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WhatsApp Web, come funziona l'accesso con impronta digitale
Data articolo:Fri, 18 Sep 2020 18:08:00 +0200

WhatsApp Web è uno degli strumenti più utili per chi passa molte ore della giornata davanti a un PC desktop o un notebook e ha la necessità di rispondere ai messaggi istantanea che arrivano sullo smartphone.
La base di utenti di WhatsApp è talmente vasta che uno strumento come WhatsApp Web risulta utile anche in ambito lavorativo, per scambiarsi velocemente file e rispondere alle richieste di colleghi e collaboratori.

Abbiamo dedicato l'articolo WhatsApp Web, trucchi e consigli per utilizzarlo al meglio proprio alla versione dell'applicazione accessibile usando esclusivamente il browser, senza installare nulla.

Nell'attesa che gli sviluppatori di WhatsApp aggiungano finalmente una caratteristica che gli utenti chiedono da anni ovvero il 'multilogin' (Usare WhatsApp su più dispositivi contemporaneamente: presto sarà possibile), sembra proprio che in WhatsApp Web possa a breve debuttare la nuova modalità di autenticazione mediante impronta digitale.

Oggi infatti, per usare WhatsApp Web, è necessario visitare questa pagina con il browser, portarsi sull'app installata lato smartphone, toccare sui tre puntini in colonna (in alto a destra), scegliere la voce WhatsApp Web, selezionare '+' nell'angolo superiore destro quindi inquadrare il codice QR mostrato sullo schermo del PC.

A breve questa modalità di autenticazione risulterà superata.
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Quanto costa la produzione dei wafer di silicio. I dati di TSMC
Data articolo:Fri, 18 Sep 2020 16:05:00 +0200

TSMC è uno dei principali produttori di semiconduttori al mondo: i suoi chip vengono utilizzati da colossi quali Apple, AMD e NVidia oltre che da aziende di più piccole dimensioni. La società taiwanese offre diversi processi produttivi che vanno da 90 a 5 nm: Nanometro, unità di misura utilizzata per descrivere le CPU: ecco perché.

I rappresentanti di TSMC non si fanno scrupoli, anche e soprattutto per finalità di marketing, di condividere le informazioni tecniche sui processi litografici usati dall'azienda mentre non parlano quasi mai pubblicamente di prezzi. Il motivo è evidentemente legato alla volontà di non offrire alcun vantaggio alla concorrenza.

In queste ore è apparsa in rete una tabella che mostra i prezzi che TSMC praticherebbe ai suoi clienti e richiederebbe per le lavorazioni sui vari tipi di wafer in silicio.
Il documento è stato elaborato dal CSET ('Center for Security and Emerging Technology' di Georgetown negli Stati Uniti) e ha come fine ultimo quello di dimostrare, dati alla mano, quanto costa per un'azienda sviluppare e immettere sul mercato un chip di intelligenza artificiale all'avanguardia.


Come si vede nella figura i costi sono davvero impressionanti: per lavorare su un wafer di silicio prodotto a 90 nm, TSMC chiede 1.650 dollari.
Un wafer prodotto con un processo all'avanguardia, ad esempio, a 7 nm costa ben 9.346 dollari.
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AMD Ryzen 5000 potrebbe essere il nome delle nuove CPU desktop Zen 3
Data articolo:Fri, 18 Sep 2020 11:22:00 +0200

Stando ad alcune voci di corridoio sembra che AMD sia intenzionata a non usare la nomenclatura Ryzen 4000 per la sua prossima generazione di processori desktop basata sull'architettura Zen 3 e conosciuta con il nome in codice Vermeer.
La società di Sunnyvale potrebbe chiamare le sue nuove CPU per i sistemi desktop Ryzen 5000 introducendo modelli equipaggiati con un massimo di 12 core fisici (non dovrebbero esserci versioni a 16 core).

L'orientamento di AMD sarebbe volto a non ingenerare confusione tra gli utenti: l'appellativo Ryzen 4000 è infatti già usato per le APU Renoir disponibili per i notebook.

L'indiscrezione sul numero dei core, invece, è in contrasto con le informazioni trapelate nei giorni scorsi quando erano stati avvistati online alcuni codici OPN (part number) utilizzati da AMD per identificare in modo univoco ciascun processore. Esaminando tali codici erano stati rilevati modelli Zen 3 con 8 e 16 core fisici.
Un'ulteriore evidenza di come le informazioni non confermate dai portavoce dell'azienda debbano essere sempre prese con le dovute cautele.

Ciò premesso, le ultime notizie fanno riferimento a 3 possibili varianti di processori AMD Ryzen 5000 a 8 core con una frequenza di clock massima pari a 4,6 MHz in turbo (frequenza base impostata sui 4 GHz).

Per quanto riguarda i modelli a 12 core, invece la frequenza base sarebbe di 3,7 GHz per spingersi fino a 4,6 MHz in modalità turbo.

La differenza principale tra Renoir e Vermeer per desktop le prime sono APU, mentre i secondi sono CPU sprovviste di una sezione grafica integrata.
I processori Vermeer, inoltre, rappresenteranno la più importante rivoluzione della microarchitettura della CPU dai tempi dell'introduzione di Zen.
Zen 3, infatti, si concentrerà sul miglioramento del rapporto performance per watt, garantirà un più elevato valore IPC (istruzioni per ciclo di clock), 8 core per CCX (CPU complex o Core complex; termine con cui viene descritto un cluster di core fisici, la cache L3 condivisa e l'interconnessione tra i componenti), un nuovo chip IO, un migliore controllore di memoria, un SMT migliorato e più elevate frequenze di clock in Boost..
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Google Chrome raggrupperà le schede di uno stesso dominio
Data articolo:Fri, 18 Sep 2020 10:56:00 +0200

Una delle funzionalità più utili che Google ha recentemente aggiunto a Chrome è la possibilità di raggruppare e comprimere le schede aperte nel browser. Gli utenti che sono soliti tenere contemporaneamente aperte molte schede possono inserirle in uno stesso gruppo (ad esempio quelle riferite ai medesimi argomenti) e 'compattarle' così da rendere l'interfaccia di Chrome molto meno affollata: ne parliamo nell'articolo Comprimere le schede aperte in Google Chrome.

La novità è che le prossimi versioni di Google Chrome raggrupperanno automaticamente le schede aperte riunendo solo quelle riferibili a uno stesso dominio.

Ad esempio, se aprirete contemporaneamente 10 pagine di Wikipedia, Chrome creerà automaticamente un nuovo gruppo che potrà essere eventualmente compresso.

La nuova funzione non sarà attivata per tutti, almeno in un primo tempo, e potrà essere eventualmente abilitata su richiesta digitando chrome://flags/#tab-groups-auto-create nella barra degli indirizzi.

Il nuovo flag, che va ad aggiungersi ai tanti già disponibili (vedere Chrome flags: quali impostazioni avanzate sono le più utili), quasi sicuramente non funzionerà prima del rilascio di Chrome 87 o Chrome 88..
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Firefox Send, la chiusura è definitiva
Data articolo:Fri, 18 Sep 2020 10:24:00 +0200

L'eccellente servizio per la condivisione di file tra utenti remoti è arrivato al capolinea. Quello che sembrava essere uno stop temporaneo (Firefox Send chiude temporaneamente i battenti: perché) è purtroppo diventato definitivo.

Mozilla ha affermato di voler interrompere Firefox Send, servizio che era stato lanciato come esperimento nel 2017 per migliorare lo scambio di dati fra gli utenti e che nel 2019 era diventato uno strumento ufficialmente supportato.
Senza neppure disporre di un account era possibile condividere file delle dimensioni massime di 1 GB; 2,5 GB registrando un account utente.

Una delle caratteristiche più interessanti del servizio era la possibilità di condividere file con scadenza: trascorso il periodo di tempo indicato o superata la data specificata, ciò che veniva messo 'a fattor comune' non risultava più scaricabile: ne avevamo parlato nell'articolo Inviare file pesanti con Firefox Send: come funziona.

La decisione di chiudere e ritirare il servizio è arrivata dopo che diversi gruppi di criminali informatici hanno abusato di Firefox Send per inviare malware e perpetrare truffe (spear phishing) nei confronti di migliaia di inconsapevoli utenti.
Evitare del tutto possibili attività malevole avrebbe richiesto nuovi sforzi sul piano tecnico e la necessità di affrontare costi importanti.
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MetaOS, cos'è e cosa offrirà il nuovo sistema operativo Microsoft
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 16:29:00 +0200

Microsoft abbandonerà Windows 10? No di certo. Il sistema operativo continuerà ad evolvere e contribuire alla costruzione dell'ecosistema Microsoft che si spinge ben oltre i prodotti dell'azienda e delle società partner (si pensi alle collaborazioni avviate con Google e con i produttori di dispositivi Android).

Cos'è allora MetaOS, prodotto del quale si sta cominciando a parlare con una notevole enfasi?

Cos'è MetaOS e come Microsoft potrebbe presentarlo sul mercato

Microsoft non ha ancora mai fatto riferimenti pubblici rispetto a MetaOS. Unendo ed elaborando le informazioni sin qui sfuggite alle maglie della società di Redmond è possibile farsi un'idea di ciò che sarà MetaOS.

Il suffisso 'OS' suggerisce che si tratterà di un sistema operativo anche se, allo stato attuale, sembra possa trattarsi più che altro di un foundational layer, fondamenta uniche che raccoglieranno alcuni tra i principali prodotti dell'azienda: Teams, Microsoft 365, Edge, Azure, SharePoint e altri ancora.

Microsoft potrebbe creare una piattaforma mobile unica e integrata che fornisca un insieme di servizi per il business, per le attività personali, per l'intrattenimento: messaggistica istantanea, servizi di videoconferenza e chat vocale, pagamenti digitali, gestione documentale e news feed personalizzati.

Stando a quanto riferiscono le fonti di Mary Jo Foley (ZDNet), MetaOS sarebbe formato da più livelli incentrati sulla gestione dei dati degli utenti.
Al livello più basso potrebbe esserci Microsoft Graph, piattaforma di sviluppo che collega più servizi e dispositivi: presentata nel 2015 essa consente di usare apposite API REST per interconnettere i propri servizi e le proprie applicazioni con Microsoft 365, Azure e Windows.


A questo livello, com'è spiegato nella pagina dedicata a Microsoft Graph si possono gestire le relazioni fra account utente, le autorizzazioni quindi elaborare i dati provenienti da più fonti utilizzando le identità dei singoli soggetti che, ad esempio, collaborano in un team.

Un livello più spiccatamente applicativo verrà verosimilmente costruito attorno a Fluid Framework, tecnologia di co-authoring e object embedding che Microsoft ha recentemente presentato per rivoluzionare, in ottica futura, anche la stesura di documenti Office che diventano dinamici, possono contenere dati prodotti - anche in tempo reale - da molteplici sorgenti e sono modificabili nonché condivisibili indipendentemente dalle singole applicazioni.
Un paradigma nuovo che si ispira palesemente a quanto già fatto con Power BI.

Gli sviluppatori potranno far leva sulla tecnologia Power Apps, che permette di realizzare applicazioni efficaci e potenti con poche righe di codice e saranno introdotti, sempre in MetaOS, una serie di servizi per l'elaborazione, la gestione, la sicurezza, la modifica e la ricerca dei dati.

MetaOS sarà quindi lo strumento che permetterà a Microsoft di razionalizzare l'accesso alla sua intera offerta: Teams sarà quindi soltanto una parte della ricetta perché gli utenti potranno 'mettere insieme' i dati provenienti da servizi Microsoft e di terze parti, in modo semplice e veloce.
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Monopattino elettrico Niubility N1 in offerta speciale: costa soli 228 euro
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 15:22:00 +0200

Il bonus mobilità 2020 consente di ottenere un rimborso fino al 60% (comunque non superiore a 500 euro) delle spese sostenute per l'acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad esempio monopattini, hoverboard e segway). L'obiettivo è promuovere e incentivare l'utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale, utili anche per muoversi in città verso il posto di lavoro e sostenibili dal punto di vista ambientale.

Fino al prossimo 30 settembre (e comunque fino all'esaurimento delle scorte di magazzino) è possibile acquistare l'ottimo monopattino elettrico Niubility N1 che viene spedito dalla Germania al prezzo scontatissimo di soli 227,79 euro inserendo il codice coupon CCN1B al momento dell'ordine.

Il venditore Cafago assicura la possibilità di ricevere la fattura d'acquisto conformemente alle disposizioni contenute nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 agosto 2020.
L'importante è richiedere la fattura al momento dell'acquisto del monopattino (scriverlo nelle note) indicando che il documento deve contenere i dati del cliente, il codice fiscale, la ragione sociale completa del venditore (per Cafago sarà TomTop Technology Co.
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Novità in Google Meet e Duo: fino a 49 partecipanti sullo stesso schermo
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 14:38:00 +0200

Google ha annunciato l'introduzione di alcune novità nei suoi servizi per le videoconferenze Meet e Duo dei quali abbiamo parlato anche nell'articolo Videoconferenza gratis, le migliori soluzioni disponibili.

L'azienda di Mountain View ha infatti annunciato che gli utenti di Google Meet potranno visualizzare su desktop i flussi video di un numero massimo di 49 partecipanti alla riunione online.
Cliccando in basso a destra sui tre puntini quindi su Modifica layout, selezionando Auto o In griglia si potrà agire sul controllo posto nella parte inferiore della schermata per scegliere il numero dei partecipanti da visualizzare.


Nell'articolo Meet Google: tutti possono organizzare videoconferenze gratis avevamo presentato l'estensione gratuita Google Meet Grid View che consente di esporre un numero illimitato di flussi video nella finestra del servizio.

È stata aggiunta anche la funzionalità Self-view che permette di mostrare o meno il proprio flusso video sulla griglia di Google Meet.

Gli utenti di Google Meet hanno inoltre a disposizione il nuovo strumento che permette di sfocare automaticamente e in modo dinamico lo sfondo mentre si è collegati in videoconferenza.
In una prima fase la funzionalità sarà compatibile con le versioni di Chrome per Windows e macOS; successivamente sarà fruibile anche su smartphone e sui dispositivi ChromeOS.

Il tool per sfocare lo sfondo verrà distribuito sugli account Google a partire dal prossimo 28 settembre mentre la funzionalità per modificare il layout dei flussi video è in corso di abilitazione già da oggi.

Google aveva recentemente aggiunto la possibilità di sfruttare il grande schermo del televisore per mostrare i riquadri dei vari partecipanti al meeting online: Usare il televisore come schermo per le videoconferenze con Google Meet.

Quanto a Google Duo gli utenti che usano l'app sui loro dispositivi mobili potranno da oggi condividere lo schermo e utilizzare la funzione che permette di visualizzare insieme ai partecipanti alla videochiamata foto e video nella galleria.

Nell'articolo Google Duo: come funziona l'app per le videochiamate abbiamo approfondito le varie funzionalità di Duo.
Più di recente i tecnici della società fondata da Larry Page e Sergey Brin hanno arricchito Duo della possibilità di usare l'app su Android TV (Dopo Google Meet su Chromecast, Duo va su Android TV) nonché di sfruttarla per effettuare chiamate verso i dispositivi Google Home: Come chiamare i dispositivi Google Home con Google Duo..
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Brim, per analizzare i file di log generati con Wireshark senza incertezze
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 11:23:00 +0200

Wireshark è il noto e apprezzato analizzatore di pacchetti dati (packet sniffer) che permette di verificare in tempo reale ciò che accade all'interno di una rete stabilendo quali informazioni fluiscono tra i server remoti e i singoli dispositivi client collegati al router via cavo Ethernet o in modalità WiFi: Wireshark, una breve guida all'uso.

Wireshark consente di impostare potenti filtri per estrarre solo i pacchetti dati che interessano e le informazioni relative a ciascuna attività.
Quando il traffico dati generato all'interno della LAN è intenso e sono tanti i dispositivi connessi capita spesso di dover gestire file di log di dimensioni imponenti: applicare i filtri diventa un'operazione lenta e complessa cosicché l'analisi dei pacchetti in transito diventa quasi impossibile.

Brim è un software sviluppato di recente - quindi ancora poco conosciuto - che permette di lavorare più efficacemente sui log di Wireshark estraendo i dati cercati.

Disponibile nelle versioni per Windows, macOS, Ubuntu/Debian e Red Hat/Fedora, Brim consente di scegliere il file PCAP di Wireshark da elaborare che viene immediatamente indicizzato per fornire riscontri fulminei in risposta a qualunque tipo di filtro.

I pacchetti dati vengono visualizzati su una timeline con diversi colori ed etichette che rendono manifesta la tipologia di ogni comunicazione: si troveranno ad esempio riferimenti quali HTTPS, DNS, SSH e così via.

Il pannello posto a destra nell'interfaccia di Brim mostra informazioni dettagliate su ciascun flusso dati tanto che con un clic su Conn è possibile approfondire l'intera conversazione.

Punto di forza di Brim è anche la casella di ricerca: inserendo ad esempio GET, POST, l'indirizzo IP o il nome di host è possibile estrarre dal file di log generato da Wireshark tutti i dati sulle informazioni inviate e ricevute dal singolo dispositivo connesso in rete locale.

Brim è quindi destinato a imporsi come complemento perfetto di Wireshark: anch'esso è un prodotto opensource e al momento non è ancora stato aggiunto ai principali repository delle distribuzioni Linux soltanto per il fatto di essere un progetto relativamente recente.

Il video che segue riassume tutte le potenzialità di Brim e ne mette in evidenza le molteplici abilità.

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Windows 10 permette di usare le app Android installate sullo smartphone
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 10:04:00 +0200

Con una nota ufficiale Microsoft ha annunciato che da oggi gli utenti di Windows 10 possono avviare su sistemi desktop e notebook le app installate e normalmente adoperate sui dispositivi mobili Android.

Avevamo parlato dell'interessante e utile novità già in agosto (App Android in Windows 10 con l'app Il tuo telefono) e oggi la possibilità di effettuare il mirroring delle applicazioni Android su Windows 10 viene messa a disposizione di tutti coloro che usano uno smartphone compatibile.



La 'magia' viene effettuata dall'app Il tuo telefono di Windows 10 che consente di collegare uno o più dispositivi Android e interagire direttamente con le app installate.

Inizialmente, in seguito a un accordo di collaborazione stipulato con Samsung, il mirroring delle app attraverso Il tuo telefono sembrava limitato ai principali modelli di dispositivi Galaxy.
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Cambiare le password non sicure sarà più veloce con Google Chrome
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 09:31:00 +0200

Google sta aggiungendo una nuova funzionalità in Chrome: permetterà di sostituire più velocemente le password che, ad esempio, risultano compromesse in un'aggressione informatica subita da un fornitore di servizio (gli incidenti sui quali offre un tempestivo riscontro uno strumento come Have I been pwned: Com'è nato Have I been pwned, servizio per conoscere i dettagli sui data breach).

Gli sviluppatori di siti web possono aggiungere il percorso /.well-known/change-password che può essere utilizzato per indicare ai browser web compatibili un meccanismo rapido per reimpostare le credenziali di accesso.

Tale funzionalità è già utilizzata da Apple Safari e iCloud Keychain ma il supporto da parte di Chrome potrebbe contribuire a velocizzarne l'adozione da parte dei webmaster.

A partire da Chrome 86, digitando chrome://settings/passwords nella barra degli indirizzi e servendosi del pulsante Controlla password, una volta che il browser avrà accertato l'eventuale presenza di problematiche collegate con le credenziali in uso, sarà possibile modificare la password direttamente dal browser interfacciandosi con tutti i siti web che hanno implementato l'URL /.well-known/change-password (apparirà il nuovo pulsante Cambia password).

Nel caso in cui l'URL /.well-known/change-password non fosse utilizzato sul sito corrispondente, il pulsante Cambia password si limiterà a mostrare la home page del sito cui le credenziali si riferiscono..
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Gli occhiali di Facebook per la realtà aumentata realizzati insieme con EssiLux
Data articolo:Thu, 17 Sep 2020 08:42:00 +0200

Mark Zuckerberg, fondatore, presidente e amministratore delegato di Facebook, ha annunciato di aver siglato un importante accordo con EssiLux/Luxottica per la realizzazione dei nuovi occhiali per la realtà aumentata.
Il social network utilizzerà montature e lenti Ray-Ban abbinandovi il sistema basato sull'intelligenza artificiale in corso di sviluppo da anni.

Andrew Bosworth, vice presidente di Facebook Reality Labs, ha spiegato il potenziale che hanno i dispositivi indossabili, soprattutto per offrire alle persone modi più efficaci per restare in contatto con coloro che amano.
Qui il bell'annuncio pubblicato su Instagram con il brand Ray-Ban.

Zuckerberg non ha condiviso ulteriori dettagli sul progetto ma ha confermato che gli occhiali per la realtà aumentata di Facebook debutteranno sul mercato nel 2021.

Proprio in questi giorni Facebook ha cominciato a distribuire ai suoi dipendenti i primi campioni degli occhiali Project Aria: si tratta di smart glass con molte delle funzionalità che potrebbero essere inserite nei Ray-Ban intelligenti realizzati da Facebook in collaborazione con EssiLux.

Usando algoritmi di intelligenza artificiale gli occhiali Project Aria raccolgono dati in tempo reale su tutto ciò che si trova nel campo visivo e 'interpretano' lo spazio e gli oggetti.
Montano inoltre sensori per il tracciamento dei movimenti oculari, utili ad esempio per muoversi tra le voci di menu visualizzate attraverso le lenti, microfoni (adatti per la registrazione dei comandi vocali e stabilire l'ambiente in cui ci si trova) e ovviamente telecamere.

Indossando occhiali per la realtà aumentata Facebook ha il potenziale per attivare un riconoscimento facciale analizzando i volti degli sconosciuti e confrontandone le informazioni descrittive con i dati conservati nell'immenso database del social network: Deepface: Facebook già in grado di riconoscere volti.

Non farà nulla di simile, ovviamente, per questioni di privacy e onde evitare nuove sanzioni ma non è escluso che test sul riconoscimento dei volti con gli smart glass vengano svolti internamente all'azienda.
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Western Digital e Kalista IO vogliono migliorare le prestazioni degli hard disk SMR
Data articolo:Wed, 16 Sep 2020 18:56:00 +0200

La tecnologia SMR (shingled magnetic recording) ha permesso ai principali produttori di dischi fissi di offrire sul mercato prodotti in grado di assicurare più ampie possibilità di memorizzazione dei dati a fronte di un prezzo più basso.
I dati salvati sull'hard disk SMR vengono infatti parzialmente sovrapposti ricorrendo a una struttura 'a tegola' come visto nell'articolo Hard disk: cosa cambia con la tecnologia SMR.

Proprio a causa della struttura adottata, però, quando nuovi dati devono sostituire i vecchi già conservati su un'unità SMR, un intero insieme di tracce deve essere letto, cancellato e riscritto. Ciò richiede molto tempo e a volte può introdurre latenze più lunghe del normale quando molte scritture sono in coda sull'unità. Queste latenze implicano che le prestazioni di un hard disk SMR siano piuttosto imprevedibili e che certamente si tratta di prodotti inadatti per l'uso su server NAS.


Adesso, grazie alla collaborazione avviata con Kalista IO, Western Digital ritiene di aver trovato la soluzione agli svantaggi della tecnologia SMR.

Gli ingegneri di Kalista IO hanno infatti sviluppato il software Olympus che rende più veloci le unità disco SMR in fase di scrittura.
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Hard disk e SSD capienti per server NAS: cosa offrono i nuovi Seagate IronWolf e IronWolf Pro
Data articolo:Wed, 16 Sep 2020 15:44:00 +0200

Quando si acquista un NAS di solito si compra una 'scatola vuota' che offre la possibilità di inserire, all'interno di appositi vani, due o più hard disk o SSD, questi ultimi spesso utilizzati per finalità di caching.
Con i carichi di lavoro ai quali sono sottoposti gli hard disk dei server NAS è fondamentale scegliere prodotti che riescano a garantire prestazioni e affidabilità nel lungo periodo. Anche perché un NAS resta praticamente sempre acceso e spesso mette a disposizione funzionalità evolute: può fungere da file server, da web server, da piattaforma per la condivisione di file, la collaborazione e la produttività, da server multimediale, da punto di riferimento per la memorizzazione (e in molti casi per la gestione diretta) dei flussi video provenienti da sistemi di videosorveglianza basati su telecamere IP.

Questo mese Seagate ha ampliato il suo portafoglio di prodotti annunciando i nuovi modelli IronWolf e IronWolf Pro destinati agli ambienti domestici e ai piccoli uffici.
Le due linee di prodotti mettono a disposizione hard disk appositamente progettati per i sistemi NAS di capienza fino a ben 18 TB e nuovi modelli di unità SSD SATA.

Il nuovo IronWolf Pro da 18 TB utilizza il firmware AgileArray che, anche grazie all'utilizzo della tecnologia CMR (conventional magnetic recording) garantisce prestazioni RAID costanti e velocizza la gestione dei dati tra più utenti simultaneamente collegati al NAS.


L'unità Seagate IronWolf Pro assicura un WRL (workload rate limit) pari a 300 TB/anno.
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Il comando finger di Windows può essere utilizzato per scaricare codice nocivo
Data articolo:Wed, 16 Sep 2020 14:27:00 +0200

La lista dei componenti di sistema integrati in Windows che possono facilitare il download di codice malevolo o essere utilizzati per sottrarre dati si allunga ancora.
Questi elementi sono stati battezzati LoLBins (living-off-the-land binaries) dagli esperti di sicurezza perché pur essendo del tutto legittimi sono sempre più spesso sfruttati da parte dei criminali informatici per nascondere le loro attività.

Ne abbiamo parlato negli articoli Alcuni eseguibili di Windows 10 consentono il download di file potenzialmente dannosi e Perché Windows Defender potrebbe essere usato per scaricare malware ma esistono diversi altri esempi in Windows.

Adesso si scopre che anche il comando finger (visualizza informazioni su un utente di un sistema specificato che esegue il servizio omonimo) può essere utilizzato per disporre il download di file da server remoti e addirittura come server command and control per l'invio di comandi a distanza e la sottrazione di dati personali e informazioni riservate.

Secondo John Page, il ricercatore che ha scoperto l'utilizzo per scopi malevoli del comando finger, eventuali criminali informatici possono farne uso per sottrarsi all'analisi da parte di Windows Defender e delle altre soluzioni antimalware.

Il video seguente, realizzato proprio da Page, mostra un possibile attacco basato sull'uso di finger.



Il comando finger può essere utilizzato dagli amministratori di sistema, anche in ambiente Linux, e fornisce dettagli come il nome utente, il tempo di inattività, il tempo di login e in alcuni casi l'indirizzo email associato agli account usati sulle varie macchine.

Un'analisi pubblicata lo scorso anno da Cisco Talos aveva messo in luce almeno 13 componenti di Windows che utenti malintenzionati e malware writer stanno già usando o sono potenzialmente in grado di usare per restare 'under-the-radar' sottraendosi all'analisi delle principali soluzioni per la sicurezza informatica..
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Apple 2020 presenta i nuovi Watch, iPad, One e iOS 14
Data articolo:Wed, 16 Sep 2020 11:28:00 +0200

Apple ha appena concluso uno dei suoi eventi di lancio più 'deboli' degli ultimi anni. I portavoce della Mela hanno presentato i nuovi Apple Watch e iPad mentre nulla è stato detto in merito all'arrivo dell'iPhone 12.
Si è parlato (poco, per un totale di appena 2 minuti) di iOS 14, ultima versione del sistema operativo per i melafonini.
L'evento Apple è stato quindi un mero 'contenitore', con un numero di novità peraltro molto limitato.

Apple Watch Serie 6 e WatchOS 7

La presentazione Apple di settembre 2020 ha fatto perno soprattutto sulla nuova serie di Apple Watch, smartwatch che rimangono destinati al mercato di fascia più alta (venduti a partire da 429 euro) la cui principale novità è il tanto atteso sensore SpO2 (pulsossimetro) che, tramite un fascio di raggi infrarossi all'interno della custodia, permette un costante monitoraggio della saturazione (volume di ossigeno nel sangue).


Per fornire questa funzione, Apple Watch Series 6 monta quattro set di LED e quattro fotodiodi.
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Grave falla in Windows: gli aggressori possono impadronirsi dei controller di dominio
Data articolo:Wed, 16 Sep 2020 09:53:00 +0200

In generale è bene attendere almeno alcuni giorni prima di installare gli aggiornamenti qualitativi che Microsoft rilascia ogni secondo martedì del mese. Lo abbiamo detto più volte: si tratta di un'accortezza che aiuta a proteggersi da eventuali problematiche che non fossero emerse durante il precedente periodo di test: Windows Update: come gestire gli aggiornamenti.

Prima o poi, però, gli aggiornamenti di sicurezza rilasciati da Microsoft vanno installati: sui sistemi server, sulle workstation, sui PC degli utenti finali. Diversamente il rischio sarebbe quello di esporsi ad attacchi che vengono posti in essere da vari gruppi di criminali informatici e malware writer.

Nella maggior parte dei casi, infatti, quando Microsoft rilascia i suoi aggiornamenti mensili per Windows e per gli altri software non sono ancora pubblicamente noti codici exploit che permettono di fare leva sulle varie problematiche di sicurezza.
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Microsoft, tenere i dati in fondo al mare: pratico, affidabile e sostenibile
Data articolo:Tue, 15 Sep 2020 16:04:00 +0200

Correva il mese di giugno 2018 quando ingegneri e tecnici di Microsoft installarono sul fondo dell'oceano un vero e proprio data center, a 34 metri di profondità. Ne parlammo nel nostro articolo Project Natick, primo datacenter Microsoft sottomarino installato vicino alle coste scozzesi descrivendo la sfida lanciata dall'azienda guidata da Satya Nadella.

Oggi Microsoft compone i primi bilanci di Project Natick: il silos posizionato in orizzontale a metà 2018 e contenente 864 server pienamente operativi è stato fatto riemergere dalle acque delle isole Orcadi, in Scozia.



Esaminando i risultati dell'esperimento, i responsabili del progetto hanno spiegato che tutto è andato come da programma e che il datacenter sottomarino si è rivelato un vero successo.

Dal team di Project Natick si spiega che sulla terraferma una varietà di fattori possono contribuire al guasto delle apparecchiature: dall'ossigeno all'umidità, dalle fluttuazioni di temperatura e agli urti cui i componenti hardware sono sottoposti.

La soluzione sottomarina per la gestione dei dati si è invece confermata estremamente affidabile.


La fase I del progetto è iniziata nel 2015 quando Microsoft pose per 105 giorni alcuni server nelle acque del Pacifico.
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INPS, SPID diventa il meccanismo di autenticazione preferito
Data articolo:Tue, 15 Sep 2020 15:21:00 +0200

Il sistema pubblico di identità digitale (SPID) è la soluzione che fu proposta nel 2013 da Stefano Quintarelli, presidente del comitato di indirizzo AgID (Agenzia per l'Italia digitale) per semplificare e uniformare tutti i meccanismi di autenticazione degli utenti sui servizi digitali offerti dalla Pubblica Amministrazione. Con un primo provvedimento di attuazione, a fine dicembre 2014, il Consiglio dei Ministri dette il via all'applicazione di quell'idea rivelatasi assolutamente vincente.

Fino a qualche tempo fa autenticarsi sui siti della Pubblica Amministrazione era una procedura lenta, complicata e spesso farraginosa. Basti pensare che molti enti rilasciavano un PIN che veniva fornito per metà al momento della registrazione online; per effettuare il login, tuttavia, il cittadino doveva attendere l'arrivo dell'altra metà del PIN per posta ordinaria.

Anche l'INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) sta ancora oggi utilizzando il meccanismo del PIN ma, fortunatamente, nel corso del tempo gli sono stati affiancati altri sistemi di autenticazione, tra cui proprio SPID.
D'altra parte, come stabilito da AgID, tutte le Pubbliche Amministrazioni devono rendere i propri servizi online accessibili tramite SPID per favorire e semplificare l'utilizzo dei servizi digitali da parte dei cittadini.

Non c'è invece un obbligo, evidentemente, per il cittadino di dotarsi di un'identità digitale SPID anche se attivarsi in tal senso è diventato ormai un passaggio quasi essenziale.

Dal 1° ottobre 2020 INPS non rilascerà più nuovi PIN (fatta eccezione per gli utenti che non possono al momento richiedere e ottenere SPID, come ed esempio i minori) e inizierà una fase transitoria che porterà successivamente al definitivo abbandono del vecchio sistema di autenticazione.
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LG Wing sorprende con uno smartphone a doppio schermo fuori dal comune
Data articolo:Tue, 15 Sep 2020 14:09:00 +0200

L'innovativo nuovo smartphone LG Wing è ora ufficiale. In un lungo video, che ripubblichiamo di seguito, l'azienda sudcoreana ha presentato il dispositivo il cui design complessivo era già parzialmente emerso nel corso delle ultime settimane.

LG Wing si differenza rispetto ad altri smartphone a doppio schermo per la soluzione che gli ingegneri hanno scelto: i due display, in configurazione 'chiusa', sono completamente sovrapposti. Ruotando lo schermo principale questo può essere posto in orizzontale, in modalità landscape, usufruendo di uno secondo display che compare più in basso. Così, lo smartphone forma uno schema a 'T' che permette agli utenti di cavarsi d'impaccio nelle situazioni in cui è richiesto un 'multitasking spinto': su uno schermo si possono gestire alcune informazioni, sull'altro si può tenere d'occhio un'email, un documento o… i dati di un sensore industriale.


Ovviamente LG Wing non è uno smartphone per tutti e non ambisce nemmeno a essere un prodotto 'di massa': nasce per venire incontro a esigenze molto specifiche e si inquadra nel progetto di LG con cui l'azienda cerca di 'scoprire nuovi modi per interagire con i dispositivi mobili, concentrandosi sulle mutevoli ed evolutive esigenze dei consumatori di oggi e sfidando i canoni che sembrano ormai consolidati'.

Lo schermo principale di un terminale come LG Wing consiste nel P-OLED da 6,8 pollici (risoluzione di 2460 x 1.080 pixel) mentre il secondario è un 3,9 pollici G-OLED con risoluzione di 1240 x 1080 (occupa poco più della metà dell'altezza dell'altro).

Per quanto riguarda le fotocamere, LG Wing ne monta tre posteriormente: la principale, Ultra High Resolution da 64 MP, una grandangolare da 13 MP e una 'Big Pixel' da 12 MP.

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