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News dal territorio da cisl.it

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Dal territorio
Toscana. Guerranti (Femca Cisl): "Le aziende che non sono state toccate dalla crisi seguano esempio Menarini"

Firenze, 6 Giugno 2020. “L’investimento di Menarini nell’area fiorentina è una splendida notizia. In un momento nel quale molte aziende rischiano un forte ridimensionamento, sapere che la più importante azienda farmaceutica a capitale italiano investe nella produzione farmaceutica da speranza.”

A dirlo è il segretario generale della Femca-Cisl Toscana, Massimo Guerranti, secondo il quale “è importante, a maggior ragione in questa fase delicata, che le aziende che non sono state toccate dalla crisi seguano l’esempio di Menarini: occorre investire in questo Paese !”
“Menarini – continua Guerranti - ha gestito questa fase con molto senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori e di tutti non ricorrendo alla cassa integrazione ed incrementando in molti casi gli stipendi dei lavoratori. La Femca-Cisl non può dirsi che lieta di questo investimento nella produzione farmaceutica auspicando che questo sia solo l’inizio.”

 

Data articolo: Sat, 06 Jun 2020 13:57:38 +0200
Dal territorio
Emilia Romagna. Fp Cisl: "Il problema è sapere quale è il progetto sulla Sanità della Regione"

Modena, 6 giugno 2020. Dalla politica meno dichiarazioni e più fatti: vogliamo sapere quanti e quali sono gli investimenti. La Regione deve subito mettersi al tavolo per un progetto vero per la sanità pubblica dell’Emilia Romagna che affronti la prima post-emergenza e un rilancio duraturo nel tempo.

Oggi leggiamo di idee ma le garanzie non ci sono, quindi NO a trasferimenti "in bianco" di posti letto nel privato (non vi è ancora un quadro complessivo a livello regionale) perché altrimenti vuol dire che il disegno è un altro e in gioco c'è il rapporto fra il pubblico e il privato e non un piano di prospettiva di offerta della sanità sul territorio.

Per noi le prime garanzie sono per i lavoratori. Innanzitutto senza rinnovo del contratto della sanità privata qualsiasi aumento delle attività a loro carico è uno schiaffo alle migliaia di lavoratori che attendono il contratto da 14 anni. Occorre salvaguardare professionalità e competenze acquisite dei professionisti della sanità pubblica che senza un progetto preciso rischierebbero di essere mandati allo sbaraglio. Altro che riconoscimento dei sacrifici fatti in questi mesi.

Le garanzie che inoltre chiediamo sono: quantificare gli investimenti in infrastrutture, e quelli occorrenti per qualificare le prestazioni sanitarie oggi garantite dalle strutture pubbliche, definire percorsi di valorizzazione delle professioni sanitarie, definire i tempi di eventuali percorsi di collaborazioni con il privato.

Nessuno nega che ci sia da dare una risposta a tutti i cittadini che sono in attesa di esami o di prestazioni che l’emergenza Covid-19 ha reso impossibile erogare nè che questo debba essere una priorità del nostro servizio sanitario. Tutto questo però non può determinare la “svendita” di una parte importante della sanità pubblica senza comprendere quale sia il piano organizzativo complessivo di offerta di servizi e prestazioni, quali gli ambiti e le specialistiche oggetto di riorganizzazione ma ancora di più quale sia il modello di sanità che si vuole raggiungere.

Se c’è un aspetto che l’emergenza ha reso evidente è che deve aumentare il peso e la qualificazione del pubblico nella sanità e non certo quello del privato.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2020 08:42:41 +0200
Dal territorio
Puglia. Cisl: "Buoni risultati dal tavolo prefettizio sui migranti"

Lecce, 5 giugno 2020. “Buon lavoro quello del tavolo interistituzionale prefettizio sui lavoratori migranti impegnati nel lavoro stagionale in agricoltura nell’ agro di Nardò e tempestiva e sinergica l’azione di coordinamento operata della Prefettura di Lecce. Dato corso alle procedure utili a garantire l’ accoglienza in sicurezza dei lavoratori migranti presso il campo di Boncuri, al bando trasporti ed alla assegnazione a Croce Rossa Italiana della gestione del campo, occorre ora concentrarsi sugli aspetti relativi l’intermediazione al lavoro e la regolarizzazione dei lavoratori, migranti e non, impegnati in agricoltura. Urge una quantificazione del numero di migranti da impegnare o già impegnati nella campagna 2020. I recenti disarmanti dati relativi la rete del lavoro agricolo di qualità devono inoltre indurre ad una comune riflessione e ad una sinergica azione, ad ogni livello, poiché tanto lavoro resta da fare” hanno dichiarato Ada Chirizzi, Segretario territoriale Cisl Lecce e Gianluigi Visconti, Segretario Generale Fai Cisl Lecce.
“Occorre ricercare all’ interno delle specificità territoriali percorsi e strumenti che possano incentivare all’ adesione la rete produttiva locale, fortemente provata da calamità quali la Xylella. La rete del lavoro agricolo di qualità rappresenta infatti una opportunità premiante per far crescere in qualità tutta la filiera agro-alimentare. Nel merito occorre giungere ad una diffusa consapevolezza a livello territoriale, a partire da alcune parti datoriali. “

Data articolo: Fri, 05 Jun 2020 11:28:20 +0200
Dal territorio
Sardegna. Sindacati: "Richiesta a Solinas di confronto su riforma sanitaria"

Cagliari, 5 giugno 2020.

Carissimo Presidente, 

come certo rammenterà, in diverse occasioni abbiamo condiviso l’esigenza di aprire un confronto sulle linee guida di una riforma sanitaria in Sardegna, che Lei stesso ci aveva rassicurato di voler svolgere prima di avviare l’iter consiliare conseguente alle decisioni della Giunta. Abbiamo invece registrato, successivamente, che il testo della riforma è stato esitato dalla Giunta senza alcuna discussione preliminare e poi trasmesso alla competente Commissione consiliare, la quale, peraltro, non ci risulta abbia ancora svolto audizioni né convocato le scriventi Segreterie Confederali.

Registriamo nel contempo anche l’apertura di un confronto sulla riforma da parte dell’Assessore della Sanità con i soli sindacati del comparto, senza che egli abbia mai, finora, avuto il benché minimo impulso a incontrare e interloquire con il sindacato generale. Ciò sembra sottendere una visione dei problemi che si colloca agli antipodi di quanto da Lei dichiarato, quando l’anno scorso condividemmo un metodo di confronto e un orizzonte di contenuti tematici, tra cui questa e altre riforme, circa la validità della partecipazione dei corpi sociali alla vita democratica delle stesse istituzioni.

In questo caso, sembrerebbe che il tema della garanzia del diritto alla salute dei cittadini attraverso i servizi e gli acquisti pubblici, la loro programmazione, la loro distribuzione nel territorio, la loro qualità e caratteristiche, il loro finanziamento, le modalità e l’equilibrio complessivo di gestione, le compatibilità del bilancio dell’intera comunità regionale e l’alimentazione del fabbisogno che essa esprime su un aspetto così rilevante della sua esistenza, variamente intrecciato con altri ambiti della vita associata, attività produttive, servizi, attività istituzionali; un settore nel quale operano direttamente e indirettamente molte decine di migliaia di persone, in diversi comparti contrattuali, ma al quale sono interessati tutti i cittadini, in quanto fruitori o finanziatori dei servizi, e tra questi sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, nel loro insieme, coloro i quali concorrono in misura enormemente maggioritaria, attraverso tasse e imposte, a fornire le risorse necessarie alle prestazioni sociali; ecco, è quasi come se tutte queste questioni siano affrontabili e risolvibili sul piano della condivisione delle scelte fondamentali attraverso una discussione con i soli rappresentanti sindacali del settore, alla stessa stregua di quanto potrebbe farsi per la contrattazione di lavoro o l’organizzazione del servizio degli addetti (cose peraltro rilevantissime e alle quali le stesse confederazioni sono direttamente partecipi).

Così non si sconvolge soltanto una consuetudine consolidata nelle normali relazioni con il sindacato confederale e con le forze sociali in Sardegna e nel nostro Paese, ma si tradisce una concezione auto-referenziale che non appartiene in alcun modo alla nostra realtà e alla nostra cultura associativa e che, pertanto, non potrebbe neppure produrre il risultato di una condivisione di scelte che travalicano di gran lunga, per contenuto, il solo ambito settoriale.

Spiace dover rilevare queste cose evidenti, Presidente, ma poiché non è la prima volta che il confronto su temi di interesse generale sia svolto da esponenti della Sua Giunta soltanto attraverso queste modalità, non ci resterebbe che concluderne che questo esprima il vero orientamento politico della Sua maggioranza, malgrado le Sue differenti dichiarazioni. Forse risiede qui anche la ragione per cui non abbiamo ancora avuto riscontro alle diverse richieste che Le abbiamo inoltrato e la fatica che sembra accompagnare la costituzione di tavoli di confronto, da ultimo anche su materie sulle quali da poco sono state trovate opportune intese, che però restano in gran parte inapplicate e che necessitano di un Suo intervento risolutivo.

Inoltre, siamo certi che non Le sfugga come l’emergenza sanitaria del COVID-19 contribuisca sensibilmente a rideterminare priorità e obiettivi di riforma della sanità, a partire dalle linee guida nazionali sul necessario rafforzamento delle terapie intensive e semi-intensive, sul reclutamento del personale sanitario, sulla medicina territoriale e la prevenzione, sulle residenze sanitarie, ed altro, ciò che presumibilmente comporta la revisione di proposte maturate in altri contesti, oltre che l’individuazione di interventi prioritari per il 2020 su cui convogliare le risorse stanziate dal Governo, a iniziare dai 42 milioni di euro del decreto “Rilancio”, da rendere strutturali ma che già dall’autunno prossimo dovranno essere operativi.

Per tutte queste ragioni, Le chiediamo di attivare presso la Presidenza della Giunta, con l’urgenza del caso, un primo momento di confronto sulla riforma del sistema sanitario in Sardegna con le scriventi Organizzazioni Sindacali confederali.

La salutiamo distintamente

I Segretari generali CGIL CISL UIL Sardegna

Michele Carrus Gavino Carta Francesca Ticca

 

 

 

Data articolo: Fri, 05 Jun 2020 11:24:27 +0200
Dal territorio
Veneto. Sindacati: "Lunedì 8 giugno sciopero scuola"

Treviso, 5 giugno 2020. Sciopero della scuola lunedì 8 giugno anche per docenti e presidi delle province di Treviso e Belluno. L’intero comparto dell’istruzione si fermerà per l’intera giornata e, a livello veneto, darà vita a un presidio regionale a partire dalle 10 in piazza Ferretto a Mestre.
Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda rivendicano un piano straordinario di investimenti per rendere possibile l’avvio in presenza del nuovo anno scolastico in condizioni di sicurezza e richiedono il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio al fine di individuare nuovi investimenti in materia di personale e sostegno dell’offerta formativa, da inserire subito nel Decreto Rilancio.
I sindacati della scuola chiedono adeguate risorse economiche, per consentire un necessario potenziamento degli organici, per personale docente e amministrativo, condizioni indispensabili per garantire la riduzione del numero di alunni per classe, il rispetto del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni con disabilità, la funzionalità alle segreterie scolastiche, garantendo sorveglianza e rigorosa applicazione delle misure di sicurezza e anti-contagio in tutti i plessi e in ogni singolo piano degli edifici, ma anche il consolidamento, a regime, della figura dell’assistente tecnico in tutte le scuole del primo ciclo, e la revisione dei parametri per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche. In provincia di Treviso in settembre dovrebbero tornare sui banchi di scuola quasi 110.000 alunni, 9.000 docenti, 2.800 Ata; nel Bellunese quasi 23.000 alunni, 2.120 docenti e 1.000 Ata.
“Riteniamo poi necessaria - precisa Teresa Merotto, segretario generale della Cisl Scuola Belluno Treviso - l’assunzione a tempo indeterminato dal 1° settembre, attingendo da graduatoria per soli titoli, del personale con almeno tre anni di servizio e il rinnovo delle graduatorie provinciali con procedura on line entro agosto 2020, così come l’emanazione del Bando di un concorso riservato ai direttori dei servizi generali e amministrativi”.
Analoghe rivendicazioni vengono rappresentate per quanto concerne la responsabilità della dirigenza scolastica e le problematiche retributive. Per l’area della dirigenza non sono più procrastinabili gli interventi relativi alla responsabilità in materia di sicurezza e l’attivazione delle procedure relative alla rilevazione dello stress lavoro correlato dei dirigenti scolastici.
Per garantire un funzionamento delle scuole servono inoltre specifici investimenti per un piano di formazione di tutto il personale, il potenziamento degli strumenti informatici, il rinnovo contrattuale, il miglioramento dell’offerta formativa e interventi di edilizia scolastica se non altro per consentire di lavorare e studiare in edifici sicuri.
“Infine - conclude Merotto - siamo preoccupati per la conclusione della vertenza relativa al precariato dei docenti con 36 mesi di servizio e ribadiamo, ancora una volta, la necessità di interventi per assicurare alle scuole tutti i docenti necessari. È forte il timore per la riapertura delle scuole, mancando ad oggi un progetto chiaro e ben definito sulle modalità con cui tornare all’attività didattica in presenza. Il personale della scuola ha dato in questi mesi una grande prova di responsabilità, senso civico, passione per il proprio lavoro: non possono essere queste le uniche risorse su cui far conto, è il momento che faccia fino in fondo la sua parte chi ha la responsabilità di governare il Paese”.

 

Data articolo: Fri, 05 Jun 2020 11:16:49 +0200
Dal territorio
Toscana. Boni (Fit Cisl): "Appalti FS. In 700 senza un euro di cig, Governo e FS intervengano”

Firenze, 5 Giugno 2020. “La quasi totalità dei lavoratori delle ditte che lavorano negli appalti ferroviari, 700 in Toscana, sono a casa da tre mesi, ma non hanno ancora ricevuto un euro di cassa integrazione, per i ritardi dell’Inps nell’erogazione e per l’impossibilità delle aziende (con l’unica eccezione positiva della Elior, che lo ha fatto) ad anticipare le somme. Una situazione esplosiva, che può portare al blocco dei treni su scala nazionale e regionale.” La denuncia arriva dal segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni. “L’ emergenza Covid – dice Boni – ha colpito di più i più deboli e come in questo caso ha peggiorato una situazione da anni critica, in primo luogo per responsabilità del committente, il gruppo FSI, che continua a fare lo spezzatino dei lavori, affidati a un’infinita serie di appalti e appaltini, di breve durata e con continui ribassi.”

“I lavoratori di questo comparto sono sempre sotto schiaffo – spiega il segretario Fit-Cisl - perché nei bandi, molto frequenti, delle società del Gruppo FS, spesso non c'è nessun riferimento al contratto di lavoro da applicare, non ci sono clausole sociali e garanzie occupazionali, ci sono ribassi sulla base d’asta che arrivano al 40%. Così i ‘fortunati’ che vengono riassunti, trovano magari uno stipendio più basso, meno tutele contrattuali e rischiano, com’è già successo più volte, di non riscuotere o di riscuotere con mesi di ritardo, a causa dei ristrettissimi margini che mettono le stesse aziende in difficoltà. A tutto questo si aggiunge oggi la difficoltà di avere gli strumenti di sicurezza, i DPI come mascherine, guanti, gel disinfettante e altri materiali di prevenzione. Insomma una situazione che fa di questi lavoratori dei precari legalizzati.”
“In Italia sono circa 10.000 i lavoratori in questa situazione, 700 dei quali in Toscana, dipendenti di una miriade di aziende come Elior (ristorazione sui treni AV), Profer (portinerie degli impianti FS e pulizie delle officine di Osmannoro), Consorzio Pulitori e Affini e Boni (pulizia dei treni regionali), Dussmann (pulizia dei treni AV, dei locomotori e dei treni regionali), Miorelli (pulizia dei treni intercity), Mister Job (pulizia della stazione di Firenze Santa Maria Novella), Operosa (pulizia degli impianti ferroviari di RFI), Coopservice (accessori come cambio pasticche dei treni, rifornimento sabbia per i treni etc), Ferlog (accumulatori, batterie etc.). Una selva di aziende con riferimenti, appalti e spesso contratti diversi.”
Per questo Boni chiede a FS e al governo da un lato di “sbloccare la questione e trovare una soluzione per pagare subito gli stipendi” e dall’altro di “riordinare il mondo degli appalti in FS, per porre fine a questo indecente spezzatino. La soluzione giusta sarebbe quella di riportare dentro al Gruppo FSI tutte queste lavorazioni indispensabili e necessarie tramite la creazione di una società di scopo che assuma tutti i lavoratori attualmente utilizzati e di cui FSI detenga la maggioranza, ponendo così fine a questo sistema degli appalti che non ha prodotto risultati visibili, né sul piano della qualità, né su quello dell’efficienza.”

 

Data articolo: Fri, 05 Jun 2020 10:49:18 +0200
Dal territorio
Marche. “Le sigaraie della Manifattura tabacchi di Chiaravalle”. Mostra storico documentaria per raccontare il lavoro femminile

Ancona, 5 giugno 2020 - ll filo rosso della memoria collettiva lega le iniziative promosse da Anteas Marche attraverso il progetto~“Storia delle donne e sigaraie della Manifattura tabacchi di Chiaravalle”, sviluppato in sinergia con CISL Marche ed FNP e con una rete di partner sul territorio. L’obiettivo è quello di~evidenziare quel filo teso che ha unito le vite di donne diverse ma con un destino comune di lavoro, lasciando un segno importante anche sulle generazioni successive e sul territorio.
~Nell’ambito di questo percorso l’Archivio di Stato di Ancona ha curato la mostra storico-documentaria “Le sigaraie della Manifattura tabacchi di Chiaravalle”,~riportando alla luce l’archivio storico della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, una fonte documentaria finora poco consultata e valorizzata.~
La mostra sarà inaugurata sabato 6 giugno alle ore 11.00 presso il chiostro dell’Abbazia di~~Santa Maria in Castagnola a Chiaravalle.
Un percorso lungo che ha coinvolto il volontariato, la CISL, che celebra, anche con quest’iniziativa, ~il settantesimo dalla sua nascita,~ le categorie sindacali Fai Cisl e Fnp Cisl, ~l’Archivio di Stato, il Monopolio che ha fornito foto della Manifattura Tabacchi e del lavoro delle sigaraie, la Regione Marche con il contributo e il patrocinio e~ il Comune di Chiaravalle.~ Si ringrazia infine la Parrocchia di Santa Maria in Castagnola che ha concesso lo spazio per l’allestimento della~mostra che sarà aperta al pubblico dal 6 giugno fino al 21 giugno con il seguente orario: dal lunedì al venerdì ore 16-19; sabato e domenica ore 10-13 e 16-19~con l’ausilio dei volontari dell’Anteas~e di Fnp Cisl Pensionati .
La mostra sarà visitabile nel rispetto delle normative sull’emergenza Covid-19.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2020 08:35:00 +0200
Dal territorio
Puglia. Prisciano (Cisl): "ArcelorMittal nel vicolo cieco della cig. Governo intervenga seriamente"

Taranto, 4 giugno 2020. «ArcelorMittal va avanti dritto per la sua strada. Una strada a senso unico, caratterizzata solo dal ricorso agli ammortizzatori sociali».
Non usa mezzi termini il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, dopo l’odierno annuncio di ArcelorMittal del ripristino della Cassa integrazione ordinaria per le 8.157 unità in forza nello stabilimento di Taranto. «Una decisione calata dall’alto – aggiunge – alla vigilia dell’annunciata presentazione del piano industriale. ArcelorMittal continua a trincerarsi dietro gli ammortizzatori sociali, il governo deve intervenire subito, non può rimanere alla finestra o addirittura ancora al primo tempo. I lavoratori hanno bisogno di certezza nel futuro,il territorio di risposte che tardano ad arrivare. Gli annunci ripetuti da parte del governo, ormai, lasciano il tempo che trovano: bisogna accelerare – attacca Prisciano - perché è necessario fornire le opportune risposte a tutti lavoratori. Risposte che, per noi, non possono continuare ad essere quelle degli ammortizzatori sociali. Qui c’è gente che vuol lavorare, salvaguardando la propria dignità».
La Fim Cisl, inoltre, ha più volte evidenziato anche ai commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva ogni perplessità in materia di sicurezza e manutenzioni degli impianti.
«Anche nel corso dell’ultimo incontro con i commissari – spiega ancora Prisciano – abbiamo ribadito l’assenza delle manutenzioni programmate, ordinarie e straordinarie e l’assenza di eventuali programmi circa gli impianti fermi a partire dall’acciaieria 1. Per questa acciaieria, dicemmo ad ArcelorMittal di non svuotare le caldaie perché se dovesse verificarsi un problema all’acciaieria 2, la 1 non può ripartire subito perché ha le caldaie vuote. Non abbiamo poi notizie sull’altoforno 2 e l’ad Lucia Morselli il 25 maggio disse che si poteva riaccendere già dalla sera stessa. E anche questo non è possibile».
La Fim Cisl, che per domani, ha confermato lo sciopero di 24 ore nei reparti Ima Est e Ovest (poiché l’azienda non ha mostrato alcuna disponibilità a ridurre il numero dei lavoratori da collocare in Cassa Integrazione)ha evidenziato anche le anomalie ad una gru ad uno sporgente portuale, la CM3 bis, che presenta un problema di rumorosità nella traslazione del braccio. «Senza trascurare – conclude il segretario Fim Cisl - che ad agosto 2020 scadono le certificazioni del tubifici».

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 17:34:06 +0200
Dal territorio
Calabria. Gigliotti (Adiconsum Cisl): “Grave situazione ufficio postale Santa Eufemia Lamezia”

Lamezia Terme, 4 giugno 2020. Sono ormai trascorsi troppi anni da quando l’ufficio postale di Santa Eufemia Lamezia, il cui bacino di utenza è di oltre 30.000 utenti con l’annesso indotto dei servizi aeroportuali, ferroviari e dell’intera area industriale, è ubicato in un container. La gestione degli oltre 1.000 conti correnti postali accesi, dei servizi di corrispondenza, consulenza finanziaria e assicurativa è affidata al personale che- costretto a districarsi tra scaffali, faldoni e scatoloni- opera in condizioni davvero disagiate mentre gli utenti a causa di tale contesto del tutto inidoneo continuano a subire lesioni ai diritti garantiti e tutelati dal Legislatore nazionale ed europeo: sicurezza, riservatezza e privacy. Gli utenti costretti a sostare in mezzo alla strada e sotto il sole con il sistema del fai-da-te per prenotare il turno. Come se ciò non bastasse – afferma Michele Gigliotti – siamo ancora in emergenza a causa del covid19 ma né a Poste né al Sindaco di Lamezia Terme sembra interessare la situazione di estrema pericolosità per l’intera cittadinanza. La situazione penalizza, ancora una volta, fortemente il quartiere di Santa Eufemia che, fuori dal periodo elettorale, non appare suscitare l’interesse né del Sindaco e né della sua Giunta. A maggiore riprova di quanto affermato registriamo che il comune ha deciso di dismettere, con aggiudicazione attraverso asta giudiziaria, gli immobili dove erano ubicati gli uffici postali. La nuova Giunta anche nella gestione di tale situazione ha dimostrato superficialità, non compiendo alcuna azione di discontinuità con il passato ma anzi dimostrando di non tenere in alcuna considerazione gli interessi dei cittadini ad esclusivo favore dei privati. Per risolvere tale problema la proposta concreta di Adiconsum (Associazione difesa Consumatori) è quella di adibire l’ex sede del comune di Santa Eufemia (attuale delegazione comunale del Comune di Lamezia Terme ormai chiusa da tempo) sita nel cuore del quartiere vicino all’attuale sede di via F. Tetro 2 quale collocazione ideale per gli uffici delle poste di Santa Eufemia Lamezia. Ovviamente è necessario avviare nel più breve tempo possibile l’iter dei controlli e dei sopralluoghi per capire la fattibilità di tutta l’operazione, invitiamo quindi il Sindaco avv. Paolo Mascaro, Poste Italiane e ASL ad avviare un confronto su tale tematica perché non è più possibile che a fare le spese di tale situazione, che da emergenza è diventata purtroppo triste consuetudine, siano come sempre solo gli utenti e i lavoratori.    

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 14:48:43 +0200
Dal territorio
Veneto. Deola (Cisl): "Dolomitibus ripristini le corse, no ai servizi a chiamata"

Belluno, 4 giugno 2020 - “Dolomitibus riattivi le corse, a partire da quelle che coprono il trasporto extraurbano, e i sindaci si facciano portavoce della richiesta di centinaia di cittadini, studenti, lavoratori per il ripristino di un servizio indispensabile”. Sulla questione Dolomitibus interviene Bruno Deola della Cisl Belluno Treviso, che chiede l’immediata ripartenza delle corse che dovrebbero essere garantite dalla società che gestisce il trasporto pubblico in provincia di Belluno.
“Il trasporto extraurbano è al palo - denuncia Deola -, siamo l’unica provincia in Veneto in cui è garantito appena il 20% delle corse, mentre in Veneto si viaggia oltre 60/70%. Il trasporto pubblico va mantenuto e sostenuto a prescindere dal fatto che manchino gli utenti. Ci appelliamo alla Provincia, che detiene il pacchetto di maggioranza in Dolomitibus, affinchè provveda al ripristino delle corse e rigettiamo in toto la possibilità paventata di sostituire le linee con un servizio di trasporto a chiamata che non si capisce da chi possa essere gestito, se da privati o dal pubblico o da servizi di noleggio con conducente: si tratterebbe di un ulteriore indebolimento del servizio pubblico, soprattutto per le vallate. Mantenere i servizi è il primo antidoto contro lo spopolamento che affligge la provincia di Belluno”.
La Fit Cisl, fa sapere il segretario reggente della categoria Oscar Dalla Rosa, non ha firmato il verbale di proroga degli ammortizzatori sociali per i dipendenti di Dolomitibus, invocando la messa in moto al più presto di tutte le linee.
“Siamo preoccupati anche per i 240 lavoratori dell’azienda che da mesi sono in cassa integrazione e sono amareggiato per i 3 contratti scaduti che non sono stati rinnovati, e ce ne sono altri in scadenza a breve. Come Rsu della Fit - spiega Marcello Di Tavi - siamo impegnati al massimo per il mantenimento dei livelli occupazionali”.

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 13:45:21 +0200
Dal territorio
Lazio. “Per la ripresa occorre ripartire dagli investimenti – Sbloccare i Cantieri!”

Roma, 4 giugno 2020 - La Provincia di Rieti causa anche l’emergenza sanitaria per il covid-19, sconta una crisi senza precedenti. Il territorio già dichiarato area di crisi complessa e dopo la desertificazione del suo nucleo industriale, ha bisogno di una svolta. Ebbene gli investimenti nelle opere pubbliche e non, possono essere un volano di ripresa fondamentale per l’intera Provincia. Sono molti i progetti ed i cantieri da aprire o fermi da troppo tempo. Molti sono riconducibili alle opere viarie di collegamento, altri sul versante della sanità ed altri ancora sul turismo o sulla riqualificazione delle aree ex industriali. Sul versante viabilità occorre definire e far partire senza ulteriori indugi i lavori sulla via Salaria previsti dall’accordo di sviluppo sottoscritto con la Regione Lazio nel 2017. Nello specifico ci sono da sbloccare gli interventi previsti dalla nuova rotatoria di Passo Corese, il tratto dal chilometro 56 al chilometro 64 fino ad arrivare all’ultimazione dello svincolo di Micigliano direzione Amatrice. Più in generale sarà necessario tendere al raddoppio della via Salaria così come previsto nell’accordo sottoscritto. In più c’è da ultimare il tratto della Rieti-Terni nonchè il tratto della Rieti-Torano.
Il sisma ci ha consegnato una situazione drammatica che stenta ancora a decollare. Troppo pochi i cantieri aperti sul versante della ricostruzione privata che auspichiamo aumentino con la nuova ordinanza del commissario al sisma di maggio 2020. In ogni caso sia la ricostruzione privata che quella pubblica hanno necessità di una svolta definitiva con la partenza delle opere previste ossia della costruzione dei 2 nuovi Ospedali ad Amatrice e a Rieti. Opere strategiche che vanno nella direzione del miglioramento della sicurezza sismica delle strutture ma soprattutto restituiscono la qualità delle cure ai cittadini del territorio provinciale.
Nella direzione dell’edilizia pubblica si inserisce anche il tema delle scuole, molte di esse vanno costruite nuove con i criteri antisismici. Va abbondonata l’idea consolidamenti che non garantiscono sicurezza soprattutto per quegli edifici del centro storico e non solo molto vecchi ove insistono ogni giorno centinaia di ragazzi. Procedere con una nuova politica di edilizia scolastica, identificare le aree e costruire gli edifici, d’altronde i fondi ci sono e sono previsti proprio in questa direzione. In parallelo è di vitale importanza sbloccare definitivamente le aree della zona ex industriale ormai al centro della città, riqualificandola definitivamente e restituendola alla città. Molti i progetti che negli ultimi anni sono stati presentati, oggi è il tempo di dare gambe a quei progetti.
Il territorio della Provincia è chiaramente vocato al turismo sia esso sportivo, naturalistico e religioso. Un’area verde e montana, tra riserve naturali, antichi borghi, percorsi di fede ed enogastronomici, estremamente vicina alla Capitale, che può vedere negli investimenti turistici un nuovo volano per la ripresa economica. Nel passato Rieti è stata definita come la possibile “Toscana del Lazio” ma al fine di poter giungere a tale traguardo il territorio necessita di strutture recettive, dall’albergo diffuso agli investimenti sui cammini di fede fino alle strutture sportive a sul Terminillo. In questa direzione lo sblocco degli investimenti della Montagna di Rieti, famosa nella storia come la “Montagna di Roma” necessita della definizione del progetto del TSM2 (Terminillo Stazione Montana) che dia nuovo impulso al turismo sia invernale che estivo. Il rapporto di “Sky pass panorama turismo” elaborato dall’osservatorio italiano turismo montano calcola che gli investimenti generino nuova occupazione in un rapporto di 1 a 53 calcolato tra gli operatori assunti nel settore funivie e quelli che si sviluppano nell’indotto totale. Dunque se dopo i primi 3 anni e a regime, il comprensorio necessiterà di 80 addetti agli impianti si potrebbe generare occupazione per 4240 tra la stagione estiva e quella invernale, occasione troppo grande per perderla senza nemmeno provarci.
Siamo certi che dallo sblocco dei cantieri e dei progetti messi in campo possa scaturire una nuova rinascita economica di un territorio che è stanco di aspettare i tempi della politica e della burocrazia. Così in una nota Carlo Costantini Segretario Generale della CISL Roma Capitale Rieti e Paolo Bianchetti della CISL Roma Rieti

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 12:26:07 +0200
Dal territorio
Toscana. Acciaierie Piombino, positivo il percorso condiviso tra governo e Jindal

Firenze, 4 giugno 2020 - “Alla luce dell'incontro avvenuto tra il presidente del gruppo Jsw, Sajjan Jindal e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli è emersa una evidente volontà e disponibilità da parte del governo ad agevolare la ripresa produttiva del sito di Piombino e ad accompagnare gli investimenti necessari per ammodernare gli impianti anche attraverso un possibile ruolo attivo dello Stato. Come Cisl e Fim della Toscana diamo un giudizio positivo a questo tipo di impostazione che prevede, come sosteniamo oramai da lungo tempo, un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile in Italia.” A dirlo sono il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza e il segretario generale della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini.
“In questo particolare momento di crisi derivata dall’epidemia di Covid – proseguono Cerza e Beccastrini - è essenziale la volontà del governo di agevolare la ripresa produttiva; il percorso condiviso dall’Esecutivo con Jindal dovrà garantire l'attività produttiva e ed il mantenimento dei livelli occupazionali. E' importante che la proprietà presenti entro due settimane un piano industriale in modo da poter garantire all'azienda la liquidità necessaria per produzione ed investimenti.”
“Positiva anche la definizione di un costo dell'energia più sostenibile e funzionale all'investimento sulla nuova acciaieria elettrica. Con il nuovo accordo di programma ci saranno poi tutta una serie di interventi relativi allo sviluppo della logistica, delle infrastrutture e al miglioramento ambientale.”
Adesso però occorre cambiare passo e far partire al più presto i lavori, perché quando l’economia mondiale ripartirà, Piombino sia pronta a produrre acciaio di qualità con una acciaieria ecosostenibile.

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 12:13:04 +0200
Dal territorio
Emilia Romagna. Cisl: "Edilizia. Filca Emilia Centrale si conferma primo sindacato a Modena"

Modena, 4 giugno 2020. Con 1.877 iscritti, pari al 45% degli associati ai sindacati, la Filca Cisl Emilia Centrale si conferma la prima organizzazione sindacale dei lavoratori edili modenesi. 

Lo certificano i dati delle due Casse edili di Modena (enti bilaterali che erogano prestazioni e servizio alle imprese e addetti delle costruzioni) relativi al semestre aprile-settembre 2019.

«La nostra categoria è in assoluto la più forte in provincia di Modena, così come lo era nel semestre precedente (ottobre 2018-marzo 2019), quando avevamo 1.765 iscritti – sottolinea con soddisfazione il segretario generale della Filca Cisl Emilia Centrale Remo Perboni – Questi risultati ci inorgogliscono e caricano di responsabilità: tanti lavoratori, infatti, hanno deciso di rinnovarci la fiducia o associarsi alla Filca per la prima volta, premiando così i valori e l’attività della nostra categoria.

Il nostro primato è frutto dell’impegno quotidiano profuso da dirigenti, operatori, delegati e attivisti delle strutture Filca a tutti i livelli, che non hanno mai smesso di prodigarsi per la dignità e sicurezza dei lavoratori, neanche in questo momento di emergenza economica e sanitaria», conclude Perboni.

I dati delle Casse edili modenesi indicano un aumento degli addetti del settore, passati dai 7.560 del semestre ottobre 2018-marzo 2019 ai 7.817 del semestre aprile-settembre 2019.

Il 53% è iscritto a uno dei tre sindacati confederali (Filca Cisl, Fillea Cgil o Feneal Uil).

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 09:04:39 +0200
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Marche. Cisl: "70esimo anniversario fondazione Cisl. Concorso "Fatica ed emancipazione nel lavoro che cambia""

Ancona, 4 giugno 2020. Venerdì 5 giugno ore 15.30 in diretta Facebook, dalla pagina Cisl Marche, video-premiazione delle Scuole vincitrici del Concorso didattico A.S. 2019-2020 “Fatica ed emancipazione nel lavoro che cambia”, rivolto a tutte le scuole secondarie di secondo grado marchigiane, promosso dalla CISL Marche, in occasione dei 70 anni di fondazione della Cisl 1950 -2020. «L' obiettivo principale del concorso è stato quello di sollecitare e valorizzare una riflessione autonoma, da parte delle ragazze e dei ragazzi della nostra comunità regionale, sul valore del lavoro come fattore di promozione della identità e della dignità della persona - ha sottolineato Cristiana Ilari, Segretaria Regionale Cisl Marche, che presidierà la premiazione - Come stabilisce la nostra Costituzione, il lavoro, che si trasforma in relazione al contesto storico, deve rimanere il pilastro su cui costruire una società inclusiva e solidale fondata sui valori della libertà, dell’uguaglianza, della pace. Siamo davvero soddisfatti, hanno partecipato oltre 100 studenti provenienti dagli istituti superiori della regione con lavori molto interessanti in cui hanno saputo esprimere la loro creatività e il loro talento»

Arrivate in Cisl Marche, nei tre mesi di apertura dal bando, ottobre 2019 – gennaio 2020, sessanta opere, tra video, saggi, racconti e opere artistiche, elaborate dai 140 studenti che hanno partecipato al concorso guidati dai loro docenti.
Il primo premio per la “Sezione Narrativa” è andato al racconto “ Il pane e le rose” di Nicole Cingolani e Valentina Monteburini della classe V Q Liceo Carlo Rinaldini Ancona ; per la “Sezione Multimediale” vince il primo premio il video “ Sognare ci rende liberi” di Elisa Bontempo, Angjelo Libofsha, Pietro Piscitelli, Sofia Regni, Camilla Venanzi, della classe IVB Inf IIS Savoia Benincasa Ancona; per la “Sezione Saggistica” primo premio al saggio “Fatica tra emancipazione e precarietà: potenzialità e rischi del lavoro in mutamento” di Edoardo Magistrelli, della classe IVB IT IIS Laeng Meucci Castelfidardo, ed infine per la “Sezione Artistica” vince il primo premio l’opera” Manifesto: Fatica ed emancipazione nel lavoro che cambia” di Rebecca Abbondanzieri, Neonila Bernacchia, Martina Ferrara, classe IV C Seneca IIS Polo 3 Fano.
I premi, in denaro per gli studenti e dispositivi informatici per le scuole, saranno consegnati per la “Sezione Narrativa” da Mario Canale, Segretario Generale FNP Marche, per la “Sezione Multimediale” dalla Segretaria Generale FIST Marche, Selena Soleggiati, per la “Sezione Saggistica”, dal Segretario Generale Femca Cisl Marche, Piero Francia e dalla Segretaria Generale della Cisl Scuola, Anna Bartolini per la “Sezione Artistica”.
All’evento, che si si colloca nell'ambito delle iniziative in programma per il settantesimo anniversario della fondazione della Cisl, interverrà il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi.

 

Riportiamo di seguito l’elenco dei vincitori del primo, secondo e terzo premio suddivisi per le sezioni di concorso:
“Sezione Narrativa”
1° premio: Il pane e le rose di Nicole Cingolani e Valentina Monteburini, docente: Prof.ssa Natascia Giostra (classe V Q Liceo Carlo Rinaldini Ancona)
2° premio: Professione ape operaia di Minyar Aroui, Valentina Caucci, Viola Pipitone, Alessia Galeazzi, docente: Prof.ssa Paola Nisi (classe IVBL IIS Savoia Benincasa Ancona)
3° premio: Come un’unica voce di Matilde Bolletta, Agnese Ciavattini, Siria Cristiani, Matilde Polenta, docente: Prof.ssa Carla Cesari (classe IVAS IIS Savoia Benincasa Ancona)
“Sezione Multimediale”
1° premio: Sognare ci rende liberi di Elisa Bontempo, Angjelo Libofsha, Pietro Piscitelli, Sofia Regni, Camilla Venanzi, docente: Prof.ssa Lorella Meleti (classe IVB Inf IIS Savoia Benincasa Ancona)
2° premio: Il progresso dei diritti dei lavoratori di Gioele Allori, Federico Di Giovannangelo, Giorgio Di Tata, Riccardo Imani Nobar, Victor Morales, Lorenzo Nucci, docente: Prof.ssa Laura Ramadori (classe IIIA Inf IIS LAENG MEUCCI di Castelfidardo)
3° premio: I sogni lavorativi di ieri e di oggi di Umberto Olivi, docente: Prof. Matteo Antonini (classe IVD indirizzo Audiovisivo e Multimediale Liceo Artistico Cantalamessa Macerata)
“Sezione Saggistica”
1° premio: Fatica tra emancipazione e precarietà: potenzialità e rischi del lavoro in mutamento di Edoardo Magistrelli, docente: Prof.ssa Morena Rosciani (classe IVB IT IIS Laeng Meucci Castelfidardo)
2° premio: Il lavoro: un pilastro in movimento di Marco Camilletti, Francesco Fontanella, Jan Breccia, docente: Prof.ssa Raffaella De Sanctis (classe IVA-B LSA IIS Laeng Meucci Castelfidardo)
3° premio: Una lavoratrice in un mondo in continua evoluzione di Sangida Jahan, docente: Prof.ssa Silvia Maniaci (classe VP LES Liceo Carlo Rinaldini Ancona)
“Sezione Artistica”
1° premio: Manifesto: Fatica ed emancipazione nel lavoro che cambia di Rebecca Abbondanzieri, Neonila Bernacchia, Martina Ferrara, docente: Prof.ssa Tiziana Conti (classe IV C Seneca IIS Polo 3 Fano)
2° premio: Il Mio Domani di Marco Bugiolacchi, docente: Prof.ssa Sofia Frontini (classe II CI IIS Laeng Meucci Castelfidardo)
3° premio: Doppia anima di Giorgia Bellagamba, Giorgia Bugaro, Elena Luchetti, Alma Metzner, Chiara Paoloni, docente: Prof.ssa Carla Cesari (classe IV AS IIS Savoia Benincasa Ancona)

Data articolo: Thu, 04 Jun 2020 08:59:49 +0200
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Campania. Cisl: "Jabil. Dopo revoca licenziamenti assicurare un futuro"

Napoli, 3 giugno 2020. “Bisogna continuare a lavorare in modo da consentire ai lavoratori di Jabil un futuro occupazionale sicuro”. È quanto affermano i segretari generali della Cisl Campania e Caserta, Doriana Buonavita e Giovanni Letizia, a seguito della revoca dei 190 licenziamenti da parte dei vertici dello stabilimento di Marcianise, dopo la video conferenza che si è tenuta oggi alla presenza del ministro Nunzia Catalfo, dell’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri. “In queste settimane dobbiamo, insieme alle istituzioni, cercare soluzioni e definire accordi con le aziende che saranno disponibili alla ricollocazione affinché il lavoro fatto finora non si vanifichi e i lavoratori non debbano più trovarsi alla fine di questo periodo di proroga della cassa integrazione di nuovo con l’acqua alla gola e l’incubo dei licenziamenti”.

Data articolo: Wed, 03 Jun 2020 16:03:10 +0200

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