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Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL)

#salute #lavoro #sicurezza #CGIL

Salute e sicurezza
Salute e sicurezza: all'Italia serve una strategia nazionale

La scorsa domenica è stata celebrata la Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro. “In questa occasione di riflessione e discussione intendiamo ribadirlo con la consueta forza per l'ennesima volta: questa strage va fermata, non è più accettabile aprire i quotidiani tutti i giorni e leggere di morti sul lavoro”. Così la segretaria confederale della Cgil, Rossana Dettori, ha aperto l’appuntamento di chiusura delle Giornate del lavoro nella sede della Confederazione e dal titolo emblematico: “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil”.

Non è possibile, ha detto la sindacalista, “accettare un dato impressionante”: in questi ultimi dieci anni “la dimensione della strage di lavoratori e lavoratrici è stata di 17.000 persone. A questo scenario va aggiunta qualche ulteriore considerazione: contrariamente alla consuetudine di alcuni soggetti e di alcuni commentatori, non ci uniamo alla speculazione sui dati o al facile trionfalismo in caso di riduzione degli accadimenti, né ci sottraiamo all'impegno doveroso di analisi e studio. In queste letture statistiche, tuttavia, si trascura sempre di dire che i dati Inail non sono messi in relazione col numero degli occupati”, né considerano molti infortuni “a causa dell'omessa denuncia di lavoratori precari o ricattabili che vengono gestiti come malattia per conto Inps”.

 

Per Dettori, se gli open data messi a disposizione dall’Inail sono “un avanzamento in termini di trasparenza, risultano però ancora di difficile comprensione e utilizzo da parte degli attori della prevenzione”. Sarebbe “cosa buona e giusta e un reale avanzamento per il mondo del lavoro che l'Inail si dotasse di una anagrafe degli iscritti all'assicurazione obbligatoria, perché oggi iscritte all'istituto spesso sono esclusivamente le imprese che pagano i premi, non le altre”.

D’altro canto i lavoratori e le lavoratrici infortunati e non sono “anonimi”: “Tutti hanno una storia, caratteristiche personali; tutti sopportano le conseguenze dell'organizzazione del lavoro. Le politiche vanno elaborate a partire da questo, dalle loro condizioni di lavoro, compresi gli incidenti in itinere che spesso sono causati dall'eccessivo carico di lavoro e dalla turnistica”.

Ed è proprio a partire dalla drammaticità dei dati che leggiamo ogni giorno, ha sottolineato la segretaria confederale, “abbiamo chiesto e chiediamo al governo di fare tutto ciò che è in suo potere per dotare finalmente il nostro paese di una vera e propria strategia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro in linea con l'Europa.”

Questa strategia nazionale “dovrebbe guardare ai temi della strategia europea, creando assi di convergenza con il piano nazionale di prevenzione che viene redatto dal ministero della Salute, ed è per questo che riteniamo importante oggi la presenza del ministro Speranza a questa nostra iniziativa”. Per la dirigente Cgil, “dotarsi di una strategia come sistema-paese significherebbe definire le politiche di prevenzione da attuare, le risorse da impiegare, le sinergie da creare, gli obiettivi da raggiungere e i sistemi di valutazione di percorso e di risultato da impiegare, potendo tracciare nel perimetro temporaneo della strategia piani e programmi annuali di interventi mirati”.

Al contrario l'Italia è “l'unico paese in Europa che non ha mai avuto una strategia: segno di una disattenzione o di precisi interessi. Colmare questa lacuna significherebbe rendere davvero il nostro sistema paese conscio dei danni provocati dalla mancata prevenzione e dalla competizione basata sull'abbassamento dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Per far questo è necessario un coordinamento tra tutte le forze in campo, “gli enti preposti e le parti sociali a sostegno”. Naturalmente per Dettori “è necessario che il sistema istituzionale della salute e sicurezza sul lavoro sia potenziato nel suo complesso, anche prevedendo l'applicazione integrale e senza eccezioni da parte delle Regioni dell'articolo 13, cioè l'utilizzo dei proventi delle sanzioni per un'efficace azione di prevenzione”. Altro passo da compiere e con urgenza, “è l'applicazione della normativa del testo unico ai settori ancora esclusi dall'articolo 3; si tratta di comparti di assoluta rilevanza come l'università, il mondo della scuola e della ricerca.

Bene dunque per il sindacato “continuare il confronto col governo a partire da quelle che sono state le nostre richieste iniziali e partecipando ai tavoli tematici che si incardineranno soprattutto intorno alle priorità”; da questo punto di vista “abbiamo apprezzato che la prima delle iniziative del nuovo governo sia stata la scelta di partire dal tema della sicurezza sul lavoro e che tale percorso sia stato iniziato coinvolgendo ad unico tavolo tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati”.

Tutto ciò però non basta. Per la sindacalista “si tratta ora di far decollare nel merito questo metodo, affrontando con rigore ed efficacia i tanti problemi che abbiamo già evidenziato nel primo incontro”. Tra i nodi da affrontare subito per Dettori c’è quello della vigilanza sui luoghi di lavoro “attraverso una più chiara attribuzione delle competenze tra Stato e Regioni, superando farraginosità e disorganizzazione e affermando finalmente un giusto coordinamento dell'attività ispettiva. In quest'ottica sarebbe importante recuperare il ruolo delle parti sociali e favorire loro più alti livelli di partecipazione”.

Occorre poi “avviare una campagna di assunzioni di ispettori del lavoro e di medici del lavoro”, assunzioni di tecnici della prevenzione “che vadano a colmare i vuoti di organico determinatisi negli ultimi anni a causa del mancato turnover e che amplino l'efficacia e il raggio della vigilanza stessa e della prevenzione”. Per far questo servono “stanziamenti di risorse mirati e di livello sufficiente: non è accettabile non avere ispezioni e non garantire efficaci controlli per la carenza di personale nei diversi enti che ne sono deputati”.

Inoltre, per ciò che riguarda il tema ispettivo, per la segretaria confederale “è necessario completare il meccanismo di integrazione e interazione delle varie banche dati in possesso dell'Inail, dell'Inps, delle amministrazioni regionali. A tutt'oggi questa azione non è ancora a un livello accettabile di avanzamento, visto lo sviluppo di tecnologie informatiche utili e applicabili anche dalle pubbliche amministrazioni”.

Altro punto nodale, se si vuole davvero procedere con efficacia, è infine, “la necessità di affermare e realizzare l'esigibilità del diritto alla formazione sulla salute e sicurezza per tutti i lavoratori e le lavoratrici, superando i comportamenti elusivi delle azioni che sono la causa di molti infortuni sul lavoro e di molte malattie professionali e anche, finalmente, il noto fenomeno degli accadimenti nefasti nelle prime ore di lavoro dopo l'assunzione”; quest’ultimo fenomeno è infatti il segno evidente “della poca conoscenza da parte delle persone dei rischi potenziali e delle relative procedure di sicurezza, in un paese dove il lavoro nero e grigio continua a rappresentare una realtà purtroppo importante e diffusa”.

Speranza: presto risposte | Catalfo: sicurezza è priorità
IL VIDEO INTEGRALE DELL'EVENTO   
Fico, inosservanza regole genera incidenti

Data articolo: Tue, 15 Oct 2019 13:09:00 +0200
Salute e sicurezza
Fico, inosservanza delle regole è alla base degli incidenti

“Considero inaccettabile che ancora oggi sul luogo di lavoro una persona rischi di perdere la vita o di subire gravi menomazioni. L'inosservanza delle regole, insieme ai mancati investimenti per la sicurezza degli ambienti di lavoro, sono ancora alla base degli incidenti letali che le cronache ci restituiscono quasi quotidianamente”. A dirlo è il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, in un messaggio inviato all’iniziativa “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil”, in corso oggi (martedì 15 ottobre) a Roma: “La prevenzione va dunque rafforzata attraverso interventi volti a migliorare la sicurezza e la formazione, insieme a un sistema di vigilanza e controllo che non si limiti a verificare il rispetto formale della normativa, ma che garantisca concretamente l'incolumità dei lavoratori”.

Per la terza carica dello Stato in questo ambito “è fondamentale l'attenzione del Parlamento. Altrettanto fondamentale è la collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti: sindacati, imprese, associazioni, attori politico-istituzionali. Intervenire su questo drammatico fenomeno è un obbligo morale che riguarda tutti”.

Data articolo: Tue, 15 Oct 2019 12:35:00 +0200
Salute e sicurezza
Catalfo: bisogna aggredire le morti sul lavoro

“Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre stato una priorità e lo è anche oggi”. Così il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, in occasione della chiusura delle Giornate del lavoro della Cgil, oggi (15 ottobre) a Roma in corso d'Italia. La titolare del dicastero prosegue: “La partecipazione a questo importante evento, in cui sono gli stessi rappresentanti dei lavoratori che ci stanno raccontando le loro esperienze, è necessaria per poter capire e aggredire questo fenomeno purtroppo doloroso degli incidenti sul luogo di lavoro e per poterlo affrontare nel modo più tempestivo possibile”.

Data articolo: Tue, 15 Oct 2019 12:32:00 +0200
Salute e sicurezza
Livorno, 15 ottobre fiaccolata per caduti sul lavoro tra le forze dell'ordine

“Invitiamo la cittadinanza, le istituzioni, le autorità e le forze politiche e sociali della provincia di Livorno a partecipare, martedì 15 ottobre alle ore 21, largo Attias, alla Giornata nazionale commemorativa dei caduti sul lavoro tra le forze dell’ordine. Sarà una fiaccolata silenziosa e senza insegne, in concomitanza con altre province italiane, che si concluderà sotto le lapidi dei caduti della Polizia di Stato, nel piazzale antistante la Questura”. Così in una nota i sindacati Siulp, Sap, Siap, Fsp, Coisp e Silp Cgil/Uil Polizia.

“Sensibilizziamo alla partecipazione tutta la cittadinanza, indipendentemente da qualsiasi tipo di appartenenza. Invitiamo famiglie con bambini e scolaresche a stringersi intorno a noi”, aggiungono i sindacati di Livorno: “Al fine di evitare il rischio di qualsiasi strumentalizzazione divisiva, si rende necessaria la presenza delle istituzioni, delle forze sociali e politiche in rappresentanza della società civile e dello Stato. Non chiediamo più potere, ‘mani libere’ eccetera: chiediamo maggiori tutele, per la nostra incolumità e per la sicurezza collettiva, per aberrazioni giuridiche che talvolta si verificano. Chiediamo di lavorare in condizioni, contemporaneamente, di maggior legalità democratica e maggior efficienza, al fine di garantire la sicurezza di uno Stato civile e democratico”.

Data articolo: Mon, 14 Oct 2019 15:49:00 +0200
Salute e sicurezza
Landini, serve patente a punti per le imprese

“Non bisogna aver paura di usare parole forti perché questa è la realtà. I morti, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali sono in drammatico aumento, parliamo ormai di una vera e propria strage”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, evidenziando che “sono i numeri purtroppo a dirlo. Se guardiamo i dati degli ultimi dodici anni, 17 mila persone sono morte sul lavoro o mentre si recavano o tornavano dal posto di lavoro. Numeri che fanno indignare, si continua a morire come si moriva quaranta, cinquanta anni fa”.

Per il leader della Cgil “ha ragione il presidente Mattarella, quando dice che ‘la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono’. È ora di agire. Prevenzione è la parola d’ordine. C’è sicuramente un problema di formazione che va fatta a chi comincia a lavorare, periodicamente a chi già lavora, a chi opera in appalto. Ma va svolta anche agli imprenditori, visto che il tessuto produttivo italiano è fatto di tante piccole e medie imprese”.

Maurizio Landini, infine, sollecita l'adozione di “una specie di ‘patente a punti’ per le imprese. Un documento che indichi quanti infortuni hanno avuto, cos'è successo, quale affidabilità hanno sulla sicurezza, che diventi elemento di valutazione nell'attribuzione degli appalti. Serve, infine, rafforzare le funzioni ispettive e di prevenzione negli ispettorati e nelle Asl, il che significa assunzioni e risorse”.

Data articolo: Mon, 14 Oct 2019 09:47:00 +0200
Salute e sicurezza
Marche: sindacati, la sicurezza sia una priorità

Nei giorni scorsi la Regione Marche ha reso pubblica la Relazione sulla Performance dell’Asur, l'azienda sanitaria regionale, per il 2018. “Tra le tante questioni che meriterebbero valutazioni e riflessioni approfondite c’è il tema della salute e sicurezza sul lavoro e, in generale, la questione della prevenzione. Tema che, a leggere la Relazione della Performance, risulta essere ancora la cenerentola della sanità marchigiana”, lo dicono Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Marche.

Per i sindacati, innanzitutto va evidenziato “lo scarso livello di finanziamento ad essa destinato: solo 96,9 milioni di euro, ovvero il 3,3% della spesa totale dell’ASUR e pari al 3,2% del complesso delle risorse disponibili per tutti gli enti del Servizio Sanitario regionale: valori decisamente al di sotto delle necessità”.

All’interno del sistema prevenzione, preoccupa soprattutto la situazione critica dei Servizi per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, “servizi sempre più marginali nel panorama della sanità marchigiana e alle prese con organici insufficienti rispetto alle necessità: se si escludono le figure amministrative, tra medici, infermieri, tecnici e collaboratori vi lavorano solo 99 addetti, pari al 14% del personale dei dipartimenti prevenzione, e di questi i tecnici della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro sono solo 56, ovvero l’8% di tutti gli addetti dei Dipartimenti Prevenzione”.

Drammatico il bilancio degli infortuni mortali nelle Marche: sono 21 i lavoratori che hanno perso la vita nei primi 8 mesi dell’anno: “una strage continua che deve essere fermata”. Per Barbaresi, Rossi e Fioretti, “di fronte a questi dati è necessario che la salute e sicurezza sul lavoro e la prevenzione di infortuni e malattie professionali diventino una priorità per le Marche”. E’ necessario “incrementare gli organici dedicati alle attività di vigilanza di tutti gli Enti a ciò deputati, per intensificare i controlli e aumentare il numero delle aziende e dei cantieri ispezionati e investimenti adeguati a garantire prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 12:43:00 +0200
Salute e sicurezza
Catalfo: «Più controlli e maggiori ispezioni»

Aumentare i controlli e le attività di vigilanza. È questo l'impegno assunto dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, intervenuta alla presentazione della 69esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul Lavoro, promossa dall'Anmil. "Maggiori controlli si devono effettuare - ha dichiarato il ministro - e l'investimento si quantifica in una richiesta di risorse umane che l'Ispettorato nazionale del Lavoro ha preventivato in circa 150 unità in più".

Catalfo ha anche riferito che dal tavolo con le parti sociali sulla sicurezza "sono già emerse alcune priorità: coordinamento delle banche dati sulla sicurezza, esigenza di una formazione mirata, rating per privilegiare e selezionare le imprese più virtuose nell'accesso ad appalti e commesse pubbliche e investimenti in risorse umane addette alla vigilanza. Alcuni di questi obiettivi sono raggiungibili a breve termine, come il rafforzamento della vigilanza prevedendo tra i primi atti da portare avanti il potenziamento della dotazione organica in servizio presso l'Ispettorato".

"A breve - ha precisato - possiamo aumentare gli ispettori per la vigilanza"; poi fare opera di sensibilizzazione, incrociare le banche dati, prevedere "premi alle aziende che si comportano in modo corretto ed investono in sicurezza", "aggiornare il decreto 81 ed attuare le parti non ancora attuate".

L'Anmil ha presentato oggi a Roma, la giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che sarà celebrata domenica 13 ottobre, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. In tutta Italia saranno organizzate dalle sedi Anmil manifestazioni territoriali cui prenderanno parte le massime istituzioni in materia per confrontarsi sui dati relativi al fenomeno infortunistico e su cosa è necessario fare per una maggiore sicurezza sul lavoro. È stata, inoltre, presentata la campagna di sensibilizzazione intitolata “Non raccontiamoci favole”. La manifestazione principale della Giornata si svolgerà quest’anno a Palermo. In contemporanea alla cerimonia civile, alle ore 10.30, una nutrita delegazione di invalidi del lavoro di circa 500 persone si recherà al Monumento creato dallo scultore Vittorio Gentile per inaugurare il restauro dell’opera.

“Dobbiamo fare di più sul fronte della tutela delle vittime di infortuni e malattie professionali – ha detto durante la presentazione il presidente Anmil Zoello Forni -. Non possiamo dimenticare che attualmente la disciplina è contenuta in un Testo Unico emanato nel 1965, che ha riordinato normative anche più datate. In quegli anni la società e il mondo del lavoro erano ben diversi da quelli odierni”, per questo “riteniamo sia giunto il momento per una generale riforma dell’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, che sappia rendere la tutela più aderente al mondo di oggi, guardando al futuro”.

Data articolo: Tue, 08 Oct 2019 12:28:00 +0200
Salute e sicurezza
Muore operaio 27enne colpito alla testa da una barra

Colpito alla testa da una barra metallica. È morto così, questa mattina, in un'azienda metallurgica alla periferia sud di Lecco, un operaio di 27 anni. La richiesta d'intervento è giunta poco prima delle 8 del mattino, sul posto sono giunti l'equipe medica del 118, i tecnici di Ats e vigili del fuoco. L'operaio ha riportato un trauma cranico e vani sono stati i tentativi di rianimarlo da parte dell'equipe medica. Sono in corso accertamenti per chiarire la dinamica dell'infortunio mortale sul lavoro. Il tragico episodio avviene oggi, 8 ottobre, nella Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Un altro incidente mortale è avvenuto ieri sul cargo "Malta" del gruppo Grimaldi, in Sardegna. La vittima è un marinaio di 24 anni, di nazionalità bulgara. Ci sono anche tre feriti. La nave, partita da Cagliari con destinazione Porto Torres, è attraccata nello scalo turritano e a bordo sono subito saliti gli uomini della Capitaneria per tutte le verifiche del caso. Secondo una prima ricostruzione - riferisce l'Ansa - la causa dell'incidente sarebbe un'onda anomala che si è abbattuta sul cargo mentre la vittima si trovava sul ponte della nave, insieme ad altri colleghi, per sistemare del materiale reso instabile dal mare in burrasca. La forte ondata ha scaraventato i quattro marittimi contro una grata di ferro, provocando la morte del 24enne e il ferimento degli altri compagni di lavoro, ora ricoverati all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Data articolo: Tue, 08 Oct 2019 10:06:00 +0200
Salute e sicurezza
Cagliari, muore marinaio su nave cargo

Incidente mortale sul cargo "Malta" del gruppo Grimaldi. La vittima è un marinaio di 24 anni, di nazionalità bulgara. Ci sono anche tre feriti. La nave, partita da Cagliari con destinazione Porto Torres, è attraccata nel pomeriggio nello scalo turritano e a bordo sono subito saliti gli uomini della Capitaneria per tutte le verifiche del caso.

Secondo una prima ricostruzione - riferisce l'Ansa - la causa dell'incidente sarebbe un'onda anomala che si è abbattuta sul cargo mentre la vittima si trovava sul ponte della nave, insieme ad altri colleghi, per sistemare del materiale reso instabile dal mare in burrasca. La forte ondata ha scaraventato i quattro marittimi contro una grata di ferro, provocando la morte del 24enne e il ferimento degli altri compagni di lavoro, ora ricoverati all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Data articolo: Mon, 07 Oct 2019 18:55:00 +0200
Salute e sicurezza
Gru si ribalta, operaio muore in provincia di Cuneo

Un uomo di 56 anni è morto oggi (7 ottobre) mentre lavorava all'interno di una ditta specializzata in prefabbricati di cemento a Genola, in provincia di Cuneo. A quanto si apprende, l’operaio stava lavorando a bordo di una gru, quando il mezzo si è ribaltato schiacciandolo. A nulla sono serviti i soccorsi giunti sul posto.

Data articolo: Mon, 07 Oct 2019 12:16:00 +0200
Salute e sicurezza
Nel mondo ogni 11 secondi una vittima da lavoro

Ogni 11 secondi nel mondo una persona perde la vita a causa di “condizioni di lavoro letali”. E molte di queste morti, così come le malattie più gravi, sono causate dall'esposizione a prodotti chimici dannosi per la salute. Dai vigili del fuoco, alle parrucchiere, fino a chi lavora in fabbrica o in altri contesti dannosi, sono “milioni” secondo le Nazioni Unite, i lavoratori che muoiono ogni anno per “unsafe or unhealthy conditions of work”, ovvero condizioni di lavoro insicure e dannose per la salute.

Proprio partendo da questo dato inaccettabile, nei giorni scorsi il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu ha approvato una risoluzione che impegna gli stati a “prevenire l'esposizione dei lavoratori a sostanze tossiche”. “Nonostante da 50 anni sia stato riconosciuto globalmente il diritto di ogni essere umano a godere di giuste e favorevoli condizioni di lavoro – si legge nella risoluzione – questo diritto non è sufficientemente implementato e realizzato, in particolare rispetto all'esposizione dannosa a sostanze tossiche”.

E allora, “gli Stati, le aziende e gli attori coinvolti, devono implementare questo diritto”, dice l'Onu, “per rafforzare la coerenza tra diritti umani e standard di salute e sicurezza sul lavoro rispetto all'esposizione dei lavoratori a sostanze tossiche”.

“Ogni lavoratore deve essere protetto dall'esposizione a prodotti chimici dannosi – afferma Sharan Burrow, segretaria generale della Csi-Ituc, la confederazione mondiale dei sindacati – Per questo salutiamo con favore il lavoro svolto dall'Onu e accogliamo positivamente la risoluzione”. “Noi – continua Burrow – abbiamo ben chiaro cosa è necessario fare per garantire ambienti di lavoro sicuri e una vita salubre alle persone. Abbiamo bisogno che le istituzioni deputate a proteggere quelle persone riconoscano l'importanza di questa sfida. È giunto il momento di spingere per un mondo del lavoro senza cancro e questo significa regole precise, anche per le multinazionali che fanno così tanti profitti da prodotti che provano sofferenza alle persone. Il diritto alla salute – conclude la segretaria della Csi – non può restare fuori dal cancello della fabbrica o dalla porta dell'ufficio”.

Data articolo: Thu, 03 Oct 2019 11:22:00 +0200
Salute e sicurezza
Veneto, crescono gli infortuni sul lavoro

Veneto: di lavoro si continua a soffrire. Nel 2019, fra gennaio e agosto, sono stati 50.156 gli infortuni denunciati all’Inail in regione, una cifra superiore a quella dell’anno precedente (49.953 casi) e comunque inaccettabile, cui non sfuggono giovani (15.061) e donne (16.076) che, in proporzione al numero di addetti e ai settori di impiego, risultano decisamente più esposti rispetto agli uomini adulti.

In calo, fortunatamente, gli eventi mortali, ma si parla comunque di 35 vittime del lavoro (esclusi i casi in itinere) contro le 50 del 2018. Cifre che per la loro esiguità non indicano una tendenza, ma semmai un dato di maggiore fortuna a fronte di incidenti che comunque sono accaduti. Tra chi ha perso la vita vi sono sei ragazzi ancora ventenni.

“Non vogliamo più – osserva il segretario generale della Cgil del Veneto, Christian Ferrari – piangere i morti e rammaricarci per i numeri drammatici che indicano il permanere di rischi sul lavoro. Occorre una risposta sia a livello nazionale che regionale per promuovere prevenzione, formazione e attività di controllo”.

“Col governo si è appena avviato un confronto che auspichiamo produca risultati tangibili. Ma un impegno di fondamentale importanza deve venire dalla Regione Veneto dove, al di là delle dichiarazioni, permangono carenze che vanno rapidamente colmate. Ciò a partire dagli Spisal e dagli investimenti sulla sicurezza e la salute dei lavoratori che devono rappresentare una priorità. In mancanza di risposte sarà inevitabile riaprire la vertenza regionale per la salute e sicurezza sul lavoro, dando il via a una fase di mobilitazione”, conclude Ferrari.

 

Data articolo: Tue, 01 Oct 2019 14:56:00 +0200
Salute e sicurezza
Fp Cgil Roma e Lazio: rinforzare il ruolo pubblico a partire dai controlli
“Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Fabrizio Greco, morto questa notte nello stabilimento Fca di Cassino, dove ora i lavoratori sono in sciopero. È inaccettabile che il trend di incidenti, gravi e troppo spesso mortali, sia in continua crescita". Così, in un comunicato, la Fp Cgil di Roma e Lazio.
 
"Servono interventi concreti a tutti i livelli, per creare in questo Paese una vera cultura della sicurezza. Formazione, manutenzione dei mezzi, dispositivi adeguati, e soprattutto più controlli e ispezioni, con una forte regia pubblica. Senza personale nelle strutture pubbliche di controllo e tutela della salute, la sicurezza resta un diritto inattuabile: nel Lazio i servizi Spresal (prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) delle Asl sono tra quelli che più hanno sofferto la carenza di organico e di mezzi per svolgere adeguatamente il proprio compito", continua la nota.
 
"Manca il 40% del personale in tutto il territorio regionale, e in alcune Asl, come la Roma 3, la più estesa sul territorio, in vent'anni l'organico si è addirittura dimezzato. È un effetto del blocco delle assunzioni e degli anni di commissariamento del sistema sanitario regionale, che in generale hanno prodotto un calo drammatico negli organici di Asl e ospedali, difficilmente recuperabili con le assunzioni previste per i prossimi anni. Un servizio troppo spesso sottovalutato, ma essenziale", aggiunge la Fp Cgil.
 
"Così come all’ispettorato nazionale del lavoro, l’agenzia che ha acquisito le attività già svolte da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, le figure degli ispettori tecnici, deputati alle attività di controllo, sono solo 30 per 400 mila aziende che operano su Roma e Lazio, e non tutti impiegati nell’attività ispettiva. Addirittura solo 12 per l’area romana. Data l’età media elevata, tanti di loro andranno in pensione entro nel 2020. Numeri assolutamente inadeguati per rendere effettivo anche un livello basilare delle attività di controllo ed effettivo rispetto delle norme esistenti. Insufficienti anche le assunzioni previste, in una tranche di 60 nuovi ispettori per l’intero territorio nazionale”, rileva ancora il sindacato.

“Minore controllo e scarsa prevenzione significano maggiore rischio e, quindi, maggiori costi sociali: non è possibile ridurre il numero di incidenti senza un adeguato e straordinario investimento, che rafforzi il ruolo del pubblico sulle misure di prevenzione e sui controlli. Nel Lazio, come ovunque, serve un piano straordinario di assunzioni e maggiori risorse a tutela della salute, delle condizioni di lavoro e della vita stessa di lavoratrici e lavoratori”, conclude il sindacato.

Data articolo: Tue, 01 Oct 2019 14:46:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro: Landini, basta parole, ora fatti  

“A nome mio e di tutta la Cgil esprimo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell'operaio che ha perso la vita sul lavoro stanotte nello stabilimento Fca di Cassino”. Così il segretario generale, Maurizio Landini, in una nota, aggiungendo che “oggi non servono davvero frasi e impegni di circostanza. Il governo ha finalmente avviato con i sindacati un confronto sul tema della sicurezza che adesso deve dare risposte ai lavoratori. Servono investimenti in formazione, prevenzione e controlli”. “La magistratura – conclude Landini – appurerà cause e dinamiche di questa ennesima tragedia, ma il mondo del lavoro adesso pretende fatti concreti che evitino il ripetersi di simili drammi”.

Data articolo: Tue, 01 Oct 2019 11:04:00 +0200
Salute e sicurezza
Fca Cassino, muore operaio schiacciato da una pressa

È morto stanotte Fabrizio Greco, un operaio della Fca di Cassino (Frosinone). L'incidente è avvenuto al reparto presse a freddo. La ricostruzione di quanto avvenuto è al vaglio dei carabinieri.

Greco aveva 40 anni ed era originario della zona, di Pontecorvo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della compagnia di Cassino. Nella fabbrica c’è un magistrato. Inutile l’intervento dei sanitari. Si acquisiscono elementi utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. Secondo le prime notizie, l’uomo sarebbe stato intento a sbloccare con un altro addetto un pressa e ne è rimasto schiacciato. Greco ha riportato una profonda ferita alla gola, che ne ha determinato la morte.

Fim, Fiom e Uilm di Cassino hanno dichiarato sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni. Donato Gatti, segretario Fiom di Frosinone e Latina esprime, a nome dei sindacati. il cordoglio alla famiglia coinvolta: “Resteremo vicini alle famiglia. Il problema della sicurezza torna con forza in campo e quindi va affrontato anche e soprattutto a livello di governo. Da inizio anno oltre seicento morti sul lavoro: una piaga che si estende”.

La Fiom nazionale si unisce al cordoglio. “Continua la scia di incidenti mortali, determinati spesso dalle condizioni di lavoro. È ora di finirla. Serve un confronto sugli investimenti, sulla formazione e sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessaria un’iniziativa del Governo per aumentare la prevenzione e i controlli con i servizi ispettivi, ormai sempre più in carenza anche di personale.”, dichiarano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil, e Michele De Palma, segretario nazionale e responsabile automotive.

"Colpisce, ulteriormente, che questo incidente sia avvenuto in uno stabilimento che dovrebbe rappresentare un fiore all'occhiello dell'industria italiana, all'avanguardia per tecnologie adottate, processi produttivi avanzati, formazione. Nonostante ciò, proprio pochi giorni fa, dei delegati sindacali avevano lanciato un allarme sicurezza. Un dettaglio che alla luce di questa tragedia risulta ancora più spaventoso. E che deve far riflettere.", concludono Cgil, Cisl e Uil del Lazio e territoriali. 

“È morto stanotte in circostanze ancora da chiarire, schiacciato durante una manovra al reparto stampaggio a freddo. Fabrizio Greco era un operaio manutentore meccanico che lascia moglie e due figli”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Potetti, segretario generale Fiom Cgil Roma e Lazio: “Il nostro pensiero va alla famiglia che vive una tragedia enorme e inaccettabile. Lo sciopero proclamato in solidarietà deve essere solo l’inizio di una riflessione generale sulle condizioni di lavoro, sui tempi di lavoro e su una crisi generale che è stata strumentalizzata dalle aziende e da una parte della politica per ridurre i diritti e la sicurezza sul lavoro di tante donne e uomini che tutti i giorni rischiano la vita per sopravvivere lavorando”.

Data articolo: Tue, 01 Oct 2019 09:52:00 +0200
Salute e sicurezza
Lombardia, morti sul lavoro +61%

Infortuni mortali in aumento del 61% in Lombardia, confrontando solo i dati del registro Ats 2019 con quelli dello scorso anno. Ad oggi, infatti, sono ben 58 i lavoratori vittime di incidenti, contro i 35 dell'anno scorso. Ciò significa, hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil Lombardia nel corso del presidio organizzato questa mattina (30 settembre) sotto Palazzo Lombardia, che in questo mese è stato già superato il drammatico dato dell'anno scorso (53 infortuni mortali a dicembre). E che il 2019 sarà un anno nero per la sicurezza sul lavoro.

"Prima di tutto la sicurezza sul lavoro!" lo slogan del presidio, che ha visto la partecipazione di delegati aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza arrivati da tutta la Lombardia. Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione di convocare al più presto la "cabina di regia" per concretizzare gli impegni condivisi nell'incontro della settimana scorsa con il presidente Fontana e gli assessori Gallera e Rizzoli.

In particolare, i sindacati chiedono di rafforzare i servizi ispettivi e il piano straordinario dei controlli, attraverso l'incremento del personale e la copertura al 100% del turn-over della dirigenza e dei tecnici e assistenti sanitari; di rinnovare il Piano salute e sicurezza 2019-2023, che dovrà rappresentare un salto di qualità nelle politiche di prevenzione e di tutela della salute nel lavoro; di aggiornare il piano regionale amianto, per affrontare il problema delle bonifiche, dello smaltimento e della sorveglianza sanitaria.

Data articolo: Mon, 30 Sep 2019 16:08:00 +0200
Salute e sicurezza
Incidenti lavoro, muore guardiafuochi al porto di Trieste

È stato travolto da un camion, morendo sul colpo. La vittima è il guardiafuochi Roberto Bassin, 46 anni, dipendente della Cooperativa servizi portuali Coosp: colpito da un semirimorchio che, secondo la prima ricostruzione, stava facendo manovra in retromarcia, l’uomo è rimasto schiacciato tra il tir e un “respingente”, ossia il tubolare di ferro che separa la zona di manovra dei camion dalla altre aree. L'incidente si è verificato nella serata di sabato 28 settembre al porto di Trieste, a bordo della nave turca Ephesus, che trasporta camion e collega Trieste con la Turchia. ormeggiata al terminal Samer in Riva Traiana. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del fuoco, la Capitaneria di porto e gli ispettori dell’Azienda sanitaria.

Data articolo: Mon, 30 Sep 2019 12:20:00 +0200
Salute e sicurezza
In aumento i suicidi tra le forze dell'ordine

Non è la criminalità la prima causa di morte violenta tra le forze dell’ordine italiane. È il suicidio. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono 44 gli appartenenti alle forze di polizia che si sono tolti la vita. E nella maggior parte dei casi, con l’arma di ordinanza. Un morto a settimana, finora. Questo dato impressionante, raccolto a livello nazionale dall’associazione “Cerchio Blu” (che si occupa di sostegno psicologico per le forze italiane), è stato reso noto in un recente dibattito, organizzato presso la Camera del lavoro di Torino, e rivolto agli operatori del settore.

Entrando nel dettaglio, nell’86% dei casi ci si toglie la vita utilizzando la pistola d’ordinanza. I picchi si registrano nel Nord Italia: 42% contro il 31,4% degli eventi avvenuti nel Sud e nelle isole. La fascia di età più a rischio è quella trai 45 e 64 anni (58,13% di suicidi). Segue poi la fascia tra i 25 e i 44 anni, con il 34,48%. Picchi si registrano inoltre tra i 43 e 44 anni, e tra i 49 anni e i 52 . Il 30,7% lo ha fatto in un luogo privato, il 27,9% sul posto di di lavoro. Il 31% dei casi è avvenuto in estate, il 24% inverno.

“Sono dati impressionanti che dovrebbero indurre i vertici delle varie amministrazioni a riflettere. Non cerchiamo colpevoli, ma antidoti. Se non iniziamo a interrogarci sul fenomeno, rischiamo di piangere altri morti”, ha commentato Roberto Loiacono della Fp Cgil di Torino. “Bisogna affrontare il problema con estrema cautela, perché i casi sono in aumento – ha spiegato invece Graziano Lori, dell’associazione “Cerchio blu” –; ci sono paesi, come la Francia, dove la situazione è addirittura più drammatica della nostra”.

In effetti, nel 2014 i suicidi erano stati 43, 34 sia nel 2015 sia nel 2016, 28 nel 2017 e 29 nel 2018. Poi il picco di quest’anno. Le polizie locali o municipali registrano il più alto tasso di suicidi femminili: il 52,6%. Infatti, i corpi di polizia locale accolgono il 36% di donne in divisa, un dato molto più alto rispetto alle altre forze dell'ordine.

Resta da chiedersi quali siano i fattori che incidono maggiormente. E per questo il fenomeno è seguito da un osservatorio nazionale, anche se i correttivi “andrebbero affrontati con maggior coraggio dalle amministrazioni centrali, che invece preferiscono nascondere il problema – dicono i sindacati –. Tra le valutazioni del rischio lavorativo non è infatti compresa quella dello stress correlato – ha affermato Nicola Rossiello, segretario del Silp Cgil Piemonte e coordinatore nazionale sicurezza sul lavoro –. Dobbiamo obbligare le nostre amministrazioni a confrontarsi con la tragicità del fenomeno”. “Discutere apertamente dei rischi psicosociali che affliggono tutti gli operatori di polizia, qualunque sia la loro divisa, è fondamentale”, ha concluso.

Data articolo: Mon, 30 Sep 2019 11:14:00 +0200
Salute e sicurezza
Carcere Sulmona (L'Aquila), indetto stato di agitazione

Stato di agitazione al carcere di Sulmona (L’Aquila). “Lavoriamo in un ambiente con detenuti di alto spessore criminale che hanno lunghe condanne da scontare”, spiegano gli agenti della polizia penitenziaria di Cgil, Cisl, Sappe, Osapp e Fsacnpp: “Siamo continuamente chiamati a fronteggiare le innumerevoli situazioni che ogni giorno si verificano come piantonamenti in ospedale, visite mediche fuori dalla struttura, posti di servizio sguarniti, area sanitaria disorganizzata”.

I sindacati denunciano anche come “gli operatori dell’aria trattamento siano sotto organico, mentre gli impianti di videosorveglianza perimetrale e tecnici sono inadeguati”. Cgil, Cisl, Sappe, Osapp e Fsacnpp così concludono: “Il personale è stanco di essere sottoposto a ritmi pesanti e senza la possibilità di prendersi riposi e congedi regolari. Chiediamo che vengano messe in atto le soluzioni per le problematiche dette al più presto”.

Data articolo: Mon, 30 Sep 2019 10:49:00 +0200
Salute e sicurezza
In otto mesi 685 morti sul lavoro

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail tra gennaio e agosto sono state 416.894 (-0,4% rispetto allo stesso periodo del 2018), 685 delle quali con esito mortale (-3,9%). Lo rendo noto l'istituto che ha aggiornato gli "open data" del suo portale, sottolineando che quest'ultimo calo è in realtà legato agli "incidenti plurimi" che nei primi otto mesi del 2018 erano costati la vita a 61 persone (quest'anno a 30), a causa soprattutto di due incidenti stradali in Puglia (con 16 braccianti deceduti) e del crollo del ponte Morandi a Genova (15 casi mortali denunciati all'Inail), tutti avvenuti in agosto. Nel 2017 gli infortuni mortali nello stesso periodo erano stati 682. In aumento, secondo gli ultimi dati, le patologie di origine professionale denunciate, che quest'anno sono 41.032 (+2%).

Data articolo: Fri, 27 Sep 2019 12:21:00 +0200

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