NEWS - scuola istruzione scienze ambiente tecnologia

figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna in pre-order
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

News da musica informatica.it

#musica #informatica #musicainformatica.it

Musica Informatica
XXIII Colloquio di Informatica Musicale: riflessioni sonore
Confermata l’edizione 2020 per il Colloquio di Informatica Musicale che si terr√† a Torino dal 22 al 24 Giugno tra gli spazi del Conservatorio di Torino, in collaborazione con lo SMET, la Scuola di Musica Elettronica, e il CIRMA (Interdepartmental Center for Research on Multimedia and AudioVideo dell’Universit√† di Torino. La novit√† di questa edizione […]

Confermata l’edizione 2020 per il Colloquio di Informatica Musicale che si terr√† a Torino dal 22 al 24 Giugno tra gli spazi del Conservatorio di Torino, in collaborazione con lo SMET, la Scuola di Musica Elettronica, e il CIRMA (Interdepartmental Center for Research on Multimedia and AudioVideo dell’Universit√† di Torino.

La novit√† di questa edizione √® sicuramente l’affiliazione con la conferenza Sound and Music Computing organizzata dal 20 al 26 dello stesso mese.

Il tema dell’edizione 2020

Il XXIII CIM ha come titolo Riflessioni Sonore, con l’intento di indagare il potere evocativo della musica, con una particolare attenzione verso gli aspetti psicologici e cognitivi legati alla percezione musicale.

Il programma

Il programma prevede sia delle sessioni di ascolto che di presentazione delle comunicazione scientifiche. Per entrambe le proposte sono previste delle call per candidare i propri lavori alla selezione di partecipazione.

Call for Works

La candidatura dei lavori musicali e artistici segue la procedura prevista dalla conferenza su Sound and Music Computing, che ha come tema specifico quello dell’Imaging Sound, con un’attenzione particolare verso i seguenti temi:

–       Audio and music for films

–       Audio-visual composition

–       Auditory-visual crossmodal correspondences

–       Colour in sound and image

–       History and aesthetics of visual/film music

–       Image and music computing

–¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†Improvisation in audio-visual contexts

Il miglior contributo musicale si aggiudicherà il Premio Teresa Rampazzi

Call for papers

Per i contributi scientifici la data di scadenza √® quella del 1¬į Marzo 2020. Il tema principale √® quello esposto all’inizio di questo articolo ma ci√≤ non impedisce di presentare lavori sui seguenti argomenti:

  • Accessibility and special needs
  • Artificial intelligence and machine learning
  • Computational musicology
  • Computer-aided composition
  • Computer-aided performance
  • Emotions and affective computing
  • Hardware/software systems
  • Humanities in sound and music computing
  • Music information retrieval
  • Musical gesture
  • Multimodal interaction
  • New interfaces for musical expression
  • Perception and cognition
  • Physical modelling of musical instruments
  • Sonic interaction and information design
  • Sound and music signal processing
  • Technologies for music education
  • Technologies for musical heritage
  • Virtual acoustics
  • VR and games

Il miglior contributo scientifico potrà aggiudicarsi il premio Aldo Piccialli.


Data articolo: Mon, 04 Nov 2019 13:57:18 +0000
Web Software
Song Maker di Chrome Music Lab
Uno strumento che permetta a chiunque di esplorare il mondo della musica deve avere una funzionalit√† accessibili a tutti: per questo Google ha creato Chrome Music Lab, un laboratorio di musica strutturato in modo da offrire un pratico e versatile sistema per creare brani musicali che fosse anche facile da utilizzare. In pi√Ļ, con specifico […]

Uno strumento che permetta a chiunque di esplorare il mondo della musica deve avere una funzionalità accessibili a tutti: per questo Google ha creato Chrome Music Lab, un laboratorio di musica strutturato in modo da offrire un pratico e versatile sistema per creare brani musicali che fosse anche facile da utilizzare.

In pi√Ļ, con specifico riferimento all‚Äôinterattivit√†, Chrome Music Lab ha permesso che la sperimentazione musicale fosse praticata anche nelle classi scolastiche, evidenziando e promuovendo la connessione della musica con altre materie come la matematica e la scienza, o con altre discipline artistiche come la danza e la pittura e incentivando, inoltre, l‚Äôinteresse verso l‚Äôutilizzo degli strumenti musicali suonati dal vivo.
Song Maker è uno dei 13 esperimenti all’interno di Chrome Music Lab e rappresenta una delle realizzazioni pratiche delle intenzioni di Google inserite nel progetto: quella di offrire uno strumento semplice da utilizzare, facilmente comprensibile a tutti, divertente nell’uso, colorato nella grafica e che, soprattutto, permetta di ottenere risultati immediati nel campo della creatività musicale.

L’esperienza Song Maker di Chrome Music Lab

All‚Äôinterno di Chrome Music Lab, nel 2018 Google ha lanciato l‚Äôesperimento Song Maker per Chrome, definito, sinteticamente ma efficacemente, “un modo semplice per creare e condividere una canzone”. Si tratta, infatti, di un vero e proprio strumento per creare musica, con diverse opportunit√† funzionali ma che rimane, allo stesso tempo, pratico e semplice da usare, colorato e divertente, quindi adatto anche ai bambini perch√© strutturato come un gioco.

Song Maker permette a tutti di sperimentare l’esperienza musicale tramite la creazione di una vera canzone, attraverso la selezione di opzioni melodiche e di ritmo e con la possibilità finale di condividere il brano una volta realizzato.

Se desiderate provare ad usare Song Maker non √® necessario che installiate alcuna applicazione, non dovrete eseguire login o creare alcun account: vi baster√† andare su Chrome tramite un qualunque dispositivo, anche mobile e iniziare subito a creare la vostra canzone direttamente sul browser, semplicemente colorando le note sulla griglia/pentagramma, modificando la vostra creazione fino a raggiungere il risultato che pi√Ļ vi piace.

La schermata del Song Maker.

Come funziona Song Maker

Creare il vostro personale brano inedito con Song Maker è semplicissimo: abbiamo già detto che basta cliccare sulla griglia per disegnare le note e iniziare a comporre. E per farlo potete usare il dito, il mouse o anche la tastiera del computer: se utilizzate il pc, premendo i tasti freccia potrete spostarvi sulla griglia o modificare le note, rimuovendo quelle selezionate o aggiungendone altre; trascinando il cursore del mouse potrete creare una striscia di note uguali. Potete anche collegare al vostro dispositivo una tastiera midi e usarla per comporre il brano e, se volete ascoltare la vostra voce, attivate il microfono e cantate una nota.

Nella sezione melodia sono disponibili i suoni di diversi strumenti musicali, nella sezione ritmo si può regolare il tempo del vostro brano musicale e successivamente modificarlo in qualunque momento fino a quando sarete soddisfatti del risultato e vorrete riprodurlo, salvarlo e anche condividerlo, scaricarlo o incorporarlo in un sito web.

Men√Ļ e funzioni

Song Maker è un sequencer a due sezioni: una per creare la melodia e un’altra per definire il ritmo.

Nella sezione melodia, in basso a sinistra immediatamente dopo il pulsante di avvio, scegliete il suono fra diverse opzioni di strumenti musicali, come il pianoforte, la marimba, gli strumenti a corda, i fiati, i legni e il sintetizzatore…e iniziate a disegnare le note.

Nella sezione subito accanto scegliete il ritmo, che può essere elettronico o scandito da batteria (con rullante e piatto) o da altri strumenti a percussione.

Un dettaglio della parte riferita agli strumenti ritmici.

Subito dopo ancora, impostate il tempo e, a questo punto, la vostra creazione musicale avrà già una sua identità. Ascoltandola, vi potrete rendere conto del risultato d’insieme e dei cambiamenti che vi piacerebbe apportare.

C‚Äô√® ancora qualche tasto che potete utilizzare: quello del microfono per cantare una o pi√Ļ note, quello delle impostazioni del vostro pentagramma ‚Ķe anche quello che vi consente di cancellare tutto e ricominciare da capo per comporre lo stesso brano con caratteristiche differenti oppure una musica nuova e completamente diversa.
In ultimo, trovate il tasto che vi permette di salvare la vostra canzone finita tramite link e, volendo, di inviarla o condividerla.

Il menu in basso del Song Music Maker.

Qualche nostra osservazione

Anche se un po‚Äô pi√Ļ complesso rispetto ai precedenti tools di Chrome Music Lab, Song Maker possiede comunque una funzionalit√† intuitiva e un sistema facile da utilizzare.
In realtà tutto ciò che dovrete fare, sostanzialmente, è cliccare le note sulla griglia: anche se non siete esperti musicisti, la vostra composizione risulterà ugualmente in tonalità perché sarà Song Maker a sostituirsi a voi, restringendo la gamma delle note da utilizzare.
E, anche se d√† l‚Äôimpressione e la sensazione di giocare, Song Maker pu√≤ essere utile anche a chi di musica se ne intende, ad esempio per salvare un‚Äôidea, uno spunto da sviluppare successivamente o per sfruttare un momento creativo che arriva all’improvviso in un luogo non deputato (ricordiamo che potete usarlo anche sul telefonino‚Ķ).
D‚Äôaltra parte, la musica √® per tutti: lo dice l‚Äôintroduzione del video tutorial di Song Maker e non si pu√≤ che essere d’accordo.


Data articolo: Tue, 15 Oct 2019 11:23:57 +0000
Software Notazionale
LilyPond: cos’è e come funziona
LilyPond √® frutto dell’intuizione di due musicisti desiderosi di varcare il confine di spartiti elaborati al computer, perennemente dotati di un grado di meccanicit√† fin troppo elevato. Se √® vero che ambizione di ogni musicista √® quella di scrivere della musica correttamente e senza troppi intoppi, √® altrettanto vero che l’obiettivo dei programmatori che l’hanno […]

LilyPond √® frutto dell’intuizione di due musicisti desiderosi di varcare il confine di spartiti elaborati al computer, perennemente dotati di un grado di meccanicit√† fin troppo elevato. Se √® vero che ambizione di ogni musicista √® quella di scrivere della musica correttamente e senza troppi intoppi, √® altrettanto vero che l’obiettivo dei programmatori che l’hanno ideato √® stato quello di progettare un software capace di elaborare degli spartiti se non altro eleganti. Il risultato che ne consegue √® un mix armonioso che unisce tra loro delle spartiture godibili facendo tuttavia attenzione alle migliori tradizioni della tipografia musicale. LilyPond volge inoltre uno sguardo attento verso dettagli, quelli inerenti la formattazione, che tuttavia permetteranno a musicisti, editori o trascrittori di potersi interamente dedicare alla parte musicale, piuttosto che prendersi cura del miglioramento dell’output del proprio software. Al musicista, infatti, verranno conferite delle parti che, oltre che essere lette, gli consentiranno di concentrare le proprie forze sull’esecuzione vera e propria. Scendendo maggiormente nel particolare, di cosa si tratta quindi? Proviamo a chiarivi le idee a riguardo con questo guest post gentilmente concesso dalla redazione di musicainfomatica.it.

Che cos’√®
Come in precedenza affermato, LilyPond permette ad ogni musicista di procedere alla realizzazione di spartiti che risultino essere non soltanto eleganti, ma anche agevoli da leggere. Il team di programmatori che ha sviluppato e posto le basi per quest’idea ha infatti trascorso ore ed ore nel cercare di mettere a disposizione di ciascuno un software di incisione musicale che producesse spartiti qualitativamente eccelsi. Ciascuna impostazione stilistica, insieme ai font ed agli algoritmi, trae ispirazione da quella che √® stata la migliore musica scritta a mano. L’output che caratterizza in connotati di LilyPond ha la medesima conformazione, elegante ed allo stesso tempo equilibrata, delle partiture classiche pi√Ļ conosciute ed apprezzate.
Formulando un input testuale, LilyPond far√† in modo che quest’ultimo venga letto con estrema facilit√† sia da un essere umano sia da qualunque altro programma. Non esistono informazioni occultate n√® per quello che riguarda le impostazioni del men√Ļ, n√® tanto meno per quello che attiene il salvataggio in file binari. Chiunque debba variare fattori relativi all’aspetto, la correzione apportata potr√† essere visualizzata anche nel file di input, in una forma perfettamente decifrabile per chiunque. Sarai pertanto messo sempre e comunque nelle condizioni di riguardare la musica che hai scritto. Nel’ipotesi in cui tu dovessi per errore rendere il file non funzionante, potrai rimediare semplicemente ripristinando o modificando ogni decisione senza annullare il tutto. Potrai interpretare ogni file senza necessit√† di entrare nel programma che li ha generati. Gestirai perci√≤ file di testo tramite l’ausilio di un programma di controllo di versione.

Caratteristiche
Impostando la formattazione migliore inizialmente, LilyPond ti eviter√† la seccatura di impiegare tempistiche notevoli per correggere l’output. Il programma in questione, infatti, determina in modo autonomo sia lo spazio che le interruzioni di linea, per un’impaginazione che apparir√† come uniformemente proporzionata. Non vi sar√† alcuna collisione tra note, testo ed accordi. In aggiunta, come se ci√≤ non fosse ancora sufficiente, le codette e le legature di portamento verranno collocate in automatico. Particolare di non secondaria importanza √® un input testuale che dona anche a chi √® affetto da disabilit√† il piacere di scrivere della buona musica. Tutti coloro che, per inabilit√† di tipo fisico, non sono in grado di utilizzare mouse o tastiera, potranno infatti fruire della funzione di riconoscimento vocale. Anche i non vedenti possono utilizzare LilyPond. Operazione, questa di cui si parla, che sarebbe pressoch√© inattuabile in qualsiasi altro programma. Coloro che hanno progettato LilyPond hanno messo a punto degli strumenti funzionali nel rendere pi√Ļ celere ed incisiva la fase di modifica o correzione dei file. Potranno quindi essere selezionati degli strumenti differenti a seconda della modifica da attuare.

La parte pratica
LilyPond √® definibile come un sistema compilato. Questo, in soldoni, sta a significare che potrai visualizzare l’output sullo schermo del tuo pc, ma anche stamparlo. Qui, la musica non verr√† scritta semplicemente trascinando le note selezionate in una barra degli strumenti, ma ne verr√† digitato il testo direttamente ed in prima persona. Il tutto verr√† infine interpretato dal programma, il quale sforner√† degli spartiti qualitativamente ottimi. La codificazione delle note viene eseguita con l’aiuto di lettere e numeri. Per quello che invece interessa le alterazioni, ad esse vengono associati nomi differenti. Tanto per citare qualche caso esemplificativo, per il diesis dovr√† essere aggiunta la voce -is, mentre per il bemolle vi sar√† la dicitura -es. I calcolo delle alterazioni verr√† direttamente effettuato da LilyPond. Testo ed accordi potranno essere tra loro uniti, ricavando cos√¨ uno spartito semplice. Baster√† inserire i nomi degli accordi, la melodia ed il testo, combinando infine gli ultimi due fattori. Le parti per orchestra possono essere procurate da un unico documento di input, cos√¨ che il mutamento di una nota andr√† a toccare le parti e la partitura. Se la tua intenzione √® quella di immettere la medesima musica in molteplici parti del testo, dovrai conferire alla musica una “variabile”. Questa verr√† infine utilizzata in una sola parte.

Per ulteriori approfondimenti rimandiamo al sito ufficiale.


Data articolo: Wed, 02 Oct 2019 13:38:36 +0000
Software libero
Il sequencer audio/midi Qtractor
Se siete utenti Linux √® state cercando una piattaforma free ed open source, bella strutturata, che valga come alternativa al solito Cubase, allora vi consiglio di fare un giro su Qtractor, un sequencer e registratore multi track programmato in C++, con le potenzialit√† di altri software di categoria pi√Ļ blasonati. Nato come sequencer dedicato all’utilizzo […]

Se siete utenti Linux √® state cercando una piattaforma free ed open source, bella strutturata, che valga come alternativa al solito Cubase, allora vi consiglio di fare un giro su Qtractor, un sequencer e registratore multi track programmato in C++, con le potenzialit√† di altri software di categoria pi√Ļ blasonati.

Nato come sequencer dedicato all’utilizzo di dispositivi MIDI esterni, Qtractor nel tempo si √® arricchito di nuove funzionalit√† che ne hanno fatto uno strumento pi√Ļ completo. Tuttavia, sottolinea lo sviluppatore, Qtractor non si pu√≤ considerare una vera e propria DAW, rigida nelle sue impostazioni, ma neanche va confuso con un sistema modulare totalmente personalizzabile. Qtractor √® considerato un ibrido, capace di dare buone soddisfazioni sia a chi √® alle prime esperienze con la musica digitale sia all’utente di maggiori pretese.

Una schermata di esempio delle diverse finestre di Qtractor.

Una schermata di esempio delle diverse finestre di Qtractor.

Come accennato all’inizio, Qtractor √® disponibile solo per sistemi Linux, ed √® basato su ALSA (Advanced Linux Sound Architecture) e su Jack (Jack Audio Connection Kit) a supporto della gestione del MIDI e di tutta l’infrastruttura IO.

Tra le principali caratteristiche di Qtractor ricordiamo:

  • Possibilit√† di utilizzare un numero illimitato di tracce
  • Registrazione e riproduzione di tracce audio
  • Gestione dei formati¬†OGG, MP3 (solo in modalit√† riproduzione), WAV, FLAC, AIFF e molti altri
  • Supporto dello standard MIDI
  • Plugin VSTi
  • Registrazione a loop
  • Piano rool

e molto altro che potete leggere a questo indirizzo.

Per il download rimando alla pagina ufficiale.


Data articolo: Tue, 26 Jun 2018 20:22:12 +0000
Fairlight CMI
AA. VV. ‚Äď Computer Music from the Outside In
Autori: Vari Titolo: Computer Music From the Outside In Etichetta:¬†Folkways Records Anno: 1983 Tracce: 4+4 Durata: 00.42:41 Non capita spesso di trovarsi di fronte un progetto discografico interessante come questo, prodotto dalla storica etichetta Folkways Records che a discapito del nome ha sempre dedicato largo spazio alla pubblicazione di musica elettronica. La particolarit√† di quest’album […]

Cover dell'lp Computer Music From the Outside In

Autori: Vari
Titolo: Computer Music From the Outside In
Etichetta: Folkways Records
Anno: 1983
Tracce: 4+4
Durata: 00.42:41

Non capita spesso di trovarsi di fronte un progetto discografico interessante come questo, prodotto dalla storica etichetta Folkways Records che a discapito del nome ha sempre dedicato largo spazio alla pubblicazione di musica elettronica.

La particolarit√† di quest’album non √® tanto nella proposta musicale – di tutto rispetto – ma nella possibilit√† di ascoltare dei lavori musicali commentati dai loro stessi autori. Il format outside in √® un percorso di avvicinamento alla musica composta con mezzi elettronici ed era stato sperimentato tre anni prima con il disco¬†Electronic Music From the Outside In, dedicato all’elettronica analogica.

La seconda puntata di questo percorso √® dedicata alla computer music, un approccio editoriale che ancora oggi sarebbe molto interessante ed utile, non solo se applicato alla musica informatica, bench√© tra i diversi ambiti della musica √® quella che maggiormente fatica a trovare i giusti spazi per una pi√Ļ ampia divulgazione, soffrendo dell’opinione comune che “fa tutto il computer”.

C’√® dell’altro ad impreziosire quest’album: i lavori in esso contenuti sono tutti realizzati con il Fairlight Computer Music Instrument. Per chi vuole dedicare un ascolto a questa pubblicazione, ne segnalo la presenza su spotify:

Se volete dare un occhio alle note interne vi lascio il link ad un pdf scaricabile.


Data articolo: Mon, 11 Jun 2018 21:16:14 +0000
Didattica
Come usare Sodaphonic, un audio editor online e gratuito
Sodaphonic √® un piccolo audio editor disponibile in versione web app, gratuito e semplice da utilizzare. Indicato per chi ha bisogno di una veloce operazione di audio editing – passatemi l’espressione che forse richiama procedure ben pi√Ļ complesse di quelle possibili con questo strumento. Tuttavia Sodaphonic¬†nasce per svolgere bene le poche operazioni per cui √® […]

Sodaphonic √® un piccolo audio editor disponibile in versione web app, gratuito e semplice da utilizzare. Indicato per chi ha bisogno di una veloce operazione di audio editing – passatemi l’espressione che forse richiama procedure ben pi√Ļ complesse di quelle possibili con questo strumento. Tuttavia Sodaphonic¬†nasce per svolgere bene le poche operazioni per cui √® stato progettato.

sodaphonic-free-audio-editor

Se poi avete esigenza di registrare un file audio non vi basta altro che cliccare il pulsante di registrazione e parlare nel vostro microfono. Alla fine delle operazioni non vi resta che fare il download in formato .mp3 oppure wave.

sodaphonic-free-audio-editor

Se vi siete appena diplomati per l’insegnamento di Musica Elettronica di qualche conservatorio allora questo post non √® per voi. Se invece siete al comando di una bella classe di futuri compositori, allora Sodaphonic √® un bel giochino per avviare i vostri studenti alla magia dell’audio editing, senza la necessit√† di installare software o strani plugin.

Se avete voglia di provarlo l’indirizzo da seguire √® il seguente:¬†www.sodaphonic.com.


Data articolo: Mon, 08 Jan 2018 22:37:35 +0000
Grm Tools
Aural Sonology, un plug-in per l’Acousmographe
Nei commenti di questo articolo, qualche mese¬†addietro, mi era stato segnalato da parte del¬†suo¬†autore, questo plug-in per l’Acousmographe,¬†Aural Sonology, tutt’altro che nuovo ma comunque interessante, anche per via dei collegamenti con determinati modelli teorici sviluppati nel corso degli anni da alcune importanti personalit√† della musica contemporanea ad indirizzo tecnologico: sto pensando a¬†Denis Smalley¬†e¬†al suo concetto […]

Nei commenti di questo articolo, qualche mese¬†addietro, mi era stato segnalato da parte del¬†suo¬†autore, questo plug-in per l’Acousmographe,¬†Aural Sonology, tutt’altro che nuovo ma comunque interessante, anche per via dei collegamenti con determinati modelli teorici sviluppati nel corso degli anni da alcune importanti personalit√† della musica contemporanea ad indirizzo tecnologico: sto pensando a¬†Denis Smalley¬†e¬†al suo concetto di spettromorfologia (spectromorphology), oppure ancor pi√Ļ indietro a Pierre Schaeffer¬†ed al suo¬†Trait√© des objets musicaux.

In maniera pi√Ļ diretta, Aural Sonology si ispira ai procedimenti compositivi ed alla riflessione teorica di¬†Lasse Thoresen, compositore norvegese che ha sviluppato parte del lavoro di Schaeffer con l’obbiettivo di poter realizzare uno strumento concreto capace di aiutare l’ascoltatore a concettualizzare e trascrivere gli oggetti sonori ascoltati.

Il passaggio dalla teoria alla pratica (informatica) √® stato realizzato da¬†Karl Andreas Hedman con Aural Sonology. Questo plug-in, disponibile per Mac e Windows, traduce le idee di Schaeffer in strutture concettuali, a cui sono abbinati dei segni grafici. Il plug-in risulta equipaggiato con Sonova, un font Truetype Unicode che √® una raccolta di simboli da utilizzare all’interno di Aural Sonology.

Una vista di alcuni segni grafici caratteristici del font Sonova.

Una vista di alcuni segni grafici caratteristici del font Sonova.

 

Il plug-in √® equipaggiato con una libreria per l’analisi spettromorfologica e della forma, che include:

  • Time-fields, per la segmentazione temporale del discorso musicale.
  • Layers, per la segmentazione sincronica.
  • Dynamic form, indicazioni di tempo e forma energetica.
  • Thematic form, ricorrenze, variazione econtrasto.
  • Form-building transformations, gestalt semplici e complessi, combinazioni tra loro.

aural-sonology-plug-in-for-acousmographe

Rappresentazione grafica di un continuum musicale.

 

La pagina ufficiale di Aural Sonology è ospitata sul sito INA-GRM e la potete trovare a questo link. Se volete scaricare la versione per Mac questo è il link, mentre per la versione Pc cliccate qui, entrambe gratuite.


Data articolo: Mon, 04 Jan 2016 14:27:56 +0000
Musical
Arte e computer: Beyond the Fence
Il primo post del 2016 √® all’insegna dei grandi eventi: il 22 Febbraio prossimo andr√† in scena Beyond the Fence, il primo musical interamente realizzato al computer. Un grosso lavoro creativo commissionato dal canale britannico di Sky Arte e che ha visto la collaborazione di numerose e diverse professionalit√†. Non ho mai capito il motivo […]

Il primo post del 2016 √® all’insegna dei grandi eventi: il 22 Febbraio prossimo andr√† in scena Beyond the Fence, il primo musical interamente realizzato al computer. Un grosso lavoro creativo commissionato dal canale britannico di Sky Arte e che ha visto la collaborazione di numerose e diverse professionalit√†.

Non ho mai capito il motivo ma comunemente c’√® la tendenza a ritenere che una qualsiasi cosa “realizzata al computer” sia pi√Ļ semplice della stessa cosa fatta secondo metodi¬†tradizionali. Beyond the Fence, ad esempio, √® un progetto molto complesso, di alto livello tecnico; un progetto innovativo¬†che la coordinatrice e produttrice Catherine Gale ha definito un esperimento folle.

Precisiamo subito che l’idea di poter realizzare un complesso progetto artistico – musicale, nello specifico – attraverso l’applicazione di procedure automatiche, cio√® adottando degli algoritmi da far eseguire ad uno o pi√Ļ computer, √® tutt’altro che nuova, e lo sa bene chi ha confidenza con questo blog. Di esperimenti folli, nella seconda met√† del Novecento, se ne sono visti parecchi; e molte sono state le sperimentazioni nell’ambito della computer music, e tra tutte potremmo citare almeno la Illiac Suite di Lejaren Hiller.

La novit√† in¬†Beyond the Fence, rispetto a quest’ultima opera appena citata, consiste nel tentativo di applicare delle procedure automatiche di composizione non solo alla musica¬†ma anche a tutti gli altri elementi costitutivi e caratteristici di uno spettacolo come un musical: quindi il testo, il soggetto, la sceneggiatura, la scenografia, e tutto il resto.

A pensarci bene, un modello di riferimento pi√Ļ vicino al progetto di Beyond the Fence √® quello offerto da un grande evento multimediale realizzato nel 1969 da John Cage e Lejaren Hiller: HPSCHD.

Ma torniamo ad oggi. Il primo passo per la realizzazione di Beyond √® stato fatto con l’analisi di altri musical di successo.¬†L’indagine, condotta dal¬†Machine Learning Group dell’Universit√† di¬†Cambridge,¬†aveva lo scopo di individuare quali¬†fossero, e se ve ne fossero, eventuali peculiarit√† in comune tra le diverse opere. In altre parole i ricercatori si sono chiesti se fosse possibile individuare delle caratteristiche comuni nelle opere di maggior successo e se queste¬†caratteristiche fossero presenti o no nei musical meno blasonati. L’analisi √® stata condotta sul numero degli attori, la scenografia, i contenuti¬†emozionali (se √® presente l’amore, l’odio, ecc.)¬†ed altri elementi, al fine di capire quali fossero necessari per garantire il successo di Beyond the Fence.

Contemporaneamente, lo staff della¬†Wingspan Productions ha individuato un potenziale strumento nel progetto What-If Machine. Questo, avviato gi√† nel 2013, era stato finalizzato alla realizzazione di un software che fosse in grado di generare¬†idee originali capaci di ispirare reali produzioni¬†culturali o¬†artistiche¬†come film, giochi, dipinti e quant’altro possa rientrare nella sfera della creativit√†. Un prototipo della WHIM pu√≤ essere testata qui. In che maniera il progetto WHIM ha contribuito al musical Beyond? Generando alcune potenziali premesse per la storia da sviluppare, come questa: “What if a wounded soldier had to learn how to understand a child in order to find true love?” Cos’accadrebbe se un soldato ferito dovesse imparare a comprendere¬†un bambino prima di¬†poter trovare il vero amore?

Definito il soggetto e i personaggi chiave, anche la trama √® stata scritta attraverso l’applicazione di procedure algoritmiche, mediante l’utilizzo del software¬†PropperWryter dell’Universit√† Complutense di Madrid e la supervisione di Pablo Gerv√°s.

Pablo-Gerv√°s-Benjamin-Till-and-Nathan-Taylor-for-Beyond the Fence

Al centro Pablo Gerv√°s dell’Universit√† Complutense di¬†Madrid¬†con¬†Benjamin Till and Nathan Taylor (sulla sinistra).

E la musica? Inutile dire che anch’essa √® stata¬†composta mediante procedure algoritmiche, eseguite attraverso un software il cui nome √® un omaggio al pi√Ļ grande compositore di musical: Android Lloyd Webber. Sviluppato da Nick Collins dell’Universit√† di Durham, il programma si basa anch’esso sull’analisi preventiva di altre opere simili.

nick-collins-and-benjamin-till-for-beyond-the-fence

Nick Collins presenta il software musicale Android Lloyd Webber a Benjamin Till, compositore inglese.

Ma √® tutta farina del computer? Non proprio. Alla parte informatica √® stato affiancato un duo totalmente umano, il compositore¬†Benjamin Till e suo marito lo scrittore e attore Nathan Taylor, incaricati di riorganizzare il materiale ottenuto con i software per poter realizzare la partitura e l’intera sceneggiatura. L’obbiettivo del progetto, dunque, √® piuttosto di capire in che misura la creativit√† pu√≤ essere esplorata (o realizzata) attraverso la tecnologia, contribuire a risolvere alcune¬†grandi questioni che interessano la relazione tra arte e scienza, per cercare di rispondere ad una domanda come “pu√≤ la scienza fare arte?”.

Per il momento una prima risposta pu√≤ arrivare dall’Arts Theatre di Londra, dove dal 22 Febbraio al 5 Marzo 2016 andr√† in scena Beyond the Fence, una storia d’amore ambientata nei primi anni Ottanta del Novecento, uno spettacolo che al di l√† di ogni considerazione¬†sar√† ricordato come il primo musical realizzato al¬†computer.

Il trailer:


Data articolo: Sun, 03 Jan 2016 17:15:37 +0000
Lejaren Hiller
Fotostoria #4: HPSCHD
Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo dedicato a¬†HPSCHD, una grande performance multimediale realizzata da John Cage e Lejaren Hiller nel 1969, ed ideata per celebrare il centenario¬†dell‚ÄôUniversit√† dell‚ÄôIllinois di Urbana-Champaign, dove negli anni precedenti si realizzarono importanti esperimenti di musica informatica, come la Illiac Suite, e questo motiv√≤ l’idea di realizzare un’opera […]

Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo dedicato a¬†HPSCHD, una grande performance multimediale realizzata da John Cage e Lejaren Hiller nel 1969, ed ideata per celebrare il centenario¬†dell‚ÄôUniversit√† dell‚ÄôIllinois di Urbana-Champaign, dove negli anni precedenti si realizzarono importanti esperimenti di musica informatica, come la Illiac Suite, e questo motiv√≤ l’idea di realizzare un’opera che prevedesse l’uso del computer.


Scrivendo quell’articolo, a cui rimando il lettore che volesse approfondire le questioni tecniche, storiche ed artistiche che interessano il progetto HPSCHD, ho avuto modo di trovare numerose immagini che vorrei riproporre in questo nuovo numero della serie Fotostoria, continuando cos√¨ il lavoro gi√† presentato con Pietro Grossi, Luigi Nono e Iannis Xenakis.

John-Cage-Lejaren-Hiller-Morton-Feldman

Leggendo i diversi articoli, e libri che scrivono del progetto HPSCHD, anche quando riportano le testimonianze dirette dei due protagonisti qui sopra, non √® chiaro se l’idea di un’opera da realizzare attraverso il computer sia stata di John Cage o se questi sia stato invitato da Lejaren Hiller, che gi√† lavorava per¬†l’Universit√† dell’llinois. In questa foto, Cage e Hiller sono ritratti insieme a Morton Feldman, sulla destra.

 

john-cage-hpschd-front-page-manuscript

Al di l√† di chi abbia per primo ideato una grande performance multimediale che sfruttasse le potenzialit√† del computer, sappiamo di certo che inizialmente Lejaren Hiller avrebbe dovuto svolgere il ruolo di semplice¬†collaboratore, supportando Cage¬†nella realizzazione dell’opera. In verit√† fu propri quest’ultimo a richiedere che i crediti per HPSCHD fossero riconosciuti ad entrambi. Evidentemente il supporto di Hiller alla fine and√≤ oltre quello di un mero assistente tecnico. Nella foto la prima pagina della prima edizione di HPSCHD, in una ripresa di questi anni.

lejaren_hiller_and_john_cage_working_for_hpschd

Probabilmente non poteva che svilupparsi come una lavoro a quattro mani quello di Hiller a Cage, dato che quest’ultimo non aveva alcuna esperienza e conoscenza di mezzi informatici, bench√© fosse stato anch’egli un pioniere della musica elettronica. Hiller, invece, gi√† negli anni Cinquanta aveva realizzato la Illiac Suite, la prima opera realizzata attraverso un computer. Nell’immagine i due compositori sono giocherellano con i dispositivi elettronici, probabilmente digitali ,dell’Universit√† dell’Illinois.

 

john-cage-in-an-electronic-studio

Un’altra immagine di John Cage in uno studio per la musica elettronica. Non sono certo che si tratti della stessa situazione della foto di sopra, tuttavia l’abbigliamento, i capelli e la condizione della sigaretta fanno pensare che anche questa foto sia stata scattata nello stesso momento.

 

sdfdsf

Nella foto Antoinette Vischer seduta al clavicembalo in occasione della prima performance di HPSCHD, 1969, da lei commissionata. Il titolo dell’opera √® una forma contratta della parola Harpsichord, clavicembalo. Il titolo √® ispirato dalla commissione che Cage ricevette dalla Vischer, la quale aveva avviato un progetto di opere commissionate e dedicate al clavicembalo.

letter-from-john-cage-to-lejaren-hiller

Telegramma di John Cage a David Eisenman, dell’Universit√† dell’Illinois. Cage lo avverte che HPSCHD non sarebbe stata pronta per l’11 Marzo del 1968. Ci volle pi√Ļ tempo del previsto per portare a termine l’opera, anche per via delle tante figure artistiche che coinvolgeva, per questo motivo HPSCHD √® datata 1967/1969.

 

Heimbecker_Sara

La riproduzione di un manoscritto su cui vi sono degli appunti musicali per le parti da realizzare con il computer. Il grande ritardo con cui fu presentata l’opera, come accennavo, fu sicuramente dovuto alle tante professionalit√† che il progetto multimediale chiamava in causa, ma non va dimenticato che anche la parte musicale si presentava particolarmente complessa. In effetti erano previste parti da realizzare al computer ma anche parti da riprendere da altre opere gi√† note.

 

Una timeline dei compositori utilizzati in HPSCHD, con le relative date di nascita e morte. Sulla destra una serie di alternative per un’eventuale sostituzione di Ives. Manoscritto della John Cage Collection della New York Public Library di New York.

Una timeline dei compositori utilizzati in HPSCHD, con le relative date di nascita e morte. Sulla destra una serie di alternative per un’eventuale sostituzione di Ives. Manoscritto della John Cage Collection della New York Public Library di New York.

sdf

Il manoscritto a firma John Cage del primo movimento della Sonatina N. 2 di Busoni, riscritta in 3/4 per essere utilizzata in HPSCHD. Oltre alle parti realizzate con il computer, le sette parti di clavicembalo avrebbero dovuto attingere anche da opere già edite, tra gli autori selezionati compare anche Ferruccio Busoni.

Una pagina del solo N.¬į 5. La seconda misura √® presa da Busoni, in rimpiazzo di un’estrapolato da Charles Ives, Alla misura 5 alcuni appunti di John Cage per risolvere il problema delle note che eccedono l’ambito dello strumento. John Cage Collection, New York Public library, New York.

sss

Gli esagrammi ottenuti con la routine DICEGAME. Una parte importante del progetto prevedeva l’applicazione di tecniche aleatorie attraverso l’imposizione degli I-Ching con il computer. Per fare questo Hiller e Cage approntarono un software denominato DICEGAME, di cui l’immagine mostra un risultato stampato.

Heimbecker_Sara

Oltre ad essere particolarmente complessa sul piano della composizione musicale, HPSCHD si presentava molto articolata anche dal punto di vista della presentazione ed esecuzione dal vivo; trattandosi di una performance erano previste sezioni video e di grafica visiva¬†in generale. L’immagine ci mostra la¬†ricostruzione mnemonica di una partecipante: vi √® raffigurata la Assembly Hall la sera della prima esecuzione nel 1969 e il modo in cui furono disposti io diversi elementi.

 

Un'immagine dell'Assemlby Hall prima della performance. Si notano i banner grafici.

La parte visiva della performance occupava un ruolo di primo piano nella realizzazione dell’opera, per questo motivo furono coinvolti molte persone, alcune delle quali nomi di assoluto rispetto nell’ambito dell’arte grafica. Nella foto qui sopra¬†una parte dell’allestimento dell’Assemlby Hall prima della performance. Da notare i tanti banner grafici che scendono dal soffitto.

sdf

Il lavoro sulle parti grafiche fu affidato essenzialmente a¬†Calvin Sumsion, il quale a sua volta si occup√≤ di commissionare lavori ad altri esponenti dell’arte grafica. Sumsion fece uso delle stesse tecniche aleatorie adottate da John Cage per stabilire la posizione e le sequenze di fotografie tratte da due enciclopedie, e proiettate su teli di plastica trasparente. Con molta probabilit√† anche il poster qui raffigurato fu ottenuto con le stesse tecniche aleatorie.

sdf

Anche quest’immagine mostra un poster realizzato da Calvin Sumsion, adottando la medesima metodologia del precedente poster, cio√®¬†utilizzando¬†i dati ottenuti con il software DICEGAME.

 

Heimbecker_Sara

Calvin Sumsion non ebbe solo il compito di realizzare lavori di grafica ma fu responsabile anche di commissioni rivolte ad altre professionalit√†. Tra i nomi selezionati vi furono Ronald Resch al quale fu chiesto di preparare una serie di armonografie, e Gary Viskupic a cui fu chiesto di realizzare un poster che raffigurasse John Cage avanti ad un drago con tre teste: quella di Bach, Beethoven e Schumann. La grafica ottenuta fu utilizzata per il poster di presentazione della prima assoluta all’Universit√† dell’Illinois, il 16 Maggio del 1969.

 

dsfg

Due delle tante armonografie realizzate da Ronald Resch.

sdf

Una fotografia scattata la sera della prima esecuzione nell’Assembly Hall dell’Universit√† dell’Illinois, 16 Maggio 1969.

sdgfsg

La sera della prima esecuzione non mancano momenti di puro merchandising, con la vendita di t-shirt realizzate da¬†Gary Viskupic e raffiguranti Beethoven con indosso la felpa dell’Universit√† dell’Illinois che porta il volto di John Cage.

Heimbecker_Sara

Un’ingrandimento della grafica realizzata da Gary Viskupic per le t-shirt in vendita la sera della prima di HPSCHD.

 

sdfsf

Anche l’attivit√† di merchandising fu influenzata dalle metodologie aleatorie di John Cage. L’immagine mostra una tabella per calcolare il prezzo di vendita dei poster, sulla base dell’I-ching.

cover-john-cage-lejaren-hiller-hpschd-nonesuch

Bench√© HPSCHD si presentasse come un progetto molto complesso, ideato per essere rappresentato ed eseguito dal vivo, la Nonesuch Records ne volle fare anche un’edizione in studio. La particolarit√†: l’ascoltatore era istruito su come manovrare le manopole per il volume sui due canali stereo, per vivere un’esperienza non di ascolto passivo, ma di partecipazione, cos√¨ come era nello spirito della performance.

 

program-knobs-for-hpschd

Per consentire all’utente di poter agire sui volumi dei canali stereo, fu messo a punto un software dedicato, denominato KNOBS, di cui l’immagine mostra l’alrgoritmo.

 

L'immagine sopra, compresa quella di seguito, mostra il programma di sala della prima esecuzione, nel 1969. Tuttavia bisogna ricordare che altre esecuzioni, seppure con alcune modifiche, furono organizzate nel corso dello stesso anno e degli anni successivi, fino ad arrivare ad anni piuttosto recenti.

L’immagine sopra, compresa quella di seguito, mostra il programma di sala della prima esecuzione, nel 1969. Tuttavia bisogna ricordare che altre esecuzioni, seppure con alcune modifiche, furono organizzate nel corso dello stesso anno e degli anni successivi, fino ad arrivare ad anni piuttosto recenti.

La seconda pagina del programma di sala della prima esecuzione di HPSCHD, datata 16 Maggio 1969.

La seconda pagina del programma di sala della prima esecuzione di HPSCHD, datata 16 Maggio 1969.

 

Poster per l'esecuzione alla Buffalo, 1980.

Il poster per la serata alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980. In verità non è sempre chiaro a quale esecuzione faccia riferimento il poster in questione ed il programma della foto successiva.

Il programma di sala per la performance alla Albright-Knox Art Gallery, 1980.

Il programma di sala per la performance alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage, facing camera Lejaren Hiller, Neely Bruce, facing away from camera; Peter Doell, back near camera  HPSCHD - 1971 - SUNY Albany

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage and Lejaren Hiller HPSCHD - 1971 Suny Albany performance - overview of Art Gallery during setup

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage and Lejaren Hiller HPSCHD - 1971 SUNY Albany performance - back room setup with lots and lots of tape recorders

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

Per approfondire la storia di HPSCHD, rimando alla lettura dell’articolo completo che potete trovare¬†cliccando questo link.


Data articolo: Mon, 30 Mar 2015 20:22:52 +0000
Software libero
Software gratuiti per la conversione audio
Alcuni recenti commenti pubblicati qui su musicainformatica, ed altre conversazioni nate altrove, mi hanno spinto a dedicare un po’ di tempo a quei programmi, o utilit√†, sviluppate per la conversione dei file audio. In effetti mi sono reso conto che per quanto si tratti di una procedura piuttosto semplice, in rete √® possibile trovare una […]

Alcuni recenti commenti pubblicati qui su musicainformatica, ed altre conversazioni nate altrove, mi hanno spinto a dedicare un po’ di tempo a quei programmi, o utilit√†, sviluppate per la conversione dei file audio. In effetti mi sono reso conto che per quanto si tratti di una procedura piuttosto semplice, in rete √® possibile trovare una tale quantit√† di offerta che alla lunga diventa difficile orientarsi, soprattutto se state cercando qualcosa di gratuito, e magari anche Open Source.

Oltre la gratuit√†, il pi√Ļ importante elemento distintivo tra i tanti software disponibili √® il numero di formati che sono in grado di gestire.¬†Premetto¬†che non √® mia intenzione affrontare un test per tutti i software in circolazione, mi sono preso l’incarico di provarne qualcuno, annotando in questo post le impressioni che ne ho ricavato.

Dicevo poc’anzi che la principale caratteristica su cui si differenziano le utilit√† di conversione √® il numero di formati gestiti. Chiaramente sarebbe molto comodo poter utilizzare un unico programma che sia capace di farci lavorare con ogni formato in circolazione. Sar√† possibile?

Tra i software gratuiti che ho trovato in circolazione mi sembra che il MediaHuman Audio Converter sia quello pi√Ļ interessante, con un alto grado di soddisfazione per semplicit√†, facilit√† di utilizzo, chiarezza dell’interfaccia, leggerezza e formati gestiti. Per quest’ultimo discorso voglio subito evidenziare che MHAC consente la conversione tra file con estensione¬†WMA, MP3, AAC, WAV, FLAC, OGG, AIFF ed i formati ad alta qualit√† di marchio¬†Apple.

jhgjhg

L’interfaccia di MediaHuman Audio Converter si presenta essenziale e altamente intuitiva. Sono presenti sei pulsanti: i primi tre servono per aggiungere una traccia da convertire, oppure per toglierla attraverso il pulsante -, mentre quello di mezzo serve per ripulire tutta la lista di conversione. Il quarto pulsante serve per selezionare il formato in cui vogliamo convertire il nostro file. Il penultimo pulsante avvia la conversione mentre il simbolo della chiave indica il pulsante delle impostazioni, attraverso cui definire

Tra le altre opzioni vale la pena ricordare che consente la conversione anche dei formati .Cue, con relativa suddivisione in tracce; è dotato di supporto iTunes e permette di estrarre tracce audio da file video.

Sul sito ufficiale sono presenti anche numerose guide, che coprono argomenti quali

Per scaricare il software, gratuito e disponibile per i due principali sistemi operativi, potete seguire questo link se siete utenti Windows, oppure questo link se siete utenti Mac (in quest’ultimo caso scorrete la pagina fino a trovare¬†la dicitura Audio Converter).

Bench√© MHAC sia un software pi√Ļ che soddisfacente per il lavoro di conversione, ho pensato di testarne qualcun’altro, per completezza. MI sono imbattuto in¬†Freemake Audio Converter, che si presenta a sua volta¬†con un’interfaccia estremamente intuitiva, tale da rendere l’utilizzo del programma estremamente¬†semplice. Per quanto riguarda i formati copre tutti quelli pi√Ļ utilizzati ma qualcuno in meno di MHAC. Tuttavia non √® questa la peggior cosa di Freemake Audio Converter che ho prontamente odiato perch√® in fase di installazione bisogna fare molta attenzione a non consentire l’installazione a fini pubblicitari di una miriade di altre utilit√† che nulla hanno a che vedere con la conversione audio. Bench√© io abbia messo grande attenzione alla fine qualcosa mi √® sfuggito e mi sono ritrovato con due software in pi√Ļ, non graditi.

fgj

L’interfaccia di Freemake Audio Converter. In aggiunta, questo software permette di unire insieme le tracce slegate, attivando l’opzione in alto a sinistra. I formati supportati sono visibili con le icone in basso.

Se comunque siete interessati a provarlo, allora questo è il link al sito ufficiale.

Visto che spesso si pu√≤ creare qualche problema con l’installazione dei software, allora vi segnalo anche un buon convertitore che dispone della versione portable. Si tratta di fre:ac, che si presenta con le seguenti caratteristiche:

Chiaramente gratuito e, in questo caso, anche open source.

xcvxv

Una schermata di Fre:ac. Di sicuro pi√Ļ complessa rispetto all’interfaccia dei due programmi precedenti, ma allo stesso tempo anche pi√Ļ completo, in termini di funzionalit√† e caratteristiche.

Per scaricare Free:ac vi consiglio di seguire questo link, a prescindere se siete utenti Windows, Linux o Mac.

E se poi state cercando qualcosa di ancora pi√Ļ agevole perch√® avete bisogno di una conversione semplice e rapida per una bozza, allora potete provare un qualche convertitore on-line, senza installazione o download. Ce ne sono tanti in circolazione, per questo mi limito a segnalare quello con cui mi sono trovato meglio, cio√® Media.io, che potete trovare seguendo questo link.

Se restiamo nell’ambito delle applicazioni on-line, allora vorrei segnalare un’altra utilit√†, che permette la conversione dei file Midi, un formato che fin’ora non avevo ancora preso in considerazione. Se non avete pretese allora vi posso consigliare Zamzar, che consente di convertire file con estensione .mid in tutti i principali formati audio fin’ora citati. Per provarlo seguite questo link. Ricordate di selezionare dal menu a destra il formato in cui convertire.

Ribadisco che questo articolo non ha intenzione di coprire tutto il vasto panorama dei software gratuiti ed open source disponibili on-line, ma solo dare indicazioni su qualcuno di essi. Anzi, sarebbe interessante conoscere altri pareri e magari accogliere su questa pagina le segnalazioni di altri utenti, magari commentando l’articolo.


Data articolo: Sat, 28 Mar 2015 15:23:39 +0000

Le notizie su scuola, scienze, tecnologia, ambiente

Scuola, istruzione, Ministero istruzione, ricerca

Video Superquark RAI News educazione e scuola da edscuola.eu News da MIUR MIUR Comunicati MIUR Atti di notifica News da orizzontescuola.it News da FLC CGIL News da USR per la Lombardia News da USR per la Sicilia News da CNR

News Universita' News istruzione Lombardia Recensioni figures e action figures

Hi-tech, tecnologia,

News Vita digitale Ultimi video da Coisa de Nerd (portoghese) News Tecnologia da ANSA

News Auto e Motori News sul software da software.it

News Musicainformatica.it News hardware punto-informatico.it News download punto-informatico.it News download hwupgrade.it

Ambiente, agricoltura, scienze

Provvedimenti Ministero Ambiente

News da lescienze.it News ricerche da lescienze.it News agricoltura da lescienze.it News alimentazione da lescienze.it

News animali da lescienze.it News clima da lescienze.it News Agricoltura topic.it News cambiamento il cambiamento.it News Scienze da repubblica.it News da ambientebio.it Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale News Ambiente da lifegate News per gli amanti delle actions figures