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News da Federazione judo karate lotta arti marziali - FIJLKAM

#arti-marziali #lotta #judo #karate #FIJLKAM

Federazione
Le antiche Olimpiadi (X)

Roma 9 luglio 2020 Pubblichiamo oggi un nuovo avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM. Buona lettura!

Non mancarono le critiche agli atleti di Olimpia

Abbiamo finora ricordato la fama che circondava gli olimpionici e gli onori a loro concessi. Non mancarono tuttavia le critiche, poiché alcuni ritenevano che l’esaltazione degli atleti fosse fondata su una falsa valutazione di ciò che era veramente importante, privilegiando lo sportivo rispetto al soldato o la superiorità fisica a scapito delle qualità intellettuali e spirituali. Tra i critici si segnalò – già nel VII secolo a.C. – il poeta Tirteo di Sparta, che sosteneva l’inutilità di un atleta per il benessere della polis se non era anche valoroso in guerra.
Il legislatore ateniese Solone, ha scritto Diodoro Siculo, «pensava che quanti gareggiavano nella corsa e in ogni altra disciplina non dessero alcun contributo fondamentale per la salvezza delle loro città e che invece quanti eccellevano per sapienza e virtù fossero in grado di salvaguardare le città coinvolte nei pericoli».
Un secolo più tardi, stanco di vedere la sua sapienza sottovalutata, affermava Senofane in un frammento delle elegie: «Avventati criteri! Non è giusto preferire alla filosofia la forza fisica. Se c’è fra i cittadini un pugile valente, uno bravo nel pentathlon, nella lotta o nella corsa, [...] non per questo la città gode di buon governo. Ben poco diletto ne ha la polis se qualcuno vince una gara a Olimpia: non è così che s’impinguano le sue casse».
In un discorso tenuto a Olimpia nel 380 a.C. anche Isocrate si allineava su questa posizione.
«Mi sono spesso stupito che i fondatori delle Panegirie e gli organizzatori delle gare atletiche abbiano messo in palio premi così magnifici per le prestazioni fisiche, senza riservare alcun riconoscimento a chi ha lavorato per il bene comune e ha perfezionato le proprie qualità spirituali per essere utile agli altri. E invece era a questi uomini che si doveva pensare. Infatti, se gli atleti avessero anche il doppio della loro forza fisica, l’umanità non guadagnerebbe nulla, ma se un solo uomo è saggio, tutti quelli che vogliono condividerne le idee possono trarne vantaggio».

1.

2. Solone di Fancesco Hayez
Sono famose le parole di scherno di Esopo contro l’atleta vanesio dei suoi successi pur avendo sconfitto avversari da lui stesso definiti più deboli, e quelle di Diogene contro il corridore veloce tra gli uomini, ma più lento di una piccola lepre. Gli attacchi si moltiplicarono contro il professionismo, che «apparve nella seconda metà del V secolo, rigettando l’antico ideale dell’esercizio della forza per la salute e per la destrezza in guerra, congiunte con la bellezza fisica: esso rese l’agonistica fine a se stessa» (Bronislaw Bilinski). Con il professionismo si spense il fuoco dell’antico ideale eroico e lo scopo dell’atleta non fu più la gloria o la capacità di difendere la patria. Insomma, l’atleta professionista era un essere socialmente inutile e le gare sacre (agones ieroi), col tempo, si trasformarono in semplici spettacoli.
Nel dramma satiresco Autolico così si esprimeva Euripide: «Fra i tanti mali che affliggono l’Ellade, nessuno è peggiore della razza degli atleti […]. Quale buon lottatore, infatti, oppure quale corridore, quale discobolo o ancora quale buon fracassatore di mascelle, coronato per le vittorie, ha portato vantaggio alla sua città?».
Va ricordato che nella sua tragedia Ippolito, del 428 a.C., Euripide (da molti accusato di misoginia) affermò invece che il peggiore dei mali non erano gli atleti, ma le donne.

2. 3. Euripide
Il condottiero tebano Epaminonda riteneva l’agilità più importante della forza «e quindi limitava gli allenamenti sportivi alla corsa e alla lotta, mentre concentrava gli esercizi sulla pratica delle armi». Un altro generale, Filopemene di Megalopoli, sosteneva che gli atleti «mangiano troppo, dormono troppo e devono seguire abitudini regolari, tutte cose impossibili per i soldati durante le campagne, e alla fine fece bandire ogni forma di atletica dall’esercito». Nemmeno Alessandro Magno nutriva molta fiducia nelle capacità degli atleti in battaglia.
Anche il poeta Lucillio (II secolo a.C.), l’architetto Vitruvio Pollione (I secolo a.C.) e, soprattutto, il medico Galeno di Pergamo (II secolo d.C.) non risparmiarono violenti attacchi agli atleti.
Altri, invece, seppero criticare con raffinata ironia. Nelle Thanatusie, i giochi disputati dai defunti che soggiornavano nell’Isola dei Beati, Luciano di Samosata ha immaginato che gli agonoteti Achille e Teseo dispensassero ai vanagloriosi vincitori corone intrecciate con penne di pavone.

Didascalie

In copertina: Alessandro e Diogene, olio su tela di Paride Pascucci (1891) – Museo Cassioli, Asciano

1. Solone, olio su tela di Francesco Hayez (1812-13) – Gallerie dell’Accademia, Venezia

2. Busto di Euripide / Definì gli atleti e le donne “il male peggiore della Grecia”

 

Data articolo: Thu, 09 Jul 2020 10:56:34 +0200
Judo
Linee guida, così semplici e così importanti

È arrivato a quota 14 il gruppo delle regioni che hanno formalizzato la cosiddetta ‘apertura’ agli sport di contatto. A tre settimane dall’assenso pronunciato dal ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora, poi stoppato dal ministro alla Salute, Roberto Speranza, le responsabilità sono state condivise con le regioni. Dalle indicazioni generali stabilite dal Governo infatti, si aggiunge l’approfondimento specifico delle Regioni, che hanno il polso delle situazioni territoriali. È a questo punto, che si arriva all’ultimo passaggio, il più delicato, ovvero l’applicazione delle linee guida allegate alle raccomandazioni specifiche della disciplina da parte di atleti, tecnici, società sportive. Una responsabilità, probabilmente la più importante, perché richiede la massima attenzione. Le regole sono semplici, ma è evidente che richiedono uno sforzo diverso rispetto la fatica e l’impegno già messi in preventivo, e sono state pubblicate nell’area dedicata Fijlkam Care, che viene puntualmente aggiornata con le novità.

La principale novità introdotta il 1° luglio riguarda la possibilità di allenarsi in coppia, anche se solo con partner fisso, seguendo tuttavia le prescrizioni specifiche riportate nelle Raccomandazioni della disciplina. Da tener presente anche, che le indicazioni sono applicabili soltanto nelle Regioni che hanno autorizzato la ripresa degli sport di contatto che, al momento, sono 14. Un passaggio tecnico importante questo, in quanto è di buon senso la considerazione che i campionati italiani possano essere calendarizzati con un margine di almeno due-tre mesi dopo che l'ultima regione italiana abbia ripreso a fare judo in maniera completa. Questi i punti fondamentali indicati nelle linee guida, ricordando che costituiscono l’allegato del manuale operativo, il quale è il documento di riferimento. 1) è obbligatorio l’uso della mascherina fino all’inizio dell’attività sportiva ed immediatamente dopo la conclusione; 2) prima dell’allenamento dev’essere rilevata la temperatura corporea ad ogni atleta e, nel caso in cui questa superi i 37,5°, lo si invita a rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso; 3) è obbligatorio il registro delle presenze che dev’essere conservato per almeno 14 giorni e deve indicare data, composizione delle coppie, nome del tecnico responsabile e durata della seduta; 4) ad ogni coppia, che deve rimanere inalterata fino a nuovo ordine, è doveroso assicurare un’area operativa sul tatami di almeno 16 mq. La superficie del tatami divisa per 16 determina così il numero massimo di accessi; 5) le coppie devono rispettare fra loro una distanza di sicurezza di 2 metri.

“Riaprire adesso senza limitazioni sarebbe affrettato – è stato il commento di un Direttore Tecnico regionale pubblicato sul web istituzionale - con lo spettro di una nuova chiusura in settembre. Sono d’accordo che le linee guida sono restrittive, ma sta a noi trovare il lato positivo. Apertura totale invece, per i ragazzi della nazionale in quanto solo per loro è possibile prevedere un protocollo ferreo di tamponi e controlli”.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2020 13:05:13 +0200
Lotta
UWW: il piano per gli eventi del 2020

Roma, 6 luglio 2020 – Come sappiamo qualsiasi tipo di competizione internazionale di wrestling è stata annullata fino al 31 agosto. Dopodiché, però, si proverà a ripartire e proprio per questo il Consiglio Esecutivo della UWW ha recentemente convocato lo sviluppo di un piano d’azione per gli eventi rimanenti nel 2020.

Le condizioni e i criteri di tale piano d’azione riguardano chiaramente la salute e la sicurezza degli atleti e di tutti i partecipanti: dovranno dunque essere applicate solide contromisure ai rischi e agli impatti causati dalla crisi epidemiologica da Covid-19.

Nello specifico tali contromisure sono ancora in fase di revisione e la UWW sta continuando a lavorare e a dialogare con l’OMS e con il dipartimento medico del CIO per rimanere in costante aggiornamento sui dettagli critici della situazione. Tuttavia, i criteri di base per cui sarà possibile ricominciare con qualsiasi competizione che si terrà nel 2020 sono stati stabiliti dal Consiglio Direttivo: le competizioni dovranno includere almeno 8 delle 10 squadre meglio classificate e un minimo del 70% dei paesi partecipanti (in base alla presenza degli atleti dell'anno precedente); inoltre, per essere validi, le condizioni e i criteri dovranno essere confermati dalla UWW e dagli organizzatori locali due mesi prima dell’evento.

Se i criteri saranno soddisfatti, lo scenario migliore consentirebbe di svolgere le seguenti competizioni in queste date:

- Campionati europei cadetti - città da confermare, POL - 05-11/10/2020

- Campionati Europei Juniores - Skopje, MKD 19-25/10/2020

- Campionati mondiali U23 - Tampere, FIN, 23-29/11/2020

Per aiutare a ridurre i rischi e controllare la sicurezza degli eventi, il Consiglio Direttivo ha anche deciso di unire i Campionati Mondiali Junior con quelli Senior. Dunque Belgrado ospiterà entrambe le competizioni a dicembre 2020:

- Campionati mondiali juniores - Belgrado, SRB, 04-10/12/2020

- Campionati mondiali senior - Belgrado, SRB 12-20/12/2020

Per quanto riguarda i Campionati Continentali, saranno rivisti da ciascun Consiglio Continentale e sarà determinata la fattibilità di ogni competizione tenendo conto dello stato della pandemia all'interno di ciascuna regione.

Il Bureau dell'UWW ha inoltre deciso che se le condizioni non consentiranno i campionati mondiali junior, al loro posto potranno essere considerati i campionati continentali. Ad esempio, se le condizioni non consentiranno l’organizzazione dei Campionati del mondo U-23, durante tali date potrebbero essere organizzati i campionati europei U-23.

In ogni caso, il Consiglio Direttivo si riunirà nuovamente in agosto e manterrà la comunità del wrestling aggiornata su qualsiasi nuova decisione e su qualsiasi modifica al programma provvisorio delle competizioni.

Il presidente della UWW Nenad Lalovic ci ha tenuto infine a ringraziare “tutti gli organizzatori per la loro dedizione e impegno durante questi tempi senza precedenti" ed anche “l'intera comunità del wrestling per il supporto e la flessibilità nell'adattarsi alle condizioni che cambiano ogni giorno. Insieme raggiungeremo il successo dentro e fuori il tappeto.".

 

Fonte: sito ufficiale della United World Wrestling

Data articolo: Mon, 06 Jul 2020 13:20:13 +0200
Federazione
La vita dopo il Covid: lo sport sarà essenziale. Parola di CIO e ONU

Roma, 4 luglio 2020 - In questi giorni, in tutta Italia si discute, soprattutto a livello regionale, sulla possibilità di ricominciare in maniera attiva e sicura con gli sport di contatto. La richiesta di ripartire si fa sempre più pressante e urgente, per motivi sia economici che mentali. È di giovedì 2 luglio la richiesta ufficiale del comitato regionale FIJLKAM dell’Emilia Romagna al Presidente della Regione Bonacini per la riapertura degli sport di contatto. Sono già dodici le regioni in cui si è potuto, o si potrà a breve (come la Lombardia dal 10 luglio), ricominciare piano piano seguendo naturalmente delle regole molto severe, a partire dalle linee guida elaborate dalla Federazione per i nostri sport.

Insomma, il tema caldo è la ripartenza. E non solo a livello regionale o nazionale.

Giovedì 25 giugno, infatti, il presidente del CIO Thomas Bach e la vicepresidente della Commissione atleti del CIO Danka Bartekova hanno partecipato alla seconda edizione di #UN75, una serie di discussioni sulle sfide che il mondo sta affrontando, organizzata dall’ONU.  Il risultato di tali discussioni con le annesse opinioni, proposte, preoccupazioni e idee saranno presentate dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ai leader mondiali in occasione della celebrazione ufficiale del 75° anniversario delle Nazioni Unite a settembre 2020.

I rappresentanti del CIO sono stati invitati a partecipare alla conversazione “Multilateralismo ai tempi del Covid-19”, particolarmente incentrata sull’impatto della pandemia sulla cultura, sullo sport e sul turismo. Tre settori che “hanno sofferto maggiormente a causa della pandemia”, come ha spiegato Tatiana Valovaya, direttore generale dell'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, e per le quali le conseguenze economiche e sociali sono state enormi.

Insieme al Presidente Bach e alla vicepresidente Bartkova, sono stati affrontati temi relativi al ruolo dello sport nel mondo post-Covid19 e nella costruzione dell’inclusione sociale.  

“Il mondo post-coronavirus trarrà beneficio dallo sport. E siamo pronti a contribuire a modellarlo, siamo pronti a rendere il mondo un posto migliore attraverso lo sport”, ha dichiarato il Presidente del CIO in un videomessaggio, invitando i governi del mondo a includere lo sport nei loro programmi di sostegno post-coronavirus. Come ha spiegato il presidente Bach, lo sport contribuisce alla ripresa dalla crisi, creando un mondo migliore dal punto di vista socio-economico e della salute e perché “lo sport crea posti di lavoro, genera attività imprenditoriale, svolge un ruolo economico significativo in molti paesi, tutti elementi vitali in quanto i paesi cercano di riaprire le loro economie".  Ha inoltre spiegato come il valore più necessario in questo momento è la solidarietà, all’interno della società come fra le nazioni, ed è proprio lo sport a portare questo valore sul palmo della mano, a insegnarlo e trasmetterlo.

Un ulteriore campanello di allarme è stato lanciato da Danka Bartekova riguardo alla necessità di costruire società inclusive e di favorire l’uguaglianza di genere, obiettivi per i quali lo sport è un potentissimo strumento. “Le donne nello sport non dovrebbero essere lasciate indietro nella fase di recupero. Le parti vulnerabili della nostra società devono essere prese in considerazione quando parliamo di ripartenza e dobbiamo basarci sui successi che sono già stati raggiunti”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione atleti del CIO. A tal proposito è stato anche ricordato che il CIO negli ultimi mesi si è dato molto da fare proprio per evitare che la crisi crei una disparità sociale e di genere ancora maggiore. Particolare attenzione è stata data all'attuazione delle raccomandazioni del progetto di revisione dell'uguaglianza di genere del CIO, che, dal suo lancio nel marzo 2018, ha fornito ai comitati nazionali (NOC) e alle federazioni internazionali alcune soluzioni per raggiungere l’uguaglianza di genere dentro e fuori dal campo di gioco. Una serie di webinar è inoltre prevista durante l'estate per garantire che donne e ragazze partecipino attivamente ai piani di recupero sportivo.

Infine, la discussione del 25 giugno è stata anche un’occasione per riflettere sul ruolo che gli atleti hanno assunto durante la crisi: modelli ed esempi per motivare le loro comunità a rimanere attive. Tuttavia, anche loro hanno bisogno delle organizzazioni sportive internazionali e del loro supporto per mantenere un imprescindibile benessere mentale. Durante la pandemia, vista la mancanza di accesso alle strutture sportive e l’isolamento dai compagni di squadra e dalla più ampia comunità di atleti, la sfida più grande per loro è stata proprio quella di mantenere una buona forma a livello mentale.

Ed ecco che il discorso ci riporta in Italia, dove la pressione per ritornare all’attività si fa sempre più forte e dove alcune regioni sono ancora bloccate. In attesa, dunque, che tutti i nostri atleti, nostri esempi e modelli, possano tornare ad allenarsi e a combattere, confidiamo che le parole del Presidente del CIO vengano ascoltate dai leader mondiali durante la celebrazione di settembre e, perché no, anche prima.

Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 15:43:12 +0200
Dalle regioni
Top News dalle regioni, anche l’Emilia Romagna chiede l’apertura agli sport di contatto

Sono numerosi i temi caldi del momento, ma non è in discussione che la notizia di apertura che riguarda le discipline FIJLKAM è dedicata alla richiesta, sempre più pressante e determinata, di poter riprendere la pratica degli sport di contatto. È di ieri, giovedì 2 luglio, la notizia pubblicata sul sito web del comitato regionale FIJLKAM dell’Emilia Romagna, che riporta la richiesta inviata al presidente della Regione, Stefano Bonacini. Una richiesta, quella del presidente regionale FIJLKAM Antonio Amorosi che, se dovesse andare a buon fine, porterebbe a dodici le regioni che già hanno aperto agli sport di contatto. Sempre ieri infatti, Lazio e Toscana si sono aggiunte alle regioni che hanno già deciso che si può fare, seppure in un quadro di regole severo, e sono Sicilia, Puglia, Campania (dove il semaforo verde scatterà il 6 luglio), Abruzzo, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria e, dal 10 luglio, la Lombardia. La resistenza che il Comitato Tecnico-Scientifico sta opponendo al via libera totale è tuttavia determinata dal giustificato timore che l’autorizzazione venisse letta come un rompete le righe sul distanziamento, ciononostante la risposta alle nuove linee guida delle regioni dovrebbe essere imminente. Ma ritornando alla TopNews dalle regioni, assieme all’Emilia Romagna, questa settimana meritano la segnalazione sullo stesso argomento anche Campania, Lazio e Liguria, mentre Veneto e Friuli Venezia Giulia sugli eGames e Trento sulla formazione online.

Data articolo: Fri, 03 Jul 2020 09:28:47 +0200
Judo
Judoka pronti a ripartire con l'adrenalina eGames

“Sono contento per la vittoria degli amici del Fitness e mi auguro che possano riscattare il premio il più presto possibile”. È stato questo il commento che Manuel Lombardo ha fatto al termine del final-block di eGamesJudo, che è stato vinto appunto dal Fitness Club Roma, precedendo Young Talent Parma e, terzi parimerito, Judo Treviso e Kodokan Chieti.

Fitness 1La cronaca

Quattro le squadre per il final block, dopo la selezione della settimana scorsa alla quale hanno partecipato 15 squadre di 9 regioni. Nella prima semifinale il Fitness ha superato il Judo Treviso 9-7, nella seconda Young Talent ha avuto la meglio sul Kodokan Chieti 9-7. Il confronto è singolo su più prove, tutte diverse, alla fine di ciascuna i giudici assegnano il punto, poi si tirano le somme. La finale invece, è con una staffetta in cui ciascun atleta fa l’esercizio nel minor tempo possibile e meglio possibile. Ed il miglior tempo ha premiato il Fitness, 1’57”, qualche secondo meno dell’ugualmente eccellente Young Talent. Il tutto, ovviamente, in presa diretta su Youtube grazie alla collaborazione ed alla super-regia di Huu Hahn da Parigi assieme ad Elisabetta Fratini.

Le squadre

Fitness, Coach Luca Pisano, atleti: Chiara Firotto, Gaia Massimetti, Flavia Zelli, Giorgia Mazzeo, Simone Gonini, Valerio Ferro, Federico Malagodi, Ylenia Monacò.JTreviso 1

Young Talent, Coach Francesca Campanini e Gianluca Valeriani, atleti: Mattia Zolesi, Simone Scaccaglia, Alessandro Miodini, Davide Gorrara, Filippo Filandro, Marco Santi, Rebecca Valeriani, M.Chiara Venturini, Chiara Ascari.

Judo Treviso, Coach: Alessandro Esposito (Marta Vendramin, Antonio Lubrano, Maja Forese, Sofia Ferramosca, Nicola Lazzari, David Donadi, Sean Cenedese, Vittorio Maglione.

Kodokan Chieti, Coach Silvio Tavoletta, atleti: Francesco Fiore, Emanuele Di Giandomenico, Giustino Tamburro, Davide Tamburro, Ilenia Di Giandomenico, Martina Capone, Lucrezia Zedda, Cristian Aceto.

I commenti dei coach

Luca Pisano (Fitness): Vorrei iniziare ringraziando MG Perrucci e tutto lo staff con cui ha collaborato per ideare questa sfida unica, tutti i Maestri partecipanti e gli atleti che si sono messi in gioco; è stata sicuramente un’esperienza sopra le aspettative, essendo abituati ad eventi più rilevanti inizialmente gli e-games potevano risultare qualcosa di superfluo, invece ho visto riaccendersi la competitività negli occhi dei ragazzi... penso che aldilà del divertimento sia stato molto utile per 'ravvivare il fuoco' in attesa di tornare a combattere sul tatami. Spero anche che gli e-games sanciscano la fine dell’era Covid ed il ritorno al Judo per tutti.

Francesca Campanini e Gianluca Valeriani (Young Talent): Contenti per aver rimesso un po’ di adrenalina alla squadra facendo festa con gli amici di sempre.

Alessandro Esposito (Judo Treviso): È stata proprio una bella esperienza. Un’iniziativa arrivata al momento giusto che ci ha permesso di ritrovarci e riassaporare il gusto della sfida. Fatalità è capitata in un momento in cui la nostra società si trova a ricostruire, quindi con una squadra piena zeppa di giovanissimi super entusiasti... insomma, bello tutto, un po' meno il risultato. Peccato perché con l’ultimo esercizio pensavamo di aver vinto avendo finito prima la prova... ma non importa, ora speriamo che alla fine ospiteranno anche noi al Centro Olimpico…

Silvio Tavoletta (Kodokan Chieti): Emozioni, emozioni e ancora emozioni. Tifo da finale di un campionato italiano e tanta tanta amicizia. Strepitoso vedere i ragazzi gareggiare a distanza come se fossero in un palasport. Sarebbero andati avanti per ore. E si sono allenati ogni giorno nelle prove assegnate per superare i propri limiti. Grazie a chi ha dato vita a tutto questo, Maria Grazia Perrucci in particolare, ma anche a chi lo ha reso possibile. Grandissimi i campioni che hanno partecipato, come Manuel Lombardo e grazie a Ylenia Scapin, che ha tenuto viva la platea di spettatori come ad un Grande Slam. Peccato per chi non c'era, noi abbiamo vinto tutti, i ragazzi, i coach e gli organizzatori... soprattutto il Judo.

YoungTalentI commenti degli atleti

Fitness: “Non pensavo di riuscire a conquistare un punto per la mia squadra, nè di vincere un allenamento con la Nazionale, per me è un grande passo sono felicissima” (Chiara Firotto). “Questa è stata una sfida diversa e nuova, che però ci ha trasmesso quel brivido di agonismo, quell’adrenalina che non provavamo ormai da diversi mesi e al di la della vittoria è stata un'esperienza veramente divertente e non vediamo l'ora di ricominciare ad allenarci” (Giorgia Mazzeo). “Nonostante la situazione difficile per il judo questa iniziativa ci voleva proprio... bellissima soddisfazione e gran divertimento. SEMPRE FORZA FITNESS CLUB!💪🏻❤" (Gaia Massimetti). “Questa è stata una gara diversa dalle altre, ma allo stesso tempo l’abbiamo affrontata come se fosse una gara normale, quindi mettendocela tutta, è stato divertente ed emozionante ritornare a provare certe sensazioni. Continueremo sempre cosi, più forti di prima❤️" (Ylenia Monacò)KdkChieti 3

Young Talent: “Abbiamo fatto i giochi senza frontiere, è stata una bella festa e siamo arrivati secondi, ora voglio solo fare judo” (Mattia Zolesi, il capitano), “Esperienza coinvolgente, un modo simpatico e carino di fare squadra, per noi e per le tante palestre che hanno partecipato” (Rebecca Valeriani). 

Data articolo: Thu, 02 Jul 2020 17:54:14 +0200
Federazione
Le antiche Olimpiadi (IX)

Roma 1 luglio 2020 Pubblichiamo oggi un nuovo avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM. Buona lettura!

Un fecondo connubio: l'arte e lo sport.

Arte e sport fino dall’antichità hanno costituito un binomio fecondo. Sviluppatosi già in Egitto, divenne inscindibile in Grecia, tanto che le gare e gli esercizi di palestra furono uno dei temi preferiti dagli artisti. Lo studio degli armoniosi corpi degli atleti, spesso idolatrati come divinità, guidò Policleto all’elaborazione del suo “canone”, concretizzato nella statua del Doriforo e in un trattato purtroppo perduto. Se Mirone nel Discobolo seppe cogliere il magico attimo in cui il movimento pare arrestarsi prima di esplodere in tutta la sua energia, Lisippo conquistò lo spazio con l’ampia e ieratica gestualità dell’Apoxyomenos. L’ispirazione rimase alta anche dopo quei tre inarrivabili maestri, passando dalle delicate fattezze dei Pancraziasti degli Uffizi e dei Giovani lottatori di Ercolano al Pugile in riposo, veristicamente martoriato.
Ogni vincitore di Olimpia aveva il diritto di farsi erigere una statua con iscrizione e al ritorno nella città natale la polis gli decretava il trionfo. Nel 412 a.C., narra Diodoro Siculo, Agrigento fece addirittura scortare in città Esseneto, per la seconda volta vincitore dello stadion, da trecento bighe tirate da cavalli bianchi. Si arrivò persino ad abbattere tratti di mura per agevolare il passaggio dei cortei: a che cosa servivano le mura – era il significato simbolico – quando per difensori la popolazione poteva contare su simili campioni? Sappiamo però che Alessandro Magno non condivideva questa fiducia negli atleti. Anche l’ammiraglio lacedemone Antalcida – secondo Plutarco – non faceva troppo affidamento sui campioni dello sport, affermando invece che «i giovani guerrieri costituivano le mura di Sparta e i suoi confini erano le punte delle loro lance».
Al pancraziaste Promaco di Pellene (vincitore nel 404 a.C.) furono erette due statue: una di bronzo a Olimpia e una di marmo nel ginnasio della sua città. Molti atleti ebbero lo stesso onore, ma le statue dedicate agli uomini (andriantes), secondo Luciano, non dovevano superare la grandezza naturale per non rivaleggiare con quelle dedicate alle divinità (agalmata), commettendo così un grave peccato di orgoglio (ybris). Non dovevano neppure avere le fattezze dei vincitori. Asseriva tuttavia Plinio il Vecchio che si faceva eccezione per quanti riportavano tre successi. Ma chi mai avrebbe rinunciato a farsi erigere subito una statua, per quanto a lui non somigliante, nella speranza di essere ancora primo dopo quattro e dopo otto anni? Una possibilità così remota e quindi un’opzione tanto assurda da mettere fortemente in dubbio le parole di Plinio.
Va segnalato che nel Philippeion furono collocate le statue crisoelefantine del re macedone Filippo, di Alessandro, di sua madre Olimpiade e dei genitori di Filippo. Scolpite da Leocare di Atene, sono le prime raffigurazioni di mortali eseguite con un materiale (oro e avorio) fino ad allora destinato esclusivamente alle divinità.

1.

2. Apoxyomenos di Lisippo
Ovviamente, trascorreva diverso tempo tra la vittoria e l’erezione della statua, ma non valeva neppure la pena di affrettarsi, visto che Olimpia si sarebbe ripopolata solo quattro anni più tardi e prima di allora ben pochi avrebbero potuto ammirare la statua dedicata al campione. Eubata di Cirene, tuttavia, nel 408 a.C. pensò di anticipare i tempi e di recarsi a Olimpia con la statua già pronta, fidando nelle sue capacità e in un oracolo favorevole. Appena proclamato vincitore dello stadion poté così posizionare la sua statua nell’altis. Un’altra statua gli fu eretta a Cirene dalla moglie quale premio non delle sue qualità atletiche, ma della sua fedeltà.
Per Plinio il Vecchio essere effigiati in una statua costituiva un grande privilegio, riservato a quanti «avevano meritato l’immortalità per qualche importante ragione, in primo luogo per la vittoria nelle gare sacre, soprattutto in quelle di Olimpia». Ma non soltanto per i successi sportivi. Proprio a Olimpia, infatti, furono erette le statue di Omero e di Esiodo, che la tradizione vuole avversari in un famoso confronto (agon) poetico, vinto da Esiodo, durante i giochi in onore di Anfidamante a Calcide, nell’isola di Eubea.

2.

3. Bronzo romano
Artisti prestigiosi lavorarono per gli olimpionici, costituendo il più grande museo all’aperto dell’antichità: pare che il numero delle statue arrivasse a 500 nel periodo di massimo splendore dei Giochi. Pausania nel II secolo d.C. ne contò 192. Le prime furono di legno: nel 544 a.C. venne innalzata quella del pugile Prassidamo di Egina e nel 536 quella del pancraziaste Ressibio di Opunte. Sui basamenti era spesso incisa la carriera agonistica dell’atleta e ciò ha permesso di ricostruire, anche se parzialmente, molti elenchi di vincitori nei principali Giochi.
Va sottolineato che Pausania descrisse con cura le statue dei vincitori olimpici, mentre quasi non menzionò quelle dei vincitori dei Giochi di Delfi, Istmia e Nemea.
Accanto alla scultura anche la pittura vascolare ebbe un ruolo importantissimo nel tramandare lo sport. Il professore di archeologia Manolis Andronikos segnala un dato impressionante: «Solo nella pittura vascolare attica ci restano 1.571 raffigurazioni con scene atletiche, senza calcolare le figure di atleti vincitori».
Concludo con le parole di Henri Pouret: «C’est l’Art qui assure la pérennité du Sport».

4. Anfora di Andocide

Didascalie

In copertina: Il trionfo di Esseneto, di Luigi Queriau, sipario del teatro di Agrigento (1879). Andato distrutto, nel 2007 fu sostituito da un nuovo sipario, che riproduceva l’originale

1. Apoxyomenos, copia romana in marmo dell’originale in bronzo di Lisippo, altezza 205 cm (330-320 a.C.) – Musei Vaticani, Roma

2. Apoxyomenos di Efeso, copia romana in bronzo da originale greco, altezza 192 cm (340-330 a.C.) – Kunsthistorisches Museum, Vienna

3. Anfora di Andocide a figure rosse, detta “Scuola di lotta”, da Vulci, altezza 58 cm (530-525 a.C.) – Antikensammlungen, Berlino

 

Data articolo: Wed, 01 Jul 2020 17:10:00 +0200
Judo
Judo e-Games, domani il final-block in diretta alle 19

È partito il countdown per il final-block degli E-GamesJudo, che si disputerà domani, mercoledì 1° luglio. Alle 19 in punto le quattro squadre finaliste si affronteranno in due semifinali, nelle quali le prime dei due gironi incroceranno le seconde, per disputare poi le finali per il terzo e primo posto. Le squadre ed i rispettivi protagonisti, che giovedì scorso hanno superato la fase preliminare sono, Girone 1: Fitness Club (Francesco Zanghi, Ylenia Monaco, Valerio Ferro, Simone Gonini, Gaia Massimetti, Giorgia Mazzeo, Flavia Zelli, Chiara Firotto) e Young Talent (Davide Gorrara, Chiara Ascari, Rebecca Valeriani, Maria Chiara Venturini, Alessandro Miodini, Simone Scaccaglia, Filippo Filandro, Mattia Zolesi); Girone 2: Kodokan Chieti (Francesco Fiore, Emanuele Di Giandomenico, Giustino Tamburro, Davide Tamburro, Ilenia Di Giandomenico, Martina Capone, Lucrezia Zedda, Cristian Aceto) e Judo Treviso (Marta Vendramin, Antonio Lubrano, Maja Forese, Sofia Ferramosca, Nicola Lazzari, David Donadi, Sean Cenedese, Vittorio Maglione). La gara potrà essere seguita in diretta sul canale federale di Facebook e sarà accompagnata dalla telecronaca di Ylenia Scapin, mentre i giudici saranno Huu-Hanh ed Elisabetta Fratini da Parigi, assieme a Orsola Gallo e Patrizia Boscolo. Un allenamento con la prima  squadra nazionale per la prima classificata, ma al monte premi hanno contribuito anche la DecaSport, Marzial Sport, FVG Judo, Veneto Judo ed Judo Club Fenati Spilimbergo. La partecipazione ed il coinvolgimento manifestati dagli oltre cento fra ragazze e ragazzi over 13 (con un massimo di due U21 per squadra) che hanno partecipato alla fase preliminare, hanno già colto nel segno del divertimento e dell’emozione, il pathos della gara è stato ricreato. Ed ora tutti pronti per seguire ed emozionarsi nuovamente per questo primo final-block…

Data articolo: Tue, 30 Jun 2020 18:48:06 +0200
Federazione
Linee guida in dirittura, spiragli di apertura

È comprensibile a chiunque che l’entrata a gamba tesa di un virus della portata di questo Covid-19, produca soltanto danni, disagi e, purtroppo, anche il dolore per la morte di tantissime persone. Sicuramente troppe persone. Ed è comprensibile anche che, chi si trova alla guida di una società sportiva, piuttosto che di un comitato regionale, una federazione, ma anche del governo di un paese, non ha certo previsto la soluzione per un problema causato da un virus killer. Non può averlo previsto, così come non si prevedono i terremoti, l’eruzione dei vulcani o le guerre, ma ci si dà da fare, ciascuno come può, come sa e come riesce. Ma ancora più comprensibile è quella voglia che decine di migliaia di praticanti, insegnanti e dirigenti esprimono a gran voce su tutti i social, ma non solo, di ritornare a fare le cose che hanno sempre fatto nelle loro palestre. Un’astinenza che si prolunga già da quattro mesi corrisponde ad un’anomalia eccezionale da sopportare per chiunque, sia chi aveva nel mirino l’Olimpiade, ma anche chi puntava all’esame di cintura gialla. Un’attesa che si fa così insopportabile da trasformarsi in rabbia. Messaggi nuovi ne fioccano di continuo sulle bacheche, tante le richieste per ogni tipo di aiuto, ma la più ricorrente, che si sta facendo addirittura pressante, è la richiesta di poter ripartire. Ed a tal proposto sono state attivate anche delle iniziative, degli inviti alla mobilitazione attraverso il flash-mob promosso da Felice Mariani in programma alle 14.30 di giovedì 2 luglio in piazza San Silvestro a Roma, ma anche una raccolta di firme che punta all’apertura per gli sport di contatto anche nelle 15 regioni che ancora non l’hanno fatto. In ogni caso, con le nuove linee guida appena aggiornate dalla Federazione e che saranno pubblicate a breve, quelle regioni, che sulla base dei dati epidemiologici hanno già espresso parere favorevole alla riapertura dell'attività, potranno riprendere a fare quel qualcosa in più che la situazione consente. Auspicando che presto questo riguardi tutte le regioni del nostro Paese.

Data articolo: Mon, 29 Jun 2020 19:39:52 +0200
Karate
Karate: i mondiali di Dubai rimandati al 2021

Roma, 29 giugno 2020 – Rimandata di una anno la 25esima edizione dei Campionati del Mondo di karate. Programmati per il 17-22 novembre 2020, i campionati si celebreranno dal 16 al 21 novembre 2021 sempre a Dubai, a causa dell’incertezza in cui la pandemia di Covid-19 sta costringendo tutti.

Dopo molte considerazioni e analisi, anche con gli organizzatori e le autorità locali, il Comitato Esecutivo della World Karate Federation ha approvato la decisione lunedì scorso, poiché il benessere e la sicurezza di concorrenti e fan non potevano essere garantiti.

La decisione implica uno slittamento generale. Il 12esimo Campionato mondiale Cadetti, Junior e U21 che si sarebbe dovuto svolgere nel 2021 in Turchia si sposta ora al 2022 e i Campionati del Mondo 2022 in Ungheria vengono trasferiti al 2023.

Dunque, dal 2021 in poi, i Campionati mondiali senior verranno disputati in anni dispari e i Campionati mondiali Cadetti, Junior e U21 in anni pari.

Anche la prossima edizione del Congresso generale WKF, prevista per novembre 2020 a Dubai, si svolgerà il prossimo anno nella città degli Emirati alla vigilia dei Campionati mondiali 2021.

Bisogna inoltre ricordare che anche la Karate 1 – Youth league di Monterrey (programmata in Messico dal 25 al 27 settembre) e la FISU World University Karate Championship (programmata in Brasile dal 5 all’8 novembre) sono state cancellate a causa, di nuovo, della pandemia di Covid-19 in atto.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare gli articoli completi sul sito della WKF.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2020 13:03:48 +0200
Federazione
Amarcord Loriga: Sardegna, isola di lottatori

Roma 27 giugno 2020 Riprende anche questa settimana un appuntamento fisso con le storie raccontate da un grande amico della FIJLKAM, il giornalista Vanni Lòriga, uno dei massimi esperti di sport in Italia. Racconterà per i nostri appassionati lettori dei campioni olimpici delle nostre discipline, ma anche le curiosità e gli aneddoti di personaggi famosi e a volte insospettabilmente legati ai nostri sport.

Come è noto fra le discipline sportive gestite dalla FIJLKAM ci sono alcune lotte che vengono definite "tradizionali", fra cui il Pancrazio, la Capoeira e S'Istrumpa. Tutte sono ampiamente presentate sul Sito Federale ma qualcosa posso aggiungere su S'Istrumpa. Antichissima sfida cha da millenni impegna i "Gherbradoreses" della Sardegna. Lo posso fare rileggendo l'ultima edizione di un libro che di essa spiega storia, regole, vicende e curiosità.
Fra le caratteristiche di questo volumetto ( Piero Frau, S'Istrumpa) è che sia scrittno in due lingue, cioè in italiano con la traduzione a fronte in "limba sarda". Ancora più eccezionale che abbia vinto il !Premio Letteraio Ozieri", Penso che non siano molti i testi di lotta che abbiano meritato analoghi riconoscimemti.
Piero Frau si deve ritenere il "reinventore" de S'Istrumpa, lotta antichissima che si fa risalire all' epoca premiragica. Il suo paese, Ollolai, era l'antico capoluogo della Barbagia ed ha sempre coltivato il mito della forza. Non a caso dette i natali anche a Franc Columbu, il mitico Mister Olimpya, ritenuto l'uomo più for del mondo e che proprio insieme a Frau si allenò per anni a Monaco di Baviera. Lì conobbero e frequentarono Arnold Schwarzenegger, loro grande e fedele amico.

1.bronzetto nuragico lotta
Interessante è scoprire l'etimo di Ollolai, Sono molte le ipotesi ma la più intrigante è che derivi dal grido greco "alalazo" che salutava la vittoria in battaglia. Lo avrebbero portato nel cuore della Sardegna esuli troiani. Ricordiamo, visto che navighiamo nel mare delle notizie non confermate, che il fanmoso "Eia, Eia Alalà" che fu intnrodotto in Italia per sostuite l'ingles hi,hiè, hurrà potrebbe avere le stesse origini.
Tornando alla pratica della Lotta ricordiamo che in Sardegna abbiamo altre testimonianze. Su tutti i bronzetti, di Uta che però poco hanno a che vedere con la Strumpa che non prevede la schienarta ma solo lo sbilanciamento dell' avversario. Infine un Gigante di Monte Prama, dove ci sono anche ribustu pugili. Si può concludere che i Sardu non hanno mai disdegnato il lottare. Preannuncio che nella prossima puntata trattereno delle lotte tradizionali nel resto del mondo. Ci fara da guida Nino Caudullo che per anni girò il mondo per conto del CIO per convertire alla lotta Olimpica i milioni di praticanti di Lotte Locali.

Didascalie

1. bronzetto nuragico raffigurante de lottatori rinvenuto sul monte Arcosu ad Uta.

Data articolo: Sat, 27 Jun 2020 12:46:33 +0200
Federazione
L'editoriale del Presidente: va bene la pazienza, ma occorre ripartire

Sono sinceramente sorpreso e amareggiato dalla decisione del Governo di rimandare la ripartenza per gli sport di contatto.
Sorpreso dal parere del CTS della Protezione Civile, che ritiene le nostre discipline sportive ancora pericolose per la salute quando, al contrario, potrebbero essere svolte in piena sicurezza in ambienti protetti che rispettano tutte le regole igieniche e sanitarie del caso.
Non voglio fare polemica, ma gli assembramenti di giovani, che vediamo giornalmente nelle strade, ai giardini e in qualsiasi spazio attrezzato per fare sport, non garantiscono l’assenza di rischi di contagio, semmai il contrario. Invece, i nostri sport, svolti in ambienti sanificati e nel pieno rispetto delle regole igieniche, possono offrire - soprattutto in questa fase - garanzie di gran lunga maggiori di quelle che fornisce lo sport in strada autorganizzato.
Pertanto, voglio aggiungere la mia voce a quella degli altri Presidenti Federali che si sono espressi in questo senso. E voglio esprimere la mia gratitudine al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, per aver compreso appieno il nostro “mondo sportivo” ed essersi espresso esplicitamente, rivolgendo un appello a Governo e Ministero della Salute affinché possano rivalutare le decisioni in merito a questo nuovo stop per i nostri Sport.
Voglio anche aggiungere che nel momento in cui si ha cura di far ripartire l’economia italiana, come giustamente si sta facendo, non si può escludere dal computo la parte consistente che deriva dall’indotto sportivo. Proseguire in questa decisione di chiusura significa mandare a morte numerose realtà economiche che poggiano proprio sugli sport di contatto, con le ovvie ricadute negative per il Paese che tutti noi possiamo immaginare.
La FIJLKAM, dal canto suo, sta facendo il possibile. Proprio ieri sera il Consiglio Federale ha deliberato per le proprie Società Sportive un consistente aiuto, che si articola su diversi fronti: un “Bonus Economato” consistente nella gratuità per il 2021 per affiliazione e tesseramento di Società, Dirigenti, Insegnante Tecnico titolare e Atleti pre-agonisti, secondo modalità che saranno comunicate in seguito; poi, l’azzeramento delle quote di iscrizione alle gare nazionali ancora da svolgere nel 2020 ed, infine, il lancio di una Campagna di Comunicazione per la promozione e la diffusione dei nostri Sport che avrà come tema “Difendiamo il Futuro”.
Tuttavia va da sé che gli sforzi che la FIJLKAM può e deve fare a supporto delle proprie Società non devono infrangersi contro i diktat negativi del Governo.
Vogliamo essere collaborativi e non metterci in una sterile contrapposizione. Perciò, stiamo elaborando un nuovo protocollo sanitario per consentire agli Atleti impegnati nel “Progetto Tokyo” di iniziare a svolgere gli allenamenti con contatto nel rispetto, ove applicabile, delle linee guida del Ministero dello Sport. Appena pronte saranno inviate al Ministro che, siamo certi, potrà supportare la nostra richiesta di ripartenza ad iniziare dagli Atleti di alto livello.
In questi giorni abbiamo letto delle Ordinanze delle Regioni Sicilia, Puglia e Liguria che consentono lo svolgimento degli allenamenti anche agli sport di contatto. Non posso che esserne lieto, ma, visto il parere negativo del CTS sul quale ho aperto la mia riflessione, invito le Società Sportive ad avere pazienza ancora per qualche giorno in attesa che venga chiarita questa apparente situazione di incertezza normativa.
Posso assicurare, ad ogni buon conto, che il protocollo di allenamento, così come stabilito nell’Art. 1 del decreto dell’11 giugno 2020, sarà reso noto nei prossimi giorni.

Domenico Falcone

Roma, 26 giugno 2020

 

Data articolo: Fri, 26 Jun 2020 22:20:30 +0200
Judo
Judo E-Games, la cronaca della gara di Ylenia Scapin

Ed anche questa volta possiamo dire, io c’ero! Alle ore 17 del 24 giugno 2020 un filo invisibile ha legato 18 squadre di judoka che hanno accettato una sfida senza precedenti. Un’idea nata a nord est della nostra incredibile Italia e che ha impiegato meno di un battito di ciglia a contaminare l’intera penisola. Otto prove fisiche individuali ed una prova multipla di squadra, tutto monitorato via web, con tanto di giudici ed esperti attenti a registrare tutte le loro piccole imprese. Un coordinamento centrale ed una vera a propria regìa di smistamento dati coordinata da Parigi da Elisabetta Fratini e Huu Haan.

20200624 E GamesJudo 3Ieri pomeriggio, dopo aver attraversato in un silenzio davvero spettrale il centro Olimpico di Ostia, ho raggiunto la sala consiliare dove è stato allestito uno studio nel quale mi sono immersa, per cercare di accompagnare con la mia voce e presenza, questa giornata storica del judo italiano. Ho commentato le varie prove insieme ad una carrellata di judoka d’eccezione che in un primo momento ho chiamato ospiti, ma immediatamente dopo ho chiamato con il loro vero appellativo: protagonisti. Manuel Lombardo (CS Esercito), Matteo Marconcini (CS Carabinieri), Nicholas Mungai (CS Esercito), Martina Lo Giudice (GS Fiamme Gialle), Pierucci Giulia (GS Fiamme Gialle), e Giorda Francesca (GS Fiamme Gialle), si sono prestati a seguire insieme le prove dei ragazzi e si sono messi in gioco eseguendo alcuni esercizi e soprattutto facendo sentire la loro vicinanza. Forse mai come ora il disagio che ci ha colpiti è stato così democratico, riguardando indistintamente tutte le fasce di età, tutte le diverse realtà: dai club privati ai Gruppi Militari, fino alla Nazionale. Tutti fermi. Tutti via dal tatami. Tutti ormai con mani e piedi ammorbiditi dalla mancanza del nostro habitat naturale vissuto per come siamo stati addestrati: calpestandolo, consumandolo, bagnandolo col nostro sudore ma soprattutto INSIEME.

Ieri è stato un pomeriggio in cui il JUDO e la sua capacità di adattamento ci ha ancora una volta messi alla prova: da Elisabetta che è passata dalle ranking olimpiche IJF alla classifica del Judo-Games, a Mariagrazia catapultata dai sistemi infernali delle competizioni internazionali ad una gara virtuale su piattaforma, ai giudici di gara chiamati a contare acrobazie e salti con la corda, fino a tecnici abitualmente inferociti dentro al box coach a bordo tatami diventati supporters di giovani judoka “contorsionisti”, in mascherina… e non ultima ancora una volta Ylenia, rivisitata ed inventata, voce narrante di una giornata che comunque rimarrà negli annali della nostra Federazione.

L’appuntamento con i festeggiamenti della squadra vincitrice è comunque ancora un conto in sospeso, o meglio, un appuntamento rimandato. Questo epilogo forse proprio voluto dal caso che ha fatto in modo che alle quattro squadre che si contenderanno il titolo verrà dato il giusto spazio nei prossimi mesi regalandoci ancora a tutti noi un evento unico ed emozionante.

Altro cameo di questo contest lo spazio dedicato alla prova di arbitraggio: 5 situazioni di gara da interpretare supervisionate da un’altra presenza di altissimo livello come quella di Roberta Chyurlia, che ancora una volta ha dimostrato il suo “spessore” professionale ed umano. Dal centro dei tatami più prestigiosi del mondo ad una finestra di zoom è stato un attimo. Il suo inserimento ha avvalorato inoltre un’altra effettiva necessità: l’arbitraggio deve essere di tutti, l’approccio sicuramente deve essere somministrato nella maniera adeguata, ma Roberta con la sua empatia si è inserita perfettamente dimostrando che una strada in questo senso è assolutamente percorribile.

20200624 E GamesJudo 2Il grazie che è scaturito dal cuore di tutti coloro che si sono salutati nel corso del pomeriggio è ciò che di più autentico abbiamo condiviso e ci ha toccati tutti virtualmente portando ad ognuno una goccia in più di speranza che questo momento così lontano dalle nostre abitudini ci abbia lasciato qualcosa in più, che ci abbia insegnato a resistere, immaginare, inventare, guardare “dentro” e partire dall’unica certezza che abbiamo e siamo, noi stessi.

Ieri quelle 4 ore di diretta sono volate ritmi diversi, con intensità differenti ma sono ancora una volta state un’opportunità ben sfruttata. L'appuntamento è per mercoledì con la finale (visibile in diretta facebook) alla quale parteciperanno le prime due classificate di ciascuna pool, Fitness, Young Talent, Kodokan Chieti e Judo Treviso.

Il mio auspicio è quello che questa assurda avventura ci abbia insegnato a non ancorarci al consueto, ma abbia risvegliato il desiderio di volere ciò che nessuno immagina e a perseguire ciò che in pochi sognano, per farlo diventare invece un regalo per tutti.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2020 21:45:43 +0200
Federazione
Le antiche Olimpiadi (VIII)

Roma 25 giugno 2020 Pubblichiamo oggi un nuovo avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM. Buona lettura!

Una vittoria a Olimpia favoriva la carriera

Una vittoria, soprattutto se olimpica, accresceva enormemente il prestigio sociale, favorendo inoltre l’ingresso in politica e una brillante carriera. Non pochi uomini di potere, infatti, si servirono dei successi nelle corse dei cavalli e dei cocchi per consolidare o migliorare la propria posizione. Uno di questi fu l’ateniese Alcibiade, celebrato da Euripide con un epinicio dopo la grande vittoria del 416 a.C., allorché schierò alla partenza ben sette quadrighe, conquistando il 1°, il 2° e il 4° posto. Quel successo clamoroso e i conseguenti festeggiamenti da lui organizzati con inusitato sfarzo, servirono ad Alcibiade per pretendere il comando della spedizione militare in Sicilia: «Nella sacra cornice d’Olimpia abbagliai i Greci del mio splendore», affermò il controverso personaggio.
Diversi tiranni (come Gerone di Siracusa, Terone di Agrigento e Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno) fecero coniare delle apposite monete per esaltare i loro successi. Gerone e Terone, inoltre, commissionarono epinici ai migliori poeti: il primo a Pindaro (Olimpica I) e Bacchilide (Epinici III, IV e V), il secondo a Pindaro (Olimpiche II e III). Grande fu senza dubbio la spesa, ma assicurò loro la stima dei sudditi e una gloria eterna.
Tra la gente comune che ottenne importanti incarichi basti un solo esempio. Cherone di Pellene, 4 volte olimpionico nella lotta (dal 356 al 344 a.C.), nonché discepolo di Platone e Senocrate, fu nominato tiranno della sua città dal generale Antipatro, in nome di Alessandro il Grande.
Tuttavia, ai vincitori olimpici non sempre andò bene. L’ateniese Cilone, primo nel diaulos (corsa di quasi 400 metri) nel 640 a.C., confidò troppo nella sua fama sportiva e tentò un colpo di stato, rimettendoci la vita. Il concittadino Cimone si aggiudicò per tre volte la corsa delle quadrighe, cedendo la seconda al tiranno Pisistrato per guadagnarsi il ritorno dall’esilio. Morto Pisistrato, i suoi figli temevano talmente il prestigio di Cimone che lo fecero assassinare.

1.2. Pindaro
Qualche potente se la tirava. Plutarco nelle Vite parallele narra che Alessandro Magno, un eccellente atleta (non a caso era chiamato “piè veloce”), invitato a gareggiare alle Olimpiadi, rispose: «Solo se i miei avversari fossero dei re». Già Alcibiade, dopo la strepitosa vittoria nella corsa dei carri sopra citata, secondo Isocrate aveva abbandonato le competizioni a causa dei troppi partecipanti di basse origini.
Il successo aveva talora risvolti curiosi, come testimonia la vicenda del pittore Aezione (narrata da Luciano di Samosata), che espose a Olimpia il quadro sulle nozze di Alessandro e Rossane: l’opera venne tanto apprezzata che Prossenida, uno degli ellanodici, i potenti giudici delle gare olimpiche, gli offrì la mano della figlia.

2. 3. Alcibiade di François André Vincent
E non dimentichiamo il prestigio che la polis del vincitore acquisiva agli occhi degli altri Greci. Dopo il predominio spartano, per esempio, Crotone si segnalò nella lotta e soprattutto nella corsa, tanto che divenne celebre il proverbio, citato da Strabone: «L’ultimo dei Crotoniati è il primo dei Greci». Nell’Olimpiade del 576 a.C., infatti, i primi sette arrivati al traguardo nella corsa veloce erano tutti di Crotone. Per questo irrefrenabile desiderio di autopromozione non mancarono – come ho scritto in un precedente articolo – tentativi di corrompere i migliori atleti per farli gareggiare sotto altre bandiere.
Per esaltare i vincitori dei giochi panellenici nacque un nuovo genere letterario: l’epinicio, che rese eterna la gloria del vincitore. Ne furono maestri Simonide di Ceo, Bacchilide di Ceo (nipote di Simonide) e Pindaro di Cinocefale, che vissero tra la metà del VI e la metà del V secolo a.C., ossia nell’età d’oro dell’agonismo greco. Bacchilide, ha scritto Norman Gardiner, indugiava «con intenso diletto sui particolari delle gare, sul piede agile e sulle forti mani del vincitore», al contrario di Pindaro, che non amava la cronaca delle competizioni, preferendo ricostruirne l’atmosfera ed esaltare la stirpe (genos) e la patria (polis) del vincitore.
Se il primo epinicio è forse quello di Ibico per il pancraziaste ateniese Callia, olimpionico nel 472 a.C. e avversario politico di Pericle, l’ultimo epinicio a noi noto è quello di Euripide per Alcibiade (416 a.C.). Poi si preferirono le iscrizioni, soprattutto quelle sulle basi delle statue, che costituirono dei veri curricula sportivi. Si è disquisito a lungo se desse maggior fama all’atleta un epinicio o una scultura. Così si esprimeva Pindaro nella Nemea V, dedicata al pancraziaste egineta Pitea: «Non sono uno che fa statue e non erigo figure immobili, dritte sul loro piedistallo. Ma sopra ogni barca e sopra ogni nave, o mio dolce canto, salpa da Egina per annunciare che il robusto Pitea ha vinto la corona del pancrazio ai Giochi Nemei». Insomma, lautamente retribuito (per l’epinicio a Pitea pretese 3.000 dracme), il suo canto poteva portare ovunque la fama degli olimpionici, mentre una statua si ammirava solo sul posto. In ogni caso a noi sono pervenuti più epinici (39 di Pindaro e 14 di Bacchilide) che statue originali.

3. 4. Monete di Filippo II di Macedonia

Didascalie

In copertina: Pindaro celebra un vincitore olimpico, olio su tela di Giuseppe Sciuti (1872) – Pinacoteca di Brera, Milano

1. Busto di Pindaro, copia romana del 130-140 d.C. – Museo Archeologico Nazionale, Napoli

2. Alcibiade recevant les leçons de Socrate, olio su tela di François-André Vincent (1776) – Musée Fabre, Montpellier

3. Statere aureo di Filippo II di Macedonia

Data articolo: Thu, 25 Jun 2020 10:09:08 +0200
Dalle regioni
Top news dalle regioni: in Liguria si disegna lo sport

Sono 57 i disegni che hanno risposto al bando di concorso “Disegna il tuo sport durante il Covid-19”.
L’interessante iniziativa, fortemente voluta dal Presidente Regionale M° Filippo Faranda, è stata promossa dal Comitato Regionale Ligure al fine di non disperdere le diverse emozioni dei nostri piccoli atleti durante la chiusura totale a causa della pandemia. La giuria, nominata appunto dal Comitato Regionale Ligure, ha avuto l’arduo compito di giudicare i vari disegni ed era composta da tre Campionesse liguri:

  • Erica Barbieri (Judo)
  • Viviana Bottaro (Karate
  • Aurora Campagna (Lotta) 

Le tre eccellenze liguri questa volta non hanno combattuto, ma hanno visionato i disegni di tutti i concorrenti decretando i nomi di coloro che si sono aggiudicati il kit completo (zaino, tuta. t-shirt) messo in palio per il Concorso.
Ecco i nomi dei vincitori:

  • Bambini : Filippi Jacopo (judo)
  • Bambine : Schiavi Martina (judo)
  • Fanciulli: Trosso Nicolò (judo)
  • Fanciulle : Mugnos Martina (Ju Jitsu)
  • Ragazzi : Innocenti Tommaso (Karate)
  • Ragazze : Cevasco Camilla (Ju Jitsu)

Vi è stata anche una speciale segnalazione per i lavori di Piazze Filippo (JJ),Maragliano Giacomo (judo), Vivo Sara (Karate), Di Fini Francesco (judo), Campo Francesco (Karate) e Pastorino Tommaso (judo) che otterranno lo speciale premio della critica costituito da zainetto e t-shirt .
Tutti i partecipanti, visto l’impegno profuso, riceveranno comunque la T-Shirt.
La premiazione dei vincitori avverrà a Genova, presso la Palestra Andrea Doria, Sabato 11 Luglio alle ore 10,30, alla presenza delle campionesse della giuria e del Consiglio Regionale FIJLKAM.

Fonte: fijlkam.it/liguria

Data articolo: Wed, 24 Jun 2020 08:38:48 +0200
Judo
Judo e-Games, domani al via 15 squadre di 9 regioni

Judo e-Games ha chiuso le iscrizioni, e sono pronte al confronto quindici squadre di nove regioni che, alle 17 di domani, mercoledì 24 giugno, si metteranno alla prova in diretta zoom (visibile sul canale YouTube federale con il commento di Ylenia Scapin)  per riassaporare lo spirito agonistico che, ormai da quattro mesi, non è più praticabile sul tatami. JudoEGamesokCon l’auspicio che, con rispettosa prudenza, ma al più presto si possa riprendere a ‘mettersi le mani addosso’, Judo e-Games è un’opportunità per ritrovare il piacere del confronto e la voglia di dimostrare di essere migliori possono esprimersi attraverso un’iniziativa articolata in più prove. E non importa se il tempo per prepararsi è stato poco, perché si tratta soprattutto di cominciare a ritrovarsi e, sia pure ognuno nella palestra sua, ritrovare il piacere di stare insieme per ‘gareggiare’. Saranno premiate tutte le squadre finaliste ed alla squadra che si classificherà al primo posto è previsto un allenamento con i campioni della squadra nazionale, molti dei quali si sono resi disponibili a sostenere l’iniziativa che è rivolta agli atleti d’età minima 13 anni ed un massimo di due under 21 per squadra. Si tratta di Manuel Lombardo, Matteo Marconcini, Matteo Medves, Nicholas Mungai, Alice Bellandi, Martina Lo Giudice, Francesca Giorda, Giulia Pierucci, mentre le squadre iscritte sono Judo Club Treviso (Veneto), Lazio Academy, Harmony club (A&M Judo), Judo Arashi Bracciano, Preneste Castello 1, Preneste Castello 2 (Lazio), Young Talent (Emilia Romagna), Pro Recco Judo (Liguria), Budokan Lecce, Judo Club Ruffano (Puglia), Kodokan Chieti (Abruzzo), Judo club Fornaci (Toscana), Società Ginnastica Triestina, Judo Club Fenati (Friuli Venezia Giulia), Dojo Judo Cosenza (Calabria). Buon divertimento!

Data articolo: Tue, 23 Jun 2020 10:29:13 +0200
Lotta
Ciro Russo: pedalando contro il cancro. L’arrivo

Roma, 22 giugno 2020 – “Sono stati dieci giorni intensi in cui ho visto luoghi bellissimi e che mi hanno permesso di guardare anche dentro di me, perché andare in bicicletta permette di pensare a lungo. Ho vissuto emozioni che mi accompagneranno sempre”.

È finita. Ciro Russo ha terminato la sua missione: Torino Roma in sella di una mountain bike, una campagna per raccogliere fondi per la lotta e la ricerca contro il cancro. È partito venerdì 12 giugno e in dieci giorni ha percorso circa 1.000 chilometri tra salite e discese, strade asfaltate e sterrate, tra sole e pioggia battente.

Ci eravamo lasciati giovedì sera a Radicofani, in Toscana, dopo alcuni giorni parecchio burrascosi a causa delle improvvise piogge che lo attendevano tra una collina e l’altra della splendida Toscana. Venerdì mattina, come sempre di buon’ora e dopo un’abbondante colazione, è montato in sella pronto a lasciare la regione del Rinascimento per approdare nel Lazio, sua ultima meta regionale. “Vista la salita per Radicofani (800 metri di altezza) del giorno prima, quella mattina tutta la parte iniziale è stata una bella discesa che mi sono potuto godere, prima dell’inizio di un sali e scendi nello sterrato, anche questo non particolarmente faticoso, che mi ha portato a Bolsena. Gli scorci sul lago e poi la discesa fino in riva sono stati molto belli”. Prima tappa saliente della giornata, non restava che ricominciare a pedalare in direzione Viterbo. Tra il capoluogo della Tuscia e il lago di Bolsena, però, c’era la tappa di Montefiascone ed un’ostica salita per arrivare: “Sì, ma una volta finita la salita ho potuto godere di un panorama mozzafiato su tutta l’alta Tuscia e sul lago che mi precedeva. In quelle zone sono anche passato dentro a incredibili distese di grano, mi sembrava di essere dentro al Gladiatore, il film.”. Da lì, in discesa fino a Viterbo dove, come già successo, c’era un caro amico di Ciro ad aspettarlo. “Mi ha ospitato a casa, abbiamo mangiato e passato la serata insieme. Ci voleva!”

Il giorno seguente, il nono di viaggio, Ciro ha lasciato Viterbo per dirigersi a Formello, passando così per numerosi borghi laziali come Capranica, Vetralla e Sutri. Una giornata stancante, questa volta. “Il tanto dislivello, circa 1200 metri, e soprattutto il tanto sterrato che ho incontrato mi hanno distrutto. Sono arrivato la sera a Formello molto stanco ma, insomma, ce l’ho fatta anche questa volta.”. Una bella doccia rilassante ed una cena, pensando e preparandosi al giorno seguente, il decimo, nonché l’ultimo. “Mi sono preparato, ma comunque il più era fatto: mi aspettavano soli 45 chilometri fino a piazza San Pietro, l’obiettivo finale di tutta l’avventura.”. Pochi chilometri, per gli standard a cui ci ha abituato Ciro, e tutta discesa fino a Roma Nord, dove poi è cominciata la pista in pianura che lo ha portato a Roma, sotto l’Obelisco Vaticano. Partenza con calma, questa volta, e arrivo programmato alle 15:00. Certo, nonostante la tappa non fosse fra le più toste, non si deve dimenticare che Ciro aveva più di 900 chilometri già nelle gambe: “la fatica nelle gambe mi accompagnava ormai da qualche giorno, ogni tanto mi sono dovuto fermare per fare un po’ di stretching altrimenti i crampi avrebbero preso il sopravvento.”. Nonostante tutto, l’arrivo è stato puntualissimo: domenica 21 giugno alle 15:00 in punto. “È stato il momento che più ricorderò di tutto il viaggio. Ad accogliermi c’era la mia famiglia, che mi ha fatto una sorpresa, e tutti i miei compagni di squadra e allenatori delle Fiamme Oro. Un’accoglienza calorosa, mi hanno fatto emozionare e non posso che essere davvero contento di come è andata la giornata.”.

Insomma, Ciro Russo ce l’ha fatta. Una vera e propria avventura che in dieci giorni scarsi gli ha permesso di attraversare mezza Penisola, toccando sei regioni e tantissimi comuni. Un’avventura che gli ha fatto scoprire le pianure, i monti, le colline e i fiumi della nostra bella Italia e, soprattutto, di raccogliere tanti fondi per una causa importante, per il bene comune. “Sono veramente contento di questo viaggio e di averlo portato a termine nei tempi prestabiliti. Ma sopra ad ogni cosa, sono contento, e ancora emozionato, per l’enorme consenso che ho ricevuto dalle persone che mi sono vicine. Inizialmente, non pensavo di avere così tante persone che decidessero di accompagnarmi in questo viaggio e invece le donazioni sono arrivate a circa 4.000 euro e l’obiettivo è quasi raggiunto. Il link della Rete del Dono è ancora attivo e c’è ancora tempo per raggiungere l’obiettivo finale. Voglio ripeterlo, sono davvero contento.”.

Oggi Ciro è tornato a Roma, dove riprenderà ad allenarsi con i suoi compagni, nello sport che lo ha visto competere su palcoscenici europei e mondiali indossando la divisa azzurra: la lotta greco-romana. Potete rivedere tutto il suo viaggio sulle sue pagine social (FB e Instagram) attraverso dirette, foto e video, e qui sul sito Fijlkam, con i racconti e le testimonianze scritte.

Ma se davvero vogliamo ringraziare Ciro per averci portato con sé nel suo viaggio, non ci resta che sostenere la sua causa e donare quel che si può per la lotta contro il cancro, cliccando qui.  

Data articolo: Mon, 22 Jun 2020 09:34:50 +0200
Federazione
Amarcord Loriga: Il CUS Torino - parte 2

20 giugno 2020 Proponiamo questa settimana la seconda parte della storia del CUS Torino iniziata sabato scorso dal giornalista Vanni Lòriga, che ha condiviso con i lettori i suoi personali ricordi legati al grande centro sportivo polivalente piemontese.
Oggi il racconto prosegue con il focus sulla Lotta all’interno del mondo CUS, raccontata nel dettaglio da Carla Verde Saglietti, Vicepresidente del CR FIJLKAM Piemonte Valle d'Aosta, settore Lotta.
Da Sisport Fiat a CUS Torino: un ponte tra passato e futuro nella Lotta piemontese
Quando il 31 dicembre 2002 la Sisport Fiat Torino chiuse la sezione Lotta, tecnici e lottatori si trovarono nella difficile situazione di dover cercare una nuova casa.
Vittorio Capriolo, allora Dirigente della squadra Sisport, ebbe una geniale intuizione. In quel periodo il CUS TORINO, Centro Universitario Sportivo, sotto la spinta del Prof. Riccardo D’Elicio, succeduto da pochi anni nella Presidenza al carismatico fondatore Primo Nebiolo, stava ampliando l’offerta delle attività sportive, affermandosi sempre più nel panorama sportivo torinese.
Approfittando del fatto che l’allora Allenatore della squadra, Massimiliano Saglietti, pupillo e successore del compianto Maestro Lorenzo Calafiore, era studente della Facoltà di Giurisprudenza e pure suo fratello Alessandro, atleta di punta della squadra, frequentava l’Università degli Studi di Torino, Vittorio Capriolo, che in passato aveva avuto modo di conoscere il Presidente D’Elicio, chiese ed ottenne di esporgli i problemi dei lottatori ex Sisport.
Contagiato dall’entusiasmo e dalla passione dei fratelli Saglietti, D’Elicio prese a cuore la loro situazione e assegnò loro l’impianto universitario di Via Quarello, all’estrema periferia sud di Torino, solo in parte occupato dalla Sezione TennisTavolo.
Nasceva così il 1° gennaio 2003 la nuova Sezione Lotta del CUS TORINO. Purtroppo oltre il novanta per cento degli atleti andarono perduti e quindi, dopo settant’anni di storia, la squadra più titolata in Italia dovette ricominciare dal fondo.
I primi anni furono improntati da duro lavoro sui pochi atleti rimasti e da numerosissimi interventi a manifestazioni, feste di quartiere, corsi nelle scuole, il tutto a fini promozionali. Si cercava in particolare di sfatare la pessima reputazione della lotta acquisita in seguito alla pubblicità negativa del Wrestling americano che in televisione offriva un’immagine estremamente violenta della disciplina.
La serietà e l’impegno con i quali i fratelli Saglietti, pur giovanissimi, gestiscono la Sezione, premierà il Cus Torino con il primo titolo italiano di classe già nel 2005 che sarà seguito da quattro titoli italiani di classe e due titoli assoluti l’anno successivo.
Inizia quindi la scalata alla vetta delle classifiche; nei diciotto anni di attività gli atleti allenati dai fratelli Saglietti, coadiuvati da Pietro Piscitelli per la lotta stile libero, conquisteranno ben 90 titoli italiani di classe, 34 titoli italiani assoluti, 4 titoli italiani veterani, 35 titoli italiani universitari. Nelle classifiche a squadre, sono stati vinti quindici titoli italiani di classe, 8 titoli italiani assoluti e 11 titoli italiani universitari. Inoltre, nella classifica generale per Società, il Cus Torino si è classificato al primo posto ben 7 volte ed ha conquistato il Trofeo Athlon per il quadriennio olimpico 2013-2016. Attualmente, nel corso della stagione 2020, con solo più Campionati Italiani Esordienti e Juniores da disputare, il Cus Torino detiene ancora la testa della classifica sia annuale che del quadriennio 2017-2020.
Dal 2015 iniziano ad arrivare anche i risultati internazionali con il Titolo Mondiale Cadetti di Giovanni Freni seguito nel 2017 dal Titolo Europeo Esordienti di Aurora Russo e dal Titolo Mondiale di Beach wrestling di Francesca Indelicato e nel 2019 dall’Oro di Aurora Russo al Festival della Gioventù Olimpica Europea (EYOF), all’Oro di Sara Da Col ai Giochi del Mediterraneo su spiaggia e all’Oro di Francesca Indelicato agli ANOC World Beach Games. Negli stessi anni molti altri atleti del Cus Torino hanno vestito la maglia azzurra conquistando a Campionati Mondiali ed Europei sia di classe che Senior tre medaglie d’argento e 15 medaglie di bronzo. Ad oggi 3 atleti del Cus Torino sono classificati Probabili Olimpici e 5 sono inclusi nell’elenco degli atleti di interesse internazionale.
Anche dal punto di vista organizzativo e politico la Sezione Lotta del CUS TORINO ha avuto modo di distinguersi organizzando già nel 2006 i Campionati Nazionali a Squadre GR/SL. Nel 2008 è stata la volta del Campionato Italiano Juniores di GR; nel 2009 i Campionati Italiani Cadetti e Assoluti di Lotta Femminile; nel 2011 il Criterium Nazionale Universitario e nel 2015 i Campionati Italiani Assoluti di GR, SL e LF. Nel 2009 il CUS TORINO è stato insignito della Medaglia d’Onore FIJLKAM al merito sportivo.
Per quanto riguarda poi le manifestazioni internazionali, il CUS TORINO ha organizzato nel 2010, per la prima volta in Italia, i CAMPIONATI MONDIALI UNIVERSITARI di Lotta Greco Romana, Stile Libero e Femminile che hanno visto alternarsi sui tappeti del Pala Ruffini 275 atleti provenienti da 26 Paesi.
A ringraziamento dell’attività di promozione e diffusione della Lotta Olimpica, la Federazione Mondiale di Lotta ha conferito al Presidente D’Elicio la Stella FILA.
Grazie all’intensa attività agonistica che ha fornito alle squadre nazionali un gran numero di talenti (si pensi anche che dal 2010 ad oggi i Gruppi Sportivi Militari delle Fiamme Oro, dell’Esercito e dei Carabinieri, hanno acquisito dal CUS TORINO ben 10 atleti di altissimo livello internazionale), i Tecnici del Cus Torino sono stati chiamati a collaborare con lo staff tecnico federale:
Massimiliano Saglietti, membro della Commissione Tecnica Giovanile, dopo aver allenato per due anni le Squadre Nazionali Esordienti e Cadetti di Lotta Greco Romana, è passato ora a collaborare con lo staff tecnico della Nazionale Senior di Lotta Greco Romana;
Pietro Piscitelli, dopo aver collaborato con lo staff Tecnico della Nazionale Senior di Lotta Stile Libero e Femminile, si occupa ora della preparazione di Frank Chamizo Marquez, atleta di punta della Nazionale Senior Stile Libero già in possesso del Pass per le prossime Olimpiadi.
Alessandro Saglietti, ha allenato in passato la Nazionale Cadetta e successivamente quella Universitaria (ai Mondiali Universitari di Torino 2010 ha assistito all’angolo Daigoro Timoncini che ha conquistato una bellissima medaglia d’argento). Passato alla politica, nel 2017 è stato eletto Consigliere Federale del Settore Lotta, carica che detiene a tutt’oggi.
Per concludere, in virtù del lavoro di immagine e promozione e dei prestigiosi risultati agonistici nazionali ed internazionali, la Federazione ha deciso di assegnare al Cus Torino il Centro Tecnico Federale del Nord Italia. Già da oltre un anno nell’impianto universitario di Via Quarello a Torino si svolgono due allenamenti settimanali gratuiti aperti a tutti gli atleti tesserati FIJLKAM e gli incontri settimanali del Progetto Giovani Talenti del Piemonte.
(di Carla Verde Saglietti)

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Data articolo: Sat, 20 Jun 2020 09:21:28 +0200
Lotta
Ciro Russo: pedalando contro il cancro. L’avventura continua

Roma, 19 giugno 2020 – Continua senza sosta la lunga avventura di Ciro Russo in nome della lotta contro il cancro, in biciletta da Torino a Roma lungo la via Francigena.

Lo abbiamo lasciato domenica sera a Pontremoli, un paese del nord della Toscana da cui il lunedì mattina, come sempre molto presto, si è rimesso in sella puntando dritto il mare. Un percorso inizialmente in pianura, con una leggera inclinazione in discesa, nell’entroterra del carrarese dove ha toccato paesi come Ponticello, Villafranca in Lunigiana e Aulla arrivando anche a 50 km orari di velocità e immaginando il mare non così lontano. Prima di vedere il mare, però, un’ostica salita per arrivare a Ponzanello, approdando dunque solo per un momento in Liguria. I pochi chilometri rendevano davvero dura la salita che ha accompagnato Ciro fino a 633 metri di altezza: “da 0 a 600 in 6-7 km. L’ho dovuta affrontare con molta calma, ma una volta arrivato, oltre il panorama mozzafiato sul mare, c’era la vista della lunga discesa per la Liguria”. Sarzana, prima, e Luni Mare, poi, dove all’ora di pranzo, una bella pausa in riva al mare non gliela avrebbe tolta nessuno. “Un panino sugli scogli e la felicità dell’odore di salsedine che per un ragazzo piemontese è sempre straordinario”.

Con altri 20 km, a Massa, la quarta tappa di Ciro è giunta al termine: 71 km davvero intensi, con 1301m di dislivello, premiati però da una bella cena di pesce finale. 

Al quinto giorno, con 440 km circa sulle gambe, Ciro sempre positivo ha dovuto affrontarne altri 100, superando così il traguardo di metà percorso. “Quella mattina le gambe, se possibile, stavano peggio della sera prima. Per fortuna il percorso non prevedeva salite esagerate. Giusto un paio di promontori. Addirittura dopo la colazione non riuscivo neanche a fare le scale e infatti nei primi 15 km sono andato pianissimo. Dopo un po’, però, si sono sbloccate e ho ricominciato a pedalare come si deve.”. Nel frattempo le donazioni continuavano ad arrivare dando a Ciro una fortissima motivazione, perché come ci ha detto il mental coach durante una delle dirette dal viaggio, la motivazione viene dal sentimento e con la voglia di riuscire cambia tutto.

Passando per Forte dei Marmi, Camaiore e Lucca, tra indicazioni stradali nascoste e gps, l’obiettivo finale era San Miniato. “Sono passato anche per il borgo di Pietra Santa, un posto bellissimo e caratteristico che non conoscevo e che ti immerge davvero nel Medioevo”.

La prima parte del viaggio, fino a Lucca dove ha fatto pausa pranzo, è stata illuminata da un bel sole; sulla seconda, non si può dire altrettanto: “Mentre mangiavo il mio bel panino ho visto le nuvole avvicinarsi ed ha iniziato a piovigginare”. Meglio ripartire subito, allora, così da mantenere la possibilità di fermarsi in caso di acqua a catinelle. “Ho iniziato a pedalare e, tempo mezzoretta, il diluvio non si è fatto aspettare. Le previsioni davano pioggia battente fino a sera e non mi rimanevano che due possibilità: fermarmi o portare a termine il compito della giornata. Mi sono armato di pazienza e di k-way, che poi a poco è servito, e sono finalmente arrivato a destinazione, letteralmente zuppo dalla testa ai piedi.”.

Arrivato a San Miniato, Ciro è stato ospite di un convento francescano: “Una bella esperienza, dove ho incontrato altri pellegrini con cui chiacchierare e mangiare insieme.”.

Mercoledì mattina, dopo parecchio tempo perso a rifare le valigie, Ciro ha avuto una bella sorpresa: la seconda foratura del viaggio. “Durante l’acquazzone del giorno prima mi si è bucata la ruota posteriore e ho dovuto prendere l’altro copertone di ricambio che avevo e sostituire la gomma. Sono partito, in ritardo, alle 8:30”. Gli obiettivi della giornata erano San Gimignano prima e Siena poi. Arrivato, di nuovo zuppo, alla prima tappa, è uscito fortunatamente il sole e Ciro ha potuto visitare il centro cittadino: “Ancora una volta davvero suggestivo, sembrava di essere nuovamente immersi nel Medioevo”. Ripartito in direzione Siena, ad accompagnarlo le fantastiche colline toscane erano lì, piene di viti e con paesaggi mozzafiato. Ondeggiando tra le colline, finalmente arrivato a Siena, in piazza del Campo una piacevole sorpresa, stavolta davvero, aspettava il nostro avventuriero: “Sono stato accolto da una parte della squadra Fiamme Oro. Sono venuti il mio allenatore Marco Papacci, il mio direttore tecnico Marco Arfè, il mio compagno di squadra Matteo Roccaro e la dirigente Roma del centro polifunzionale di Spinaceto, oltre alla dottoressa Petrone. Abbiamo mangiato e dormito tutti insieme proprio a piazza del Campo, in questa splendida città che è Siena, e abbiamo passato una bellissima serata. Ero davvero emozionato per il loro supporto.”.

Superate le grandi piogge, le forature delle ruote e le fatiche inevitabili di un viaggio del genere, il giovedì mattina, ormai Ciro è abituato, non può che cominciare in salita. “In salita, sì, in tutti i sensi. Letteralmente, per una sterrata molto tosta proprio subito dopo Siena, ma soprattutto metaforicamente. La sera precedente infatti, durante la cena con gli amici delle Fiamme Oro, il cellulare ha completamente smesso di dare segnali di vita, probabilmente per l’acqua del giorno prima”. Chiaramente Ciro non può farne a meno per continuare il suo viaggio fino a Roma, sia per il navigatore che per mantenersi in contatto con tutti coloro che lo stanno supportando in questa sua campagna benefica. “Ho perso tutta la mattina per cercare un altro telefono e sono riuscito a partire solo alle 11:30”.

La ripartenza, insomma, è stata piena di imprevisti ed anche il proseguire del viaggio ha dato filo da torcere al nostro lottatore. “La Toscana è incantevole, offre paesaggi bellissimi e indescrivibili però, ciclisticamente parlando, non si fa altro che incontrare salite e discese ripidissime. Da Siena a Radicofani sono un centinaio di km di sali e scendi”. Una vera faticata, dunque, per arrivare agli 800 metri di altezza della meta finale di giornata. “I primi 60 km dopo Siena erano tutti di sterrato e le salite in sterrato, vi assicuro, sono dure e fastidiose perché la ruota posteriore slitta spesso e volentieri.”.

Nonostante le ansie del ritardo, con la buona pazienza che lo contraddistingue, Ciro ha affrontato ogni salita piano piano, una alla volta, arrivando a San Quirico d’Orcia, la cui valle è a metà strada tra Montepulciano d’Abruzzo e Montalcino. “Ho avuto il piacere e l’onore di attraversare queste vigne che ci invidiano in tutto il mondo”, ci racconta Ciro, prima di ripartire in discesa e riposare un pochino in pianura. Infine, un’ultima salita di circa 600 metri di dislivello e il meritato arrivo a Radicofani. “Anche questo è un borgo storico molto bello, come tanti che ho incontrato in Toscana”.

Insomma, quattro giorni durissimi, bisogna dirlo. Ma come Ciro ci ha già detto, quando è la motivazione a farla da padrona sono davvero pochi gli ostacoli insormontabili. Se la strada è in salita, e spesso lo è sia letteralmente che metaforicamente, non resta che rimboccarsi le maniche e pazientemente affrontare una fatica alla volta, senza perdersi d’animo.

È questo lo spirito che Ciro Russo ci sta mostrando. Lo stesso spirito di chi è impegnato nella ricerca e nella lotta contro il cancro. Mancano soli tre giorni alla fine del viaggio con arrivo previsto per domenica a piazza San Pietro a Roma. È sempre possibile seguire il diario di viaggio tutti i giorni sulle pagine social di Ciro (FB e Instagram) attraverso dirette, foto e video, e qui sul sito Fijlkam, con l’ultimo racconto di lunedì mattina. Ma se davvero vogliamo accompagnare Ciro nel suo viaggio, non ci resta che sostenere la sua causa e donare quel che si può per la lotta contro il cancro, cliccando qui.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2020 11:08:26 +0200
Karate
Il meglio dell’ultimo decennio: i campionati mondiali di karate rivisitati oggi

Roma, 18 giugno 2020 – Parte domani la nuova iniziativa della WKF – The Decades Best – in cui si va alla riscoperta dei momenti più entusiasmanti dei Campionati del mondo degli ultimi dieci anni.

I Kata più sorprendenti, gli incontri di kumite più elettrici e le migliori tecniche – insomma, tutte le pietre miliari più emozionanti degli ultimi campionati del mondo saranno parte della nuova serie sul canale YouTube della WKF. Ogni due venerdì, un nuovo episodio verrà presentato in anteprima sul canale YouTube di WKF, con gli eventi indimenticabili della storia recente del karate, commentati da alcune tra le personalità più importanti del nostro sport.

Il primo episodio, in programma domani venerdì 19 giugno, ci riporta a Belgrado, durante i Campionati del Mondo del 2010.

Di questo evento ricordiamo senz’altro la grande finale per l’oro delle squadre di kata maschile italiana e giapponese, la grande e infinita sfida tra Luigi Busà e Rafael Agayev per l’oro dei -75kg, o la bellissima sfida tra Luca Valdesi e Antonio Diaz per l’oro di kata individuale, come anche la sfida di kata femminile a squadre tra Italia e Serbia per la conquista della medaglia di bronzo.

Per l’appuntamento di domani, con il commento di Luca Valdesi e Billy Brennan, rivivremo la sfida delle squadre di kata maschile tra Italia e Giappone. Qualcuno ricorda chi vinse l’oro?

Nelle prossime puntate anche gli avvincenti incontri di Luigi Busà e Salvatore Loria, con il commento di Davide Benetello. Da non perdere.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito della WKF, fonte dell’articolo.

Data articolo: Thu, 18 Jun 2020 11:28:14 +0200
Judo
E-GamesJudo, siete pronti per l'hajimè?

JudoEGamesokDopo il positivo riscontro ottenuto dalle gare virtuali del settore Karate con l’E-Kata, è il momento del settore Judo che a sua volta lancia un’iniziativa analoga nello spirito e diversa nei contenuti. Si tratta di una gara a squadre in cui gli atleti svolgono degli esercizi a tempo in diretta specificati in un apposito schema-regolamento. L’iniziativa è stata condivisa anche da numerosi campioni del judo italiano e Ylenia Scapin, che curerà anche il commento delle gare in diretta, è stata la prima a commentare l’iniziativa. “Sono onorata di partecipare a questo momento agonistico virtuale, - ha detto Ylenia - pensato per appagare almeno in parte quel desiderio di competitività che questa pandemia ha bruscamente interrotto. È un modo costruttivo per rimettersi tutti al lavoro, sia pure in una veste ed una modalità diversa e, per quanto mi riguarda, mi sento onorata di essere stata coinvolta in questo progetto-judo anche nel ruolo di commentatrice. Che in questo momento è anche l’unico nel quale posso contribuire. Mi auguro ci sia una grande partecipazione, ben strutturata in tutte le sue parti, fasce d’età, preiscrizioni, entusiasmo, livello, ma anche per quell’adattabilità che negli sport da combattimento, in questo periodo in particolare, è messa alla prova. È l’occasione per dimostrare quanto lo sport di contatto come il nostro saprà resistere nonostante tutto e tutti”. Trattandosi di gara on-line non è possibile escludere l’insorgere di problemi con la linea internet, video ecc. pertanto la regola generale fa riferimento al rispetto degli 8 principi: Rispetto, Sincerità, Onore, Educazione, Amicizia, Autocontrollo, Coraggio, Modestia. I coach delle squadre in palestra saranno chiamati a supportare i giudici on-line, cronometrando e contando gli esercizi dei propri atleti in modo da compensare le eventuali problematiche di connessione. L’atleta impegnato nell’esercizio dovrà essere ben visibile di fronte alla telecamera. Le squadre si compongono di 6/8 atleti M/F di età minima 13 anni con un massimo di 2 junior. Le gare si compongono di prove fisiche, teoria, judo e gioco; 6 prove singole, 2 di squadra, 1 prova a staffetta. L’iscrizione dev’essere effettuata entro il 22 giugno inviando una mail a: eGamesJudo@gmail.com indicando nome della squadra, nomi di atleti e coach, contatto telefonico. La gara si svolgerà in diretta su zoom alle 17 di mercoledì 24 giugno e potrà essere seguita su youtube.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2020 17:05:56 +0200
Federazione
Le antiche Olimpiadi (VII)

Roma 17 giugno 2020 Pubblichiamo oggi un nuovo avvincente racconto storico narrato dall’arch. Livio Toschi, nella sua veste di storico della FIJLKAM. Buona lettura!

Non solo sport a Olimpia

Nell’VIII canto dell’Odissea Omero descrisse i giochi organizzati dal re dei Feaci, Alcinoo, in onore di Ulisse. Gare sportive che s’intrecciavano con la musica, la danza e l’ispirazione poetica del cieco «immortal cantore» Demodoco.
Olimpia offriva un significativo esempio di questo connubio. La città sacra del Peloponneso durante i Giochi non era solo il più importante centro sportivo del mondo, ma anche un centro artistico, culturale e politico di grande rilievo, capace persino di assicurare la tregua nel paese (ekecheiria). Notava De Coubertin nelle sue Mémoires olympiques: «Non fu certo il caso che riunì un tempo a Olimpia intorno agli antichi sport gli scrittori e gli artisti, e da questa incomparabile unione derivò il prestigio di cui i Giochi godettero così a lungo».

1.2. Olimpia litografia
Personaggi di grandi capacità e ambizioni approfittavano delle Olimpiadi, momento di pacifico raduno (panegyris) di tutti i Greci, per farsi conoscere da un pubblico vastissimo e raggiungere così una rapida fama (doxa): la quadriennale competizione costituiva infatti una straordinaria cassa di risonanza. Insomma, se moltissimi venivano per vedere, tanti venivano per farsi vedere.
Durante i Giochi si firmavano importanti trattati e si stringevano proficue alleanze. Su una stele di bronzo, per esempio, è riportato l’accordo trentennale di pace sottoscritto nel 445 a.C. da Atene e Sparta. Va tuttavia precisato che la pace durò nemmeno la metà del tempo previsto, cioè solo fino al 431 a.C.
Fu per i campioni coronati d’ulivo ai piedi della collina di Crono che Simonide, Bacchilide e Pindaro scrissero i loro versi immortali, dando vita a un nuovo genere letterario, l’epinicio, che rese eterna l’altrimenti effimera gloria del vincitore. E fu dall’opistodomo del tempio di Zeus, vicino all’ulivo sacro, che Erodoto lesse le sue Storie, riscuotendo entusiastici consensi: «I suoi nove libri – afferma Luciano di Samosata, poliedrico scrittore del II secolo d.C. – furono chiamati coi nomi delle Muse» e lui «divenne più famoso addirittura dei campioni olimpici».
Nel I secolo d.C. anche il filosofo neo-pitagorico Apollonio di Tiana tenne dall’opistodomo i suoi discorsi sul coraggio e sulla saggezza. Asceta e taumaturgo, contrario al consumo di carne e ai sacrifici di animali, rinunciò a tutti i suoi averi e fu da molti considerato una sorta di Cristo pagano.
Luciano, presente a quattro edizioni dei Giochi, ricorda che «in seguito molti impararono questo espediente, questa scorciatoia per la notorietà: Ippia, il sofista nativo di quella zona, Prodico di Ceo, Anassimene di Chio, Polo di Agrigento e tanti altri pronunciarono i loro discorsi davanti all’assemblea di Olimpia e raggiunsero in breve la fama».
Secondo Eliano il noto matematico e astronomo Enopide di Chio (il primo a calcolare l’obliquità dell’ellittica) durante i Giochi del 472 a.C. espose una tavola di bronzo su cui era inciso un calendario astronomico di 59 anni, da lui chiamato il «grande anno».

2.3. Erodoto
Fra i tanti personaggi famosi presenti alle Olimpiadi vanno inoltre segnalati: nel 476 a.C. il condottiero Temistocle (che ricevette ovazioni per un giorno intero) e nel 420 a.C. lo storico Tucidide, poi il pittore Zeusi, l’oratore Demostene, Aristotele e Platone, che condivise la tenda con degli sconosciuti, meravigliandoli per il suo comportamento semplice e affabile. Sulle rive dell’Alfeo Gorgia, Lisia e Isocrate con i loro discorsi (logoi) infiammarono l’animo dei Greci alla concordia interna e alla guerra contro gli invasori. Grande fu la fama di Gorgia da Lentini, che venne onorato a Olimpia con una statua dedicatagli da suo cognato Eumolpo e a Delfi con una statua d’oro massiccio da lui stesso commissionata (con poca modestia). Una statua in Olimpia fu pure innalzata dagli abitanti di Lampsaco al concittadino Anassimene, che li aveva salvati dall’ira di Alessandro Magno a causa delle sconvenienti simpatie da loro mostrate verso la Persia.
Non mancarono gli eccessi: per dare la massima eco al suo gesto, scrive Luciano in un pamphlet sul filosofo cinico Peregrino, questi nel 165 d.C. si suicidò proprio a Olimpia, gettandosi nel fuoco.
3.4. Luciano di Samosata
Nel periodo aureo anche agli altri giochi panellenici assistevano i massimi esponenti della cultura greca, a sottolineare il loro stretto legame con lo sport, e molti non disdegnavano di parteciparvi attivamente. Bastino due soli, ma eloquenti esempi: Platone (“dalle larghe spalle”) gareggiò a Istmia nella lotta, mentre Euripide «combatté e fu incoronato» ai giochi di Atene e di Eleusi.

Didascalie:

In copertina: Apoteosi di Omero, di Jean-Auguste-Dominique Ingres (1827) – Louvre, Parigi / Sulla sinistra di Omero si nota Pindaro con la cetra

1. Olimpia, litografia di Carl Votteler (1891)

2. Statua di Erodoto, il “padre della storia”, davanti al Parlamento austriaco a Vienna / A Olimpia lesse in pubblico le sue Storie

3. Luciano di Samosata in un’incisione di William Faithorne (1660) / Assisté a ben 4 Olimpiadi

Data articolo: Wed, 17 Jun 2020 09:45:40 +0200
Karate
E-Kata: tutti i qualificati ai trentaduesimi

Roma 16 giugno 2020 Continua il contest di E-Kata organizzato dalla Federazione, la competizione on-line per tutti gli under 13 non agonisti.

Da oggi, il torneo femminile e quello maschile sono allineati e fino al 16 luglio assisteremo agli incontri dei 32esimi.
Vi ricordiamo che dal 18 luglio al 1 agosto ci saranno i 16esimi, e infine dal 3 al 9 agosto gli ottavi di finale.
Anche in questa fase pubblicheremo sulla nostra pagina FB 4 incontri ogni 2 giorni attraverso due post, uno di mattina e uno di sera.  Tutta la comunità del karate potrà votare un concorrente per post, attraverso le Facebook Reaction (“Love”, “Risata”, "Wow" o "Grr").
Ogni partecipante avrà dunque 48 ore di tempo per essere votato e per qualificarsi alla fase successiva.

Da questa prima fase verranno selezionati gli otto ragazzi più votati che si scontreranno, a settembre, con la presentazione di un nuovo kata che questa volta sarà esaminato dai coach della Nazionale azzurra. Rimarranno solo 4 ragazzi e 4 ragazze che avranno la possibilità di partecipare a un webinar con i tecnici della Nazionale del Kata per parlare delle loro performance, porre dei quesiti ma anche raccogliere i suggerimenti ed i consigli.

Ma non è finita qui. Di questi otto finalisti, infatti, soltanto un ragazzo e una ragazza saranno i vincitori che si aggiudicheranno l’onore e il piacere di allenarsi per un’intera giornata con tutta la squadra della Nazionale proprio qui al Centro Olimpico di Ostia.  

Consulta il calendario dei 32esimi qui

Data articolo: Mon, 15 Jun 2020 12:52:51 +0200
Federazione
“Reagire alle difficoltà: motivazione e resilienza nell’essere umano” Webinar gratuito riservato agli Insegnanti Tecnici 17 Giugno ore 17

Roma, 16 giugno 2020 - Nuovo appuntamento per la formazione a distanza, mercoledì 17 giugno 2020, alle ore 17.00, il Dott. Stefano Albano terrà un webinar dal titolo "Reagire alle difficoltà: motivazione e resilienza nell’essere umano”. Il seminario on line è riservato a tutti gli Insegnanti Tecnici Federali.

Data articolo: Tue, 16 Jun 2020 08:27:14 +0200
Federazione
Deliberate le modalità di organizzazione delle udienze nel periodo dal 12 maggio al 31 luglio 2020

Si comunica che il Presidente Domenico Falcone ha deliberato le modalità di organizzazione delle udienze nel periodo dal 12 maggio al 31 luglio 2020.
Sì precisa, inoltre, che le riunioni degli organi di giustizia collegiali e le relative udienze si svolgeranno esclusivamente da remoto in videoconferenza secondo le modalità indicate nella delibera stessa.

Nella sezione del sito dedicata alla Giustizia Sportiva e precisamente in "Protocollo udienze Covid" e "Documenti e Modulistica" sono state pubblicate la delibera e la modulistica di riferimento.

Delibera del Presidente

Data articolo: Mon, 15 Jun 2020 12:22:28 +0200

Lettera A Lettera B-Be Lettera Bi-Bz Lettera C1 Lettera C2 A.Camilleri A.Camilleri 2 Casati Modignani Lettera D-E Lettera F Lettera G-Gi Lettera Gl-Gz Lettera H-I-J Lettera K-Le Lettera Lf-LZ Lettera M-Me LetteraMi-Mz Lettere N-O Lettera P Lettera Q-R Lettera S-Sl LetteraSm-Sz Lettera T Lettera U-V Lett.da W a Z AA.VV. Dizionari Guide Lista libri


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