defender ATP (maggiori informazioni possono essere ottenute qui).

Certificato ISO 27001, Windows Defender ATP protegge gli endpoint dalle minacce informatiche; rileva gli attacchi avanzati e le violazioni dei dati, automatizza la gestione degli incidenti e migliora il livello di sicurezza.

La novità è che Microsoft ha annunciato la disponibilità di MDATP Threat & Vulnerability Management, uno strumento che va ad estendere ulteriormente le caratteristiche di Windows Defender ATP e che consente di identificare, gestire e risolvere le lacune di sicurezza rilevate sui singoli endpoint, siano essi workstation, server, dispositivi di qualunque genere.


Individuare le lacune sui singoli endpoint è cruciale per ridurre i rischi e l'eventualità di infezioni con conseguenti perdite di dati all'interno dell'impresa.
MDATP Threat & Vulnerability Management offre infatti visibilità in tempo reale sull'intera rete aziendale proponendo un inventario dei dispositivi connessi, mostrando le rispettive configurazioni, lo stato della sicurezza e la presenza di eventuali vulnerabilità (installazione e disinstallazione dei vari software, applicazione delle patch,...), l'indicazione relativa alle nuove vulnerabilità scoperte viene abbinata ai consigli da applicare per mitigare i problemi sia nel caso dei software Microsoft che per le applicazioni di terze parti.

La soluzione Microsoft mette in evidenza anche le dipendenze tra i software in uso e indica per esempio se una stessa libreria fosse utilizzata da più applicazioni; fa emergere la sussistenza di configurazioni non sicure (endpoint con antimalware disattivato o non presente, condivisione mediante protocollo SMBv1 abilitata, impostazioni che possono favorire l'acquisizione di privilegi più elevati e così via).


Per provare subito la versione di anteprima di MDATP Threat & Vulnerability Management, è sufficiente fare riferimento a questa pagina..
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Nuovi ransomware rendono accessibili le condivisioni sull'IP pubblico e chiedono un riscatto
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 10:33:00 +0200

Due nuove famiglie di ransomware, battezzate NamPoHyu e MegaLocker stanno utilizzando un nuovo approccio per provare ad estorcere denaro agli utenti cifrando i loro file personali.
Una volta in esecuzione sul sistema degli utenti, i due ransomware provvedono ad aprire porte in ingresso sul router condividendo le risorse attraverso il protocollo SMB/Samba.

Tant'è vero che i gestori di Shodan, motore di ricerca che consente di individuare quanti dispositivi espongono porte sull'IP pubblico e quali servizi vengono resi accessibili dalla rete WAN, spiegano che si è registrato un aumento delle condivisioni Samba pubblicamente raggiungibili.
Ad oggi circa 500.000 host a livello mondiale mostrano risorse condivise via SMB/Samba sull'IP pubblico: usando la sintassi presentata nell'articolo Shodan, cos'è e come permette di scovare webcam, router, NAS e altri dispositivi remoti, è facile accorgersene.
Basta infatti digitare port:445 'SMB Status Authentication: disabled' nella casella di ricerca, previa registrazione al servizio.


Una volta insediatisi sul sistema delle vittime, NamPoHyu e MegaLocker dispongono la cifratura dei dati in modalità remota così da usare un 'basso profilo' ed evitare di far drizzare le antenne ai più famosi software anti ransomware.

Completata l'aggressione vengono richiesti riscatti nell'ordine dei 250 dollari per gli utenti che dimostrano di essere privati, di 1.000 dollari nel caso delle aziende.

Per evitare di porgere il fianco a minacce come NamPoHyu e MegaLocker, è fondamentale mantenere aggiornati i software che si utilizzano - installando le patch di sicurezza -, attivare un sistema di protezione centralizzato che tenga sotto controllo ogni singolo endpoint, porre massima attenzione all'aggiornamento del browser e dei componenti aggiuntivi eventualmente installati, evitare di aprire allegati provenienti da fonti dubbie, non dare per scontato che documenti o archivi compressi siano di per sé file legittimi, effettuare sempre un'analisi dei file anche su VirusTotal ponendo particolare attenzione al risultato dell'esame comportamentale (VirusTotal: guida all'uso del servizio per controllare l'identità dei file), servirsi di valide soluzioni di backup che effettuino il versioning ovvero che tengano traccia delle modifiche applicate ai file nel corso del tempo (Backup, le migliori strategie per proteggere i dati), mettere in sicurezza il router e disattivare UPnP (Router, le operazioni da fare per renderlo sicuro), protocollo di rete sempre più usato dai malware per aprire rapidamente porte in ingresso sull'IP pubblico..
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Xiaomi Redmi Note 7 e Xiaomi Mi 9 in offerta a un prezzo speciale
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 09:35:00 +0200

Presentiamo quest'oggi due interessanti opportunità di acquisto riservate ai nostri lettori. Se foste interessati ad acquistare uno tra i migliori smartphone Xiaomi, Geekbuying offre per un breve periodo di tempo il Redmi Note 7 e il Mi 9 - entrambi con 128 GB di storage interno - a un prezzo vantaggioso:

- Xiaomi Redmi Note 7 4 GB 128 GB - blu (versione globale) a 193 euro circa inserendo il codice coupon ILSOFTWARE3 (20 pezzi disponibili)
Il Redmi Note 7 è equipaggiato con un display da 6,3 pollici (risoluzione 2340x1080 pixel) e sfrutta un SoC Qualcomm Snapdragon 660, un octa-core Kryo 260 suddivisi in due cluster operativi a 2,2 GHz e 1,8 GHz con GPU Adreno 512.
La batteria è da 4.000 mAh, ricaricabile mediante connettore USB Type-C fino a 18 W (ricarica rapida Quick Charge 4.0). Sul versante connettività, Redmi Note 7 supporta WiFi 802.11ac e Bluetooth 5.0.


- Xiaomi Mi 9 6 GB 128 GB - ocean blue (versione globale) a 502 euro circa inserendo il codice coupon ILSOFTWARE2 (20 pezzi disponibili)


Uno dei top di gamma Xiaomi, il Mi 9 utilizza un processore Qualcomm Snapdragon 855 con schermo AMOLED da 6,39 pollici (risoluzione 2340 x 1080 pixel e 600 nits di luminosità massima).
Il rapporto screen-to-body è pari al 90,47%, è presente un piccolo notch nella parte superiore del display e le dimensioni sono pari a 157,5 x 74,67 x 7,61 mm per un peso di 173 grammi.

Xiaomi Mi 9 spicca per quanto riguarda la qualità fotografica e la resa dei video: la fotocamera digitale dispone di un sensore principale da 48 Megapixel con apertura focale f / 1.75 (Sony IMX586) al quale viene affiancato un sensore secondario da 12 Megapixel con apertura f / 2.2 (Samsung S5K3M5) con zoom ottico 2x e un terzo sensore da 16 Megapixel con apertura f / 2.2 (Sony IMX481) in grado di lavorare su un angolo di 117 gradi.
Secondo DxOMark, il Mi 9 è il migliore Xiaomi per qualità fotografica e, attualmente, il sesto smartphone più abile in assoluto nell'acquisire immagini di qualità.
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Accordo tra Qualcomm ed Apple: fine di tutte le battaglie legali
Data articolo:Wed, 17 Apr 2019 08:34:00 +0200

Con un accordo che coglie tutti di sorpresa, Apple e Qualcomm hanno messo fine a tutte le vertenze legali che duravano da anni nei tribunali di mezzo mondo.
Decidendo congiuntamente di seppellire l'ascia di guerra, l'intesa prevede che Apple versi a Qualcomm una somma di denaro al momento non precisata. Inoltre le due società potranno attingere alla proprietà intellettuale dell'altra parte per un periodo di 6 anni (con la possibilità di rinnovare l'accordo per ulteriori 2 anni).

Non solo. Qualcomm fornirà ad Apple i suoi componenti hardware: ciò significa che con ogni probabilità i modem dell'azienda di San Diego torneranno nei nuovi iPhone.


Apple contestava a Qualcomm un presunto abuso della sua posizione dominante: secondo la Mela, Qualcomm avrebbe chiesto royalty troppo elevate per l'utilizzo della sua proprietà intellettuale.
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AMD presenta il SoC Ryzen Embedded R1000, Navi in arrivo a giugno
Data articolo:Tue, 16 Apr 2019 19:48:00 +0200

Durante il Taiwan Embedded Forum, AMD ha presentato il suo nuovo SoC Ryzen Embedded R1000 ampliando la famiglia di dispositivi utilizzabili nei display intelligenti di nuova generazione, nei dispositivi multimediali e per il networking, nei thin client e nell'high-performance edge computing.

Grazie all'utilizzo di core AMD Zen e alla sezione grafica Vega 3, il nuovo SoC Ryzen Embedded R1000 assicura prestazioni elevate, offre ricche funzionalità multimediali e un livello di sicurezza avanzato.


È in grado di supportare fino a tre schermi 4K fino a 60 fps, la codifica/decodifica H.265 e la decodifica VP9 rispondendo così alla crescente domanda del settore garantendo esperienze immersive e ad alta risoluzione.

Ryzen Embedded R1000 condivide altre funzionalità della famiglia AMD Embedded incluse le porte Ethernet 10 Gbps e caratteristiche di sicurezza all'avanguardia.

Il nuovo SoC sarà disponibile questo trimestre ed è già supportato da numerose aziende hardware e software come Advantech, ASRock, DFI, iBase, Netronome, Stratacache e molte altre.

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