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News Vita digitale da corriere.it

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ufo
Il Risveglio degli Antichi, storia (volutamente dimenticata e sabotata?) di una civiltĂ  vissuta sulla Terra 55 milioni di anni fa
Andrea, un amico seguace del blog, mi segnala un argomento intrigante, anche se come tutte le cose particolari e speciali richiede un approccio perlomeno “laico” senza accantonare la riserva del dubbio. La storia si lega anche e soprattutto all’uscita di un libro, intitolato “Il risveglio degli Antichi – Rapporto su una civiltĂ  dimenticata dal Tempo”: […]

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Andrea, un amico seguace del blog, mi segnala un argomento intrigante, anche se come tutte le cose particolari e speciali richiede un approccio perlomeno “laico” senza accantonare la riserva del dubbio. 51dxx2qy1VLLa storia si lega anche e soprattutto all’uscita di un libro, intitolato “Il risveglio degli Antichi – Rapporto su una civiltĂ  dimenticata dal Tempo”: si racconta di una civiltĂ  terrestre di 55 milioni di anni fa. Di mezzo c’è anche la figura di un collega che lavorò al Corriere della Sera e che non ho potuto conoscere per questioni anagrafiche: se di questi fatti c’è ancora una memoria lo dobbiamo a lui e al suo lavoro di raccolta e custodia dei dati. Nel filmato tratto da Youtube che vedete sopra il professor Marin del “Rabdo Team” (che ha curato il volume) racconta la storia: non è un contributo breve – dura una quarantina di minuti – ma vale la pena di arrivare fino in fondo. Qui di seguito, invece, vi propongo la sinossi pubblicata nel libro stesso. “Il risveglio degli Antichi”, la cui prefazione è curata dal professor Giorgio Galli, non è facilmente reperibile in libreria; ma si trova comodamente su Amazon.

Negli anni 60 un gruppo di studiosi intraprese ricerche rabdomantiche e geologiche sotterranee, in particolare fra le Prealpi e la Pianura Padana, con l’ausilio di uno strumento elettronico messo a punto dall’ingegner Alessandro Porro. Del gruppo di lavoro facevano parte anche un geologo, il professor Floriano Villa, e un giornalista del Corriere della Sera, Mario Miniaci (ndr: prometto di svolgere indagini su questo collega che mi ha preceduto di un bel p0′ in via Solferino). I risultati delle ricerche, annotati in forma di Diario proprio da Miniaci, erano strabilianti: si trattava delle vestigia di una specie intelligente e tecnologicamente molto avanzata che era vissuta sulla Terra in anticipo di milioni di anni rispetto alla comparsa del genere umano. Il Diario, insieme a molto altro materiale, fu donato da Miniaci all’amico Marco Zagni, molti anni dopo la frettolosa e quasi imposta conclusione delle ricerche. Ne è nato un rapporto in cui il Rabdo Team (Marco Zagni, Diego Marin, Loris Bagnara, Andrea Lontani) ha inteso esplorare da molteplici lati questa incredibile e allo stesso tempo sfuggente vicenda: in particolare dal punto di vista scientifico, cercando di spiegare il funzionamento del rabdomante elettronico, e di indagare la plausibilitĂ  dell’esistenza di un’antica civiltĂ  non umana; ma anche dal punto di vista esoterico, letterario, fantascientifico e perfino cospirativo.

Questo è quanto. Bufala oppure no? Ah, saperlo…., verrebbe da dire. Io proverò a cercare notizie su Miniaci, ma chiunque di voi avesse modo di dare dei contributi può farlo. Diciamo che se la storia fosse vera diventerebbero plausibili anche altre vicende sulle quali regnano o stroncature o, ad andare bene, la sospensione del giudizio. Primi fra tutti, gli eventi di Amicizia.


Data articolo: Mon, 18 Nov 2019 17:44:12 +0000
Urss
Il trentennale dell’Ufo di Oleg e Nikolay, i due camionisti russi coinvolti in incontro molto ravvicinato
Un trentennale e un ricordo di un amico del blog, uno di quelli della prima ora, che nei giorni in cui l’episodio narrato si verificò era sul posto. In qualche modo partecipe di una testimonianza fatta all’allora televisione sovietica. Parlo del nostro Tigrino di quanto capitato a due camionisti che fecero un incontro speciale e […]

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Un trentennale e un ricordo di un amico del blog, uno di quelli della prima ora, che nei giorni in cui l’episodio narrato si verificò era sul posto. In qualche modo partecipe di una testimonianza fatta all’allora televisione sovietica. Parlo del nostro Tigrino di quanto capitato a due camionisti che fecero un incontro speciale e per loro indimenticabile.  In alto trovate anche il filmato dell’intervista fatta a Oleg, il camionista che dice di essere salito a bordo del disco volante. Purtroppo è in russo e non esiste una versione sottotitolata. Ho deciso di pubblicarla comunque perchĂ© secondo me il “linguaggio del corpo” spiega molte cose: Oleg è pacato ma deciso nell’esposizione. Non solo: c’è anche una ricostruzione dell’interno del disco, visualizzata con dei disegni sulla base delle sue parole. Buona lettura e buoni commenti.

Oleg-Kirzhakov-Nikolai-Baranchikov-UFODue nomi che qui in Italia non dicono niente a nessuno. E forse neanche in Russia. Eppure fanno parte della Storia. Sono stati i protagonisti di un fatto accaduto esattamente 30 anni fa. Si era ancora nell’Urss, sotto Gorbaciov. E io ero lĂ . Partecipai a una trasmissione televisiva, cui presero parte anche Oleg e Nikolay. Due normalissimi camionisti, persone semplici. Immagine1Eppure alla Tv hanno raccontato una storia stranissima e particolare, ma reale. La trasmissione si intitolava “Ufo – Una visita non annunciata”. Nella puntata dedicata a loro raccontarono i fatti, avvenuti nella notte tra l’ 1 e il 2 novembre 1989. Oleg e Nikolay, alla guida del loro Kamaz, stavano tornando a Mosca da Arkhanghelsk. Viaggio di routine, per loro. Ma giunti presso la cittadina di Jemtza, vicino a Plesetzk, il loro camion improvvisamente si fermò. Bloccato. E i fari illuminavano una scena da fantascienza: ai bordi della strada c’ era un enorme disco, leggermente inclinato. Oleg scese dal camion, e si avvicinò. Dal disco sentì un richiamo telepatico, che lo invitò a salire. C’era un portello aperto, Oleg salì. Dentro, in una grande sala rotonda, c’erano degli Esseri contornati da una cortina che impediva di distinguere i lineamenti. Ma erano alti piĂą o meno un metro e 80 centimetri. Oleg per una ventina di minuti scambiò domande e risposte, sempre tramite la telepatia, con gli extraterrestri; quando chiese loro da dove venissero la luce nella sala si affievolì e la cupola divenne un immenso planetario, costellato di stelle. Come in un ologramma, una delle stelle prese a scendere verso il basso. “Ecco, noi veniamo da lì” fu il messaggio dei misteriosi esseri a Oleg. Alla fine Oleg uscì dal disco e assistette al suo decollo, finchĂ© il disco si trasformò in una enorme palla di luce e sparì nel cielo stellato. Nikolay dal camion vide tutto.  E anche altri testimoni videro tutto. Ecco la storia di Oleg Kirzhakov e Nikolay Baranchikov. Quasi  certamente, a maggior ragione dopo 30 anni di distanza, sarĂ  accolta scetticismo e magari con qualche sorrisetto di compatimento. Ma quel fatto sembra proprio accaduto. E la Storia, quella con la “esse” maiuscola, un giorno forse non lontano ricorderĂ  due semplici camionisti russi, anzi sovietici, che osarono raccontare alla Tv in piena Unione Sovietica, la loro avventura. Che non è fanta-storia. E’ Storia, secondo me in tutta la sua eccezionalitĂ .

Tigrino

 


Data articolo: Thu, 07 Nov 2019 18:24:22 +0000
USS Princeton
UAP Expeditions: ex funzionari militari, imprenditori della Silicon Valley e accademici lanciano la caccia agli Ufo
Con la rivelazione di questa estate secondo cui la Marina degli Stati Uniti considera gli Ufo e i “Fenomeni Aerei Non Identificati” (UAP) come reali, un team di venture capitalist, professori universitari e veterani militari sta lanciando un progetto per rintracciare gli Ufo al largo delle coste della California. UAP eXpeditions è un gruppo senza […]

a85babd55c6eCon la rivelazione di questa estate secondo cui la Marina degli Stati Uniti considera gli Ufo e i “Fenomeni Aerei Non Identificati” (UAP) come reali, un team di venture capitalist, professori universitari e veterani militari sta lanciando un progetto per rintracciare gli Ufo al largo delle coste della California. UAP eXpeditions è un gruppo senza scopo di lucro con sede in Oregon che “metterĂ  in campo un gruppo di altissimo livello di professionisti con esperienza nel fornire il servizio pubblico di sperimentazione sul campo di nuove tecnologie correlate agli UAP”. Con alcuni dei cacciatori di Ufo della Silicon Valley, UAP eXpeditions sarĂ  il pioniere della capacitĂ  di prevedere, trovare, osservare e documentare gli UAP per lo studio e l’analisi. Utilizzeranno “tecniche classiche di osservazione, da parte di rilevatori addestrati e scienziati, utilizzando le piĂą recenti tecnologie sperimentali “nei posti e nei tempi giusti”, ha scritto Kevin Day, fondatore e amministratore delegato del gruppo in un post su Facebook. Day è un sottufficiale capo della Marina statunitense in pensione e operatore radar.  Ha fatto parte del Nimitz Carrier Strike Group sulla USS Princeton durante il famoso “incidente Ufo della Nimitz” del 2004, riportato dal New York Times nel dicembre del 2017. Ha così monitorato gli Ufo “Tic Tac” per diversi giorni intorno all’isola di Catalina al largo delle coste della California utilizzando il sistema radar avanzato della USS Princeton. Ora, egli ritiene che questi oggetti continuino ad operare lungo la stessa traiettoria e “migrano” dall’isola di Catalina a sud lungo la costa californiana.  Day, che crede che la sua esperienza nel tracciare questi oggetti abbia portato ad alcune curiose abilitĂ  speciali, come la “cognizione avanzata”, ha anche aggiunto che l’organizzazione spera di “offrire agli sviluppatori di tecnologia un modo per testare la loro nuova tecnologia senza costi diretti per loro”. Utilizzando telecamere all’avanguardia e altri dispositivi di monitoraggio sperimentale, l’idea è quella di mettere in campo questa attrezzatura e tentare di rintracciare oggetti aerei sconosciuti al largo della costa della California. catalinaA guidare il team di scienziati è il dottor Kevin Knuth, ex esponente dell’Ames Research Center della Nasa, ora professore associato di fisica all’UniversitĂ  di Albany. Knuth è specializzato nell’apprendimento automatico e nello studio degli esopianeti. Mentre l’organizzazione e il progetto sono ancora agli inizi, lo scienziato ha detto che “l’obiettivo della spedizione è quello di darci una veritĂ  fondamentale. Il nostro obiettivo è cercare di osservare direttamente questi oggetti e registrarli utilizzando modalitĂ  multiple di imaging”. Il progetto ha due fasi. In primo luogo, il team “otterrĂ  le attuali immagini satellitari della zona (piĂą o meno nella zona dell’isola di Catalina e verso sud per circa 100 miglia) e determinare se questi oggetti anomali possono essere osservati. “Noi monitoreremo queste immagini satellitari sia manualmente sia utilizzando l’apprendimento automatico e costruiremo un database di rilevazioni, classificazioni e qualsiasi modello di attivitĂ  osservato” Se, ed è un grande “se”, le immagini satellitari indicheranno una strana concentrazione di oggetti sconosciuti, la squadra andrĂ  a caccia di Ufo. Il secondo passo, che è previsto per novembre 2020, è sostanzialmente quello di parcheggiare una grande barca al largo della costa della California caricata con varie telecamere e sensori per rilevare e registrare attivitĂ  aeree anomale. Il team ha giĂ  avviato i negoziati per noleggiare la MV Horizon, una piccola nave da ricerca. Tirando le somme, si può dire che, al di fuori del progetto Seti, questo è uno dei tentativi piĂą seri di cercare gli Ufo. Soprattutto perchĂ© in campo ci sono soldi davvero importanti.

 


Data articolo: Mon, 28 Oct 2019 16:09:01 +0000
Viking
Parola di studioso: la missione Viking nel 1976 trovò già l’evidenza della vita su Marte
Non mi sono certo dimenticato di Marte e fedele all’idea che il Pianeta Rosso ha molto da raccontarci, soprattutto quando ci metteremo finalmente piede con un umano, eccovi qua a proporvi una notizia diramata ieri dall’agenzia Agi. Leggete, leggete: ci sono passaggi molto interessanti, anche sull’atteggiamento tenuto dalla Nasa, che sembra infischiarsene di accelerare un […]

Non mi sono certo dimenticato di Marte e fedele all’idea che il Pianeta Rosso ha molto da raccontarci, soprattutto quando ci metteremo finalmente piede con un umano, eccovi qua a proporvi una notizia diramata ieri dall’agenzia Agi. Leggete, leggete: ci sono passaggi molto interessanti, anche sull’atteggiamento tenuto dalla Nasa, che sembra infischiarsene di accelerare un certo tipo di ricerca.

5cc221e42600005300712e12(AGI) – New York, 15 ottobre –  Ci sarebbe vita su Marte e non da oggi. Secondo un ex scienziato che ha lavorato alla Nasa, giĂ  negli anni Settanta sarebbero state trovate tracce di micro organismi sul Pianeta Rosso. Gilbert Levin, uno degli studiosi che lavorò, nel 1976, alla missione spaziale Viking, ha pubblicato un articolo sulla rivista Scientific American in cui sostiene che alcuni test risultarono positivi. L’esperimento venne fatto per verificare se su Marte ci fossero presenze organiche. «Sembrò che avessimo ottenuto risposte alla domanda delle domande», scrive Levin. Durante il test vennero lasciati sul suolo prodotti nutrienti mescolati a terra. Se ci fossero state presenze sul pianeta, quei prodotti sarebbero stati consumati da «qualcuno» che avrebbe poi potuto lasciare tracce del metabolismo. Tracce che strumenti radioattivi avrebbero evidenziato lungo la superficie. Seppure, scrive Levin, non venne trovato materiale organico, fu registrata una insolita reazione chimica su alcuni campioni di terra, possibile frutto della presenza di micro organismi che avrebbero potuto metabolizzare le sostanze. La Nasa, però, liquidò i risultati come prove non valide.ultime-da-marte-traccia-antichi-laghi-acqua-salata «La cosa inspiegabile – scrive l’ex scienziato della Nasa – è che nessuno nei successivi 43 anni ha portato avanti le ricerche per dare una spiegazione a quelle reazioni chimiche che rappresentarono qualcosa di straordinario». Nel 2018 sono state trovate su Marte tracce che suggeriscono la presenza, una volta, di un antico lago salato sulla superficie del pianeta. «Ci sono prove che neghino l’esistenza della vita su Marte? – si chiede Levin – Il fatto stupefacente è che non ce n’è una…». Ma il tema non sembra appassionare la Nasa: nella missione prevista per il 2020 non sono previsti test per verificare la presenza di vita.


Data articolo: Sun, 20 Oct 2019 17:48:10 +0000
Us Navy
Il presente “incrocia” con la storia: ecco perché dal convegno di Roma del Cun arriva un messaggio di fiducia
L’ottavo convegno “CittĂ  di Roma” promosso dal Centro Ufologico Nazionale è stato caratterizzato dalle nuove sensazioni che caratterizzano l’ambiente dopo la certificazione da parte della Marina Militare americana della veridicitĂ  dei filmati del 2004: i piloti della Us Navy riprendono oggetti volanti non identificati che si muovono a velocitĂ  immensamente superiori a quelle dei nostri […]

2019Roma8L’ottavo convegno “CittĂ  di Roma” promosso dal Centro Ufologico Nazionale è stato caratterizzato dalle nuove sensazioni che caratterizzano l’ambiente dopo la certificazione da parte della Marina Militare americana della veridicitĂ  dei filmati del 2004: i piloti della Us Navy riprendono oggetti volanti non identificati che si muovono a velocitĂ  immensamente superiori a quelle dei nostri aerei. Tale “positività” si è evidenziata in particolar modo in due interventi che di fatto sono la naturale prosecuzione e conseguenza diretta delle dichiarazioni rilasciate lo scorso anno, sempre a Roma e sempre nella cornice di questo evento, da Luis Elizondo, ex responsabile militare del Pentagono del progetto di ricerca sugli Ovni. Elizondo pose l’accento su due aspetti specifici: 1) la periodicitĂ  degli avvistamenti in volo e la loro tracciabilitĂ  via radar da parte di piloti e controllori dello spazio aereo; 2) la presenza sempre piĂą affermata, col passare del tempo, di innovazioni tecnologiche, probabili dirette conseguenze di questi incontri; parliamo della cosiddetta retro-tecnologia. A fare un interessante “excursus” degli avvistamenti dei piloti e dei radaristi nei cieli di tutto il mondo è stato Massimo Angelucci, che del Cun è il segretario generale.  Sono stati così passati in rassegna episodi conosciuti (l’incidente di Teheran del 1976, per fare un esempio) e meno noti (l’avvistamento in volo a Budapest del 29 settembre 2001). Gli eventi ricordati sono stati tantissimi e di fatto si è sottolineato come la fenomenologia degli avvistamenti dei piloti della forza aerea statunitense del 2004 non siano per niente diversi da questi fatti ma rientrino nella casistica piĂą ampia degli incontri piĂą o meno ravvicinati con gli Ufo. Un intervento decisamente piĂą ambizioso, anche se suscettibile ovviamente di obiezioni ed eccezioni, è stato quello del responsabile informatico del Cun, Alfredo Benni. Titolo: “La Scienza e gli Ufo”. Il relatore nel finale del suo intervento ha posto l’accento sui parallelismi tra l’attuale evoluzione della robotica e dell’intelligenza artificiale e quella prevista negli anni 80 da uno dei protagonisti della vicenda Roswell  Philip J. Corso. Costui aveva anticipato, con una certa esattezza, invenzioni e metodologie, specie nel campo dei computer quantistici e degli approcci neuronali, assolutamente inimmaginabili in quel periodo e nemmeno negli anni precedenti.  Robert Salas Malmstrom AFBLa “guest star” del convegno era però l’ex ufficiale Robert Salas, protagonista dell’episodio di Malmstrom del 1967. In quella circostanza un Ovni avrebbe di fatto “disarmato” i sistemi di lancio di diversi missili a testata nucleare di quella base. Una testimonianza non nuova, la sua; ma ha sempre un certo fascino e non smette mai di interessare le platee. L’idea finale è che il convegno di Roma ha in qualche maniera “sdoganato” e reso credibile un argomento che sempre non è stato facile da trattare (soprattutto per chi ne è stato protagonista). E’ un buon inizio, speriamo che il futuro riservi qualche passo in avanti ancora piĂą deciso.

Angelo Pugliese


Data articolo: Wed, 16 Oct 2019 17:11:23 +0000
ufo
I nuovi dati del Geipan: il 3,5 % degli avvistamenti in Francia rappresenta fenomeni non identificati
Alla faccia di chi ritiene i fenomeni di avvistamento o solenni bufale, o maneggi di cialtroni o pure e semplici illusioni ottiche, il Geipan ha pubblicato uno studio interessante, aggiornando al 22 agosto scorso una serie di dati che raccoglie dal 2007 relativi alla Francia e ai suoi territori d’oltremare (inclusa la Corsica). Premessa doverosa […]

get.histo.cla_L_dynaAlla faccia di chi ritiene i fenomeni di avvistamento o solenni bufale, o maneggi di cialtroni o pure e semplici illusioni ottiche, il Geipan ha pubblicato uno studio interessante, aggiornando al 22 agosto scorso una serie di dati che raccoglie dal 2007 relativi alla Francia e ai suoi territori d’oltremare (inclusa la Corsica). Premessa doverosa per chi non lo sapesse. Il Geipan (acronimo di Groupe d’Études et d’Informations sur les PhĂ©nomènes AĂ©rospatiaux Non-identifiĂ©s), giĂ  conosciuto anche come Gepan (dal 1977 al 1988) e Sepra (dal 1988 al 2004), è una unitĂ  dell’agenzia spaziale francese Cnes il cui scopo è investigare fenomeni aerospaziali non identificati (anche noti come Uap-unidentified aerospace phenomena) e rendere le scoperte disponibili al pubblico. Sottolineo quest’ultima parte: rendere le scoperte di dominio collettivo, una trasparenza che dovrebbe far riflettere tanti altri enti. Comunque, che cosa si acquisisce dall’aggiornamento di studi e ricerche? Che da un lato si è potuto verificare meglio l’elenco dei casi non identificati, abbattendo la percentuale di circa il 10% rispetto ai primi mesi di quest’anno. Ma dall’altro lato ecco che il numero residuo è tutt’altro che trascurabile: il totale aggiornato, infatti, è di 101 (mica pochi…), per una percentuale del 3,5% rispetto alla “torta” complessiva. Dettaglio ancora piĂą significativo è il fatto che se ci si limita agli ultimi dieci anni, i casi senza spiegazione sono pari al 2% del totale: grazie anche a un raffinamento dei metodi di indagine, sono raddoppiati. Ecco comunque la ripartizione, categoria per categoria (la visualizzazione è nell’immagine in alto). Categoria A, fenomeni perfettamente identificati: 22%. Categoria B, fenomeni probabilmente identificati: 40,5%. Categoria C, fenomeni non identificabili: 34%. Categoria D, fenomeni non identificati (dopo adeguata inchiesta): 3,5%. Una curiositĂ  aggiuntiva: le regioni piĂą interessate dagli avvistamenti sono la Provenza-Costa Azzurra (267), l’Ilde-de-France (260) e la Rhone-Alpes (248, mentre la Corsica è la regina degli avvistamenti per abitante per chilometro quadrato. Infine, una mia ultima riflessione: dovrebbe far riflettere che solo il 22% dei casi sono perfettamente spiegabili. Non lo dice Pincopallino, ma l’emanazione di un’agenzia spaziale.

Ecco l’elenco dei premiati dal Cun nel convegno di Roma

Il Cun ha diramato l’elenco di chi sarĂ  premiato nel corso del convegno internazionale di Roma (12 ottobre, Villa Maria). Il premio giornalistico intitolato all’astrofisico Allen Hynek, padre dell’ufologia scientifica, va a Giorgio Pacifici (Rai2 Tg scienze), a Paolo Ricci Bitti (Il Messaggero) e a Roberto Mostarda (Wall Street International – vicepresidente vicario Ugai– Fnsi). Il premio letterario è invece assegnato a Franco Mari, presidente della Suv e responsabile dell’opera “Ufo in Italia, un secolo di storia ufologica”. Infine il premio Arti Visive è di Elisa Fuksas per il film “Albe A Life Beyond Earth”. VerrĂ  assegnato anche un riconoscimento al team della “Creative Nomads Creative Factory & Graphic Studio”, per le trasmissioni su History Channel.


Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 20:03:15 +0000
Us Navy
Cinegiornale bUFO / 57 – Robert Salas e il caso Malmstrom, un ospite storico al convegno di Roma del Cun
Il filmato di questo Cinegiornale bUFO ha una duplice valenza: ricorda un fatto molto importante dell’ufologia, l’incidente che il 16 marzo 1967 paralizzò la base aerea di Malmstrom, e ci introduce al convegno internazionale che il Cun (Centro Ufologico Nazionale) anche quest’anno organizza a Roma (appuntamento sabato 12 ottobre a partire dalle 9 nella sala […]

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Il filmato di questo Cinegiornale bUFO ha una duplice valenza: ricorda un fatto molto importante dell’ufologia, l’incidente che il 16 marzo 1967 paralizzò la base aerea di Malmstrom, e ci introduce al convegno internazionale che il Cun (Centro Ufologico Nazionale) anche quest’anno organizza a Roma (appuntamento sabato 12 ottobre a partire dalle 9 nella sala congressi di Villa Maria, in Largo Berchet; il titolo della giornata è “Dalla scoperta dell’America alle evidenze Ufo/Uap”)). Tra i relatori ci sarĂ  infatti Robert Salas, l’ex capitano dell’Usaf, l’ufficiale di lancio dei missili Minuteman che fu testimone di quanto accadde: l’attivitĂ  operativa fu bloccata di colpo e lo stop durò a lungo. In una conferenza stampa tenuta nel 2001, Salas mise in relazione la paralisi con la comparsa di oggetti non identificati sopra la base. Dato il clamore della vicenda, non mancarono le smentite, aperte dall’ex comandante di Malmstrom, che parlò di un semplice guasto e non di Ufo per spiegare l’incidente. Altri si scagliarono contro l’ex ufficiale, ma Salas non ha mai smentito quanto aveva dichiarato. SarĂ  quindi interessante vedere che cosa dirĂ  a Roma, dato che la sua relazione riguarderĂ  anche altri casi avvenuti su siti missilistici. Sono giorni in cui si continua a parlare della nota vicenda degli Ufo/Uap legata a quanto ha dichiarato Luis Elizondo e a quanto ha certificato la Us Navy (ovvero che filmati e fenomeni sono reali). Però, come ripeto, si continua a deambulare lungo perimetri interessanti ma senza una vera rotta verso il “centro” e verso un qualcosa che consenta di salire l’ultimo e piĂą difficile scalino. Dubito che Salas ci regali lo scoop epocale, ma le sue parole nel contesto della valutazione di certe evidenze possono avere un peso.


Data articolo: Thu, 03 Oct 2019 18:04:29 +0000
ufo
Cinegiornale bUFO / 56 – Atlantis, forse c’è una città antica su Marte
In questi giorni ci sono state proposte un sacco di nuove foto di Marte. Con il corollario di commenti tipo “come non l’avete mai visto” o “come non immaginate che sia”. La comunitĂ  scientifica evidentemente crede che la gente sia parecchio beota e che aspetta l’imbeccata dall’alto per capire e mettere a fuoco. Peccato, pur […]

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In questi giorni ci sono state proposte un sacco di nuove foto di Marte. Con il corollario di commenti tipo “come non l’avete mai visto” o “come non immaginate che sia”. La comunitĂ  scientifica evidentemente crede che la gente sia parecchio beota e che aspetta l’imbeccata dall’alto per capire e mettere a fuoco. Peccato, pur tacciati di credere agli asini che volano, sapevamo giĂ  da un po’ che il look del Pianeta Rosso è ben diverso da quello proposto urbi et orbi e che soprattutto la sua esplorazione riserva, ogni volta, qualcosa che perlomeno costringe a riflettere. Ebbene, proprio in questi giorni Scott Waring, insegnante, studioso e ufologo, ancorchĂ© personaggio da taluni accolto con lo stesso entusiasmo con cui un vampiro saluta una treccia d’aglio, ci ha offerto una novitĂ  non trascurabile. Ci parla infatti di forme particolari e di un reticolo che parrebbero essere riconducibili alla pianta di un’antica cittĂ . La Nasa ha ribattezzato la zona con il nome Atlantis. Insieme al filmato tratto da Youtube, vi linko il sito di Waring (cliccate qui) per trovare il testo di questa news, oltre ad altri interessanti argomenti. Aggiunta a post giĂ  chiuso: Tetricus mi ha inviato questa immafine che riproduce la cittĂ  etrusca di Kainua (Marzabotto): come ben vedete, somiglia molto alla “cittĂ ” marziana. Marzabotto3

Domenica 29 a Scandicci il convegno del Gaus

LocandinaTutto pronto per la ventesima edizione del convegno internazionale di ufologia dal titolo “Ufo: are you ready?” promosso come ogni anno a Firenze dal Gaus – Gruppo Accademico Ufologico Scandicci. All’appuntamento, in programma il prossimo 29 settembre dalle 9.30 alle 19 nell’auditorium di Sant’Apollonia (Via San Gallo 25, Firenze), parteciperanno relatori illustri e mai intervenuti in Italia sul tema. Tra gli ospiti, Robert Salas, ex pilota dell’Us Air Force  testimone del famoso incidente di Malmstrom, e la collega Sabrina Pieragostini di Mediaset. ChiuderĂ  un intervento di Roberto Pinotti, presidente del Cun.

Invece con “Incontri ravvicinati” a Rho torna il Cufom

LOCANDINA EFFETTIVA TERZO CONVEGNO RHO 29.9.19Domenica 29 settembre a Rho il Cufom (Centro Ufologico Mediterraneo) tiene l’annuale convegno, giunto alla terza edizione. Il titolo del meeting di quest’anno, che si terrĂ  di nuovo all’Auditorium Padre Reina in via Meda (dalle 9.30 alle 19, con un break per il pranzo), è “Incontri Ravvicinati”. Tra gli ospiti Piero Zanfretta, alla fine degli anni 70 protagonista di uno dei casi piĂą significativi dell’ufologia italiana.

 


Data articolo: Thu, 26 Sep 2019 13:59:14 +0000
Us Navy
La Us Navy: “Veri i filmati di Elizondo”. Ma rimane il silenzio sulla natura e sulla provenienza degli Ufo avvistati
Una notizia giunge dagli Usa e il Cun, Centro Ufologico Nazionale, l’ha diffusa con un comunicato stampa. Si tratta di questo: la Us Navy ha dichiarato come autentici i video “FLIR1”, “GIMBAL” e “GOFAST. Furono presentati a Roma il 27 ottobre 2018 da Luis Elizondo, ex funzionario dell’Intelligence statunitense e oggi direttore del programma speciale di […]

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Una notizia giunge dagli Usa e il Cun, Centro Ufologico Nazionale, l’ha diffusa con un comunicato stampa. Si tratta di questo: la Us Navy ha dichiarato come autentici i video “FLIR1”, “GIMBAL” e “GOFAST. Furono presentati a Roma il 27 ottobre 2018 da Luis Elizondo, ex funzionario dell’Intelligence statunitense e oggi direttore del programma speciale di TTSA (To The Stars Academy), ma originariamente furono resi pubblici dal New York Times a partire da dicembre 2017. Come noto, documentano gli incontri ravvicinati tra F18 della portaerei Nimitz e oggetti non identificati. Secondo il sito web della TTSA, le clip rappresentano “… la prima prova ufficiale rilasciata dal governo degli Stati Uniti che può essere legittimamente designata come credibile, autentica conferma che i fenomeni aerei non identificati (Uap) sono reali”. La posizione  della Marina adesso conferma queste affermazioni. “La Marina degli Stati Uniti indica come genuine manifestazioni del fenomeno Uap gli oggetti presenti in questi tre video”, ha dichiarato Joseph Gradisher, portavoce del Deputy Chief of Naval Operations for Information Warfare. Non solo, ha aggiunto questa frase: “PoichĂ© ci sono incursioni frequenti sopra i nostri campi di addestramento e sono un pericolo per aviatori e operazioni, ora incoraggiamo i piloti a denunciare gli avvistamenti”. Ecco la riflessione del Cun: “Quest’ultima ma importantissima dichiarazione ci auguriamo possa sciogliere l’annoso tabĂą dei piloti di altre nazioni o di compagnie aeree civili, che in caso di avvistamenti di Uap/Ufo non stilavano quasi mai tali rapporti per evitare sanzioni, deferimenti e discriminazioni da parte delle autoritĂ  competenti”. Il mio commento? E’ di sicuro un atto che fissa uno zoccolo duro: almeno non siamo in presenza di filmati “farlocchi” di bassa tacca. Ma dal mio punto di vista continua a mancare il tassello piĂą importante, quello che nemmeno Elizondo ha saputo (o voluto) indicare sia negli Stati Uniti sia nella visita romana: questi oggetti che cosa sono e da dove provengono? Giungono dal cosmo o da dimensioni parallele? Oppure sono il frutto di esperimenti top secret che sfruttano tecnologie? Non dispero che un giorno ce lo spieghino.

Gli Alieni al Colosseo e il Libro Bianco dell’ufologia italiana

i-sotterranei-del-colosseo-Due segnalazioni librarie per chi è appassionato di letture ufologiche. La prima riguarda un amico del nostro blog, Massimo Olivieri. A ottobre uscirĂ  “I sotterranei del Colosseo” (Newton Compton Editori, sequel di un precedente lavoro, Colosseum Abduction. A questo link trovate la scheda con la trama del libro, un mix di fantascienza e thriller. Chi invece il 20 settembre sarĂ  ad Anzio o nei paraggi potrĂ  partecipare alla presentazione del Libro Bianco dell’ufologia italiana (Armenia edizioni). Moreno Tambellini, vicepresidente del Cun, si è preso la briga di riordinare i casi piĂą interessanti accaduti nel nostro Paese. Molto razionale, curata e accattivante la veste grafica.


Data articolo: Sun, 15 Sep 2019 10:36:39 +0000
ufo
Non solo ricerca degli Alieni, il cosmo sta diventando un business anche per salvare l’economia di noi umani
Suggerimento interessante da parte di un nostro lettore: affrontare il discorso economico che c’è attorno al cosmo. Lo spunto? Le idee di Cobol Pongide, che con il suo “Marte oltre Marte – L’era del capitalismo multiplanetario” fa una analisi/riflessione piuttosto arguta. Ad esempio: gli investimenti nello spazio di miliardari quali Elon Musk e Jeff Bezos […]

2f9092d3d4d8be42ab2a0f908804cb1cSuggerimento interessante da parte di un nostro lettore: affrontare il discorso economico che c’è attorno al cosmo. Lo spunto? Le idee di Cobol Pongide, che con il suo “Marte oltre Marte – L’era del capitalismo multiplanetario” fa una analisi/riflessione piuttosto arguta. Ad esempio: gli investimenti nello spazio di miliardari quali Elon Musk e Jeff Bezos hanno sì la valenza della ricerca della vita aliena, ma accarezzano pure l’ipotesi di “formare” civiltĂ  umane su Marte che lavorerebbero per estrarre materiali rari anche da asteroidi al largo di Giove. E poi: “La posta in palio –  ripete continuamente Pongide – è l’elaborazione di un modello di business che garantisca il futuro alla societĂ  capitalistica così come è accaduto nell’ economia di Rete tra la fine del ventesimo secolo e l’inizio del nuovo millennio”. 106339-9788865482834In un ardito parallelo, Pongide sostiene che anche allora il capitalismo aveva perso la sua spinta propulsiva e che la possibilitĂ  di una sua implosione era piĂą che realistica. Il modello di business maturato nella Rete lo ha salvato dal fallimento. All’ epoca si trattava di gettare il cuore oltre l’ostacolo dello shock petrolifero del 1973 e della Guerra Fredda per immaginare un futuro nel momento in cui tutto lasciava presagire il crollo della societĂ  capitalistica. E se negli anni 90, l’ancora di salvataggio è arrivata da Internet, attualmente la possibilitĂ  di rivitalizzare un sistema economico che ha imboccato il piano inclinato del declino potrebbe essere cercata nella colonizzazione dello spazio attraverso la convergenza tra capitali privati e organismi governativi. La parte piĂą interessante del volume è quella relativa ai progetti di ricerca scientifica sui nuovi materiali, prefigurando un circolo virtuoso di investimenti pubblici e privati finalizzati a produrre innovazione tecnologica e l’apertura di nuovi settori produttivi e mercati. Se avete voglia di approfondire, c’è questo articolo pubblicato dal Manifesto. Il link è qui: è necessaria la registrazione, ma c’è modo di accedere usando ad esempio il proprio account Facebook.

 

 


Data articolo: Tue, 10 Sep 2019 18:13:30 +0000

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