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News scioperi e vertenze da rassegna.it (CGIL)

#scioperi #lavoro #vertenze #CGIL

Scioperi e vertenze
La Perla, ammortizzatori sociali prorogati fino al 24 ottobre 2019

Nell'incontro sulla vertenza La Perla, in fase istituzionale presso l'Agenzia del Lavoro dell'Emilia Romagna, "vista la necessità emersa al MiSE di ulteriori approfondimenti per individuare l'ammortizzatore sociale che meglio risponde alla situazione aziendale e condividere le caratteristiche dell'incentivazioni all'esodo, si è convenuto una proroga dei termini della conclusione della procedura fino al 24 ottobre 2019". Ne danno notizia i sindacati Filctem Femca Uiltec.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 17:27:00 +0200
Scioperi e vertenze
Bekaert, partono i licenziamenti

“Bekaert mi ha appena informato, per il tramite di Confindustria Firenze, che entro martedì 15 ottobre procederà all'apertura della procedura di licenziamento collettivo per gli oltre 200 lavoratori di Figline, ad oggi in cassa integrazione. Facoltà che l'azienda ha; sta di fatto, però, che torneremo così a trattare con i licenziamenti puntati alla testa". È quanto dichiara Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil di Firenze.

"Si tratta dell'ennesimo atto di arroganza padronale di questa multinazionale. Inoltre, ritengo grave che Confindustria Firenze agisca per conto di Bekaert, nonostante questa non sia neanche più associata. Nel mese di agosto, avevamo richiesto a Confindustria un confronto sulla gestione delle crisi, incontro previsto per il 29 ottobre. Stante i fatti, però, non c'è più motivo di vedersi: se per gli industriali le crisi si affrontano coi licenziamenti, per la Fiom non ci sono le condizioni per un dialogo", continua il dirigente sindacale.

"Chiediamo il ritiro della procedura e la proroga della cassa integrazione per cessazione di attività. Lavoratori, territorio, istituzioni, non possono accettare l'ennesimo ricatto. Serve una reazione forte e unitaria, perciò lavoreremo affinché il 24 ottobre, giorno in cui è convocato il tavolo negoziale al ministero dello Sviluppo economico, i lavoratori e le loro famiglie siano in presidio sotto la sede in via Molise e auspichiamo che il tavolo sia presieduto dal ministro Patuanelli, perché, ad oggi, le uniche certezze che abbiamo sono i licenziamenti, non la reindustrializzazione chiesta anche dal governo. Non ci rassegniamo, ma con maggior determinazione continuiamo a stare al fianco dei lavoratori”, conclude Calosi.

“Visto come Bekaert si è comportata nei mesi scorsi non ci meraviglia il fatto che ora apra la procedura di licenziamento per gli oltre 200 lavoratori di Figline - dichiara la segretaria generale della camera Metropolitana del Lavoro di Firenze Paola Galgani - Certo, ci saremmo aspettati che avesse il buon gusto di attendere l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico. E a proposito di Mise, chiediamo un maggior impegno del ministero. La chiusura definitiva di quello stabilimento non è solo uno strappo insopportabile per i lavoratori, lo è per un intero territorio e per la comunità che vi abita, quello stabilimento deve vivere, va reindutrializzato. Questa situazione - conclude Galgani - mi fa anche dire che le associazioni di impresa dovrebbero svolgere fino in fondo il proprio ruolo sociale e politico e non limitarsi ad ascoltare e riportare le scelte delle aziende”.

Sulla vicenda interviene anche la segretaria generale dellla Cgil Toscana Dalida Angelini che stigmatizza il comportamento della multinazionale Bekaert. “É inaccettabile che Bekaert voglia stare al tavolo di trattativa e partecipare agli incontri in sede governativa con la pistola del licenziamenti puntata alla tempia dei lavoratori - afferma - Come Cgil Toscana saremo al loro fianco e ci adopereremo a che intorno alla loro battaglia per il lavoro, per il loro futuro e quello delle loro famiglie si costruisca il massimo delle mobilitazione possibile certi di ritrovare tutti quelli che erano in piazza, cittadini, istituzioni, il 29 giugno dello scorso anno”.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 17:13:00 +0200
Scioperi e vertenze
Alitalia: Filt, dubbi che si possa rispettare la scadenza del 15 ottobre

“Ci auguriamo che la scadenza del 15 ottobre per la presentazione dell'offerta e del piano industriale per Alitalia si possa rispettare. Però, considerando che oggi è l'11 ottobre, considerando che in mezzo c’è il weekend, e poi non mi sembra che sia stato ancora sciolto il nodo rispetto alle tematiche che poneva Atlantia, cominciamo ad avere dubbi che si chiuda entro quella data”. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, sottolineando poi che “vorremmo un piano industriale di rilancio che ci permettesse di avere zero esuberi” perché “non siamo più disposti a parlare di esuberi”.

Per quanto riguarda la mossa di Lufthansa su Alitalia, secondo l’esponente della Filt “c’è una presa di posizione della compagnia tedesca, ma bisogna capire a che prezzo”. Cuscito ha spiegato che "sicuramente il mercato italiano fa molta gola perché è uno dei più ricchi in Europa, considerando anche che i passeggeri da qui al 2030 arriveranno a 255 milioni rispetto a oggi che sono 180 milioni, quindi è chiaro che una prospettiva d'investimento Lufthansa può averla”.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 16:51:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cnh, il 15 ottobre sciopero e manifestazione a Modena

Sciopero e corteo a Modena, martedì 15 ottobre, dei lavoratori di Chn Industrial. La manifestazione partirà dall’ingresso Cnh di via Ramelli alle ore 10 per svoltare su via Pico Della Mirandola e tenere un presidio nel piazzale davanti allo stabilimento, dove contestualmente si terrà anche una conferenza stampa dalle ore 11 alle 12. “Oltre a scioperare in solidarietà con i lavoratori del gruppo Cnh che vedono a rischio l’occupazione, chiediamo di aprire un confronto sul futuro industriale e occupazionale del gruppo in Italia”, spiega il segretario delle tute blu Cgil modenesi Cesare Pizzolla.

Nella città emiliana al momento non sono previsti tagli. Il piano aziendale prevede infatti la chiusura entro la fine del 2022 dello stabilimento di Pregnana Milanese (260 addetti), la trasformazione del sito produttivo di San Mauro Torinese in piattaforma logistica, che non sarà in grado di riassorbire tutti i lavoratori presenti oggi nel plant, l’apertura di nuove procedure di cassa integrazione a San Mauro e incertezze su altri stabilimenti legate all’andamento del piano in relazione al mercato.

“È evidente – afferma l’esponente della Fiom – che escono più deboli tutti i lavoratori, in quanto nel 2019 è obiettivo della proprietà procedere allo spin off di Iveco. Sono anni che Cnhi ristruttura, basti pensare alle chiusure di Imola e Irisbus”. Le organizzazioni sindacali hanno già inviato una richiesta di incontro urgente al Mise “ed è bene che il governo – conclude Pizzolla – faccia la sua parte e convochi immediatamente l’azienda per cambiare il piano industriale garantendo l’occupazione”.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 16:29:00 +0200
Scioperi e vertenze
Fpt Industrial, protesta dei lavoratori a Milano

Questa mattina, 11 ottobre, le lavoratrici e i lavoratori della Fpt Industrial sono arrivati a Milano in treno da Pregnana e poi da Piazza della Repubblica in corteo hanno raggiunto la sede di Regione Lombardia, dove era previsto un incontro per discutere del futuro dello stabilimento. Bastava guardarli ed ascoltarli per capire che della chiusura della fabbrica non vogliono neppure sentir parlare.

“Abbiamo spiegato ai vertici di Regione Lombardia – dichiarano Marco Giglio, coordinatore Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Francesco Carusosegretario Uilm Milano, Monza e Brianza che per noi non esiste un “piano B”: lavoro e lavoratori devono restare a Pregnana. Non c’è alcuna ragione per trasformare in un contenitore vuoto uno stabilimento che funziona, soprattutto in un’area già segnata da pesanti ristrutturazioni e licenziamenti. Nell’incontro di oggi Regione Lombardia ha assicurato di condividere la nostra posizione e garantito che convocherà l’azienda e farà la sua parte al tavolo che si aprirà presso il Ministero dello Sviluppo di cui, comunque, stiamo ancora aspettando la convocazione. Abbiamo chiesto ai vertici di Regione Lombardia di rendere pubbliche le loro dichiarazioni e di far seguire alle parole i fatti".

"Nell’assemblea che si è svolta  al termine dell’incontro sotto il palazzo di vetro' - concludono i sindacalisti - abbiamo deciso con i lavoratori che, se sarà necessario, torneremo in Regione così come a Roma e ci mobiliteremo con determinazione fino a convincere l’impresa a ritirare il suo inaccettabile piano. Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori di altre aziende e tutti coloro che hanno deciso di essere al nostro fianco partecipando al presidio di oggi”.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 15:22:00 +0200
Scioperi e vertenze
Whirlpool, lavoratori in corteo a Napoli

Continua la lotta dei lavoratori della Whirlpool. In duecento si sono diretti in corteo verso la stazione centrale di piazza Garibaldi a Napoli. Da via Argine, dove si trova lo stabilimento i lavoratori hanno scandito slogan contro i dirigenti della multinazionale per scongiurare l'annunciata cessione dello stabilimento alla Prs.

"Non accettiamo riconversioni – ha dichiarato un’operaia all’Agenzia Dire - il presidente del Consiglio Conte deve far rispettare il piano, deve far rispettare le leggi italiane e la Costituzione della Repubblica Italiana. La Whirlpool non puo' strappare un accordo ad un tavolo ministeriale e scendere a compromessi con il governo".


Lavoratori in corteo - Fonte: Dire

I lavoratori, poi, non sono entrati all'interno della Stazione, circondata da un folto schieramento di agenti di polizia, ma sono rimasti all'esterno, esponendo striscioni e scandendo slogan. "Grazie al senso di responsabilità dei lavoratori - sottolinea il segretario generale della Fiom di Napoli, Rosario Rappa - si sta svolgendo un presidio democratico all'esterno della Stazione. Il clima però in termini di tensione sta crescendo, molto dipenderà dall'esito del vertice di martedì prossimo a Roma. Se non arriveranno buone notizie, quella della Whirlpool rischia di diventare una vertenza che avrà anche risvolti di ordine pubblico".


Il sit-in alla stazione - Fonte: Dire

Martedì 15 ottobre è infatti in programma un nuovo vertice a palazzo Chigi tra il governo e i vertici della Whirlpool. Il tavolo approdato il 9 ottobre a Palazzo Chigi ha prodotto solo un nuovo rinvio. L’azienda ha scritto al premier Giuseppe Conte offrendo la sospensione fino al 31 ottobre della cessione del ramo d’azienda del sito di Napoli (420 dipendenti diretti) per tornare a trattare. Le organizzazioni sindacali di categoria Fim, Fiom e Uilm hanno quindi parlato di “sospensione a orologeria”.

Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 13:50:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ast Terni, un grande potenziale ma resta l'incertezza

Toccare con mano la situazione degli impianti produttivi di Ast e confrontarsi direttamente con i lavoratori all’interno delle acciaierie di Terni, uno dei principali siti siderurgici del Paese nonché la più importante fabbrica dell’Umbria: era questo l’obiettivo dell’iniziativa “La Fiom in fabbrica” che ha portato oggi, giovedì 10 ottobre, a Terni la segretaria generale della Fiom Cgil nazionale, Francesca Re David, insieme a una delegazione della Cgil dell’Umbria, con il segretario Vincenzo Sgalla, della Camera del Lavoro e della Fiom di Terni. 

La delegazione guidata da Re David è stata accolta dall’ad di Ast, Massimiliano Burelli, e ha effettuato una visita di oltre tre ore nei vari reparti del sito produttivo, osservando l’intero ciclo e approfondendo l’organizzazione del lavoro, le misure per la sicurezza, l’innovazione tecnologica e gli aspetti ambientali. Nel pomeriggio, poi, assemblea con i lavoratori, non solo di Ast, ma anche dell’indotto e di altre realtà metalmeccaniche del territorio, nella quale si è parlato anche della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale. 

“È stata una giornata importante perché in questa grande realtà è possibile avere una visione completa del ciclo dell’acciaio - ha detto Francesca Re David -. L’impressione che ne abbiamo ricavato è certamente positiva, si nota ad esempio una grande attenzione ai temi della sicurezza, frutto evidentemente anche di un impegno sindacale e di investimenti in cultura, tempo e innovazione. Un fatto molto importante - ha aggiunto Re David - nell’anno in cui i morti sul lavoro sono l’emergenza assoluta”. Tuttavia, sullo sfondo resta una grande incertezza legata alle scelte, ancora non chiare, della casa madre ThyssenKrupp.

“È chiaro che avere un piano industriale che traguarda pochi mesi - ha aggiunto - non dà tranquillità ai lavoratori e al territorio. Per questo come Fiom continuiamo a rivendicare con forza un piano industriale degno di questo nome, in grado di chiarire anche se l’attuale cassa integrazione è solo un fatto congiunturale, legato alle difficoltà di mercato, che certamente esistono, o nasconde dell’altro”. 

“L’assenza di una strategia chiara e la mancanza di un piano industriale di rilancio alla lunga si paga - ha detto Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom di Terni -, ma il grande potenziale di questa fabbrica, che anche nella visita di stamattina abbiamo potuto verificare, non può non essere sfruttato. Anche perché Ast ha il grande vantaggio di produrre acciaio con forno elettrico, che è la direzione indicata dall’Europa per la siderurgia. E allora - ha concluso - è tempo che il governo nazionale metta in campo una politica industriale, che nel nostro paese manca da 20 anni e difenda le produzioni strategiche come la nostra”. 

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 17:32:00 +0200
Scioperi e vertenze
Teleperformance: Nidil, 11 ottobre sciopera sede di Fiumicino
"I lavoratori in regime di somministrazione presso le sedi In&Out/Teleperformance di Fiumicino saranno in sciopero da domani, 11 ottobre. La protesta è finalizzata a ottenere quanto prima il ristabilimento di condizioni di lavoro dignitose e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori". Così, in una nota, Nidil Cgil di Roma e del Lazio.
 
"Da più di un anno, il carico di lavoro in Teleperformance è diventato eccessivo. L’organizzazione è del tutto fuori controllo, a partire dalla gestione dei turni e da un intollerabile inasprimento del Gesp aziendale. Ferie e permessi vengono concessi prevalentemente a compensazione degli straordinari e si fa troppo spesso ricorso al contratto di somministrazione, senza alcuna garanzia occupazionale. Non da ultimo, si afferma che gli obiettivi richiesti dai clienti siano più importanti dei diritti di chi lavora. A tutto ciò, diciamo basta", denuncia il comunicato sindacale.
 
Le lavoratrici e lavoratori, riuniti ieri in assemblea, hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di affrontare con l’azienda utilizzatrice tali problematiche, così come già reso noto alle Agenzie per il lavoro. "Anziché aprirsi a un confronto costruttivo, l'azienda ha risposto inasprendo le condizioni lavorative, con un atteggiamento di stampo padronale vecchio stile. Domani sarà sciopero", conclude Nidil.
Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 17:06:00 +0200
Scioperi e vertenze
Autostrade: 13-14 ottobre, sindacati confermano sciopero

“Conferma dello sciopero nazionale di domenica 13 e lunedì 14 ottobre, avvio di iniziative nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, compresa una manifestazione nazionale a Roma, affinché nei bandi di gara per le nuove concessioni autostradali sia inserita una clausola di salvaguardia sociale e contrattuale, e infine pieno mandato a proseguire nella mobilitazione nel caso che, dopo lo sciopero, non si arrivi al rinnovo del contratto nazionale”. È quanto deliberato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Viabilità e logistica, nel corso della riunione nazionale dei delegati e delegate delle autostrade che si è tenuta oggi a Torino, in vista dello sciopero indetto “per la fase di stallo nel rinnovo del contratto, determinata fondamentalmente dal gruppo Gavio, rappresentato dall’associazione Fise Acap”.

“Da tutti gli interventi è emersa – riferiscono i sindacati –, alla luce del mutato scenario nel settore con concessioni scadute o in scadenza, la necessità inderogabile di definire, nell’ambito del ccnl, una clausola sociale che tuteli i lavoratori rispetto alla continuità occupazionale e una clausola contrattuale che sancisca l’applicazione dello stesso contratto e conseguentemente il mantenimento dei trattamenti economici e normativi".

"Su questo, non può sottrarsi il Mit che, nella fase di predisposizione dei bandi di gara – spiegano ancora le diverse sigle – deve prendersi i propri impegni sulla salvaguardia del personale, come richiesto nel documento unitario. Rimettiamo in movimento il Paese”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 16:45:00 +0200
Scioperi e vertenze
Campania, sanità privata: sindacati pronti alla mobilitazione

“Ancora una volta la Regione Campania non mantiene gli impegni rispetto alla promessa convocazione di un tavolo di discussione e trattativa sulle delicate ed importanti questioni che interessano la sanità privata a partire dal sistema di accreditamento. Non è bastato il protocollo d’intesa tra il Presidente della Regione Campania e le organizzazioni sindacali del 13 febbraio 2018". A denunciarlo in una nota è il segretario regionale Fp Cgil Campania e Napoli, con delega alla sanità privata, Marco D’Acunto.

Non sono bastati due sit-in della Fp Cgil tenuti rispettivamente il 25 giugno e, successivamente, nel mese di luglio di questo anno. "Non è bastato l’incontro tra la Direzione Generale per la Tutela della Salute e le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria, nel quale era stato definito un percorso teso ad avviare una concreta discussione sulla sanità privata accreditata. Dal 27 settembre, infatti, Cgil, Cisl e Uil aspettano la convocazione della Direzione Generale i cui tempi dovevano essere strettissimi (un paio di giorni) ed invece si stanno dilatando a dismisura”, aggiunge il sindacalista.

“Evidentemente la Regione Campania – osserva D’Acunto - non ha alcuna volontà di ragionare seriamente del fabbisogno sanitario sul territorio e, con esso, della quota da ripartire al mondo del privato, di nuove e più stringenti regole per l’accreditamento delle strutture, di tetti di spesa, di lotta al dumping contrattuale, di una politica seria e rigorosa in riferimento ai controlli ai quali sottoporre le strutture in accreditamento. Non ne ha alcuna volontà proprio mentre la magistratura apre inchieste che gettano ombre sulla reale trasparenza delle procedure di scrittura delle regole del passato. Se è vero, come ha affermato il presidente dell’Aiop Campania, che non è illegittimo concordare procedure, come mai nella necessaria e istituzionale collaborazione tra pubblico e associazioni di categoria, la Regione Campania non ha mai ritenuto di dover incontrare le organizzazioni sindacali?"

"E come mai, ancora oggi, non lo ritiene opportuno? La Fp Cgil – conclude D’Acunto - ritiene che su tutte le materie di cui sopra non è più tempo di tergiversare e ribadisce con forza la necessità di un confronto ad horas con la Regione Campania. È evidente che, in assenza di una convocazione in tempi brevissimi, non potrà fare altro che riprendere la mobilitazione”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 16:37:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ex Lsu, confermato lo sciopero del 15 ottobre

Si è svolto oggi, 10 ottobre, l’incontro Miur-sindacati sull’internalizzazione del personale ex Lsu e appalti storici della scuola. L'appuntamento era stato richiesto da Cgil, Cisl e Uil, al fine di ottenere garanzie e certezze circa l’internalizzazione e la tutela occupazionale e di reddito dei lavoratori attualmente impegnati negli appalti scuole (ex Lsu e appalti storici ) e, al tempo stesso, conoscere i contenuti del decreto attuativo della legge di Bilancio 2020. Il Capo di gabinetto, Luigi Fiorentino, e il sottosegretario al Miur, Giuseppe De Cristofaro, presenti all’incontro, a fronte delle richieste sindacali, hanno fornito un aggiornamento della situazione, comunicando che non ci sarà più il colloquio per l’assunzione nelle procedure selettive e che i tempi di attuazione previsti dalla legge saranno rispettati.

"Questo è certamente un fatto positivo, ottenuto grazie alle richieste ripetutamente avanzate dal sindacato. Nei loro interventi, i confederali hanno ribadito la necessità di una gestione coordinata della vertenza fra Miur, Mef e ministero del Lavoro, al fine di garantire la contestualità degli interventi utili alla piena occupazione dei lavoratori coinvolti. In tal senso, Cgil, Cisl e Uil hanno riproposto alcuni interventi integrativi finalizzati a una gestione flessibile del processo, che dovrà avere i caratteri dell’inclusività e dell’adeguatezza degli strumenti e delle risorse.

Il Miur si è impegnato a coinvolgere il ministero del Lavoro e ad aprire dei tavoli di confronto tecnico-politico, per seguire insieme l’avanzamento del processo. Pur apprezzando la disponibilità manifestata dal Miur, ad oggi, restano forti le preoccupazioni di Cgil, Cisl e Uil, circa la possibilità di mettere a punto una soluzione per tutti i lavoratori, anche a fronte delle procedure di licenziamento già avviate dalle imprese nei confronti dei circa 16 mila lavoratori coinvolti. Anche per questo, le tre sigle hanno confermato le iniziative di mobilitazione promosse.

Come si ricorderà, i sindacati hanno già proclamato una giornata di sciopero dei 16 mila addetti ex Lsu e appalti storici per il 15 ottobre prossimo, supportata da una manifestazione nazionale unitaria a Roma (in piazza Montecitorio), chiedendo “il rispetto dei tempi previsti dalla legge di bilancio sulla stabilizzazione del servizio e continuità occupazionale per tutti i lavoratori, anche a fronte dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo comunicate dalle imprese del settore affidatarie ed esecutrici degli appalti nell'ambito della Convenzione Consip scuole”.

Per le organizzazioni sindacali, “non si può perdere altro tempo” e “non è accettabile che un percorso che può mettere fine ad anni di difficoltà, ma anche di accordi che hanno rappresentato continuità di lavoro e di servizio, si concluda con i licenziamenti e la perdita di posti di lavoro”. L’obiettivo è che “l’internalizzazione si realizzi subito e al tempo stesso si costruiscano risposte per tutti i lavoratori oggi occupati negli appalti, recita il volantino che punta il dito contro “chi non si preoccupa di cosa succederà a chi rimane fuori da questo positivo percorso e vuole dividere e strumentalizzare i lavoratori; così come le imprese, che in questi lunghi anni hanno guadagnato con gli appalti scuole e alcune, troppe, hanno avuto comportamenti inaccettabili lucrando sui lavoratori, a partire dai mancati pagamenti degli stipendi, non possono pensare di chiamarsi fuori senza contribuire a trovare soluzioni”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 16:24:00 +0200
Scioperi e vertenze
Il 25 ottobre è sciopero dei grafici editoriali

Slc Cgil e Uilcom Uil nazionali hanno indetto lo sciopero nazionale di otto ore per l’intero turno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore grafici editoriali per venerdì 25 ottobre, con presidio e conferenza stampa a Milano, di fronte la sede di Assografici  in piazza Castello, 28, dalle ore 10.

Lo sciopero e il presidio, spiegano, "sono organizzati per dire no a soluzioni contrattuali che vedano parti economiche fisse della struttura salariale convertite in welfare; a modifiche strutturali all’attuale sistema degli orari di lavoro senza la definizione dei corrispettivi trattamenti economici; ad una vigenza contrattuale non equilibrata con l’aumento economico proposto. Il contratto collettivo è scaduto ormai il 31 dicembre 2015, e i lavoratori hanno diritto a un contratto dignitoso, dopo aver patito, negli ultimi anni, pesanti e durature conseguenze dovute alla crisi del settore editoriale".

Nel corso della conferenza stampa saranno spiegate le ragioni dello sciopero e l’urgenza di giungere, in tempi rapidi, alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale, al fine di garantire ai lavoratori e alle lavoratrici del settore il giusto aumento salariale e la tutela dei diritti normativi acquisiti.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 16:13:00 +0200
Scioperi e vertenze
Esplode il caso Conad. «Persone trattate come cose»

Si intensifica la protesta dei lavoratori Conad-Auchan. Da una parte c’è la multinazionale francese che ha deciso di abbandonare l’Italia e suoi 18 mila dipendenti; dall’altra, il gruppo italiano che sta gestendo l’acquisizione di una parte di quei negozi. Il problema è che, dopo mesi di trattative, ancora non ci sono garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro della catena Auchan-Sma. Il caso è noto in realtà da mesi, ma è esploso nei giorni scorsi, quando si è consumata la rottura al tavolo tra i sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs) e la stessa Conad sul passaggio dei punti vendita: solo un terzo della rete vendita al momento avrebbe un futuro e anche su questo limitato perimetro non è garantita l’occupazione. Ecco perché le tre sigle sindacali hanno chiesto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico e nel frattempo si intensificano le proteste.

Questa stamattina (10 ottobre) sono partiti i flash-mob. Prima tappa, il punto vendita Conad di via Appia Nuova a Roma. “Nel nostro territorio non c’è alcuna certezza per i duemila dipendenti di Auchan e Sma”, ha fatto sapere la Filcams Cgil di Roma e Lazio. “L’operazione commerciale di acquisizione da parte di Conad è poco chiara e rischia di avere effetti devastanti. Dopo mesi di confronto surreale, fatto in gran parte di annunci e privo di elementi concreti, oggi non abbiamo alcuna garanzia, il piano industriale resta sconosciuto". A Roma e nel Lazio, per quanto si sa, solo 600 addetti su duemila sarebbero destinati a Conad. "Alla nostra richiesta di garantire la piena salvaguardia occupazionale – aggiunge il sindacato –, la risposta è stata ‘no’. Uno degli slogan dell’azienda ricorda che le persone vengono prima delle cose. Ma questa regola, a quanto pare, non vale per i dipendenti”.

“Siamo pronti allo sciopero nazionale di tutti i punti vendita Auchan e Sma. A Milano e Roma ci sono state già alcuni presìdi”. Lo ha spiegato il segretario nazionale Filcams Alessio Di Labio in una conversazione con il quotidiano Il Sole 24 Ore. “Molti punti vendita faranno capo a imprese con meno di 50 lavoratori, quindi non avranno accesso agli ammortizzatori sociali. Inoltre non verrà garantita l’applicazione dell’articolo 18 a chi passerà in aziende con meno di 15 addetti”, prosegue Di Labio, chiedendosi anche cosa intende fare Conad “degli altri due terzi della rete, degli iper” o cosa succede “al personale di un ipermercato di 15 mila metri quadri che viene ristrutturato come ‘spazio Conad’ da 2.500 metri quadri”. Tutti argomenti, conclude il responsabile Filcams, che “abbiamo provato ad affrontare durante le trattative, non ricevendo però risposta. Per non parlare della preoccupazione per il personale impiegato nelle sedi dislocate lungo la penisola e nei poli logistici”.

Tra questi ultimi c’è il magazzino Xpo di Osimo, principale polo logistico della zona, i cui lavoratori hanno indetto uno sciopero per il prossimo 14 ottobre. “La logistica marchigiana che occupa oltre 100 persone e che ha servito con professionalità la rete Sma e Auchan – affermano in una nota Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali insieme alle Rsu –, oggi non costituisce una priorità per Conad che continua a rinviare l’esplicitazione del piano previsto per la logistica a data da destinarsi. Intanto, ad Osimo, magazzino gestito con fitto di ramo di azienda da Xpo Logistics, si assiste a una lenta progressiva e inesorabile diminuzione dei volumi di merce movimentati e quindi del fatturato dell’unità produttiva”.

«Dignità per me e per altre 18 mila famiglie»
La vertenza è stata in primo piano anche all'assemblea nazionale di Cgil, Cisl e Uil di ieri al forum di Assago con 9 mila delegati. "Non c'è un futuro, non c'è un progetto", ha detto Irene Manfrotto, dipendente Auchan di Milano, raggiunta da rassegna.it durante l'iniziativa.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 12:35:00 +0200
Scioperi e vertenze
Ancona, il 14 ottobre sciopero nel centro logistico di Osimo

Saranno in sciopero lunedì 14 ottobre, per l’intero turno, i lavoratori del magazzino Xpo di Osimo (Ancora). A motivare la protesta è la difficile situazione legata alla cessione al gruppo Conad di molti dei punti di vendita Sma e Auchan serviti dal polo logistico della regione. “La logistica marchigiana che occupa oltre 100 lavoratori e che ha servito con professionalità la rete Sma e Auchan – affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali insieme alle Rsu –, oggi non costituisce una priorità per Conad che continua a rinviare l’esplicitazione del piano previsto per la logistica a data da destinarsi. Intanto, ad Osimo, gestito con fitto di ramo di azienda da Xpo Logistics, si assiste a una lenta progressiva e inesorabile diminuzione dei volumi di merce movimentati e quindi del fatturato dell’unità produttiva”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 11:15:00 +0200
Scioperi e vertenze
Cnh (Modena), 15 ottobre sciopero

Sciopero di due ore martedì 15 ottobre nei due stabilimenti Cnh Industrial di Modena (in via Pico della Mirandola e in via San Matteo). A motivare la protesta, indetta dalla Fiom Cgil, l’insoddisfazione del sindacato per il piano industriale 2019-2022 del gruppo Fiat Chrysler, presentato nei giorni scorsi. Previsto anche un corteo e un presidio nel piazzale davanti all’impianto di via Pico della Mirandola.

“Lo sciopero non vuole essere solo in solidarietà con i lavoratori che vedono a rischio l'occupazione, ma intende aprire un confronto sul futuro industriale e occupazionale del gruppo Cnhi in Italia”, spiega il segretario generale della Fiom Cgil di Modena Cesare Pizzolla: “Da questo piano industriale tutti i lavoratori escono più deboli, per una riduzione della capacità industriale di Cnhi, in quanto nel 2019 l’obiettivo della proprietà è quello di procedere allo spin-off di Iveco”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 11:13:00 +0200
Scioperi e vertenze
Genova, 11 ottobre incontro in Prefettura su vertenza Centri per l’impiego

Si terrà venerdì 11 ottobre alle ore 11 presso la Prefettura di Genova un incontro con i sindacati sulla vertenza che coinvolge i lavoratori dei Centri per l’impiego in Liguria. Ne danno notizia Fp Cgil e Uil Fpl locali. Lo scorso luglio era stato proclamato lo stato di agitazione del personale, poi sospeso a seguito di alcune rassicurazioni da parte anche da parte della Regione Liguria. “Ad oggi però – si legge in una nota dei sindacati – i problemi e le preoccupazioni dei lavoratori dei Centri per l’impiego non sono risolti. In particolare resta parzialmente irrisolta la questione delle stabilizzazioni del personale precario e il sotto-inquadramento del personale di ruolo. Per questi motivi, come da normativa, è stato chiesto l’incontro in Prefettura al quale parteciperà anche la Regione Liguria. In mancanza di rassicurazioni a tutela dei diritti di lavoratori e utenti – concludono i sindacati – saranno messe in calendario nuove iniziative di mobilitazione”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 10:45:00 +0200
Scioperi e vertenze
Auchan-Conad: Filcams, pronti a sciopero nazionale

“Siamo pronti allo sciopero nazionale di tutti i punti vendita Auchan e Sma. A Milano e Roma ci sono state già alcuni presidi”. A dirlo è il segretario nazionale della Filcams Cgil Alessio Di Labio, in una conversazione con il quotidiano Il Sole 24 Ore, commentando la rottura delle trattative con la Conad, che ha acquisito i punti vendita Auchan e Sma. I sindacati hanno richiesto al ministero dello Sviluppo economico un incontro urgente sulla vertenza che interessa i 18 mila lavoratori di Auchan Retail, oltre alle migliaia di addetti dell’indotto.

“Molti punti vendita faranno capo a imprese con meno di 50 lavoratori  quindi non avranno accesso agli ammortizzatori sociali. Inoltre non verrà garantita l’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori a chi passerà in aziende con meno di 15 addetti”, prosegue Di Labio, chiedendosi anche cosa intende fare Conad “degli altri due terzi della rete, degli iper” o cosa succede “al personale di un ipermercato di 15 mila metri quadri che viene ristrutturato come ‘spazio Conad’ da 2.500 metri quadri”.

Tutti argomenti, conclude il responsabile Filcams, che “abbiamo provato ad affrontare durante le trattative, non ricevendo però risposta. Per non parlare della preoccupazione per il personale impiegato nelle sedi dislocate lungo la penisola e nei poli logistici. Abbiamo chiesto se ci sono opportunità di integrazione per questi addetti nel perimetro Conad, dove progressivamente aumenteranno i carichi di lavoro, anche in questo caso non abbiamo mai avuto risposta”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 10:14:00 +0200
Scioperi e vertenze
Magneti Marelli, sciopero contro la cassa integrazione

Quattro ore di sciopero oggi (giovedì 10 ottobre) alla Magneti Marelli di Bologna. La decisione è stata presa a seguito delle assemblee organizzate dalla Fiom Cgil di Bologna, che si sono svolte l'8 ottobre presso il sito Marelli con una straordinaria partecipazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, impiegati, tecnici e operai. Fiom e lavoratori chiedono rispetto e futuro per la Marelli di Bologna. "E' gravissima e inaccettabile - sostengono - l'apertura della cassa integrazione a Bologna per otto settimane per 630 lavoratori coinvolti. Quasi tutta la Ricerca e Sviluppo. Senza alcun approfondimento concreto in sede di esame congiunto, senza alcun piano da parte della proprietà di medio/lungo periodo, senza investimenti e senza prospettive". 

Sindacato e addetti puntano il dito contro "una cassa che pone pesanti interrogativi sulle prospettive future. La crisi del mercato e l’assenza di una piano strategico  da parte del Gruppo - denunciano - vengono scaricate interamente sulle spalle e sulle tasche dei lavoratori dopo reiterate dichiarazioni che le chiusure collettive, le uscite volontarie (siamo ad oltre 70 dipendenti usciti e non sostituiti in meno di un anno) ed i piani di smaltimento ferie individuali avrebbero dovuto evitare misure più drastiche". 

"Per riaprire un confronto vero con la direzione aziendale e un tavolo con le istituzioni locali e nazionali è necessaria una risposta unita di operai, impiegati, tecnici ed ingegneri", conclude il comunicato di Fiom e lavoratori Marelli.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 08:44:00 +0200
Scioperi e vertenze
Genova, scatta la mobilitazione dei vigilantes

Sit-in oggi (giovedì 10 ottobre) a Genova dei lavoratori della vigilanza privata davanti all’Istituto Colombo (in via Walter Fillak 154). L'appuntamento, indetto dalla Filcams Cgil, è dalle ore 11 alle 15. L'iniziativa, che vuole essere l'avvio di un percorso di mobilitazione, è stata decisa all'unanimità dal coordinamento dei delegati della vigilanza privata Filcams Cgil e ha come oggetti sia la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di settore sia le varie questioni presenti sul territorio. 

"Per quanto riguarda la trattativa per il rinnovo del contratto - si legge in una nota della Filcams genovese - il coordinamento dei delegati giudica assolutamente insufficienti gli avanzamenti prodotti a oggi sul negoziato, ricordando la necessità di mantenere regole certe e normative cogenti per il settore, ancora una volta messe in discussione, e soprattutto il recupero della parte salariale per le guardie particolari giurate e per le maestranze dei servizi fiduciari".

Per quanto riguarda il territorio, l’impegno è quello di "intraprendere in ogni istituto presente nel genovesato un insieme di accordi aziendali atti a supplire alle carenze fissate da oltre 11 anni sul contratto integrativo provinciale sottoscritto e mai voluto disdire da Fisascat, Uiltucs e Ugl". Così conclude il comunicato: "Tra le norme più dannose da recuperare, turni spezzati, riposo giornaliero di nove ore, premio produzione e valore dei buoni pasto. La Filcams Cgil sostiene e si attiva per organizzare tutte le iniziative possibili per traguardare una stagione diversa per il settore e soprattutto per chi vi opera".

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 08:12:00 +0200
Scioperi e vertenze
Pulizie delle scuole, i sindacati incontrano il governo

Incontro oggi (giovedì 10 ottobre) a Roma, presso la sede del ministero dell'Istruzione, tra governo e sindacati sull'attivazione dell’internalizzazione dei servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole statali. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil, che hanno già proclamato una giornata di sciopero dei 16 mila addetti ex Lsu e appalti storici per il 15 ottobre prossimo, supportata da una manifestazione nazionale unitaria a Roma (in piazza Montecitorio), chiedono “il rispetto dei tempi previsti dalla legge di bilancio sulla stabilizzazione del servizio e continuità occupazionale per tutti i lavoratori, anche a fronte dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo comunicate dalle imprese del settore affidatarie ed esecutrici degli appalti nell'ambito della Convenzione Consip Scuole”.

In un volantino unitario diramato tra i lavoratori, i sindacati denunciano “il ritardo nella pubblicazione del decreto interministeriale, congiuntamente al ritardo nell'attivazione di un tavolo di confronto con la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Istruzione, il ministero del Lavoro, il ministero dell’Economia e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per trovare soluzioni per la tutela di tutti i lavoratori”. E ancora, affondano i sindacati, “nonostante le sollecitazioni il governo ha iniziato il percorso per l’internalizzazione in ritardo e senza avere piena conoscenza del numero e delle caratteristiche dei lavoratori coinvolti”.

Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti “non si può perdere altro tempo” e “non è accettabile che un percorso che può mettere fine ad anni di difficoltà, ma anche di accordi che hanno rappresentato continuità di lavoro e di servizio, si concluda con i licenziamenti e la perdita di posti di lavoro”. L’obiettivo è che “l’internalizzazione si realizzi subito e al tempo stesso si costruiscano risposte per tutti i lavoratori oggi occupati negli appalti, recita il volantino che punta il dito contro “chi non si preoccupa di cosa succederà a chi rimane fuori da questo positivo percorso e vuole dividere e strumentalizzare i lavoratori; così come le imprese, che in questi lunghi anni hanno guadagnato con gli appalti scuole e alcune, troppe, hanno avuto comportamenti inaccettabili lucrando sui lavoratori, a partire dai mancati pagamenti degli stipendi, non possono pensare di chiamarsi fuori senza contribuire a trovare soluzioni”.

Data articolo: Thu, 10 Oct 2019 07:55:00 +0200

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