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Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL)

#salute #lavoro #sicurezza #CGIL

Salute e sicurezza
Italia, nel 2019 sono aumentate le malattie professionali

Nel 2019 sono aumentate, anche se di poco rispetto al 2018, le denunce di infortuni sul lavoro all'Inail (641.638, +0,1%), ma, soprattutto, sono aumentate in maniera ben più consistente le denunce di malattie professionali, passate da 59.585 nel 2018 a 61.310 nel 2019 (+2,9%). A testimoniarlo sono i dati della stessa Inail che descrivono un incremento del fenomeno tutto concentrato nel settore “industria-servizi”, mentre sia in agricoltura che nel pubblico (conto Stato) le denunce sono calate.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle denunce di malattia professionale, queste sono aumentate in tutte le aree del Paese, ad eccezione del Nord-Ovest. Per quanto riguarda le singole regioni è la Toscana a registrare il numero più alto di denunce (8.323), seguita dall'Emilia Romagna (6.581) e dalle Marche (6.077). Più indietro si trovano regioni ben più popolose come Lombardia (4.140), Lazio (3.965) e Sicilia (1.666).

Ma quali sono le malattie professionali più diffuse? Il maggior numero di denunce (38.492 nel 2019) sono relative a malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo ed è qui che si concentra anche l'aumento rispetto al 2018, ma numeri consistenti si hanno anche per le malattie del sistema nervoso, le malattie dell'orecchio e dell'apofisi mastoide e le malattie del sistema respiratorio. Estremamente alto, infine, anche il numero di tumori denunciati come malattie professionali, ben 2.458.

“Sono numeri impressionanti e in costante aumento negli ultimi anni, ma certamente ancora notevolmente sottostimati rispetto alla realtà”, commenta Silvino Candeloro, dell'ufficio di presidenza dell'Inca, il patronato della Cgil. “Sottostimati per vari motivi – spiega –: in primo luogo perché le malattie professionali sono più difficili da riconoscere rispetto agli infortuni e possono avere una latenza lunga anche diversi anni, come nel caso dei tumori, che secondo recenti studi sono certamente molto più numerosi di quelli denunciati, si stima tra i 4.000 e i 20.000 l'anno. E poi – continua Candeloro – per un problema più strettamente culturale, che in questi anni di crisi si è andato acutizzando: la tendenza, insita nelle lavoratrici e nei lavoratori, di contrapporre e far prevalere il diritto al lavoro rispetto al diritto alla salute”.

Candeloro si riferisce alla tendenza, purtroppo ancora molto diffusa, a non denunciare la malattia professionale per paura di ripercussioni, fino alla perdita del lavoro stesso. “Su questo fronte c'è grande bisogno di fare chiarezza e una corretta informazione – sottolinea il dirigente Inca – perché in realtà denunciare una malattia professionale offre maggiori garanzie e tutele proprio nell'ottica della salvaguardia del proprio posto di lavoro. Ad esempio – continua Candeloro – laddove viene riconosciuta una patologia professionale, i giorni di malattia utilizzati dal lavoratore non vanno a comporto e quindi non può scattare il licenziamento per un eccesso di assenze”.

Anche il timore di essere giudicati inidonei alla propria mansione può essere un deterrente alla denuncia: “Ma anche qui – insiste Candeloro – oggi siamo in grado di tutelare e seguire i lavoratori sia in ambito giuridico che attraverso progetti di reinserimento, finanziati peraltro dalla stessa Inail. Sono strumenti poco conosciuti, utilizzabili anche dai lavoratori autonomi, sui quali come Inca stiamo lavorando con intensità”.

Dai dati emerge però un altro aspetto meritevole di approfondimento e cioè la evidente disomogeneità territoriale delle denunce di malattia professionale. “Effettivamente è chiaro che se la Toscana ha il doppio di denunce della Lombardia qualcosa non torna – commenta ancora Candeloro –. Sicuramente, il Centro Italia si dimostra più attento al fenomeno, ma mi piace sottolineare anche il dato della Sardegna, una regione nella quale, anche come patronato, abbiamo fatto un grande investimento sull'emersione del fenomeno, in competenze e professionalità”.

Professionalità come quelle dei medici legali, dai cui certificati parte tutto l'iter della procedura. L'Inca ha circa 250 medici convenzionati in tutta Italia, la cui esperienza e competenza in materia accresce notevolmente le possibilità di dimostrare il nesso causale della malattia professionale.

Perché il problema sta proprio qui: solo una parte – troppo piccola secondo il patronato – delle denunce registrare dall'Inail vengono poi accolte. “In Italia siamo intorno al 38% – spiega Candeloro –, ma in alcune regioni, per esempio nel Lazio, si scende addirittura sotto la soglia del 20% di accoglimenti. E questo è un problema, anche perché spesso ci troviamo di fronte a respingimenti le cui motivazioni non sono affatto chiare, ma portare avanti ricorsi o fare addirittura causa, come è facilmente intuibile, non è una cosa facile per i lavoratori”.

In conclusione, l'auspicio dell'Inca è che su questi dati e più in generale sul tema della salute e della prevenzione nei luoghi di lavoro si apra una riflessione anche da parte delle istituzioni e dei datori di lavoro. “Bisogna che cresca la convinzione del fatto che in Italia si può e si deve lavorare meglio, creando i presupposti per un maggiore benessere nei luoghi di lavoro – conclude Candeloro –. Serve uno sforzo importante sulla prevenzione, nella consapevolezza che non farlo ha un costo altissimo, non solo in termini di salute delle persone, ma anche economici”.  

Data articolo: Tue, 18 Feb 2020 18:53:00 +0200
Salute e sicurezza
Amianto, aumenta la prestazione assistenziale

Amianto: accettata la richiesta dei sindacati di elevare da 5.600 a 10.000 euro la prestazione assistenziale (una tantum) a favore dei malati di mesotelioma per causa familiare o ambientale. Lo annunciano in una nota i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Emilio Miceli, Angelo Colombini e Silvana Roseto. La strada scelta è un ’emendamento al Milleproroghe che, appunto, ridetermina il contributo assistenziale erogato ai malati di mesotelioma non professionale e agli eredi.

“Questo è un primo risultato di quel percorso che dovrà portare a una profonda riforma delle prestazioni del Fondo per le vittime dell’amianto”, scrivono i sindacalisti in una nota. 

“Ad oggi - proseguono i dirigenti sindacali - rimangono ancora insufficienti le risposte date dal Governo sul fronte ambientale, sanitario e previdenziale. Per questo chiediamo di rendere disponibili risorse adeguate per la ricerca, le bonifiche, lo smaltimento, la prevenzione e la tutela dei lavoratori esposti, con obiettivi chiari di investimenti per il futuro".

"Inoltre - aggiungono Miceli, Colombini e Roseto - occorrono strumenti normativi in grado di contrastare e debellare i danni alla salute e all’ambiente causati dalla perdurante presenza dell’amianto nei luoghi di lavoro e di vita dei cittadini italiani”.

“Infine - concludono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil - è necessario che alle organizzazioni sindacali siano garantiti spazi e momenti di confronto e di verifica con il Governo su questa tematica”.

Data articolo: Mon, 17 Feb 2020 17:00:00 +0200
Salute e sicurezza
Alto Adige, muore boscaiolo di 43 anni

È morto mentre era al lavoro in un bosco sopra Villandro, in Alto Adige, nei pressi del maso Prackfieder. L'uomo, un boscaiolo di nazionalità rumene di 43 anni, è stato travolto e ucciso da un albero. Il lavoratore stagionale - secondo quanto ricostruito dall'Ansa - è stato colpito alla nuca mentre stava tagliando un tronco d'albero. L'uomo è morto sul colpo e per liberarlo i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per un'ora. Era infatti rimasto schiacciato sotto un grosso albero e la zona dell'incidente era impervia e ghiacciata.

Data articolo: Fri, 07 Feb 2020 19:01:00 +0200
Salute e sicurezza
Treno deragliato, da Fs disponibilità a confronto su sicurezza

“Abbiamo richiesto e ottenuto a livello unitario la donazione alle famiglie delle vittime della paga per le due ore di sciopero di oggi, un confronto serrato nell’ambito di un tavolo permanente sulla sicurezza sul lavoro, a seguito degli sviluppi dell’indagine e l’analisi a posteriori, rispetto a correttivi da mettere in campo per evitare che simili tragedie possano ripetersi”. E’ quanto riferiscono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie, Ugl Af e Orsa sull’incontro con i vertici del Gruppo Fs Italiane a seguito dell’incidente ferroviario di Lodi.

“Abbiamo anche chiesto - proseguono le organizzazioni sindacali - un nuovo confronto della cosiddetta sede di partecipazione per gli aggiornamenti sul piano industriale, in relazione agli investimenti in tecnologie e sicurezza oltre che in risorse umane comprendendo i temi della formazione e dei nuovi apporti di personale. C’è l’impegno dell’azienda - affermano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie, Ugl Af e Orsa - a riconvocarci per avviare il confronto richiesto”.

Data articolo: Fri, 07 Feb 2020 17:56:00 +0200
Salute e sicurezza
Landini: già 46 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno

Con i due lavoratori morti nell'incidente del Frecciarossa Milano-Salerno sono già 46 le vittime sul lavoro nel 2020, mentre dal 2008 ad oggi i morti sono più di 17.000. Lo ha ricordato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che ha sottolineato come oggi si continui a morire come si moriva tanti anni fa. "Questo non è più accettabile- ha sottolineato - dobbiamo perciò investire sulla prevenzione e formare una nuova cultura della sicurezza sul lavoro. Al centro - ha concluso - non sia più il profitto, ma la qualità della vita delle persone". 

Data articolo: Thu, 06 Feb 2020 18:40:00 +0200
Salute e sicurezza
Un altro medico aggredito

Si è preso un pugno in faccia dal paziente che aveva curato, perché quest'ultimo aveva da ridire sul referto stilato dal dottore. L'episodio, ennesimo caso di violenza ai danni di un operatore della sanità, è avvenuto nell'ospedale di Bordighera, in provincia di Imperia. “Appena mi ha visto, mi si è scagliato addosso sferrandomi un pugno in faccia e ferendomi al labbro. Poi ha detto che avrebbe preso una spranga e avrebbe fatto il resto”, ha raccontato il medico.

Sul caso è intervenuta la Fp Cgil di Imperia, che oltre ad esprimere solidarietà al lavoratore, ha voluto denunciare con forza “questo misero e ignobile atteggiamento di violenza che ormai sembra dilagare in ogni ambito". “Più volte in passato – ha detto Tiziano Tomatis, segretario generale del sindacato dei lavoratori pubblici di Imperia - abbiamo chiesto e sollecitato l'Asl nel provvedere a dare maggior sicurezza agli operatori che operano all'interno della struttura ospedaliera in virtù dei numerosi episodi, seppur di minor gravità, che indicavano palesemente un clima lavorativo alterato e fortemente condizionato da aggressioni verbali”.

“Ciò che è accaduto al medico a Bordighera possa essere di monito ai dirigenti dell'azienda nell'accogliere la richiesta sindacale per garantire sicurezza e tutela agli operatori e agli utenti che già in situazioni di malattia si ritrovano a episodi violenti ed estremamente pericolosi per l'incolumità. Il personale è ovviamente impaurito e lamenta difficoltà nell'espletare serenamente il proprio lavoro di assistenza e cura”, ha concluso Tomatis.  

Data articolo: Thu, 06 Feb 2020 18:03:00 +0200
Salute e sicurezza
Fincantieri Palermo: un protocollo sanità a tutela dei lavoratori

Alla Fincantieri di Palermo sarà attivato un protocollo di sanità integrativa per i lavoratori che hanno lavorato in zone a rischio amianto, con visite mediche specialistiche accurate e un monitoraggio continuo. “La direzione dello stabilimento ha accolto la nostra richiesta, maturata dopo la scoperta dell'amianto a bordo della Star Breeze, la nave arrivata a novembre al porto per l'allungamento" – dicono Francesco Foti, Fiom Cgil Palermo, Serafino Biondo e Davide  Vitale, Rsu Fiom di Fincantieri. Il protocollo sanità è stato al centro di un incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede di Confindustria Sicilia, fra dirigenza Fincantieri e sindacati di categoria dei metalmeccanici palermitani di Fim, Fiom e Uilm.

“Fincantieri ha già avviato i contatti con Medicina del lavoro e Asp Palermo. Tra qualche giorno saremo convocati, anche alla presenza della dirigenza nazionale, per definire la stesura del protocollo – aggiungono i tre esponenti Cgil –. La convenzione, che sarà stipulata fra azienda ed enti, è importantissima per la tutela della salute dei lavoratori che hanno corso il rischio di esporsi all'amianto. Durante la bonifica della nave, avevamo chiesto di redigere una mappatura completa dei lavoratori coinvolti nei lavori a bordo della Star Breeze, sia di Fincantieri che delle ditte in subappalto. E di attivare al più presto un sistema di prevenzione per tenere sotto controllo la salute dei lavoratori”.  

L'incontro è stata anche l'occasione per la presentazione del nuovo direttore di stabilimento, l'ingegner Gianni Salvagno, e per un confronto sui carichi di lavoro. “Fincantieri ha confermato che, a breve, arriveranno altre due navi da trasformare: la prima, la Legend, a fine marzo, quando saranno ultimati i lavori alla Star Breeze; successivamente l'altra – concludono i tre sindacalisti –. E sempre nel bacino da 400.000 tonnellate è attesa anche una nave della compagnia Msc per lavori di riparazione. Le navi da trasformare saranno prima controllate e bonificate nelle parti che potrebbero contenere presenza di amianto. E solo dopo sarà avviata la lavorazione”.  

Data articolo: Thu, 06 Feb 2020 12:36:00 +0200
Salute e sicurezza
Tragedia sull'Alta Velocità, morti i due macchinisti

Tragedia sull'Alta Velocità. Il treno Frecciarossa Av 9595 Milano-Salerno è deragliato nei pressi di Livraga, in provincia di Lodi, e alcune vetture si sono ribaltate. Morti i due macchinisti (Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo), 31 i feriti . Il treno era  partito dalla stazione Centrale di Milano alle 5.10. Al momento dell'incidente a bordo c'erano 28 passeggeri in tutto, oltre al personale di Trenitalia.

''Poteva essere una carneficina'', ha dichiarato all'Ansa il prefetto di Lodi Marcello Cardona. Il ferito in condizioni più gravi  è un pulitore delle ferrovie, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita. 

La Cgil nazionale ha espresso il suo dolore in un tweet:" Siamo addolorati per la morte dei due macchinisti del Frecciarossa deragliato a Lodi, siamo vicini ai feriti. Ora accertare dinamiche e responsabilità. Basta morti sul lavoro, più sicurezza".

Secondo i primi accertamenti la motrice del convoglio, dopo essere sviata dai binari per cause ancora da chiarire, sarebbe uscita dalla sede finendo prima contro un carrello o un mezzo analogo su un binario parallelo. Successivamente è finita contro una palazzina delle ferrovie. Il resto del convoglio ha invece proseguito la corsa con la seconda carrozza che ad un certo punto si sarebbe ribaltata. 

Nel punto dove è deragliato il Frecciarossa c'erano dei lavori di manutenzione in corso sulla linea Alta Velocità. Secondo quanto si apprende, l'intervento - affidato ad una ditta specializzata da Rfi - era in corso anche nelle ultime ore, proprio nel punto in cui è sviato il treno. 

I SINDACATI PROCLAMANO 2 ORE DI SCIOPERO
"Un fatto gravissimo e inaccettabile", affermano i sindacati dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast Confsal, Ugl Taf e Orsa. "La notizia della perdita di due colleghi e del ferimento di altri due e di 25 passeggeri ci addolora profondamente. Esprimiamo vicinanza e cordoglio alle famiglie dei due colleghi deceduti e auguriamo pronta guarigione ai colleghi e ai passeggeri feriti". E per domani (7 febbraio) proclamano due ore di sciopero di tutti i ferrovieri dipendenti da tutte le aziende di settore operanti sulla rete nazionale e locale a partire dalle 12.

 "È terribile – proseguono le organizzazioni sindacali – che facendo correttamente, diligentemente e con professionalità e passione il proprio lavoro si possa perdere la vita ed è ancor di più inaccettabile quando questi eventi si verificano in un sistema tra i più avanzati a livello mondiale dal punto di vista della sicurezza. Siamo stati già convocati dal gruppo Fs domani alle 12 e vogliamo capire, per quanto sarà possibile, la dinamica dell'incidente, dopodiché avvieremo tutte le iniziative del caso".

Data articolo: Thu, 06 Feb 2020 09:34:00 +0200
Salute e sicurezza
Rogo Thyssen: i manager tedeschi andranno in carcere

Il Tribunale di Hamm, in Germania, ha respinto il ricorso dei due manager di Thyssenkrupp, già condannati in Italia per il rogo del 6 dicembre 2007 che portò alla morte di 7 operai. I due dirigenti sconteranno così 5 anni di carcere in Germania per omicidio colposo e incendio doloso per negligenza. La pronuncia del tribunale arriva a 12 anni dall'incendio a Torino dove persero la vita 7 persone. Il tribunale italiano li aveva condannati in un caso a 6 anni e 10 mesi e nell'altro a 9 anni e 8 mesi, ma in Germania il massimo della pena per questi tipi di reati è 5 anni.

“La pronuncia dei magistrati di Hamm conferma che il processo Thyssenkrupp fu un processo giusto”, commenta Raffaele Guariniello, pubblico ministero del caso Thyssenkrupp, mentre per Graziella Rodinò, mamma di Rosario, uno dei sette operai morti nel rogo di Torino, la sentenza, “è un passo avanti, ma la vera notizia per noi familiari sarà quando ci diranno che saranno entrati in carcere”.

Di “una buona notizia che scaccia il fantasma dell'impunità per i manager tedeschi della ThyssenKrupp”, parla anche Federico Bellono, della Cgil Torino. “Si tratta – osserva – di un atto di giustizia verso le famiglie dei lavoratori vittime della strage del 6 dicembre 2007, ma anche verso la città di Torino e tutti quelli che continuano quotidianamente a subire incidenti sul lavoro, spesso mortali”.

ARCHIVIO (2007) 
Condannati a lavorare, condannati a morire, D.Orecchio
La nostra rabbia, il nostro dolore, G.Airaudo

Data articolo: Tue, 04 Feb 2020 18:35:00 +0200
Salute e sicurezza
Liguria, aumentano infortuni e malattie professionali

Aumentano in Liguria, nel 2019, gli infortuni e le malattie professionali. È quanto emerge dalle elaborazioni dell’ufficio economico Cgil su dati Inail relativi al 2019. Tra i più impressionanti quelli sugli infortuni mortali che, pur calando, restano comunque altissimi, con una media di quasi due morti al mese. In Liguria gli infortuni mortali calano del 46,5%, passando dai 43 del 2018 – dato comprensivo della tragedia del Ponte Morandi – ai 23 del 2019.

Nel periodo preso in esame gli infortuni in Liguria sono stati 20.695 (+100 rispetto al 2018, +0,49%): in pratica, in ogni singolo giorno del 2019, sono stati denunciati in media quasi 57 infortuni sul lavoro. Tra i settori col maggior numero di denunce i servizi e l'industria. “Il primo settore colpito sono i servizi con 5.470 denunce – spiega Marco De Silva, responsabile ufficio economico Cgil –, seguiti dall’industria con 4.059 infortuni. L'incremento più consistente tra le province liguri viene rilevato a La Spezia (+214 denunce, pari al +7,6%), mentre è a Imperia il calo più marcato: -4,4% (-116 infortuni rispetto al 2018)”. “Anche se l’84% degli infortunati è italiano – aggiunge De Silva –, le denunce di lavoratori extra Unione europea sono le uniche in aumento (+13,4%)”.

Anche le malattie professionali crescono sul 2018, con 1.145 denunce rispetto alle 1.081 dell’anno precedente, con l'incremento in percentuale maggiore fra tutte le regioni del Centro e del Nord-Italia.

Per Fabio Marante, segretario Cgil Liguria, “ogni giorno la cronaca riporta notizie di infortuni sul lavoro e i dati dimostrano, se ancora ce ne fosse la necessità, di come ci sia bisogno di impegnarsi maggiormente per garantire maggiore sicurezza a lavoratrici e lavoratori. Occorre far rispettare le norme vigenti anche attraverso il potenziamento delle attività ispettive e di controllo: serve un deciso cambio di passo”, conclude Marante.

Data articolo: Tue, 04 Feb 2020 17:01:00 +0200
Salute e sicurezza
Edilizia, Fillea Catania: Regione non fa nulla per la sicurezza

“È il settore edilizio, subito dopo quello agricolo, a detenere il secondo, terribile posto nella classifica degli incidenti sul lavoro. Eppure la Regione siciliana non risponde agli appelli lanciati dal sindacato a proposito dei controlli sui cantieri, né viene ridimensionato il parametro della velocità della consegna dei lavori, che concorre a creare un clima di stress forsennato a danno della salute di chi lavora”. Parte l'ennesimo accorato allarme da parte della Fillea Cgil di Catania, il sindacato dei lavoratori edili che ogni anno conta i propri morti soprattutto nei cantieri pubblici di tutta Italia. Il segretario generale Giovanni Pistorio sottolinea che “è stato chiesto di seguire il rafforzamento dei controlli da parte della Regione sui cantieri pubblici e privati, nonché l’adozione del Durc di congruità per contrastare il lavoro sommerso”.

Al momento, dal governo regionale non è arrivato alcun segnale concreto. Ma c'è anche un'altra questione aperta, non meno delicata; per la Fillea Cgil di Catania, “siamo estremamente preoccupati per il fatto che, pur di fare utili, tante aziende stiano forzando la mano sui tempi di esecuzione e di consegna dei lavori. In questo modo, infatti, disattendono la normativa nazionale in materia di lavoro straordinario, costringendo i lavoratori a sostenere carichi di lavoro impressionanti e in condizioni di precariato in tanti non hanno la forza di resistere alle richieste dei titolari e a turni di lavoro infiniti e massacranti”.

Per il sindacato catanese degli edili, dunque, potrebbero essere tante le imprese che, mettendo a repentaglio l’integrità psico-fisica dei propri dipendenti, spingono questi ultimi a sforare i limiti previsti dal contratto e dalle norme di legge rispetto ai limiti previsti per il lavoro straordinario. “In questo modo – continua Pistorio – infrangono le  norme in materia di orario di lavoro e quelle di salute e sicurezza, sempre che lo straordinario venga regolarmente dichiarato”.

Ancora non sono disponibili i dati sulle morti del lavoro del 2019 relativi al territorio etneo, ma dall'inizio del 2020 sono già 37 i morti sui luoghi di lavoro sul territorio nazionale. Nel corso del 2019 i morti sui luoghi di lavoro erano stati 701. In questo contesto sono 105 le vittime, pari al 15% del dato complessivo. Si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra e i numeri raddoppiano, persino, se si aggiunge il conteggio dei morti sulle strade. Gli allarmi degli anni scorsi non hanno sortito l'effetto voluto, e non abbiamo purtroppo registrato alcuna inversione di tendenza.

Conclude Pistorio: “La salute e la sicurezza sul lavoro non possono essere dei parametri sacrificabili sull’altare dell’utile d'impresa e la velocità di consegna dei lavori non può essere una variabile non dipendente dalla qualità e dall'innovazione. Sarebbe dunque necessario che, rispetto alla questione che riguarda la violazione in materia di lavoro straordinario, vengano avviati dei controlli a campione sulle ore di lavoro dichiarate in busta paga per i lavoratori”.

Data articolo: Fri, 31 Jan 2020 09:47:00 +0200
Salute e sicurezza
Autostrade, in Liguria prima legge su sicurezza lavoratori

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato la legge per migliorare la sicurezza dei lavoratori occupati in ambito autostradale. “È un ottimo risultato che premia l’attività sindacale di Cgil Cisl Uil che a partire dal primo protocollo firmato presso la Prefettura di Genova, al quale ne sono seguiti altri nelle province liguri, sancisce regole e princìpi per la sicurezza di chi lavora in autostrada e di conseguenza rafforza le tutele anche per gli utenti”, si legge in comunicato di Fabio Marante (Cgil), Paola Bavoso (Cisl) e Fabio Servidei (Uil).

Per la sua particolare composizione morfologica, con un elevato numero di viadotti e gallerie e tratti privi della corsia di emergenza, “la nostra regione è una realtà esposta ad elevati rischi per la salute e la tutela di lavoratori e utenti, e per questi motivi Cgil, Cisl e Uil, anche attraverso diversi incontri in Regione e con i capigruppo, hanno chiesto che venisse approvata una specifica legge regionale sul tema”, continua la nota.

Nella nuova legge, tra i principali strumenti a disposizione dei lavoratori, si trova la figura del rappresentante di sito per la sicurezza che potrà operare sull’intera tratta autostradale ligure e occuparsi delle condizioni di sicurezza di chi ci lavora senza distinzione tra i comparti. A questo importante risultato se ne aggiungono altri due non meno significativi: un sostegno ad iniziative formative aggiuntive destinate ad accrescere le conoscenze e le competenze dei lavoratori in materia di sicurezza e salute e la costituzione di un Tavolo per la sicurezza dei lavoratori operanti nel settore autostradale. Il Tavolo, partecipato da rappresentanti di Regione Liguria, Province e Città metropolitana, enti gestori autostradali, Cgil Cisl Uil e Asl liguri, avrà funzioni di monitoraggio, confronto e approfondimento della sicurezza dei lavoratori che interagiscono in ambito autostradale, nonché dei livelli di rischio delle singole tratte autostradali e delle azioni conseguenti.

Ma l’attività di Cgil, Cisl e Uil non si ferma qui e, “vista anche la disponibilità di alcuni consiglieri espressa nell’ultimo incontro in Regione, verrà avviata la trattativa per chiedere che la legge sia replicata anche su altri siti produttivi, come ad esempio le strade provinciali”, termina la nota.

Data articolo: Tue, 28 Jan 2020 16:15:00 +0200
Salute e sicurezza
Sevel di Atessa, riparte impianto dopo incidente mortale

La Sevel di Atessa (Chieti) può rimettere in funzione la parte di impianto del reparto Lastratura che lo scorso 3 gennaio ha causato la morte del giovane operaio Cristian Terilli, 29 anni, di Pignataro Interamna (Frosinone), manutentore esterno. Lo ha deciso il pm Serena Rossi, della procura di Lanciano, che non ha però disposto, per adesso, il dissequestro dell'area interessata, in attesa che i periti concludano gli adempimenti.

In ogni caso, grazie allo sblocco disposto dal pm, in un paio di giorni la Sevel potrebbe rimettere in funzione l'impianto che consentirebbe di riprendere a pieno ritmo la produzione del furgone Ducato, 1.200 pezzi al giorno, e interrompere, dopo quattro settimane consecutive, la cassa integrazione a rotazione per 700 lavoratori. L'ultima cig, partita oggi, scade domenica 2 febbraio.

Data articolo: Mon, 27 Jan 2020 18:58:00 +0200
Salute e sicurezza
Emilia-Romagna, primo protocollo contro le aggressioni

Arriva dall'Emilia-Romagna una prima risposta alle aggressioni sempre più frequenti nei confronti del personale sanitario. Un protocollo d'intesa – il primo in Italia – in materia è stato siglato tra i sindacati e la Regione. "Finalmente viene affrontato in maniera globale un problema molto complesso che avevamo particolarmente a cuore, non solo con l'aumento delle misure di vigilanza ma soprattutto attraverso la formazione e la piena presa in carico del lavoratore vittima di aggressione: i direttori generali sono finalmente chiamati ad essere responsabili in prima persona della tutela della sicurezza degli operatori". Così in una nota il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi, e il segretario regionale della categoria, Vittorio Dalmastri.

Secondo i due dirigenti sindacali si tratta di "un risultato importante che si aggiunge all'impegno preso ieri dall'Emilia Romagna, prima in Italia, per l'avvio del confronto regionale per l'applicazione del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica e sanitaria siglato lo scorso 19 dicembre. Nel rinnovo del contratto nazionale, l'Emilia Romagna è stata trainante per il buon esito delle trattative. Ora con l'apertura del confronto si propone come capofila nella sua corretta applicazione a beneficio dei professionisti che lavorano quotidianamente  per la salute della cittadinanza".

La valorizzazione degli operatori e l'alleanza con i cittadini sono alla base della proposta di servizi sanitari che da anni in Emilia Romagna rappresenta un'eccellenza che dobbiamo tutelare", concludono Filippi e Dalmastri.

Data articolo: Thu, 23 Jan 2020 11:17:00 +0200
Salute e sicurezza
Livorno: nuovo incidente in porto, servono interventi urgenti

Ieri, 22 gennaio, intorno alle 14,30, un pullman proveniente dall’alto fondale, dove si trovava ancorata la nave da crociera Aida Sol, è entrato in collisione con un mezzo militare adibito ai controlli delle banchine. Quest’ultimo, essendo corazzato, ha riportato lievi danni. Sul pullman, una quarantina di persone che hanno riportato lievi contusioni e tanto spavento". Così Cgil e Filcams Livorno in una nota congiunta.

"L’incidente è un esempio di quanto da noi sempre sostenuto anche nei dieci punti per la sicurezza in porto, seguito da assemblee e ribadito in svariati incontri con la Regione e gli attori del protocollo: la promiscuità fra traffico turistico e commerciale è un pericolo costante e non rispetta la più elementare prevenzione. La nave all’alto fondale molo 47 trasporta turisti che vanno a visitare la nostra Toscana", afferma Patrizia Villa, della segreteria Cgil Livorno.

"Troppi se e ma, e non è un piacere constatare così spesso quanto i lavoratori e le lavoratrici rappresentano ogni giorno. Fra protocolli e rassicurazioni verbali, le montagne partoriscono i topolini. Pertanto, si chiede un intervento immediato per sopperire a quanto più volte denunciato. Nelle more, ci attrezzeremo per una denuncia alla procura della Repubblica", conclude la dirigente sindacale.

Data articolo: Thu, 23 Jan 2020 09:41:00 +0200
Salute e sicurezza
«Basta morti sul lavoro»: è sciopero sul Terzo Valico

Scatta lo sciopero dopo l'ennesima morte sul lavoro, la quarta in Piemonte dall'inizio dell'anno. Vittima un lavoratore di 52 anni, Antonio De Falco, autista residente a Novi Ligure rimasto ucciso mentre lavorava in una cava che fa da deposito per lo smaltimento del materiale di risulta proveniente dalle gallerie del Terzo Valico. L'uomo è rimasto schiacciato tra due camion che stavano facendo manovra.

La risposta dei lavoratori contro lo stillicidio di morti e infortuni arriva oggi, 22 gennaio, con uno sciopero di quattro ore per turno, che coinvolge due province (Genova e Alessandria) e sei sigle sindacali (Filt, Fit, Uiltrasporti, Feneal, Filca e Fillea), quelle dei trasporti e dell'edilizia, che rappresentano i lavoratori occupati nei cantieri del Terzo Valico. Uno sciopero “contro le morti sul lavoro, per dire ancora una volta basta alla strage nei cantieri e per chiedere maggiore sicurezza”, spiegano i sindacati.

“Nonostante i tanti confronti con le aziende impegnate nella realizzazione dell’opera – dicono i sindacati – ancora molto si può e si deve fare. Imprese e politica devono davvero investire sulla sicurezza sul lavoro. Proprio per questo è importante contrattare sul territorio e con le stazioni appaltanti misure a sostegno della sicurezza e della dignità del lavoro”.

Data articolo: Wed, 22 Jan 2020 08:20:00 +0200
Salute e sicurezza
Muore magazziniere investito da un camion

Non ce l’ha fatta Gabriele Carraro, il magazziniere investito da un camion tre giorni fa alla Pittarello di Padova in un incidente sul lavoro. “Ci uniamo al cordoglio per questa ennesima vittima. Tragedie analoghe si verificano mediamente ogni quattro giorni nel Veneto del 2020, è inaccettabile”. A dirlo in una nota sono Aldo Marturano, segretario generale della Cgil di Padova, e Cristian Vicoletti, della segreteria Filcams di Padova: “Desideriamo esprimere cordoglio e tutta la nostra solidarietà ai familiari e agli amici. È un incidente che appare simile a quello accaduto lo scorso anno a Selvazzano, in cui ha perso la vita un lavoratore bulgaro”.

“Adesso spetta alla magistratura e agli altri organismi preposti ricostruire la dinamica dei fatti e individuare le responsabilità – proseguono i sindacalisti –. Il nostro compito è quello di proseguire, con ancora più forza, la battaglia per rendere sicuri i luoghi di lavoro. Una battaglia che come sindacati abbiamo condotto, fin qui, pressoché in solitudine, perché le istituzioni continuano ad assistere inerti alla strage in corso. Lo stesso protocollo sottoscritto con la Regione – concludono – è rimasto sulla carta”.

Data articolo: Fri, 17 Jan 2020 13:19:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidente mortale ad Ancona, non abbassare la guardia

I sindacati degli edili di Ancona esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita nel cantiere del nuovo Ospedale di Ancona Sud-Inrca nella mattina di mercoledì 15 gennaio.

“Dopo Lucca e Milano siamo al terzo infortunio mortale nei cantieri da inizio dell'anno e al primo nelle Marche – scrivono Filca, Fillea e Feneal –. Da inizio 2020 sono già 18 le morti bianche in Italia, numeri inquietanti che purtroppo seguono i trend occupazionali. Un bollettino che sembra essere quello di una guerra e non quello di un paese civile che vuole ripartire”.

I sindacati annunciano che chiederanno un incontro “per comprendere e far luce sulle dinamiche dell’incidente sia alla committenza pubblica sia al consorzio d’impresa che sta realizzando l’opera, tracciare le responsabilità o le eventuali omissioni: non è possibile accettare che in una grande opera pubblica o in un cantiere si continui a perdere la vita, specialmente nelle Marche, che negli ultimi anni e nei prossimi, sono investite da un importante impegno infrastrutturale e dalla ricostruzione post sisma anche in relazione ai futuri cantieri di edilizia sanitaria”. “Ci aspettiamo – concludono – che tutti gli organi competenti, le istituzioni e la magistratura, in tempi brevi, possano fare chiarezza su quanto avvenuto”.

Data articolo: Wed, 15 Jan 2020 16:10:00 +0200
Salute e sicurezza
Operaio muore nel tunnel della metro

Raffaele Ielpo, caposquadra della talpaTbm, lavoratore del consorzio Metro Blu - Salini Impregilo e Astaldi - è morto ieri pomeriggio, 13 gennaio, nel tunnel della metropolitana milanese. L'uomo era addetto agli scavi della nuova linea 4, che attraverserà orizzontalmente la città, partendo dallo scalo di Linate. L'incidente è avvenuto in cantiere, dopo che l'operaio è rimasto travolto dai detriti, susseguenti al crollo di una parte del soffitto della galleria in costruzione a 18 metri di profondità. Oggi i cantieri restano fermi per lutto.

La morte del 42enne ha due tragici primati: il primo incidente mortale del 2020 a Milano e il primo nella storia del cantiere M4. Questo incidente è senz'altro uno dei più gravi avvenuti nei cantieri della metropolitana milanese. Ma non è certamente l'unico. Grave anche l'infortunio capitato il 28 ottobre scorso in un cantiere di via Foppa. In quel caso, un operaio era caduto da un ponteggio a un'altezza di sei metri, abbastanza per provocargli gravi danni, ma non così in alto da avere un esito letale. La linea 4 della metropolitana, la linea blu, i cui cantieri sono stati aperti molto in ritardo per una serie di questioni burocratiche, dovrebbe essere terminata entro due anni.

"La velocità e i ritmi di lavoro come sempre sono una causa, se non la principale, degli incidenti mortali o con feriti gravi", ricordano i sindacati dei trasporti, che hanno appreso con sgomento e dolore la notizia della morte del lavoratore. "È devastante scoprire che si può morire anche lavorando per una committenza pubblica, a Milano, ad uno scavo per una nuova linea di metropolitana. Auspichiamo che si faccia al più presto chiarezza sulla dinamica dell'incidente e che si individuino le responsabilità. Ci uniamo al cordoglio dei familiari", hanno detto le segreterie di Filt, Fit e Uiltrasporti di Milano e Lombardia.

Data articolo: Tue, 14 Jan 2020 09:46:00 +0200
Salute e sicurezza
Milano, ennesima morte sul lavoro nei cantieri

Le segreterie generali di Milano e della Lombardia di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, ieri sera, “hanno appreso con sgomento e dolore la notizia della morte sul lavoro di un operaio, impiegato nell'ambito del cantiere della linea 4 della metropolitana di Milano. È devastante scoprire che si può morire anche lavorando per una committenza pubblica, a Milano, a uno scavo per una nuova linea di metropolitana. Auspichiamo si faccia al più presto chiarezza sulla dinamica dell'incidente e che si individuino le responsabilità. Ci uniamo al cordoglio dei familiari”.

 

 

Data articolo: Tue, 14 Jan 2020 09:08:00 +0200

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