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ufo
Tabby Star ha una sorella. Rispunta l’ipotesi aliena
Bella e interessante notizia divulgata oggi dall’ANSA: Tabby Star avrebbe una “sorella”. E può così riprendere la discussione su un eventuale “zampino” alieno. Vi passo il servizio così com’è stato diramato dalla nostra principale agenzia di stampa. Scoperta una sorella ancora più anomala della famosa Tabby Star, che aveva acceso la fantasia perché le oscillazioni della […]

Bella e interessante notizia divulgata oggi dall’ANSA: Tabby Star avrebbe una “sorella”. E può così riprendere la discussione su un eventuale “zampino” alieno. Vi passo il servizio così com’è stato diramato dalla nostra principale agenzia di stampa.

tbScoperta una sorella ancora più anomala della famosa Tabby Star, che aveva acceso la fantasia perché le oscillazioni della sua luminosità avevano suggerito la presenza di strutture aliene nella sua orbita, ma la nuova stella, Epic 204376071, mostra oscillazioni molto più marcate che fanno rispuntare l’ipotesi degli Alieni. La scoperta, pubblicata sulla rivista della Royal Astronomical Society e frutto di una ricerca guidata dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), promette di far discutere gli astronomi. “La stella in realtà è molto diversa da quella di Tabby, si tratta di una stella di classe M, quindi molto più piccola e fredda”, spiega all’ANSA Isabella Pagano, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Catania. “Mentre per la Tabby Star la percentuale di stella occultata era del 22%, in questo caso è addirittura dell’80%, perciò si tratta di un fenomeno molto più importante. Purtroppo, nonostante il corpo celeste sia stato osservato per 160 giorni, l’evento è stato visto una sola volta”, continua Pagano. “Quindi se il colpevole è un pianeta o un’altra stella che ruota intorno alla compagna, si tratta di un oggetto estremamente piccolo che non riusciamo a vedere e che non avrebbe potuto causare una variazione di luminosità così grande. Per questo motivo – aggiunge – gli autori dello studio ipotizzano che si possa trattare di dischi di polveri compatti associati a un ipotetico pianeta o a una stella, ma anche in questo caso il fenomeno avrebbe dovuto ripetersi in meno di 80 giorni”. “Tuttavia, dal momento che si tratta di una ‘baby-stella’ molto giovane, di circa 10 milioni di anni, potrebbe anche trattarsi di una caduta di materiale verso la superficie. Un evento  – spiega ancora la ricercatrice – che si verifica durante la formazione. In ogni caso, finché non si troverà una spiegazione tutte le ipotesi restano in campo, compresa quella di strutture aliene: la tendenza dell’uomo a fantasticare è sempre una cosa positiva”.


Data articolo: Wed, 13 Mar 2019 19:57:52 +0000
ufo
Qui Marte: e se questo fosse un umanoide? Intanto sul Pianeta Rosso spunta un oggetto metallico
Devo aggiornare il post perché c’è una seconda cosa interessante che ha fatto la sua comparsa su Marte: un oggetto dall’aspetto circolare con tanto di buco in mezzo. La scoperta l’ha fatta, come riporta Segnidalcielo, il ricercatore Neville Thompson. Pure nelle foto Nasa provenienti dal rover Curiosity si trova questo “coso”. E qui mi riaggancio […]

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Devo aggiornare il post perché c’è una seconda cosa interessante che ha fatto la sua comparsa su Marte: un oggetto dall’aspetto circolare con tanto di buco in mezzo. La scoperta l’ha fatta, come riporta Segnidalcielo, il ricercatore Neville Thompson. Pure nelle foto Nasa provenienti dal rover Curiosity si trova questo “coso”. E qui mi riaggancio al testo originario del post: nella prima versione si parlava di un’altra questione, ovvero della possibile scoperta del corpicino mummificato di un umanoide. In un altro scatto, inoltre, si poteva ravvisare la forma di un cane.  Immagino che quelli delle pareidolie e i loro amici siano già pronti a smontare tutto. Ad ogni modo, è inutile perdersi nei bla-bla-bla ed è meglio lasciar parlare le immagini (e i filmati): starà a chiunque di voi esprimere un giudizio, ovviamente e come sempre nella massima libertà di pensiero. Lo scoop dell’eventuale corpicino è stato realizzato dal canale ArtAlien Tv, mentre le immagini sono state scovate da Lànyi Gabor che le ha rilanciate sul suo profilo Facebook. In Italia il merito di aver proposto questo documento molto interessante è, come dicevo prima, di Segnidalcielo (dal quale riprendo pure la foto del possibile umanoide mummificato): al suo sito vi rimando (dovete cliccare qui) per leggere testo e vedere foto e filmati. A quest’altro link trovate invece l’articolo relativo al pezzo di metallo (la cui immagine, presa sempre da questo sito, pubblico qua sotto). Buona lettura.

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Data articolo: Sat, 09 Mar 2019 15:58:24 +0000
Valerio Rosso
Sono arrivati gli Alieni: e adesso che cosa facciamo? Lo spiegano psichiatri, antropologi e pedagogisti
Pierangelo Garzia è il responsabile dell’ufficio stampa dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. E’ da tempo un lettore di Mistero bUFO ed è uno dei tanti che formano quella platea di amici che vivono il blog senza, di norma, partecipare in prima linea con commenti o con testi. Ma ogni regola ha la sua eccezione. […]

Pierangelo Garzia è il responsabile dell’ufficio stampa dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. E’ da tempo un lettore di Mistero bUFO ed è uno dei tanti che formano quella platea di amici che vivono il blog senza, di norma, partecipare in prima linea con commenti o con testi. Ma ogni regola ha la sua eccezione. Ed è così che Pierangelo mi ha proposto un post su un argomento davvero interessante. Buona lettura.

Arrival-1Acqua su Marte. Esopianeti che potrebbero ospitare la vita. Gli alieni si avvicinano. Per alcuni sono già arrivati. Per la fantascienza ci sono da sempre. Che siano i Superni, custodi e motivatori dell’evoluzione umana ma “lontani dallo spazio che non è per l’uomo” del romanzo di fantascienza di Arthur C. Clark Le guide del tramonto, o i piloti di UFO già giunti fino a noi secondo gli appassionati di ufologia. Comunque sia, la scienza attende. Fa ipotesi. Ma cosa accadrebbe nel momento in cui avessimo un contatto con una intelligenza extraterrestre? E se intelligenze aliene fossero in grado di arrivare fin quaggiù, sulla Terra come nel film Arrival di Denis Villeneuve?  L’anno passato ho rivolto questo tipo di domande a un gruppo di psichiatri, pedagogisti e antropologi per la rivista “Mind. Mente & cervello”: l’inchiesta è uscita sul numero di maggio 2018 con il titolo “Sono arrivati gli alieni!”. E un’altra parte delle risposte, inedite, le ho ora postate su Neurobioblog. Eccone qualche stralcio: (Raffaele Mantegazza, docente di Scienze umane presso il Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca) «Sarebbe un nuovo inizio, quello di cui forse l’umanità ha bisogno. Come dice Guy Consolmagno,  direttore della Specola Vaticana, le prime a doversi ripensare sarebbero le religioni rivelate: questo straordinario religioso già oggi afferma che Dio si è incarnato in un essere umano perché doveva parlare agli abitanti del nostro pianeta, ma niente fa escludere che su altri pianeti l’incarnazione sia avvenuta nel corpo di un essere alieno, dalla forma del tutto differente dalla nostra. La forma con la quale  gli alieni si presenterebbero potrebbe poi essere del tutto sconvolgente: esseri di pura energia, esseri di luce, chissà quale forma può avere assunto. La vita la stessa, la nostra idea di vita organica potrebbe essere rivista e radicalmente ripensata. Ma la sola vittima di questo incontro sarebbe, finalmente, la vera dannazione dell’umanità, ovvero l’antropocentrismo. L’idea arrogante e presuntuosa che questa scimmia poco pelosa costituisca il centro dell’evoluzione e dell’universo. Fosse anche solo per far tramontare questa idiozia, speriamo che gli alieni arrivino presto». Educare con gli alieni_RaffaeleMantegazza_LibroCastelvecchiMantegazza, per sua stessa ammissione, si è talmente appassionato al tema dell’inchiesta da avere scritto e pubblicato nei mesi successivi il volumetto Educare con gli alieni. Manuale di pedagogia per l’anno 2219, uscito da Castelvecchi. (Paolo Perticari era docente di pedagogia generale, filosofia della formazione, teoria e pratica dei processi all’Università di Bergamo. Purtroppo è prematuramente scomparso lo scorso novembre): «Da pedagogista ritengo che i problemi mentali emersi nella storia moderna sono già sufficientemente gravi da non dover imputare agli UFO alcunché. Se si dovesse dare la notizia immediatamente, senza preparazioni, né manipolazioni? Certo che sì. Ma vede, anche questo in realtà è poco probabile. Noi terrestri abbiamo costruito un mondo in cui il vero è un momento del falso e stiamo educando in questo modo anche i nostri piccoli, per cui la strumentalizzazione e la falsità fanno parte dell’aria che respiriamo. Per questo motivo auguro agli UFO di riparare al più presto l’avaria che li ha fatti atterrare e ripartire al più presto verso territori meno falsi del nostro». (Valerio Rosso, psichiatra e psicoterapeuta): «Io credo occorra partire da un dato di fatto: una civiltà che ha sviluppato le tecnologie per raggiungere altri mondi, deve per forza aver superato con successo la sua adolescenza tecnologica. Chi riesce a non autodistruggersi con le proprie mani e a dominare le istanze onnipotenti che sono profondamente connesse con la scienza, molto probabilmente ha parallelamente sviluppato delle dimensioni etiche tali da concepire il valore assoluto della vita e l’importanza del mantenimento e del rispetto delle diversità. L’incontro con una razza aliena potrebbe farci confrontare di colpo con la domanda: siamo noi una civiltà adulta e risolta?».

Pierangelo Garzia


Data articolo: Fri, 01 Mar 2019 19:26:36 +0000
ufo
Dibatti bUFI / 64 – Quei volti sono terrestri?
Mi viene in mente Peter Kolosimo e il su0 celebre libro “Non è terrestre”. Mi riferisco alle enigmatiche statue dell’insediamento neolitico di Ain Ghazal, in Giordania, risalenti a 9000 anni fa  e conservate al Jordan Museum di Amman. La foto l’ha mandata, a suo padre, il figlio del nostro Tetricus: è un esperto di archeologia e […]

ammanMi viene in mente Peter Kolosimo e il su0 celebre libro “Non è terrestre”. Mi riferisco alle enigmatiche statue dell’insediamento neolitico di Ain Ghazal, in Giordania, risalenti a 9000 anni fa  e conservate al Jordan Museum di Amman. La foto l’ha mandata, a suo padre, il figlio del nostro Tetricus: è un esperto di archeologia e forse, se non ricordo male e non dico una fesseria, è proprio il settore nel quale lavora. Nel girarmi questa immagine, Tetricus mi ha fatto notare come i tratti somatici dei personaggi siano clamorosamente moderni: volti lisci, capelli curati, sguardo magnetico. Lui aggiunge pure, anche se su questo punto non concordo molto, occhi da… Rettiliano. Comunque, siamo di fronte a un qualcosa di ben lungi dall’idea che ci potremmo fare  degli uomini che circolavano a quei tempi. Lo scultore che ha realizzato quella statua, a chi si è rifatto? Forse a creature che erano in relazione con gli umani dell’epoca? A voi la parola. Vi passo anche un link nel quale potrete trovare informazioni su Ain Ghazal: cliccate qui. AinGhazalstatues


Data articolo: Wed, 20 Feb 2019 19:08:10 +0000
Youtube
Cinegiornale bUFO / 54 – Marte high tech
Restiamo su Marte, più che altro per salutare Opportunity, il rover della Nasa che ha smesso di funzionare dopo una lunga e gloriosa carriera (durata oltre 14 anni e non la manciata di mesi che si ipotizzava al momento dell’entrata in servizio). Ci rimango anche per proporre, in un cinegiornale bUFO, un filmato che Pablo […]

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Restiamo su Marte, più che altro per salutare Opportunity, il rover della Nasa che ha smesso di funzionare dopo una lunga e gloriosa carriera (durata oltre 14 anni e non la manciata di mesi che si ipotizzava al momento dell’entrata in servizio). Ci rimango anche per proporre, in un cinegiornale bUFO, un filmato che Pablo Ayo ha lanciato lo scorso dicembre su Frontiere. E’una specie di riassunto di quanto abbiamo già detto e scritto più volte noi (a cominciare dai potenziali cover up dell’ente aerospaziale americano), grazie soprattutto al contributo di Tetricus, il nostro marzianologo. Ma quanto dice Ayo, compresa una digressione sull’high tech marziana, ha diviso la rete: se guardate i commenti su Youtube, c’è chi l’ha elogiato e chi l’ha stroncato, anche con parole violente (e c’è stato pure chi ha bestemmiato, segno dei tempi e del degrado della civiltà nel dibattito). Proviamo allora anche noi a dare un giudizio, magari più bilanciato (in positivo o in negativo). Di sicuro concordo su una cosa, con i critici: il buffo doppiaggio delle voci originali di due intervistati è veramente qualcosa che sarebbe stato da evitare.


Data articolo: Thu, 14 Feb 2019 16:11:57 +0000
Università di Utrecht
I 24 laghi di Marte, ideali per la vita
Marte, pianeta azzurro: è questa la convinzione che sempre più si va facendo strada tra gli scienziati. L’ultima scoperta a questo proposito è di un ricercatore italiano, Francesco Salese, dell’università olandese di Utrecht in collaborazione con l’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara. Secondo i dati forniti dai satelliti Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Mars […]

mars1Marte, pianeta azzurro: è questa la convinzione che sempre più si va facendo strada tra gli scienziati. L’ultima scoperta a questo proposito è di un ricercatore italiano, Francesco Salese, dell’università olandese di Utrecht in collaborazione con l’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara. Secondo i dati forniti dai satelliti Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Mars Reconnaissance Orbiter (Mro) della Nasa, si sono potuti individuare, nell’emisfero Nord di Marte, 24 antichissimi laghi risalenti a 3,5 miliardi di anni fa, dei quali almeno 5 presentano una composizione minerale ideale ad ospitare organismi viventi. mars2mars3Questo enorme complesso di laghi va ad aggiungersi al lago salato sotterraneo scoperto, sempre da scienziati italiani, nell’estate scorsa vicino al polo Sud. Come descritto sul Journal of Geophysical Research-Planets, i dati raccolti  dai satelliti orbitanti intorno a Marte mostrano che i 24 laghi dovevano essere profondi almeno 4mila metri e che, con ogni probabilità, sono coevi  al grande oceano che occupava almeno la metà del pianeta, con il quale formavano un unico sistema acquatico. “Finora più modelli avevano ipotizzato la presenza di acqua nascosta nel sottosuolo marziano, ma adesso ne abbiamo la prima evidenza geologica”, ha dichiarato Salese. Secondo il ricercatore italiano la sola acqua non è sufficiente per dare luogo alla vita ma sono necessari anche alcuni minerali, come quelli identificati nel cratere McLaughlin rinvenuti nei suoi sedimenti come “smectiti ricche di magnesio, serpentino e minerali di ferro-idrato. Per gli astrobiologi questo significa un sito ad alta priorità”. Afferma lo studioso che è necessario approfondire la ricerca sui delta di altri 14 degli antichi laghi che “permettono di individuare i siti ad alta priorità per la ricerca della vita, dove prodotti organici potrebbero avere avuto una alta probabilità di conservarsi”. E se già milioni di anni fa sono esistite le premesse per l’esistenza della vita sull’ormai ex Pianeta Rosso nessuno ci impedisce di ipotizzare che alcune forme di vita siano sopravvissute fino ai nostri giorni superando i grandi sconvolgimenti subiti da Marte. D’altronde anche sulla Terra si sono scoperti organismi estremofili ed estremotolleranti. Per fare qualche esempio, si sono identificati microrganismi in grado di crescere ad alte (termofili e termotolleranti) e basse temperature (psicrofili e psicrotolleranti), in presenza di elevate radiazioni (radiotolleranti) e in condizioni di elevata salinità (alofili e alotolleranti), elevata acidità (acidofili e acidotolleranti), elevata alcalinità (alcalofili e alcalotolleranti), alta pressione (barofili e barotolleranti) alta aridità (xerofili e xerotolleranti). Nulla ci impedisce di credere che un ambiente estremo come quello di Marte possa aver selezionato forme di vita in grado di riprodursi e prosperarvi.

Tetricus

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Data articolo: Thu, 07 Feb 2019 14:10:33 +0000
ufo
Cinegiornale bUFO / 53 – Sfere di luce e strafalcioni
L’amico Andrea, spulciando nella rete, ha pescato il filmato di una trasmissione – di qualche anno fa – che secondo me è emblematica di una certa supponenza della scienza.  Disserta il professor Caligiuri (fisico e ricercatore, ci viene ricordato a ogni pie’ sospinto): incalzato da un’intervistatrice spesso inopportuna e logorroica, parla di vari argomenti, cominciando […]

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L’amico Andrea, spulciando nella rete, ha pescato il filmato di una trasmissione – di qualche anno fa – che secondo me è emblematica di una certa supponenza della scienza.  Disserta il professor Caligiuri (fisico e ricercatore, ci viene ricordato a ogni pie’ sospinto): incalzato da un’intervistatrice spesso inopportuna e logorroica, parla di vari argomenti, cominciando dalle sfere di luce per le quali ha certezze a tutto tondo: spiegabili, spiegabilissime. Poi allarga il tiro anche agli Ufo, a batteri cosmici, al vuoto e a tante altre cose, pure queste riconducibili in un solco razionale. Forse sono un po’ troppi i temi  trattati, in un “risotto” che vorrei affidare al vostro giudizio. Tra l’altro, prof: come spiegare le famose sfere bianche che spesso compaiono nel cielo, viaggiano in formazione e si esibiscono in vari movimenti? Ma forse non è nemmeno questo il punto. Maximilian Caligiuri – la cui preparazione non discuto – quando si sofferma sulle sfere di luce fa anche riferimento alle “Luci di Hessladen” (ripetuto varie volte). Peccato che siano le Luci di Hessdalen….


Data articolo: Sat, 02 Feb 2019 17:40:50 +0000
Vincenzo Sinapi
L’Ufo crash del 1997 a Fiumicino, storia di un (probabile) depistaggio
Giusto per riallacciarci al precedente post,  a proposito di avvistamenti, incontri ravvicinati di vario tipo e quant’altro attiene a vicende che normali non sono, voilà, vi propongo una storia che ricompare dal recente passato e che chi l’ha vissuta l’ha voluta condividere con tutti utilizzando il suo blog. La persona in questione si chiama Valerio […]

copertina-libro-nuova21Giusto per riallacciarci al precedente post,  a proposito di avvistamenti, incontri ravvicinati di vario tipo e quant’altro attiene a vicende che normali non sono, voilà, vi propongo una storia che ricompare dal recente passato e che chi l’ha vissuta l’ha voluta condividere con tutti utilizzando il suo blog. La persona in questione si chiama Valerio Petretto e nel gennaio 1997 ha vissuto di persona un’esperienza che ha avuto per scenario la pineta di Fregene: sto parlando del cosiddetto Ufo crash di Fiumicino. Che, ovviamente, per le cronache ufficiali non è mai stato nulla di tutto ciò ma – forse – una parte di un missile terra-aria caduto da quelle parti (il che sarebbe perfino più inquietante, comunque). “Un caso – sottolinea Petretto nel preambolo – che ufficialmente è stato chiuso in pochi giorni con la solita spiegazione assurda. Ma io c’ero e so, in parte, cosa è successo” . Leggete con attenzione, vi renderete conto di come le forze dell’ordine depistano e intimidiscono chi, invece, non casca nei loro trappoloni. Sembra una storia molto simile a quelle di certi Ufo crash americani, nei quali esercito o polizia attuano, anche con maniere forti, dei piani di allontanamento di coloro che sono giudicati dei ficcanaso. Questo è il link per accedere al testo. Ricordo che dell’Ufo crash di Fiumicino hanno scritto pure i colleghi  LaoPetrilli e Vincenzo Sinapi nel loro libro sugli X-files resi pubblici dall’Aeronautica Militare.


Data articolo: Tue, 22 Jan 2019 15:24:20 +0000
ufo
Ufo, il 2018 anno record per gli avvistamenti. E tra gli Ifo aumentano i palloni led e i droni
Anno nuovo, conti vecchi. Qual è stato il  bilancio degli avvistamenti Ufo nel 2018? Pare sia stato un bilancio particolarmente ricco, con un deciso incremento rispetto alla stasi degli ultimi periodi. E si conferma una curiosità: agli Ufo pare piacciano in particolare le annate legate al numero 8 finale, basti pensare ai famosi “flap” del […]

8189,356RB3RDXbON5nOj0KvJz54OLC1XtNmup48Top2F8dzPh70mT553bQGQwEDZ48WAnno nuovo, conti vecchi. Qual è stato il  bilancio degli avvistamenti Ufo nel 2018? Pare sia stato un bilancio particolarmente ricco, con un deciso incremento rispetto alla stasi degli ultimi periodi. E si conferma una curiosità: agli Ufo pare piacciano in particolare le annate legate al numero 8 finale, basti pensare ai famosi “flap” del 1978 (la stagione che sarebbe diventata famosa anche per la vicenda di Piero Zanfretta, per la cronaca). Ad ogni modo, c’è un 61% in più rispetto al 2017: così certificano il Cun (Centro Ufologico Nazionale) e la sua sezione fiorentina (Suf) che ha particolarmente a cuore i dati statistici. Nella ricerca sono però stati considerati anche i casi di Ifo, ovvero degli oggetti ben identificati e “battezzati”: la cosa curiosa è che oltre alle immancabili lanterne cinesi sono in aumento i droni e le sfere led. Insomma, pure certi fenomeni sono figli dei tempi, così come è interessante l’osservazione fatta dal Cufom (Centro Ufologico Mediterrano): i nostri amati oggetti non identificati sono diventati “trendy” sui social network: pare ci sia stato un incremento di segnalazioni – anche se quasi tutte sono, ahimé, bufale marchiane – e di condivisioni. Nella speranza del primo selfie con un bell’Ufo di quelli “giusti” (e magari con il suo pilota, meglio se alieno), vi rimando al comunicato del Cun, Invece, al suo link (cliccate qui) trovate una serie di interessanti tabelle.

Nell’anno 2018 sono pervenute al Servizio Ufoline del Cun (Centro Ufologico Nazionale) e raccolte dalla Suf (Sezione Ufologica Fiorentina), un totale di 184 segnalazioni. Questo dato numerico porta ad un incremento del 61% rispetto alle segnalazioni del 2017 che sono state 114. Nel 2018, luglio è il mese che ha visto il picco di segnalazioni con ben 47 casi, mentre la regione che mostra il maggior numero di segnalazioni è la Lombardia con ben 26 avvistamenti. Seguono la Toscana con 24 e il Lazio con 22. Ultima risulta attualmente essere il Molise, con una sola segnalazione. Roma è invece la provincia con più segnalazioni, 16. A seguito di una verifica interpretativa delle segnalazioni, si sono raccolti i dati per tabelle regionali, tabelle per provincia, valutazioni e andamento quinquennale. Interessante è anche l’analisi degli Ifo, i casi di oggetti identificati. Il fenomeno delle lanterne cinesi è sempre presente con diverse segnalazioni, ma in diminuzione percentuale rispetto allo scorso anno. Nel 2017 rappresentava il 20,7% di tutte le segnalazioni, nel 2018 è sceso al 7,6% del totale. A parte i soliti bolidi e avvistamenti planetari, sembra in aumento il fenomeno del lancio dei palloni led e dei droni.


Data articolo: Sat, 12 Jan 2019 19:02:44 +0000
ufo
L’Alieno? Cerchiamolo sulla Terra, dice la Nasa
Buon anno, prima di tutto. Mentre i cinesi sono arrivati alla faccia nascosta della Luna, nella speranza che ci svelino qualcosa di più del nostro satellite – peccato solo che siano molto distanti dalla zona dei crateri Delporte e Izsak, dove avrebbero potuto appurare se la famosa foto scattata dall’equipaggio di Apollo 15 testimonia solo […]

Evidence-of-Ancient-AliensBuon anno, prima di tutto. Mentre i cinesi sono arrivati alla faccia nascosta della Luna, nella speranza che ci svelino qualcosa di più del nostro satellite – peccato solo che siano molto distanti dalla zona dei crateri Delporte e Izsak, dove avrebbero potuto appurare se la famosa foto scattata dall’equipaggio di Apollo 15 testimonia solo un gioco di ombre dei rilievi lunari oppure quell’oggetto enorme che aprirebbe scenari diversi -, ecco che “mamma Nasa” ha divulgato uno studio di un certo interesse. Secondo l’ente spaziale americano potrebbe darsi che la prova evidente di una presenza aliena l’abbiamo già sotto il naso, senza dover scrutare l’universo: alcuni artefatti extraterrestri, infatti, sarebbero già presenti sulla Terra. Tecno-marcatori, questa è la parola chiave: sta per definizione delle prove di un qualcosa di legabile a una tecnologia aliena avanzata. Andiamo a cercarli, questo è l’invito. Ecco allora il link  di Sputniknews dove si trova l’articolo in questione (già tradotto). Un amico non ben disposto nei confronti della Nasa mi ha fatto osservare che, essendo uno studio di questo ente, bisogna andare con i piedi di piombo. A voi il verdetto.


Data articolo: Fri, 04 Jan 2019 18:48:10 +0000

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