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News Vita digitale da corriere.it

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ufo
I nuovi dati del Geipan: il 3,5 % degli avvistamenti in Francia rappresenta fenomeni non identificati
Alla faccia di chi ritiene i fenomeni di avvistamento o solenni bufale, o maneggi di cialtroni o pure e semplici illusioni ottiche, il Geipan ha pubblicato uno studio interessante, aggiornando al 22 agosto scorso una serie di dati che raccoglie dal 2007 relativi alla Francia e ai suoi territori d’oltremare (inclusa la Corsica). Premessa doverosa […]

get.histo.cla_L_dynaAlla faccia di chi ritiene i fenomeni di avvistamento o solenni bufale, o maneggi di cialtroni o pure e semplici illusioni ottiche, il Geipan ha pubblicato uno studio interessante, aggiornando al 22 agosto scorso una serie di dati che raccoglie dal 2007 relativi alla Francia e ai suoi territori d’oltremare (inclusa la Corsica). Premessa doverosa per chi non lo sapesse. Il Geipan (acronimo di Groupe d’Études et d’Informations sur les PhĂ©nomènes AĂ©rospatiaux Non-identifiĂ©s), giĂ  conosciuto anche come Gepan (dal 1977 al 1988) e Sepra (dal 1988 al 2004), è una unitĂ  dell’agenzia spaziale francese Cnes il cui scopo è investigare fenomeni aerospaziali non identificati (anche noti come Uap-unidentified aerospace phenomena) e rendere le scoperte disponibili al pubblico. Sottolineo quest’ultima parte: rendere le scoperte di dominio collettivo, una trasparenza che dovrebbe far riflettere tanti altri enti. Comunque, che cosa si acquisisce dall’aggiornamento di studi e ricerche? Che da un lato si è potuto verificare meglio l’elenco dei casi non identificati, abbattendo la percentuale di circa il 10% rispetto ai primi mesi di quest’anno. Ma dall’altro lato ecco che il numero residuo è tutt’altro che trascurabile: il totale aggiornato, infatti, è di 101 (mica pochi…), per una percentuale del 3,5% rispetto alla “torta” complessiva. Dettaglio ancora piĂą significativo è il fatto che se ci si limita agli ultimi dieci anni, i casi senza spiegazione sono pari al 2% del totale: grazie anche a un raffinamento dei metodi di indagine, sono raddoppiati. Ecco comunque la ripartizione, categoria per categoria (la visualizzazione è nell’immagine in alto). Categoria A, fenomeni perfettamente identificati: 22%. Categoria B, fenomeni probabilmente identificati: 40,5%. Categoria C, fenomeni non identificabili: 34%. Categoria D, fenomeni non identificati (dopo adeguata inchiesta): 3,5%. Una curiositĂ  aggiuntiva: le regioni piĂą interessate dagli avvistamenti sono la Provenza-Costa Azzurra (267), l’Ilde-de-France (260) e la Rhone-Alpes (248, mentre la Corsica è la regina degli avvistamenti per abitante per chilometro quadrato. Infine, una mia ultima riflessione: dovrebbe far riflettere che solo il 22% dei casi sono perfettamente spiegabili. Non lo dice Pincopallino, ma l’emanazione di un’agenzia spaziale.

Ecco l’elenco dei premiati dal Cun nel convegno di Roma

Il Cun ha diramato l’elenco di chi sarĂ  premiato nel corso del convegno internazionale di Roma (12 ottobre, Villa Maria). Il premio giornalistico intitolato all’astrofisico Allen Hynek, padre dell’ufologia scientifica, va a Giorgio Pacifici (Rai2 Tg scienze), a Paolo Ricci Bitti (Il Messaggero) e a Roberto Mostarda (Wall Street International – vicepresidente vicario Ugai– Fnsi). Il premio letterario è invece assegnato a Franco Mari, presidente della Suv e responsabile dell’opera “Ufo in Italia, un secolo di storia ufologica”. Infine il premio Arti Visive è di Elisa Fuksas per il film “Albe A Life Beyond Earth”. VerrĂ  assegnato anche un riconoscimento al team della “Creative Nomads Creative Factory & Graphic Studio”, per le trasmissioni su History Channel.


Data articolo: Fri, 11 Oct 2019 20:03:15 +0000
Us Navy
Cinegiornale bUFO / 57 – Robert Salas e il caso Malmstrom, un ospite storico al convegno di Roma del Cun
Il filmato di questo Cinegiornale bUFO ha una duplice valenza: ricorda un fatto molto importante dell’ufologia, l’incidente che il 16 marzo 1967 paralizzò la base aerea di Malmstrom, e ci introduce al convegno internazionale che il Cun (Centro Ufologico Nazionale) anche quest’anno organizza a Roma (appuntamento sabato 12 ottobre a partire dalle 9 nella sala […]

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Il filmato di questo Cinegiornale bUFO ha una duplice valenza: ricorda un fatto molto importante dell’ufologia, l’incidente che il 16 marzo 1967 paralizzò la base aerea di Malmstrom, e ci introduce al convegno internazionale che il Cun (Centro Ufologico Nazionale) anche quest’anno organizza a Roma (appuntamento sabato 12 ottobre a partire dalle 9 nella sala congressi di Villa Maria, in Largo Berchet; il titolo della giornata è “Dalla scoperta dell’America alle evidenze Ufo/Uap”)). Tra i relatori ci sarĂ  infatti Robert Salas, l’ex capitano dell’Usaf, l’ufficiale di lancio dei missili Minuteman che fu testimone di quanto accadde: l’attivitĂ  operativa fu bloccata di colpo e lo stop durò a lungo. In una conferenza stampa tenuta nel 2001, Salas mise in relazione la paralisi con la comparsa di oggetti non identificati sopra la base. Dato il clamore della vicenda, non mancarono le smentite, aperte dall’ex comandante di Malmstrom, che parlò di un semplice guasto e non di Ufo per spiegare l’incidente. Altri si scagliarono contro l’ex ufficiale, ma Salas non ha mai smentito quanto aveva dichiarato. SarĂ  quindi interessante vedere che cosa dirĂ  a Roma, dato che la sua relazione riguarderĂ  anche altri casi avvenuti su siti missilistici. Sono giorni in cui si continua a parlare della nota vicenda degli Ufo/Uap legata a quanto ha dichiarato Luis Elizondo e a quanto ha certificato la Us Navy (ovvero che filmati e fenomeni sono reali). Però, come ripeto, si continua a deambulare lungo perimetri interessanti ma senza una vera rotta verso il “centro” e verso un qualcosa che consenta di salire l’ultimo e piĂą difficile scalino. Dubito che Salas ci regali lo scoop epocale, ma le sue parole nel contesto della valutazione di certe evidenze possono avere un peso.


Data articolo: Thu, 03 Oct 2019 18:04:29 +0000
ufo
Cinegiornale bUFO / 56 – Atlantis, forse c’è una città antica su Marte
In questi giorni ci sono state proposte un sacco di nuove foto di Marte. Con il corollario di commenti tipo “come non l’avete mai visto” o “come non immaginate che sia”. La comunitĂ  scientifica evidentemente crede che la gente sia parecchio beota e che aspetta l’imbeccata dall’alto per capire e mettere a fuoco. Peccato, pur […]

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In questi giorni ci sono state proposte un sacco di nuove foto di Marte. Con il corollario di commenti tipo “come non l’avete mai visto” o “come non immaginate che sia”. La comunitĂ  scientifica evidentemente crede che la gente sia parecchio beota e che aspetta l’imbeccata dall’alto per capire e mettere a fuoco. Peccato, pur tacciati di credere agli asini che volano, sapevamo giĂ  da un po’ che il look del Pianeta Rosso è ben diverso da quello proposto urbi et orbi e che soprattutto la sua esplorazione riserva, ogni volta, qualcosa che perlomeno costringe a riflettere. Ebbene, proprio in questi giorni Scott Waring, insegnante, studioso e ufologo, ancorchĂ© personaggio da taluni accolto con lo stesso entusiasmo con cui un vampiro saluta una treccia d’aglio, ci ha offerto una novitĂ  non trascurabile. Ci parla infatti di forme particolari e di un reticolo che parrebbero essere riconducibili alla pianta di un’antica cittĂ . La Nasa ha ribattezzato la zona con il nome Atlantis. Insieme al filmato tratto da Youtube, vi linko il sito di Waring (cliccate qui) per trovare il testo di questa news, oltre ad altri interessanti argomenti. Aggiunta a post giĂ  chiuso: Tetricus mi ha inviato questa immafine che riproduce la cittĂ  etrusca di Kainua (Marzabotto): come ben vedete, somiglia molto alla “cittĂ ” marziana. Marzabotto3

Domenica 29 a Scandicci il convegno del Gaus

LocandinaTutto pronto per la ventesima edizione del convegno internazionale di ufologia dal titolo “Ufo: are you ready?” promosso come ogni anno a Firenze dal Gaus – Gruppo Accademico Ufologico Scandicci. All’appuntamento, in programma il prossimo 29 settembre dalle 9.30 alle 19 nell’auditorium di Sant’Apollonia (Via San Gallo 25, Firenze), parteciperanno relatori illustri e mai intervenuti in Italia sul tema. Tra gli ospiti, Robert Salas, ex pilota dell’Us Air Force  testimone del famoso incidente di Malmstrom, e la collega Sabrina Pieragostini di Mediaset. ChiuderĂ  un intervento di Roberto Pinotti, presidente del Cun.

Invece con “Incontri ravvicinati” a Rho torna il Cufom

LOCANDINA EFFETTIVA TERZO CONVEGNO RHO 29.9.19Domenica 29 settembre a Rho il Cufom (Centro Ufologico Mediterraneo) tiene l’annuale convegno, giunto alla terza edizione. Il titolo del meeting di quest’anno, che si terrĂ  di nuovo all’Auditorium Padre Reina in via Meda (dalle 9.30 alle 19, con un break per il pranzo), è “Incontri Ravvicinati”. Tra gli ospiti Piero Zanfretta, alla fine degli anni 70 protagonista di uno dei casi piĂą significativi dell’ufologia italiana.

 


Data articolo: Thu, 26 Sep 2019 13:59:14 +0000
Us Navy
La Us Navy: “Veri i filmati di Elizondo”. Ma rimane il silenzio sulla natura e sulla provenienza degli Ufo avvistati
Una notizia giunge dagli Usa e il Cun, Centro Ufologico Nazionale, l’ha diffusa con un comunicato stampa. Si tratta di questo: la Us Navy ha dichiarato come autentici i video “FLIR1”, “GIMBAL” e “GOFAST. Furono presentati a Roma il 27 ottobre 2018 da Luis Elizondo, ex funzionario dell’Intelligence statunitense e oggi direttore del programma speciale di […]

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Una notizia giunge dagli Usa e il Cun, Centro Ufologico Nazionale, l’ha diffusa con un comunicato stampa. Si tratta di questo: la Us Navy ha dichiarato come autentici i video “FLIR1”, “GIMBAL” e “GOFAST. Furono presentati a Roma il 27 ottobre 2018 da Luis Elizondo, ex funzionario dell’Intelligence statunitense e oggi direttore del programma speciale di TTSA (To The Stars Academy), ma originariamente furono resi pubblici dal New York Times a partire da dicembre 2017. Come noto, documentano gli incontri ravvicinati tra F18 della portaerei Nimitz e oggetti non identificati. Secondo il sito web della TTSA, le clip rappresentano “… la prima prova ufficiale rilasciata dal governo degli Stati Uniti che può essere legittimamente designata come credibile, autentica conferma che i fenomeni aerei non identificati (Uap) sono reali”. La posizione  della Marina adesso conferma queste affermazioni. “La Marina degli Stati Uniti indica come genuine manifestazioni del fenomeno Uap gli oggetti presenti in questi tre video”, ha dichiarato Joseph Gradisher, portavoce del Deputy Chief of Naval Operations for Information Warfare. Non solo, ha aggiunto questa frase: “PoichĂ© ci sono incursioni frequenti sopra i nostri campi di addestramento e sono un pericolo per aviatori e operazioni, ora incoraggiamo i piloti a denunciare gli avvistamenti”. Ecco la riflessione del Cun: “Quest’ultima ma importantissima dichiarazione ci auguriamo possa sciogliere l’annoso tabĂą dei piloti di altre nazioni o di compagnie aeree civili, che in caso di avvistamenti di Uap/Ufo non stilavano quasi mai tali rapporti per evitare sanzioni, deferimenti e discriminazioni da parte delle autoritĂ  competenti”. Il mio commento? E’ di sicuro un atto che fissa uno zoccolo duro: almeno non siamo in presenza di filmati “farlocchi” di bassa tacca. Ma dal mio punto di vista continua a mancare il tassello piĂą importante, quello che nemmeno Elizondo ha saputo (o voluto) indicare sia negli Stati Uniti sia nella visita romana: questi oggetti che cosa sono e da dove provengono? Giungono dal cosmo o da dimensioni parallele? Oppure sono il frutto di esperimenti top secret che sfruttano tecnologie? Non dispero che un giorno ce lo spieghino.

Gli Alieni al Colosseo e il Libro Bianco dell’ufologia italiana

i-sotterranei-del-colosseo-Due segnalazioni librarie per chi è appassionato di letture ufologiche. La prima riguarda un amico del nostro blog, Massimo Olivieri. A ottobre uscirĂ  “I sotterranei del Colosseo” (Newton Compton Editori, sequel di un precedente lavoro, Colosseum Abduction. A questo link trovate la scheda con la trama del libro, un mix di fantascienza e thriller. Chi invece il 20 settembre sarĂ  ad Anzio o nei paraggi potrĂ  partecipare alla presentazione del Libro Bianco dell’ufologia italiana (Armenia edizioni). Moreno Tambellini, vicepresidente del Cun, si è preso la briga di riordinare i casi piĂą interessanti accaduti nel nostro Paese. Molto razionale, curata e accattivante la veste grafica.


Data articolo: Sun, 15 Sep 2019 10:36:39 +0000
ufo
Non solo ricerca degli Alieni, il cosmo sta diventando un business anche per salvare l’economia di noi umani
Suggerimento interessante da parte di un nostro lettore: affrontare il discorso economico che c’è attorno al cosmo. Lo spunto? Le idee di Cobol Pongide, che con il suo “Marte oltre Marte – L’era del capitalismo multiplanetario” fa una analisi/riflessione piuttosto arguta. Ad esempio: gli investimenti nello spazio di miliardari quali Elon Musk e Jeff Bezos […]

2f9092d3d4d8be42ab2a0f908804cb1cSuggerimento interessante da parte di un nostro lettore: affrontare il discorso economico che c’è attorno al cosmo. Lo spunto? Le idee di Cobol Pongide, che con il suo “Marte oltre Marte – L’era del capitalismo multiplanetario” fa una analisi/riflessione piuttosto arguta. Ad esempio: gli investimenti nello spazio di miliardari quali Elon Musk e Jeff Bezos hanno sì la valenza della ricerca della vita aliena, ma accarezzano pure l’ipotesi di “formare” civiltĂ  umane su Marte che lavorerebbero per estrarre materiali rari anche da asteroidi al largo di Giove. E poi: “La posta in palio –  ripete continuamente Pongide – è l’elaborazione di un modello di business che garantisca il futuro alla societĂ  capitalistica così come è accaduto nell’ economia di Rete tra la fine del ventesimo secolo e l’inizio del nuovo millennio”. 106339-9788865482834In un ardito parallelo, Pongide sostiene che anche allora il capitalismo aveva perso la sua spinta propulsiva e che la possibilitĂ  di una sua implosione era piĂą che realistica. Il modello di business maturato nella Rete lo ha salvato dal fallimento. All’ epoca si trattava di gettare il cuore oltre l’ostacolo dello shock petrolifero del 1973 e della Guerra Fredda per immaginare un futuro nel momento in cui tutto lasciava presagire il crollo della societĂ  capitalistica. E se negli anni 90, l’ancora di salvataggio è arrivata da Internet, attualmente la possibilitĂ  di rivitalizzare un sistema economico che ha imboccato il piano inclinato del declino potrebbe essere cercata nella colonizzazione dello spazio attraverso la convergenza tra capitali privati e organismi governativi. La parte piĂą interessante del volume è quella relativa ai progetti di ricerca scientifica sui nuovi materiali, prefigurando un circolo virtuoso di investimenti pubblici e privati finalizzati a produrre innovazione tecnologica e l’apertura di nuovi settori produttivi e mercati. Se avete voglia di approfondire, c’è questo articolo pubblicato dal Manifesto. Il link è qui: è necessaria la registrazione, ma c’è modo di accedere usando ad esempio il proprio account Facebook.

 

 


Data articolo: Tue, 10 Sep 2019 18:13:30 +0000
Ununpentium
Dibattiti bUFI / 68 – L’elemento 115, alias Moscovio: allora Bob Lazar aveva ragione?
Prima di tutto, un avviso ai naviganti (del blog). Per un paio di settimane fermo le macchine, a livello di nuovi post, perchĂ© me ne vado in ferie in Africa, tra i parchi e i deserti della Namibia. Potrò al massimo aggiornare i vostri commenti, che dunque potrete tranquillamente continuare a mandare (se non avrete […]

bob-lazar-ellement-115Prima di tutto, un avviso ai naviganti (del blog). Per un paio di settimane fermo le macchine, a livello di nuovi post, perchĂ© me ne vado in ferie in Africa, tra i parchi e i deserti della Namibia. Potrò al massimo aggiornare i vostri commenti, che dunque potrete tranquillamente continuare a mandare (se non avrete di meglio da fare). Però ho deciso di lasciarvi una sorta di compito delle vacanze (mie), prendendo spunto da una delle tante serie che su Sky, vuoi sotto il marchio di Discovery Channel, vuoi sotto quello di History Channel, trattano la materia ufologico-aliena. Ecco, in una di queste puntate si parlava del Moscovio, alias Ununpentium, l’elemento 115 che assieme ad altri transuranici è stato aggiunto non molto tempo fa (era il 2015, se non ricordo male) alla tavola periodica di Mendeleev. Il Moscovio ha una valenza per noi particolare perchĂ© a questo elemento ha fatto sempre riferimento, nelle sue rivelazioni, il discusso e controverso Bob Lazar, oggi sessantenne, fisico ed ex imprenditore (è finito in bancarotta, ahilui) che ha dichiarato di aver operato nell’area 51. Lazar disse di aver lavorato ad alcuni progetti di ingegneria inversa a partire dai resti delle navicelle spaziali con cui gli Alieni erano venuti a farci visita. In particolare il suo obiettivo era indagare la natura del combustibile che rendeva possibili i viaggi interstellari. La conclusione degli studi di Lazar fu che gli Alieni per muoversi a velocitĂ  prossime a quella della luce usavano un isotopo stabile dell’elemento 115. Ma il Moscovio all’epoca non era ancora stato identificato… Ecco quindi la domanda: Lazar, a dispetto delle non poche zone d’ombra nella sua vita (tra queste una condanna penale), aveva ragione? Per contribuire al dibattito, vi allego qui il link di un articolo (autore Francesco Casadei. del Cun di Taranto) che tratta l’argomento. A risentirci a settembre fatto.

 


Data articolo: Sat, 24 Aug 2019 13:28:48 +0000
ufo
L’Ufo del caso Manises e il “Triangolo delle Bermuda” del Mar Mediterraneo
Mi rifaccio all’obiezione che ancora non c’è nulla di evidente e incontrovertibile in materia di Ufo e di incontri ravvicinati. Be’, io la penso diversamente. Secondo me c’è molto, nel presente, negli anni passati e anche nei secoli, a livello di contatto e di evidenze difficili da contestare. Manca, certo, l’immagine “alfa”, quella di un […]

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Mi rifaccio all’obiezione che ancora non c’è nulla di evidente e incontrovertibile in materia di Ufo e di incontri ravvicinati. Be’, io la penso diversamente. Secondo me c’è molto, nel presente, negli anni passati e anche nei secoli, a livello di contatto e di evidenze difficili da contestare. Manca, certo, l’immagine “alfa”, quella di un umano che stringe la mano a un Alien0 davanti a tutti. Ma in compenso c’è solo da scegliere tra gli episodi che meritano di non essere liquidati a cuor leggero. La rivista di bordo della Vueling, durante un mio recente volo, me ne ha ricordato uno storico, avvenuto 40 anni fa. E’ il caso Manises, ancora oggi considerato uno degli episodi piĂą importanti dell’ufologia spagnola. Un SuperCaravelle della compagnia Tae fu costretto a un atterraggio d’emergenza dopo un incontro con un Ovni.  Tra l’altro la vicenda si riallaccia alla particolaritĂ  della zona in cui è accaduta: è stata definita il “Triangolo delle Bermuda” del Mediterraneo. Anche in questo caso si parla di sparizioni di navi e di persone e molte storie (leggende?) narrano di uccelli che perdono il senso dell’orientamento quando volano nella zona. Non solo: pescatori e marinai riferiscono di sentire suoni stranissimi e di vedere luci che fuoriescono dall’acqua. Ma torniamo al caso Manises: vi propongo un filmato preso da Youtube con la ricostruzione dei fatti mediante una simulazione grafica ma con il sottofondo originale dei dialoghi tra piloti e centro di controllo. Qui di seguito, invece, ecco la storia come la trovate su Wikipedia, l’enciclopedia universale online.

L’11 novembre 1979 un aereo di linea Supercaravelle della compagnia TAE decollato da Salisburgo con 109 passeggeri a bordo stava percorrendo la rotta verso Las Palmas dopo uno scalo tecnico all’isola di Maiorca. Intorno alle ore 23.00 il comandante Francisco Javier Lerdo de Tejada e il suo equipaggio notarono alcune luci rosse che si avvicinavano rapidamente all’aereo; le luci erano in rotta di collisione e ciò allarmò l’equipaggio. Il comandante richiese informazioni via radio, ma nĂ© il centro civile di controllo di volo di Barcellona nĂ© il radar militare di TorrejĂłn de Ardoz vicino a Madrid furono in grado di fornire spiegazioni. Per evitare una possibile collisione, il comandante cambiò altitudine. Le luci seguirono la rotta dell’aereo e si avvicinarono a circa mezzo chilometro dal velivolo. Ritenendo che le luci appartenessero ad un oggetto che stava violando tutte le regole elementari di sicurezza e che una manovra evasiva fosse impossibile, il comandante decise di allontanarsi e di fare, per precauzione, un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Manises, dove arrivò alle 23.45. L’equipaggio riferì che le luci abbandonarono l’inseguimento poco prima che l’aereo atterrasse. Le luci furono viste da parecchi testimoni e un Ufo passò anche molto vicino alla pista dell’aeroporto, tanto che il personale di terra accese le luci di emergenza ipotizzando che l’oggetto potesse essere un aereo non registrato che si trovava in difficoltĂ . In seguito alla mancanza di risposta a tutti i tentativi di comunicazione da parte della torre di controllo, fu allertata l’Aeronautica Militare e un Mirage F1 decollò dalla base aerea di Llanos (vicino ad Albacete) per identificare il fenomeno. Il pilota, il capitano Fernando Cámara, dovette aumentare la velocitĂ  fino a mach 1,4 per stabilire un contatto visivo con l’oggetto, che a quanto riferì il militare aveva la forma di un tronco di cono e mostrava una luce cangiante di colore chiaro; nonostante lo sforzo iniziale, l’oggetto sparì rapidamente dalla vista. Il pilota fu informato da terra che un’eco radar indicava che un altro oggetto sconosciuto si trovava vicino Sagunto (Valencia). Quando il pilota fu abbastanza vicino, l’oggetto accelerò e sparì di nuovo. Questa volta l’Ufo sembrò avere un atteggiamento ostile e il pilota cercò di lanciare un missile, ma il sistema elettronico si bloccò. Dopo un terzo tentativo di inseguimento, l’Ufo sparì velocemente puntando verso le coste dell’Africa. Dopo circa un’ora e mezza di inseguimento e in seguito alla scarsitĂ  di carburante, il pilota fu costretto a rientrare alla base senza risultati e atterrò alle 2.07.

Un’ultima riflessione. Il rapporto finale dell’incidente, reso pubblico solo nell’agosto 1994 (sic!), stabilì che il comandante del SuperCaravelle, il personale di terra dell’aeroporto di Manises e il pilota del Mirage potrebbero avere visto “luci emesse da una distante industria chimica e alcune stelle e pianeti”. Siamo, semplicemente, al ridicolo.


Data articolo: Wed, 14 Aug 2019 17:21:18 +0000
ufo
Tom De Longe e il frammento misterioso che sarebbe un pezzo di Ufo
Sul sito di “To The Stars Academy”, ha fatto pubblicare questa foto: sarebbe un frammento riconducibile alla tecnologia e ai materiali di un Ufo. Sostiene che lo stanno esaminando a fondo (come altri, del resto: così Luis Elizondo e lui avevano detto anche nell’incontro di Roma dello scorso autunno). Che cosa si può dire? Argomento […]

UFO_debris

Sul sito di “To The Stars Academy”, ha fatto pubblicare questa foto: sarebbe un frammento riconducibile alla tecnologia e ai materiali di un Ufo. Sostiene che lo stanno esaminando a fondo (come altri, del resto: così Luis Elizondo e lui avevano detto anche nell’incontro di Roma dello scorso autunno). Che cosa si può dire? Argomento all’unisono con un amico del blog, con cui condivido questo post.  Semplicemente questo è uno dei materiali “fisici” che hanno dato inizio a tutta la vicenda di De Longe legata all’interesse per il cosmo e per la vita extraterrestre (ricordo che di “mestiere” è una celebritĂ  della musica pop). Il problema è provare incontrovertibilmente che questi frammenti non sono di produzione terrestre. Se ci riescono, parte effettivamente una specie di “disclosure”. Ma è cosa complicata. Da quel che si vede nella foto (sembra trattarsi di un ingrandimento) siamo di fronte a un materiale metallico o di leghe multi-layer (multi-strato) con molte componenti sovrapposte di dimensioni inferiori al millimetro (non so di quanto perchĂ© se non hai una scala di riferimento è impossibile farsi un’idea). E’ roba che al momento potrebbe essere prodotta solo da certe aziende che operano in campo militare e che può essere realizzata con la tecnologia dell’addictive manufactoring (una specie di stampa 3D per materiali metallici). Ad esempio, Leonardo (azienda italianissima che opera in campo militare) è presente in questo settore di tecnologie. Però, stando a quello che scrivono nel bollettino informativo, si tratta di campioni vecchi, quindi materiale di diversi anni fa quando l’addictive manufactoring non esisteva ancora, nemmeno nell’industria militare. In piĂą, se gli strati sono molto sottili – e questo così, a occhio, non si può stabilire – forse non siamo in grado di farlo nemmeno adesso (anche se quel tipo di tecnologia è probabilmente la strada giusta). Comunque, a meno che da eventuali analisi non risulti che c’è di mezzo qualche elemento sulla Terra sconosciuto o rarissimo, potrebbe trattarsi di rimasugli di avanzati esperimenti militari. E  così si ritornerebbe al solito discorso: forse, pur trattandosi di Ufo (o Uap che dir si voglia), non è detto che l’origine sia extraterrestre.  L’augurio, in definitiva, è che non sia un’altra porta sul baratro, per precipitare nel classico guazzabuglio mediatico che non conduce da nessuna parte.

 

 


Data articolo: Sun, 04 Aug 2019 12:23:08 +0000
ufo
Gli Alieni e lo spazio-tempo: breve racconto per una riflessione
Da un frequentatore del blog che non desidera apparire ho ricevuto un breve racconto che sottopongo al vostro giudizio e ai vostri commenti. In sintesi: l’autore ha cercato di stimolare una domanda, ovvero se in sostanza il concetto di spazio-tempo, per gli eventuali extraterrestri, potrebbe essere totalmente invertito, con la conseguenza di quello che questo comporterebbe […]

Da un frequentatore del blog che non desidera apparire ho ricevuto un breve racconto che sottopongo al vostro giudizio e ai vostri commenti. In sintesi: l’autore ha cercato di stimolare una domanda, ovvero se in sostanza il concetto di spazio-tempo, per gli eventuali extraterrestri, potrebbe essere totalmente invertito, con la conseguenza di quello che questo comporterebbe sul piano della reciproca comprensione.

L’orologiaio

81ZGnFb7sGL._SX425_L’ orologio si fermò alle ore 5  e rimase così per giorni. Per Gipsy non era importante: infatti passarono alcuni giorni prima di portarlo da un orologiaio, piĂą per curiositĂ  che per necessitĂ . Quell’orologio pareva una fotografia: sì perchĂ© anche quella fissa e ferma il tempo. L’orologiaio lo guardò e si mise a girare la rotellina delle lancette avanti e indietro: sembrava voler liberare il tempo. Strizzava gli occhi mentre lo faceva, pareva volesse recuperare recuperare i ricordi. “Indietro – disse – c’è il futuro, cioè quello che non conosciamo ancora; e davanti c’è il passato”. Lo specchio davanti a lui lo proiettava nel presente, tutto concentrato a catturare quell’attimo di tempo che diluiva in quello spazio la memoria e le emozioni, come a voler imprimerle in quel fugace presente. Mise la batteria all’orologio e fece girare in avanti e velocemente le lancette e con esse il datario e le fasi lunari. Pareva non desiderasse fermarsi mai; era come  – quello che ricordava della sua vita – divergesse totalmente da quella velocitĂ  del tempo. Certo, sembrò pensare al futuro: “Presente e passato sono tutti nella mia mente, come un’unica traccia del mio vissuto… E gli orologi, allora, che cosa sono?” Guardò finalmente Gipsy che, avendo letto il suo pensiero, gli rispose: “L’orologio è spazio! Lo spazio si esaurisce come questo orologio che, quindi, non può misurare il tempo perchĂ© il tempo non muore mai. Buffi questi umani.”

 


Data articolo: Wed, 24 Jul 2019 17:31:22 +0000
ufo
Luna, Nasa, umani e misteriose presenze: la voglia di un controcanto
Sono i giorni in cui in tutto il mondo si celebra il mezzo secolo dal primo sbarco sulla Luna. Faccio una premessa: da un lato sono convinto che sul satellite naturale siamo effettivamente arrivati, ma non vi nascondo che non chiudo gli occhi e non mi tappo le orecchie davanti alle teorie di chi sostiene […]

downloadSono i giorni in cui in tutto il mondo si celebra il mezzo secolo dal primo sbarco sulla Luna. Faccio una premessa: da un lato sono convinto che sul satellite naturale siamo effettivamente arrivati, ma non vi nascondo che non chiudo gli occhi e non mi tappo le orecchie davanti alle teorie di chi sostiene che questa straordinaria avventura del genere umano è stata comunque macchiata da cose che non tornano. Lascio da parte le tesi palesemente marchiane e assurde – figlie di un complottismo degno di miglior causa -, ma sottolineo che tanti hanno messo piĂą di una pulce nell’orecchio. E solo perchĂ© tutto ciò va contro l’establishment e il “codificato”, ecco che non può circolare e finisce stroncato (pur essendoci fior di libri e altri documenti che meriterebbero, se non altro, una discussione). Tra l’altro sulla questione Luna ci sono/ci sarebbero pure risvolti adatti al nostro blog: parlo delle “presenze” (aliene?) che alcuni astronauti hanno avvertito (Peter Conrad in primis) o anche la stranezza dell’abbandono in fretta e furia di un programma che è stato il fiore all’occhiello degli Usa e del suo ente aerospaziale. Il nostro Mario Farneti si è preso la briga, sulla sua pagina Facebook, di sottolineare questi aspetti e il suo controcanto mi piace proprio, anche perchĂ© sintetizza un bel pezzo del mio pensiero. Con il suo permesso lo ripropongo qui, attenuando magari qualche passaggio che può stare su FB ma non su un blog come questo. sbarco-luna-anniversario-allunaggio-riassunto-curiositĂ -cosa-sapere-2

“Cinquant’anni di Luna”. History Channel ha battezzato così una serie di trasmissioni che andranno in onda fino al 20 luglio 2109. Ma di cosa stiamo parlando? Forse della colonizzazione della Luna iniziata 50 anni fa? Neanche per sogno. Parliamo di un episodio prolungatosi dal 1969 al 1972 e poi riposto nel dimenticatoio cosicchĂ© sarebbe piĂą corretto intitolare l’evento: “Cinquant’anni di NON Luna”. Proprio così, perchĂ© dal lontano 1972 nessun uomo è piĂą andato sulla Luna. La Nasa si affretta a spiegare che il pubblico non era piĂą interessato a missioni di questo genere e che sarebbe diventato antieconomico continuare. Perciò programma cancellato per il prossimo mezzo secolo e forse piĂą… Naturalmente la giustificazione addotta  non ci convince: puzza di panzana a un miglio di distanza. alleged-apollo-20-cigar-ufo-finally-found-in-a-moon-crater-on-google-earth-map-137714Al di lĂ  di teorie complottistiche che parlano di un relitto di astronave lungo due chilometri adagiato su un cratere sul lato nascosto della Luna (nota di Flavio Vanetti: ricordo che questo è anche l’elemento base della vicenda delle presunte ghost missions Apollo 19 e Apollo 20, che sarebbero state condotte però dai militari e in sinergia con i russi), l’assenza dell’uomo per così lungo tempo dal nostro satellite lascia un che di amaro in bocca e autorizza molteplici sospetti. Il principale dei quali è che gli astronauti terrestri siano andati a disturbare “qualcuno” che sulla Luna c’era giĂ  da molto tempo e che li ha trattati come intrusi. Perciò i signori della Nasa hanno messo la coda tra le gambe e sono scappati in fretta e furia. Sulla Luna sono state infatti documentate tracce di manufatti e di installazioni minerarie giĂ  dagli anni Settanta dello scorso secolo (cfr. George H. Leonard, “Qualcun altro è sulla Luna”, Armenia 1977). Ma di questo e di altro non si vuole e non si deve parlare. Continuiamo allora ad autoincensarci per un evento nel quale l’umanitĂ  ha di fatto mancato il “giant leap” profetizzato da Neil Armstrong. Tranne che nei videogiochi…

Mario Farneti


Data articolo: Thu, 18 Jul 2019 16:32:52 +0000

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